LA-U dell'OLIVO
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 inserito:: Aprile 19, 2026, 03:07:24 pm 
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Dopo la notizia della chiusura dell'ennesima libreria, ho pensato (alle 5 di ieri 16 aprile 2026), di realizzare una Associazione Culturale e Umanitaria che chiamerò:
 Libreria Negli Eventi.
Posto qui la notizia in quanto sito più adatto a far nascere e realizzare una Idea che ha come missione la rinascita della dignità di esercitare la comunicazione di Cultura.
Gianni Gavioli
ciaooo
PS: come per altre ancora inchiodate su pagine rimaste bianche, ma non abortite, farò seguire i particolari della novità agli interessati, prima di tutto in posta privata e subito dopo i primi vagiti, in pubblico.
Il Gruppo Tematico deve ancora nascere nella parte costruttiva e in quella esplicativa degli scopi di diffusione culturale, libera da vincoli antidemocratici.
ggianni41@gmail.com

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 inserito:: Aprile 19, 2026, 12:47:01 pm 
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Stato

Lo Stato è l'organizzazione politica e giuridica di una comunità stabilmente stanziata su un territorio.[1][2][3] In quanto autorità che governa un territorio e una popolazione, lo Stato costituisce un ordinamento giuridico a base territoriale. Inoltre, secondo una concezione diffusa, l'ordinamento posto e garantito dallo Stato, o con cui lo Stato si identifica, è altresì sovrano perché indipendente sul piano esterno e supremo su quello interno.[4]
Generalità

Non c'è una definizione di "Stato" unanimemente accettata e non controversa.[5] La scienza giuridica spesso usa un concetto, in origine proposto dal giurista tedesco Georg Jellinek, incentrato su tre elementi costitutivi: un territorio dai confini determinati, un popolo stanziato su tale territorio, un'autorità suprema in grado di governare popolo e territorio.[3]

Nelle scienze sociali e in antropologia politica si incontrano definizioni più ampie, che a volte identificano lo Stato con la comunità politica genericamente intesa, cioè con quegli aspetti dell'organizzazione sociale e culturale che riguardano la regolazione, anche informale, dei comportamenti dei membri del gruppo e il controllo sull'appropriazione di risorse scarse.[6][7] In questa accezione ampia, ogni gruppo sociale possiede uno Stato e potrebbe parlarsi di "Stato" anche con riguardo a una tribù amazzonica.[7]

Gli storici tendono invece a restringere il concetto di Stato e a considerarlo come il prodotto di un graduale processo di concentrazione del potere politico svoltosi nelle società europee a partire dal Duecento sino all'Ottocento;[8] all'esito di tale processo sorge lo Stato come istituzione impersonale, che esercita il potere politico supremo su un dato territorio, chiede lealtà ai propri sudditi ed esercita le proprie funzioni per finalità puramente civili, anziché religiose.[9] In questa accezione stretta, lo Stato è un'istituzione caratteristica dell'età moderna e, almeno in origine, caratteristica dell'Occidente.

Grande diffusione ha infine ricevuto la definizione del sociologo tedesco Max Weber, che identifica lo Stato con l'istituzione capace di esercitare un monopolio sull'uso legittimo della forza fisica entro un determinato territorio.[10] In base a questa definizione non ogni comunità politica costituisce uno Stato, ma si possono rintracciare Stati, o istituzioni che si approssimano allo Stato, prima dell'età moderna e fuori dell'Occidente.
Frontespizio del Leviatano del filosofo inglese Thomas Hobbes, un lavoro di base sulla teoria dello Stato moderno
Storia
Lo stesso argomento in dettaglio: Rivoluzione urbana e Nascita degli Stati nazionali.

Le prime forme di Stato si sono formate nella fase di passaggio tra la Preistoria e l'Età antica, a partire dalla Rivoluzione urbana. La prima forma diffusa fu quella di città-stato, a cui in seguito si affiancarono regni che interessavano regioni intere e poi imperi che univano sotto lo stesso governo popoli diversi. Questa compresenza tra varie forme di stato ha caratterizzato tutta l'Età antica e il Medioevo.

