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Forum Pubblico / O.P.O.N. Opinione Pubblica Organizzata Nazionale. Persone Attive nel TERRITORIO. (Formazione ancora in Corso). / ANCORA PROBLEMI - laudellulivo.org/index. - NON SI APRE! Siamo sotto attacco?
inserito:: Agosto 29, 2025, 12:18:55 am
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laudellulivo.org/index.php/topic,19304.0.html
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Forum Pubblico / NON SIAMO TUTTI UGUALI ESSERE DIVERSI E DIFFERENTI NON CI DEVE DIVIDERE. / Agosto non é stato un buon mese per noi de LAU
inserito:: Agosto 29, 2025, 12:15:26 am
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Forum Pubblico / NON SIAMO TUTTI UGUALI ESSERE DIVERSI E DIFFERENTI NON CI DEVE DIVIDERE. / Agosto non é stato un buon mese per noi de LAU
inserito:: Agosto 29, 2025, 12:13:55 am
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Molte giornate senza poterla aprire in Italia.
Per fortuna all'estero hanno letto. Inoltre la mia cattiva salute e problemi simili in famiglia, mi hanno impedito una buona partecipazione. Ma LAU non chiude e non si ritira. ciaooo http://forum.laudellulivo.org/index. |
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Forum Pubblico / ARLECCHINO ASPERGE CONOSCENZA SPICCIOLA, SUL WEB DAL 1995, ATTINGENDO DAL VECCHIO SECCHIO. / Agosto non é stato un buon mese per Lau, . . .
inserito:: Agosto 29, 2025, 12:11:05 am
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Molte giornate senza poterle aprire in Italia.
Per fortuna all'estero hanno letto. Inoltre la mia cattiva salute e problemi simili in famiglia, mi hanno impedito una buona mia partecipazione. Ma LAU non chiude e non si ritira. ciaooo http://forum.laudellulivo.org/index. |
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Forum Pubblico / DOMANESIMO: N.O.M. NAZIONI e STATI CONTRO IL CAOS PROVOCATO DA IMPERIALISTI AL POTERE. / Massimiliano Bondanini, riporto la seconda parte dell'intervento di Draghi ieri
inserito:: Agosto 24, 2025, 06:46:41 pm
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Post della sezione Notizie Massimiliano Bondanini riporto la seconda parte dell'intervento di Draghi ieri al convegno di rimini di comunione e liberazione - quella in cui prospetta le linee di un possibile protagonismo europeo (sulla storia dell'unione negli anni gloriosi del dopoguerra e sulla sua fragilità d'oggi, diciamo così, dall'ucraina a gaza, credo possa esserci una sostanziale convergenza e dove non fosse a poco serve discutere). Lanfranco Caminiti Per affrontare le sfide di oggi l'Unione Europea deve trasformarsi da spettatore o al più comprimario in attore protagonista. Deve mutare anche la sua organizzazione politica che è inseparabile dalla sua capacità di raggiungere i suoi obiettivi economici e strategici. E le riforme in campo economico restano condizione necessaria in questo percorso di consapevolezza. Dopo quasi ottant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale, la difesa collettiva della democrazia è data per scontata da generazioni che non hanno il ricordo di quel tempo. La loro convinta adesione alla costruzione politica europea dipende anche, in misura importante, dalla sua capacità di offrire ai cittadini prospettive per il futuro quindi anche dalla crescita economica che in Europa è stata negli ultimi trent'anni ben più bassa che nel resto del mondo . Il Rapporto sulla Competitività europea ha indicato le molte aree in cui l'Europa sta perdendo terreno e dove più urgenti sono le riforme. Ma un tema ricorre attraverso tutte le indicazioni del rapporto: la necessità di utilizzare appieno la dimensione europea lungo due direzioni. La prima è quella