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 inserito:: Gennaio 29, 2023, 11:40:57 pm 
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Foglio Clandestino, Aperiodico Ad Apparizione Aleatoria

Gilberto Gavioli
Persona più attiva
  · pdeortoSns23000fh6u8g9u454g19fcmf77hlm90hl15a2mgmli95ma 31i3  ·

VIII – L’immaginazione

Quando uscirono le mie prime poesie, un critico che certamente aveva ragione nella sua critica, ma non nei suoi fondamenti, scrisse che le immagini appesantivano le poesie poiché non erano giunture chiare per il pensiero.
Che equivoco sulla funzione dell’immagine, tra tutti il più comune! Proprio per questo gli uomini non vivono più nella poesia, perché credono che sia una forma fiorente, un poco diafana ma facilmente accessibile dell’attività razionale logica.
Ma come, se l’immagine riassume in sé ciò che il pensiero non può presentire? Se è una conoscenza più alta ed essenziale quella che ti si offre? Consapevolezza dell’unità della vita, che nessun pensiero è capace di afferrare. Dove tu non vedi relazioni, il poeta intuisce corrispondenze.
Le immagini poetiche sono fatte di contrasti, che, raccolti insieme, non si limitano a gettar luce sulla propria reciprocità, ma sulla corrispondenza e l’unità di tutte le cose nella vita che viviamo. L’immagine è tanto più poderosa quanto più è impercettibile il collegamento che esprime. Ciò che è diviso si raccoglie nell’immagine in semplicità e modestia. Le sabbie mobili in cui la tua vita affonda si fanno terreno.
Puoi immaginare di scrivere una poesia in cui usi argomentazioni logiche per dimostrare la corrispondenza e l’unità delle cose? Con l’indice levato: È questo che intendo! o non riuniresti le due cose che sono più distanti al mondo in una singola immagine, in modo che la loro relazione risalti agli occhi?
A quel punto le tue parole sono divenute superflue. Quasi non hai parlato, e tutto è stato detto.
La conoscenza interiore del poeta è conoscenza delle relazioni.
Voi siete suoi fratelli, e le pietre lo sono, e gli alberi, i deserti e i semi.
L’immagine non è mai stata la mente del poeta, ma il suo cuore vivente.

PAUL LA COUR (1902-1956)
da ‘FRAMMENTI DI UN DIARIO'
traduzione di Alessandro Fambrini
Il Foglio Clandestino, n. 76, 2012.

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 inserito:: Gennaio 28, 2023, 03:31:37 pm 
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Sonia C. Sull'argomento corruzione o altre schifezze che spremendo i Partiti e la cattiva politica emergono copiose, non mi interessano nel singolo caso o nella loro provenienza partitica.
Sono altre le mie attenzioni e i miei interessi sociali e politici, da qualche anno in qua (più di venti).

La mia indipendenza dallo spezzatino dei partiti, di oggi e da quanto sopra, cerco di esprimerla nei miei/nostri Gruppi Tematici in Facebook.

Da vecchio Ulivista posso permettermelo, pur rimanendo impegnato nell’area Progressista, Riformista, Europeista e Occidentale.

Gli “inciampi” in cui cadono certi personaggi, lo considero materiale di scarto di cui si deve occupare la Magistratura, non chi crede ancora nella bella politica e nei sani partiti, che dobbiamo/dovete (io sono vecchio) creare per il futuro dei nostri giovani.   
ciaooo

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 inserito:: Gennaio 28, 2023, 03:27:41 pm 
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Gilberto Gavioli
Persona più attiva
  · pdeortoSns23000fh6u8g9u454g19fcmf77hlm90hl15a2mgmli95ma 31i3  ·

VIII – L’immaginazione
Quando uscirono le mie prime poesie, un critico che certamente aveva ragione nella sua critica, ma non nei suoi fondamenti, scrisse che le immagini appesantivano le poesie poiché non erano giunture chiare per il pensiero.
Che equivoco sulla funzione dell’immagine, tra tutti il più comune! Proprio per questo gli uomini non vivono più nella poesia, perché credono che sia una forma fiorente, un poco diafana ma facilmente accessibile dell’attività razionale logica.

Ma come, se l’immagine riassume in sé ciò che il pensiero non può presentire? Se è una conoscenza più alta ed essenziale quella che ti si offre? Consapevolezza dell’unità della vita, che nessun pensiero è capace di afferrare. Dove tu non vedi relazioni, il poeta intuisce corrispondenze.
Le immagini poetiche sono fatte di contrasti, che, raccolti insieme, non si limitano a gettar luce sulla propria reciprocità, ma sulla corrispondenza e l’unità di tutte le cose nella vita che viviamo. L’immagine è tanto più poderosa quanto più è impercettibile il collegamento che esprime. Ciò che è diviso si raccoglie nell’immagine in semplicità e modestia. Le sabbie mobili in cui la tua vita affonda si fanno terreno.
Puoi immaginare di scrivere una poesia in cui usi argomentazioni logiche per dimostrare la corrispondenza e l’unità delle cose? Con l’indice levato: È questo che intendo! o non riuniresti le due cose che sono più distanti al mondo in una singola immagine, in modo che la loro relazione risalti agli occhi?
A quel punto le tue parole sono divenute superflue. Quasi non hai parlato, e tutto è stato detto.
La conoscenza interiore del poeta è conoscenza delle relazioni.
Voi siete suoi fratelli, e le pietre lo sono, e gli alberi, i deserti e i semi.
L’immagine non è mai stata la mente del poeta, ma il suo cuore vivente.

