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1  Forum Pubblico / SCOPRIAMO IL SOCIALE, nel NORD, nel CENTRO e nel SUD d'ITALIA. / Soprattutto non fatevi intrappolare dai proPutin nazionali i generali russi ... inserito:: Giugno 27, 2022, 01:14:48 pm
Sara V. dipende se sono Tattiche o Strategiche.

E la Nato che ci deve PROTEGGERE ne ha di tutti e due i tipi.
Quelle Tattiche uccidono meno e in zone più circoscritte.

Ma soprattutto non fatevi intrappolare dai proPutin nazionali, i generali russi e la popolazione russa sono al corrente del fatto che se Putin spara, la Nato risponde immediatamente sulle loro teste.

Arriveremo alla Pace anche per questa considerazione, ma l’Ucraina non deve esagerare con un protagonismo esagerato che può sfasciare l’Europa.
ggiannig
Io su FB del 15 aprile 2022.

2  Forum Pubblico / LA RICERCA TRA MIGLIORI e PEGGIORI, Persone, Idee e Fatti. / Luigi Pirandello. Fondamento della morale inserito:: Giugno 27, 2022, 12:40:21 pm
Luigi Pirandello. Fondamento della morale

Quand’ero matto, non mi sentivo in me stesso; che è come dire: non stavo di casa in me.

Ero infatti divenuto un albergo aperto a tutti. E se mi fossi picchiato un po’ sulla fronte, avrei sentito che vi stava sempre gente alloggiata: poveretti che avevan bisogno del mio ajuto; e tanti e tanti altri inquilini avevo parimenti nel cuore; né si può dir che gambe e mani avessi tanto al servizio mio, quanto a quello degli infelici che stavano in me e mi mandavano di qua e di là, in continua briga per loro.
Non potevo dir: io, nella mia coscienza, che subito un’eco non mi ripetesse: io, io, io... da parte di tanti altri, come se avessi dentro un passerajo. E questo significava che se, poniamo, avevo fame e lo dicevo dentro di me, tanti e tanti mi ripetevano dentro per conto loro: ho fame, ho fame, ho fame, a cui bisognava provvedere, e sempre mi restava il rammarico di non potere per tutti. Mi concepivo insomma in società di mutuo soccorso con l’universo, ma siccome io allora non avevo bisogno di nessuno, quel «mutuo» aveva soltanto valore per gli altri.
Il bello intanto era questo, che credevo di ragionare la mia pazzia; anzi, se debbo dir tutta la verità senza vergognarmi, ero finanche arrivato a tracciare lo schema d’un trattato sui generis, che intendevo scrivere col titolo: Fondamento della morale.
Ho qui nel cassetto gli appunti per questo trattato, e ogni tanto, di sera (mentre Marta si fa di là il solito pisolino dopo cena), li cavo fuori e me li rileggo pian piano, di nascosto, con un certo godimento e anche una certa meraviglia, lo confesso, perché è innegabile che io ragionavo pur bene, quand’ero matto.
Dovrei veramente riderne; ma forse non ci riesco per il motivo affatto particolare che quei ragionamenti erano per la maggior parte diretti a convertire quella disgraziata, che fu la mia prima moglie, della quale parlerò appresso, per dare la più lampante prova delle segnalate pazzie di quei tempi.
Da questi appunti argomento che il trattato del Fondamento della morale dovesse nel mio concetto consistere di dialoghi tra me e quella mia prima moglie, o forse d’apologhi. Un quadernetto, ad esempio, è intitolato: Il giovine timido, e certo in esso alludevo a quel buon ragazzo, figlio d’un mercante di campagna in relazione d’affari con me, il quale, mandato dal padre, veniva a trovarmi in città, e quella disgraziata lo invitava a desinare con noi per divertirsi un po’ alle spalle di lui.

Trascrivo dal quadernetto:
Dimmi, o Mirina. O che occhi sono i tuoi? Non vedi che codesto povero giovine s’è accorto che tu intendi prenderti giuoco di lui? Lo stimi sciocco; e invece è soltanto timido, così timido che non sa ritrarsi dalla berlina a cui lo metti, quantunque ne soffra dentro. Se la sofferenza di questo giovine, o Mirina, non rimanesse per te allo stato di segno apparente che ti fa ridere, se tu non avessi soltanto coscienza del tuo tristo piacere, ma anche, nello stesso tempo del dolore di lui, non ti par chiaro che cesseresti di farlo sorbire, perché il piacere ti sarebbe turbato e distrutto dalla coscienza dell’altrui dolore? Tu agisci dunque, Mirina, senza l’intero sentimento della tua azione, della quale provi l’effetto soltanto in te medesima.
Così. E per un matto, via, non c’è male. Il male era che non comprendevo che altro è ragionare, altro è vivere. E la metà, o quasi, di quei disgraziati che si tengon chiusi negli ospizii, non sono forse gente che voleva vivere secondo comunemente in astratto si ragiona? Quante prove, quanti esempii potrei qui citare, se ogni savio oggi non riconoscesse tante cose che si fanno nella vita, o che si dicono, e certi usi e certe abitudini esser proprio irragionevoli, dimodoché è matto chi li ragioni.
Tale in fondo ero io, tale nel mio trattato mi dimostravo.
Non me ne sarei accorto, se Marta non mi avesse prestato i suoi occhiali.

Per curiosità, intanto, coloro che non si vogliono tener paghi di Dio, perché lo dicono fondato in un sentimento che non ammette ragione, potrebbero vedere in questo mio trattato come io però lo ragionassi. Se non che, convengo adesso che questo sarebbe un Dio difficile per la gente savia e anzi addirittura impraticabile, perché, chi volesse riconoscerlo dovrebbe agire verso gli altri come agivo io una volta, cioè da matto: con eguale coscienza di sé e degli altri, perché sono coscienze come la nostra. Chi facesse veramente così e alle altre coscienze attribuisse l’identica realtà che alla propria, avrebbe per necessità l’idea d’una realtà comune a tutti, d’una verità e anche di un’esistenza che ci sorpassa: Dio.
Ma non per la gente savia, ripeto.

È curioso intanto che Marta, mentre io (seguendo la nostra vecchia abitudine di leggere qualche buon libro prima d’andare a letto) leggo, per esempio, I fioretti di San Francesco, m’interrompa di tratto in tratto, esclamando con riverenza e piena d’ammirazione:
— Che santo! che santo!
Così.
Sarà tentazione del demonio, ma io abbasso il libro sulle ginocchia e sto a guardarla, se lo dica proprio sul serio davanti a me. Per esser logici, via, San Francesco per lei non dovrebbe esser savio, o io ora...
Ma già, mi persuado che i savii debbono esser logici fino a un certo punto.

Torniamo a quand’ero matto.
Sul cadere della sera, in villa, mentre da lontano mi giungeva il suono delle cornamuse che aprivano la marcia delle frotte dei falciatori di ritorno al villaggio con le carrette cariche del raccolto, mi pareva che l’aria tra me e le cose intorno divenisse a mano a mano più intima; e che io vedessi oltre la vista naturale. L’anima intenta e affascinata da quella sacra intimità con le cose, discendeva al limitare dei sensi e percepiva ogni più lieve moto, ogni più lieve rumore. E un gran silenzio attonito era dentro di me, sicché un frullo d’ali vicino mi faceva sussultare e un trillo lontano mi dava quasi un singulto di gioia, perché mi sentivo felice per gli uccelletti che in quella stagione non pativano il freddo e trovavano per la campagna da cibarsi in abbondanza felice, come se il mio alito li scaldasse e li cibassi di me.

Penetravo anche nella vita delle piante e, man mano, dal sassolino, dal fil d’erba assorgevo, accogliendo e sentendo in me la vita d’ogni cosa, finché mi pareva di divenir quasi il mondo, che gli alberi fossero mie membra, la terra fosse il mio corpo, e i fiumi le mie vene, e l’aria la mia anima; e andavo un tratto così, estatico e compenetrato in questa divina visione.
Svanita, restavo anelante, come se davvero nel gracile petto avessi accolto la vita del mondo.
Mi mettevo a sedere a piè d’un albero, e allora il genio della mia follia cominciava a suggerirmi le più strambe idee: che l’umanità avesse bisogno di me, della mia parola esortatrice: voce d’esempio, parola di fatto. A un certo punto m’accorgevo io stesso che deliravo, e allora mi dicevo: «Rientriamo, rientriamo nella nostra coscienza...». Ma ci rientravo, non per veder me, ma per veder gli altri in me com’essi si vedevano, per sentirli in me com’essi in loro si sentivano e volerli com’essi si volevano.