Lo Stato moderno ha cominciato ad affermarsi in Europa tra il XIII e il XIV secolo, soprattutto grazie ad alcuni accadimenti come la guerra dei cent'anni, anche se un primo esempio già possiamo trovarlo in Asia con la nascita dei primi imperi cinesi. In particolare, lo Stato moderno si afferma in Europa tra il XV e il XIX secolo. La sua formazione avviene attraverso un progressivo accentramento del potere e della territorialità dell'obbligazione politica. Infatti scompaiono le frammentazioni del sistema feudale in favore di un potere centrale o omogeneo in un determinato territorio, e anche la Chiesa si subordina allo Stato.

Il termine Stato, che prima significava solo status (come status di cittadino), ha iniziato ad avere l'accezione moderna dal XV secolo, e si è poi affermata attraverso l'uso che ne fa Niccolò Machiavelli nell'incipit della sua celebre opera Il principe (1513), in cui lo usa come termine analogo a dominio.[11] Il mutamento che ha portato la parola "Stato" da un significato generico di situazione a uno specifico di condizione di possesso di un territorio (e di comando sui suoi cittadini) non è ancora stato ben chiarito.[12] Il concetto di sovranità è invece stato introdotto da Jean Bodin (1586), che ha definito le caratteristiche dello Stato assoluto.[13][14] Con John Locke, nel suo Secondo trattato sul governo (1690), viene elaborata una concezione dello Stato non come assoluto, ma quale entità funzionale e legittimata unicamente dalla difesa delle libertà individuali connaturate alla persona.[15] Con la stessa opera Locke dà inoltre un fondamentale contributo al costituzionalismo, dando una formulazione del concetto moderno della sovranità popolare.[16][17]

Nel periodo di formazione dello Stato moderno in Europa (XV-XIX secolo), si afferma il concetto di Stato come monopolista legittimo dell'uso della forza tramite la costituzione di forze armate regolari alimentate con il servizio militare coatto, e dotato di un apparato burocratico, di polizia.[18] Esso nacque grazie ai conflitti militari perché nasce da esigenze di carattere militari. Tale esigenza comporta la crescita esponenziale del prelievo fiscale e dell'amministrazione statale, l'accumulo di debiti e, spesso, l'intervento statale nell'economia (dirigismo). Dopo la Rivoluzione francese si assisté invece all'affermarsi dello Stato democratico, che poggia le sue basi originarie sullo Stato di diritto, poiché il bisogno di legittimazione del potere centrale necessita lo sviluppo di un consenso possibile solo trasformando i sudditi in cittadini.[19] Conseguentemente, si affermarono i modelli di stato del benessere o stato sociale, un modello che si caratterizza per il concetto di benessere dei cittadini da cui gli deriva il consenso e la legittimazione mediante strumenti di assistenza economica e politiche tese al raggiungimento dell'eguaglianza formale, se non sostanziale.

Lo Stato viene rappresentato da un processo storico di accentramento del potere a partire da quella dispersione territoriale dei differenti centri di potere indipendenti che rappresentavano le signorie dell'Europa medievale. Questo processo si accompagna a quello dell'emergere della borghesia e delle sue esigenze di sicurezza e protezione commerciale e di proprietà. Una delle dinamiche fondamentali che portarono alla formazione dei moderni Stati è certamente quella delle «guerre civili di religione» prodotte dalla perdita di universalità della respublica christiana medievale, per effetto della riforma protestante.[20] Il risultato di questi processi fu la visione tecnica e mondana del potere del sovrano, che si serve di un apparato amministrativo professionale per l'esercizio concreto del potere secondo procedure sempre più precise. Questa forma del potere rappresenta la garanzia di una maggiore stabilità del potere politico, sempre più svincolato dalla religione (processo di secolarizzazione).[senza fonte] Tipicamente esso possiede un ordinamento giuridico che definisce i limiti dell'agire dei componenti dello Stato stesso nonché dei suoi cittadini, e dispone di un proprio governo, forze armate e polizia. Alla parola Stato afferiscono tre concetti teoretici distinti:

