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1  Forum Pubblico / "CLUB dei DIFFERENTI" e L'OTTAGONO luogo virtuale d'incontro. / Oggi nasce l'Idea dell' OTTAGONO spazio d'incontro tra DIFFERENTI a altri. inserito:: Giugno 25, 2020, 12:46:14 am

Oggi abbiamo deciso il termine che definisce con un simbolo, ben oltre il geometrico, lo spazio d'incontro tra soci e non soci, alla ricerca di un dialogo cotruttivo tra umani.

Oggi nasce l' OTTAGONO

Spazio oggi virtule, in futuro rivista e pubblicazini cartacee di editori a noi vicini.

ggiannig                                                                                                                                                                                               
2  Forum Pubblico / "CLUB dei DIFFERENTI" e L'OTTAGONO luogo virtuale d'incontro. / L'OTTAGONO. - Il Luogo D'INCONTRO-CONFRONTO del "CLUB dei DIFFERENTI". inserito:: Giugno 22, 2020, 09:19:41 am

Oggi nasce L'OTTAGONO il luogo d'incontro-confronto del "CLUB dei DIFFERENTI".

Luogo virtuale (oggi) d'incontro dei: Riformisti, Progressisti, Democratici.

Ma non soltanto noi ma di tutti i DEMOCRATICI interessati alla nostra Italia e all'Europa!

Prendiamone nota si accettano adesioni scritte via mail a ICR.opinionis@gmail.com

ggiannig
3  Forum Pubblico / "CLUB dei DIFFERENTI" e L'OTTAGONO luogo virtuale d'incontro. / Il "CLUB dei DIFFERENTI" - Riformisti Progressisti Democratici. inserito:: Giugno 05, 2020, 02:10:56 am
Se NOI ci definiamo e siamo "DIFFERENTI" è ovvio che molti altri "NON SONO COME NOI" oppure “NOI NON SIAMO COME LORO”, soprattutto se sono avversari politici o sociali.

Siamo pochi ma convinti che quando si arriva al punto, in cui siamo arrivati in Italia, in Europa e nel Mondo, tutti i vecchi luoghi comuni vanno riconsiderati e nel caso anche rigettati.

Avremo modo nelle prossime settimane di spiegarci meglio e in chiarezza, ma un diffusissimo e bugiardo luogo comune lo chiariamo subito come tale obbligati dal nome che ci siamo dati:

Non è vero che l’umanità è fatta da uguali, siamo tutti DIFFERENTI singolarmente ... ed è un bene che lo sia!    
All’uguaglianza si deve arrivare, nei diritti, nei doveri e nella condivisione tra diversi!
   

Oggi nasce il "CLUB dei DIFFERENTI"
RIFORMISTI PROGRESSISTI DEMOCRATICI.


Scritto così sembra si voglia dire Differenti anche dalle suddette 3 categorie sociali, movimenti o partiti di Idee Progressiste?
Certamente sì!

Un conto è riconoscersi in una precisa area di pensiero civile e politico, altro è esserne rapiti sino al punto di negarci il senso critico o peggio di rinunciare alla ribellione pacifica e non violenta, verso azioni o determinazioni “differenti” dalle linee di pensiero condivise, assodate o meglio ancora votate dagli elettori.  

Siamo Differenti da coloro che accettano pigramente aberrazioni sociali evidenti, comportamenti antidemocratici, pensieri azioni e comportamenti che non condividiamo o che richiederebbero la rinuncia ai nostri principi.

Il tutto lo descriveremo più ampiamente nelle prossime comunicazioni e soprattutto nello Statuto del “CLUB dei DIFFERENTI.

5 GIUGNO 2020 notte (e sono solo al Pc).

ggiannig

4  Forum Pubblico / Il "DOMANISMO" è dei GIOVANI che FARANNO DIVERSO il "DOMANI". / DOMANISMO. IERI, OGGI, DOMANI, ADESSO .. inserito:: Giugno 01, 2020, 10:15:56 pm
    
DOMANISMO. IERI, OGGI, DOMANI, ADESSO ...

inserito:: Febbraio 09, 2019, 12:47:41 pm »

   
Abbiamo già sintetizzato il pensiero di fondo che mi ha ispirato in questo cammino teorico, ma se realizzato in positivo anche molto pratico nel suo agire con i principi di Aziendalismo, applicato all’attività politica e di governo, che intende considerare lo Stato e la sua gestione come l’azienda più Grande e importante d’Italia che dopo averla riscattata dal degrado odierno, deve essere portata al miglior funzionamento possibile.
Una nazione Italia capace di benefici effetti per tutti i Cittadini, compartecipe attiva nel migliorare l’Europa e non ultimo costruttrice di pace nel mondo.

DOMANISMO

Un percorso a tappe che valutiamo suddiviso come segue: “Ieri, Oggi, Domani, Adesso”, che per noi significano riflessioni sul passato (“Ieri”), verifica del Presente (“Oggi”), progetto sul nostro “Domani” per arrivare dopo la realizzazione dello studio progettuale e l’inizio delle attività di revisione e scelta delle priorità nazionali e regionali, arrivare ad un futuro “Adesso” che vede il Progetto di Governo una realtà finalmente operativa.

Ieri: - il Passato, ricco di tutto, nel bene e nel male. Una ricchissima miniera di materiale storico su cui riflettere, soprattutto per non ripetere gli errori commessi dall'umanità.

Oggi: - il Presente, con l’eredità di vistose anomalie e discriminazioni, le delusioni, la rabbia, che vengono dall’Ieri che ha comportato azioni errate, oppure inazioni, e che è stato caratterizzato da percorsi erronei, condotto da poteri disonesti, ma soprattutto dalla diffusa indifferenza verso le pene nel mondo o peggio dallo sfruttamento di larghe fasce di umanità.

Domani: - finalmente il Progetto del Governo di Legislatura, più aziendalista che politico, che nasce da diversi Partiti che lo pensano, insieme, lo redigono come bozza, congiuntamente, lo definiscono e perfezionano prima di presentarlo e, insieme, portarlo all'approvazione degli elettori.

Adesso - quando vi saremo giunti, dopo aver compiuto il tempo del “Domani”, il Progetto governerà l’Italia. Non una tappa, quest’ultima, ma un’impegnativa Base di Partenza, perché è nel tempo che chiameremo “Adesso” (tra pochi mesi o pochi anni) che dovrà esserci l’inizio dell’operatività del Governo del Risorgimento degli Italiani, la nascita dell’Italia Nuova Democratica Riformista Progressista.

L’impegno assunto al cospetto dei Cittadini, il lavoro sociale e politico svolto dimostreranno, in modo evidente e concreto, i primi segni ben visibili della rigenerazione della nostra realtà di Nazione complessa ma unita.

ggiannig

da Fb gennaio 2019
5  Forum Pubblico / Il "DOMANISMO" è dei GIOVANI che FARANNO DIVERSO il "DOMANI". / In futuro ("Domani") devono governare i Cittadini delegando ai Partiti, che ... inserito:: Giugno 01, 2020, 10:10:36 pm
I Cittadini devono rendersi conto del fatto che, senza il loro diretto ...

 inserito:: Gennaio 24, 2019, 06:00:43 pm »

   
I Cittadini devono rendersi conto del fatto che, senza il loro diretto controllo, non ha più senso affidarsi a singoli Leader.

In futuro ("Domani") devono governare i Cittadini delegando ai Partiti, che conviene tenere attivi, il proseguimento dell’attività politica nel Paese, ma controllando che il Progetto di Governo votato alle lezioni politiche dai Cittadini, non subisca interferenze o, peggio, venga contrastato dalle quotidiane beghe di partito (e di corrente).

I Cittadini, in delegazione, verificheranno con periodiche analisi di percorso ciò che si è realizzato, del Progetto, in tutto il corso della legislatura, dal Governo e dai Partiti che lo hanno formato e condiviso, aderendovi.