del mercato interno. L'Atto del Mercato Unico fu approvato quasi quarant'anni fa eppure permangono ostacoli significativi agli scambi interni all'Europa. La loro rimozione avrebbe un impatto sostanziale sulla crescita dell'Europa. Il Fondo Monetario Internazionale calcola che, se le nostre barriere interne fossero ridotte a livello di quelle prevalenti negli Stati Uniti, la produttività del lavoro nell'Unione Europea potrebbe essere di circa 7% più alta dopo sette anni. Si pensi che negli ultimi sette anni il totale della crescita della produttività è stato da noi appena il 2%. Il costo di queste barriere è già visibile. Gli Stati europei si accingono a una gigantesca impresa militare con 2 trilioni di euro -di cui un quarto in Germania - di spese addizionali nella difesa pianificate tra oggi e il 2031. Eppure abbiamo delle barriere interne che sono equivalenti a una tariffa del 64% su macchinari e del 95% sui metalli. Il risultato sono gare d'appalto più lente, maggiori costi, e maggiori acquisti da fornitori al di fuori dell'Unione Europea, senza quindi neanche una funzione di stimolo alle nostre economia: tutto a causa degli ostacoli che imponiamo a noi stessi. La seconda dimensione quella tecnologica. Un punto è ormai chiaro dal modo in cui si sta evolvendo l'economia globale: nessun Paese che voglia prosperità e sovranità può permettersi di essere escluso dalle tecnologie critiche. Gli Stati Uniti e la Cina usano apertamente il loro controllo sulle risorse strategiche sulle tecnologie per ottenere concessioni in altre aree: ogni dipendenza eccessiva è così divenuta incompatibile con la sovranità sul nostro futuro. Nessun paese europeo può da solo avere le risorse necessarie per costruire la capacità industriale richiesta per sviluppare queste tecnologie. L’industria dei semiconduttori ben illustra questa sfida. Questi chips sono essenziali per la trasformazione digitale che sta avvenendo oggi, ma gli impianti per produrli richiedono grandi investimenti . Negli Stati Uniti l’investimento pubblico e privato è concentrato in un piccolo numero di grandi fabbriche con progetti che vanno da 30 a 65 miliardi di dollari. Invece in Europa la maggior parte della spesa ha luogo a livello nazionale essenzialmente attraverso gli aiuti di Stato. I progetti sono molto più piccoli tipicamente tra 2 e 3 miliardi di euro e dispersi tra i nostri paesi con priorità divergenti. La Corte dei Conti Europea ha già avvertito che ci sono poche probabilità che l'Unione Europea raggiunga il suo obiettivo di aumentare per il 2030 la quota di mercato globale in questo settore al 20% da meno del 10% oggi. Quindi, sia per quanto riguarda la dimensione del mercato interno, sia per quella delle tecnologie torniamo al punto fondamentale: l’Unione Europea per raggiungere questi obiettivi dovrà muoversi verso nuove forme di integrazione. Abbiamo la possibilità di farlo: per esempio con il ventottesimo regime che opera al di sopra della dimensione nazionale, per esempio con un accordo su progetti di comune interesse europeo e con il loro finanziamento comune, condizione essenziale perché raggiungano la dimensione tecnologicamente necessaria ed economicamente autosufficiente . Anni fa proprio qui al vostro meeting ricordai come c'è debito buono e debito cattivo. Il debito cattivo finanzia il consumo corrente lasciandone il peso alle future generazioni. Il debito buono serve a finanziare investimenti nelle priorità strategiche e nell'aumento della produttività .Esso genera la crescita che servirà a ripagarlo. Oggi in alcuni settori il debito buono non è più possibile a livello nazionale poiché gli investimenti fatti in isolamento non possono raggiungere la dimensione