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 inserito:: Ottobre 29, 2025, 06:57:10 pm 
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E se nei Paesi Bassi tornassero di moda i pro-europei?

Posta in arrivo

ggiannig <ggianni41@gmail.com>
17:03 (1 ora fa)
a me

https://open.substack.com/pub/davidcarretta/p/e-se-nei-paesi-bassi-tornassero-di?utm_campaign=post&utm_medium=email

 92 
 inserito:: Ottobre 28, 2025, 12:32:44 am 
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Fabrizio Illuminati

Un commentatore al post di Andrea Sartori scriveva che i nostri sensi di colpa originano dalla constatazione che l'Occidente è la fonte primaria di guerre e destabilizzazioni nel mondo. È necessario invece ribadire con forza che l'Occidente, e bisogna vedere cosa è Occidente e da quando vogliamo partire per definirlo, certamente NON è la fonte primaria di guerre e destabilizzazioni nel mondo. Sicuramente non nel mondo moderno e contemporaneo, dove anzi l'Occidente Euroatlantico dal 1945 in poi ha svolto uno straordinario ruolo di moderatore e stabilizzatore dei conflitti. Destabilizzazioni e guerre sono venuti prima dal movimento comunista internazionale (Cina 1949, Corea 1950, Caraibi 1959, Tibet 1959, Sud America anni '60, Vietnam e Indocina anni '60 e' 70, Angola, Etiopia, Zimbabwe ecc, con le truppe mercenaries cubane, anni '70, Afghanistan 1980, ecc ecc), cui si contrappose, con esiti alterni, la dottrina Eisenhower del contenimento. Dopo il crollo (temporaneo, come si è poi capito) dell'impero sovietico, il testimone delle guerre e della destabilizzazione è stato raccolto dal Panislamismo radicale internazionale, al quale più recentemente si sono affiancati il risorto imperialismo russo e la rinata spinta egemonica globale della Cina. Tre imperialismi, etnici territoriali religiosi o culturali che siano, che hanno in comune il tratto fondamentale del totalitarismo. Impermeabile a qualsiasi contaminazione di valori e idee, contrario all'orizzonte stesso di un'evoluzione, di un progresso dello spirito umano. Che è poi, da Socrate ad oggi, il filo rosso che tra vittorie e sconfitte, arretramenti e balzi in avanti, stasi e riprese, attraversa tutta la storia dell'Occidente e ne costituisce il cuore. Allora, perché, da dove nascono i nostri sensi di colpa verso l'infinito oceano anti-occidentale che costituisce i 5/6 del mondo e che è all'attacco, oggi più che mai? Paradossalmente ma non troppo, dal nostro stesso progresso. Con l'aumentare del senso morale crescono la consapevolezza delle proprie manchevolezze e allo stesso tempo si accresce la comprensione, la giustificazione delle mire e delle colpe altrui. Meccanismo purtroppo ben noto, che ha segnato la fine di tante civiltà avanzate, quando si sono dovute confrontare con la barbarie, avendo rinunciato, per accresciuta consapevolezza e superiorità morale, agli stessi strumenti che i barbari invece non si fanno scrupolo di continuare ad usare. La seconda causa è ovviamente che con il progresso tecnologico, culturale, morale, e al crescere della libertà di informarsi e di conoscere, noi possiamo indagare e discutere a piacimento di tutta la nostra storia e di tutti i nostri passati crimini e misfatti, veri o presunti. Mentre questo non è possibile per il buco nero degli oceani totalitari, ovvero i rimanenti 5/6 del mondo. Lì non abbiamo testimonianze, documenti, archivi, studi, dibattiti, memorie. I genocidi degli armeni e dei greci, il Rwanda, i boat people, Olodomor, il grande terrore, Pol Pot, il grande balzo in avanti, la rivoluzione culturale, e tanto, tanto altro. Per noi, e purtroppo anche per loro, solo vaghi accenni "storici" di cui non rimane traccia fuori dai pochi paludati centri di studio e istituzioni di ricerca. Eppure parliamo complessivamente di più di almeno un centinaio di milioni di morti. È questo enorme stacco di consapevolezza della realtà della barbarie mondiale immutabile che ci circonda che rende così fragile l'Occidente, diviso e litigioso nel suo intrinseco pluralismo, e che potrebbe far deragliare definitivamente il suo plurimillenario progetto di progresso universale.

da FB 26 ottobre 2025

 93 
 inserito:: Ottobre 28, 2025, 12:27:14 am 
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Tetyana Bezruchenko