Il "Domani" della Nuova Democrazia sarà gestito dal “Governo del Progetto” votato, con elezioni democratiche e reali, dai Cittadini… con il contributo responsabile ma esterno al Governo del vertice dei Partiti governativi.

ggiannig

da Fb del 24 gennaio 2019
6  Forum Pubblico / Il "DOMANISMO" è dei GIOVANI che FARANNO DIVERSO il "DOMANI". / Il Domanismo è un luogo virtuale dove incontrarsi per studiare ... inserito:: Giugno 01, 2020, 10:04:45 pm




Da Facebook il primo segnale d'inizio del gruppo.
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Italia - 15 febbraio 2019
Aggiornato il 17 agosto 2019.

Domanismo perché abbiamo bisogno di tempo per capire e progettare come cambiare modo di pensare per decidere di agire diversamente da come fatto sino ad ora, dove abbiamo sbagliato.

Il nostro "Domani" non è un voler rinviare a dopo la soluzione dei problemi ma, al contrario, attivarsi subito per capire come arrivare al miglior Domani.
Cioè ad un “Nuovo Oggi”.

Il Domanismo è un luogo virtuale dove incontrarsi per studiare come riuscire a cambiare modo di pensare per evolvere, senza doverlo negare, da un "Oggi" che si occupa della gente e del singolo Cittadino, soltanto per assoggettarli.
Nessuna negazione revisionista sul passato o del presente.

Ma certamente un Progetto di Governo socio-politico da mettere a punto per rendere protagonisti almeno i Liberi Cittadini Evoluti.
Contribuire alla realizzazione di una nuova Italia i cui abitanti (Cittadinanza e Popolazione) si rendano conto del perché i comuni problemi che li tiranneggiano dipendono dal nostro modo d’essere Italiani.

ggiannig
(Rivisto e modificato in parte il 17 agosto 2019)
   


7  Forum Pubblico / ARLECCHINO EURISTICO scrive per i FUTURI FAN. / Sarò più presente ne LA-U dal prossimo mese di giugno 2020 ... inserito:: Maggio 31, 2020, 09:37:02 pm
Il clima che da mesi rende problematico e avvilente la partecipazione in Fb, mi fa ritenere di spostare più attenzione, più tempo e più interesse verso questo mio spazio "antico".

Sempre da solo ma se la mia ricerca di collaboratori (volontari e qualificati) mi darà meno delusioni sin qui patite, è possibile che ci si possa orientare verso mete più ardite.

ciaooo ggiannig
8  Forum Pubblico / VATICANO, CRISTIANI e FEDI ALTRE. / Le vite apocrife di san Francesco inserito:: Maggio 26, 2020, 05:36:10 pm

Le vite apocrife di san Francesco

Autore: Alessandra Piras un, 18/05/2020 - 12:30

Le vite apocrife di san Francesco Se c’è un personaggio entrato nell’immaginario collettivo come esempio di cosa significhi praticare la santità tanto da divenire nel 1939 Patrono del nostro Paese – proclamato da Pio XII con la motivazione «il più italiano dei santi, il più santo degli italiani» – è Francesco d’Assisi.

Un libro appena edito da Fazi ne ripercorre vizi e virtù con un ritmo e una struttura congegnati in tempi narrativi diversi.

Una storia ricca di fascino e mistero, tale da renderla – a dispetto del titolo il cui plurale ha un preciso e interessante significato – più simile a Il nome della rosa che a una biografia: Vite apocrife di Francesco d’Assisi e l’autore è Massimiliano Felli.

La presente opera si apre all'epoca degli scontri fra i Guelfi e i Ghibellini che dividono l’Italia per la spartizione di territori e poteri, e soprattutto prestigio, tra papato e impero. Nello specifico la Battaglia di Benevento del 1266. Ed è anche l'epoca dell'Inquisizione, dei processi per eresia e della caccia alle streghe.

Deodato da Orvieto è un giovane francescano amanuense che in una delle sue tappe fra i conventi d’Europa col suo maestro Bonaventura da Bagnoregio si trova in visita presso il convento dei Cordeliers – dal nome del legaccio utilizzato per cintura del saio – in territorio francese.

In un giorno qualunque della sua permanenza sente per puro caso una disputa tra padri capitolari all’interno della quale il ministro generale nonché suo maestro denuncia la presenza pericolosa degli ultimi discepoli di Francesco (morto quarant'anni prima) che vanno perpetuando alla lettera l’esempio del fondatore.

In particolare uno di loro, frate Leone, che non è però uno qualunque: è stato il più vicino a Francesco, depositario dei suoi segreti fungendo da segretario confessore e per giunta lo ha condotto nel luogo dove ha ricevuto le stimmate.

Costui, in preda al delirio senile, o alla possessione diabolica, va spedendo lettere mistificatorie da una località sconosciuta dove si è ritirato, destinate ai vertici della Chiesa, mettendo addirittura in dubbio la santificazione e minacciando la stabilità dell’Ordine. Un comportamento che il magister considera apostata, in quanto chi è depositario della purezza primigenia del Santo non può far altro che ammirarla e non certo imitarla. Significherebbe imitare le gesta di Cristo e solo al poverello questo sarebbe stato concesso da Cristo stesso. Disputa che ha come conseguenza quella di portare a divisioni interne, con riflessi su altri ambiti, come il modo di giudicare la costruzione della Basilica e i suoi scenografici affreschi, o esponendo la congregazione a calunnie e dicerie da parte di altri Ordini religiosi.

Accade quindi che al fine di porre un freno a tutto questo, Bonaventura:
«si era assunto l’onere di redigere la Vita del Santo definitiva e univoca, «de omnibus una bona», e decretava adesso – non essendo sufficiente proclamare il vero senza reprimere la falsità – che tutte le altre narrazioni agiografiche riguardanti Francesco fossero distrutte».

Tale «Legenda che negli intenti avrebbe dovuto costituire una summa dei documenti», di fatto si basava solo su una parte di essi entrando in contraddizione su alcuni punti.

Come ulteriore atto, manda l’allievo nella sua terra, l’Umbria, per trovare Leone e riferirgli tutto su di lui.

Il giovane Deodato, dunque, parte per il suo primo viaggio in solitaria portando con sé quelle carte e quelle pergamene – in particolare la prima biografia, redatta da Tommaso da Celano, più gli aneddoti e i resoconti di quei discepoli fedelissimi – che in realtà non ha bruciato come invece voleva il maestro.

Con questo espediente narrativo nasce e si sviluppa un dilemma forte ed esistenziale che ci restituisce un racconto non soltanto storico ma di formazione, tramite la voce in prima persona e onnisciente di Deodato: la Regola francescana va interpretata o solo seguita? E chi ha il compito come lui di trascrizione di testi, deve limitarsi a redigerli senza alcuna analisi critica, senza approfondire o ragionare? Oltre a un dubbio non meno atroce: cosa nasconde il suo maestro?

Venendo all'aspetto più prettamente biografico Vite apocrife di Francesco d’Assisi mostra – dosando con intelligenza e un pizzico di astuzia realtà e fantasia – l'uomo prima ancora che il santo, con le mille sfaccettature dell’essere umano.

Molte cose già le sappiamo, tramandate nei secoli, altre meno.
Condusse una giovinezza serena e potremmo dire gagliarda, dedito alle passioni dettate dall’età e dagli usi del tempo. Il suo carattere era ribelle, carismatico e determinato com'era suo padre Pietro di Bernardone che si rivede in quel figlio molto più che nell’altro, seppur obbediente e rispettoso. Primogenito di uno dei più ricchi mercanti di tessuti, era da questi predestinato al fondaco di famiglia o almeno ai riconoscimenti pubblici. Ma il carattere di Francesco era appunto poco incline ai dettami già confezionati. Voleva imitare le gesta dei cavalieri, pur essendogli formalmente impedito date le nobili origini. Partecipò alla battaglia tra assisani e perugini che infiammava le due fazioni opposte con la scelta poco felice dei primi di patteggiare per i Ghibellini e che condurrà alla disfatta di Collestrada.

