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1  Forum Pubblico / "I DIFFERENTI" e il Loro Impegno nel Sociale. (Sarà mai un Club?). / La ribellione individualista è inutile, è importante costruire. inserito:: Ottobre 26, 2020, 03:59:40 pm
Lettura molto interessante, quella di questo editoriale di Ezio Mauro, piena di spunti.

https://rep.repubblica.it/pwa/editoriale/2020/10/25/news/coronavirus_dpcm_governo_lockdown_proteste_napoli_il_virus_della_ribellione-271849894/

Però non mi sento d'accordo, perché questa strada per l'inferno non è stata lastricata da buone intenzioni ma da precise intenzioni.

Si è reso omaggio ad un rampante individualismo che necessariamente ha portato ad acuire l'ingiustizia sociale, con chi sopravvive di piccoli lavoretti al nero, dei venditori ambulanti (magari non in regola), degli ultimi schiavi creati nel mondo moderno: i rider.

Altro che benessere per tutti, il sogno ricchezza per tutti prodotto dalle televisioni di chi difendeva la sua ricchezza personale.


Su questa strada per l'inferno non ci ha portati di certo questo governo ma è su questa strada che è arrivata la pandemia.

Però è inutile recriminare sul passato, serve costruire un futuro migliore, con pragmatismo e verità.

Le ambizioni dei singoli sono importanti, e permettono di raggiungere traguardi impensabili, solo quando sono inserite in una rete di condivisione collettiva, anche dei benefici. Quando si sanno unire le capacità dando merito a chi meglio sa offrire capacità e conoscenze per creare. Non l'appiattimento, né la volontà predatoria di pochi, che porta a conflitti ed immobilismo.

Leggendo l'articolo, puntuale su questo, si potrebbe pensare che le Regioni, la loro autonomia, siano il maggiore ostacolo a risulti positivi necessari, perché ognuna sembra tirare dalla propria parte come unica realtà sociale. Come se i cittadini lombardi, ad esempio, siano una realtà compatta sociale che vuole soluzioni diverse da quelle del resto d'Italia per un interesse collettivo.
Purtroppo non è così, ma, se volete, peggio.

L'interesse in campo non è quello generale di una regione, bensì quella del partito che governa quella regione, degli interessi che quel partito rappresenta, spesso maggioritari in una regione. Però non capiamo come si trovino a contrastarsi interessi differenti quando in ballo c'è la salute dei cittadini, ad esempio.

Il problema è che l'attuale assetto delle regioni è molto lontano da quel compito proposto di rendere più vicini i cittadini alla partecipazione della cosa pubblica, di renderli più partecipi alle scelte per l'interesse della propria comunità.
Si è semplicemente riprodotto un modello di stato centralistico, riportando anche sul territorio la distanza dei cittadini alle istituzioni politiche rappresentative.

Ci si schiera partigianamente da tifosi e non da soggetti attivi sociali, non si ascoltano le ragioni, i problemi, le soluzioni con spirito ragionevole, si suona la trombetta allo stadio e si è felici.

Ora è da chiedersi cosa deve fare il governo per rafforzarsi e tirare il Paese fuori dai problemi e dai pericoli anti democratici.

La constatazione, che siamo sulla famosa strada che porta all'inferno, ci deve far capire che non è nelle soluzioni di un DPCM, di un provvedimento economico che troviamo la strada che ci porti lontano dall'inferno.

Le soluzioni vere devono guardare lontano, costruire un nuovo "mondo" per questo Paese che è imprescindibile dalle possibilità offerte dalla Unione Europea.

Il recovery fund è la parte sostanziale per costruire la soluzione, ma ancora mi chiedo perché rinunziare al MES che darebbe una mano immediata alla soluzione dei problemi. A proposito non ho sentito ancora nessuna riflessione sul numero chiuso a medicina, che oggi sembra solo un riparo agli interessi corporativi. I medici stessi lo hanno caldeggiato in modo corporativo ed ora scoprono di esser pochi a fronteggiare i problemi, provando il rischio sulla propria pelle.

Per fronteggiare il rischio dell'esplosione scomposta di rabbia, il primo impegno per le forze politiche che sostengono il governo devono chiamare a raccolta i cittadini. Non con le conferenze stampa di Conte o le comunicazioni in Parlamento dei ministri.

Devono dimostrarsi coese verso la realizzazioni dei progetti del Recovery Fund, offrire al Paese la giusta speranza per il futuro che quei progetti possono dare.

Le piccole scaramucce di posizione sono il cerino nella paglia della possibile protesta.

Ci attendevamo un Paese nuovo dopo il lockdown, lo dicevamo tutti: "Nulla sarà come prima".
Sembriamo averlo dimenticato.
2  Forum Pubblico / "I DIFFERENTI" e il Loro Impegno nel Sociale. (Sarà mai un Club?). / Il Presidente è anche il padre di una società inserito:: Ottobre 26, 2020, 01:16:46 pm
Citazione
il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tende la mano al governo e ricorda che "il vero nemico di tutti e di ciascuno è il virus. Il responsabile di lutti, di sofferenze, di sacrifici, di rinunce, di restrizioni alla vita normale è il virus".

Citazione
Da Mattarella arriva anche un nuovo invito a stare in guardia contro le fake news: "La voce della ricerca, i dati che ci fornisce, il rigore e la trasparenza sono antidoto alle derive" che conducono nel "tunnel delle false notizie".