    Stato-comunità è formato dal popolo, stanziato su un territorio definito, che è organizzato attorno a un potere centrale (comunemente chiamato "Stato-nazione"); questo concetto è largamente impiegato nel campo delle relazioni internazionali;
    Stato-apparato (o Stato-organizzazione): ovvero quel potere centrale sovrano, stabile nel tempo e impersonale (poiché esiste indipendentemente dalle singole persone che lo fanno funzionare), organizzato in possibili differenti modi, che detiene il monopolio della forza e impone il rispetto di determinate norme nell'ambito di un territorio ben definito; il termine è usato soprattutto nell'ambito del diritto internazionale.
    Stato sovrano: dal latino superanus, colui che sta al di sopra; lo Stato è superiore a ogni altro soggetto entro i suoi confini. Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come "indipendenza" nei rapporti reciproci; per tale ragione, allora, lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri Stati.

Esso è spesso considerato dalla scienza politica originario poiché i suoi poteri derivano solo da sé stesso e da nessun'altra entità statuale. Con ciò si sostiene che esso non è subordinato ad altri soggetti e quindi è indipendente e sovrano in un ambito definito. Esso si organizza e si gerarchizza ai fini del miglior esercizio del potere.
Descrizione
Elementi fondamentali

In diritto ha avuto molta fortuna la definizione proposta dal giurista tedesco Georg Jellinek, nota come "teoria dei tre elementi" (Drei-Elemente-Lehre), secondo la quale gli elementi costitutivi dello Stato sono il territorio, il popolo e la sovranità: lo Stato sarebbe una istituzione sociale composta da un territorio delimitato da confini (Staatsgebiet), da una popolazione stanziata su tale territorio (Staatsvolk) e da un'autorità indipendente e suprema, che governa il territorio e la popolazione (Staatsgewalt).[21]

Perciò lo Stato viene definito da Jellinek come «unità di associazione di uomini con sede fissa, dotata di un potere di dominazione originario»,[22][23] da Carré de Malberg come «comunità di uomini, stabilita su un territorio proprio e dotata di un'organizzazione da cui risulta per il gruppo considerato nei rapporti coi suoi membri un potere superiore d'azione, di comando e di coercizione»,[24] da Santi Romano come «ordinamento giuridico territoriale sovrano26] Già nel caso Texas contro White (1869), la Corte Suprema degli Stati Uniti ha affermato che la parola "Stato"
(inglese)
«...describes sometimes a people or community of individuals united more or less closely in political relations, inhabiting temporarily or permanently the same country; often it denotes only the country or territorial region, inhabited by such a community; not unfrequently it is applied to the government under which the people live; at other times, it represents the combined idea of people, territory, and government. In the Constitution, the term "State" most frequently expresses the combined idea, just noticed, of people, territory, and government. A State, in the ordinary sense of the Constitution, is a political community of free citizens, occupying a territory of defined boundaries and organised under a government sanctioned and limited by a written constitution, and established by the consent of the governed.»
(italiano)
«...descrive a volte un popolo o comunità di individui uniti più o meno strettamente da relazioni politiche, che abita in modo temporaneo o permanente in uno stesso paese; spesso denota solo il paese o la regione territoriale abitata da tale comunità; non di rado si applica al governo sotto cui il popolo vive; altre volte, rappresenta l'idea combinata del popolo, del territorio e del governo [...]. Uno Stato nel senso ordinario della Costituzione è una comunità politica di cittadini liberi, che occupa un territorio definito da confini, organizzato sotto un governo sancito e limitato da una costituzione scritta, e stabilita con il consenso dei governati.»

(Texas v. White, 74 US (7 Wall) 700, 720 (1868))
Visioni politiche
Lo stesso argomento in dettaglio: Forma di Stato.

