LA-U dell'ulivo
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 inserito:: Oggi alle 12:05:30 am 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
Continuo a non farmi una ragione dell'accanimento di FB nei miei confronti.

La mia Pagina in Facebook, IL MONITORE è congelata e mi è ancora impedita ogni attività, oltre l'accesso, ma sono impedito nel poter agire inserendo miei post o con miei copia-incolla.
Seguitano le difficoltà di entrata in Fb, da diverse testate dei Media, agendo dal cellulare come Arlecchino.
Strani disturbi e l’apparizione di messaggi nel mio cellulare, che citano miei famigliari al fianco dell’effige di Arlecchino (quella in FB) subito cancellati. Ed altri fastidiosi “errori” in cui incorre spesso Facebook.

Mi stavano portando alla decisione di ritirare completamente la mia partecipazione in FB.
Ma non lo farò!


Io sono quello che si legge, non ho segreti da custodire ne interessi particolari da "covare".
La forza sociale della mia assoluta indipendenza, se mi si mette sotto attacco diventa debolezza.
Alle mie spalle ho dolore cervicali e lombalgia, nessuna protezione e nessun condizionamento!
Non ho neppure motivi o interessi per atti di eroismo.
Mi ha sempre interessato stimolare le persone, che mi leggono, a riflettere sulle realtà che ci circondano e l’ho sempre fatto ispirato dall’esperienza e dall’interesse forte per una idea, non soltanto prodiana, quella espressa nelle tesi dell’Ulivo. 

Mi sento minacciato da questo accanimento e dalle sue tecniche.

Alla mia età sono altri i timori che spaventano. Ma non sono solo e alla mia famiglia, con le diversità di opinione e i comportamenti indipendenti dal “babbo” ormai nonno, tengo molto.
Dal mio essere nulla non voglio grane da fanatismi o da asserviti di qualche movimento che spesso ho attaccato, con i miei post, per la loro cattiva politica.
Non ho mai portato attacchi alle persone ma alle loro idee sì, se tendevano al Caos o portavano odio oppure attaccavano l’integrità della nostra Italia.

Ma non mi ritiro da Facebook, … mi metto in disparte.

Da questa sera, su Fb, non mi occuperò più di politica nazionale, di partitocrazia o simili.
Oltre a queste anguste questioni c’è molto altro a cui dedicare attenzioni e farne comunicazione, in primis il marketing il mio campo, il mondo delle produzioni industriali, del commercio, della politica estera fatta da nazioni straniere, della cultura locale e dell’ambiente. 

Arlecchino non si spoglia, ma non vuole fare da bersaglio.

ggiannig ciaooo


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 inserito:: Settembre 21, 2021, 10:21:08 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino

 

Continuo a non farmi una ragione dell'accanimento di FB nei miei confronti.

La situazione deve essere chiarita o sarò costretto a prendere provvedimenti a mia salvaguardia, anche ritirandomi da Fb.

ggiannig ciaooo

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 inserito:: Settembre 21, 2021, 07:27:58 pm 
Aperta da Admin - Ultimo messaggio da Arlecchino

SOCIALESIMO. Insieme in una Democrazia Costituzionale Socialista.

IL SOCIALESIMO mi sembra sia un termine che non esiste, l'ho inventato io le darò il significato che vorrò!

Il concetto è ampio ed è legato all'Europeismo, allo Stato Nazionale, al miglior Regionalismo che valorizzi il bene locale non per rubarselo, al mondo del lavoro e della produzione, ecc.

Tutto in preparazione, da solo avrò tempi lunghi ma i fondatori democratici e indipendenti sono rari.

Vi terrò aggiornati.

ggiannig ciaooo

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 inserito:: Settembre 21, 2021, 02:57:47 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
SINO AL DOPO LE ELEZIONI non farò più commenti personali, scritti a cappello delle news che posterò.


La mia partecipazione ai fatti e il mio modo di pensare e valutare gli eventi li capirete dalle news che sceglierò di portarvi in lettura.


ggiannig ciaooo

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 inserito:: Settembre 21, 2021, 02:56:06 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino


SINO AL DOPO LE ELEZIONI non farò più commenti personali, scritti a cappello delle news che posterò.