In tale occasione venne fatto prigioniero. Momento cruciale per la sua conversione, che lo portò a un cambiamento radicale di ogni aspetto di sé e per cui si spinse verso territori e popoli lontani, fino all'Egitto dove contrasse una terribile infezione che più tardi lo condusse alla morte a soli quarantaquattro anni.

Vocazione che travolse numerosi compagni e amici, nobili o ricchi come lui. Uno l’abbiamo già citato, ora Beato Leone, ma ci sono i non meno rilevanti Egidio, Rufino ed Elia da Cortona a cui si deve la spinta per la realizzazione della Basilica nella cittadina adesso icona di pace.

E poi l’unica donna, Chiara, a cui Felli elargisce uno spazio emozionante e tenero.
Canonizzata anche lei, e futura fondatrice dell'Ordine della Clarisse, all'inizio denominato Povere Dame dal nome del monastero “simbolo” di San Damiano, dove vide la luce il celebre Cantico delle Creature.

Dopotutto, se fu difficile per Francesco portare avanti le proprie scelte spirituali e di vita di fronte ai congiunti e agli scettici, ivi compresi i vertici ecclesiastici che lo furono anche dopo la sua dipartita, per Chiara lo fu semmai di più, come si può intuire, in quanto donna.

Anch'ella col destino prestabilito, composto da dote e matrimonio combinato, venne coinvolta nel francescanesimo dal cugino Rufino, e al quale aderì «per non essere soggetta a vincoli ben più invalicabili». Quei vincoli a cui la Chiesa la obbligò, preoccupata di suscitare scandali, in special modo quando scomparve la guida fraterna. La nemica propaganda di Federico II poteva approfittarne per gettare discredito verso un'istituzione che lasciava pie donne operare per strada, femmineextra monasterium vagantes, che portò a un duro scontro tra Chiara e il papa.

Terminò così i suoi giorni al chiuso di un convento di clausura, ormai anziana. L’esatto contrario di quanto desiderava, avendo speso tutta se stessa al fianco di colui il quale capì la sua bontà d'animo al primo sguardo. Rimasero uniti da un sentimento d’amore elevato, come pochi ce ne furono nella storia dei venerabili, all'unico scopo di stare in mezzo agli ultimi, senza riserva alcuna.

Infine, con un balzo in avanti, siamo già quasi alle soglie del 1300, troviamo Deodato, ormai in là con gli anni, ritornare nelle medesime zone per partecipare a un processo per eresia che vede imputato un seguace degli Apostolici, setta che fece molti proseliti nell’Italia settentrionale e centrale. Con lo spirito critico che lo contraddistinse da giovane e che non venne mai meno, si trova a riflettere sull’ipocrisia degli uomini appartenenti al clero, e di cui nondimeno fa parte, i quali, con le parole e i riti di tali procedimenti mettono in atto una barbarie, contravvenendo in egual misura al volere di Dio.

Numerosi sono i fatti e i personaggi descritti con dovizia di particolari in Vite apocrife di Francesco d’Assisi ed è impossibile citarli tutti. Si lascia al lettore quell’attrazione che deriva dalla scoperta di piccoli e grandi intrighi di un passato lontano, ma che non sono poi così diversi dal nostro presente.

Per concludere merita la riflessione che fa il dignitario imperiale e grande scrittore Pier delle Vigne accusato di empietà con i suoi scritti:

«Io credo nella parola umana, mutevole, ineguale, come la vita stessa, la Natura, e non in quella divina, che si pretende una ed eterna. Alla mia scrittura manca l’essenza universale ed assoluta del Verbo, ne vorrei mai che l’avesse. Sono fiero, sì, della mia abilità nel suffragare una tesi con la mano manca e allo stesso tempo, con uguale persuasività, confutarla con la destra. L’arte mia giova a me soltanto, direte. E me ne fate una colpa. Avete ragione, tuttavia… Ah, sapeste con quanta gioia l’insegnerei all’umanità intera, per metà resa schiava da una sola parola e in guerra con l’altra metà, che chiama Dio con un nome diverso! Chi mi ascolterebbe, se andassi gridando che non esiste una Verità bensì molte, tante quante sono le bocche a pronunciare, i calami a scrivere?»

Da - http://www.sulromanzo.it/blog/le-vite-apocrife-di-san-francesco
9  Forum Pubblico / La DEMOCRAZIA Incompleta se attaccata, deve DIFENDERSI. / Cittadini Italiani, oltre Udine, Treviso e Gallarate ... inserito:: Maggio 26, 2020, 05:34:30 pm

Cittadini Italiani, oltre Udine, Treviso e Gallarate (tanto per nominare una City per ogni regione di scissionisti) esiste un Mondo vasto e potente che gioca con il fuoco, attizzato da interessi di potenze aggressive non poi tanto lontane dal nostro attuale poco e nulla.

ciaooo
10  Forum Pubblico / OPINIONISTI e GIORNALISMO D'INCHIESTA. / Stefano FOLLI. - Governo, a chi parla davvero il premier inserito:: Maggio 26, 2020, 05:32:00 pm
Commento Fase 2 Coronavirus

Governo, a chi parla davvero il premier

21 MAGGIO 2020
L'appello di Giuseppe Conte non va inteso come rivolto a tutta l'opposizione, bensì a quel segmento che potrebbe essere disponibile a condividere il dividendo europeista

DI STEFANO FOLLI
La rissa sfiorata giovedì mattina alla Camera è in un certo senso la prima risposta all'intervista di Conte al quotidiano Il Foglio, in cui il presidente del Consiglio riproponeva la sua apparente mano tesa all'opposizione. Apparente perché l'offerta rimane, come in precedenti occasioni, piuttosto generica: si evoca una terza fase dedicata alla semplificazione burocratica, alla riforma della giustizia, al rilancio del modello economico. Tutti temi condivisibili, anzi prioritari, ma non si capisce in che termini dovrebbe prendere forma la collaborazione - parlamentare, s'intende - con il centrodestra. Sotto questo aspetto, non c'è una proposta concreta, un itinerario possibile per scendere dal cielo dei principi al terreno delle iniziative.

In ogni caso, a Montecitorio qualcuno tra i Cinque Stelle ha voluto creare un piccolo incidente utile a comprendere quali potrebbero essere i margini della cooperazione sinistra/destra: allo stato delle cose, si tratta di margini inesistenti. Se infatti anche i morti per il Covid in Lombardia diventano occasione, o meglio pretesto, per uno scambio di contumelie volgari con la Lega, si capisce che siamo all'anno zero, altro che "fase tre". Tuttavia il premier ha dimostrato fin qui di essere un uomo astuto. Difficile pensare che non sia consapevole di un dato politico: semmai fosse realistica - e oggi non lo è - una qualche forma di intesa parlamentare allargata tra maggioranza e opposizione, non sarebbe lui a gestirla. Vorrebbe dire che lo scenario è cambiato in modo radicale, per cui i firmatari dell'accordo chiederebbero ovviamente un altro premier, diverso da quello che ha governato prima con Lega e 5S e poi con 5S e Pd.

