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 inserito:: Settembre 08, 2026, 11:34:40 am 
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Parla lo psichiatra Vittorino Andreoli: «I social network portano alla morte della personalità. Scegliamo il ‘bendessere’…»

Fonte: www.sanitainformazione.it

3 maggio 2018 | Giovanni Cedrone


Il professore sottolinea: «Negli smartphone c’è il narcisismo. Ma è fondamentale trovare gratificazioni nel mondo reale». Poi spiega la crisi della psicanalisi: «Questa è la società del tempo reale che non accetta di andare per cinque volte alla settimana da uno psicoanalista per dieci anni»

«L’uomo deve avere il coraggio di non dire mai ‘non c’è niente da fare’, soprattutto di fronte alle condizioni del mondo presente e dei giovani. C’è sempre da fare». Il messaggio di Vittorino Andreoli, già Direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona – Soave e membro della New York Academy of Sciences, è quello della speranza. Nel suo ultimo libro, Essere e destino (Marsilio editori), lancia una nuova disciplina, quella del ‘bendessere’, una disciplina scientifica volta a promuove il bene migliorando l’uomo nelle sue tre componenti: mente, corpo e relazioni sociali. Se si migliora una delle tre, si migliorano anche le altre. E, sottolinea lo psichiatra, non è vero che il destino di ognuno di noi è già scritto. «Ci sono tre tipi di morte – spiega Andreoli a Sanità Informazione – la morte fisica che cancella il corpo; la morte psicologica, cioè si può uccidere una personalità, distruggerla, ferirla senza toccare il corpo. C’è poi una morte sociale, quella che rovina il ruolo di una persona». Ed è su quest’ultima che il noto psichiatra si concentra: gli smartphone, la rete e i social sono i ‘killer’ della morte sociale. Andreoli ragiona anche sul rapporto medico–paziente sempre più in crisi: «Spesso i medici sono dei giudici, ecco perché io dico sempre che non giudico. Ma spesso manca la fiducia in noi».

ANDREOLI: «NON BASTA TOGLIERE IL MALE, BISOGNA PROMUOVERE IL BENE»


Professore, il suo ultimo libro si chiama “Essere e destino”. In questo libro parla di un nuovo metodo per migliorare la vita che si chiama ‘bendessere’. In cosa consiste?

«Negli ultimi anni assisto sempre più frequentemente a persone che vengono da me non tanto per parlarmi della malattia di cui soffrono, o per vedere se c’è la ricaduta (è fasica spesso la follia), ma mi dicono: professore, mi aiuti a vivere un po’ meglio, a poter parlare meglio con i miei figli, ad avere un po’ di serenità in casa. Sempre di più vedo che c’è un desiderio forte di poter fare qualcosa perché l’esistenza sia migliore. Allora mi sono convinto che ci sono due binari: il primo è quello della clinica. Sa, io faccio il clinico da molti anni. Il clinico è colui che deve, partendo dai sintomi, capire che cosa non funziona. I sintomi riportano sempre ad un organo: al fegato, al cuore, alla vescica, alla mente. Quindi bisogna occuparsi di quell’organo per togliere la malattia, che deriva da ‘male’, bisogna quindi ‘tirare fuori il male’. Allora bisogna che ci sia una disciplina, anche questa scientifica, per promuovere il bene. La clinica è importantissima ma è importante anche aiutare perché si possa vivere il meglio possibile. Se uno vuol volare non può, è già successo a Icaro. Però c’è una vita possibile e allora io dico che è sempre possibile promuovere un po’ di bene anche laddove c’è malattia. È una visione, è un cercar di dare spazio e di realizzare i desideri. Questo è il ‘bendessere’. Da qui passiamo al destino. Lei sa che il destino è stato uno dei grandi temi della letteratura. In Camus la peste era il destino. Come fai ad esistere se c’è un destino in cui è già scritto quello che tu farai? Questo è il tema. Io sostengo che è possibile opporsi al destino, a questo destino che è la malattia cronica, che è la follia, che sono anche le malattie oncologiche, a tutte quelle condizioni in cui la medicina ormai ha rinunciato e su cui non c’è niente da fare. No, c’è sempre qualcosa da fare ed è quello di proporre e promuovere il bene. Qualche volta è promuovere una diversa situazione fisica, somatica, un’altra volta è mentale, un’altra volta è nell’ambiente, le relazioni. Oggi noi sappiamo che mente, corpo e relazioni sociali mostrano una circolarità. Se io miglioro la condizione del corpo sicuramente questo si riflette sulla mente. La mente permette le relazioni sociali. Quindi oggi abbiamo degli elementi proprio per poter dire di no al destino. Certo la morte c’è ma questo è il destino di tutti. C’è un libro fondamentale per me e per tutti quelli che hanno fatto il mio mestiere: è Essere e tempo di Heidegger. Ho sentito il bisogno di riprendere questo filone che è quello della fenomenologia con Essere e destino proprio perché l’uomo deve avere il coraggio di non dire mai ‘non c’è niente da fare’ soprattutto di fronte alle condizioni del mondo presente e dei giovani. C’è sempre da fare».