Numerosi studiosi di politica hanno cercato di dare definizioni più precise del concetto di Stato, cercando di enunciare anche le condizioni necessarie affinché esso possa essere considerato tale. Per Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico nella quale – e nella misura in cui – l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell'attuazione degli ordinamenti».[10] Un'altra definizione è tentata da Charles Tilly: «un'organizzazione che controlla la popolazione occupante un determinato territorio costituisce uno Stato se e in quanto:

    si differenzia rispetto ad altre organizzazioni che operino sul medesimo territorio;
    è autonoma;
    è centralizzata;
    le sue parti componenti sono formalmente coordinate le une con le altre».

Secondo Hobbes, «lo Stato rappresenta l'istanza unitaria e sovrana di neutralizzazione dei conflitti sociali e religiosi attraverso l'esercizio di una summa potestas, espressa attraverso la forma astratta e universale della legge che si legittima in base al mandato di autorizzazione degli individui, in cui si realizza il meccanismo della rappresentanza politica; i cittadini si trovano infatti in quella fase pre-politica che è definita come "Stato di natura" e il sovrano svolge un ruolo "rappresentativo" unificando in sé la "moltitudine dispersa"».[27]

I tratti dello Stato moderno che sono venuti affermandosi, secondo alcuni autori italiani sono:[28]

    sovranità: concentrazione di tutti i rapporti politici in un'unica istanza indipendente e sovrana su un determinato territorio;
    spersonalizzazione del comando politico;
    costituzione e utilizzo di un apparato burocratico (dunque professionale) centralizzato.

Secondo la dottrina marxista-leninista, lo Stato consiste in un'istituzione che, riflettendo gli interessi economici e politici di una determinata classe sociale, serve a quest'ultima per affermare il suo dominio nella società.[29]
Classificazione in base al processo di formazione

Stein Rokkan e Urwin indicano quattro modalità di Stato in base alla formazione:[30]

    Stato unitario: si basa su un centro molto forte che detiene il potere politico, amministrandolo in maniera omogenea e indifferenziata su tutto il territorio statale;
    Stato di unione: nasce sulla base di incorporazione di territori partendo da diverse dinastie (come i matrimoni, eredità o veri e propri trattati), unendo così anche i loro regni, dando vita a una nuova entità statale (vedi Spagna e Regno Unito). Questo tipo di formazione prevedeva che una serie di competenze rimanesse nelle mani delle entità che componevano lo Stato (rilevante quando parleremo di federalismo);
    Federalismo meccanico: esiste un centro aggregatore che tramite conquista o aggregazione di parti che costituivano le precedenti entità statali dà vita al nuovo Stato (come l'Italia, con lo Stato Pontificio e Regno delle Due Sicilie);
    Federalismo organico: esiste un centro aggregatore che non obbliga le parti a entrare nella nuova entità statale, ma fa un accordo paritario con quelle che vogliono farne parte (come il caso della Svizzera e dei Cantoni).

Stato unitario e federalismo meccanico sono frutto di un processo che "parte dall'alto", e che si realizza in un centro aggregatore; Stato di unione e federalismo organico, invece, sono frutto di un processo che "parte dal basso". Se a questi uniamo il "processo di disgregazione", abbiamo un quadro completo della nascita degli Stati. Uno Stato, in definitiva, può formarsi in tre modi:

    Unificazione ed espansionismo per opera di un centro (caso tipico dello Stato unitario e del federalismo meccanico);
    Unione per opera di diverse entità separate (come nel caso dello Stato di unione e del federalismo organico);
    Disgregazione di precedenti entità politiche (come lo sfaldamento di un impero).