Quello che ho apprezzato davvero in quella trasmissione è stato il “coming out” di Carlo Calenda: ha volutamente ammesso il suo errore nel collaborare con la Federazione Russa, nonostante l’annessione della Crimea e l’invasione del Donbas. Questo è per me il punto principale di quel “dibattito”. Ammettere i propri errori è il primo passo nel rimediare il problema.
Il problema vero  è l’invasione “su larga scala” della propaganda del Cremlino della televisione italiana, che usa i talk show per diffondere al 100% le narrazioni pro-Mosca. Dal 2014 —e/o almeno dal 2022 — basterebbe un solo fact-checker per ogni programma: ogni volta che certi “giornalisti” o “esperti” aprissero bocca, sentiremmo un “beep”. E Calenda non avrebbe dovuto chiamare un bugiardo “bugiardo”, sarebbe stato già chiaro molto prima chi sono tutti questi “ospiti”.
Vorrei proporvi un altro fatto che in Italia è passato quasi inosservato: provate a cercarlo su Euronews.
Un ex eurodeputato britannico, Nathan Gill, è stato arrestato per aver ricevuto denaro in cambio di discorsi pro-Mosca e di sostegno alle narrazioni del Cremlino al Parlamento Europeo. Indovinate da dove spuntava deputato? Era del partito della pro-Brexit. Ha ammesso che è stato pagato per portare quella narrativa. Però questo è solo la punta del iceberg, perché solo nel 2025 è stato condannato per i discorsi del 2018-2019. Quante vite sono finite in mezzo di orrore per quei discorsi pagati?
Italia dovrebbe cominciare a liberare il campo mediatico e aprire le indagini serie per capire quanto lo spazio mediatico è manipolato.
Lo ripeto: la propaganda del Cremlino non è un problema per gli ucraini — è un problema gravissimo per l’Italia.
#testiecontesti
Tetyana Bezruchenko

Leggete questo testo che riassume la situazione
https://www.facebook.com/share/p/17UA84JvsG/?mibextid=wwXIfr



Alex Orsi
Sartori Andrea
pdtorSnseo9l322 95f:oe1cef01c5ttt07but0hor o53l 357mt1c32ra tle  ·
Un mio contatto ha avuto una levata di scudi a sfavore perché ha scritto che i Nativi Americani Cherokee praticavano la schiavitù. È oramai un fiorire trasversale (non solo a sinistra, ma anche tra i cosiddetti "fascio-tradizionalisti") di anti-occidentalismo per cui solo noi siamo cattivi, mentre africani, arabi, turchi, cinesi, civiltà precolombiane sarebbero state pacifiche.
Ogni civiltà umana ha praticato lo schiavismo e l'imperialismo, e il genocidio non è prerogative della giacche blu, dei nazisti (o di Israele...)… Altro...
Fabrizio Illuminati
Un commentatore al post di Andrea Sartori scriveva che i nostri sensi di colpa originano dalla constatazione che l'Occidente è la fonte primaria di guerre e destabilizzazioni nel mondo. È necessario invece ribadire con forza che l'Occidente, e bisogna … Altro...