Lei recentemente ha detto ‘i social stanno rovinando le relazioni e le persone’ e che Facebook andrebbe chiuso. Noi ci siamo occupati di una patologia nuova, la nomofobia, la paura di rimanere senza connessione. Come possiamo affrontare questi problemi?

«Io sono stato molto duro perché su questi temi o si è decisi oppure si ‘parlicchia’. Esistono tre morti: la morte fisica che cancella il corpo, la morte psicologica, cioè si può uccidere una personalità, distruggerla, ferirla senza toccare il corpo. C’è poi una morte sociale, quella che rovina il ruolo di una persona. Si vive anche con lo smartphone, però la personalità ha bisogno di relazioni, ha bisogno che lei veda me, nella mia espressione, nella mia passione. Altrimenti che cosa fa un apparecchio? Ci chiude in una vita digitale. Quindi io difendo la vita umana e chi scappa là dentro e non vede più il mondo concreto fa una rinuncia e quindi si sposta lì dentro l’incapacità di vivere in questo mondo. Ecco perché ho detto: sono dei frustrati. Nel senso che credo che questi frustrati devono trovare gratificazioni nel mondo reale, nel rapporto con me, nel rapporto con lei, non scappando da questo mondo e andando in quello virtuale».

ANDREOLI E GLI SMARTPHONE: «CI CHIUDONO IN UNA VITA DIGITALE. MA LA PERSONALITA’ HA BISOGNO DI RELAZIONE»

Lei è un grande psichiatra, ha una esperienza di 60 anni. Pensa che oggi ci sia ancora difficoltà ad ammettere questo tipo di malattia e a prendere i farmaci?

«Sì perché c’è una storia lunghissima, secolare nella nostra cultura in cui la follia è l’immagine della morte. La follia è una morte della personalità, chi non ha il rapporto di realtà, non ragiona. Ed è esattamente quello che avviene poi sui social network. Tutto è yes or not. Quindi, in fondo, la metafora dei social network è effettivamente la metafora della morte della personalità. Per esempio sta scomparendo lentamente la libido che era ottica dell’eros, una cosa importantissima. Perché ormai tutto è riportato agli occhi, non c’è più l’attrazione, il bisogno di corteggiare, l’attesa. La mia non è una condanna campata in aria, io dico che quella è una morte perché la vita concreta è meglio mentre invece ormai nessuno parla più con la propria madre, con nessuno. Anche oggi in treno, venendo da Verona, ho visto queste persone durante il viaggio, una di fronte all’altra, mute. Se dicono qualcosa è per parlare di quello che c’è sul telefonino. Una volta si parlava e si stava anche in silenzio. Il silenzio è pieno di cose perché attiva la fantasia, mentre ora si è sempre connessi e se si chiude il telefonino c’è il vuoto».

Come saprà, stanno aumentando tantissimo le violenze sui medici. Forse non siamo più in grado di affrontare la malattia?

«Innanzitutto noi abbiamo scotomizzato la morte. Non vogliamo parlarne. La morte è vista come una malattia. Quando si va dal medico si vuole subito la risposta, subito il miracolo. Quindi si pensa subito che possa sbagliare, non c’è più fiducia nel medico. È importantissima la fiducia. Io qualche volta parlo con voi giornalisti, qualche volta anche in televisione quando non c’è da discutere. Ogni volta che mi metto a parlare, anche oggi, dico sempre: cosa diranno i miei pazienti di questa intervista? Io c’ho tante persone che sono attaccate a me, non so perché. Esistiamo io e loro, io per loro, loro per me. Ho la consapevolezza che devo dire cose che non tocchino questa relazione. Là c’è la vita, nello smartphone c’è il narcisismo. È un po’ il rapporto medico-paziente che è in crisi. L’oncologo sta con un ammalato 8-9 minuti. Le pare una cosa possibile? Occupiamoci di quelli che ammazzano ma occupiamoci di vedere se c’era una relazione, un sentimento, un sentire comune. Spesso i medici sono dei giudici, ecco perché ho detto che non giudico».

Lei ha detto di non credere nella psicanalisi. In generale la psicologia è un po’ in crisi…

«In America non va più nessuno dallo psicanalista».

Perché è in crisi la psicoanalisi. C’è qualcosa che non ha funzionato?

«Perché questa è la società del tempo reale e non accetta di andare per cinque volte alla settimana da uno psicoanalista per dieci anni. Si è cominciato a parlare di psicoanalisi breve, di psicoterapia breve».