PAUL LA COUR (1902-1956) da ‘FRAMMENTI DI UN DIARIO' traduzione di Alessandro Fambrini
Il Foglio Clandestino, n. 76, 2012
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 inserito:: Gennaio 28, 2023, 03:16:42 pm 
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In un paese come il nostro, facilmente depredabile da chiunque lo voglia depredare, un Partito Comunista è necessario!
Per distinguerci da loro.

La nostra popolazione non si è costruttivamente liberata dalla cecità della fede e dell'ideologia, per evoluzione culturale, è semplicemente stata fatta scivolare verso il nulla Sfascista. Un tessuto Multicolore Scolorito diviso in decine di brandelli stracciati dal malcontento strumentale, chiamato in modi diversi, simili soltanto nella volontà di sfasciare l’esistente.
Per arrivare, oggi, a farsi catturare dal MALE, Maleodorante dal vomito del populismo "ingozzati e godi sino a strozzarti", non ancora percepito dalle masse, come veleno sociale. 
Benvenga dunque un Comunismo, unico, che ci dica con chiarezza e senza citazioni muffite da secoli, cosa intende FARNE del futuro di chi lo voterà.
Allo stesso tempo si metta nella condizione, questo Comunismo, di non sfasciare la Democrazia che ha contributo a costruire, seppure incompleta e sgangherata anche a causa delle realtà simil-comuniste, sino ad oggi intente a sfasciare le molte imposte lasciate aperte a sbattere al vento, della peggiore partitocrazia predatoria, ormai da troppi anni.
A quel punto dell’evoluzione Comunista, se ci si arrivasse, anche noi NON COMUNISTI saremmo pronti al dialogo senza ipocrite alleanze e illusioni di comodo, ma su Precisi Progetti futuribili, con la disponibilità a servire il nostro paese Italia in Europa, per non farlo cadere in mani assassine d’oriente o d’occidente.
Se ce ne fossero ancora, dopo l’inizio del Progetto per un NUOVO ORDINE MONDIALE.
ggiannig
Italia – 8 gennaio 2023

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 inserito:: Gennaio 27, 2023, 02:51:48 pm 
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Babele
Enciclopedia on line

(o Babilonia; babilonese Bāb-ilu o Bāb-ilāni) Città antica, la più importante dell’Asia Anteriore. Era situata sul canale Arakhtu dell’Eufrate, nella parte settentrionale della Babilonia. Se ne attribuisce la fondazione a Sargon di Akkad (2350-2294 a.C.), che forse ampliò un villaggio preesistente e vi eresse un palazzo reale. Fu ingrandita anche da Hammurabi (1728-1686 a.C.), che fondò pure la città gemella di Borsippa, e da Samsuiluna (1685-1649 a.C.); dopo un periodo di decadenza, sotto le dominazioni ittita e cassita, divenne di nuovo capitale di Nabucodonosor I (1137), ma sofferse durante le contese tra Babilonesi e Assiri, che la presero più volte. Sennacherib la distrusse nel 690; cacciata la tribù caldea insediatasi tra le rovine, Assarhaddon (681-69) e Assurbanipal (668-26) la riedificarono e abbellirono. Subì gravi danni quando quest’ultimo, lottando contro il re locale Shamashshumukīn, la prese, dopo un assedio di 2 anni (648). Rifiorì sotto la dinastia caldea: Nabopolassar (625-605) e Nabucodonosor II (604-562) intrapresero grandi lavori, specie il secondo, che la fortificò. Ciro, che la prese nel 538, vi risiedette per qualche tempo, e così Cambise: è questa la città descritta con ammirazione dagli scrittori classici, abitata da genti di nazioni e lingue diverse. Anche sotto i Persiani rimase città fiorente, capitale della più importante satrapia dell’impero, sebbene in lenta decadenza. Nel 331 a.C. fu conquistata da Alessandro Magno, che iniziò a ricostruirla, ma perse quasi tutta la sua importanza sotto i Seleucidi, benché Antioco IV la fondasse di nuovo, probabilmente col nome di Antiochia; la rovina fu completa dopo che fu presa e arsa dal satrapo parto Evemero (126-125 a.C.).
PUBBLICITÀ

Fu scavata con regolarità a partire dal 1811. Le fasi di frequentazione più documentate risalgono al 7°-6° sec. a.C. quando la città raggiunse l’estensione di 950 ha circa. Attraversata dall’Eufrate, era divisa in un settore est, con i centri politico-amministrativi, il palazzo reale e gli edifici templari, e in uno ovest, di più recente formazione. Il polo orientale era dotato di una doppia cinta muraria in mattoni crudi, con fossato esterno difeso da una muraglia in mattoni cotti. Il centro della vita religiosa era il santuario del dio poliade Marduk, costituito da un tempio, caratteristica costruzione babilonese quadrata in mattoni crudi, e dalla colossale ziqqurat Etemenanki, di cui si conserva solo la parte inferiore. Sotto i Seleucidi e gli Achemenidi la città si arricchì di edifici tipicamente greci (teatro, agorà). L’attuale sito archeologico, presso Hilla, ha subito notevoli danni a seguito della guerra del 2003.

Torre di B. Il libro della Genesi racconta (connettendo erroneamente il nome della città con l’ebraico bālal «confondere») che gli abitanti di Sennaar decisero di costruire una città e una torre «la cui cima raggiungesse il cielo» (cioè «altissima»); ma Dio, volendo punire il loro orgoglio, confuse le lingue, cioè le idee e i propositi di costoro che, interrotta la costruzione della città, si dispersero per il mondo.