necessaria per aumentare la produttività e giustificare il debito. Soltanto forme di debito comune possono sostenere progetti europei di grande ampiezza che sforzi nazionali frammentati insufficienti non riuscirebbero mai ad attuare. Questo vale :per la difesa, soprattutto per ciò che riguarda la ricerca e lo sviluppo; per l'energia ,per gli investimenti necessari nelle reti e nell'infrastruttura europea ; per le tecnologie dirompenti , un’area in cui i rischi sono molto alti ma i potenziali successi sono fondamentali nel trasformare le nostre economie. Lo scetticismo aiuta a vedere attraverso la nebbia della retorica ma occorre anche la speranza nel cambiamento e la fiducia nelle proprie capacità di attuarlo. Tutti voi siete cresciuti in un'Europa in cui gli Stati nazione hanno perso importanza relativa: siete cresciuti come europei in un mondo dove è naturale viaggiare, lavorare,e studiare in altri paesi. Molti di voi accettano di essere sia italiani che europei; molti di voi riconoscono come l'Europa aiuti i piccoli Paesi a raggiungere insieme obiettivi che non riuscirebbero a conseguire da soli ,specialmente in un mondo dominato da superpotenze come gli Stati Uniti e la Cina. È quindi naturale che speriate nel cambiamento dell'Europa. Abbiamo poi visto che negli anni l'Unione Europea è stata capace di adattarsi nell'emergenza, talvolta andando anche al di là di ogni aspettativa. Siamo stati capaci di infrangere tabù storici quali il debito comune all'interno del programma Next Generation EU e di aiutarci l’un l’altro durante la pandemia. Abbiamo portato a termine in tempi rapidissimi una vastissima campagna di vaccinazione. Abbiamo dimostrato una unità e una partecipazione senza precedenti nella risposta all'invasione russa dell'Ucraina. Ma queste sono state risposte a emergenze. La sfida è ora essere capaci di agire con la stessa decisione in tempi ordinari per confrontarci con i nuovi contorni nel mondo in cui stiamo entrando. E’un mondo che non ci guarda con simpatia, che non aspetta la lunghezza dei nostri riti comunitari per imporci la sua forza. E’ un mondo che pretende da parte nostra un discontinuità negli obbiettivi, nei tempi e nei modi di lavoro. La presenza dei cinque leader di Stati europei e dei Presidenti della Commissione e del Consiglio Europei nell’ultimo incontro alla Casa Bianca è stata una manifestazione di unità che vale agli occhi dei cittadini più di tante riunioni a Bruxelles. Finora molto dello sforzo di adattamento è venuto dal settore privato che ha finora mostrato solidità, nonostante la grande instabilità delle nuove relazioni commerciali. Le imprese europee stanno adottando tecnologie digitali di ultima generazione, inclusa l'intelligenza artificiale, a ritmo paragonabile a quello degli Stati Uniti. E la forte base manifatturiera europea potrà far fronte ad un aumento di domanda per una maggiore produzione interna. Ciò che è rimasto indietro è il settore pubblico dove sono più necessari i cambiamenti decisivi. I governi devono definire su quali settori impostare la politica industriale. Devono rimuovere le barriere non necessarie e rivedere la struttura dei permessi nel campo dell'energia. Devono mettersi d'accordo su come finanziare i giganteschi investimenti necessari in futuro, stimati in circa 1. 2 trilioni di euro all’anno. E devono disegnare una politica commerciale adatta a un mondo che sta abbandonando le regole multilaterali. In breve, devono ritrovare unità di azione,e non dovranno farlo quando le circostanze saranno divenute insostenibili, ma ora quando abbiamo ancora il potere di disegnare il nostro futuro. Possiamo cambiare la traiettoria del nostro continente. Trasformate il vostro scetticismo in azione , fate sentire la vostra voce. L'Unione Europea è soprattutto un meccanismo per raggiungere gli obiettivi condivisi dai suoi cittadini. È la nostra migliore opportunità per un futuro di pace, sicurezza, indipendenza: è una democrazia e siamo noi, voi, i suoi cittadini, gli europei che decidono le sue priorità. da FB 23 agosto 2025 |