Perché allora Conte ripropone uno schema che già nel recente passato ha avuto poca fortuna? Probabilmente perché non gli costa nulla e forse gli permette di guadagnare tempo. In fondo, l'appello a ridurre le tensioni e a collaborare sul piano parlamentare è tipico delle fasi di crisi. Lo stesso presidente Mattarella lo ha rivolto a più riprese alle forze politiche. Ma Conte non è il presidente della Repubblica: è un personaggio atipico che guida una maggioranza precaria dal futuro incerto. Da un lato, egli ritiene che questa maggioranza non possa dare molto più di quello che ha già dato; dall'altro, si sforza di creare qualche contraddizione nel centrodestra. Di sicuro Conte vede i sintomi di debolezza che solcano lo schieramento Salvini-Meloni-Berlusconi. E qui non si può dargli torto. Se fosse vero che l'Europa riverserà in tempi utili consistenti risorse finanziarie sul nostro Paese, si può immaginare che almeno Forza Italia sosterrà l'operazione.

Per cui l'appello del premier non va inteso come rivolto a tutta l'opposizione, bensì a quel segmento che potrebbe essere disponibile a condividere il dividendo europeista. Sempre che i finanziamenti ci siano e non arrivino fuori tempo massimo. Esiste peraltro un secondo aspetto in grado di confondere il quadro. In settembre o comunque ai primi di ottobre si andrà a votare per le regionali e le comunali rinviate, nonché per il referendum sul taglio dei parlamentari. Questo vuol dire che, nonostante il virus e l'estate, l'Italia sta per entrare in una nuova, peculiare campagna elettorale. Certo, il momento meno propizio per avviare esperimenti politici dai contorni poco definiti.

Da - https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2020/05/21/news/governo_a_chi_parla_davvero_il_premier_giuseppe_conte-257305408/
11  Forum Pubblico / Il MONITORE di Cittadini in uno Stato Democratico. / Giacomin: la paura non ci ha migliorati - Lucia Gangale inserito:: Maggio 26, 2020, 05:29:29 pm
Giacomin: la paura non ci ha migliorati

Lucia Gangale
23 maggio 2020

Valentino Giacomin è un coraggioso pedagogista veneto che da anni lavora in India, utilizzando un metodo che ha sperimentato in Italia per dieci anni: il progetto Alice.

Trevigiano, classe 1944, ad un certo punto della sua vita, nel 1986, si trasferisce a Sarnath, città sacra per buddisti e giainisti, e compra un pezzo di terra con la sua liquidazione da maestro elementare andato in pensione. È l’inizio di una nuova entusiasmante avventura destinata a protrarsi fino ad oggi ed ammirata da più parti del mondo per la sua valenza pedagogica. I dettagli sono in un libro scritto dallo stesso Giacomin, dal titolo Manuale di Etica Universale, edito da Terra Nuova. Il suo è stato un cammino non certo privo di difficoltà. Oggi la sua scuola di Sarnath conta centinaia di alunni, di tutte le estrazioni sociali e religiose. Qui sono assenti episodi di bullismo e di violenza, vi si pratica meditazione, si impara il rispetto per il prossimo e per la differenza. Giacomin è stato chiamato “il maestro dei due mondi” ed è stato anche paragonato a Maria Montessori, la quale visse per un certo periodo in India, lasciandovi le sue scuole. Encomiabile è la sintesi pedagogica che Giacomin ha messo in atto tra oriente e occidente nel corso della sua lunga carriera.

Dall’India, Giacomin osserva il mondo e le sue trasformazioni ed ha postato queste riflessioni sulla sua pagina Facebook. Ve le proponiamo.

22 maggio 2020

Chiudere milioni di persone in casa per paura della morte significa attivare una regressione della coscienza: dalla ragione all’istinto di sopravvivenza. A questo livello, troviamo l’aggressione, la violenza, la rabbia. “Mors tua vita mea”. Avete presente che cosa succede quando la gente è in preda al panico a causa di un incidente? Si dice che le persone “perdono la testa”, “non sanno quello che fanno”. Infatti, compiono azioni che mai avrebbero pensato di fare in una situazione normale, non di emergenza. Si arriva a calpestare l’anziano, il bambino, la donna caduta… per mettersi in salvo. È la coscienza primitiva, l’istinto animale che domina la mente. Solo persone altamente realizzate e con pieno controllo della propria mente riescono a mantenere uno stato di presenza, di controllo emotivo, compiendo atti di coraggio e di eroismo. Un esempio: il musicista Giuseppe Girolamo che cedette la propria scialuppa ad un bambino, durante il naufragio della Costa Concordia. Un gesto raro. La maggior parte delle persone si comporta come Schettino, il capitano che, in preda al panico, abbandonò la nave per primo.
Le scene di accaparramento dei viveri nei supermercati, le liti tra vicini di casa, la violenza in famiglia… sono sintomi. Come abbiamo detto, di una regressione della coscienza causata dalla paura. Siamo vissuti nella paura per troppo tempo. Sarà difficile recuperare serenità e controllo emotivo. Si rischiano gravi problemi sia fisici che psicologici nel post emergenza. Tutto questo per dire che, forse, è mancata la saggezza a chi doveva compiere scelte politiche. La saggezza di stimolare non I nostri istinti peggiori – bombardandoci con stressanti messaggi di morte (un coro funebre nei giornali e nelle TV) – ma la solidarietà. Si doveva parlare in positivo, di vita, di futuro, di altruismo, di generosità, di apertura, di speranza… non di prigione, cimiteri, intubazioni! Avrebbero dovuto mostrarci la bellezza della solidarietà, della condivisione, della rinuncia, del sacrificio, dell’eroismo dei medici, infermieri e dei tanti che hanno offerto la scialuppa per permettere ad altri di vivere. Ci hanno propinato il peggio dell’informazione. Sembra che perfino la conta dei morti sia stata falsificata. Nel mucchio avrebbero messo anche i deceduti per cause diverse dal killer Corona. La paura, si sa, genera rabbia. Così, rischiamo di ritrovarci con una umanità intristita, rabbiosa, nervosa, intollerante, sull’orlo del collasso psicologico. Ora rischiamo di avere tanti… Schettino con sensi di colpa (forse).
Ecco perché il post Corona rischia di trovarci più poveri materialmente, psicologicamente e moralmente.
E la scuola? Invece di rimediare alla miopia (incompetenza) di chi ha compiuto scelte discutibili, ha continuato, come sempre, a fingere una normalità che non è mai esistita, chiedendo a ragazze e ragazzi già stressati di … ascoltare l’orchestrina del Titanic!

Foto: Insegniamo ai nostri figli e studenti a rendere … fiorita la loro vita, in qualunque situazione si trovino. Forse, invece di stressarli con le lezioni on line, sarebbe stato molto meglio se gli insegnanti avessero chiesto agli studenti di dedicare qualche tempo a coltivare un mini-orto sulla terrazza, o piantare dei semi di fiori, oppure meditare sul silenzio della mente, o ascoltare il respiro, o anche le proprie emozioni. Poi avrebbero potuto chiedere di scrivere, raccontare la propria esperienza… Sono idee…

E in un commento precisa
Volevo solo sottolineare una cosa: con la paura non si ottiene un cambiamento. Questo è quello che mi insegnarono alla scuola di giornalismo Rezzara, di Vicenza, tanti anni fa. Se vuoi convincere un fumatore a non fumare, non devi mostrargli le foto dei polmoni carbonizzati, ma foto che richiamano la vita, la bellezza. Il motivo? Semplice. Il fumatore fuma, spesso, per calmare l’ansia. Se tu gliela fai aumentare con la paura, quello fuma ancora di più.