La mia partecipazione ai fatti e il mio modo di pensare e valutare gli eventi li capirete dalle news che sceglierò di portarvi in lettura.


ggiannig ciaooo


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 inserito:: Settembre 20, 2021, 07:24:13 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
Facebook, vip sottoposti a regole meno rigide rispetto agli altri utenti

di Enrico Forzinetti

La rivelazione è del Wall Street Journal: il programma XCheck ha creato un binario parallelo di moderazione dei contenuti per le personalità più in vista. Ma nei fatti si è trasformato in un sistema per pubblicare post senza particolari filtri
Su Facebook esistono regole diverse in base alla tua fama. Almeno questo è quanto ha certificato l’ultima inchiesta del Wall Street Journal svelando un programma interno al social per inserire i post e i contenuti di utenti molto conosciuti in una sorta di whitelist, di fatto non soggetta alle stesse regole di moderazione a cui sono sottoposti gli altri iscritti. XCheck, pronunciato però come Cross-Check, interessa da vicino 5,8 milioni di cosiddetti Vip tra cui politici, sportivi, attivisti e celebrità di vario genere. Un gruppo che può accedere a un processo di valutazione dei post privilegiato e realizzato da una schiera di moderatori preparati a riguardo (differente da quella che cura gli altri contenuti). Non che di questo team dedicato ci fosse particolare bisogno visto che come riporta il quotidiano economico solo il 10% dei post dei Vip è stato effettivamente passato al vaglio.
I motivi dell’eccezione
In sostanza XCheck è un programma che permette alle celebrità di poter condividere contenuti senza particolari restrizioni a monte. Una decisione di Facebook presa dopo un ragionamento che suona molto razionale: silenziare il post di quel politico o l’opinione di quell’altro sportivo avrebbe esposto il social a lunghe battaglie a colpi di comunicati stampa, con effetti negativi sull’immagine della stessa piattaforma. All’apparenza, meglio adottare una posizione più lassista.
Numeri e casi rilevanti
Stando ai dati citati nell’articolo, solo nell’anno scorso il sistema XCheck avrebbe così permesso 16 miliardi di visualizzazioni di contenuti che sarebbero poi stati rimossi in un secondo momento. Tra questi spiccano casi eclatanti come quello del calciatore brasiliano Neymar che pubblicò la foto di nudo di una donna che lo aveva accusato di molestie sessuali.Un contenuto normalmente subito bloccato dalla piattaforma che in questo caso non venne cancellato a causa del particolare processo di moderazione a cui è sottoposto una personalità come Neymar. L’immagine fu così visualizzata quasi 60 milioni di volte prima di essere effettivamente rimossa dalla piattaforma.
Le reazione
Facebook ha risposto all’inchiesta del Wall Street Journal sostenendo che il report cita problemi del passato a cui sta cercando una soluzione, ricordando poi l’impegno della piattaforma nel trovare un giusto compromesso tra moderazione, accuratezza e velocità della condivisione. Andy Stone, manager della comunicazioni di Facebook, ha poi detto che questo sistema parallelo di moderazione dei contenuti era già stato svelato nel 2018. Non si è fatto attendere però nemmeno il commento dell’Oversight Board, la cosiddetta Corte suprema di Facebook costituita da 20 membri con l’ultima parola quando si parla di contenuti condivisi sulla piattaforma. In un Tweet, la commissione indipendente ha ricordato di aver sottolineato più volte la mancanza di trasparenza del social nella moderazione dei contenuti.
La sospensione di Trump
Un altro aspetto interessante è che questa rivelazione si lega al celebre caso di estromissione dell’ex presidente Donald Trump, su cui lo stesso Oversight Board si pronunciò favorevolmente lo scorso maggio, chiedendo però maggiore chiarezza sull’indefinitezza della sospensione. Il mese successivo la società aveva stabilito in due anni la durata di questa misura, annunciando poi una svolta sui trattamenti di favore riservati ai politici nell’esprimersi sul social. Non un caso visto che stando al report del giornale lo stesso account di Trump era inserito nel programma XCheck.


14 settembre 2021 (modifica il 14 settembre 2021 | 11:30)

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 inserito:: Settembre 20, 2021, 07:21:21 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
Arlecchino Euristico - AUTOSOSPESO da FACEBOOK

Per gravi offese alla mia dignità da Vecchio lottatore solitario sul web, adesso mi dedicherò maggiormente qui nella mia LAU.

Lo farò sino a quando durerà l'autoesilio da Fb, riprendendo le insegne DELL'ULIVASTRO e la divisa tutta mia personale di FORUMULIVISTA.

ciaooo

Ps: rientrato oggi 20 settembre trovando ancora bloccato IL MONITORE.

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 inserito:: Settembre 20, 2021, 05:36:20 pm 
Aperta da Admin - Ultimo messaggio da Arlecchino
Gianni Gavioli
Amministratore
 
Il MONITORE

Alla liberazione da parte di Fb de IL MONITORE!
Pace e serenità tra noi!