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Forum Pubblico / ESTERO, DIVISO in OCCIDENTE, ORIENTE, MULTINAZIONALI e ALTRE REALTA' compresa la CHIESA CATTOLICA. / Nel corso della storia l'umanità ha affrontato periodi bui, segnati dall'avidità
inserito:: Agosto 22, 2025, 06:47:11 pm
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Libertà Sociale
Nel corso della storia, l'umanità ha affrontato periodi bui, segnati dall'avidità e dalla crudeltà di tiranni e dittatori che hanno trascinato il mondo in guerre e sofferenza. Oggi è fondamentale opporsi a ogni forma di odio e violenza. Dobbiamo reagire con forza e respingere ogni forma di conflitto, promuovendo invece la pace, la cooperazione e il rispetto reciproco. "Ho visto un ragazzo di circa dieci anni a piedi. Portava un bambino sulla schiena. In quei giorni in Giappone, spesso abbiamo visto i bambini che giocavano con i loro piccoli fratelli o sorelle sulle loro spalle, ma questo ragazzo era chiaramente diverso. Si vedeva chiaramente che era venuto in questo posto per una ragione seria. Non indossava scarpe. Il viso era contratto. La piccola testa del bambino (sulle spalle) era piegata come se fosse addormentato. Il ragazzo stette lì per cinque o dieci minuti. Poi gli uomini in maschera bianca gli si avvicinarono e cominciarono tranquillamente a togliere la corda che legava il bambino. Allora ho visto che il bambino era già morto. Gli uomini presero il corpo per le mani e i piedi e lo adagiarono sul fuoco. Il ragazzo era fermo, immobile, fissava le fiamme. Stava mordendo il labbro inferiore così forte che brillava di sangue. La fiamma bruciava bassa come il sole che scendeva. Il ragazzo si voltò e se ne andò in silenzio". Con queste parole Joe O'Donnell, fotoreporter americano inviato dall’esercito statunitense a documentare le conseguenze che le due bombe atomiche avevano avuto sulla popolazione e sulle strutture nipponiche, raccontò una delle immagini simbolo della tragedia che colpì il Giappone dopo il 6 e il 9 agosto 1945. Per sette mesi, a partire da poco dopo la fine delle ostilità, Joe viaggiò documentando macerie, morti, cremazioni, orfani, feriti, menomati. Alla fine della sua esperienza, nella quale raccolse centinaia di immagini durissime, si convinse che usare l’atomica era stata una scelta sbagliata. Solo una ventina di anni fa O’Donnell decise di rendere pubblici molti degli scatti che aveva conservato per tutta la vita. Più volte prima di morire si espresse contro le bruttezze della guerra. Difficile tuttora quantificare i morti, i feriti e le conseguenze sul lungo termine dello scoppio dei due ordigni. Le cifre dei decessi variano da un minimo di 150.000 persone ad un massimo di 250.000. Per i feriti si parla di almeno 100.000 persone. Ancora oggi molti pagano sul proprio corpo e su quello dei propri figli o nipoti le conseguenze di quell’esplosione. #hiroshima #nagasaki #guerra #bombaatomica #radiazioni #StandWithUkranie #StopPutinsWar #StopPutinsTerror #WeAreNATO #ParlamentoEuropeo #solidarietà #partitodemocratico #europa #Eu #Europa #asia @inprimopiano da Facebook |
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Forum Pubblico / ESTERO, DIVISO in OCCIDENTE, ORIENTE, MULTINAZIONALI e ALTRE REALTA' compresa la CHIESA CATTOLICA. / Alla fine di aprile del 1959 uno studente della contea cinese di Xishui viene...