20 maggio 2020
I BAMBINI SALVERANNO IL MONDO…

Insegnanti, genitori, preti, educatori, politici, sindaci… mettete nei vostri programmi – come prioritaria – l’educazione all’empatia, alla simpatia, all’amore, alla condivisione, alla solidarietà, all’etica, alla moralità, all’ecologia mentale.
Tutto questo si otterrà soltanto se verrà coltivata l’intelligenza cognitiva: “Tu sei quello!”.
Ascoltate, dopo tanti anni, l’appello di Alice!
Non bastano per convincervi i disastri che state vedendo intorno a voi?
Non vedete la sofferenza che ci circonda?
Non vedete la tristezza dei nostri bambini incarcerati senza colpa (e, forse, senza ragione), costretti a comunicare attraverso un computer per imparare nozioni che non saranno di alcun aiuto e utilità per la loro vita?
Gli abbiamo tolto gli amici, gli insegnanti, i compagni di classe, I nonni, I parchi, l’aria!
Gli abbiamo tolto il senso dell’appartenenza al mondo, il piacere della condivisione di quel poco o tanto che abbiamo con gli altri. Non gli abbiamo raccontato che al mondo esistono bambini come quello della foto qui sotto. Un bimbo in paziente attesa di qualcuno che comperi le sue povere cose così da permettergli di portare a casa qualche spicciolo per la fame della famiglia.
Abbiamo fatto credere ai nostri figli di essere al centro del mondo, come la terra ai tempi del geocentrismo.
Nessuno gli sta insegnando come liberare l’anima dal lockdown dell’ignoranza!
Peggio, il mondo là fuori ha messo in dubbio perfino che esista dentro di noi un Castello dove rifugiarci: l’anima, appunto!
Come possiamo aspettarci di vedere i nostri figli felici?
Eppure, avrebbero molto da dare queste generazioni tradite da una educazione fallimentare e alienante!
Se li mettiamo alla prova, questi figli … orfani di sicurezze dimostreranno di avere molto da dare, un mondo di speranza e responsabilità.
Quei mondo di valori sta solo aspettando l’occasione per manifestarsi.
Insegnanti, genitori, preti… voi avete la chiave di quell’Universo fatto di umanità.
Non buttate quella magica chiave!

Da - https://www.glistatigenerali.com/diritti-umani_qualita-della-vita/giacomin-epidemia-paura/
12  Forum Pubblico / La DEMOCRAZIA Incompleta se attaccata, deve DIFENDERSI. / Dopo Falcone sappiamo della notevole evoluzione che le mafie hanno compiuto ... inserito:: Maggio 25, 2020, 10:31:27 pm
Delle mafie abbiamo se-non-altro i loro contorni e la conoscenza, quando sono appariscenti, delle loro azioni.
Dopo Falcone sappiamo della notevole evoluzione che le mafie hanno compiuto con l'infiltrarsi nella società, nazionale e non solo, che prima di tale operazione era una società normale.

Sappiamo anche quanto fu salutare, per le indagini, l’intuizione di indagare sul percorso del denaro riciclato.

Oggi con una strategia simile stiamo subendo una nuova, diversa infiltrazione, non soltanto nel Nord Italia, da parte di forze socio-politiche che si sono fatte conoscere sinora, in modo disordinato e chiassoso, in quanto come tale vogliono farla apparire.

Non conosciamo o non abbiamo certezze, invece, su chi realmente dal vertice dirige l’offensiva separatista e antistato, sino a che punto e dove intendono portare lo scontro nel Paese e quale dei due possibili sbocchi, intendono perseguire con questa strategia d’infiltrazione nella società, anche a livello imprenditoriale.

-   Preparare tutto il Paese ad essere “inglobato” in un vero e proprio tutt’uno con una delle tre Potenze, tra l’antica ambizione di acquisirci (Russia e Stati Uniti) o quella più recente della Cina.

-   Oppure attraverso la scissione del Nord dall’Italia, mantenere indivisibili le risorse sin qui realizzate e quelle realizzabili, attraverso un sovranismo di facciata che le rendesse a loro disposizione, ma inevitabilmente sotto controllo straniero.
Per le personalità meschine che conosciamo sarebbe, in ognuno dei due casi, il successo di una vita.

Ovviamente vogliamo liberarci, da subito, dai suddetti rischi di sfacelo Nazionale e abbiamo i mezzi per annullarli.
Se la Magistratura e la Politica per i Cittadini onesti, vogliono affrontare il tema, cominciando a chiarire chi sono realmente i responsabili del Caos attuale, le ragioni dell’attuale disordine sociale che hanno provocato e che lo si rende evidente in diverse Regioni, in Parlamento e si minaccia di portare nelle piazze, la tecnica d’indagine deve essere la stessa di Falcone: CHERCHER L’ARGENT.

Sappiamo tutti che la più grande risorsa di “denaro pubblico” da predare è nella Sanità, non soltanto per quello che da anni è noto: cioè quanto gli sprechi e il disordine organizzativo, generano profitti per tasche insane.

Ma le deviazioni, nelle Regioni più ricche, dei pazienti verso la sanità privata sono diventate nella realtà il “grimaldello silenzioso” verso un gruzzolo più appetitoso, … il “Risparmio delle Famiglie”.

Infatti attraverso i vasi comunicanti:

-   contributi dello Stato alle Regioni,

-   aumento della spesa dei Cittadini, nella Sanità privata per prestazioni a pagamento (anche a causa del machiavellico metodo delle lunghissime liste d’attesa e altro, inventato nella sanità pubblica),

-   minori costi nella Sanità pubblica per le ridotte prestazioni e i servizi ai pazienti, riduzione dei posti letto, chiusura delle posizioni di utilità presenti nel territorio, riduzione del personale e altro.

Di fatto attraverso il suddetto marchingegno: i contributi statali restano nella disponibilità delle Regioni che ancor meglio sono libere di “gestirle a piacimento”, le relazioni con le case farmaceutiche e la Sanità Privata si sono consolidate nel loro grigiore, le crescenti prestazioni a pagamento sono e saranno il rubinetto da cui far uscire, senza colpo ferire, la predazione (rapina) del Risparmio delle Famiglie.

Ovvio che tutto ciò deve essere reciso democraticamente!

Illustri Magistrati di competenza ricordatevi di Falcone e … CHERCHER L’ARGENT.

Connazionali Italiani stiamo molto vicini alla Magistratura è la nostra salvezza!

ggiannig

13  Forum Pubblico / NOTITIARUM: CONOSCERE per CAMBIARE il Nostro AGIRE. / A volte si ha l'impressione di vivere in un paese ferrovecchio. inserito:: Maggio 13, 2020, 11:50:00 pm
Arturo Infante

A volte si ha l'impressione di vivere in un paese ferrovecchio. Dal 1° luglio 2018 lo stipendio può essere erogato solo su conto corrente, quindi ogni azienda ha l'Iban per ogni suo dipendente! Come mai partono richieste con Iban sbagliati? Aziende davvero malmesse. Perché se l'INPS non ha l'Iban come fa a pagare? Anche le regioni ci mettono del loto. Se arriva un flusso di dati dalle aziende allora è facile rigirare i dati all'INPS in modo corretto se i dati sono presenti fra quelli raccolti dalle regioni. Certamente i dati INPS sono ben rintracciabili fra quelli che servono a gestire un dipendente. Invece è un caos. Sarebbe il caso che le applicazioni che gestiscono dati che devono finire all'amministrazione centrale siano unificate togliendole dalla confusione delle diverse gestioni regionali. E non ci vorrebbe nulla per automatizzare tutto il discorso. L'INPS sa chi è dipendente di ogni azienda o meglio dovrebbe sapere perché le aziende non aggiornano mai i dati in tempo reale, necessario nel XXI secolo, basta chiedere un estratto conto all'INPS. I ritardi sfiorano spesso l'anno, per vari motivi facilmente immaginabili. Bastava un flusso semplice, codice azienda e Iban per ogni dipendente. Invece magari molte aziende avranno dovuto aggiornare prima i dati verso l'INPS: Molte aziende hanno dichiarato "Ci chiedono i contributi", magari sono quelli dell'anno scorso e mai versati. VIZI, VIZI, VIZI antichi e non solo della politica.