Fabio Sabatini
oesSrtondpu60tmfu50hfmmg8l5am89l1lu493g2liim5 1tguh9fml7231t  ·
Fateci caso: in Italia, qualsiasi personaggio con un minimo di visibilità disposto a sostenere pubblicamente l’assurdo ha una buona probabilità di diventare una celebrità nazionale. Sostenere tesi palesemente false garantisce posti fissi nei talk show e il supporto di eserciti di bot — a condizione che quelle assurdità coincidano con i talking points del Cremlino e dell’internazionale dell’estrema destra (ormai l’unica “internazionale” rimasta in vita).
Chi diffonde la paura dei vaccini, chi nega l’efficacia delle terapie fondate sul metodo sperimentale — una delle battaglie più subdole e distruttive del mondo MAGA — chi rilancia teorie complottiste su immigrazione, energie rinnovabili, euro, stampa di moneta, “nazismo” dell’Ucraina o “mamme di Mariupol”: tutti trovano spazio.
Si ha l’impressione che, se domani la Russia riscoprisse la pietra filosofale, vedremmo sfilare schiere di “esperti” pronti a spiegare che si può trasformare la cacca in oro (ma l'Europa ce lo impedisce).
Vale in particolare per alcuni professori universitari. Gli accademici sono preziosi per la disinformazione: insinuano il dubbio che la comunità scientifica sia “divisa”, alimentano il confirmation bias dei creduloni e legittimano le bufale con la propria carica universitaria. Aiutano a presentare le menzogne come interpretazioni alternative, sullo stesso piano dei fatti accertati.
Questi accademici sono molto rari — forse uno ogni diecimila — ma bastano a inquinare il dibattito: una voce stonata, amplificata dalla propaganda, può coprire il lavoro silenzioso di 9.999 persone serie.
Perché un personaggio decaduto sul piano della reputazione accademica come Jeffrey Sachs è diventato una celebrità in Italia? Perché ripete parola per parola una propaganda che nel nostro dibattito pubblico si è talmente sedimentata da non essere più riconosciuta come “aliena”.
Non credo, però, che tutti i ciarlatani che propagano assurdità in televisione o sui social siano “utili idioti” della Russia, per dirla con un'espressione spesso attribuita a Lenin.
Mosca non ha la forza di controllare tutto questo. Piuttosto, si è determinata una pericolosa convergenza di interessi: tra gli obiettivi della guerra ibrida russa, le debolezze del sistema mediatico italiano, le ambizioni personali di studiosi di dubbia integrità (e generalmente marginalizzati dalla comunità scientifica), i bias cognitivi e le pulsioni antieuropee dell’estrema destra e di una parte della sinistra — con la prima ormai divenuta sempre più mainstream.
A questo si aggiunge un pubblico stanco, provato da anni di difficoltà economiche e abituato da due decenni di televisione commerciale a cercare adrenalina e intrattenimento anziché informazione e approfondimento.
In Italia abbiamo assistito al collasso dell’etica professionale del giornalismo televisivo, all’eclissi del fact-checking e alla progressiva erosione delle competenze.
Non solo mancano i giornalisti capaci di analizzare problemi complessi, ma anche quelli in grado di riconoscere chi le competenze le possiede davvero. Chi sa leggere un CV accademico o distinguere una correlazione da un nesso causale è ormai un’eccezione.
E sempre meno giornalisti sanno distinguere una fonte affidabile da un canale di disinformazione russo. Può sembrare normale in un mondo dove perfino la Casa Bianca promuove nelle istituzioni noti agenti della disinformazione straniera, ma resta un segnale drammatico.
Come ha scritto Nona Mikhelidze (Istituto Affari Internazionali), in Italia la disinformazione è diventata una forma di intrattenimento. I talk show, plasmati più dall’infotainment che dal giornalismo, sono sistematicamente trasformati in teatri di manipolazione. Con il pretesto dell’“equilibrio”, si mettono sullo stesso piano verità e falsità: le bugie — come quelle sulla pericolosità dei vaccini o sull’Ucraina dominata dai nazisti — vengono presentate come “opinioni” che hanno lo stesso valore di fatti accertati, nel contesto di un collasso deontologico che ha reso l’accertamento dei fatti sempre più minoritario e inessenziale ai fini del modello di business dei mezzi di informazione. Uno scenario estremamente funzionale alla propaganda manipolatrice dei regimi autoritari.
Figure legate al Cremlino vengono invitate senza trasparenza persino in trasmissioni finanziate dal servizio pubblico; quando la disinformazione va in onda, nessuno la corregge. Così, canali controllati da Mosca — come RT o Sputnik — o blog di pura propaganda finiscno per essere citati come fonti affidabili.
Lo scambio Calenda–Sachs non ha solo smascherato un singolo individuo: ha messo a nudo, per una sera, la crisi strutturale di un intero ecosistema mediatico. Sachs è il simbolo di un paradosso: una biografia accademica usata come scudo per diffondere, con apparente autorevolezza, messaggi di disinformazione sistematica.
Il risultato è devastante: la normalizzazione della narrazione del Cremlino, l’erosione della fiducia nelle istituzioni e la diffusione del cinismo come abitudine mentale.
La standing ovation internazionale per Calenda, in questo senso, segnala il desiderio di cambiamento di una minoranza che non ne può più di bugie così grossolane da diventare un insulto all’intelligenza comune. È una nicchia, certo. Ma ogni reazione civile comincia come un’anomalia — ed è per questo che la macchina della disinformazione cerca di screditare chi reagisce.
In effetti, non se ne può più.
--------------------------------
PS: Questo thread è tratto dal mio blog (il link è nei commenti), dove si legge meglio — e dove ci si può iscrivere alla newsletter per ricevere nuovi approfondimenti su economia e politica.
Autore
Fabio Sabatini
Ecco il link: https://substack.com/@fabiosabatini/note/c-170281193...
Fabio Sabatini (@fabiosabatini)
SUBSTACK.COM
Fabio Sabatini (@fabiosabatini)

    7 h

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Massimiliano Bondanini
Per par condicio a ogni verità sarà contrapposta una invereconda bugia

    1 h

    Rispondi

Daniela Nardi
Fabio Sabatini, Grazie professore. Non ho seguito il confronto con Calenda ma, per puro caso, un altro intervento di Sachs a Piazza pulita. Presentato come il massimo esperto di economia, dopo averlo ascoltato per un po', certi ragionamenti non mi tornavano, frasi e giudizi dal sentore propagandistico (era il tono che era "stonato"). Ora, speravo che qualcuno potesse fugare il dubbio sul mio senso critico e ho sperato che fosse lei. Quindi, grazie. Aggiungo che era sconcertante vedere che i giornalisti ospiti del confronto e definiti "specialisti", si erano azzittiti di fronte alle analisi di Sachs e annuivano imbarazzati.