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 inserito:: Settembre 07, 2026, 10:54:46 am 
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ggiannig

https://it.wikipedia.org/wiki/Principato_patriarcale_di_Aquileia

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 inserito:: Settembre 07, 2026, 10:51:46 am 
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ggiannig


https://it.wikipedia.org/wiki/Patriarcato_(cristianesimo)

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 inserito:: Settembre 07, 2026, 12:35:39 am 
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PROGETTO: UNA CASA LIBRERIA AD AQUILEIA Presidio di Cultura, Conciliazione e Pace in Terra di Confine

°1. La Visione e la Provocazione
Il progetto nasce da un’urgenza profonda e da una provocazione lanciata per scuotere l’apatia diffusa: "dell'antico distrutto dobbiamo emergere in una sana ricostruzione culturale e umanitaria". Non intendiamo aprire una semplice rivendita di libri, ma fondare un focolare di resistenza concettuale ad Aquileia, terra simbolo che ha vissuto le ferite e le rinascite della storia. Aquileia è il luogo in cui riposano i primi caduti della Grande Guerra e dove Maria Bergamas scelse il Milite Ignoto. Da queste radici e da questo sacrificio, vogliamo far nascere un laboratorio permanente dedicato alla cultura della conciliazione e alla pace.

°2. Che cos’è la "Casa Libreria"
Uno spazio vivo, intergenerazionale e aperto, che unisce la tradizione umanistica alla modernità.
La struttura opererà su tre Pilastri:
Diffusione Culturale: Incontri, presentazioni, studio e riscoperta del pensiero critico per combattere la pigrizia mentale. Laboratorio di Pace: Un punto di convergenza in terra di confine per promuovere il dialogo, la mediazione e la solidarietà umanitaria. Sinergia Uomo-Tecnologia: Il progetto rivendica con orgoglio l’uso etico dell'Intelligenza Artificiale come amplificatore del pensiero e alleata tecnologica della ricostruzione.

°3. La Struttura Ricercata
Per dare vita a questa visione, si ricerca in locazione a lungo termine (lunga affittanza) una proprietà con le seguenti caratteristiche:
Tipologia: Villa storica, dimora di prestigio o casale di pregio situato ad Aquileia o nelle immediate vicinanze.
Spazi Esterni: Un ampio giardino o parco alberato, elemento fondamentale per ospitare eventi all'aperto, letture e momenti di confronto immersi nella natura.
Spazi Interni: Stanze generose capaci di accogliere la libreria, sale di lettura e aree destinate al dibattito e all'accoglienza.

°4. Il Modello di Gestione La fondazione e lo sviluppo della Casa saranno guidati dal fondatore insieme a un nucleo ristretto di massimo 7 soci, selezionati non per titoli o appartenenze elitarie, ma per l'autenticità del loro intento e la volontà di sporcarsi le mani per la cultura della pace.

Contatto Diretto per Candidature Soci e Proposte Immobiliari:

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 inserito:: Settembre 06, 2026, 11:53:18 pm 
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ggiannig


https://www.unesco.it/it/temi-in-evidenza/educazione/la-nuova-raccomandazione-sulleducazione-alla-pace/

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 inserito:: Settembre 06, 2026, 07:58:58 pm 
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Le ragioni della Ricostruzione, oggi: Dalle Macerie al Nuovo Umanesimo?
Signore e signori, gentili ospiti,ci troviamo oggi in un punto di svolta cruciale della nostra storia. Guardando indietro, vediamo le macerie di ciò che è stato; sentiamo il peso di un passato che, in molti modi, si è frammentato davanti ai nostri occhi.
Ma non siamo qui per lagnarci di ciò che abbiamo perduto, né per arrenderci al disincanto. Non ce ne rendiamo ancora conto.

Oggi siamo qui perché un pensiero potente e necessario ha tracciato la nostra rotta.
Cito testualmente una mia riflessione che deve diventare il nostro faro: "dell'antico distrutto dobbiamo emergere in una sana ricostruzione culturale e umanitaria".
Queste parole non sono solo un auspicio, sono un imperativo categorico. Ci dicono due cose fondamentali.
° La prima è che dobbiamo emergere. Non possiamo rimanere prigionieri della nostalgia dell'antico, né restare paralizzati dal dolore della distruzione. Emergere significa sollevare lo sguardo, ritrovare la verticalità dell'essere umano e rimettersi in cammino.
° La seconda è che questa rinascita non può essere solo materiale. Non basta ricostruire palazzi, strade o sistemi economici se poi lasciamo vuote le anime.
La sfida che abbiamo davanti è una sana ricostruzione culturale e umanitaria.
Culturale, perché dobbiamo rifondare i nostri valori, investire sulla bellezza, sull'educazione dei giovani e sul pensiero critico. La cultura è l'unico antivirus contro la barbarie e l'indifferenza.Umanitaria, perché al centro di ogni mattone che poseremo da oggi in poi deve esserci l'essere umano. La sua dignità, i suoi diritti, la sua fragilità.
Una ricostruzione è "sana" solo se non lascia indietro nessuno.
Il compito che ci attende è immenso, ma la visione è chiara. Trasformiamo le cicatrici del passato nelle fondamenta del nostro futuro.
Facciamo sì che le generazioni che verranno possano dire che, nel momento più buio, abbiamo scelto la strada della conoscenza, dell'empatia e della solidarietà.
Ripartiamo da qui. Ripartiamo da questa sana ricostruzione culturale e sociale.