Ora, concependo e riflettendo così nello specchio interiore della coscienza gli altri esseri con una realtà uguale alla mia e per tal mezzo anche l’Essere nella sua unità, un’azione egoistica, un’azione cioè nella quale la parte si erige al posto del tutto e lo subordina, non era naturale che mi apparisse irragionevole?
Ahimè, sì. Ma mentre io per le mie terre camminavo in punta di piedi e curvo per vedere di non calpestare qualche fiorellino o qualche insetto, dei quali vivevo in me la tenue vita d’un giorno, gli altri mi rubavano la campagna, mi rubavano le case, mi spogliavano addirittura.
E ora, eccomi qua: ecce homo!

§
LUIGI PIRANDELLO (1867 – 1936), Quand’ero matto… (I edizione nell’omonima raccolta, Streglio, Torino 1902; poi nella Raccolta Il vecchio Dio, Bemporad, Firenze 1926 ~

§
Uomo di teatro e fine osservatore dell'animo umano. Premio nobel per la letteratura.
Nacque ad Agrigento il 28 giugno 1867 da una famiglia borghese e si laureò a Bonn, in Germania, nel 1891.

Da Maria Farine su FB del 28 aprile 2022.

3  Forum Pubblico / SCOPRIAMO IL SOCIALE, nel NORD, nel CENTRO e nel SUD d'ITALIA. / NOTE con Scambio e confronto tra consocenti in facebook. inserito:: Giugno 27, 2022, 12:34:39 pm
Salvatore Messina
ptdor1luoioim84lh:e 0feag5  r8ag26lc02m c  ·

Irina Romanov
Già pubblicato, ripropongo il mio sfogo. Non ne posso più, concerti pacieri italiani anti americani Non si può più leggere quello che l'italiano anti americano scrive, soprattutto in relazione alla guerra in Ucraina. E mi chiedo, poi, perché ce l'abbia così a morte con gli USA. Forse, qualcuno me lo spiega un giorno. Ma quello che mi irrita è il fatto di tirare sempre in ballo gli USA quando si parla della guerra in Ucraina scatenata dalla Russia. Non sono stati gli USA ad invadere né a commettere queste atrocità. Di tutti i paesi formatisi dopo il crollo, tanto auspicato anche da molti italiani che hanno applaudito a Sakharov e a Solzhntsyn, hanno adorato Bulgakov e Brodskiy, nessuno, dicasi nessuno paese, diventato finalmente libero (perchè era occupato nel corso dei secoli e soprattutto nel secolo scorso), vorrebbe tornare a vivere in quell'orrore di cui voi italiani non vi immaginate una minchia (e non mi vergogno di scriverlo, perché proprio quello è). Ed è questo il motivo della comparsa di tutti questi nuovi alleati, membri NATO: hanno paura, quei paesi, di ritrovarsi di nuovo nel paese Zombie. Una paura che non ve la siete mai sognata, voi che oggi avete dei vicini civili e membri della stessa Alleanza che garantisce molto a voi, e pochi confini, le Alpi in mezzo, e il mare attorno. Facciamo il cambio. Prendetevi voi quel mostruoso vicino, abbiate voi la paura ogni giorno che ti invadono, e poi ti invadono davvero, e prima, per evitare tutto questo, bussate alla tanto civile e buona Europa (non l'America, attenzione) e quella ti dice gentilmente "c-zzi tuoi". Quello che è da dire che si poteva e si doveva agire prima. E adesso si pontifica cosa dovrebbe fare il paese invaso, che poi non avete mai considerato. Paese comodo come cuscinetto, perché sotto sotto di paura ne dovreste avere anche voi. Il paese di cui non ve ne è importato nulla. Ceto, adesso il grano, l'olio di girasole, e tante cose, forse, facevano comodo, ma la Russia grossa e cattiva piace di più. Piena di quella cultura di cui pontificate di nuovo ripetendo le parole altrui, senza aver conosciuto nessuno oltre ai vecchi Tolstoy e Dostoevskiy. Sapete dire solo bla bla bla. Consigliate di cedere tutto, anche dei territori, in cambio della vostra pace. Ma avete studiato la storia bene? La mia famiglia viene da quei territori ceduti una volta nel nome della pace, in un bel giorno finendo per una firma, sempre nel nome della pace, in un bell'inferno sovietico. Ma la guerra sarebbe comunque iniziata. Forse conviene ricordarselo. E forse bisogna informarsi, togliersi i veli e le ipocrisie, e parlare delle alleanze con il nazismo, la necessità di ave dovuto accettare gli aiuti americani, collocare le basi militari nel vostro paese. Altrimenti, come la Grecia, potevate rinunciare. Oggi sareste lì. Ma i soldi facevano gola. Quando parlate degli USA e delle basi della NATO, fate l'ordine a casa vostra. Uscite dalla NATO. Rompete le vostre relazioni con gli USA. In vista dei due nuovi futuri alleati, che giustamente muoiono di paura, non sento, poi, la vostra lagna, la non accettazione dell'ingresso della Finlandia e della Svezia. Converrebbe ragionare un attimo. Dunque, prima rinunciate agli USA, e poi protestate. Andate a vivere in Russia e poi decidete se volete starci. Studiate la storia, e vi emancipate. La propaganda è un veleno. Ripetere bla bla bla dietro qualcuno senza voler sforzarsi di capire le cose è un peccato mortale. Sarebbe meglio cercare intanto di informarsi.

Commenti: 38

•  Giuseppina Stellacci
Molti guardano a quelle poche grandi città russe! Ma la quasi totalità della popolazione vive in condizioni molto diverse! Spesso quando guardiamo i documentari delle nostre belle valli e vediamo la vita sacrificata di chi ci abita tra le greggi e le mandrie cui badare.. tra la neve ed il sole...ci chiediamo: ma come si fa? Bene...quello equivale ad una vita da "castellani" rispetto a ciò che si vive negli sterminati territori dell'est !

•  Adele Piras
Riflessioni forti e valide che si scontrano con un muro ideologico che ha radici lontane e nel tempo e che in questa situazione sembra invalicabile. Comunque per me molto ha avuto inizio nella "lode dell'ignoranza "degli ultimi decenni del Novecento che nel tempo con lo sviluppo della tecnologia
è diventata un veleno per le menti più deboli, manovrate a piacimento senza alcuna consapevolezza
 

° Gianni Gavioli
Perché é diffusa e profonda questa ossessione antiUsa?
Perché dopo la passata guerra mondiale, sia la Chiesa Cattolica, sia il Comunismo nelle sue troppe divaricazioni l'hanno alimentata!
Certo che anche gli Usa e il loro modo d'essere e di agire nel mondo, hanno dato una grossa mano nel farsi odiare.
Ma speriamo che al di là, delle flatulenze gastriche passeggere, si sia in molti a comprendere che l'occidente da correggere e gli Usa da condurre a maggiore saggezza, siano "MOLTO" MENO PEGGIO dei regimi con vertici devastati dal loro stesso Potere.
ggiannig

•   
Erwin Pock
Gianni Gavioli giusto, ma c'è anche un altro motivo. L´ Italia prima del '43 pullulava di fascisti, alleati dei nazisti del Terzo Reich. L´Italia, una volta fatto il salto della quaglia (comprensibile in buona parte) è stata però liberata dal nazi-fascismo (durante la guerra civile) per l´intervento militare alleato e guidato dagli USA. Quindi la tanta parte di fascisti e comunisti in Italia (molti non lo ammettono, la sincerità non è il loro forte) odiano gli Usa e tirano in ballo un sacco di argomenti gonfiati dalla propaganda russa. Sostanzialmente sono stati gli americani a dare all´Italia la democrazia di stampo occidentale impedendo che essa si legasse al carro del Cremlino. Ecco quindi come fascisti e comunisti italiani siano uniti nello spregio degli USA e in definitiva della democrazia. Loro vogliono un putin qualsiasi che li metta in riga tenendoli al guinzaglio, molto corto.