    6 h

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Luigi Spagnolo
Il dibattito pubblico, in Italia e non solo, si riduce ai talk show televisivi, e al nuovo talk show 24/7 a cui tutti possiamo partecipare: i social.
Lo scambio tra Calenda e Sachs a dire il vero non mi pare abbia cambiato granché, visto che le tifoserie continuano a pensarla allo stesso modo, pro e contro. E il fatto che Sachs sia un personaggio quantomeno discutibile e filoputiniano non rende Calenda chissà quale gigante del pensiero e paladino dell'Occidente. Sono tutti pupazzetti di un teatrino che continua imperterrito.

    6 h

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    Modificato

Luca Gaballo
Sono d’accordo su tutto tranne la premessa. Conosco un sacco di imbecilli cui nessuno da retta e che nei e poi mai riuscirebbero a infilarsi in un talk shaw.

    2 h

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Michele Tizzoni
Tutto vero, ma non sono del tutto d'accordo sul fatto che questi accademici di cui parli siano così rari. Il panorama universitario italiano è pieno di queste figure. E molti di loro non sono affatto marginalizzati, anzi.

    4 min

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Giulio Lo Iacono
Bellissimo post

    2 h

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    Modificato

Paolo Sinigaglia
Sì, adoriamo i freak…

 


 94 
 inserito:: Ottobre 28, 2025, 12:19:40 am 
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Report una fonte di notizie e informazioni preziosa, da seguire, e da sostenere. 

Le 12 Fondazioni Conservatrici alimentano, gli attori e le comparse, delle forze Maligne che vogliono lo Sfascio dell'Europa. 

Dobbiamo difenderci!

Le "piazze" non si devono far confondere da "specchietti per le allodole", fasulle, portatrici di Odio e Cattiveria submane come il Male. 
ggg

 95 
 inserito:: Ottobre 26, 2025, 11:25:47 pm 
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La mollezza della nostra storia (di europei) dal dopo guerra a oggi, ci ha portato allo "stupore" generato da ciò che é accaduto e accade intorno a noi e dentro di noi:

* Un dittatore da sottoscala, che scopriamo essere un invasore restauratore di Imperi, vero e proprio Attila dall'Est Europa.
Lo fa da molto tempo ma noi eravamo distratti dal "panem e circenses" da stadio e da tv.
 
* Un palazzinaro furbo come una iena, che ha scoperto che nel mondo ci sono dittatori con cui si può giocare a predare gli "stupiti".

* Un Drago cinese (Long) con le qualità di un leader e incarnato nell'identità etnica cinese (Yang).
Vuole un nuovo ordine mondiale, dove solo la forza comanda.

E mi parlate di "sfiducia reciproca" madre di tutte le guerre?
Se non facciamo in fretta a rinforzare il condominio Europa, prima che i lanzichenecchi bastardi di casa nostra ci possano far assaggiare gli stivali russi di Putin, (che in ogni caso batteremo tra le città e in montagna) ci troveremo a giocare a Ping Pong con la Cina e gli Usa sì . . . ma come pallina!
ciaooo  

 96 
 inserito:: Ottobre 26, 2025, 11:19:19 pm 
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Gianni Gavioli
 Condiviso con Tutti

Ci sono movimenti estremisti che hanno da tempo cattiva influenza nel sociale!
Rubare ai turisti, maltrattare i vecchi e i deboli anche da parte di giovani, il bullismo e la violenza, l'odio verso le forze dell'ordine e in genere contro l'ALTRO, sino al femminicidio sono sì sempre esistiti; sono il frutto della innata disposizione a far del male dell'essere umano, ma la cattiveria alimentata da movimenti politici estremisti e terroristi, arrivati anche in parlamento li hanno alimentati e moltiplicati nel sociale.
Si delinque anche con ispirazioni settarie e ideologie o fideismi fanatici.
Ultimamente anche la Psichiatria denuncia peggioramenti della salute mentale a tutti i livelli della popolazione.
Si sta diffondendo in progressione di azione e propensione, anche nei detentori del potere locale e nazionale.       
Attenzione a chi si vota alle elezioni di ogni tipo, anche di condominio!
hahaha.
ciaooo
ggiannig

 97 
 inserito:: Ottobre 26, 2025, 07:09:33 pm 
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Gianni Gavioli

Ottobre 1960 Conoscerti.

24 ottobre 1964 Sposarti.

24 ottobre 2025 Ringraziarti, Giovanna.