inserito:: Agosto 22, 2025, 06:37:26 pm
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Alex Orsi
nSsodortpec8l367i46if1tgm0g1fm90087h cl7ta28f30hhltc9f233am9 · Alla fine di aprile del 1959 uno studente della contea cinese di Xishui viene avvisato delle condizioni disperate in cui versa il padre adottivo: lo raggiunge al più presto e lo trova a letto, «gli occhi incavati e spenti», la mano scheletrica che abbozza a stento un cenno di saluto. Ormai incapace di deglutire anche solo una zuppa di riso, morirà tre giorni dopo. In un primo momento Yang Jisheng non ha esitazioni: si tratta di una tremenda, inevitabile sventura. La cieca obbedienza che gli è stata inculcata non lascia spazio a dubbi o critiche, e non lo sfiora neppure l’idea che il governo e il Grande Balzo in avanti propagandato in quegli anni possano essere la causa della sua perdita. La fedeltà al partito si incrinerà con la Rivoluzione culturale, e nei primi anni Novanta, ormai consapevole dell’amnesia storica cui il potere condanna i cinesi, Yang Jisheng comincerà a indagare, a interrogare documenti, a raccogliere testimonianze. Scoprirà che la carestia di cui il padre è rimasto vittima ha ucciso in Cina, tra il 1958 e il 1962, 36 milioni di persone, ridotte a cibarsi di paglia di riso, guano di airone, topi ed erbe selvatiche – quando non di cadaveri. Un eccidio immane la cui responsabilità va attribuita non già a «tre anni di disastri naturali», bensì alla scelta deliberata di sacrificare ai ceti protagonisti dell’«industrializzazione» in corso la popolazione delle aree agricole, sequestrandone la produzione, le case, gli appezzamenti, il bestiame. Il libro che Yang Jisheng va scrivendo diventerà così qualcosa di ben diverso dalla pur accurata ricostruzione di una carneficina: la spietata, minuziosa, memorabile radiografia della criminale irresponsabilità di un sistema teocratico in cui Mao Zedong è l’incarnazione stessa della verità universale. Grazie Pietro Puricelli da facebook |
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Forum Pubblico / PROGRESSISTI, CONSERVATORI e SOVRANISTI. NOI CHI SIAMO? LORO CHI SONO? / Fabio Andrei. Ti pareva che non spuntasse, il classico giornalista progressista
inserito:: Agosto 22, 2025, 06:33:56 pm
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Fabio Andrei Preferiti · roSosptden5626 t6oh7liufruc14o88ll21tha g0cuia0l 1el1ie 1:9i5 · Ti pareva che non spuntasse , dopo giorni, il classico giornalista cretino di area “ progressista “ (!!! E si! Purtroppo ci sono questi …a dx hanno gli sgherri attivi 24 ore su 24…nel csx ci sono questi qui..) che mettesse sullo stesso calderone l assessore di sala ( un “ civico “! Non del pd! ) , il sindaco di Prato, i magheggi politici di maghi delle preferenze come De Luca ed Emiliano e l’ indagine farlocca su Matteo Ricci…e ti pareva che questo non fosse De Angelis, da sempre il personaggio in assoluto più cretino che il giornalismo potesse partorire. Il De Angelis e’ simbolo di un main stream in cui da 30 anni a questa parte, settori di stampa cercano di abbattere il segretario pd di turno…de Angelis era astioso con Bersani, poi uso Bersani per attaccare Renzi con delle deliranti farneticazioni, poi attacco zingaretti e poi si accanì con