•  Gianni Gavioli
Erwin Pock io amo la sintesi, non mi presto ad approfondimenti che lascio agli esperti in materia anche, ma non solo, per competenza.
Chiesa Cattolica e Comunismo hanno condizionato fortemente la popolazione italiana, il loro modo di pensare e agire della stessa. Senza elevarne la conoscenza sociale e culturale.
Con lo scopo comune di renderci “Gregge” e ci sono riusciti, oggi siamo in gran parte inconsapevoli della realtà, subiamo ogni sorta di prevaricazione, siamo vittime di ogni azione predatoria commessa dalla malavita in genere e soprattutto dalla partitocrazia più fetida.
Potremmo elencare ancora altre insufficienze di questa che, di fatto, è una Democratura neppure molto salda. Ma elencare le mancanze senza avere le soluzioni praticabili, reca solo ulteriore danno alla società, in cui agiscono anche persone di grande valore sociale, economico e umanitario.
E lo fanno senza alzare la voce o sbandierare vessilli fasulli e preconfezionati.
ggiannig ciaooo

•  Erwin Pock
Gianni Gavioli concordo in pieno anche su queste riflessioni. (Certo è che cerchiamo sempre di non scrivere troppo altrimenti nessuno legge, ma ci sarebbe materiale per libri)  .

•  Gianni Gavioli
Erwin Pock facciamoli! Ma prima di tutto informiamoci da Report mi sembra una fonte seria. ciaooo

•  Erwin Pock
Gianni Gavioli mi fa piacere se qualcuno mi segnala una fonte seria. Ma vivendo fuori d’Italia ho a disposizione un largo spettro di informazione sia di parte che indipendente. Mi informo preferibilmente da fonti di lingua tedesca e inglese. Quelle di lingua tedesca se alle volte sono di parte, comunque trovi sempre in abbondanza anche quelle contrarie. Sul lato Italia ho l'impressione che il piatto della bilancia penda troppo a favore del Cremlino e qui vedo abbastanza balle veramente meschine. Esempio: una fonte riporta una dichiarazione (minaccia) di Lavrov, secondo il quale il mondo occidentale non ha studiato la storia e non sa che la Russia è invincibile. Ok, se lo dice lui scriviamolo pure: ma allora scriviamo anche un commento, che (solo a cominciare dal secolo XX) hanno perso contro i giapponesi (1904-1905), contro i tedeschi (e austro ungarici, 1914-1918), contro i polacchi (1919-1921), e poi in Afghanistan (anni ´70). Perchè non si commentano le balle russe?

•  Gianni Gavioli
Erwin Pock qui l'informazione é fortemente inquinata da anni di penetrazione antioccidentale e anti-Usa già evidenziate e commentate anche su Fb.
Le testate corrotte da queste patologie sono la maggioranza, con diverse motivazioni e metodiche raffinate nella loro scelleratezza.
Le logiche d'attacco al governo per la presa del potere della destra, e la fissazione ad essere opposizione di parte delle sinistre, si basano sullo sfruttamento del Pretesto per infamare l'avversario (già appassito dalla corruzione e partitocrazia) sono simili a quelle Russe di oggi.
Sembrano uscite dalla stessa scuola e dallo stesso manuale d'istruzione (algoritmi?).
Il loro punto di forza consiste nell'immobilizzare la capacità di raziocinio e di consapevolezza delle popolazioni, già atrofizzate da decenni di disinformazione comunista e cattolica con il Caos e la sobillazione che sfrutta il malcontento.
Il tutto arricchito dall'uso raffinato dell'inganno e dei dogmi personalizzati.
Se riesci a farci/farmi avere indicazioni su fonti democratiche attendibili, anche usando mezzi fuori da fb (e-mail) te ne saremo grati.
ggiannig ciaooo

•  Gianni Gavioli
Da aggiungere al già scritto su come si è mosso e si muove il Male, in Italia, due dati di fatto che l'hanno favorito:
Il persistere della volontà del potere cattolico, di non contribuire allo sviluppo sociale e culturale, della massa di fedeli, ma anzi sfrutta il Caos per difendere sue posizioni del peggiore conservatorismo;
l'atrofia cerebrale dell'Intellighenzia progressista causata dalla sconfitta di una ideologia ottocentesca che non è stata capace d'essere riformista, senza se e senza ma, attualizzando i valori e le basi morali e sociali tuttora e nel futuro essenziali, se poste a favore di una Democrazia Socialista.
Nuova realtà, con nuovi partiti, che deve emergere da un oceano di gravissimi errori, sociali e politici castranti del consenso popolare, sia al Centro progressista, sia nella Sinistra ammalata dell'essere sempre opposizione.

ggiannig ciaooo
giugno 2022 su Fb
4  Forum Pubblico / LA COLLINA della più BELLA UMANITA', quella CURIOSA. / Scritti Vari - Per il futuro Progetto di Pacificazione Mondiale. inserito:: Giugno 25, 2022, 12:45:49 pm
Per il futuro Progetto di Pacificazione Mondiale.

Gianni GavioliLA RICERCA. Tra MIGLIORI e PEGGIORI (Persone, Idee e Fatti).
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  · oprdno994fm0cc1lllhl3i7t   ·
Il Regionalismo malnato e peggio gestito ha dimostrato negli anni, le proprie peggiori caratteristiche.
Una, addirittura devastante:
ha favorito lo Sfascio dell'ancora incompleta valorizzazione dell'unità nazionale.
Peggio nel peggio ha, soprattutto al Nord, stravolto con il PRETESTO della scontentezza popolare e il miraggio di nuovi valori, i veri patrimoni regionali: la famiglia, l'artigianato di qualità, il turismo dei Viaggiatori (molto diverso da quello di massa), il sano folclore tradizionale, la Cultura regionale e la sua spesso avversata evoluzione, ecc.
In poche parole questo Regionalismo ha mortificato il bello e il buono del Localismo, per rincorrere l'accumulo di risorse poi spesso predate dalla corruzione indigena, dalle mafie, dalle partitocrazia di periferia e da ogni altra "fetenzia" visibile oggi o ancora da scoprire.
Non ultima quella più inutilmente pericolosa, il SEPARATISMO feudale antioccidentale, che porta verso il dominio straniero in Italia già attivo neppure molto sottotraccia.
Assodato tutto ciò cosa si vuole proporre all'intelligenza civica e culturale di una Democrazia ancora Incompleta:
*uno Studio approfondito di cos'è diventato oggi il Regionalismo Italiano.
*Approfondendo seriamente, anche ricercando e favorendo il contributo di studiosi stranieri, l'analisi e la conoscenza in ogni singola Regione.
Per arrivare a decidere in che misura e con quale consistenza debba cambiare il concetto di Regionalismo, alla luce dei cambiamenti che il NOM (nuovo ordine mondiale) sta già attuando, con una falsa partenza da correggere.

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SOCIALESIMO. PROLEGOMENI di DEMOCRAZIA SOCIALISTA.
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Il Regionalismo malnato e peggio gestito ha dimostrato negli anni, le proprie peggiori caratteristiche.
Una, addirittura devastante:
ha favorito lo Sfascio dell'ancora incompleta valorizzazione dell'unità nazionale.
Peggio nel peggio ha, soprattutto al Nord, stravolto con il PRETESTO della scontentezza popolare e il miraggio di nuovi valori, i veri patrimoni regionali: la famiglia, l'artigianato di qualità, il turismo dei Viaggiatori (molto diverso da quello di massa), il sano folclore tradizionale, la Cultura regionale e la sua spesso avversata evoluzione, ecc.
In poche parole questo Regionalismo ha mortificato il bello e il buono del Localismo, per rincorrere l'accumulo di risorse poi spesso predate dalla corruzione indigena, dalle mafie, dalle partitocrazia di periferia e da ogni altra "fetenzia" visibile oggi o ancora da scoprire.
Non ultima quella più inutilmente pericolosa, il SEPARATISMO feudale antioccidentale, che porta verso il dominio straniero in Italia già attivo neppure molto sottotraccia.
Assodato tutto ciò cosa si vuole proporre all'intelligenza civica e culturale di una Democrazia ancora Incompleta:
*uno Studio approfondito di cos'è diventato oggi il Regionalismo Italiano.
*Approfondendo seriamente, anche ricercando e favorendo il contributo di studiosi stranieri, l'analisi e la conoscenza in ogni singola Regione.
Per arrivare a decidere in che misura e con quale consistenza debba cambiare il concetto di Regionalismo, alla luce dei cambiamenti che il NOM (nuovo ordine mondiale) sta già attuando, con una falsa partenza da correggere.
 