Vedi anche
Assiria (gr. ᾿Ασσυρία) Regione storica nella Mesopotamia, comprendente l’alta valle del Tigri, fino alle montagne dell’Armenia, e le valli del Grande e del Piccolo Zāb. Le città più importanti, oltre la capitale Assur, erano Kalkhu (odierna Nimrud), Ninive, Ḥarrān e Tirqa. storia La storia autonoma dell’Assiria ... Nabucodònosor ‹-ʃ-› (o Nabucodonosòr, abbrev. Nabucco, anche Nebukadnezàr; babilonese Nabū-kudurri-uṣur "Nabu protegga l'erede", gr. Ναβουχοδονόσορ, lat. Nabuchodonŏsor, ebr. 'Nĕbūkadneṣṣar). - Secondo re dell'impero neobabilonese (604-562 a. C.), portò lo stato alla massima potenza. Si distinse come generale valoroso, ... Hammurabi ‹a-› (accadico Khammurabi). - Re (1792-1750 a. C.) della prima dinastia di Babilonia, figlio di Sin-muballit. Hammurabi fu sovrano di eccezionale personalità e capacità, che riuscì a fare di Babilonia la capitale di un vasto impero comprendente tutta la Mesopotamia. Liberatosi dopo i primi anni di regno ... Ciro il Vecchio re di Persia Ciro (pers. Kūrush; gr. Κῦρος, lat. Cyrus) il Vecchio re di Persia. - Fondatore del primo grande impero persiano; della stirpe degli Achemenidi, succedette al padre Cambise, nel regno avito di Anzan in Susiana, il 558 a. C. Sua prima conquista fu la Media, ove nel 550 si impadronì di Ecbatana e abbatté ...

da treccani.it

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 inserito:: Gennaio 27, 2023, 02:44:58 pm 
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Fare luce
 
C’è un episodio, avvenuto nel corso della conferenza stampa dopo l’arresto di Matteo Messina Denaro, che è rimasto un po’ all’angolo. A un certo momento Vincenzo Agostino, il padre dell’agente di polizia Nino Agostino morto con sua moglie Ida il 5 agosto 1989 a Carini (Palermo), si è alzato in piedi per porre una domanda a magistrati e carabinieri: “Noi familiari all’80 per cento non sappiamo ancora la verità, il perché sono caduti i nostri figli, i nostri parenti. Finalmente si può fare luce su questi delitti irrisolti, come quello di mio figlio che da 33 anni non so cosa c’è dietro?”. In un momento di solito riservato ai giornalisti, questo anziano dalla lunga barba bianca è intervenuto dando un’altra dimensione della vicenda: la notizia della cattura di un boss non è soltanto un’operazione di polizia, ma un passo verso la richiesta di verità e giustizia per le tante vittime di Cosa nostra. Nessuno dei cronisti presenti, intesa la situazione, ha osato lamentarsi dell’intervento che toglieva spazio alle loro domande. “Non posso naturalmente assicurare la certezza della verità, ma quello che posso assicurarle è che uno degli impegni prioritari della procura che dirigo è e sarà proprio questo – ha detto il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia –: nessuna delle vittime di mafia non avrà una risposta. Cercheremo in tutti i modi di dare una risposta che è dovuta. Non ci fermeremo, faremo di tutto per arrivare a quella verità”. Altri familiari di vittime delle mafie hanno preso la parola pochi giorni prima a Milano, in un incontro organizzato da Libera sulla giustizia riparativa (su cui riflette per lavialibera Paolo Setti Carraro), Verso il 21 marzo 2023: Per una giustizia che accoglie e ascolta, per raccontare gli incontri con i responsabili della morte dei loro cari e il percorso interiore che ne è nato.

Da - Lavialibera redazione@lavialibera.it tramite sh02.musvc.com
A me.


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 inserito:: Gennaio 27, 2023, 02:42:06 pm 
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Vocabolario on line

libero

libero agg. [dal lat. liber -ĕra -ĕrum]. –

1. a. Che non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, che ha facoltà di agire a suo arbitrio, senza subire una coazione esterna che ne limiti, materialmente e moralmente, la volontà e i movimenti: uomo l. o di condizione libera; anche s. m., i l., che in partic., nell’antica Roma, erano i cittadini che godevano di pieni diritti civili, distinti dagli schiavi e dai liberti; far l. uno schiavo; lasciare l. un prigioniero, un detenuto; dopo un breve interrogatorio, le persone fermate furono lasciate libere. In senso politico: nazione l., non asservita allo straniero; fare la patria l.; città l., territorio l., che si governa con leggi e magistrati proprî; chi diviene patrone di una città consueta a vivere l., e non la disfaccia, aspetti di essere disfatto da quella (Machiavelli); popolo l., che partecipa per mezzo di suoi rappresentanti al potere legislativo e i cui diritti civili e politici sono garantiti dalle leggi (nella polemica politica l’espressione ha assunto talora anche significati più soggettivi e spesso contrastanti); l. cittadino, espressione che nel sec. 19° equivaleva a «liberale democratico». In senso spirituale, di persona che in materia di opinioni o di fede afferma il diritto alla libera indagine dichiarandosi indipendente dai dogmi e da postulati confessionali: l. pensatori, espressione con la quale si indicano quei pensatori che, in nome di un razionalismo estremo, hanno attivamente svolto propaganda anticonfessionale e antidogmatica costituendo un movimento (il l. pensiero) vitale soprattutto nel sec. 18°; l. muratori, nome degli adepti alla massoneria (come traduz. dell’ingl. free-masons e del fr. francs-maçons); l. comunità protestanti, comunità sorte in Germania verso la metà del sec. 19°, che ripudiavano simboli e dogmi, sostituendo ad essi la coscienza razionale e morale; l. cristianesimo, corrente religioso-culturale in voga tra gli uomini di cultura dell’Europa protestante negli anni ’10 del Novecento, che tentava di conciliare religione e scienza. b. Degno di un uomo libero, privo cioè di viltà e di cortigianeria: chiedere con l. fronte; uomo di l. sentimenti; sostenere con l. animo la propria causa; scrivere con l. penna. c. Di animale, non legato, non prigioniero: lasciare l. la capra a pascolare nel prato; lasciar l. il cavallo dal morso; aprì la gabbia e l’uccellino volò via l.; bestiame che vive allo stato l., brado. Di cosa, lasciar l., non frenare, sprigionare: lasciare l. un gas; fig., lasciare l. corso ai proprî pensieri, alla fantasia, alla parola, alle passioni.