letta…adesso con la Schlein! Accusa la Schlein di sviare gli spifferi giudiziari su ambienti in cui il pd e’ alleato o parte e per questo dice “ non e’ adatta a fare la segrtetaria”! Quindi, direi a sto idiota, anche la Meloni , che quando non attacca su casi gravissimi del suo partito i “ giudici rossi” , tace su dal mastro, Santanchè, il figlio di La Russa , gli scandali in Sicilia, sarebbe “inadeguata “?? O lei , al contrario, diventa clamorosamente “ brava ed abile? Le “ questioni morali “tirate addosso al pd ad ogni spiffero giudiziario che riguarda casi locali non sono una novità ma lo accompagnano da quando e’ nato…pensiamo alla segretaria Veltroni, tra novembre e dicembre 2008….alla segreteria Bersani con il caso penati…alla segreteria di Renzi , con il caso della boschi, dei suoi familiari…e adesso con la Schlein…solo che poi al 90% dei casi le inchieste su cui si monta la questione morale finiscono nel nulla…ma ovviamente un idiota dotato di disonestà intellettuale come De Angelis questo non lo riporta…anzi, la sua scorrettezza lo porterebbe ad accusare il pd “ Essere giustizialista “ se fosse più intransigente ad ogni spiffero giudiziario…emblema di una partita truccata …quando casi gravissimi che coinvolgono alti vertici colpiscono la destra loro se ne escono con le “ toghe rosse, i giudici politicizzati , la giustizia ad orologeria, la guerra politica / magistratura “… se invece spifferi giudiziari colpiscono il pd ed il csx allora se ne escono con la “ questione morale “… la Meloni può tacere ed e’ protetta dai suoi sgherri mediatici…un segretario del pd no…viene massacrato…se per eccesso di legalità costringe l indagato alle dimissioni, allora lo attaccano per “giustizialismo “ …se invece sceglie una linea attendista gli buttano addosso la questione morale”. Questa assurda disparità di giudizio e’ la partita truccata…poi a pensarci bene sono proprio i deangelis ad essere i più severi e tignosi “analisti della sconfitta “ . Ripeto, De Angelis e’ troppo notamente cretino per essere preso sul serio ( bisogna chiedersi piuttosto chi ha portato sto ridicolo personaggio ai vertici del giornalismo ) , ma a tutti coloro che negli anni hanno invocato “ la questione morale del pd “ bisognerebbe ricordare…tutti i casi, tantissimi, in cui tutto si e’ risolto nel nulla ( penati…bassolino…uggetti, graziano, i genitori di Renzi, Bobbiano, Esposito…) . Non solo nessuno chiede scusa ma poi parte al contrattacco dall’ altra parte …sul “ giustizialismo del pd “!!! Dopo tutti questi casi bisognerebbe essere più cauti ad invocare “questioni morali “… specie di fronte ad argomentazioni grottesche e farlocche come quelle a carico di ricci…Disonestà allo stato puro. Quindi si liquidi De Angelis e la sua disonestà malafede con quello che merita: una pernacchia. Ps a me onestamente la Schlein mi sembra più furba e scafata dei suoi predecessori a trattare gli spifferi giudiziari …vuol dire che qualcosa sta finalmente cambiando e forse la partita non e’ più così truccata DA facebook 2 agosto 2025 |
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Forum Pubblico / PROGRESSISTI, CONSERVATORI e SOVRANISTI. NOI CHI SIAMO? LORO CHI SONO? / Non sono cliente Esselunga ma sono stato loro fornitore molti anni fa.