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La suddivisione del mondo in blocchi (o Poli o Imperi) é in atto da tempo e la "Castroneria Russa" commessa, può accelerarla o comprometterla in negativo.
É per questa grossa questione globale, che quella piccola, procurata artificialmente, voluta come casus belli strumentale, inutilmente feroce, piccola ma potenzialmente enorme, questione locale, DEVE terminare subito in ogni modo!

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L'Ucraina é stata aggredita.
La Russia, non soltanto Putin, é l'aggressore.
Due realtà locali che sono parte di un Mondo in piena fermentazione dei problemi umanitari e geopolitici irrisolti.
É con questa visione grande, anche geograficamente, che si deve valutare l'aggressione della Federazione Russa e la Nazione Ucraina.
Due sono i punti fermi indiscutibili, che ogni giorno si devono aggiornare:
* gli esseri umani morti o feriti, violentati, sottomessi a sofferenze disumane, dall'aggressione ancora in atto.
* Le distruzioni materiali in Ucraina (non in Russia) e gli effetti, volutamente alimentati in negativo, dalla Russia, per sfasciare lo Status Quo in tutto il mondo che ha rapporti con la Russia e l'Ucraina.
Questo dovrà essere il punto di partenza di ogni soluzione possibile, in una condizione che la Russia ha voluto creare!
Rischiare il peggio a livello mondiale cavalcando il PRETESTO PUTINIANO il Mondo non lo può consentire e il Mondo lo deve risolvere in modo che il Tumore circoscritto non alimenti Metastasi distruttive per tutta l'umanità.

Fermare con ogni mezzo e metodo l'aggressione Russa all'Ucraina lo vuole il Mondo!!
ggiannig

5  Forum Pubblico / SCOPRIAMO IL SOCIALE, nel NORD, nel CENTRO e nel SUD d'ITALIA. / Le persone più apprensive trovarono però un antidoto: la festa di mezza estate. inserito:: Giugno 25, 2022, 12:39:21 pm
23 luglio-22 agosto

Centinaia di anni fa molti abitanti della vecchia Europa provavano ansia per il solstizio d’estate, il momento in cui il Sole raggiunge il punto più alto per poi scendere, portando giorni più brevi e meno luminosi.

Le persone più apprensive trovarono però un antidoto: la festa di mezza estate.

Accendevano grandi falò che bruciavano per tutta la notte e rimanevano sveglie fino al mattino, bevendo, ballando e facendo sesso.

La scrittrice Jeanette Winterson apprezza molto la festa. “Chiamatela estrema perversione o insensato ottimismo”, scrive, “ma i nostri antenati facevano bene a celebrare ciò che temevano”.

Winterson immagina di creare una cerimonia simile per le sue paure, “un rito che serva a bruciare ciò che in me è vigliacco, perduto, e lasci entrare la luce prima che sia troppo tardi”.

Dovresti fare qualcosa del genere anche tu, Leone.

SU fb - GIUGNO 2022
6  Forum Pubblico / I DIFFERENTI e i DIVERSI. Nelle medesima Popolazione. / Gentili Utenti in FB. Nel mio immaginare di far rivivere (come nei nostri forum inserito:: Giugno 25, 2022, 12:36:52 pm
Gianni Gavioli
Amministratore
  · donSeposrt5a9134379uo3u660l1utaig151nholf5elr :12 g mei9 ug  ·

Gentili Utenti in FB.
Nel mio immaginare di far rivivere (come nei nostri forum ulivisti) la partecipazione nei miei Gruppi Tematici aperti in Facebook, speravo di unire intorno a questi tavoli virtuali, un minimo di persone interessate a confrontarsi costruttivamente.
La cosa non è mai avvenuta e la situazione algoritmo-dipendente strumentalizzata per il domino degli Utenti, non l’ha certamente favorito.
Ovviamente una Idea diventata in qualche modo la Realtà di un Fallimento (anche per Fb) non la si cancella con un colpo di spugna, per rispetto verso i Membri che l’hanno partecipata, iscrivendosi e leggendo.
Per cui, nei 5 Gruppi Tematici contrassegnati in copertina con un fiore ho già scritto che non parteciperò con miei contributi personali (non più per protesta, ma per presa d’atto e di coscienza sulla realtà Meta Facebook).
Per gli altri 4 ancora visibili con una copertina significativa e non di saluto (il fiore) rallenterò all’essenziale la mia partecipazione non curandomi delle censure praticate, né delle visualizzazioni mentitrici, da compatire.
Quindi dei Gruppi Tematici non si cancella nulla e nulla si fa cancellare dal Sistema, la loro esistenza in Vita dipenderà dai pensieri scritti che i Membri lasceranno in essi, sino ad arrivare all’oblio voluto, da chi pratica lo SCARTO tra gli Utenti e lo spreco di Opportunità in cui stanno annegando!
Arlecchino Euristico, o come deciderò di aggettivarlo in futuro, essendo il mio nickname, quindi l’altro me stesso, resterà attivo a modo suo e mio!
Hahahaha

Gianni Gavioli (ggiannig)
Italia – 9 giugno 2022.

Oggi ho rilanciato tre caleidoscopi POLI regionali fatti diventare FEUDI REGIONALI
7  Forum Pubblico / SCOPRIAMO IL SOCIALE, nel NORD, nel CENTRO e nel SUD d'ITALIA. / Alla Ricerca di una Italia UNITA tra Diversi. inserito:: Giugno 25, 2022, 12:34:01 pm
Al Sud un'ancora di salvezza, per tutti noi Italiani.

Al Centro, la scoperta ancora da fare di un maggiore impegno, verso la nazione Italia.

Al Nord molte certezze negative, da riportare al "meglio" per tutti noi che vogliamo essere Italiani e Occidentali!

ggiannig

8  Forum Pubblico / NUOVO ORDINE MONDIALE. PACE, RISPETTO DELL'UMANITA', SCONFITTA DELL'INGIUSTIZIA! / Da oltre settant’anni la Nato è l’istituzione politico-militare che garantisce inserito:: Giugno 25, 2022, 12:31:14 pm
Piero Fassino
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 Da oltre settant’anni la #Nato è l’istituzione politico-militare che garantisce la sicurezza dell’Europa e dell’occidente. Grazie al contesto di sicurezza garantito dalla NATO, sui valori liberali e democratici le società occidentali hanno costruito la loro prosperità. Oggi, di fronte ad una guerra che mette in discussione la sicurezza e la stabilità europea, possiamo ben apprezzare quanto la Nato sia stata ieri e sia oggi istituzione essenziale. E la decisione di #Svezia e #Finlandia di aderirvi ne è la conferma.

La guerra in Ucraina segna uno spartiacque e "nulla sarà più come prima".
Si è chiuso un ciclo di trent’anni - dalla caduta del muro di Berlino a questa guerra - che aveva garantito una relativa stabilità. Ma già negli anni scorsi abbiamo conosciuto una crescita dell’instabilità e dell’insicurezza internazionale: conflitti congelati, guerre civili, stati falliti. A cui si sono aggiunte guerre commerciali.
Proprio la guerra ha dimostrato quanto intempestivo e infondato sia rappresentare la NATO come un’istituzione superata e figlia di un altro tempo. Non è così. Non solo il continente europeo, ma la comunità internazionale ha bisogno della NATO, del suo equilibrio, dei suoi valori, del suo esempio. Se non ci fossero stati i Paesi della NATO, coesi e determinati, a sostenere l’Ucraina, questa nazione non ce l’avrebbe fatta. E la NATO è un pilastro insostituibile di quella relazione transatlantica tra Stati Uniti e Unione Europea fortemente rilanciata dal Presidente Biden.
Per questo c’è bisogno di un impegno diverso e una diversa consapevolezza da parte degli alleati europei. Ed è significativo che l’#UnioneEuropea - dopo aver lasciato per anni il tema della sicurezza all’esclusiva responsabilità delle sovranità nazionali - si ponga oggi l’obiettivo di dotarsi di un sistema di difesa e sicurezza. Non in alternativa alla Nato, ma in una complementarità che veda l’Europa accrescere le sue responsabilità e le sue capacità operative. Un sistema di sicurezza che per essere efficace richiede che l’Unione europea dia alla propria politica estera un profilo più assertivo ed efficace.