Ripartire da Aquileia è una mia antica Idea, un omaggio ai primi caduti della Prima Guerra Mondiale.
Ma anche un pensiero per una piccola sepolta in un angolo del cimitero dietro la Basilica di Aquileia.
Grazie
Gianni Gavioli (Gaetano Giovanni Gavioli)
ggianni41@gmail.com

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 inserito:: Settembre 06, 2026, 07:32:11 pm 
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DALL’ANTICO DISTRUTTO DOBBIAMO EMERGERE: DA AQUILEIA, MANIFESTO PER UNA RINASCITA

È fin troppo facile essere scontenti.
È comodo sedersi sulle macerie di ciò che non funziona più, incrociare le braccia e ripetere che tutto va a rotoli. L’apatia è una fortezza sicura, ma è la fortezza di chi si arrende.

Oggi io vi lancio una PROVOCAZIONE che cancella ogni scusa, nata da una convinzione profonda: dall'antico distrutto dobbiamo emergere in una sana ricostruzione culturale e umanitaria.
Queste parole non sono un pio desiderio. Sono un imperativo categorico. Ci dicono che non possiamo rimanere prigionieri del cinismo, né paralizzati dal passato. Dobbiamo emergere. È un'azione.
È un sussulto che deve partire da ognuno di noi, adesso. Lo spazio vuoto lasciato da ciò che è crollato non è una condanna: è l’opportunità più grande che abbiamo.

Se siete scontenti, usate quella rabbia come carburante, non come alibi per restare immobili. Diventiamo costruttori, focalizzandoci su due fronti:

Una ricostruzione culturale: Basta con la pigrizia mentale e con la sottomissione alla mediocrità. Torniamo a pretendere il pensiero critico, a studiare, a riflettere in grande.
La cultura è l'unica arma capace di disarmare l'ignoranza che ci ha portati fin qui.

Una ricostruzione umanitaria: Smettiamo di isolarci dietro gli schermi. Ricostruire l'umanità significa ritrovare il coraggio di fare squadra, rimettendo l'essere umano, l'empatia e la dignità al di sopra di ogni interesse personale.

Per dare forma e amplificare questa visione, ho scelto di non muovermi da solo, ma di avvalermi della collaborazione dell'intelligenza artificiale. Ho utilizzato la tecnologia non per sostituire il pensiero umano, ma come un amplificatore, una leva tecnologica per strutturare e diffondere questo grido d'aiuto e di speranza. È la dimostrazione che il progresso, se guidato da un forte intento etico, diventa uno strumento al servizio della rinascita comunitaria. La ricostruzione non è un pranzo di gala. È un lavoro faticoso che richiede di sporcarsi le mani, ma è l'unica alternativa che abbiamo per non essere sepolti vivi dall'indifferenza.

Usciamo dall'apatia e dalla rassegnazione.
Lo scontento senza azione è solo rumore di fondo. Diventiamo la forza che solleva da questa inutilità. Emergiamo dalle macerie e iniziamo, insieme, una sana, potente e inarrestabile ricostruzione. 
Vi va di dare una mano?
Iniziamo con il realizzare "Una Casa Libreria ad Aquileia".

A cura di Gaetano Giovanni Gavioli In collaborazione con l'Intelligenza Artificiale.