inserito:: Agosto 22, 2025, 12:18:29 pm
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Gianni Gavioli 12 Luglio 2025 11:55 Awaiting for approval Non sono cliente Esselunga ma sono stato loro fornitore molti anni fa. Ne conosco “l’Anima”, oggi ancor peggiorata. Giornali come il vostro dovrebbero, a mio parere, educare i lettori abbonati o meno, alla consapevolezza che i Grossi Gruppi e le Multinazionali in particolare, sono da considerare degli avversari, alcuni non pochi addirittura dei Nemici, con cui abbiamo scelto di convivere. Noi Compratori e Consumatori (sono due condizioni diverse) li usiamo per delle nostre ragioni alcune soltanto illusorie. Loro ci usano per sottrarci denaro e in non pochi casi anche per ingannarci sulla qualità dei prodotti che vendono. Tutto normale, se noi grazie anche alla parte onesta del Giornalismo di Inchiesta, ci manteniamo attenti e critici costruttivi. Capire chi é il meno peggio tra i nostri fornitori e capire bene cosa scegliamo di comprare da loro, é la migliore difesa della nostra dignità. E delle nostre risorse economiche. ciaooo Io su ilfattoalimentare.it -------------------------------------- Da Facebook Marco M. Freddi ELENA BASILE E FRANCESCA ALBANESE: QUANDO LA CRITICA DIVENTA IDEOLOGIA, E LA SINISTRA SMARRISCE IL SENSO DELLA REALTÀ Nel panorama del dibattito pubblico italiano e internazionale, due figure emergono con una costante: una critica assoluta, ideologica e selettiva nei confronti dell’Occidente. Elena Basile, ex ambasciatrice e oggi editorialista del Fatto Quotidiano, e Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU per i territori palestinesi, condividono un’impostazione che le rende — pur partendo da ruoli e contesti diversi — parte del problema e non della soluzione, tanto nella guerra in Ucraina quanto nel dramma israelo-palestinese. Entrambe, con toni diversi ma convergenti, attribuiscono all’Occidente ogni responsabilità, rimuovendo o minimizzando le colpe di regimi oppressivi come quello iraniano, russo o delle milizie fondamentaliste attive in Medio Oriente. L’Occidente è sempre il colpevole: per il colonialismo, per l’imperialismo, per l’ipocrisia morale. I BRICS — scrive Basile — rappresentano un “schiaffo morale” all’Occidente. La guerra in Ucraina? Una reazione, se non giustificabile, almeno spiegabile, di Putin contro la NATO. Israele? Uno Stato coloniale che merita solo condanna. Non si salva nulla, se non l’“asse della resistenza”, ovvero Iran, Hezbollah, Hamas, Houthi: attori armati e autoritari, che vengono presentati come risposta al dominio occidentale. Ma dove porta questa narrativa? A un appiattimento ideologico che impedisce ogni capacità di leggere la complessità. L’Occidente viene condannato non per ciò che fa o non fa, ma per ciò che è: una civiltà da smontare. Il rischio è enorme, perché dall’odio ideologico non nascono né pace né giustizia, ma solo nuove guerre e nuove ingiustizie. ED È QUI CHE LA SINISTRA DEMOCRATICA DI GOVERNO DEVE TRACCIARE UNA LINEA DI DEMARCAZIONE NETTA. Non si può, in nome di un generico “anti-imperialismo”, diventare complici della retorica antioccidentale che oggi alimenta le derive autoritarie in Medio Oriente, in America Latina, in Asia. Non si può, come fanno gli esponenti di Potere al Popolo o nostalgici movimenti comunisti limitrofi o al Movimento 5 Stelle, abdicare al senso della realtà in nome dell’ideologia. E non si può neppure, come fa troppo spesso una parte dell’opinione pubblica progressista, adottare una doppia morale: giustificare le repressioni iraniane, minimizzare i crimini russi, tacere sul fondamentalismo islamico, e poi ergersi a paladini della giustizia quando è l’Occidente a sbagliare. La sinistra democratica deve leggere la complessità, riconoscere la pluralità delle responsabilità, difendere i diritti umani sempre, non a giorni alterni, e sapere che la democrazia, per quanto imperfetta, è il terreno su cui si costruisce la giustizia. Se si vuole la pace, bisogna volere anche la verità. E la verità — scomoda per tutti — è che non si combattono le ingiustizie sostenendone altre. Sì, l’Occidente ha colpe. Sì, Israele ha gravi responsabilità. Ma non c’è pace nel giustificare regimi teocratici, fondamentalisti o dittatoriali, solo perché si oppongono all’“Occidente cattivo”. C’è solo l’alimentazione di un odio cieco, che allontana ogni possibilità di giustizia e di riconciliazione. Elena Basile e Francesca Albanese non sono le uniche a cadere in questo schema. Ma la sinistra democratica ha il dovere morale e politico di non seguirle. Se vuole essere parte della soluzione e essere interlocutore credibile non può farsi contagiare da una narrazione che divide il mondo in buoni e cattivi secondo schemi ideologici preconfezionati. Deve scegliere un'altra strada: quella della verità, della giustizia, della libertà. Non esiste pace senza giustizia. E non esiste giustizia senza onestà intellettuale. #nómadadigital #societàaperta #amoreamoreamore #socialistas |
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Forum Pubblico / NON SIAMO TUTTI UGUALI ESSERE DIVERSI E DIFFERENTI NON CI DEVE DIVIDERE. / scrivo spesso di Cattiva Politica, mai riferendomi ad un sola bandiera o ad ...
