LA-U dell'OLIVO
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 inserito:: Novembre 22, 2025, 06:28:58 pm 
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UNIONE SOLIDALE per il Consolidamento dei Valori Etici Europei Occidentali.
Il Movimento Comunità era un partito politico italiano di orientamento federalista, socialista liberale e liberaldemocratico. Fondato in Piemonte nel 1947 per volontà dell'imprenditore progressista Adriano Olivetti, per simbolo aveva una campana adornata da un nastro con la scritta Humana Civilitas.
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Gianni Gavioli
ha aggiornato la descrizione del gruppo INTESA OLIVO POLICONICO, PROGETTO DI GOVERNO E DI SOLUZIONE DELLE PRIORITA'.
Amministratore
Esperto del gruppo in Realtà virtuale
Persona sempre più attiva

Aggiornamento.
21 giugno 2024
OLIVO LEUCOLEA vai a vedere.
OPON in formazione.
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INTESA DELL’OLIVO POLICONICO e O.P.O.N. - l'OPINIONE PUBBLICA ORGANIZZATA NAZIONALE - con la loro Piattaforma OLIVO POLICONICO E TERRITORIO, saranno il tentativo di concludere qualcosa di efficace nella PROGETTAZIONE di un Piano di evoluzione dalla attuale gestione della "Cosa Pubblica" nazionale e regionale.
L'area con cui intendiamo interagire corre dai Liberali Progressisti alla Sinistra Democratica.
L'INTESA dell'Olivo Policonico e l'Opinione Pubblica Organizzata Nazionale se arriveranno ad un adeguato numero di persone e di adesioni alla stesura del Progetto, lo proporranno alla Parte affine della attuale Politica.
Ma sino a quel momento opereranno esclusivamente nell'Immaginare ed elaborare il Progetto SENZA NESSUNA INFILTRAZIONE di Partitismi o peggio della Partitocrazia. Ammetteremo attività di confronto e consultazione con singoli elementi impegnati nell'area a noi affine, che agisce dai Liberali Progressisti sino alla Sinistra Democratica, Non Sfascisti.
La Piattaforma (Olivo Policonico e Idee dal Territorio a Confronto) sarà operante con un Gruppo di 30 persone, Attive nelle 20 Regioni e nel Direttivo, nell’intento di svolgere una Fattiva e Scambievole opera di Informazione e Comunicazione alla e con, la Base di Cittadini nella loro realtà Regionale e Locale. 
(Gianni) Gaetano Gavioli.
Italia – 19 febbraio 2024.
Aggiornato ad oggi 7 marzo 2024 
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Da tempo siamo sdegnati dagli aspetti negativi del convivere in questa nostra Società, invasa dal Malaffare e dal Caos Sociale e Politico.
Dobbiamo conoscere sin dove vogliono arrivare le PREVARICAZIONI, contrarie ai precetti dell'onestà e dell'equità, da parte di coloro che, non da oggi, sono al potere ottenuto con il cattivo consenso e con le menzogne.
Dobbiamo dire BASTA all'Accanimento delle ISTITUZIONI contro di NOI, CITTADINI, che da anni ne abbiamo subite di varia natura e gravità.
Il futuro sarà dedicato a cosa si possa e si debba fare in concreto e una volta per tutte, per cancellare l'onta che ci fa considerare nel Mondo, una Democrazia Imperfetta (Democracy Index 2021 - The Economist).
La Democrazia non ce l'ha regalata nessuno, i nostri Padri della Patria e la Resistenza di Popolo, con l'aiuto di Alleati, l'hanno strappata all'odio dei nazifascisti di allora.
In questo Gruppo, che si aggiorna con frequenza (non siamo una lapide) solo nell’intestazione, visto la nessuna partecipazione in Meta/Facebook, ci si deve rendere conto di cosa e di QUANTO NON SIAMO considerati da coloro che detengono il Potere,  sia come singole persone, sia come popolo italiano!
Facile dire "dobbiamo cambiare", ma in cosa se non abbiamo consapevolezza di chi siamo, oggi, noi!