Frasi importanti, da autentico interprete di un ruolo genitoriale verso tutti i cittadini di un Paese.

Come è diverso l'atteggiamento autorevole di Mattarella contro tutti gli schiamazzi di chi cerca solo un vantaggio per la propria parte.

Dice cose importanti, non solo unità per affrontare la crisi
Citazione
"E' tempo di collaborazione e di alleanze globali, non di barriere e di egoismi. Si devono condividere impegni e conoscenze, come si condivide la sofferenza e la responsabilità".

Unità e riconoscimento nella Scienza.

Questo è un Presidente della Repubblica, questa è  la strada da seguire.

https://www.repubblica.it/politica/2020/10/26/news/covid_mattarella_vero_nemico_e_il_virus-271900079/?ref=RHTP-BH-I271771521-P1-S3-T1
3  Forum Pubblico / "DOMANISMO": la Società Futura e i GIOVANI della DIFFERENZA. / Responsabilità individuale e futuro. inserito:: Ottobre 20, 2020, 10:33:39 am
Quando ci accorgiamo del futuro?

Come disse Beethoven la 4 note iniziali, forse le più famose di tutta la musica, sono “il destino che bussa alla porta”.

Ci interroghiamo e spesso siamo terrorizzati dal non sapere cosa ci attende annunciato da quelle 4 note.

Nell'ignoranza siamo inclini ad accettare qualsiasi superstizione per allontanare il terrore di un futuro che potrebbe essere nefasto, essendo solo annunciato ma non esplicato.

Non sono sempre uguali quelle 4 note, possono riguardare un solo individuo che non conosce cosa gli accadrà domani, cosa riuscirà a fare domani e, sopratutto, gli è ignoto quanti domani potrà vivere. Si sente sperso di fronte all'ignoto, potrà subire una grave o lieve malattia, potrà ricevere una favolosa vincita, potrà raggiungere la felicità per un amore corrisposto, perché qualcuno di sinceramente caro ha raggiunto una meta, perché lui stesso ha raggiunto un importante risultato. La paura dell'ignoto potrà fargli dimenticare che ciò che avviene dopo dipende dal suo operato.

Quelle 4 note possono anche riguardare molti, se non tutti, gli individui del mondo intorno. Possono rappresentare la prosperità del suo mondo, le ristrettezze a cui può andare incontro il suo mondo, il dover subire una catastrofe (incendi, terremoti, epidemie) o l'aver la certezza di poter evitare, riparare il possibile pericolo.

L'esperienza ci porta a comprendere, imparare, l'importanza della condivisione del futuro, il condividere la costruzione del futuro porta alla costruzione della più formidabile arma contro i pericoli della vita, la condivisione della conoscenza, in una parola la cultura.

Quando più l'uomo si riconosce come parte della collettività, tanto più si sentirà forte e fiducioso del futuro. Lo fa istintivamente, lo ha sempre fatto. Nella storia ci si è riuniti nella condivisione di una liturgia religiosa, quando vediamo il futuro come ignoto e comandato da forze soverchianti, nella condivisione delle conoscenze, quando la capacità di indagare e ragionare sul futuro porta ad avere coscienza che il futuro dipende da noi e vediamo la nostra capacità a dissolvere le nebbie per trovare la giusta strada.

E' indicativo che il romantico, quasi titanico, Beethoven termina in modo ottimistico questa sinfonia, nella convinzione che l'umanità possa sconfiggere ciò che è contrario al suo bene.

Non è chiusura nell'individualismo spirituale tout court, Beethoven vorrebbe intitolare l'Eroica a Napoleone, Leopardi è celebre anche per i suoi studi naturalistici.

E' un nuovo equilibrio fra individualità e collettività. E' ritrovare la responsabilità di ognuno nella costruzione di un futuro benevolo per tutti.

E' quello che dovremmo ritrovare oggi nell'affrontare la sfida che un minuscolo virus ci impone.

https://youtu.be/-x4X95m_n0o
4  Forum Pubblico / L.A.U. Libera Associazione, Umanitarismo, Ambientalismo, Progressismo. / Nessuno si senta non coinvolto. inserito:: Ottobre 19, 2020, 11:22:02 am
Dopo le prove di coesione degli spiriti migliori nel lockdown, dopo le saggie scelte per avviare la prima ripresa in un modo pragmatico e fattivo spesso sconosciuto in Italia, dopo aver conseguito risultati lusinghieri sia nel contrasto del virus sia sul piano economico, è fondamentale creare le fondamenta per un progetto di futuro.

I risultati ci sono stati. " Senza dubbio l'Italia dopo il trauma del lockdown ha ricominciato soprattutto nel corso della scorsa estate a rimettere in movimento i gangli del sistema produttivo. Quasi tutti gli indicatori segnalano nel terzo trimestre una ripresa robusta, che per una volta ci ha resi competitivi con i partner europei."

Il blocco ha portato lusinghieri risultati sul piano sanitario, insieme ad una notevole capacità espressa nell'affrontare l'emergenza. Ora non sarebbe tempo di blocchi come quelli visti, l'economia deve ripartire appieno.

"Per conciliare queste due esigenze, però, serve senza dubbio prudenza ma anche visione. Una prospettiva. Coraggio. E scelte. Non, appunto, attendismo. Che rapidamente rischia di evolversi in immobilismo. La nave che salpa le ancore in questo mare, rischia di arenarsi in una palude o nel gigantesco e pericolosissimo oceano dell'indistinto.