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 inserito:: Aprile 19, 2026, 12:41:45 pm 
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Leva Obbligatoria per gli italiani non la si deve immaginare neppure lontanamente!
Se i traditori della Patria presenti nel governo e nell'opposizione favoriranno l'invasione dei Russi, saremo invasi.
Sia il governo, invece, favorevole alla costruzione di Armi moderne da affidare alle nostre Forze Armate Professioniste, per la nostra protezione.
L'Europa, contemporaneamente, crei la difesa di tutti gli Stati Membri coordinando, con un comando unificato, una Forza di almeno un milione di Combattenti Volontari Mercenari, come sta usando la Russia in Ucraina e contro altri paesi soffocati dal suo Neo-Imperialismo.
ggg


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 inserito:: Aprile 19, 2026, 12:37:37 pm 
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Post di Massimiliano

Massimiliano Bondanini


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 inserito:: Aprile 19, 2026, 12:35:15 pm 
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Sigfrido Ranucci

ENNESIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI GASPARRI CONTRO REPORT. LA TRASMISSIONE DI RAI 3 HA DENUNCIATO LA PRESENZA DEL  SOFTAWARE ECM, CHE CONSENTE DI ENTRARE SUI PC DEI MAGISTRATI A LORO INSAPUTA.
il senatore Gasparri nella sua interrogazione parla di archiviazione da parte della Procura di Roma di inchiesta su Ecm.  Premesso che il senatore Gasparri dovrebbe sapere dopo 40 anni di Parlamento, che semmai è un Tribunale che archivia, non una Procura.  Denota una confusione sulla separazione dei ruoli che preoccupa visto che è tra i più accaniti promotori della riforma della giustizia. Comunque il servizio di Report sui profili di rischio dovuti al programma informatico Ecm di Microsoft, installato dal 2019 su circa 40.000 postazioni di lavoro dell’amministrazione giudiziaria, si basa su documenti e testimonianze dirette.
La questione non è stata sollevata per la prima volta da Report ma da un’importante Procura italiana, e l’inchiesta ha raccontato in maniera puntuale lo scontro istituzionale avvenuto nella primavera del 2024 fra i tecnici di quest’ultima e i dirigenti del Dipartimento per l’innovazione tecnologica (DGSIA) del Ministero della Giustizia, documentato anche da una circolare ufficiale firmata dallo stesso Ministero.
Il servizio ha riportato le dichiarazioni di un magistrato, il giudice del Tribunale di Alessandria, Aldo Tirone, che ha condotto in prima persona un esperimento, autorizzando un tecnico informatico che lavora per il Ministero a introdursi sul suo computer attraverso ECM senza chiedere il consenso. Il test, durante il quale il tecnico è riuscito a osservare in tempo reale ciò che il giudice stava facendo sul suo pc, è stato ripetuto più volte a distanza di mesi, senza che dal Ministero arrivasse alcun alert sulla possibile intrusione. Questa testimonianza esclusiva solleva importanti criticità sull’utilizzo del software ECM sulle postazioni dell’amministrazione giustizia, che sono connotate da un alto grado di sensibilità. 
Proprio le segnalazioni del giudice Tirone e il lavoro giornalistico di Report hanno innescato una serie di accertamenti che sono confluiti anche nel fascicolo aperto a modello 45 dalla Procura di Roma. Alle richieste di intervista o anche soltanto di informazioni inoltrate sia al Ministero della Giustizia che alla Procura di Torino non è mai arrivata risposta. Tutte le questioni tecniche sono state sottoposte al parere di Francesco Zorzi, uno dei maggiori esperti di cybersicurezza a livello nazionale, consulente informatico anche di svariate Procure. Il lavoro giornalistico è cominciato circa un anno fa, molto prima che fosse nota la data e la stessa possibilità che ci fosse un referendum sulla riforma della giustizia, con cui l’inchiesta non ha alcun tipo di legame. Inoltre esiste un audio di circa 2 ore che testimonia tutta la bontà e la verità del lavoro giornalistico di Report. In onda domenica alle 20.30 su Rai3