Italia 16 agosto 2021.
ggiannig ciaooo
da FB

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 inserito:: Novembre 22, 2025, 06:21:31 pm 
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Diffidare di tutti?
In Europa ottimo sarebbe conoscersi meglio tutti! Diffidando.

Vale anche per l'Italia?
Noi conosciamo quasi tutto, di noi, dobbiamo cacciare tutti coloro che storicamente hanno agito male, in cento modi, verso la comunità italiana. Anche vendendosi a paesi stranieri del nuovo imperialismo.
Quindi si deve abbattere, con il voto, la Partitocrazia e la Cattiva Politica che hanno invaso la nostra Società, sfigurandola.
50 anni fa eravamo, tutti, messi peggio di come siamo oggi, ma sapevamo i diversi perché!
Oggi siamo nel Caos, qualsiasi stupido al potere può arrecare danno alla Società e alle persone più fragili.
Inoltre, come peggiorativo, abbiamo un Governo che pretende di Comandare con falsità, cattiveria, arroganza, invece di Governare.
ggg

 43 
 inserito:: Novembre 22, 2025, 05:38:51 pm 
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Gianni Gavioli

Condiviso con Tutti
20 novembre 2025

Lancio dell'Idea di formare **OLIVETTIESIMO** il "Sodalizio" di Studio e Sviluppo del Pensiero Sociopolitico di Adriano Olivetti.
Il patrimonio sociale e culturale che Adriano Olivetti ha lasciato al Mondo che vive, deve suscitare interessi di cambiamento e sviluppo in questa nostra Umanità, ormai surclassata dal Male.

**""Le Intenzioni, sono la direzione della volontà verso un Fine, sia esso un'azione specifica o un desiderio profondo.**
**Possono essere viste come il MOTORE che spinge all'azione, distinguendosi dalle motivazioni (le ragioni dietro un comportamento) perché sono più consapevoli e deliberate.""**
**DA: AI Overview**

Oggi, NOI soliti POCHI, lanciamo l'ennesima provocazione del "fare Insieme" un Sodalizio di comunicazione del pensiero sociale e politico di Adriano Olivetti.
Ed inoltre dell'Essere personalmente Indipendenti e Differenti.


ciaooo
Gianni Gavioli

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 inserito:: Novembre 22, 2025, 05:31:39 pm 
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Adriano Olivetti
L'uomo del futuro

Adriano Olivetti -

Nel corso dei lavori del Quarantaduesimo Comitato Unesco tenutosi dal 24 giugno al 4 luglio 2018, è stato celebrato l’ingresso nella lista del patrimonio mondiale di “Ivrea città industriale del XX secolo”. Alla base di questo riconoscimento ci sono l’intuizione e la capacità di Adriano Olivetti, un ingegnere partito dalla piccola azienda ereditata dal padre e che ha raggiunto un successo nazionale ed internazionale. Figura chiave dello sviluppo industriale italiano della prima metà del Novecento, nasce sulla Collina di Monte Navale, nelle vicinanze di Ivrea l’11 aprile 1901. Il padre Camillo, anch’egli ingegnere, nel 1908 fonda a Ivrea la “Società Ing. C. Olivetti e C., prima fabbrica di macchina da scrivere”. Qui il giovane Adriano nel 1924, dopo avere conseguito la laurea in chimica industriale al Politecnico di Torino, inizia un apprendistato come operaio. L’anno seguente compie un viaggio di studi di circa un anno negli Stati Uniti. Percorre il paese in lungo e in largo, visita fabbriche, stabilimenti e uffici. Nonostante le insistenti richieste non riesce a incontrare Henry Ford, anche se proprio ad Adriano Olivetti si dovrà l’affermazione dei principi del taylorismo e del fordismo nell’industria italiana. Durante la sua permanenza americana matura la scelta di seguire la strada del padre. Rientrato a Ivrea propone in azienda un vasto programma di progetti e innovazioni per modernizzare l’attività della Olivetti: organizzazione decentrata del personale, direzione per funzioni, razionalizzazione dei tempi e dei metodi di montaggio di sviluppo della rete commerciale in Italia e all’estero. Favorisce la costruzione di nuove fabbriche e sedi commerciali in Europa, in America Latina, in Medio Oriente e in Africa, tanto da ottenere alla fine degli anni Trenta un terzo del fatturato proprio all’estero. Avvia inoltre il progetto di realizzazione della prima macchina da scrivere portatile, che esce sul mercato nel 1932, con il nome di MP1. Proprio nello stesso anno, consolida la sua posizione di rilievo, con la nomina di direttore generale dell’azienda, di cui diventa presidente nel 1938, subentrando al padre. L’avvento della guerra e le sue posizioni dichiaratamente antifasciste lo costringono all’esilio in Svizzera tra il 1944 e il 1945.