Il governo ha dunque il dovere di salvaguardare occupazione, redditi e profitti. Ma deve farlo agendo. Ed invece appare sistematicamente in ritardo. Quasi impaurito."

" il Paese ha assistito ad alcuni ritardi che potrebbero rivelarsi negativamente determinanti. Si è perso del tempo prezioso: sui trasporti, sulla scuola, sulla riorganizzazione e ampliamento delle terapie intensive. Il Mes - che se attivato qualche mese fa avrebbe consentito di inondare di 37 miliardi il nostro sistema sanitario nazionale - è stato una "non scelta". Non sono state messe sulla bilancia le convenienze o le onerosità su cui comunque si può discutere. È stato semplicemente ignorato per paura, per il timore di dover affrontare l'ostilità pregiudiziale di una parte della maggioranza.

Così come si sta accumulando un ritardo gigantesco sul Recovery Fund. Non sono in discussione i termini entro i quali dovranno essere presentati i progetti - c'è ancora tempo fino a gennaio - , ma l'assenza totale di un dibattito profondo e di una progettualità complessiva. "

Neanche il mondo delle imprese è esente dal ritardo, hanno dichiarato più e più volte che nulla doveva essere come prima, che l'epidemia avrebbe cambiato radicalmente tutto il sistema produttivo e di commercializzazione. Ad oggi abbiamo ascoltato dalle associazioni datoriali la mesta litania degli aiuti necessari, la richiesta di procedere ai licenziamenti ma non l'ineludibile invito alle parti sociali (sindacati e governo, perché no anche ai partiti che devono legiferare) di aprire un tavolo per costruire la transizione verso la nuova economia digitale. Come se volessero gestire in assoluto potere un passaggio così delicato e dagli impatti sociali pesantissimi. Non funziona così, nell'imporre l'inevitabile muro contro muro. E' necessario un nuovo patto dei produttori che si deve confrontare con gli impatti sociali, perché la partita non è solo fra imprese e sindacati ma anche su tutta la società. Nei settori di società svantaggiati (pensionati e non occupati in primis), nella costruzione di una scuola ed una università soddisfacenti, nel fare ognuno la propria parte nella ricerca non solo tecnologica in senso stretto.

Ancora taluni in politica agiscono secondo la liturgia degli slogan e non nel confronto con il reale. La politica deve fare la sua parte come visione visione del futuro, sancendo i fondamenti necessari in termini di diritti, di svolta sostenibile (malgrado la resistenza delle imprese agli investimenti), di come ripartire la raccolta dei fondi necessari ala spesa pubblica. Fra l'altro abbiamo visto in questi giorni l'importanza della spesa pubblica per la salute e le protezioni sociali.

Dobbiamo preparare i piani per l'utilizzo del Recovery Fund "l'impiego efficiente ed efficace di quei fondi può essere rivoluzionario. L'Italia potrebbe improvvisamente colmare alcuni dei suoi gap competitivi con le altre nazioni industriali del mondo occidentale.

Tutelare la nostra economia, far risalire il Pil, controllare il deficit e il debito rappresentano dunque un pre-requisito. Una conditio sine qua non. Dietro la quale non ci si può nascondere. Oltre, infatti, c'è tutto il resto. Che non può essere raggiunto se si scivola nella palude dell'attendismo. Se ci si rifugia nel rinvio ad un momento successivo ed ineludibile. Soprattutto quel resto svanisce se si confonde la propria popolarità e il destino personale con quello del Paese."

Abbiamo avuto il piano Colao, gli stati generali ma non vediamo ancora la discussione aperta e pragmatica per applicare quelle riflessioni.

Bene dice Claudio Tito nel giusto articolo su "la Repubblica" di ammonimento (e ripeto): "Se ci si rifugia nel rinvio ad un momento successivo ed ineludibile. Soprattutto quel resto svanisce se si confonde la propria popolarità e il destino personale con quello del Paese." https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2020/10/18/news/tito_conte_governo_dpcm_covid-271053451/
5  Forum Pubblico / LA COLLINA della PIU' BELLA UMANITA', quella CURIOSA. / Re: Ue, Se torna la parola umanità inserito:: Ottobre 10, 2020, 01:02:45 pm
Sono fondamentali gli strumenti di comunicazione.
Le maggiori intelligenze, la Von der Lyen è certamente fra queste, cercano di costruire un futuro migliore per tutti, ma non si può aspettare solo che la scuola e le università rendano cittadini migliori.

E' una cultura che si deve diffondere subito e che non si può veicolare solo con gli slogan.

Servono luoghi di discussione in piazze fisiche ed anche non fisiche.

Serve aiutare la diffusione di cultura e non di battute "efficaci".

Constato come i meme sui social hanno un successo sconosciuto alle riflessioni, questo è un pericolo qualsiasi sia il messaggio.
6  Forum Pubblico / "DOMANISMO": la Società Futura e i GIOVANI della DIFFERENZA. / Guardare negli occhi può significare capire il futuro di un popolo. inserito:: Ottobre 02, 2020, 08:25:58 am
Il mondo dei bambini è spesso rappresentato da fiabe che raffigurano la speranza di un futuro sereno.

Ogni essere vivente spera nella serenità del futuro, non avere angosce nella vita.