da FB


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 inserito:: Aprile 19, 2026, 12:32:17 pm 
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Enrico Bolis
Edizione Comunità di Ivrea bto, gli scritti di Adriano Olivetti in merito al socialismo capitale, sono un esempio di etica imprenditoriale raggiunta solo da Leumann a Torino, spagnoli a Perugi ed altri che hanno fatto grande i concetti di Ford e marchio sulla filosofia del lavoro sociale e capitale. Leggete Olivetti e scoprirete un mondo imprenditoriali distrutto da cialtroni come Andreotti Fanfani De Benedetti famiglia Agnelli Elkann ed in ultimo Valletta che impedì che i denari destinati dal piano Marshall americano (150 miliardi di dollari attualizzato al 2025) ad Olivetti ( ovviamente una parte della cifra) in accordo con Agnelli ed Andreotti. Documentatevi e vedrete chi ha effettivamente distrutto l'Olivetti, prima azienda AL MONDO a produrre personal computer in anticipo di 2 anni su IBM. La famosa programma 101 progettata ad Ivrea dall' Touch (italo giapponese).
QUESTA È LA REALTÀ DELLA ROVINA DI OLIVETTI

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si capisce poco ma é da approfondire!
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Hai  commentato il post di Roberto Moscardin:
Hai  commentato il post di Roberto Moscardin: "ERA vero, . . . quasi normale. ciaooo"

Hai  messo "Mi piace" al post di Roberto Moscardin: "**Anno di grazia 1955! ** **Adriano**, riuscì a far traghettare l’impresa e il management dal mondo semi industriale al mondo post-industriale, sul rigore scientifico della ricerca e della progettazione, sul dinamismo dell’organizzazione commerciale e sul rendimento economico, sul sistema dei prezzi, sulla modernità dei macchinari e dei metodi, sulla partecipazione operosa e consapevole di tutti ai fini dell’azienda. **Adriano**, Ipotizzerà e realizzerà un nuovo tipo di sindacalismo all'interno della fabbrica, creando la Comunità di Fabbrica che allora suscitava un certo scandalo. (la protesta operaia del tempo, non si dirigeva contro il capitalismo, ma contro il modo in cui si era realizzato il processo di industrializzazione) e così riassumendo: Adriano**,** in modo molto **reale, vuole e ottiene**, una organizzazione della fabbrica, la previdenza sociale per i lavoratori, la Fabbrica non può guardare solo all'indice dei profitti, deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia, e realizzerà l'Ufficio delle Relazioni Umane, che dovrebbe migliorare i rapporti interni di fabbrica, con l'accompagnamento a riforme delle strutture e con l'obiettivo originale della partecipazione dei lavoratori **alla gestione,** alla trasformazione dell'azienda in **proprietà sociale. ** **Era solo l’anno - 1955!**"
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 inserito:: Aprile 19, 2026, 11:59:42 am 
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https://it.wikipedia.org/wiki/Manifesto_del_Partito_Comunista

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 inserito:: Aprile 09, 2026, 07:03:26 pm 
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Enrico Bolis
Edizione Comunità di ivrea bto, gli scritti di Adriano Olivetti in merito al socialismo capitale, sono un esempio di etica imprenditoriale raggiunta solo da leuman a Torino, spagnoli a Perugi ed altri che hanno fatto grande i concetti di Ford e marchio sulla filosofia del lavoro sociale e capitale. Leggete Olivetti e scoprirete un mondo imprenditoriali distrutto da cialtroni come andreotti fanfani de benedetti famiglia agnelli elkan ed in ultimo valletta che impedi che i denari destinati dal piano Marshall americano (150 miliardi di dollari attualizzato al 2025) ad olivetti ( ovviamente una parte della cifra) in accordo con agnellin ed andreotti. Documentatevi e vedrete chi ha effettivamente distrutto l'olivetti, prima azienda AL MONDO a produrre personal computer in anticipo di 2 anni su IBM.La famosa programma 101 progettata ad ivrea dall' Touch ( italo giapponese).QUESTA È LA REALTÀ DELLA ROVINA DI OLIVETTI

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si capisce poco ma é da approfondire!
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 inserito:: Aprile 09, 2026, 06:57:11 pm 
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PREMESSA.