Guardando agli scenari più vicini, ci sono in particolare tre aree geopolitiche su cui è necessario concentrare le nostre strategie per la stabilità e la sicurezza.
La prima area geografica è l’Europa sudorientale. Si dice spesso che il conflitto ucraino è una “guerra nel cuore dell’Europa”. Definizione giusta che però va declinata: quella guerra è scoppiata in una regione “esterna” all’Unione europea, così come le guerre nei Balcani e nel Caucaso. Da ciò occorre trarre una conclusione: integrare quelle regioni nell’Unione europea è obiettivo strategico indifferibile per garantire la sicurezza dell’intero continente. Vale per Ucraina e Moldavia a cui la UE sta per concedere lo status di candidato.
Ma deve valere anche per i #Balcani occidentali a cui la prospettiva di integrazione nelle istituzioni euro-atlantiche è stata promessa quasi trent’anni fa e non ancora mantenuta. Mentre la Nato ha aperto le sue porte a #Montenegro, #Albania e #NordMacedonia, l’#UEha condotto l’allargamento con una lentezza non più tollerabile.
Un disallineamento che espone i Balcani a rischi di instabilità, rigurgiti nazionalistici, nuovi conflitti. E alla crescente invasività di altri attori, come Cina e Russia. É  tempo che l'UE cambi passo e acceleri l'integrazione dei Balcani occidentali.
Veniamo da anni di distrazione e di passività internazionale sul #Mediterraneo. Eppure dovrebbe essere chiaro che tutto ciò che accade nel Mediterraneo ha un impatto diretto e forte sulla stabilità dell’Europa, dell’intera vasta regione che va da Gibilterra a Hormuz e sugli equilibri internazionali.
È tempo di rimettere il Mediterraneo come una delle priorità dell’agenda dell’#Europa, degli #StatiUniti e della Nato.
Poi vi è il Corno d’Africa e il #Sahel. Qui guerre civili, colpi di stato continui, la presenza di gruppi armati stranieri, e del terrorismo jihadista sommati alla crisi climatica, aumentano il rischio di emigrazioni di massa e quindi anche la crescita incontrollata dell’instabilità nel Mediterraneo. Senza ignorare che qui  - come nei Balcani e nel Mediterraneo - vi è una presenza russa che assume un profilo preoccupante proprio alla luce della guerra Ucraina.
Senza dimenticare l'espansionismo cinese nella regione indopacifica costituisce una minaccia alla stabilità non solo in Asia. E assume un forte rilievo una alleanza tra Nato e #Aukus, una grande “alleanza degli oceani”, al servizio delle società aperte, della democrazia e dello stato di diritto.
Dobbiamo pensare alla NATO e all’AUKUS come a due polmoni che assicurano la libertà e la possibilità di respirare la libertà al mondo intero, senza dover e voler esportare un determinato modello politico ed economico, ma come garanzia di esercizio di una libertà di scelta.
Non meno strategico il futuro della calotta polare artica che, con le conseguenze del climate change, diviene sempre di più punto essenziale di relazione tra est e ovest.
Dobbiamo essere consapevoli che i rischi per la stabilità e la sicurezza non vengono solo dai conflitti armati. Il cambiamento climatico sta alterando equilibri essenziali per la vita umana. Condizioni di indigenza affliggono ancora moltitudini di popoli spingendoli a flussi migratori che mutano il profilo demografico del mondo. Tecnologie digitali e intelligenza artificiale possono essere al servizio non solo del bene comune.
Per arrestare la crescita dell’insicurezza e dell’instabilità c’è bisogno di deterrenza e dialogo, di capacità militare e di capacità politica, di tecnicità e di creatività.
Per questo è estremamente importante quanto si discuterà e approverà al vertice di Madrid, mettendo al centro del nuovo concetto strategico la capacità di combinare deterrenza militare e iniziativa politica. L’una tiene l’altra: senza deterrenza la politica è debole e impotente. E senza iniziativa politica la deterrenza rischia di essere solo riarmo

Il mondo ci chiede equilibrio e sicurezza, pace e sviluppo.
NATO College Foundation NATO

Da Fb del 23 giugno 2022
9  Forum Pubblico / I DIFFERENTI e i DIVERSI. Nelle medesima Popolazione. / PER LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ DISPOSTE A INVESTIRE 5 MINUTI PER METTERE A ... inserito:: Giugno 25, 2022, 12:28:39 pm
Salvatore Messina
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LA POSTA IN GIOCO

PER LE PERSONE DI BUONA VOLONTÀ DISPOSTE A INVESTIRE 5 MINUTI PER METTERE A FUOCO I PUNTI ESSENZIALI EVITANDO DI PERDERE TEMPO SU DETTAGLI INUTILI E FUORVIANTI.

Nessuna persona al mondo è perfetta e infallibile, figuriamoci come possa esserlo un intero popolo. Quindi è PERFETTAMENTE INUTILE avere questa pretesa (ingenua o pretestuosa) di perfezione: ovunque si possono trovare magagne di vario tipo.

MA C'È UN PERÒ:
da quando l'illuminismo, basato sui principi più evoluti (ragione, scienza, umanesimo e progresso), in Occidente ha messo finalmente in minoranza ogni tipo di anacronismo (superstizione, fanatismo, autoritarismo, nazionalismo, razzismo, xenofobia ecc.), sono fiorite, dopo lunghe lotte e sacrifici immensi, le democrazie.
La democrazia, come disse Churchill, è la peggiore forma di governo, se si escludono tutte le altre finora conosciute.
In effetti la democrazia presenta dei notevoli punti deboli, sia di natura teorica che di effettivo funzionamento. Inoltre richiede tempi molto lunghi per la sua effettiva comprensione e conseguente apprezzamento da parte dei cittadini e per la sua applicazione pratica (in Italia siamo ancora a metà della strada), ma costituisce senza dubbio il superamento benefico delle monarchie assolute, delle dittature e delle democrature.
L'autocrazia è sempre dannosa e ingiusta, nonostanre il dittatore si renda sempre popolare (e sia spesso amato, ma solo fin quando è al potere) tramite vistose opere pubbliche (la cui realizzazione è resa possibile dal suo potere illimitato), la cura maniacale della propria immagine pubblica, e la censura spietata dei mezzi di comunicazione. Questo immenso potere viene mantenuto per lunghi anni mediante una serie di menzogne diffuse mediante il ricatto o la corruzione, la repressione del dissenso, l'eliminazione sociale o fisica degli oppositori e la soppressione o l'asservimento totale delle istituzioni laiche e religiose.
In questo modo i destini del Paese dipendono interamente dalle ambizioni personali e dagli umori del dittatore, e quando lui sbaglia nessuno ha il coraggio di rischiare la propria vita mettendo in discussione le sue decisioni.
Ma anche nell'potesi assurda che il dittatore fosse infallibile e onesto, egli per poter governare senza opposizione dovrebbe disporre di un complesso apparato repressivo e preventivo al quale dovrebbe necessariamente attribuire particolari poteri e privilegi, chiudendo, inoltre, un occhio sui loro abusi verso la popolazione.
Ora vogliamo appoggiare i regimi autoritari tornando indietro di due secoli, e buttando via tutti i progressi fatti nel campo dei diritti umani?
Inutile e pretestuoso, dato che non esiste perfezione umana, andare a cercare le magagne delle democrazie. Se poi volete proprio farlo, non giudicate queste magagne in astratto, ma confrontatele con i comportamenti delle dittature in situazioni analoghe, e vedrete la differenza!
Salvatore Messina

Da fb del 21 giugno 2022
10  Forum Pubblico / Il MONITORE. Italia Europea. Occidente. Oriente. Mondo. / Abraham Lincoln, che non era solo un uomo di grande talento ma anche un uomo... inserito:: Giugno 25, 2022, 12:24:43 pm
Roberto Cocchis
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Abraham Lincoln, che non era solo un uomo di grande talento ma anche un uomo di grande buonsenso, diceva che se avesse avuto a disposizione otto ore per tagliare un albero, ne avrebbe impiegate almeno sei per affilare l'ascia.
È una regola di vita che, per quanto possibile, cerco di seguire anch'io. Sfortunatamente, troppe volte ci ritroviamo costretti a tagliare alberi usando asce affilate frettolosamente da altri, ma questo è un altro discorso.