2. a. Che è padrone dei proprî atti e sentimenti, che ha piena facoltà di fare o non fare una cosa: essere l. di sé, delle proprie decisioni, dei proprî movimenti; siete l. di andare o rimanere; sei l. di pensare ciò che vuoi; ho sempre sognato di vivere l. in una casa tutta mia; quindi, far vita l., amare la vita l., non condizionata da vincoli, imposizioni e pregiudizî; donna l., che vive in modo indipendente e autonomo; anche, non sottoposto a disciplina o obbedienza: quei ragazzi son cresciuti troppo liberi. Per estens., di persona e dei suoi atti, ardito, impudente, che facilmente trascorre a modi scorretti e licenziosi: è troppo l. nel discorso; e similmente, linguaggio l., maniere l., scherzi troppo l. (in altri casi, un fare l., modi l., franchi, disinvolti, che denotano schiettezza d’animo). b. Che non è legato da particolari vincoli o impegni: uomo l., non coniugato, scapolo; fede di stato l., certificato che attesta la condizione di non coniugato; lasciare l. un impiegato, lasciare l. la segretaria, non tenerli impegnati, concedere loro licenza di lasciare il posto di lavoro. In senso più ristretto, che può disporre del proprio tempo, che non ha occupazioni o impedimenti: appena l. verrò a trovarti; in questo momento il direttore non è l. (è occupato). Riferito al tempo: domani avrò la mattinata l.; non ho mai un minuto l.; nelle ore l. mi dedico alla lettura; per tempo l., v. tempo, n. 2 l. c. Privo, esente: l. da vizî, da difetti, da noie, da pregiudizî.

3. Riferito a cosa: a. Non vietato, o non sottoposto a freni, a restrizioni: ingresso l., possibilità di entrare in un pubblico locale senza pagare; avere l. accesso (a un luogo, a una persona); l. uscita, dei soldati dalla caserma (v. uscita, n. 1 a); navigazione l., contrapp. alla navigazione di linea; l. esercizio della professione; l. amore (o più com. amore l.), concezione dell’amore come libertà di unione sessuale senza il vincolo del matrimonio (che proclama o attua cioè l’unione l.). Fig., traduzione l. (contrapp. alla traduzione letterale), quella che riproduce il senso dell’originale senza seguire questo alla lettera. b. In partic., non sottoposto a controllo o ingerenza, soprattutto da parte dello stato: economia l.; mercato l.; l. concorrenza, v. concorrenza, n. 2 b; radio l., televisione l., gestite da privati; l. chiese, denominazione comune alle varie comunità protestanti che, in Scozia, Svizzera, Francia, Germania, a differenza della Chiesa nazionale, si rifiutano di ammettere qualsiasi rapporto con lo stato (ad eccezione del rispetto delle leggi) e ingerenza di questo in materia religiosa. Molte espressioni, come commercio l., stampa l., diritto di l. associazione, l. esercizio del culto, ecc., equivalgono ad altre formate col nome libertà, cioè libertà di commercio, di stampa, di associazione, ecc. (v. quindi per queste la voce libertà o i singoli sostantivi). L. scambio (calco del fr. libre-échange, a sua volta coniato sull’ingl. free-trade), locuz. equivalente a libertà degli scambî, usata per lo più per indicare la dottrina che la sostiene, cioè il liberismo economico nella sua accezione più ristretta, ma anche con sign. più generico, nelle espressioni area, zona di l. scambio, dove cioè il commercio (internazionale) si svolge senza che siano frapposte barriere politiche o economiche allo scambio di beni e servizî. c. Più genericam., indipendente, autonomo: professioni l., quelle del medico, dell’avvocato, e in genere dei professionisti (v. professione, n. 2 b); insegnamento l., impartito da insegnanti non dipendenti dallo stato o da altro organismo; e così università l., con amministrazione autonoma (come è in Italia l’università di Urbino); l. docente, l. docenza (v. docenza). d. Non soggetto a restrizioni o limitazioni di natura spirituale: l. arbitrio (v. arbitrio, n. 1); atto di l. volontà; Lume v’è dato a bene e a malizia, E l. voler (Dante); l. esame (v. esame, n. 1 d); estens., di atto che viene compiuto spontaneamente, senza alcuna costrizione della volontà: l. scelta; l. consenso; l. elezioni; l. voto, dato secondo coscienza. e. Degli arti e dei movimenti della persona, sciolto, non impedito: avere l. il movimento del braccio, poterlo articolare con facilità; avere le mani l., senza impacci, non legate; fig., avere mano l. o le mani l., poter agire con piena indipendenza e autorità (con accezione partic., disegno a mano l., eseguito senza riga e compasso); piede l., sciolto da catena o altro; fig., essere, lasciare a piede l., di chi è sottoposto a processo senza essere in stato d’arresto. Analogam., nella tecnica, ruota l., ruota folle sul suo asse (in usi fig., a ruota l., senza freni, in modo incontrollato: appena beve qualche bicchiere, si mette a parlare a ruota libera). f. Di un possesso, esente da pesi che ne limitino la proprietà o l’uso: fondo l. da ipoteche, da servitù. E in genere, non soggetto, non vincolato: nuova costruzione l. da imposte; appartamento da affittare l. da contratto. g. Con riferimento a luogo, non occupato, non impegnato da altri: trovare, non trovare uno spazio l.; non c’era un posto l. in tutto il teatro (o nell’autobus); fig., campo l., possibilità di agire senza ostacoli o competitori: avere, dare, lasciare campo libero. Analogam., di vettura, non occupata, non impegnata in un servizio: mi è stato impossibile trovare un taxi libero; anche di altri servizî o utenze: con tanti treni in arrivo, è sempre difficile trovare un portabagagli l.; il telefono è finalmente l.; trovare, lasciare l. la linea (telefonica). Con accezioni partic.: appartamento l., non abitato da inquilini e perciò disponibile per una nuova locazione; stanza l., a cui si può accedere direttamente, senza dover passare per altra stanza; mare l., l’alto mare oltre le acque territoriali; spazio l., quello che può essere liberamente percorso dagli aeromobili (con altro sign., spazio disponibile, in cartelloni o sim., per affissioni pubblicitarie); aria l., l’aria aperta, fuori dagli ambienti chiusi o dal centro abitato; all’aria l., all’aperto. h. Non impedito o trattenuto da ostacoli materiali: lasciare l. il passaggio; il fiume, uscendo dalla città, si allontana, con bizzarre svolte, nella campagna, finalmente l. da case e da ponti (Romano Bilenchi); dare, lasciare via l. (fig., avere via l., avere facoltà di accedere a un luogo, di compiere determinati atti); in ferrovia, via l., quando il binario è sgombro da treni fino al successivo posto di blocco, e dare via l., dare il segnale al treno perché possa proseguire; nella navigazione, avere la rotta l., di nave che non trova ostacoli lungo la rotta che deve seguire.