Mio copia-incolla da Fb
14  Forum Pubblico / ARLECCHINO EURISTICO scrive per i FUTURI FAN. / Il Leghismo una malattia peggiore del Corona Virus. inserito:: Aprile 02, 2020, 11:43:34 am
Ricordiamoci di tutto: mentre il contagio si stava allargando nella bergamasca, il sindaco di #Alzano Camillo Bertocchi, della Lega, riteneva l'istituzione della zona rossa una perdita economica per il territorio, per poi fingere di dimenticarsi delle proprie dichiarazioni solo dieci giorni dopo.

Commenti: 7

Gianni G. L'avidità e l'egoismo sono le serpi in seno della LegadiSalvini ma ancora non se ne rendono conto.
Modifica o elimina questo commento

Laura M. purtroppo a me sconvolge l'impudenza di queste dichiarazioni. Anch'io a fine febbraio quando iniziò tutto confesso di avere sottovalutato la gravità della situazione. Ma io non sono nessuno e purtroppo presa dagli affanni lavorativi negl…Altro...

Gianni G. Io vi auguro di arrivare ad avere risposte su queste aberrazioni dalla magistratura per la parte penale e dal mondo della cultura per la parte sociale. È assurdo che simili personaggi abbiano ancora la possibilità di ingannare la parte più semplice e debole della popolazione. Ma tempo verrà e ... io spero d'esserci, per le battaglie che ho sostenuto nel web penso di meritarlo. ciaooo

Gianni G. Se il governo ci concede la Commissione d'Emergenza Nazionale che ho consigliato (non unico) tutto cambierebbe da subito. La presenza di personalità del mondo sanitario da un lato e dei vertici delle forze armate per la parte logistica e di lotta alla malavita organizzata cambierebbe immediatamente la situazione.

Laura M. Gianni G. speriamo perché siamo in una situazione di stallo totale.

Gianni G. Laura M. vorrai dire di stallo apparente, ... la destra più complici e la malavita organizzata stanno lavorando alacremente "sottotraccia".

Laura M. Stallo funzionale...


Da Fb del 29 e 30 marzo 2020
15  Forum Pubblico / ECONOMIA oltre il CAPITALISMO e il COMUNISMO. / ANGELO D'ORSI - Aveva ragione Sanguineti: “ripristinare l’odio di classe”? inserito:: Aprile 02, 2020, 11:36:54 am
ENRICO GRAZZINI - Macron, Merkel, Conte, Sanchez: la BCE si schiera.

Scontro finale sulla moneta unica europea? PANCHO PARDI - Anche la lingua è importante »

ANGELO D'ORSI - Aveva ragione Sanguineti: “ripristinare l’odio di classe”

Ho sovente concesso “l'onore della mia penna” a personaggi non soltanto deleteri per la vita sociale del Paese, ma personalmente detestabili, quali, per fare due nomi obbligatori, Matteo Renzi e Matteo Salvini. Ho già messo sulla graticola Silvio Berlusconi, più e più volte. Ma erano (ahinoi, sono tuttora) tutte figure che fanno politica, a prescindere dal loro retroterra e orientamento.

Stavolta, ed è la prima volta, addito alla pubblica ignominia, non un politico, e neppure un intellettuale (sono tanti coloro con cui ho polemizzato in un passato anche recente, certo...), bensì un imprenditore: o meglio un finanziere, uno che crea ricchezza, innanzi tutto propria, senza rimetterci un euro, uno che ha realizzato un impero nel settore dei media, senza denaro proprio, un impero sui debiti, come al loro tempo altri prima di lui avevano fatto, da Angelo Rizzoli a Luca di Montezemolo a Roberto Colaninno, i quali tuttavia avevano un certo "pedigree" culturale, e imprenditoriale.

Qui siamo davanti semplicemente a un signor Nessuno che tale sarebbe rimasto, a dispetto della sua laurea in Economia e Commercio alla Bocconi (tra gli economisti “seri”, peraltro si vocifera che i “bocconiani” sono sempre stati i peggiori!), se non avesse fatto l’incontro decisivo della sua vita, ovviamente sulla via di Segrate, con tale Silvio Berlusconi, diventandone collaboratore e addirittura assistente personale. Troppo ambizioso per essere un n. 2, il dottor Urbano Cairo – è lui il protagonista del nostro apologhetto – con tenacia e abilità, e soprattutto in barba alle leggi (fu condannato nell’ambito delle inchieste di Tangentopoli a ben 19 mesi, per falso in bilancio, appropriazione indebita, false fatture: un bel pedigree, non c’è che dire) si è fatto strada, come suol dirsi. E con indubbio fiuto, e una montagna di spregiudicatezza, è riuscito a diventare padrone della rete televisiva 7 e 7d, del "Corriere della Sera", oltre che di testate minori e di rotocalchi scandalistici, di una casa editrice, e della squadra di calcio del "Torino".

Ebbene il dottor Urbano Cairo – ha messo in Rete, o qualcuno lo ha fatto, per lui che poi ha dichiarato trattarsi di un video da non pubblicare…– un video grottesco, quasi caricaturale, eppure autenticissimo. Un video in cui il padrone del primo o secondo impero mediatico italiano, incita i suoi collaboratori all’aggressività, a piazzare i prodotti dell’azienda, a non avere esitazioni o timidezze. Telefonate, andate, non perdete tempo in riunioni, producete! Vendete! E snocciola cifre e dati, per dimostrare quanto l’intraprendenza del piazzista possa portare a grandi risultati. Cairo dice e ripete, quasi danzando sulle sue lucidissime scarpe di vernice, in camicia (senza giacca come usa oggi tra gli “influencer”) e cravatta (rigorosamente stretta, secondo gli ultimi dettami della moda) che le cose vanno benissimo, ma possono andare ancora e sempre meglio. Andate e vendete: che cosa? Sostanzialmente spazi pubblicitari: ecco la finanza che produce ricchezza, per chi la ha, la finanza che non crea lavoro autentico, la finanza che vive parassitariamente, e ingrassa il finanziere che tutto è salvo, che un imprenditore, almeno non nel senso classico. Già Antonio Gramsci distingueva le due figure, esprimendo rispetto per la prima, colui che crea lavoro, ma soprattutto crea qualcosa di non effimero, imprese, fabbriche, colui che costruisce frammenti di tessuto economico che, domani, nella società socialista, torneranno utili, mentre esprime il suo totale disprezzo per la seconda figura, il parassita della finanza. Decidete voi in quale categoria rientri Urbano Cairo.

Ma ciò che è più grave è la collocazione temporale di questo video, che è stato girato e postato nel momento più drammatico della crisi del Coronavirus. Ebbene questa crisi, questo periodo a dir poco terribile per l’Italia e gran parte del mondo, stando al fantasmagorico discorso di Cairo è una grande opportunità: come egli dice ai suoi collaboratori, ai suoi piazzisti, il momento è meraviglioso, si fanno affari d’oro, la gente sta a casa, la gente guarda più di prima la tv, la gente compra quotidiani e rotocalchi… e il fatturato cresce, cresce, cresce, e gli investitori (e li elenca!) comprano pubblicità sulla carta o sullo schermo, o sul web. E i profitti salgono. Non sia mai che il virus venga sconfitto! E dato che ciò potrebbe accadere, presto o tardi (noi speriamo prestissimo ma dobbiamo ritenere che lui non sia d’accordo), è bene battere il ferro finché è caldo.

Al di là dell’orrore, il video è meritevole in sé stesso: guardatelo. Sta già imperversando sulle reti sociali. Guardatelo, è istruttivo, anche come esempio delle nuove strategie economiche che sono strategie di comunicazione, in forma che può essere definita “spettacolare”. È vero: il protagonista è talmente “esagerato”, che si potrebbe dedurre si tratti di una caricatura. Un imitatore. Invece no. Tutto autentico, tutto terribilmente vero.