    Imprenditore, intellettuale, politico, editore. Adriano Olivetti è stato molte cose, ma soprattutto un ingegnere chimico poliedrico e visionario, che ha cambiato le regole della produzione industriale, anticipando i tempi e disegnando una fabbrica a misura d’uomo

Si definisce un socialista liberale, un’etichetta che rivendicherà tutta la vita.
Nel dopoguerra intensifica anche la sua attività di editore e scrittore. Trasforma una piccola casa editrice fondata in precedenza con alcuni amici, la Nei (Nuove Edizioni Ivrea), nelle Edizioni di Comunità e avvia un vasto programma editoriale che comprende opere di tutti i settori, dalla filosofia, alla sociologia, all’economia, di autori ancora sconosciuti al grande pubblico. Comunità è anche il nome del movimento politico e culturale che Adriano fonda nel 1947, con l’intento di affermare nuovi equilibri sociali, politici ed economici. Il movimento si presenta anche alle elezioni amministrative del 1956, in cui Olivetti trionfa, diventando sindaco di Ivrea. Sul piano aziendale intanto si continuano a perseguire obiettivi di eccellenza tecnologica, di innovazione e di apertura verso i mercati internazionali, dedicando particolare cura al design industriale. Tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta vengono lanciati sul mercato alcuni prodotti destinati a diventare veri oggetti di culto per la bellezza, per la qualità tecnologica e per l’eccellenza funzionale: la macchina per scrivere Lexicon 80 (1948), la macchina per scrivere portatile Lettera 22 (1950), la calcolatrice Divisumma 24 (1956). A livello sociale nel 1948 negli stabilimenti di Ivrea viene costituito il Consiglio di gestione, per molti anni unico esempio in Italia di organismo aziendale paritetico con poteri consultivi di ordine generale, sulla destinazione dei finanziamenti per i servizi sociali e l’assistenza. Dal 1956 l’Olivetti riduce l’orario di lavoro da 48 a 45 ore settimanali, a parità di salario, in anticipo sui contratti nazionali di lavoro e si procede alla costruzione di quartieri residenziali per i dipendenti, di sedi per i servizi sociali quali la biblioteca, la mensa, l’asilo. Gli ottimi risultati conseguiti non distolgono l’attenzione di Adriano Olivetti dall’emergente tecnologia elettronica che si va sviluppando nel dopoguerra. Già nel 1952 l’azienda apre negli Stati Uniti un laboratorio di ricerche sui calcoli elettronici e tre anni dopo ne inaugura uno tutto italiano a Pisa. I risultati portano nel 1959 al lancio sul mercato dell’Elea 9003, il primo calcolatore elettrico sviluppato e prodotto in Italia. A coronamento di un lungo percorso iniziato come operaio trentacinque anni prima, Adriano, sempre nel 1959, conclude un accordo per l’acquisizione della Underwood, azienda americana di macchine da scrivere, con quasi undicimila dipendenti, a cui il padre Camillo si era ispirato quando nel 1908 aveva avviato la sua iniziativa imprenditoriale. In piena attività e con molti progetti importanti pronti da sviluppare, il 27 febbraio 1960, Adriano Olivetti improvvisamente muore colto da trombosi celebrale, durante un viaggio in treno da Milano a Losanna. Imprenditore, intellettuale, politico, editore. Adriano Olivetti è stato molte cose, ma soprattutto un ingegnere chimico poliedrico e visionario, che ha cambiato le regole della produzione industriale, anticipando i tempi e disegnando una fabbrica a misura d’uomo. Ha saputo trasformare una piccola cittadina di provincia in un punto di riferimento per economisti, scrittori, intellettuali, artisti. Il centro di un umanesimo laico e di un neocapitalismo, un laboratorio politico e sociale in cui realizzare il sogno di una nuova società sulla terra.
Ripercorriamo la sua vita e la sua attività imprenditoriale, anche con stralci di sue interviste, attraverso una puntata del programma Il Tempo e la Storia.
Da segnalare anche la fiction prodotta dalla Rai nel 2013, dedicata alla figura dell’imprenditore di Ivrea, con la partecipazione di Luca Zingaretti nel ruolo di Adriano Olivetti.