4. Con sign. speciali: a. Bordo l., nelle navi, l’altezza della murata dalla linea di galleggiamento al ponte di coperta (v. bordo, n. 1). b. Carta l., la carta non bollata su cui possono redigersi tutti gli atti e scritti non soggetti al bollo e in determinati casi anche quelli normalmente colpiti da tasse di bollo. c. Nel linguaggio bancario, conto l., il conto di deposito di numerario, fruttifero a un mite tasso d’interesse, che dà al cliente la libera disponibilità delle somme depositate, a vista o con breve preavviso; credito l., il credito revocabile. d. In botanica, detto di parti o organi che non sono uniti fra loro o con altro organo: filamenti staminali l. (per es. in alcune leguminose, come nella sofora), in contrapp. a uniti o concresciuti, come nella ginestra comune; ovario o pistillo l., quello che non aderisce al ricettacolo del fiore. In zoologia, con riferimento alle pupe degli imenotteri, sinon. di exarato. e. In chimica, un elemento si dice allo stato l. quando non è combinato con altri elementi. f. In fisica, e in partic. in meccanica, assi l. (o spontanei) di un solido, gli assi dell’ellissoide centrale d’inerzia; elettrone l. (o di conduzione), elettrone debolmente legato al nucleo dell’atomo e capace di passare spontaneamente da un atomo all’altro; superficie l. o pelo l. di un liquido, la superficie di separazione del liquido dall’aeriforme (o dal vuoto) sovrastante. g. In linguistica, sillaba l., lo stesso che sillaba aperta, cioè terminante in vocale; meno com., vocale l. o in posizione l., la vocale finale di una sillaba aperta (per es., le due vocali della parola vena). Per il discorso indiretto l. in stilistica, v. discorso2 (n. 3 b). h. In marina, l. pratica, l’autorizzazione di approdare e di compiere le operazioni di carico e scarico, data dalle autorità portuali a una nave al suo arrivo, dopo la visita a bordo compiuta da ufficiali di porto e sanitarî e dopo l’adempimento delle formalità d’obbligo. i. Nella metrica, metro l., non legato (soprattutto nel numero dei versi di ogni strofa e nella distribuzione delle rime) a uno schema rigido; similmente, canzone l. (v. canzone, n. 1); strofe l., versi l., sciolti dalle leggi metriche tradizionali; in partic., versi l. o sciolti (anche al sing., verso l., con valore collettivo), componimento in versi non rimati. l. In psicanalisi, l. associazione, metodo tipico del trattamento psicanalitico che consiste nel permettere al soggetto in analisi di riferire all’analista parole, immagini e pensieri che si presentino alla coscienza (spontaneamente oppure a partire da uno stimolo dato), cercando di prescindere da ogni riserva di ordine morale. m. Nello sport e nell’attività ginnica, esercizî l., complesso di figurazioni senza tema obbligato, svolte a libera scelta del concorrente nelle gare di pattinaggio e in varie prove ed esibizioni dei concorsi di ginnastica; esercizî a corpo l., eseguiti senza l’ausilio di attrezzi. Nel nuoto, stile l., lo stesso che crawl. Nell’alpinismo, ascensione l. (o più spesso in libera), quella in cui vengono sfruttati unicamente gli appigli naturali offerti dalla montagna, senza l’aiuto di mezzi artificiali (staffe, corda in trazione, ecc.), fermo restando l’uso di corda, chiodi e moschettoni per le sole manovre di assicurazione; nello sci alpino, discesa l., v. discesa, n. 2 a. Nel calcio, libero, s. m. (in origine battitore l., v. battitore, n. 1 g), giocatore di difesa che, libero da compiti di marcatura personali, svolge funzioni di organizzatore della difesa e di propulsore delle azioni difensive. Nel tiro alla fune, categoria dei l. (oltre gli 80 kg), una delle tre categorie in cui sono divisi gli atleti, a seconda del peso. Squadra di liberi, in genere, un complesso di giovani praticanti uno sport all’infuori di ogni regolamento federale. Nella pallavolo, giocatore specializzato sia in difesa che in ricezione, che può solo ricoprire la seconda linea ed è soggetto quindi ad alcune limitazioni di gioco. Nella pallacanestro, t. libero, quello eseguito dalla lunetta a gioco fermo, in conseguenza di un fallo effettuato dalla squadra avversaria. 5. Con valore avverbiale: parlare libero, con schiettezza o con arditezza di linguaggio. Locuz. avv., non com., alla libera, con libertà o franchezza di modi, familiarmente: parlare, trattare, discutere alla libera. ◆ Avv. liberaménte, con libertà: nazione governata liberamente; con franchezza: dimmi liberamente il tuo pensiero; senza riguardi o timore: comandami pure liberamente; qui siamo soli e possiamo parlare liberamente; senza ostacoli o formalità: ognuno può entrare liberamente; spontaneamente, con liberalità: La tua benignità non pur soccorre A chi domanda, ma molte fïate Liberamente al dimandar precorre (Dante); ant., volentieri: liberamente gliel concedette, quantunque noioso gli fosse il da lui dipartirsi (Boccaccio).