Oggi si celebrano tre fatti, fra gli altri: la nascita di Indira Gandhi, la dichiarazione di guerra all'Etiopia, la resa dei polacchi ai nazisti a Varsavia.

Preziosi i documenti filmati trasmessi dalla RAI. Come si vede in quei documenti.

La rassegnazione dei polacchi è vero, che cercavano l'affermazione della loro dignità che sarebbe venuta di lì a poco comunque, ma gli altri documenti filmati mostrano di più sul futuro.

GLI OCCHI DELLE PERSONE CHE INNEGGIANO AL DUCE ALLA DICHIARAZIONE DELLA GUERRA ALL'ETIOPIA SONO PIENI DI VIOLENZA E DI RABBIA, GLI OCCHI DELLE PERSONE CHE SEGUIVANO INDIRA GANDHI ERANO PIENI DI SPERANZA, SERENI.

Le persone che avevano gli occhi sereni e pieni di speranza vinsero il loro futuro, le persone che avevano gli occhi pieni di violenza e di rabbia furono trascinate nella umiliazione più forte che ha conosciuto l'umanità, trascinate nella fame, alla morte, alla perdita della dignità.

Il futuro si conquista con la speranza e la serenità della propria intelligenza.

https://youtu.be/N_ENSdLOblk
7  Forum Pubblico / I CITTADINI Vogliono Conoscere e Partecipare. / Il valore della scienza, i cialtroni no-vax ed il nostro futuro. inserito:: Settembre 09, 2020, 12:47:00 pm
"La serenità si raggiunge con molto affanno." Michelangelo Buonarroti.

Le persone che usano il cervello sono in attesa del vaccino per recuperare la piena serenità.

Purtroppo è giunta notizia che una persona su 50.000 ha presentato una reazione anomala, uno dei partecipanti alla sperimentazione ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Secondo AstraZeneca di tratta di "un'azione di routine" che si verifica ogni volta che c'è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test e che consente "di indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell'integrità del processo dei test". "Si è presentato un quadro clinico avverso in uno solo dei 50 mila soggetti volontari su cui il vaccino è stato testato - ha spiegato Piero di Lorenzo, a.d. dell'istituto di ricerca Irbm di Pomezia - la multinazionale ha deciso di sospendere temporaneamente la sperimentazione in nuovi soggetti mentre continua il monitoraggio degli altri volontari".

Come diceva Robert Feynman "Ho imparato allora di che sostanza era fatta la scienza: era la pazienza."

Gli scienziati non sono folkloristici cialtroni che di tanto in tanto vediamo avventurarsi nelle piazze a diffondere negazione di intelligenza.

Seriamente e con pazienza si pongono all'opera per il bene dell'umanità.

Un proverbio buddista citato sempre da Robert Feynman recita così: "Ad ogni uomo viene data la chiave delle porte del paradiso; la stessa chiave apre le porte dell'inferno".

Chi opera nella scienza lo sa bene e si comporta responsabilmente.

Se si proiettasse in modo semplicistico, con la statistica del pollo, oggi qualche buontempone potrebbe dire in fondo il problema riguarderebbe solo circa 1.200 italiani, che sono un nulla rispetto agli oltre 235.000 contagiati ed i 35.000 morti.

Però gli scienziati sanno, per il loro ferreo metodo, che non possono sapere se la reazione incorrerà "solo" in 1.200 persone senza aver indagato le cause, si rendono conto che possibili 1.200 sofferenti sono una responsabilità immensa. Così continuano il loro duro lavoro con pazienza per mettere al sicuro tutti.

Sono la prova schiacciante, la pistola fumante, che mostra quanto siano falsi i portatori di falsità contro gli scienziati.

Nessuno ha pensato ai miliardi persi in borsa ed in fatturato.

Sì, la gloria e la riconoscenza costano fatica, affanno, pazienza. Il libretto di questa opera-balletto fu scritto da Voltaire, grande uomo alla base della nostra cultura, della scienza, dell'illuminismo.

https://youtu.be/we6vxXQ9hwo
8  Forum Pubblico / I CITTADINI Vogliono Conoscere e Partecipare. / Umanità e Ragione non sono mai in conflitto. L'ignoranza è il vero nemico. inserito:: Settembre 07, 2020, 01:02:11 pm
Penso che in questo caso non sia necessario parlare dell composizione, troppo famosa.

Solo vorrei ricordare la genialità profonda di Bach nella composizione di fughe.

"Tartaruga: E a lei sembrerà strano, ma è proprio così. In effetti, Bach introdusse ingegnosamente questa melodia in uno dei suoi pezzi musicali più complessi, il Contrappunto finale dell'Arte della Fuga. Quella fu l'ultima riga che scrisse. Quando la sentii per la prima volta, non avevo nessuna idea di come sarebbe stato il finale. Senza nessun preavviso, di colpo, la musica cessò. E poi ... un silenzio di morte. Capii immediatamente che quel silenzio significata la morte di Bach, E' un momento di una indicibile tristezza e l'effetto che ebbe su di me fu dirompente. In ogni caso, B-A-C-H- è l'ultimo tema di quella fuga. Vi si trova nascosto dentro. Bach non lo evidenziò esplicitamente, ma chi lo sa lo riconosce facilmente. Eh, sì .. Vi sono tanti modi ingegnosi per celare le cose nella musica.

.........