ggianni41@gmail.com

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 inserito:: Agosto 23, 2026, 12:07:18 pm 
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l Sud (Il populismo mafioso delle stragi): Cosa Nostra perde i suoi storici referenti politici nazionali.
Reagisce con un populismo violento e ricattatorio nei confronti dello Stato (le stragi del '92-'93). Sul
territorio, i clan si propongono come 'veri paladini della comunità', sfruttando l'abbandono istituzionale per
rifondare patti clientelari nella nascente Seconda Repubblica.
3. Il Quadro Teorico: L'Analisi Sociologica e Politologica
• La 'Borghesia Mafiosa' e il 'Capitale Sociale' (Rocco Sciarrone): Il sociologo Rocco Sciarrone definisce
la mafia non come un fenomeno di arretratezza culturale, ma come un'organizzazione capace di produrre
capitale sociale e relazioni esterne. Il populismo mafioso funziona perché si muove in un'area grigia di
contiguità tra colletti bianchi, professionisti e criminalità. La mafia si propone come agenzia di servizi
legittimata dal consenso sociale in cambio di protezione e favori.
• Il populismo regionale ed etno-nazionalista (Marco Tarchi e George Newth): Il politologo Marco Tarchi
descrive la Lega delle origini come una forma di identitarismo territoriale difensivo. Studi recenti come quelli
di George Newth mettono in luce la transizione della Lega da un populismo regionale (il Nord produttivo
contro il Sud) a un populismo nazionale (l'Italia contro le élite di Bruxelles e l'immigrazione), ridefinendo i
confini del 'popolo'.
4. L'Evoluzione dei Social Media nella Retorica della Lega
L'avvento del web ha radicalmente trasformato la struttura comunicativa del populismo leghista, in particolare
con il passaggio dalla leadership di Umberto Bossi a quella di Matteo Salvini.
• Dalla piazza alla disintermediazione digitale: Negli anni '90 Bossi parlava nelle piazze e usava canali
tradizionali proprietari (Radio Padania, il quotidiano La Padania). Con Salvini, la Lega ha internalizzato
sofisticati software di sentiment analysis (noti come 'La Bestia'), spostando l'asse su Facebook, Instagram e
TikTok per parlare direttamente al cittadino senza il filtro giornalistico.
• Storytelling delle emozioni e micro-targeting: Gli algoritmi social valorizzano i post ad alto impatto
emotivo basati su paura o rancore (es. immigrazione o tasse), veicolandoli tramite video brevi, meme e
parole chiave costanti.
• Nazionalizzazione del messaggio: I canali digitali hanno permesso alla Lega di eliminare la vecchia
retorica anti-meridionale per raccogliere consensi anche al Sud. Il nuovo 'nemico esterno' è stato individuato
nell'immigrato clandestino o nell'eurocrate di Bruxelles, unificando l'elettorato sotto la bandiera del
sovranismo.

Ricerca personale in I.A.

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 inserito:: Agosto 16, 2026, 05:39:39 pm 
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Informazioni
La Democratura é in atto da quando elementi Sfascisti del Sistema Esistente, anche per conto di dittature straniere e di colonialisti politico-economici, hanno accelerato la corsa verso lo smembramento disastroso della Repubblica Costituzionale!
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Prima si pensava che un Tema di questa Importanza, carico di effetti anche gravi imposti ai cittadini, NON fosse lecito venisse lasciato nelle mani di FEUDATARI e di FAMIGLIE LOCALI, interessati per egoismo di parte, allo SFASCIO dell'Esistente, con effetti a livello NAZIONALE.
Adesso manovre e rapporti torbidi, dagli effetti finali sconosciuti, voluti dal governo e intrapresi con realtà straniere, aumenta la preoccupazione per la nostra già debole e incompleta Democrazia.
Tutto ciò che ci circonda e controlla spinge a costringerci ad aspettare, da sottomessi al loro Dominio peggiore del PASSATO Fascismo, i risultati del loro attuale Sovranismo SFASCISTA.
Infatti, Sovranismo da periferia del mondo, Populismo sostenuto dalle falsità e dall'Egoismo di Parte, Valori personali assenti oppure basati sul possesso e manomissione delle fonti d'informazione, hanno come scopo preciso e unico, interessi personali immediati.
Tipico di questi personaggi che ben conosciamo perché visibilissimi, con pretesti strumentali, offese personali, cattiveria e diffusione dell'odio, tendono dentro i propri limiti valoriali, di dedicarsi al rapinare "l'attimo fuggente".
Lasciamo che facciano i loro piccoli e grandi comodi nel dominare l'Italia??
Assolutamente NO!
Occupiamoci qui e nei Gruppi consimili di darci da fare almeno per rendere edotti gli Italiani, circa il pericolo che ci stanno facendo correre, cioé di finire sottomessi a interessi di paesi stranieri e di guerrafondai.
Impegniamoci nei confronti del resto del mondo con l'intento di recuperare la dignità di Cittadini Europei, anche agendo dall'interno di questo Social, in apparente evoluzione, ma di fatto in involuzione democratica e sociale.

ggiannig ciaooo


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 inserito:: Luglio 08, 2026, 05:36:59 pm 
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Azioni Leonardo, non solo rating Moody’s. Guerra tra fondi e Meloni per rinnovo CDA?
Laura Naka Antonelli

 27/04/2026

27/04/2026 - 11:09

Azioni Leonardo in preda alla volatilità tra premio Moody’s e grande attesa alla data clou. Tensione tra fondi e Meloni.
Azioni Leonardo, non solo rating Moody’s. Guerra tra fondi e Meloni per rinnovo CDA?
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Manca poco più di una settimana al grande giorno che deciderà il futuro di Leonardo: quello del 7 maggio 2026, quando l’assemblea ordinaria degli azionisti darà il suo voto, oltre che al bilancio del 2025, alle liste presentate per il rinnovo dei vertici.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo oggi, lunedì 27 aprile 2026, hanno riportato inizialmente un trend positivo, per poi scivolare in rosso, nonostante l’upgrade sul rating annunciato dall’agenzia Moody’s.