da treccani.it

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 inserito:: Gennaio 25, 2023, 06:19:15 pm 
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OSSIGENO

L’ASSOCIAZIONE
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Il nome – Ossigeno è un acronimo: OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate.
Il nome richiama un concetto elementare: ogni società libera e democratica ha bisogno vitale di libertà di informazione e di espressione, come il corpo umano ha bisogno di ossigeno.

L’Osservatorio è nato per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani, in particolare contro i cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, nella raccolta e diffusione delle informazioni di pubblico interesse più scomode e, in particolare, nella ricerca delle verità più nascoste in materia di criminalità organizzata. A novembre del 2008 ha ottenuto il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, a marzo del 2009 il patrocinio del Consiglio Nazionale della FNSI. Ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza pubblica del grave fenomeno della limitazione della libertà di stampa e di espressione attraverso minacce, abusi, inadempienze. che limitano la circolazione delle notizie e il diritto dei cittadini di essere informati. Primo osservatore: Lirio Abbate, vice direttore del settimanale l’Espresso

Riconoscimenti – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito due “Medaglie del Presidente della Repubblica”  a Ossigeno:
•   per il convegno del 24 ottobre 2016 organizzato a Palazzo Madama, sede del Senato, per celebrare la “Giornata Internazionale ONU per mettere fine ai crimini contro i giornalisti”;
•   per il convegno internazionale del 3 novembre 2021 “Come fermare i reati contro i giornalisti”, organizzati a Siracusa insieme all’UNESCO e aperto con la relazione del PG della Cassazione Giovanni Salvi

Consulenze – Ossigeno ha svolto consulenze per l’Osce, l’Agcom, la Commissione Parlamentare Antimafia e altri enti. Ha collaborato con la Fondazione Polis di Napoli alla realizzazione del progetto “In viaggio con la Mehari”.
Il notiziario telematico omonimo è una testata giornalistica. Registrazione al Tribunale di Roma n.35 del 18 febbraio 2013 – Direttore responsabile: Alberto Spampinato, giornalista parlamentare
L’Associazione di volontariato ONLUS “Ossigeno per l’informazione” è una organizzazione non governativa ed è un ente del Terzo Settore, costituita nel 2011, iscritta dal 10 luglio 2012 al Registro del Volontariato della Regione Lazio con il numero BO4243 – Il Presidente onorario  è stato Sergio Zavoli – Soci Onorari: don Luigi Ciotti, Claudio Fava e Pietro Grasso. I soci operano per l’Associazione a titolo gratuito.
Segretario generale: Giuseppe Federico Mennella, giornalista e docente di deontologia del giornalismo all’Università Roma Tor Vergata