...ora mi sovviene che Bach stesso compose acrostici, e questo non deve stupire. In fondo, contrappunto ed acrostico, con il loro celare significati a livelli diversi, hanno molte cose in comune..... ...un acrostico sopra un acrostico.

........

La Tartaruga comincia a suonare B-A-C, ma appena raggiunge l'H, senza preavviso, di colpo, un suono dirompente interrompe bruscamente l'esecuzione. Achille e la Tartaruga si voltano di scatto giusto in tempo per veder cadere dalla mensola dove era stata collocata la Coppa G una pioggia di frammenti di vetro. E poi.... un silenzio di morte." ("Godel, Escher, Bach:un'eterna ghirlanda brillante", Douglas Hofstadter pag. 87-89).

Torniamo al personaggio principale, l'esecutore Albert Schweitzer.

Lungi da esistere una divisione fra la scienza e l'etica, le ragioni dei sentimenti, le due cose sono strettamente collegate. Quello che sembra semplice calcolo del compositore, di sommo ingegno, spinge l'uomo alla bontà, all'amore degli altri. Lo fa con la sua scienza di medico ed i suoi sentimenti pienamente umani.

Egli, che sin da piccolo aveva mostrato una spiccata sensibilità nei confronti di ogni forma vivente, sentì come irresistibile il richiamo-vocazione a spendere la sua vita a servizio dell'umanità più debole. Non fu tuttavia facile, per l'organista e insegnante Schweitzer rinunciare a quella che era stata la sua vita fino a quel momento: la musica e gli studi filosofici e teologici. Schweitzer sapeva però di dover realizzare quanto si era prefissato da vari anni. Scrive nel suo Aus meinem Leben und Denken ("La mia vita e il mio pensiero"):

«Il progetto che stavo per mettere in atto lo portavo in me già da lungo tempo. La sua origine rimontava ai miei anni di studentato. Mi riusciva incomprensibile che io potessi vivere una vita fortunata, mentre vedevo intorno a me così tanti uomini afflitti da ansie e dolori [...] Mi aggrediva il pensiero che questa fortuna non fosse una cosa ovvia, ma che dovessi dare qualcosa in cambio [...] Quando mi annunciai come studente al professor Fehling, allora decano della Facoltà di Medicina, egli avrebbe preferito spedirmi dai suoi colleghi di psichiatria.»
Schweitzer aveva le idee chiare anche sulla sua destinazione una volta ottenuta la laurea in medicina: Lambaréné, una città del Gabon occidentale in quella che era allora una provincia dell'Africa Equatoriale Francese. In una lettera scritta al direttore della Società missionaria di Parigi, Alfred Boegner – di cui l'anno prima aveva letto un articolo sulla drammatica situazione delle popolazioni africane afflitte da lebbra e malattia del sonno, bisognose di un'assistenza medica – Schweitzer spiegò la sua scelta:

«Qui molti mi possono sostituire anche meglio, laggiù gli uomini mancano. Non posso più aprire i giornali missionari senza essere preso da rimorsi. Questa sera ho pensato ancora a lungo, mi sono esaminato sino al profondo del cuore e affermo che la mia decisione è irrevocabile» https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Schweitzer

"Nel 1914 Hélène e Albert Schweitzer furono messi agli arresti domiciliari a causa della loro nazionalità tedesca. Il 5 agosto di quell'anno, giorno in cui ebbe inizio la Prima Guerra Mondiale, i coniugi Schweitzer vennero dichiarati prigionieri di guerra dai francesi, come cittadini tedeschi che lavoravano in territorio francese. Avevano il permesso di restare a casa, ma non potevano comunicare con la gente né accogliere i malati. Più tardi i francesi li espulsero dall'Africa spedendoli in un campo di lavoro nel sud della Francia. Secondo quanto racconta Edouard Nies-Berger, in Albert Schweitzer m'a dit, «la coppia Schweitzer fu fermata dalle autorità militari francesi per ragioni di sicurezza. Erano entrambi cittadini tedeschi, e la signora S., molto vicina alla Germania, aveva criticato il governo francese in alcune lettere trovate poi dalla censura. A credere a certe voci, Schweitzer era considerato una spia tedesca, e il Kaiser avrebbe avuto intenzione di nominarlo governatore dell'Africa equatoriale nell'ipotesi di una vittoria tedesca. I servizi segreti avevano trovato nel suo baule un documento che certificava l'offerta, e questa storia lo avrebbe perseguitato per il tutto il resto della sua vita.»"

"Complessivamente Albert fece diciannove viaggi a Lambaréné. Ovunque andasse era oberato di impegni: in Africa oltre che medico, era anche il costruttore e l'amministratore dell'ospedale. In Europa insegnava, sosteneva concerti e conferenze, scriveva libri per raccogliere fondi per la sua opera. Spesso veniva insignito di lauree honoris causa e di molteplici riconoscimenti, tanto che la rivista Time lo considerò «il più grande uomo del mondo».

Non era stato né il primo né l'unico medico a inoltrarsi nella foresta vergine, ma il suo pensiero, il suo spirito, la sua personalità erano diventati un riferimento per molti che in tutto il mondo condividevano i suoi ideali, tanto che vari professionisti seguendo il suo esempio si misero a servizio di opere umanitarie o missionarie in Africa. La sua tempra fisica, il suo carattere fermo unito a grande sensibilità e intelligenza, il rispetto per ogni forma di vita, la perseveranza, la fede, la musica d'organo e ogni opera che compiva vivendola appassionatamente, erano i motivi del suo successo. Ciononostante il grande uomo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, rimaneva notevolmente umile e timido. Confessò a un suo corrispondente svizzero: « [...] Soffro di essere famoso e cerco di evitare tutto ciò che attira su di me l'attenzione.»"