Oggi Lincoln viene esibito come un santino a chiunque vada in USA da visitatore ma, quando morì, gli storici sono concordi nell'affermare che era l'uomo più odiato della nazione. Sembra ormai assodato definitivamente che la mancanza di misure protettive nei suoi riguardi, che aiutò notevolmente John W. Booth a ucciderlo, non fosse affatto casuale.
Si è fatta addirittura l'ipotesi che, se non fosse stato ucciso da Booth, Lincoln sarebbe morto per cause naturali prima della scadenza del mandato presidenziale perché, a forza di essere attaccato da tutte le parti, aveva cominciato da qualche tempo a manifestare pesanti disturbi psicosomatici da stress.

Da ieri l'America ha fatto un bel passo indietro nell'ambito della civiltà occidentale, che sicuramente non sarà la migliore civiltà possibile ma, finora, resta quella che è riuscita a far vivere meglio il più elevato numero di persone. Magari più per demerito delle altre che per meriti propri, ma c'è riuscita.
Chi è preoccupato per il destino di questa civiltà, me compreso, si sente triste e avvilito, mentre gli antiamericani per principio esultano. Non importano le conseguenze, basta che Satana Yankee abbia mostrato il suo vero volto.

A me gli antiamericani per principio sembrano la versione patologica di quelli che pretendono di prendere posizione contro Putin eliminando gli autori russi dai cataloghi e dai programmi di letteratura. Patologica perché non hanno nemmeno avuto la pazienza di aspettare una guerra di aggressione che ci riguarda da vicino (mi sembra superfluo notare che, se il conflitto russo-ucraino non avesse delle pesanti ricadute dirette sulla nostra economia e sulla nostra vita quotidiana, la gran parte dei nostri connazionali neanche si accorgerebbe che è in corso) ma hanno sempre assunto le loro posizioni preventivamente, attaccandosi a tutto ciò che era disponibile per giustificarsi.

Ora, non devo certo essere io a ricordare che la storia degli USA è segnata da parecchie avvenimenti quanto meno deplorevoli, quando non addirittura da episodi francamente abominevoli. Che, però, se si va a vedere a fondo, raramente sono diversi da quelli che, negli stessi periodi, succedevano in altre parti del mondo. Anche vicino a noi o direttamente da noi.
Ma perché, quando si toccano certi temi, se ne parla sempre in riferimento agli USA? Perché gli USA se la tirano ad esportatori di democrazia e diritti? Forse. Ma più probabilmente credo che dipenda dal dettaglio per cui i fatti americani sono generalmente meglio conosciuti degli altri. Perché se ne è potuto parlare di più. Perché ci sono stati meno depistaggi. Perché c'è stato meno negazionismo. Per l'impegno di qualcuno a tirarli comunque fuori. Qualcuno che generalmente è stato un altro americano.

Da questo punto di vista, soprattutto in Italia, abbiamo ancora moltissimo da imparare. Abbiamo subito molte influenze culturali americane, ma non questa.
Quindi dire "gli americani" come se ci si riferisse ai membri di una bocciofila (in mezzo ai quali, peraltro, potremmo comunque trovare idee e posizioni molto diverse) è solo un indice di ristrettezza mentale. Tra l'altro, del genere tipicamente piccolo-borghese, anche se di solito si concentra in mezzo a soggetti che, a sentirli, passano tutta la vita a combattere la società borghese.
Il problema riguarda non "gli americani" ma "certi americani". E, come loro, parecchi altri "certi" simili a loro. Certi italiani, per esempio. Pochi, ma rumorosi, come l'imbarazzante Pillon, dal quale perfino Salvini ha preso le distanze, nella consapevolezza (ovvia) che un soggetto simile possiede una grande capacità di smuovere l'elettorato indeciso, ma solo per votare chiunque tranne te o i tuoi alleati, solo per potersi schierare in qualsiasi modo contro di te.

Perché una cosa è certa. Il fatto che i privilegi dell’occidentale (sarebbero diritti, ma dobbiamo trattarli da privilegi perché altrove vengono per lo più negati) siano sempre più messi in discussione ha smesso da tempo di lasciare indifferenti. Le grandi idee e le nobili ideologie non ci hanno mai smossi più di tanto, ma quando il numero di situazioni della nostra vita in cui si pretende di imporci qualcosa contro la nostra volontà comincia a diventare asfissiante, diventa inevitabile reagire. Molti a questo punto citerebbero quali esempio di sopruso gli obblighi sanitari per il contenimento del Covid, e lo faccio anch'io. Con la differenza che, ci piacessero o no, quelli erano stati elaborati dalla comunità scientifica; quindi, avevano un senso cui ognuno di noi poteva arrivare, se si sforzava di ragionare senza pregiudizi. E soprattutto erano sicuramente transitori, legati all'emergenza. Qui invece si parla di soprusi permanenti che sarebbero giustificati solo dalla superstizione o dal fanatismo religioso (ammesso che le due cose si possano distinguere).

Infatti, personalmente, sono convinto che l'anno prossimo la battaglia per le politiche si giocherà molto anche su questi temi, che la gente comune può comprendere molto più facilmente di quelli economici.
E non mi sorprendersi se a giocarla fossero combinazioni politiche molto diverse da quelle cui siamo abituati: proprio perché estremisti e fanatici, per quanto utili a intercettare un voto molto minoritario che si riconosce in loro, non saranno comodi da esibire in pubblico.

Da Fb del 25 giugno 2022
11  Forum Pubblico / Il MONITORE. Italia Europea. Occidente. Oriente. Mondo. / UE fonte alternativa di Cereali per il Nord Africa inserito:: Giugno 20, 2022, 12:53:40 pm
UE fonte alternativa di Cereali per il Nord Africa
Posta in arrivo

Ester Venturelli <ester@clal.it>
12:25 (24 minuti fa)
a me

...

Gentile Gaetano,

La regione del Medio Oriente e del Nord Africa è fortemente dipendente dalle importazioni di Cereali, in particolare per Mais e Frumento. Storicamente, i principali fornitori dell’area sono stati Russia e Ucraina, importanti esportatori mondiali per entrambi i mercati.

Lo scoppio della guerra e le conseguenti preoccupazioni collegate alla fornitura di Cereali hanno portato i Paesi importatori ad allentare le restrizioni sulla qualità del prodotto e a cercare origini alternative per i Cereali, pur mantenendo la Russia tra i principali fornitori. L’Egitto, per esempio, ha alzato i livelli massimi di umidità ammessi nel Frumento e incluso l’India tra i fornitori autorizzati.

Nonostante il primo driver per l’acquisto sia il prezzo, anche lo scambio di Cereali con l’Europa, che esporta a prezzi superiori alla media mondiale, si è rafforzato. Infatti, l’export di Cereali dall’UE in Aprile, pur essendo diminuito complessivamente, è aumentato verso alcuni Paesi del Nord Africa. Rispetto ad Aprile 2021, sono aumentate significativamente le esportazioni di Frumento Tenero verso Algeria, Sudan, Tunisia (che acquista anche il 90% del Frumento Duro esportato dall’UE) e Israele, mentre l’export di Mais è aumentato verso Tunisia, Libia e Libano.