da raicultura


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 inserito:: Novembre 20, 2025, 12:13:20 pm 
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Il patrimonio sociale e culturale di Adriano Olivetti lasciato al Mondo che vive, deve suscitare interessi di cambiamento e sviluppo in questa nostra Umanità, ormai surclassata dal Male.  

""Le Intenzioni, sono la direzione della volontà verso un Fine, sia esso un'azione specifica o un desiderio profondo.
Possono essere viste come il MOTORE che spinge all'azione, distinguendosi dalle motivazioni (le ragioni dietro un comportamento) perché sono più consapevoli e deliberate.""
DA:  AI Overview


Oggi, NOI soliti POCHI, lanciamo l'ennesima provocazione del fare Insieme comunicazione di sviluppo e dell'Essere Differenti.  

ciaooo
Gianni Gavioli

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 inserito:: Novembre 17, 2025, 07:16:41 pm 
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Gianni Gavioli
Il Comunismo italiano è sempre stato diverso a suo modo, perché l'Italia era diversa.
Era un popolo di Comunisti e di Cattolici.
Noi giovani si imparava dagli uni e dagli altri.
Io sono nato in una famiglia Emiliana di Sinistra, ma anche, da parte di madre, Calabrese.
E questo ha contato nel formarmi, giocando nel circolo comunista e servendo messa.
Poi nel 1956 ho conosciuto i moti del popolo ungherese di allora!
Da allora mi sono sempre definito: Non Comunista ma non Anticomunista.
Nel Comunismo c'è del buono da scoprire, ma non chiamatelo Socialismo, depurati tutti e due dai molti errori e da fonti ideologiche IngannaPopolo, sarebbero utili alle Democrazie AUTOREVOLI.
ggiannig
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 47 
 inserito:: Novembre 13, 2025, 01:01:26 am 
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Il PD, sono tanti partiti, TROPPI sia dentro che intorno!

Mancano soltanto coloro che non votano per Protesta contro una legge elettorale da circo equestre.

Un tendone chiuso dove si vendono poltrone. 
ciaooo

 48 
 inserito:: Novembre 13, 2025, 12:58:42 am 
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Gianni Gavioli
 
Amministratore
Esperto del gruppo in Virtual Reality

Persona più attiva

Stiamo studiando l'ipotesi che OPON, se riuscirà a formarsi, nasca come una FONDAZIONE.
OPON Opinione Pubblica Organizzata Nazionale.
Fondazione Politica Apartitica Italia-Europa.
Abbiamo bisogno dei contributi Basilari, formativi e fondativi,
da parte di persone esperte, per lo Statuto e la concretizzazione della Fondazione.
Gianni Gavioli

 49 
 inserito:: Novembre 13, 2025, 12:53:17 am 
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Come te ribelle.

Vorrei
Essere
Milioni di Donne
Schiave.