"Nel 1952 fu insignito del Premio Nobel per la Pace con il cui ricavato fece costruire il villaggio dei lebbrosi inaugurato l'anno successivo con il nome di Village de la lumière (villaggio della luce). Nei pochi momenti liberi che aveva, lavorando fino a tarda ora, si dedicava alla lettura e allo scrivere, ma anche questi avevano come scopo finale il mantenimento del suo ospedale a Lambaréné."

QUANTI PARALLELI CON LE ONG MODERNE, CHE PRESTANO LA LORO OPERA A DIFESA DEI DEBOLI IN TUTTO IL MONDO, CHE TANTO E' CAMBIATO DA ALLORA.

i DERELITTI SONO IN TUTTO IL MONDO A CAUSA DEL PROGRESSO.

QUESTE ONG HANNO RICONOSCIUTO DEI DERELITTI ANCHE NEI NOSTRI CONCITTADINI IN LOMBARDIA, DOVE IL LORO AIUTO E' STATO FONDAMENTALE.

E COME SEMBRANO RIDICOLI I NEGAZIONISTI DI IERI A ROMA, CHE DISPREZZANO LA SCIENZA E GLI UOMINI COME ALBERT SCHWEITZER, CON ESSA TUTTA LA CULTURA, COME ABBIAMO VISTO NELLA GRANDEZZA DI BACH.

SONO INCAPACI DI OGNI AZIONE CHE SIA "UMANA", PENSANO SOLO AD OFFENDERE CHI AIUTA GLI ALTRI PER PURO EGOISMO DI PICCOLE E MISERABILI CIANFRUSAGLIE.

https://youtu.be/rajlkxVHQDo
9  Forum Pubblico / "DOMANISMO": la Società Futura e i GIOVANI della DIFFERENZA. / E' il momento di scegliere il domani per i giovani. inserito:: Settembre 07, 2020, 12:57:07 pm
A volte ci si ricorda di passioni che ci hanno accomunato con altre persone e che ora non possiamo più condividere.

Fa piacere ripensarci e riflettere sui giorni a venire.

E' un momento importante per il nostro futuro, un momento di scelte importanti, fondamentali per la nostra vita.

Due possibilità abbiamo di fronte: vivere con ciò che ci offre la casuale offerta di lavoro per la sussistenza o cercare di innalzare la qualità delle nostre vite verso livelli sempre maggiori di soddisfacimento personale.

Sono due visioni opposte che delineano una differenza fondamentale e che vediamo in questi giorni.

Da un lato ciò che sembra più facile, con i giovani che cercano un futuro facendo brevi corsi di addestramento (direi quasi di ammaestramento) per far sopravvivere questo vecchio mondo. I giovani sempre più alienati nel futuro, saltare da un modo di essere, perché il lavoro è fondamentale nel modo di essere, all'altro, secondo quanto scelto da altri che vogliono arrogarsi il potere di scegliere per loro. Ovviamente le possibilità tecnologiche scacceranno sempre i giovani da una attività, per cercare di impiegarli in altre attività. In un continuo che non si fermerà mai.

Dall'altro l'ambizione di forzare la mano, spostare le speranze dei giovani verso contenuti intellettivamente più alti, non addestrarli ma formarli verso un personalità più ricca, lasciando alla tecnologia il ruolo avvilente delle attività, subito. I giovani spinti ad attività di ideazione di quelle tecnologie o verso attività ad alto contenuto culturale, allo studio, alla creazione di bellezza, ll racconto della bellezza, ad impedire il degrado della bellezza, alla cura del benessere.

Questa è una scelta fondamentale che abbiamo davanti, con i sostenitori dello status quo già ben schierati a sostenere una via che sembra più facile, sopratutto per i loro interessi.

La realtà è data anche dalla volontà degli uomini, dal creare consapevolezza nelle persone, nei giovani per scegliere bene il proprio futuro. Non esiste potere eterno, altrimenti avremmo sempre lì i re Luigi di Francia, non li avremmo relegati ad essere cimeli.

Quando si ascolta la bellezza viene spontaneo pensare alla costruzione di un mondo migliore. Però alcuni nascondono la bellezza ai giovani, dovrebbe essere un loro diritto conoscere la bellezza per crescere.

Questa bellezza è stata creata da un giovanissimo Chopin, si capisce l'importanza dei giovani per il futuro.

Invece sentiamo di nuovo creare la divisione con una formazione di serie A ed una di serie B (se va bene), i privilegiati che possono giungere per nascita alla più alta conoscenza e gli altri a vivere continuamente addestrati e spersonalizzati.

Eppure nel secolo scorso un forte vento spinse forte ad abbattere questa divisione, manteniamo con i denti quanto conquistato. Anzi pretendiamo che abbia massima realizzazione, vera, che ogni giovane abbia le stesse opportunità di crescere nella persona e scegliere la vita migliore per sé.