Guardando al cumulato da Gennaio ad Aprile 2022, si evidenzia un rafforzamento dell’export ancora più accentuato in questa tratta: ai Paesi menzionati sopra si aggiunge anche l’Egitto, che ha acquistato Frumento e Mais in quantità superiori rispetto al 2021. Tra i Paesi UE che hanno assunto il ruolo di fornitori sostitutivi per il Nord Africa spiccano Romania e Bulgaria, più che autosufficienti sia per il Frumento Tenero che per il Mais. L’export Rumeno di cereali verso il Mondo tra Gennaio e Marzo 2022 è aumentato del 63% rispetto allo stesso periodo del 2021, in Aprile si registrano ulteriori aumenti dell’export verso il Nord Africa.
 

Cordialmente,
Ester Venturelli
12  Forum Pubblico / Il SOCIALESIMO Prolegomeni per la DEMOCRAZIA SOCIALISTA. 20/02/2022 / La Svizzera è uno Stato federale nel quale il potere è ripartito tra ... inserito:: Giugno 20, 2022, 11:39:40 am
Il sistema politico

La Svizzera è uno Stato federale nel quale il potere è ripartito tra Confederazione, Cantoni e Comuni. La democrazia diretta permette alla popolazione di pronunciarsi su decisioni a tutti i livelli politici. Questo ampio potere decisionale è fondamentale per un Paese caratterizzato da una straordinaria diversità geografica, culturale e linguistica.

Palazzo federale a Berna ospita le sedute settimanali dei sette consiglieri e consigliere federali e le sessioni del Parlamento, che si riunisce quattro volte all’anno. © Parlamento svizzero
La Svizzera è uno Stato federale dal 1848 e da allora ha ampliato i diritti di partecipazione. Diversi strumenti permettono di includere il più possibile anche le minoranze, una caratteristica politica cruciale in un Paese con diverse lingue e culture. Una struttura statale federalista permette di avvicinare il più possibile la politica alle cittadine e ai cittadini. Al Comune, che è il livello più vicino al Popolo, è attribuito il massimo delle competenze. Solo se necessario le competenze sono delegate ai livelli superiori, cioè Cantoni e Confederazione.
La Svizzera è una democrazia diretta. Oltre al diritto di voto, consueto nelle democrazie, i cittadini e le cittadine svizzeri hanno anche il diritto di esprimersi in merito a questioni materiali. La Svizzera è governata dal Consiglio federale, un collegio di sette membri che prende le decisioni per consenso. Le consigliere e i consiglieri federali sono eletti dall’Assemblea federale plenaria, che è formata da una Camera bassa e una Camera alta. La Camera bassa, ovvero il Consiglio nazionale, rappresenta il Popolo, mentre la Camera alta, corrispondente al Consiglio degli Stati, rappresenta i Cantoni. In Parlamento sono presenti rappresentanti del popolo di 11 partiti.

Il sistema politico: fatti e cifre
7 consigliere e consiglieri federali, 26 governi cantonali, 2172 consigliere e consiglieri comunali e 5,5 milioni di elettrici ed elettori plasmano il destino della Svizzera.
I partiti politici
Il panorama partitico in Svizzera è equilibrato e relativamente stabile. Negli ultimi anni i partiti ecologisti si sono notevolmente rafforzati.
Il Consiglio federale
I sette consiglieri e consigliere federali, che rappresentano i più importanti partiti politici svizzeri, governano il Paese con pari diritti e secondo il principio della collegialità.
Il federalismo
La Svizzera è formata da 26 Cantoni, a loro volta suddivisi in oltre 2300 Comuni. Le competenze politiche e legislative sono suddivise tra Confederazione, Cantoni e Comuni.
L’Assemblea federale (Parlamento)
Il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati si riuniscono separatamente quattro volte all’anno per le sessioni parlamentari, che durano tre settimane, e una volta all’anno in forma plenaria per eleggere insieme i membri del Governo e i giudici supremi.

La democrazia diretta
Tre strumenti costituiscono i pilastri della democrazia diretta in Svizzera: l’iniziativa popolare, il referendum facoltativo e il referendum obbligatorio.


Ultima modifica 14.07.2021
           
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13  Forum Pubblico / ESTERO. Mondo, Terrorismo, Cattive Politiche Sociali, Guerre. / Massimiliano Bondanini LUMI Piccole idee per schiarire il mondo intorno a noi. inserito:: Giugno 20, 2022, 11:36:33 am
Massimiliano Bondanini
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Michele Lebotti
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LUMI
Piccole idee per schiarire il mondo intorno a noi.

La solitudine dello Zar.
Ma chi è veramente Vladimir Putin e quali sono gli scenari che verosimilmente ci (e lo) attendono?
“Se conosci il nemico e conosci te stesso, in cento guerre da combattere non sarai mai vinto”. Così scriveva Sun Tzu, nel celeberrimo: “L’Arte della Guerra”, più di 2500 anni fa, attualissimo.
E allora cerchiamo di capire chi è il nemico pubblico numero uno dei nostri giorni. Anzi, partiamo da quello che sicuramente NON è.
Non è un pazzo furioso, non è un ideologo, non è Hitler, non ha scritto nessun Mein Kampf.
Niente di più lontano.
Estrazione, qui da noi diremmo piccolo borghese, madre operaia, padre funzionario (di polizia). Cresce, studia, si laurea (in legge-diritto internazionale-praticamente un collega..) e fa l’accademia militare a San Pietroburgo. Giovane promettente viene assunto nell’ azienda più florida, efficiente e ricca dell’Unione Sovietica: il KGB. E viene spedito nella filiale più importante, il posto più caldo in una guerra freddissima: la DDR. È li che impara, alla perfezione, il tedesco. Il ragazzo fa strada, mantiene tutte le promesse (quella di mantenere le promesse è una sua ossessione..) e viene notato da Boris Eltsin. Notato e apprezzato. Talmente tanto che non solo è inserito nella lunga lista dei candidati alla sua successione, ma viene addirittura scelto. Una svolta nella Storia.
Putin eredita un paese allo sbando, una guerra sanguinosa e irrisolta, un secondo default finanziario, un esercito impegnato a vendersi il proprio arsenale, un’aspettativa di vita media, che è per i maschi, di 56 anni. La Russia è un paria dello scenario internazionale. Ma VP salva il paese prendendolo per i capelli e ricompone, pazientemente, il puzzle andato in pezzi. Risolve la guerra in Cecenia affidandosi soprattutto a Ramzan Kadirov (le cui famigerate squadracce ritroveremo poi in ogni conflitto successivo e purtroppo anche in questi giorni a Kiev) a cui affida ogni lavoro sporco e naturalmente le chiavi (e la presidenza) della piccola repubblica caucasica. Ricostruisce e ammoderna pezzo per pezzo l’esercito, la marina e l’aviazione. Di nuovo secondi a nessuno, lo si è visto in Siria. Inventa con Shoigu e Gerasimov le brigate Wagner che fanno il bello e il cattivo tempo in Africa e in Medio Oriente.
In campo diplomatico si affida a due Principi della diplomazia, cresciuti a pane e trattati, Primakov e Lavrov. Fa riflettere che probabilmente, l’ultimo ministro degli Esteri con cui avrà parlato Sergey Lavrov è un ex venditore di bibite italiano diventato poi ministro, una sorta di nemesi, gli scherzi della storia.
Calcolatore, cinico, opportunista, a VP non interessano i mezzi, interessano i fini. Sul fronte interno manda in galera, nel migliore dei casi, chi gli si oppone.
Lascia spazio ad un’economia di mercato che consente il formarsi, soprattutto a Mosca e nelle principali città, di una classe media. Lascia crescere anche gli oligarchi. Purché non rompano. E loro, a cui non piace il polonio come dolcificante, naturalmente, si adeguano.
Usa il petrolio e il gas non solo come volano economico ma anche come arma di ricatto per le assetate economie occidentali (fra cui la nostra, la Russia copre il 40% del fabbisogno energetico italiano).
“Time” in diverse occasioni ha attribuito ad Angela Merkel il titolo di donna più potente del
mondo, è inutile che vi scriva a chi venisse attribuito il titolo relativo alla figura maschile.
Ma la differenza fra Putin e la Merkel è che VP nel suo agire non ha mai avuto nessuno scrupolo, nessun ideale. La sua unica fonte di ispirazione si chiama Real Politick. L’unica direttrice della sua azione è data dai rapporti di forza. Non c’è altro.
Lo stiamo vedendo oggi, tutti. Anche chi non se n’era mai accorto prima, come qualche ex
ministro italiano pronto a scambiare due Mattarella per mezzo Putin.
Ma veniamo ad oggi e a..domani..
I carri armati russi prima o poi entreranno a Kiev. Forse è questione di ore. Speriamo che Zelensky si salvi. I Russi piazzeranno il loro burattino.
Eppure, Vladimir Putin, con questa invasione che sicuramente risulterà vittoriosa (fino a quando terranno le difese ucraine?) sembra proprio aver segnato la propria fine.
Il maestro dei calcolatori ha sbagliato il calcolo finale, la somma non torna.
È stata la risposta compattissima, e durissima dell’occidente a scombinare tutto. La messa al bando degli oligarchi, invitati neanche troppo gentilmente a togliersi dalle palle. Immaginiamo sicuramente non felicissimi, sicuramente non soddisfatti, gli Abramovich, i Potanin, gli Usmanov, i Prokorov. Dovranno accontentarsi della Crimea per i loro super yacht quest’estate?
Aeroflot non gradita nei cieli europei, in gran parte già chiusi all’aviazione civile russa. Sospeso il finanziamento del debito sovrano russo. Una stretta violenta sul rilascio del visti. E poi la fine di North Stream 2 e soprattutto l’esclusione dal sistema SWIFT, che ha dal punto di vista finanziario, l’effetto di una bomba atomica. Anche se si trattasse di un’esclusione parziale, anche se i Russi dovessero mettersi a commerciare usando il sistema di pagamento dei..cinesi..
Non credo che VP, forte del suo gas, e
e dei suoi apparati di disinformazione, si aspettasse una reazione del genere.
Ma c’è molto di più.
Vladimir Putin con l’Occidente ha chiuso. Nessun leader gli stringerà più la mano, nessuno sarà più disposto ad incontrarlo. Finanche una Marie Le Pen, finanche un Matteo Salvini. Se un giorno la Federazione vorrà tornare a dialogare con l’Occidente la sua voce non sarà quella di Putin. E allora a VP non resta che l’abbraccio con la Repubblica Popolare. Il pitone giallo che si avvolge intorno all’orso.
Non è tutto. C’è il fronte interno. I Russi non sono più quelli di 70 anni fa. Vivo a Mosca da 15 anni. Ho conosciuto gente disperata perché durante la pandemia non poteva andare a farsi le vacanze in Sardegna e doveva accontentarsi della Crimea. Bevono prosecco, amano guidare macchine tedesche, vanno a vestirsi a Milano. O nei centri commerciali delle grandi città russe dove comprano manifattura europea, americana, giapponese, coreana. Se la società civile sovietica educata a pane e socialismo accettava di buon grado le ristrettezze di un’URSS isolata, quella di oggi, cresciuta a pane e Instagram non lo farà mai. Mai. In altri termini quanto maggiore sarà l’isolamento russo, in cui Putin avviterà il paese, tanto maggiore sarà il discontento della società civile russa. La cui parte migliore già oggi, ieri, è scesa in piazza.
Allo Zar non rimarranno che la repressione (1800 arresti in queste giornate) e i viaggi a Pechino.
Lo Zar è solo, lo Zar ha vinto, lo Zar ha perso.
Da Fb del 19 giugno 2022
14  Forum Pubblico / Il MONITORE. Italia Europea. Occidente. Oriente. Mondo. / FLOP e Falsità, malnascosti dai 5Stelle e questi BLUFF Russi da complessati ... inserito:: Giugno 19, 2022, 02:52:44 pm