Amore caro amore bello, . . . come allora.

ciaooo


-------------------------------------------------------
Amore caro amore bello
Brano di Bruno Lauzi ‧ 1996

Testo

Sincera
Come l'acqua di un fiume di sera
Trasparente eppur sembri nera
Amore caro
Amore bello
Non ti voglio più
Ho visto
Cattedrali di luce nel cuore
Troppo sole può fare morire
Amore caro
Amore bello
Non ti voglio più
Un uomo, ma chi è?
Non dire che assomiglia a me
Le mani non le ha
Oppure sì
E poi cos'ha?
Ah io muoio, na na na
Io se lascio te
Son solo
Ma insieme a te
Io vedo che un fantasma c'è
Ma cosa accade?
Tu non parli e non piangi stasera
Come un bimbo mi guardi severa
Io soffro tanto
Tanto ma tanto, non ci credi
Eppure forse hai ragione
Che strano
D'improvviso mi sento Arlecchino
Rido e ballo e ti prendo per mano
Amore caro, amore bello, amore mio

Fonte: Musixmatch
Compositori: Giulio Rapetti Mogol / Lucio Battisti
Testo di Amore caro amore bello © Acqua Azzurra Ed Mus S R L

 98 
 inserito:: Ottobre 26, 2025, 07:06:17 pm 
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Abolizione del suffragio universale

Poco fa, alla Camera, il deputato di AVS Angelo Bonelli si è alzato in piedi davanti al ministro Tajani e con un discorso memorabile e pieno di passione ha asfaltato lui, la Presidente del Consiglio e l’intero Governo.
Da leggere fino in fondo:

“Signor ministro, ieri con un atto di pirateria internazionale, la Marina Militare israeliana ha attaccato, non abbordato, con idranti e bombe stordenti le barche della missione umanitaria Flotilla, violando il diritto internazionale per l'ennesima volta.
Ebbene, lei è venuto in quest'Aula e non ha condannato questo atto di pirateria internazionale. Lo riteniamo un fatto estremamente grave.
Ma le barche della Flotilla, in questi giorni, sono state attaccate anche dagli esponenti della maggioranza, anche del Governo, con insulti ripetuti.
Non solo sono stati attaccati dai droni di matrice israeliana prima che arrivassero nelle acque internazionali, ma abbiamo sentito la Presidente Meloni affermare che avrebbero addirittura pregiudicato il fragile equilibrio di pace che si stava andando a cercare.
Ma Presidente Meloni, lei queste parole così forti perché non le ha mai usate contro Netanyahu, che ha ucciso donne e bambini?!
Perché usate questa forza contro chi oggi pacificamente vuole porre con forza e determinazione la necessità di aprire corridoi umanitari?!
Ma diciamo chiaramente una cosa, c'è un elemento positivo di questa missione umanitaria globale: la grande mobilitazione di milioni di persone che si stanno mobilitando nel mondo, si centinaia di migliaia di persone in Italia che non vogliono essere spettatori e spettatrici e di assistere come dei notai alla conta della morte.
Il Parlamento applauda questa Italia che si indigna. Perché c'è un valore civico fondamentale a cui non possiamo rassegnarci, che è quello di dire no alla logica della morte.
Signor Ministro, lei ha detto che il dramma di Gaza nasce dall'attentato terroristico del 7 ottobre. Noi quell'atto terroristico l'abbiamo condannato, ma lei ha detto un falso storico.
Lei ha fatto una manipolazione storica, perché lei ha dimenticato cosa c'era prima del 7 di ottobre!
Decenni di apartheid, di segregazione, di violazione sistematica delle risoluzioni dell'ONU che la comunità internazionale ha consentito a Israele di attuare, l’occupazione delle Cisgiordania, la demolizione delle scuole, il blocco navale che vige dal 2007!
Quindi la prego, signor Ministro, non faccia alcuna manipolazione storica, perché prima del 7 di ottobre non c'era il paradiso, c'era l'inferno a Gaza, c'era la segregazione e su questo è inaccettabile il silenzio.
Ci sono anche i numeri che parlano: 65mila morti, 20mila bambini, 95% degli ospedali distrutti, 95% delle scuole distrutte, il 100% delle reti idriche distrutto, 2 milioni di sfollati, 1300 operatori sanitari uccisi, 250 giornalisti uccisi perché Israele non vuole che qualcuno documenti.
Questo sa come si chiama? Si chiama genocidio.
Allora. signor Ministro: noi siamo con lei io quando dice che il terrorismo va bandito. Dobbiamo essere determinati a bandire il terrorismo dalla faccia della terra. Ma quello di Netanyahu non è terrorismo?
Perché siete silenti su questo? Perché contribuite a delegittimare il diritto internazionale, il ruolo dell'ONU, avete consentito che l'UNRWA fosse definita un'organizzazione terroristica? Tutto ciò che non si allinea al pensiero di Netanyahu o di Trump e viene definito o amico di Ham*s o antisemita.
Poi c'è una questione fondamentale che riguarda il doppio standard. Da una parte si fanno le sanzioni alla Russia, dall'altra parte invece si dice no alle sanzioni a Israele.
Quello di Trump non è un piano di pace. Non è ammissibile, signor Ministro, che il popolo palestinese non possa decidere il proprio futuro, che non si dica niente sullo Stato di Palestina, non si dica niente sui crimini che Israele ha compiuto a Gaza”.