Se decidete che ogni pagina per essere libera di partecipare deve pagare un abbonamento diteci a quanto ammonta.
Siete troppo importanti per rinunciare alla possibilità di comunicare tra di noi AMICI IN FACEBOOK.

ggiannig
PS: adesso il Re è Nudo, finitela lì!
Datemi l'accesso a IL MONITORE!

IO SU Fb il 20 SETTEMBRE 2021

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 inserito:: Settembre 20, 2021, 05:23:13 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
Facebook deve informare gli utenti che utilizza i loro dati a fini commerciali. Il social rischia un'altra sanzione

Dopo la conferma della sanzione per pratica commerciale scorretta da parte del Tar, ora Facebook rischia un'ulteriore sanzione per non aver ottemperato all'obbligo di pubblicare la rettifica e di informare gli utenti che i loro dati vengono utilizzati a fini commerciali. Partecipa alla nostra class action.

23 marzo 2020
Di Luca Cartapatti

ATTENZIONE: a causa dell’emergenza del coronavirus, l’attività dei tribunali è stata temporaneamente sospesa e quindi anche la nostra class action. Monitoriamo costantemente la situazione: puoi seguire gli aggiornamenti visitando la pagina dell'azione.
 
La storica sentenza del Tar di qualche settimana fa, che ha confermato la sanzione per pratica commerciale scorretta inflitta alla piattaforma di Zuckerberg dall'Antitrust, ha riconosciuto che i dati degli utenti raccolti e utilizzati da Facebook per fini commerciali hanno un valore economico e che il social network non ha informato correttamente di questo i suoi iscritti.
Oltre a sanzionare Facebook per 5 milioni di euro, l’Autorità aveva infatti vietato a Facebook di proseguire con questa pratica ingannevole e disposto che il social pubblicasse una rettifica sulla propria homepage italiana, sull’app di Facebook e sulla pagina personale di ciascun utente italiano registrato. Nonché di rimuovere il claim “è gratis e lo sarà per sempre” dalla home page.
Nonostante il claim si stato effettivamente rimosso, il consumatore che si voglia registrare al social network tuttavia continua a non essere informato dalla società, con chiarezza e immediatezza, quanto alla raccolta e all’utilizzo dei propri dati con finalità remunerative. Inoltre ad oggi Facebook non ha ancora pubblicato la dichiarazione di rettifica come richiesto dall'Autorità.
Per queste ragioni l'Antitrust ha aperto un procedimento per inottemperanza nei confronti del social network che potrebbe portare a un'ulteriore sanzione di altri 5 milioni di euro. Questo ulteriore passaggio dimostra che abbiamo ragione: i comportamenti adottati in passato da Facebook sono stati scorretti e sanzionabili. Aspetto che conferisce ulteriore forza alla nostra class action con cui chiediamo un risarcimento di 285 euro per ogni anno di iscrizione al social network. Aderisci anche tu, siamo già oltre 125.000.
Partecipa alla class action