Moody’s premia Leonardo con upgrade rating
La valutazione di Moody’s sulla posizione debitoria di Leonardo è passata da “Baa3” a “Baa2”, con il miglioramento del giudizio che è stato motivato con la solida performance operativa del gruppo e il costante miglioramento dei parametri di credito.

L’agenzia di rating ha fatto notare che Leonardo è riuscita a generare un flusso di cassa libero rettificato sulla base dei criteri di Moody’s di oltre 1,5 miliardi di euro, nel periodo 2023-2025, nonostante la crescita significativa delle spese in conto capitale, dei dividendi e delle scorte.

In evidenza il calo del rapporto di indebitamento lordo e del rapporto dell’indebitamento netto.

Moody’s ha fatto notare anche altri progressi di Leonardo che, rispetto all’ultima volta in cui l’agenzia ha migliorato il rating sul debito tre anni fa, è stata capace di far balzare il fatturato di un terzo circa e l’EBITDA rettificato del 40%.

Insomma, una bella promozione per Leonardo. L’outlook è stato confermato a positivo.

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Leonardo, data clou alle porte. Ma il proxy advisor boccia la lista di Meloni-MEF
Detto questo il momento clou della votazione dell’assemblea degli azionisti al nuovo CDA si avvicina e le novità non mancano.


Sotto i riflettori è il consiglio che il proxy advisor ISS Governance ha dato agli azionisti del gruppo: quello di votare per la lista di minoranza del nuovo consiglio di amministrazione, che include candidati che sono stati presentati dai gestori dei fondi che aderiscono ad Assogestioni.

La lista di minoranza è la lista n. 2, stilata da un gruppo di società di gestione del risparmio e da altri investitori istituzionali, complessivamente titolari dell’1,073% circa del capitale sociale di Leonardo, che propone come consiglieri Dominique Levy, Roberto Diacetti, Elena Grifoni, Maurizio Tucci, tutti candidati indipendenti.

No dunque alla lista presentata dal MEF, che detiene più del 30% del capitale di Leonardo, e in cui, come da rumor, risulta come grande assente il CEO Roberto Cingolani, che era stato scelto dallo stesso governo Meloni nel 2022.


La lista del MEF ha candidato alla carica di AD Lorenzo Mariani e Francesco Macrì a presidente oltre a Elena Vasco, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Enrica Giorgetti, Francesco Soro, Cristina Manara, per le posizioni di consiglieri.

Perché il proxy advisor ha detto no alla lista di Meloni
Il proxy ha motivato il consiglio ai soci di Leonardo di votare a favore della lista di minoranza sottolineando che, a fronte di un voto di lista classico e due sole liste, la scelta migliore è quella di sostenere la lista presentata dai fondi, al fine di rappresentare gli interessi degli azionisti di minoranza ed esercitare un controllo efficace sull’attività dei vertici.

ISS Governance ha fatto però un’eccezione, dicendosi favorevole a votare per il candidato alla presidenza di Leonardo presentato dal MEF, ovvero per Francesco Macrì.


Rimane tuttavia la notizia della bocciatura della lista del governo Meloni da parte di un proxy advisor.

E, più in generale, la prospettiva della mancata riconferma di Cingolani da parte del MEF aveva già scosso le azioni a Piazza Affari ancora prima dell’annuncio ufficiale.



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Azioni

Piazza Affari
Esplode il caso Leonardo, l’attivista chiede indagine. Governo Meloni sotto attacco, “azionisti messi a tacere, l’Italia rischia”
Laura Naka Antonelli

 08/05/2026

08/05/2026 - 17:47

Azioni Leonardo sotto osservazione, esplode la rabbia dell’attivista. “Azionisti messi a tacere, l’Italia si comporta come un mercato emergente”.
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Azioni Leonardo sotto la lente, dopo la rabbia dell’attivista USA Wyser-Pratte Management che, riferendosi alle modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti per il rinnovo dei vertici del colosso della difesa, ha deciso di chiedere formalmente un’indagine sul voto dato al nuovo CDA.

Nuovo CDA di Leonardo che si è riunito per la prima volta sempre ieri, giovedì 7 maggio 2026, nominando nuovo AD Lorenzo Mariani e decretando, così come era stato temuto dal mercato, la fine dell’era di Roberto Cingolani.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo hanno chiuso la seduta di oggi, venerdì 8 maggio 2026, in calo del 3,17%, confermandosi tra i titoli peggiori del listino e scendendo a 53,16 euro.

Esplode la rabbia dell’attivista USA, “azionisti Leonardo messi a tacere in assemblea a porte chiuse”
L’attivista Wyser-Pratte Management - società fondata da Guy Wyser-Pratte, figura tra le più illustri dell’attivismo mondiale - ha praticamente gridato allo scandalo, scagliandosi contro le modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti (a porte chiuse).

Forte l’affondo contro l’intero governo Meloni che, a suo avviso, avrebbe messo a tacere gli azionisti.