Il finanziamento – Ossigeno vive delle quote sociali e delle donazioni dei sostenitori. I principali donatori sono l’Ordine nazionale dei Giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, della Sicilia, dell’Abruzzo e della Toscana. Da 2015 al 2018 anche la FNSI ha fatto donazioni.
La sede – Dal 2012 l’Associazione Stampa Romana ospita la sede dell’Osservatorio. Dal 2015 un’altra sede operativa è stata aperta presso la Casa del Jazz di Roma. La sede legale è presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Progetti internazionali – Dal 2014 al 2018 la Commissione Europea ha finanziato le attività internazionali previste per la partecipazione al Progetto ECPMF (Centro per la Libertà di Stampa e dei Media con sede a Lipsia). Nel 2020, 2021 e 2022, Ossigeno per l’Informazione ha fornito alla Commissione Europea dossier analitici sulle lacune con le quali sono osservati dall’Italia gli obblighi derivanti dalle norme sullo stato di diritto.
Nel 2022, Ossigeno per l’Informazione è impegnato a realizzare il progetto di monitoraggio e assistenza ai giornalisti minacciati in Italia denominato “MAP – Monitor, Assist and Protect” co-finanziato dal GMDF (Global Media Defence Fund) il Fondo multi-partner dell’UNESCO creato nel quadro della Campagna Globale  per la libertà di stampa sotto l’ombrello dell’  UN Plan of Action on the Safety of Journalists and the Issue of Impunity  delle Nazioni Unite.
Il monitoraggio – Nel 2008 (con uno sguardo retrospettivo al biennio 2006-2007) Ossigeno ha iniziato a raccogliere attivamente informazioni sulle intimidazioni e le minacce rivolte in Italia a giornalisti, blogger, fotografi, video maker, difensori dei diritti umani e altri operatori dell’informazione. Il monitoraggio comprende l’assistenza alle vittime di questi atti ingiustificabili. Da allora fa un monitoraggio attivo e continuativo delle violazioni della libertà di stampa che si manifestano in Italia. L’Osservatorio verifica la fondatezza di ciascuna intimidazioni, classifica gli episodi in base al tipo di minaccia e alla categoria dell’aggressore e pubblica i risultati di ciascun caso ritenuto credibile su questo sito web, con articoli giornalistici e schede nominative (vedi la sezione VITTIME). Per anni il CONTATORE delle minacce pubblicato in home page ha rappresentato visivamente la progressione numerica delle minacce e la loro diffusione territoriale. Il 1 gennaio 2006, il Contatore segnava zero. A gennaio 2016 ha superato quota 2700. A dicembre 2019 ha superato quota 4000.

Notizie – Ossigeno diffonde sintesi periodiche dei suoi dati e pubblica notizie sulle intimidazioni più significative con articoli e NEWSLETTER settimanali in italiano, inglese e francese. Gli articoli di Ossigeno sono riproducibili citando esplicitamente la fonte.

Dossier – I problemi dei giornalisti che subiscono minacce e l’oscuramento delle informazioni di pubblico interesse attuato con la violenza e con gli abusi sono analizzati nei RAPPORTI ANNUALI, nei DOSSIER speciali, negli EBOOK pubblicati in collaborazione con l’Editore Melampo e nel corso di convegni e iniziative pubbliche.

Assistenza Legale Gratuita – Ossigeno assiste i giornalisti e i blogger in difficoltà con pareri e assistenza legale fornita gratuitamente agli assistiti. I legali incaricati sono pagati dall’Associazione. Questo servizio è finanziato dell’associazione Media Defence MD di Londra. Allo scopo di documentare l’abuso a scopo intimidatorio delle querele e delle cause per diffamazione e la quasi assoluta impunità degli autori delle violenze contro i giornalisti, Ossigeno pubblica notizie sui processi a carico di giornalisti e non-giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa o di persone accusate di reati contro giornalisti e autori di pubblicazioni. Questo notiziario presta particolare attenzione ai procedimenti per lite temeraria e calunnia e ai processi per diffamazione a mezzo stampa che si concludono con l’archiviazione.

In memoria dei giornalisti uccisi – Per coltivare il ricordo di 30 giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro, Ossigeno per l’Informazione ha creato il centro di documentazione online “Cercavano la verità” www.giornalistiuccisi.it che raccoglie e mette a disposizione gratuitamente documenti e testimonianze su ognuno di loro insieme alle ricostruzioni dell’iter giudiziario seguito per accertare le responsabilità per la loro morte. Inoltre Ossigeno, in collaborazione con i loro familiari, ricorda ognuno di questi giornalisti uccisi con degli articoli pubblicati e diffusi ogni anno attraverso comunicati stampa in occasione dell’anniversario della loro tragica scomparsa. Per promuovere il ricordo di queste drammatiche vicende e invitare a riflettere sugli estremi a cui è arrivata in Italia la violenza contro i cronisti che pubblicavano notizie sgradite al potere e ai criminali, l’Associazione ha prodotto e distribuito a scuole, università, rappresentati delle istituzioni pubbliche e di associazioni il Pannello della Memoria dei giornalisti uccisi in Italia, che raffigura i loro volti ed elenca i loro nomi seguiti dallle date di nascita e di morte. Il Pannello è esposto in molti luoghi pubblici ed è affisso alla Casa del Jazz di Roma accanto alla grande lapide che elenca i nomi di 900 vittime innocenti uccise dalla mafia.

Formazione – Dal 2014 Ossigeno svolge in tutte le regioni italiane corsi di aggiornamento professionale per giornalisti. Nel primo triennio 2014-2016, ai seminari hanno partecipato cinquemila iscritti all’Ordine. I seminari hanno a quali hanno partecipato quattromila giornalisti. I corsi, a frequenza gratuita, organizzati in collaborazione con gli Ordini regionali dei giornalisti e accreditati dall’OdG nazionale, trattano in particolare il tema dell’uso intimidatorio delle accuse di diffamazione a mezzo stampa e illustrano le misure precauzionali e difensive da adottare per difendersi da querele pretestuose, citazioni per danni strumentali, pressioni intimidatorie. Inoltre spiegano che in Italia la legislazione in materia di informazione è punitiva nei confronti di chi raccoglie e diffonde informazioni di pubblico interesse, e ciò è certificato da tutti i forum europei e internazionali. Un corso spiega cos’è la “censura nascosta” che si manifesta nei paesi occidentali liberi e insegna a riconoscerla. L’Osservatorio ha firmato convenzioni con l’Università di Bologna e con il Dipartimento di Studi Umanistici e il Corso di Laurea Magistrale in “Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria” dell’Università di Roma Tor Vergata.
In questo quadro Ossigeno organizza corsi per studenti e giornalisti per conseguire l’attestato di “osservatore delle violazioni della libertà di informazione”.