Ad essere troppo democratici si finisce sotto il trumpismo.

Da studiare!
Gianni Gavioli
Italia - 2 gennaio 2024.

L'Italia in Europa e le sue Realtà:
la Società, la Politica, la scuola e lo Studio, l'Umanismo, l'Ambiente e la partecipazione alla Pace Attiva.

Socialesimo, lo Studio per una Societas di Stati, anche localizzati in Nazioni, con Regime Democratico Occidentale e Mediterraneo. 
 
---
Democrazia.
Priorità: da Realizzare finalmente come Democrazia Autorevole, Costituzionale, Parlamentare, basata sullo Stato Repubblicano.
Democrazia Rivisitata e Completata libera da estremismi.

Socialismo : Progetto di revisione socio-politica, in ottica futuribile, che ponga il Cittadino Individuo-Persona, al centro della società socialista.
Che ammetta il "diritto di resistenza", nelle situazioni di ingiustizia, ma rifiuti quello della rivoluzione violenta e della "guerra giusta".

SOCIALESIMO, un percorso internazionale verso un Socialismo Liberale, che NON calpesta i valori del passato, ma ne riconosce i moltissimi errori, fatti commettere da ideologie cannibalizzanti, assurde e da capi popolo spesso più assassini che leader da abbattere.
Studio sulla fattibilità di una società, più che nazionale, come insieme di organizzazioni di Stati Nazionali, accomunati in una Confederazione da formare, con un alto spessore civile, definito nei tempi, regole e comandamenti laici, per mettere arrivare a mettere ordine, con pragmatismo strategico e operativo, nel pensiero sociale e concreto di Centro e di Sinistra, Progressista e Riformista.
Recuperando i valori sino ad ora inutilizzati e correggendo gli errori commessi ancora oggi.
Su questi riconosciuti e confessati errori, progettare il futuro senza ritardi daltonici, provocati quotidianamente dalla cattiva politica, dagli anni venti del 1900 sino ad oggi.

Da tempo mi sono convinto che, pur non rinnegando le passate convinzioni, del resto revisionate nel tempo, noi tutti si debba realmente cambiare modo di pensare, sia la Democrazia, sia il futuro del Socialismo.

In un altro mio gruppo in Fb e ne LAU propongo considerazioni in cui spiego il mio pensiero “Domanista” che è un invito a riflettere, sulla realtà che portiamo con noi dal nostro “Ieri”, sulla realtà che stiamo vivendo nel nostro “Oggi” e soprattutto come il nostro cambiamento lo si debba organizzare, per progettare e affrontare la realtà del “Domani”, dei nostri Giovani.

Come vogliamo siano e quali in concreto saranno le Realtà future delle nostre Famiglie, delle nostre Comunità, in Italia, In Europa e nel Mondo?

Il Domanesimo é il suo studio di fattibilità.
ggiannig

Ps: la mia iniziativa e le ragioni che hanno motivato il chiamare Il DOMANESIMO un Gruppo Tematico in Fb e una sezione della mia LAU, non hanno nulla a che vedere con il "Domani", quotidiano lanciato successivamente sul mercato dell'informazione.
Piacevole, vista anche la differenza di potenziale economico e progettuale, che si siano ispirati a noi?!?
ggiannig

 20 
 inserito:: Aprile 09, 2026, 06:54:10 pm 
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Gianni Gavioli
Alessandro Magherini "La Russia vuole salvare Cuba" . . . da qualche decennio.
Onestà intellettuale ci impone di rispettare il pensiero di chi pratica la propaganda contro l'Atlantismo in quell'Occidente che non siamo ancora riusciti a correggere ma in cui noi viviamo da 70 anni in Pace.
Si possono amare nazioni e capi di stato che da guerrafondai non amano la Pace, ma con l'onestà di non offendere la nostra capacità di sopportarvi.
ciaooo

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