Non si nasce colti e con l'intelligenza oppure stupidi ed ignoranti, differenze fra gli uomini ci sono ma bisogna dare a tutti la possibilità di coltivare l'intelligenza e la cultura.

https://youtu.be/lBeIPp3F5d8
10  Forum Pubblico / ECONOMIA e POLITICA, ma con PROGETTI da Realizzare. / I giovani sanno anche costruire il nuovo ma spesso non sono ascoltati. inserito:: Maggio 31, 2020, 09:28:46 pm
Ho avuto dialoghi con VOLT, incontrati un po' per caso, un po' in incontri nella associazione di cittadinanza attiva.

Esiste un contrasto fra la politica portata avanti per inerzia e confermare il proprio ruolo, se non peggio.

Colpisce invece non solo la freschezza di idee, la tensione verso un qualcosa di nuovo che non viene dominato da ideologismi vecchi, tenendo ben vivi dei valori importanti.

Il disegno di una nuova Europa portato nel loro programma è una bella spinta ad una riflessione ed una discussione vera, approfondita.

Il perché cerchino di tenere un muro di silenzio intorno è facilmente comprensibile.

Dobbiamo comunque dare atto all'Unione Europea, in particolare alla Commissione, di aver aperto un nuovo cammino nel senso indicato da quei giovani.

Riporto il programma nella sua veste grafica che lo rende consultabile solo con l'Acrobat Reader.

https://assets.volteuropa.org/inline-images/syVfjRy23MvGQjWpgV4dYPYm4wpFFH0pnl7vx3sjiXHBMqpa6m.pdf
11  Forum Pubblico / DOMANISMO: l'IERI, l'OGGI e il DOMANI per i GIOVANI. / La dignità resta l'unica bussola. inserito:: Maggio 20, 2020, 12:45:44 am
Spesso le persone pacate dicono verità che dovrebbero essere semplici alla riflessione.

Dire che oggi occorre accettare il cambiamento che sta portando il progresso tecnologico, dopo che scientifico, e distribuire i benefici a tutti, è una semplice verità.

"Sarà una crisi che accelererà a una velocità vertiginosa le trasformazioni, soprattutto legate ai fenomeni di digitalizzazione, che già erano in corso. E soprattutto sarà una crisi che aumenterà le disuguaglianze. È vero infatti proprio l'esatto opposto del sentimento intuitivo che ha accompagnato l'arrivo del virus, l'idea cioè che si trattasse della famosa livella che mette tutti sullo stesso piano. In verità si è capito presto che non è così. Anzi. Proprio la lotta alle disuguaglianze dovrà essere la stella polare."

"L'imprenditore e il commerciante devono riadattarsi completamente, reinventarsi, per non chiudere. E soprattutto devono farlo in fretta. "

" Nel passato recente tutti questi servizi corrispondevano a un numero considerevole posti di lavoro. Oggi molti di questi sono scomparsi o si sono trasformati in occupazione di bassissima qualità e di ancor più infima retribuzione. E soprattutto in lavori privi di garanzie.

La bussola, oggi come in tutti gli snodi fondamentali della storia, non può che essere il rapporto tra dignità e lavoro. Quello che facciamo contribuisce a definire chi siamo, arricchisce di senso le nostre vite, ci rende donne e uomini liberi. Semplicemente il lavoro è dignità e libertà. Se questa equazione salta, se viene meno la naturale, potente, spinta degli esseri umani a migliorare la propria condizione attraverso la fatica e il lavoro, torneranno a contare fattori quali la condizione alla nascita, la famiglia di provenienza, il censo, l'accesso a relazioni privilegiate. Questo condizionamento è ancora potente, troppo. Ma se si annulla la possibilità di cambiare i destini inscritti nella carta d'identità attraverso il proprio impegno e il lavoro, che senso ha la vita?

Il tema chiama in causa i valori della nostra civiltà, incide sulla dignità della persona. I cambiamenti travolgenti che stiamo vivendo hanno allora bisogno non di tamponi regolamentari o di "pannicelli caldi". Occorre un profondo, serissimo e coraggioso, ripensamento del paradigma di sviluppo e welfare fin qui dominante, fino all'elaborazione di nuovi codici etici e valoriali. Per questo sforzo è necessario partire dai valori universali che hanno animato e poi scandito la scrittura dello Statuto dei Lavoratori, cinquant'anni fa. Un'opera straordinaria. Uno dei passaggi virtuosi che ci rendono fieri della storia repubblicana del nostro Paese."

Queste voci veritiere restano sovrastate da urla scomposte, le persone sono distratte da frasi senza senso ma gridate in modo convincente.
Questa violenza dell'ignoranza spinge gli illusi verso il baratro.

Chi, per ottuso egoismo, sogna di riaffermare un mondo in cui i diritti vengono calpestati perché non sa fare in altro modo, è destinato a soccombere perché non ha cambiato con la necessaria velocità il suo modo di intendere il ruolo di imprenditore. E' destinato al fallimento.

Così come chi accetta supinamente la violazione dei propri diritti e della propria dignità.

Il mondo non è più fatto per persone senza cultura e capacità di comprendere il nuovo, occorre ripensare il futuro dei giovani in questo orizzonte e aiutare chi si trova in situazione di debolezza in questo nuovo mondo.