L’accusa è grave, ed è tutta incisa nel comunicato:

“In più di 50 anni di attività come attivista azionario negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Austria e altrove, non ho mai assistito a un’assemblea degli azionisti condotta con modalità così restrittive e antidemocratiche come quella di Leonardo”

Wyser-Pratte Management ha denunciato che “ agli azionisti non è stata data alcuna possibilità di intervenire, porre domande o interagire con il management o il consiglio di amministrazione”, aggiungendo che “ l’assemblea si è svolta a porte chiuse, con una durata limitata a circa 60 minuti, e che si è svolta esclusivamente tramite un delegato designato dalla società”.

Ancora:


“Questa non è un’assemblea degli azionisti. È una formalità, orchestrata per ratificare un risultato predeterminato”.

“Un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa”
La rabbia dell’attivista non si è fermata qui.

A essere messa in discussione è stata l’Italia intera nelle mani del governo Meloni che, secondo la società, starebbe mandando un segnale errato agli investitori di tutto il mondo:

“Quello che è accaduto oggi all’assemblea generale di Leonardo non è solo un fallimento in termini di governance aziendale. È un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa. In un momento in cui l’Unione Europea cerca di attrarre capitali stranieri per finanziare il rafforzamento della difesa, la transizione energetica e la più ampia riorganizzazione industriale, un atteggiamento del genere manda un segnale decisamente sbagliato agli investitori internazionali. Le regole vengono aggirate. Le assemblee si tengono a porte chiuse. Gli azionisti vengono messi a tacere. Le votazioni vengono certificate in condizioni che non rendono possibile alcun controllo”.
L’attivista rincara la dose, l’Italia si comporta come mercato emergente, non avanzato
E ancora, secondo Wyser-Pratte Management, “ l’Italia si sta comportando come un mercato emergente, non come uno avanzato”.

Dito puntato contro il governo Meloni: “ Quando un governo usa i suoi poteri istituzionali per scavalcare i consulenti indipendenti a livello globale in materia di voto per delega, escludere gli azionisti di minoranza e imporre il rinnovo del consiglio di amministrazione in una riunione di 60 minuti senza dibattito, sta dicendo al mondo che le regole non si applicano in modo equo. Gli investitori stranieri se ne accorgeranno e ne trarranno le conclusioni ”.

L'azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L’azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L'azionariato di Leonardo. Così il gigante della difesa precisa: «In linea con la strategia di internazionalizzazione messa in atto dalla Società, l'azionariato è passato da un prevalenza domestica ad una internazionale. Attualmente ca. il 90% del flottante istituzionale è estero». (Fonte: Leonardo)

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La prima riunione del nuovo CDA che nomina AD Lorenzo Mariani
Ieri, giovedì 7 maggio 2026, a seguito del voto dell’assemblea degli azionisti, la notizia della prima riunione del nuovo CDA di Leonardo sotto la presidenza di Francesco Macrì, che ha nominato Lorenzo Mariani, candidato sostenuto dal governo Meloni, alla posizione di CEO e Direttore Generale del gruppo, conferendogli tutte le relative deleghe per la gestione della Società.

Ancora, il CDA ha approvato – a diretto riporto dell’amministratore delegato e direttore generale – l’istituzione della nuova Direzione Generale, affidando a Gian Piero Cutillo il ruolo di condirettore generale.

Azioni Leonardo ha puntualizzato di avere verificato per tutti i componenti del nuovo CDA il possesso dei requisiti di onorabilità e l’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.

Il Consiglio ha inoltre verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo a tutti gli amministratori non esecutivi e, dunque, in capo al Presidente Francesco Macrì e ai consiglieri Trifone Altieri, Roberto Diacetti, Enrica Giorgetti, Elena Grifoni, Dominique Levy, Cristina Manara, Francesco Soro, Maurizio Tucci, Elena Vasco, Rosalba Veltri.

Riguardo al Presidente Francesco Macrì, il CDA ha accertato anche la qualifica di Presidente non esecutivo e amministratore indipendente.

In evidenza quanto stabilito per il consigliere Francesco Soro.

In questo caso il CDA di Leonardo ha osservato che il suo incarico presso il MEF, non è idoneo a incidere sulla sua indipendenza, sia a causa delle “caratteristiche personali e professionali” di Soro, sia considerando il fatto che “il Ministero dell’Economia e delle Finanze è neutrale ed estraneo alla gestione delle partecipate”.