E come te ribelle.
Ma sono
Vecchio
Vestito di anni

Capace
D'Intendere
Non di Volere.
Solo.

ciaooo

Ispirata da Monica Vitti
Novembre 2024

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In effetti il mio Arlecchino Euristico, é un personaggio Solo. 
A suo modo sta vicino alle persone e questo, oggi, lo porta ad una sorda solitudine, muta tra mille parole sentite, ma non ascoltate.
Parole viste vivere e morire, parole che gli sono passate accanto, come presenze in un canovaccio dove é solo accennato il tutto
che deve comunicare vivendolo. Parole/Persone che ti sembrava applaudissero ma forse erano solo gesti, non ti so dire.
Le maschere non sentono gli applausi, i fischi e neppure le imprecazioni.
Non c'è motivo sia diverso, perchè devono difendersi soltanto dalla polvere.     
ciaooo

 50 
 inserito:: Novembre 07, 2025, 05:00:01 pm 
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Gianni Gavioli

Viaggio nella Storia

In un’Europa devastata dall’occupazione nazista, dove il terrore aveva preso il posto della speranza e le strade odoravano di paura, una ragazza di appena diciassette anni decise di non piegarsi.
Il suo nome era Lepa Radić.

Era nata nel 1925, in una piccola cittadina della Bosnia, in una famiglia contadina semplice e orgogliosa. Crebbe tra i campi, i monti e le voci antiche della sua terra. Amava leggere, studiare, sognava un futuro sereno. Ma la guerra le strappò via l’infanzia troppo presto.

Quando le truppe naziste invasero la Jugoslavia nel 1941, Lepa vide il suo paese frantumarsi sotto il peso dell’odio. Vide uomini deportati, case incendiate, bambini rimasti soli. E capì che il silenzio non era più possibile.
Aveva solo sedici anni quando si unì ai partigiani jugoslavi, il movimento di resistenza che combatteva contro l’occupazione tedesca.

Non portava un fucile sulle spalle ogni giorno, ma la sua missione era altrettanto rischiosa: trasportava armi e medicinali, curava i feriti, portava messaggi segreti da un villaggio all’altro. Ogni passo era una sfida alla morte.
Lepa non cercava la gloria. Cercava la libertà.
E lo faceva con una calma e un coraggio che molti uomini adulti non seppero mai trovare.

Nel febbraio del 1943, durante la battaglia di Grmeč, i tedeschi accerchiarono il suo gruppo. Dopo giorni di scontri feroci, Lepa fu catturata. La interrogarono, la picchiarono, cercarono di spezzarla.
Ma non ci riuscirono.

Quando le offrirono la vita in cambio dei nomi dei suoi compagni, Lepa li fissò con occhi limpidi e rispose:
“Non sono una traditrice del mio popolo.”

All’alba del 8 febbraio, la condussero nella piazza di Bosanska Krupa. Aveva il viso gonfio, i capelli disordinati, ma lo sguardo era sereno.
I soldati tedeschi prepararono la corda. La folla, terrorizzata, guardava in silenzio. Qualcuno piangeva.
Lepa salì al patibolo con passo fermo, le mani legate dietro la schiena. Si voltò verso la gente e gridò parole che ancora oggi restano scolpite nella memoria dei Balcani:

“Compagni, non temete per me! Il mio sacrificio servirà alla libertà! Combattete e vincerete!”

Poi sorrise.
Un sorriso lieve, quasi dolce.
Un sorriso che fece impallidire i suoi carnefici.

Pochi istanti dopo, la corda si tese. Ma quel sorriso rimase sospeso nell’aria, come una luce che non si spegne.

Lepa Radić non morì sconfitta: morì invincibile.
Aveva solo diciassette anni, ma il suo nome divenne leggenda. In Jugoslavia fu onorata come Eroina Nazionale — la più giovane del Paese a ricevere quel titolo.

La sua storia non è solo un ricordo di guerra: è un messaggio di coraggio, di lealtà e di dignità.
Ci ricorda che la libertà non è mai gratuita, e che a volte sono i più giovani a insegnarci cosa significa non arrendersi.

A diciassette anni, Lepa Radić scelse l’onore invece della vita.
E in quella scelta trovò l’eternità.

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Nella fotografia:

La Morte vide il tuo Viso Austero e si impauri', . . . lascio' fare al servo nazista!
ggiannig

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