Guardandolo, quasi affascinato, sentivo risonare nelle mie orecchie le grasse risate degli “imprenditori” dell’Aquila nei giorni successivi al terremoto. Orrore e raccapriccio.

Questa è la classe dirigente italiana nella sua perfetta espressione: speculatori, spesso rozzi, spesso ignorantissimi, sempre cinici, che non hanno che un orizzonte: il denaro, da accumulare alla svelta, da moltiplicare, per sé e le famiglie e “i famigli”, il denaro quello accumulato spesso senza neppure investire. Sono i “capitani coraggiosi” secondo una infelicissima e sbagliatissima formulazione di Massimo D’Alema. Sono i devastatori del tessuto economico produttivo sano del Paese, e i creatori dell’economia virtuale, della finanza immateriale, quelli che hanno cancellato l’etica dell’impresa e persino quel po’ di etica della finanza. Sono coloro che restano a galla quando gli altri affondano. Sono quelli che mangiano brioches, quando al popolo manca il pane.

Guardate il video. Il suo protagonista, davanti alle proteste ha cercato di spiegare, attutire, ma alla fine ha rivendicato il proprio modo d’essere “imprenditore”, e le proprie modalità di comunicazione. Dunque non gli faremo torto se affermiamo che quel video rivela, nella sua “spontaneità”, un mondo, un’antropologia, una cultura. In quel video troviamo la rappresentazione corporea (i gesti la voce la postura l’abbigliamento, prima ancora degli stessi contenuti del discorso, da capo commerciale di un’azienda di servizi che si rivolge ai suoi venditori...) del “nemico”. Quello verso il quale l’indimenticabile e insostituibile Edoardo Sanguineti, ebbe a sentenziare: va ripristinato l’odio di classe.

Angelo d’Orsi

(30 marzo 2020)

Scritto lunedì, 30 marzo, 2020 alle 23:17 nella categoria Angelo d'Orsi. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.

17 commenti a “ANGELO D'ORSI - Aveva ragione Sanguineti: “ripristinare l’odio di classe””
Maria Cristina scrive:
31 marzo 2020 alle 03:43
Chi guardava La7 se ne era già accorto da un pezzo. Rnalisti tutti tesi esclusivaamente a sputtanare i 5stelle e lisciare il pelo a Renzi. Tra l'altro tutti ottimi attori: Convincono più con il tono di voce ed il linguaggio del corpo - notateli quando intervistano (quasi mai, per altro: è seùpre tutto un Minzolini, un prezzemolino Greco, una Meli, un Gasparri e le onnipresenti

Maria Cristina scrive:
31 marzo 2020 alle 03:50
Le onnipresenti Daniela Preziosi ,che dovrebbe rappresentare la 'sinistra' e Claudia Fusani, che rappresenta se stessa e non sa più che argomenti trovare per dare addosso al Governo).
Insomma, insieme al cattolicissimo Mentana (ha il Papa in bocca ogni due per tre)
una bella rappresentanza di libera stampa, con l'immancabile 'pubblicità tassativa' non appena qualcuno, per caso, dice qualcosa di minimamente sgradito, oppure solo di sensato.

Tremendo2 scrive:
31 marzo 2020 alle 08:09
una volta tanto ti do ragione, ma in questo odio di classe però bisogna mettere anche tutti quelli che vengono strapagati dallo stato nella pubblica amministrazioni e in politica (anche se sono di sinistra), parassiti vari, le migliaia di guardie forestali in Sicilia, ecc.

E Sem scrive:
31 marzo 2020 alle 08:26
Una scelta rigorosa dei media da seguire mi ha impedito di assistere allo spettacolo indecente del solito salvatore delle finanze patrie. Purtroppo dove aver spostato il rischio d'impresa dall'imprenditore alla collettività, leggi: a risparmi e tasse pagate dai cittadini, i ruba galline hanno potuto allargare i loro interessi, nell' illecito c'è ancora un rischio minimo di essere perseguiti dalla giustizia non ancora completamente addomesticata da politici corrotti ed incapaci. La rappresentazione indecente dei salvatori della patria, dei santi subito, dei "popolo monnezza voi potete schiattare perché la colpa e' del vostro comportamento da ignoranti", dei "cerchiamo di trarre il massimo profitto della situazione" continua senza sosta a rete unificate (mi dicono). E' stato detto che piu' la "strizza"' e' forte e piu' "passata la bufera" si perdona i carnefici. Nessuno vendicherà questa strage pianificata di anziani. Nessuno chiederà perché volutamente i potenti sono andati nel senso opposto nella pianificazione della sanità nazionale. Nessuno si chiederà perché per loro il rischio di conseguenze personali tragiche dovute a questa pandemia sono quasi inesistenti. Nessuno si chiederà quanto ci e' costato in vite umane curare, in questi giorni, raffreddori dei vigliacchi al potere. La gente soffre e muore, la pandemia si e' diffusa anche perché ha paura di entrare nei lazzaretti. Purtroppo in questi giorni stiamo scoprendo che come la pandemia anche il virus neoliberista fascista mafioso ha contagiato anche paesi che ritenevamo immuni.

gianni rosso scrive:
31 marzo 2020 alle 09:42
Nulla di nuovo e dagli anni 80 la remissività di chi avrebbe dovuto combattere quel mondo, gli ha consentito uno sviluppo abnorme. Una statistica del 2011 ci dice che se prima i titoli finanziari eguagliavano il denaro circolante, allora lo superavano di 40 volte:figuriamoci oggi!Eppure abbiamo visto in Cairo la salvezza da una possibile acquisizione della 7 da parte di Berlusconi...L'episodio narrato me ne ricorda altri, che riguardano finanza e industria. Penso per esempio a Benetton che festeggiò il ferragosto come faceva tutti gli anni, nonostante il crollo del ponte di Genova gestito da un'azienda di cui era l'azionista principale, avvenuto il giorno prima.

gianni rosso scrive:
31 marzo 2020 alle 09:54
E' giusto fare questa distinzione fra mondo dell'industria, che comunque produce beni che srvono alla collettività e mondo della finanza, sostanzialmente parassitario e sempre più dannoso. Ma sapendo bene che fanno entrambi parte di un mondo corrotto e prevaricatore(Adriano Olivetti, che era in netta controtendenza rispetto ai suoi colleghi, era infatti da loro malvisto e isolato).

loriano scrive:
31 marzo 2020 alle 10:14
Vendere spazi pubblicitari non ci entra nulla con la finanza. Se si soffre il pervicace bisogno di citare Gramsci a caso, almeno si potrebbe fare lo sforzo di trovare un argomento...

Maria Cristina scrive:
31 marzo 2020 alle 10:16
Non so... Per la mia esperienza gli operai o comunque i "poveri" che diventano - in molti modi ... - ricchi, sono quelli che più sfruttano e vessano eventuali sottoposti.

Come sempre sono le singole persone e non le "classi" (a proposito, come si descrivono? Un borghese colto ed un tempo abbiente che diviene povero, a che "classe" appartiene? Ed un povero arricchito? Cosa determina la "classe", il portafogli o la nascita? Senza una definizione della parola "classe" è difficile argomentare...)

E' tutto meno semplice di quanto sembri.

Tom P. scrive:
31 marzo 2020 alle 16:29
Un dettaglio: quelli che ridevano nel 2009 dopo il terremoto erano imprenditori (più precisamente appaltatori che spesso non hanno imprese), si preparavano ad intascare i proventi di ricchi e facili appalti stanziati per L'Aquila, ma loro non erano di L'Aquila.