La sentenza del Tar: i dati hanno un valore
Nella sentenza con la quale il Tar ha confermato la sanzione a Facebook per pratica commerciale scorretta, si legge che i dati personali possono "costituire un asset disponibile in senso negoziale, suscettibile di sfruttamento economico e, quindi, idoneo ad assurgere alla funzione di controprestazione in senso tecnico di un contratto". Ovvero, tradotto in soldoni, il giudice ha decretato che i dati degli utenti che Facebook ha raccolto e utilizzato hanno un valore economico. Il social network, però, non ha informato di questo i suoi iscritti al momento dell'iscrizione, né li ha informati sul modo in cui ha tratto profitto da questi dati.
Secondo il giudice amministrativo, gli operatori che traggono profitto dai dati degli utenti devono rispettare quegli obblighi di chiarezza, completezza e non ingannevolezza delle informazioni nel momento in cui acquisiscono i dati. Il consumatore deve essere informato dello scambio di prestazioni che avviene a seguito della sua iscrizione al social network.
Dicembre 2018: la multa di Antitrust
Ma facciamo un passo indietro. Nel dicembre del 2018 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva multato il social network di Zuckerberg per un totale di 10 milioni di euro. Tra le altre cose, a Facebook era stata contestata dal Garante soprattutto la pratica commerciale scorretta nel momento in cui acquisisce i dati degli utenti. Era stata la prima sanzione in Europa contro la scarsa trasparenza di Facebook sull’uso dei dati degli iscritti al social e il loro sfruttamento economico senza adeguata informazione e consenso. Facebook si è rivolta al Tar per chiedere l'annullamento della sanzione. Il Tar, però, nell'ultima udienza ha deciso di confermare la sanzione almeno nella parte che riguarda la scarsa trasparenza nel momento dell'iscrizione alla piattaforma e l'abuso nell'utilizzo dei dati personali (ovvero la pratica commerciale scorretta). Ora non resta che aspettare la pronuncia del giudice sull'ammissibilità della nostra class action: abbiamo richiesto un risarcimento di 285 euro per ogni utente e per ogni anno di iscrizione al social. Ma dopo questa decisione del Tar le nostre richieste sono ancora più fondate.
Con lo zampino di Altroconsumo
La multa era arrivata grazie alla nostra segnalazione. L'Antitrust aveva aperto infatti un procedimento nei confronti di Facebook per pratiche commerciali scorrette sulla raccolta e l'utilizzo dei dati. Secondo l'AGCM, dunque, l'utente non sarebbe avvisato del fatto che, accettando di usare il social network, cede dei dati per i quali ci sarà anche un uso commerciale. Già prima di questa sanzione, avevamo inviato una lettera di diffida proprio a Facebook perché sapere quali provvedimenti sarebbero stati presi per tutelare gli utenti e i loro dati. E, sempre a Facebook, avevamo chiesto ulteriori chiarimenti insieme alle altre organizzazioni indipendenti di consumatori europee.
Il controllo dei dati in cambio di denaro
A partire dal 2016 Facebook ha messo in piedi un vero e proprio sistema di monitoraggio autorizzato dei dati attraverso cui ha tenuto sotto controllo le attività di migliaia di ragazzi tra i 13 e i 35 anni. Stando a quanto diffuso dal sito TechCrunch, è stato sufficiente installare l'app Facebook Research per permettere al social network di avere una panoramica piuttosto ampia sulle attività degli utenti online. Attraverso l'app il sistema riusciva a tenere sotto controllo tutte le piattaforme del gruppo (Facebook, Messenger, Instagram e WhatsApp) ma non solo: monitorava anche altre attività come la cronologia degli acquisti Amazon. Abbiamo inviato una lettera a Facebook, per chiedere che venga fatta ulteriore chiarezza sulla vicenda. L'inchiesta di TechCrunch ha evidenziato che l'intento di tutta l'operazione era quello di migliorare l'offerta e studiare il comportamento degli utenti online. Un'attività che ha portato nelle tasche degli utenti circa 20 dollari al mese: segnale che per l'azienda i dati un valore lo hanno eccome. Lo stesso valore che reclamiamo con la nostra class action contro Facebook.

Tutti i passi falsi di Facebook

Cos'era successo con Cambridge Analytica

Come vengono raccolti i dati Facebook dalle app

Come hanno pilotato le scelte dei consumatori

Come tutelarsi e modificare la privacy


Da - https://www.altroconsumo.it/hi-tech/internet-telefono/news/facebook-cambridge-analytica

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 inserito:: Settembre 20, 2021, 05:09:38 pm 
Aperta da Arlecchino - Ultimo messaggio da Arlecchino
Da Facebook del 16 settembre 2021.

Vito Mancuso

Questa mattina ho partecipato a una trasmissione di Radio Tre, dal titolo "Tutta la città ne parla", dedicata alle parole di Papa Francesco sull'aborto.
Le presento riprendendole dal sito Vatican News: "L'aborto è più di un problema, è un omicidio, chi fa un aborto uccide, senza mezze parole... è una vita umana! Questa vita umana va rispettata, questo principio è così chiaro! A chi non può capire farei questa domanda: è giusto uccidere una vita umana per risolvere un problema? è giusto assumere un sicario per uccidere una vita umana?".

Di fronte a queste parole del Papa desidero precisare quanto segue:
1. Il concepito è vita umana, non c'è il minimo dubbio.
2. Non ogni soppressione di una vita umana è un omicidio - si consideri, per esempio, il caso di un poliziotto che uccide un terrorista che si accinge a compiere una strage, o un soldato in guerra.
3. Ci possono essere aborti equiparabili a omicidi, ma ce ne possono essere altri che non lo sono per nulla, quando la soppressione della vita nascente è l'unica possibilità di non stroncare, o fisicamente o moralmente, la vita della madre.
4. La domanda del Papa "è giusto uccidere una vita umana per risolvere un problema?" è pertinente e fa pensare, ma a decidere come risolvere il problema deve essere alla fine chi ce l'ha.
5. La misericordia, che è al centro del pensiero di papa Francesco, si deve estendere anche alla dottrina, non solo alle persone.
6. Parlare del medico che effettua l'aborto come di un "sicario" manifesta un uso aggressivo, direi violento, del linguaggio.
7. Papa Francesco manifesta ancora una volta il suo essere molto avanti nell'ambito della morale sociale, ma sostanzialmente fermo nell'ambito della morale individuale.


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