inserito:: Agosto 22, 2025, 12:14:24 pm
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https://mementocomunicazione.it/servizi/
---------------------------------------------------------- Gianni Gavioli Gianni Cuperlo Sono da più di vent’anni sul web (dai tempi del forum ulivo.it) che "metto occhio alle parole". E non mi passava certo per la testa che potessi essere tu, il manipolatore (o come intendi si debba chiamare un post tagliato nel suo finale più critico, se non manipolato). Chi mi legge è al corrente sino alla noia (dei poco interessati al contesto) che sono almeno tre anni che sopporto, non senza reagire, il comportamento di FB nei confronti di noi utenti, con tagli, sottrazione di visibilità dei Post, annullamento della vita di una mia Pagina (IL MONITORE) perché non ho ce-duto al farmi pagare per leggermi, all’insistenza di considerarmi Azienda mentre sono soltanto un fo-rumulivista (opinionista in libertà di pensiero) affatto disposto a vendermi. Mi scrivi … “protesti ma con Zuck!” Non ho rapporti con Zuck (a cui, come da consulente di marketing vecchia scuola operativa e non al-goritmica, potrei dare un paio di consigli). Poi considero che se nulla fate voi politici, almeno per capire come si muovono qui in FB, “se” siete in contatto con Zuck, cosa posso fare io da SOLO, oltre e più di questa ormai pluriennale mia conte-stazione, senza concreti risultati, se non quello di riuscire a non farmi buttare fuori. Ohhhh - (Cuperlo, in chiusura del tuo intervento questo verso non l’ho capito. Sei stizzito?) ggiannig ciaooo P.S.: Nel web ci si dà del tu. 26 dicenbre del 2021 -------------------------------------------- Rocco Angelo Stano Grandi opere tecnologiche lo diventano. Il ponte di Brooklin la torre eiffel ( che nacque per un esposizione mondiale ) l'empire state bulding e tante altre opere d'ingegneria. Onestamente non ci vedo nulla di male stavolta solo la'solita carica di odio verso il personaggio. Pregasi non ridpondere con le solite offese . 2 g Rispondi Gianni Gavioli Rocco Angelo Stano il Ponte che sfratta 400 famiglie, ha una sua precisa "Collocazione Etica". Il punto per NON farlo OGGI (ammesso sia fattibile) deriva dal fatto che il Sud ha NECESSITÀ urgenti di altre Infrastrutture (ferrovie, strade, porti, aeroporti) oltre a Sanità che sani, amministratori onesti, scuola che Educhi. ciaooo 2 h Rispondi Modificato Rocco Angelo Stano Gianni Gavioli quanta roba....e chissà perché in 20 anni di sinistra al governo tutta irrisolta? Non sarà mica che convenga proprio a qualcuno? 23 min Rispondi Gianni Gavioli Rocco Angelo Stano Convenga cosa? Chiarisci se ti riesce. Per le cose irrisolte oppure, aggiungo, risolte male, non ho problemi: scrivo spesso di Cattiva Politica, mai riferendomi ad un sola bandiera o ad un solo personaggio ma, ignorando coloro che non meritano attenzione, avendo ben presente che é sempre la misura del danno agli Italiani, che deve farci fare la differenza etica e morale tra le colpe o gli errori dei partiti e soprattutto dei personaggi. ciaooo ----------------------------------------------------------- |