da FB

 99 
 inserito:: Ottobre 26, 2025, 07:04:37 pm 
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Fabrizio Illuminati

Un commentatore al post di Andrea Sartori scriveva che i nostri sensi di colpa originano dalla constatazione che l'Occidente è la fonte primaria di guerre e destabilizzazioni nel mondo.

È necessario invece ribadire con forza che l'Occidente, e bisogna vedere cosa è Occidente e da quando vogliamo partire per definirlo, certamente NON è la fonte primaria di guerre e destabilizzazioni nel mondo. Sicuramente non nel mondo moderno e contemporaneo, dove anzi l'Occidente Euroatlantico dal 1945 in poi ha svolto uno straordinario ruolo di moderatore e stabilizzatore dei conflitti. Destabilizzazioni e guerre sono venuti prima dal movimento comunista internazionale (Cina 1949, Corea 1950, Caraibi 1959, Tibet 1959, Sud America anni '60, Vietnam e Indocina anni '60 e' 70, Angola, Etiopia, Zimbabwe ecc, con le truppe mercenaries cubane, anni '70, Afghanistan 1980, ecc ecc), cui si contrappose, con esiti alterni, la dottrina Eisenhower del contenimento. Dopo il crollo (temporaneo, come si è poi capito) dell'impero sovietico, il testimone delle guerre e della destabilizzazione è stato raccolto dal Panislamismo radicale internazionale, al quale più recentemente si sono affiancati il risorto imperialismo russo e la rinata spinta egemonica globale della Cina. Tre imperialismi, etnici territoriali religiosi o culturali che siano, che hanno in comune il tratto fondamentale del totalitarismo. Impermeabile a qualsiasi contaminazione di valori e idee, contrario all'orizzonte stesso di un'evoluzione, di un progresso dello spirito umano. Che è poi, da Socrate ad oggi, il filo rosso che tra vittorie e sconfitte, arretramenti e balzi in avanti, stasi e riprese, attraversa tutta la storia dell'Occidente e ne costituisce il cuore. Allora, perché, da dove nascono i nostri sensi di colpa verso l'infinito oceano anti-occidentale che costituisce i 5/6 del mondo e che è all'attacco, oggi più che mai? Paradossalmente ma non troppo, dal nostro stesso progresso. Con l'aumentare del senso morale crescono la consapevolezza delle proprie manchevolezze e allo stesso tempo si accresce la comprensione, la giustificazione delle mire e delle colpe altrui. Meccanismo purtroppo ben noto, che ha segnato la fine di tante civiltà avanzate, quando si sono dovute confrontare con la barbarie, avendo rinunciato, per accresciuta consapevolezza e superiorità morale, agli stessi strumenti che i barbari invece non si fanno scrupolo di continuare ad usare. La seconda causa è ovviamente che con il progresso tecnologico, culturale, morale, e al crescere della libertà di informarsi e di conoscere, noi possiamo indagare e discutere a piacimento di tutta la nostra storia e di tutti i nostri passati crimini e misfatti, veri o presunti. Mentre questo non è possibile per il buco nero degli oceani totalitari, ovvero i rimanenti 5/6 del mondo. Lì non abbiamo testimonianze, documenti, archivi, studi, dibattiti, memorie. I genocidi degli armeni e dei greci, il Rwanda, i boat people, Olodomor, il grande terrore, Pol Pot, il grande balzo in avanti, la rivoluzione culturale, e tanto, tanto altro. Per noi, e purtroppo anche per loro, solo vaghi accenni "storici" di cui non rimane traccia fuori dai pochi paludati centri di studio e istituzioni di ricerca. Eppure parliamo complessivamente di più di almeno un centinaio di milioni di morti. È questo enorme stacco di consapevolezza della realtà della barbarie mondiale immutabile che ci circonda che rende così fragile l'Occidente, diviso e litigioso nel suo intrinseco pluralismo, e che potrebbe far deragliare definitivamente il suo plurimillenario progetto di progresso universale.

da FB 26 ottobre 2025

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 inserito:: Ottobre 26, 2025, 05:19:23 pm 
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Gianni Gavioli