Rapporti internazionali – Ossigeno collabora con una rete internazionale di organizzazioni non governative e con il Rappresentante per la Libertà dei Media dell’Osce, il Commissario per i Diritti Umani, il Consiglio d’Europa, l’Associazione Europea dei Giornalisti (AEJ), il Comitato per la Protezione dei Giornalisti di New York, l’International Press Institut di Vienna.

Progetti europei – Nel 2014, in partnership con l’Osservatorio Balcani Caucaso di Rovereto e con la South East Europe Media Organisation (SEEMO) ha partecipato al progetto “Safety Net for European Journalists. A Transnational Support Network for Media Freedom in Italy and Southeast Europe” finanziato dalla Commissione Europea. Dal 2015 Ossigeno partecipa al progetto europeo denominato European Centre for Press Media Freedom (ECPMF) ed è fra i fondatori del Centro Internazionale per la libertà di Stampa, istituito a Lipsia (Germania) a giugno del 2015. Insieme ai suoi partner, Ossigeno è impegnato a fare conoscere a livello internazionale il paradosso italiano di un paese libero e democratico in cui si verificano migliaia di minacce e intimidazioni senza che le autorità intervengano per impedirle e senza che i giornali ne parlino. Fra l’altro Ossigeno propone di applicare in altri paesi  il suo metodo di monitoraggio attivo (Ossigeno Censorship Detector) che è stato codificato e sperimentato con efficacia in Italia, dove ha rivelato l’esistenza e la consistenza di una moderna forma forma di censura che probabilmente affligge anche altri paesi liberi.

TELEFONO
067000705 – 0668402705


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 inserito:: Gennaio 25, 2023, 06:13:15 pm 
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Alessandro G.
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Organi da Bar. Dall’augurarsi i morti per il caldo sofferto a quelli per la grandine subita (ma ci si fa bastare qualsiasi medietà nuvolosa) il passo è troppo breve per essere creduto.
Eppure, trattasi di sport sociale diffuso, sono in molti quelli che si avventurano in cordata su per il sentiero stretto, in cerca di un colpevole delle proprie lagnanze globali che li esorcizzi dal vuoto incombente. Attraversare a passo di slalom i tavolini del bar della Primavera seminati a caso sul largo marciapiede equivale a visitare il museo dinamico della rampogna da asporto, a condividere una di quelle installazioni sociali di fuga da fermo che tengono compatte le inculture di quartiere.

Se stai seduto qui a ogni ora del giorno vuol dire che hai da rimestare nel torbido indistinto, in quel pastone malmostoso che ognuno porta con sé da casa e spalma sulle poche fette di reale che si concede a nutrimento, ovvero: il cazzo del tempo che fa, i cazzi di tempi che fanno, i cazzi costosi dei calciatori, i cazzi maligni degli amici intimi, i cazzi di oh quant’era fico qualcosa che tanto nessuno se ne frega una beata mazza e poi i cazzi in culo del governo su cui terminano sempre, regolate dall’unanimità, le riunioni dello Spritz al Primavera.

Intorno alla sarabanda del ciufolo stanno appostate come faine le tre slave che sovrintendono il locale, più simili a padrone Bdsm che ordinano pose che non a servizievoli professioniste del bancone, tre ragazze gelide, bionde e fighe cui basta togliere una Elle a “Bello” per apparire un po’ così, sulla via del marciapiede acqua e sapone. Si direbbero badanti di una bolla seduttiva ambigua e autoreferente in cui finiscono per boccheggiare tutti, mentre versano una quota parte di preziose risorse in sigarette e terni secchi, commentini, sospirucci, shottini e Apericene, e a seguire litri di colazioni, grappini, birre e pensierini coi fiocchetti per Svetlana, che parrebbe a occhio la meno votata all’assassinio rituale delle tre.

E comunque è difficile allontanarsi dal “cazzo” take-away, qui, per figurarsi una qualche materia scura che tenga in moto costante questo mondo periferico orbitale. Le squadre del cuore lottano alla morte sul campo per imporsi all’attenzione dei forzati del Primavera: lo Stadio Olimpico contro il culo da paura di Svetlana, il complottismo indistinto del mondo infame contro la potenza delle mafie in cui ognuno si identifica, grazie anche alla presenza saltuaria di questi due personaggi qui, due molossi che davvero tengono ‘e ppalle.

Quando arrivano i padroni veri del bar della Primavera lo vedi subito da come muovono lo spazio intorno a sé, da come occupano la simpatia generale senza dire nemmeno un verbo. Si tratta di evidenti camorristi super-tatuati che stazzano oltre il quintale l’uno, sanno come si spupazza una slava per farne uscire il meglio, costoro, potresti dire altrettanto tu, sudicio portantino della clinica Guarnieri in pausa caffè?
Così finisce che si piazzano alla cassa e ricevono gli omaggi circonvoluti di tutti, è gente che si è fatta da sé e conta per forza, per diritto animale, come il martello di un’incudine culturale vicaria e laida che, nel tramonto di qualsiasi idea di governo delle cose, sta deviando per le mone tutto il cazzo di mondo esteso.

da FB del 21 gennaio 2023

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 inserito:: Gennaio 25, 2023, 05:44:34 pm 
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"Si è verificato un errore. Potrebbe essere dovuto a un problema tecnico che stiamo cercando di risolvere".

Con questa vergognosa falsità, decine di miei Post "impegnati", contro la Destra vengono cancellati da Facebook!

ggiannig
ciaooo

25 gennaio 2023 -
Da un paio di mesi accade molto meno, le stranezze invece continuano, ma io frequento molto meno di prima.
Mi sta dedicando a LAUDELLULIVO.org e al mio primo libro.

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