In una successiva riunione, il CDA di Leonardo provvederà a ricostituire al proprio interno i Comitati endoconsiliari.

da Money.it

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Azioni Leonardo volano post utili e guidance. Tutti i numeri sul contributo della grande preda conquistata
Laura Naka Antonelli

 06/05/2026

06/05/2026 - 09:18

Il colosso della difesa italiano Leonardo ha annunciato i conti del primo trimestre 2026. Occhio alla guidance dopo la grande acquisizione.
Azioni Leonardo volano post utili e guidance. Tutti i numeri sul contributo della grande preda conquistata
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Il colosso della difesa Leonardo ha annunciato di aver chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto su base adjusted pari a € 184 milioni (in rialzo del 60% su base annua) e ordini per 9 miliardi di euro, balzati del 31% “rispetto ai primi tre mesi del 2025 in tutti i business, a conferma del consolidato posizionamento del Gruppo nei mercati in cui opera, con un book-to-bill nel periodo pari a circa 2,0 ”.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo salgono subito del 2,5% circa, a quota 54,73 euro, confermandosi tra i titoli migliori dell’indice benchmark della Borsa di Milano.


I titoli accelerano ulteriormente al rialzo, scattando del 4,6% circa, a 55,73 euro.

Leonardo annuncia conti I trimestre. Il trend dei ricavi, dell’EBITA, del flusso di cassa e dei debiti
Tornando alla trimestrale, il portafoglio ordini del gigante italiano ha superaato così la soglia degli €56 miliardi, anche per effetto del consolidamento del business IDV, che ha determinato un impatto pari a circa € 5,6 miliardi, assicurando una copertura in termini di produzione superiore a 2,5 anni.

I ricavi di Leonardo sono saliti a € 4,4 miliardi, indicando “un diffuso e generale miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2025”, che è stato “pari al 10%, al netto dell’effetto cambio negativo derivante dalla traduzione delle componenti statunitensi, principalmente Leonardo DRS nel settore dell’Elettronica per la Difesa (+7% ai cambi effettivi) ”.


L’EBITA di Leonardo è stato pari a € 281 milioni (+33% rispetto al periodo comparativo), beneficiando del “ sensibile aumento in tutti i settori di business ”, nello specifico delle performance dell’elettronica per la difesa - nonostante l’impatto negativo dell’effetto cambio - gli elicotteri e l’aeronautica, grazie alla conferma del positivo andamento dei Velivoli e dei parziali recuperi dell’Aerostrutture e della partecipata GIE-ATR.

Il FOCF ha registrato un costante miglioramento, “ con riduzione dell’assorbimento di cassa , a dimostrazione dell’efficacia delle azioni intraprese”.

Di fatto, il Free Operating Cash Flow (FOCF) è stato negativo per € 411 milioni, migliorando del 29% su base annua, se si considera che nello stesso periodo del 2025 era stato pari a -€580 milioni. La riduzione del saldo negativo, ha spiegato Leonardo, è avvenuta grazie ai risultati positivi raggiunti con “le iniziative di rafforzamento della performance operativa e della gestione del capitale circolante ”.


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Leonardo ha reso noto infine che sull’indebitamento netto di gruppo, pari ad € 3,049 miliardi, in rialzo rispetto al 31 marzo 2025 del 43,5%, ha inciso “l’esborso sostenuto per le acquisizioni del business IDV, pari a circa € 1,6 miliardi”, e non solo, se si considera che l’azienda ha acquisito anche il restante 35% della società GEM Elettronica e il 100% di Enterprise Electronics Corporation (EEC) - attraverso la controllata Leonardo US Corporation.

L’indebitamento è stato in parte mitigato dal miglioramento del FOCF.

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Trimestrale Leonardo, il commento dell’AD Cingolani: “ottimi risultati”
Così il numero uno del gruppo, l’amministratore delegato Roberto Cingolani, commentando i conti:


Nel primo trimestre 2026 abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico- finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal Gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del Piano industriale. La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor’s,
rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria del Gruppo. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa.

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Guidance 2026 confermata. Occhio al contributo atteso della preda Iveco Defence Vehicles (IDV)
Il gigante della difesa ha confermato la guidance per il 2026, che mette in conto 21 miliardi di ricavi, nuovi ordini per 25 miliardi, un EBITA di 2,03 miliardi, un free cash flow operativo di 1,11 miliardi e un indebitamento netto a 800 milioni (al netto dell’esborso per IDV).

A tal proposito Leonardo ha sottolineato che,a partire dal 1° aprile, i suoi risultati di bilancio includeranno il contributo di Iveco Defence Vehicles che per i 9 mesi (aprile-dicembre) è atteso a 1,2 miliardi di ordini, 1,1 miliardi di ricavi, 0,12 miliardi di ebita e 0,22 miliardi di free cash flow operativo.

Leonardo ha rimarcato che lo scorso 18 marzo 2026 è stata perfezionata l’operazione di acquisto del business Difesa di Iveco Group (IDV) per un valore di € 1,6 miliardi, che ha rafforzato il suo posizionamento come “operatore di riferimento nel settore della difesa terrestre e il proprio ruolo di Original Equipment Manufacturer integrato, ampliando il portafoglio con piattaforme cingolate e ruotate e abilitando l’integrazione tra veicoli e sistemi elettronici ”.

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