Il Gruppo dirigente della Federazione Russa conosce quanto pesa la fascinazione di Trump per Putin.
Conta quanto può ricavare al momento, da compromessi anche pericolosamente scivolosi.
Perché invece Putin e la sua corposa Intelligencija non valutano la Convenienza Totale di un avvicinamento all'Europa, ignorando le illusioni di un POLO Russo che gli USA, la Cina ed Altri, non permetteranno mai si possa sedere alla tavola del Nuovo Ordine Mondiale di Pace Attiva, nel business mondiale?
In disparte erano tenuti e in disparte saranno in futuro, magari anche sottomessi.
Per avvicinarsi all'Europa Basterebbe loro dare più Vera Democrazia in Russia e trattare con l'Europa alla pari, senza patologie curabili da una parte e dall'altra.
Il Polo Europa avrebbe si quel posto nel N.O.M. e con un peso adeguato a Veri Valori, non da Propaganda di pagliacci al guinzaglio!
ggg

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Post di Paolo Migliaro

Paolo Migliaro
Preferiti

Sergey Karaganov, politologo vicino a Putin: "Noi siamo in guerra con l'Europa". L'ennesima dimostrazione che la Nato non c'entra nulla.

di Marco Imarisio
«Un grande Paese ha bisogno di una ideologia di Stato. Altrimenti non è niente. E quando la perde evapora la nazione stessa. L’antica Roma ce l’aveva, l’Italia di oggi no. Forse è per questo che da molti secoli non siete un grande Paese».
Al Forum economico di San Pietroburgo dello scorso giugno non era sfuggito a nessuno l’elogio del professor Karaganov fatto da Putin in persona, accompagnato persino da una pacca sulla spalla. «Mi ha fatto piacere. Credo che lui sia d’accordo con la mia visione del mondo».
Le coordinate di Karaganov, politologo, uno dei fondatori del Valdai Club alle cui riunioni Putin prende parte regolarmente, sono contenute in un testo di pochi mesi fa, Il sogno della Russia nel XXI secolo, dove propone l’adozione di una ideologia statale nel suo Paese, una sorta di nuovo collettivismo spirituale nel cui nome devono essere sacrificate le libertà individuali. Non si conosce l’opinione di Putin sul saggio di Karaganov. Ma il fatto che sia stato pubblicato sul sito del ministero degli Esteri e in quello del Consiglio di sicurezza è già un indizio.
«Gli Usa non rappresentano il peggio della civiltà occidentale. Sono molto più razionali di voi europei — nel nominarci, il sorriso di Karaganov diventa una smorfia di disgusto — e quindi diventa più facile trattare con loro. Ma Donald Trump non ha interesse nel fermare la guerra in Ucraina, se non quello della vanagloria personale, a meno che non vi sia una escalation verso un disastro totale, un fiasco come quello dell’Afghanistan, oppure un incidente nucleare. Lui e l’America ne stanno traendo beneficio, prosciugando l’Europa, spogliandola delle sue risorse, facendosi pagare per tenere in vita Kiev. Perché mai dovrebbe fermare tutto?».
L’idea di Karaganov per concludere il conflitto ucraino è quasi irriferibile. Nell’estate 2023 sostenne la necessità di lanciare una testata nucleare sulla Polonia.
«Era un paradosso. Io dicevo solo che bisogna reinstallare il sentimento della paura nel genere umano, che ha completamente perso il timore di Dio e della guerra. Per questo dico che se voi ci attaccaste, dovremmo rispondere con l’atomica. Io spero nella pace, e sono grato a Putin e Trump per i loro sforzi. Ma i vertici e le strette di mano non bastano. A cominciare dagli Usa, tutti devono capire che noi non stiamo combattendo contro l’Ucraina. La nostra è una guerra contro l’Europa unita. Contro l’Europa di Napoleone e Hitler. Le vostre élite hanno perso ogni forma di credibilità e di autorità, e per questo cercano una guerra contro di noi. Per fermarle, potrebbe essere necessario uno choc».
L’osservazione sul piccolo dettaglio che la Russia ha invaso uno Stato sovrano si perde nell’esposizione della sua ideologia statale, che sembra piacere anche a Putin e sembra pensata in contrasto alla discutibile idea del nostro continente, condivisa da entrambi.
«Tengo a precisare che io e l’attuale presidente siamo due entità separate. Non sempre siamo d’accordo. Lui pensa che la fine dell’Urss sia stata la più grande tragedia del ventesimo secolo, io credo invece che le due Guerre mondiali siano state molto peggio. E sono entrambe cominciate in quell’Europa che oggi è la culla dell’individualismo più sfrenato, di un consumismo contro natura che ha generato un neofemminismo nichilista, la negazione della Storia e una inaccettabile libertà dei costumi. Quello che io propongo è una idea basata sul ritorno a valori comuni, antichi e condivisi. Io ho creato una ideologia per leader veri. E se vuoi esserlo davvero, sei obbligato a limitare le libertà individuali e civili. La missione della Russia è quella di fermare il degrado dell’uomo e di liberare il mondo dalle egemonie globali. E siamo finalmente sulla strada giusta. Forse per questo Trump è affascinato da Putin. Il presidente americano sa che siamo obbligati a vincere questa guerra. Ma il tempo delle sue scelte si sta avvicinando. O sta con noi, oppure sta con l’Europa».