Con questi FLOP e Falsità, malnascosti dai 5Stelle e questi BLUFF Russi da complessati storici AntiOccidentali, sino dai tempi delle invasioni barbariche, difficile andare al tavolo della Pace. 

Ma bisogna insistere!

Quindi non abbandonare l'Ucraina checché ne dicano i grillini evaporati.
Ignorare con fermezza le tragi-comiche prese di posizione, da bamboccioni, dei gerarchi Russi.

Sperando nella popolazione Russa!
ciaooo
15  Forum Pubblico / CULTURA tra le CULTURE. Ovvero Volontà d'Incontrare Altre Realtà Umane. / Carlo Sini. La tecnica e l'umano - Il lavoro della conoscenza inserito:: Giugno 18, 2022, 12:32:25 pm
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Carlo Sini. La tecnica e l'umano
Il lavoro della conoscenza

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Carlo Sini. La tecnica e l'umano

Nel video Carlo Sini, intervistato in occasione delle Romanae Disputationes 2022. La questione del corpo parla della tecnica.
La tecnica e l’umano sono la stessa cosa, se si toglie la tecnica rimane un animale, non c’è più l’umano. La tecnica è una strumentalità esosomatica che si sviluppa negli ominini, molto prima dell’homo sapiens. 
Il lavoro è conoscenza e la conoscenza è un lavoro strumentale, la scienza è la più alta manifestazione di un lavoro strumentale.

Carlo Sini, già professore di Filosofia teoretica presso l’Università Statale di Milano, è membro dell’Accademia dei Lincei. Studioso del pragmatismo americano e della fenomenologia, ha sviluppato un rilevante approccio teorico ai legami tra filosofia e scrittura, con particolare riguardo all’alfabeto greco inteso come forma logica del pensiero occidentale. Negli ultimi anni si è dedicato a un’ampia sistemazione “enciclopedica” del sapere filosofico che lo ha condotto a discutere i temi della pratica tra etica, politica ed economia. Tra i suoi libri: Il comico e la vita (Milano 2003); Figure dell’enciclopedia filosofica. Transito verità (Milano 2004-2005, in 6 voll.: 1: L’analogia della parola: filosofia e metafisica; 2: La mente e il corpo: filosofia e psicologia; 3: Origine del significato: filosofia ed etologia; 4: La virtù politica: filosofia e antropologia; 5: Raccontare il mondo: filosofia e cosmologia; 6: Le arti dinamiche: filosofia e pedagogia); Archivio Spinoza. La verità e la vita (Milano 2005); Del viver bene: filosofia ed economia (Milano 2005); Distanza un segno: filosofia e semiotica (Milano 2006); Eracle al bivio. Semiotica e filosofia (Torino 2007); Da parte a parte. Apologia del relativo (Pisa 2008); L’uomo, la macchina, l’automa: lavoro e conoscenza tra futuro prossimo e passato remoto (Torino 2009); L’Eros dionisiaco (Milano 2011); Scrivere il silenzio: Wittgenstein e il problema del linguaggio (Roma 2013); Spinoza (Milano 2013); La solidarietà delle pratiche (Milano 2014); Il profondo e l’espressione (Milano 2014); Il pensiero delle pratiche (Milano 2014); Reale, più-che-reale, virtuale (Milano 2014); Figure di verità (Milano 2014); Enzo Paci: Il filosofo e la vita (Milano 2015); Inizio (Milano 2016); Trittico (Milano 2018); Lo specchio di Dioniso. Quando un corpo può dirsi umano? (con C.A. Redi, Milano 2018); Dante (Napoli-Salerno 2019); Il gioco della verità. Semiotica ed ermeneutica: 1\2 (Milano 2019); La vita dei filosofi (Milano 2019); Perché gli alberi non rispondono. Lo spazio urbano e i destini dell’abitare (con G. Pasqui, Milano 2020); E avvertirono il cielo. La nascita della cultura (con T. Pievani, Milano 2020); La tenda. Teatro e conoscenza (con A. Attisani, Milano 2021); Idioma. La cura del discorso (Milano 2021). Jaca Book pubblica l’edizione delle sue Opere.

Da - https://www.raicultura.it/filosofia/articoli/2022/04/Carlo-Sini-La-tecnica-e-lumano--f4f8de4e-abc6-426d-b9d8-cbf4c96c90b3.html?wt_mc=2.social.fb.raicultura_raicultura.&wt&fbclid=IwAR2Z26MG9BsumtfzJj2V9y_WUauLp5w2HZWlg4pZIK8LKekUk-dKryd3D44
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