E Sem scrive:
31 marzo 2020 alle 16:52
Lotta di classe? Una volta, nel mondo occidentale, unico strumento per liberarsi delle ingiustizie sociali. E adesso? Esistono le classi sociali oppresse? Forse sarebbe piu' sensato parlare di autoschiavitu' o prostituzione assistita, per combattere questa forma di sudditanza assoluta volontaria dovremmo avere il coraggio di non delegare il nostro destino al magnaccia di turno. Viviamo con l'illusione di poter diventare il servo preferito che puo' leccare per primo il piatto degli avanzi. Certamente questa crisi creerà difficoltà enormi alla parte sana del paese, gia' pesantemente sotto ricatto. Il "negativo" non ha piu' un volto, e' il denaro con due facce: una che punta il coltello affondato nella gola del 98% delle persone e l' altra che gronda di sangue dei vampiri del 2%. Per chiudere in allegria, una domanda: "visto che da alcuni anni alcuni ricercatori continuano a pubblicare ricerche inascoltate con oggetto la possibilità di attenuare con protocolli di cura per le varie crisi sanitarie utilizzando farmaci esistenti di basso prezzo e di uso comune, mai presi in considerazione, mi chiedo perche' in questa crisi la bbc parla di principi attivi comuni diventati di difficile reperibilita', di provata inefficacia per I sistemi nazionali sanitari di mezzo mondo?"

gianni rosso scrive:
31 marzo 2020 alle 16:55
@Tremendo2
Lei ha toccato un tema molto importante:quello del sottobosco di collaboratori-manager,alti dirigenti di banche e della PA ecc-che con le loro competenze, tengono in piedi questo sistema, anche e soprattutto nelle malefatte. Son ben pagati e pretendono anche di non avere fastidi!Un di questi,di mia conoscenza, di origini napoletane, definisce "fetienti" i giornalisti che "osano" fargli domande spinose su materie di sua stretta competenza.

Marco M. scrive:
31 marzo 2020 alle 17:13
Si dice che la più grande astuzia del diavolo sia quella di convincere la gente che non esiste. In modo da poter svolgere con maggior agio il suo sporco lavoro... Ecco, allo stesso modo la più grande "genialata" del capitale è stata quella, dopo decenni e decenni di lavaggio del cervello, di riuscire a convincere la maggior parte della popolazione (virtualmente tutta) che gli interessi degli uni sono gli stessi degli altri. Che il 5% più ricco, pur detenendo il 90% della ricchezza del mondo, ha esattamente gli stessi interessi (!!) dei più poveri. E che quindi i concetti di "classe", "lotta di classe", "rivendicazioni operaie", "alienazione", "plusvalore", "sfruttamento", etc, etc, non hanno più ragione di esistere. Anzi, che sono una gratuita cattiveria verso chi è stato più fortunato ed è riuscito, grazie al suo acume e al suo ingegno, a farsi strada ed a conquistarsi una posizione. E che l'unico pensiero socioeconomico concepibile, possibile, reale, oggettivo, è quello liberista. Oggi, infatti, determinati concetti non hanno più cittadinanza nel pensiero comune: figuriamoci l'odio di classe! Roba da vecchi bolscevici trinariciuti mangiatori di bambini! Roba dei secoli passati. Ma... è proprio vero? Se determinati CONCETTI sono stati espunti dal lessico politico e dal sentire comune, è pur vero - purtroppo - che la SOSTANZA che essi rappresentavano, e rappresentano tutt'ora, rimane. Rimane eccome! Anzi, aggravata dalla "non consapevolezza" di ciò che accade e dello sconcio che viene perpetrato ai danni dei ceti meno abbienti, delle classi lavoratrici. Bene. In questa situazione, credo che il compito che si troverà ad affrontare una nuova "sinistra" - non necessariamente comunista o marxista in senso teorico - sarà immane. Perchè oramai l'intossicazione mentale (direi: il rimbecillimento) della popolazione è andata tanto avanti che occorre ripartire veramente dalle basi più semplici. In primis dall'elementare nozione, oggi perduta, che gli interessi di chi ha svariati miliardi (!) di euro di patrimonio e la proprietà di una moltitudine di aziende, NON sono, non possono essere, quelli di chi campa con 1000 euro al mese o meno. Oppure che è disoccupato e sopravvive con il relativo sussidio. Oppure che tira avanti a stento con la pensione sociale... Non credo ci sia neppure bisogno del vero e proprio "odio" di classe: basterebbe la "giustizia" di classe. Come già discuteva il Beccaria a fine '700 i delinquenti non debbono necessariamente esser messi a morte o sottoposti a pene spaventose, come una sorta di vendetta sociale: basta che vengano messi in condizioni di non arrecare più danni al resto della popolazione onesta.

Maria Cristina scrive:
1 aprile 2020 alle 03:27
Strategia renziana:

https://www.adnkronos.com/sport/2020/03/30/coronavirus-infettare-piloti-per-renderli-immuni_HEVFsDoE6HhN95DuBMsk9K.html

(per gli altri, ovviamente...)

Maria Cristina scrive:
1 aprile 2020 alle 03:46
Potrebbe essere una idea per i politici, ad ogni livello, e gli imprenditori.
Certamente ora non possono essere presenti nè in Parlamento (che"deve restare aperto") nè in Azienda (comandare dal villone magari all' estero non è come essere lì, dato che sono così "indispensabili"), quindi, per "il bene del Paese", che deve subito "ripartire" ( armiamoci e partite, al solito...), saranno ben contenti di venire infettati tutti.
Così, esattamente come i loro lavoratori obbligati al più presto a "ripartire" (ora che lo comanda Renzi, i Sindacati, che fino a ieri - ma proprio ieri... - minacciavano sfracelli, improvvisamente ammutoliscono. Scommetto che prestissimo si mostreranno "responsabili": il capo ha parlato...) coloro che rimarranno vivi - non si sa a quale prezzo - saranno pronti e sani per riprendere il comando.
Insomma, prima i "padroni", quelli che " senza di loro"...
I lavoratori seguiranno poi certamente l' esempio.

Ovviamente Renzi e la sua famiglia dovranno essere i primi: sono tutti giovani e benissimo pasciuti. Altrimenti non vale...
Però occorre controllare: questi qui a sceneggiate del tipo "se perdo me ne vado" sono più che abituati; non vorrei bastassero delle dichiarazioni via Twitter del tipo "ho preso il virus, in due giorni sono guarito e sto meglio di prima, quindi ripartite".

Scommetto che ci sarebbe qualche resistenza... Finchè tocca agli altri...

gianni rosso scrive:
1 aprile 2020 alle 10:22
La notizia opportunamente postata da MC conferma lo schifo che provo per questo mondo:manager che non esitano a giocare con la salute e la vita stessa dei loro dipendenti, pur di raggiungere risultati miliardari. Certo, l'idea è stata bocciata dalla società, ma solo perché considerata troppo azzardata(era sempre possibile che i piloti contagiati morissero, e allora addio mondiale…)

Klaus scrive:
1 aprile 2020 alle 14:31
"...https://www.adnkronos.com/sport/2020/03/30/coronavirus-infettare-piloti-per-renderli-immuni_HEVFsDoE6HhN95DuBMsk9K.html

(per gli altri, ovviamente...)..."

Negli sport motoristici (ma anche nel calcio,per esempio,basti ricordare la strage dell'Heysel) da sempre convivono denaro e irresponsabilità. Basti ricordare per esempio la notizia odierna di Iannone squalificato sino a giugno 2021 per via del doping. Nelle corse - ma anche in qualche altro sport - non c'è proprio spazio per il senso di umanità (mi vengono in mente le battute di Fantozzi quando dopo aver ricevuto qualche genere di angheria bestiale sbottava con frasi del tipo 'come è umano lei'...)

gianni rosso scrive:
1 aprile 2020 alle 16:04
Parliamo pure di un certo mondo affaristico-politico. Illary Clinton alle primarie democratiche del 2008 è ormai sicuramente sconfitta da Obama. Le chiedono di ritirarsi, ma lei replica:"Anche nel 68 Robert Kennedy sembrava sicuro vincitore, ma poi venne ucciso".

Da - http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/?p=28927
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