da Fb (con miei comenti invisibili)

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Algo Ferrari

Al Bano e Pupo si dovrebbero vergognare!
Da Daria Kryukova
Russia, 2025: che ballino i cigni
Insieme a Diana Loginova (in foto)!sono stati arrestati anche il batterista e il chitarrista della band Stoptime. Arrestati per aver cantato canzoni di cantanti russi — artisti amatissimi con milioni di fan — che il regime di Putin ha bandito perché si sono espressi contro la guerra. Immaginate se in Italia venissero vietati, che so, Achille Lauro o Ghali.
«Voglio guardare il balletto, che ballino i cigni
Che tremi il nonno per il suo “Lago” in silenzio
Fuori dai miei schermi Soloviev, che ballino i cigni»
Questa canzone di Noize MC è stata dichiarata estremista in Russia.
Oggi viene cantata dai giovani mentre mimano la danza dei piccoli cigni — perché, anche se troppo giovani per ricordare, conoscono bene il significato: in URSS Il lago dei cigni passava in TV solo quando il leader moriva o c’era un colpo di Stato.
E il loro sogno oggi è lo stesso: vedere la Russia finalmente libera.
Il Teatro Mariinskij può continuare a mettere in scena La Bayadère, Kim Kimin incantare il pubblico con i suoi salti leggeri, Valerij Gergiev dirigere magistralmente Chovanščina di Musorgskij, e Vincenzo De Luca ripeterci che invitare Gergiev è un atto di rispetto verso la cultura russa — e che il contrario è russafobia.
Ma questa non è più cultura. La vera cultura russa, oggi, è una ragazza di 18 anni, arrestata in strada per aver cantato Noize MC e Monetochka.
Una giornata nera. E una Pietroburgo nera.
Il più grande russofobo del mondo si chiama Vladimir Putin, e sta cercando di annientare tutto ciò che è ancora vivo in Russia, fermare il tempo. Ma non ci riuscirà.
Al Bano e Pupo ci parleranno ancora di pace e dialogo — faranno appelli alla comprensione e alla “fratellanza dei popoli”, magari in qualche intervista pomeridiana sulla RAI o davanti al Cremlino, tra sorrisi diplomatici e malinconiche canzoni anni ’80. Ma, ovviamente, nessuno di loro spenderà una sola parola per difendere una ragazza di 18 anni in manette il cui unico crimine è aver cantato in strada.
Diana viene portata in tribunale in manette, come una criminale pericolosa.
Il suo crimine? Aver cantato le canzoni di “agenti stranieri”. E la chitarra? Un’arma pericolosissima.
È il terrore animale del regime davanti a ogni manifestazione di pensiero, di libertà, di giovinezza.
E questa è stata, tra le altre, una delle ragioni per cui Putin ha iniziato questa guerra.
Le cause sono molte, e nessuna riguarda davvero l’Ucraina: la guerra è una conseguenza della dittatura in Russia. Illudersi che “qualsiasi pace” in Ucraina metterà fine a tutto questo è un grave errore.
Putin ha bisogno della guerra. Gli serve per stringere ancora di più il controllo interno, per schiacciare ogni voce, ogni ribellione, ogni speranza.
E una delle ragioni più profonde è questa: ha completamente perso il contatto con i giovani.
I giovani russi oggi non capiscono più perché un vecchio che non sa usare nemmeno internet debba ancora decidere delle loro vite. Sono nati e cresciuti sotto di lui — e ne hanno abbastanza.
Non vogliono più vivere in un paese dove la musica è reato, la chitarra è un’arma, la danza è sovversione e la speranza è sedizione. Lo sapete, nell’Unione Sovietica circolava una battuta:
«Oggi suona il jazz, domani venderà la Patria».
Niente di nuovo — tutto ciò che era vietato allora come “nemico”, lo è anche oggi.
Niente di nuovo — tutto quello che allora era vietato come “nemico”, oggi lo è di nuovo.
Solo che adesso al posto del jazz ci sono Monetochka, Noize MC e una chitarra suonata per strada.
Ma anche oggi, in mezzo al buio, in mezzo alla paura, qualcuno canta. Qualcuno balla. Qualcuno non si piega.
E finché in Russia ci sarà almeno una ragazza con una chitarra e un sogno di libertà, nulla sarà perduto.
Perché i cigni, alla fine, balleranno davvero.

da FB

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