La legge della storia non la puoi fermare con le chiacchiere fumose del venditore da strapazzo.

https://rep.repubblica.it/pwa/robinson/2020/05/19/news/la_dignita_resta_l_unica_bussola_del_cambiamento-257030488/?ref=RHPPTP-BH-I256762319-C12-P1-S2.4-T1
12  Forum Pubblico / NOTITIARUM: CONOSCERE per CAMBIARE il Nostro AGIRE. / Re: “LA PESTE”, OVVERO DELL’IMPORTANZA DELLE CABINE DI REGIA inserito:: Aprile 24, 2020, 09:08:53 pm
Una considerazione, quanto scritto parte da Camus, francese, con la Francia che è fortemente centralizzata ed unitaria. Una volta ci si spingeva a dire che in tutte le scuole francesi allo stesso momento si svolgesse la stessa lezione, a seconda dell'ordine, grado e annualità.

Allora come fare a superare quella mancanza di unitarietà presente nelle regioni italiane in un sistema così complesso come la salute.

Le regioni dovevano avere pronto un proprio piano di emergenza stabilito dal DPR del 27 Marzo 1992 e le linee guida per l'emergenza sanitaria 1/1996 che indicano:

 "Le regioni e le province autonome, tenendo conto delle indicazioni
fornite  con il presente documento promuovono, nell'ambito dei propri
programmi di riorganizzazione della rete ospedaliera e dei servizi di
emergenza-urgenza, tutte le azioni necessarie al raggiungimento degli
obiettivi concordati, finalizzati al miglioramento qualitativo  e  ad
una maggiore omogeneita' funzionale dei servizi, su base nazionale.
Organizzazione del sistema di emergenza.
   Il sistema sanitario per l'emergenza-urgenza e' costituito da:
    1.  un  sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico
di accesso  breve  e  universale  in  collegamento  con  le  centrali
operative;
    2. un sistema territoriale di soccorso;
    3.  una  rete  di  servizi  e presidi ospedalieri, funzionalmente
differenziati e gerarchicamente organizzati.
   Le modalita' di risposta all'emergenza-urgenza  si  articolano  su
quattro livelli di operativita':
    1. punti di primo intervento;
    2. pronto soccorso ospedaliero;
    3.  dipartimenti  di  emergenza, urgenza ed accettazione di primo
livello;
    4. dipartimenti di emergenza, urgenza ed accettazione di  secondo
livello."

E ancora nel dettaglio.

"Le   regioni,  nel  procedere  alla  riorganizzazione  della  rete
ospedaliera:
    predispongono il Piano regionale per  l'emergenza,  identificando
le   differenti   esigenze  delle  aree  territoriali  regionali  con
particolare riguardo agli insediamenti  abitativi,  produttivi,  alle
infrastrutture,  alle  attivita'  lavorative, ai flussi di traffico e
turistici ed alle attivita' sportive;
    individuano  le  sedi  idonee  di  Pronto  soccorso  ospedaliero,
organizzando  i  dipartimenti  di  emergenza  urgenza ed accettazione
negli ospedali idonei a svolgerne le funzioni, secondo le indicazioni
del presente documento;
   procedono alla riorganizzazione e al potenziamento dei posti letto
delle unita' operative di rianimazione e terapia  intensiva  e  delle
altre   terapie  intensive  specializzate  (UTIC,  terapia  intensiva
neonatale, centri ustione, etc.). I posti letto di terapia intensiva,
attualmente stimabili complessivamente attorno allo 1,5%  del  totale
dei  posti  letto disponibili, dovrebbero raggiungere gradualmente il
parametro tendenziale del 3% dei posti letto totali,  garantendo  una
articolazione  in  due  livelli,  come  previsto  dal Piano sanitario
nazionale, cosi' da assicurare la presenza di posti letto di  terapia
subintensiva  in  numero  almeno  pari a quelli di terapia intensiva.
Questo  incremento  e  la  relativa  organizzazione   permettono   di
affrontare  in modo adeguato non solo i problemi legati all'emergenza
ed urgenza, ma anche quelli derivanti dalle attivita'  chirurgiche  e
di prelievo e trapianto di organi.
   Questi  interventi  di riorganizzazione sono effettuati nelle sedi
ritenute idonee e, nei  diversi  ambiti  territoriali,  privilegiando
quelle  che  garantiscono il minor tempo medio di accesso ai pazienti
del bacino di utenza interessato.
   A questo scopo, le regioni possono prevedere la istituzione di  un
Comitato   regionale   sanitario  per  l'emergenza,  con  compiti  di
programmazione ed indirizzo delle attivita'  svolte  nel  sistema  di
emergenza. In particolare:
    collabora alla definizione del piano regionale per le emergenze;
    predispone  il  piano  per  le  maxiemergenze,  coordinandosi  in
particolare con il Dipartimento della protezione civile;
    definisce tipologia e dislocazione sul territorio  dei  mezzi  di
soccorso;
    elabora   protocolli   operativi   per   il  coordinamento  degli
interventi tra le strutture centrali e periferiche;
    formula  proposte  per  la  formazione  e  l'aggiornamento  degli
operatori utilizzati nel sistema dell'emergenza-urgenza;
    promuove   attivita'   di  verifica  e  valutazione  del  sistema
regionale dell'emergenza-urgenza.
   Il  Comitato  regionale  sanitario  per  l'emergenza,   presieduto
dall'assessore  regionale  alla  sanita', ovvero da persona da questi
delegata, potrebbe essere preferibilmente composto da:
    1. il/i responsabili dei DEA di secondo livello;
    2.  i  direttori  sanitari  delle  aziende  ospedaliere  e  degli
ospedali di rilievo nazionale;
    3. una rappresentanza dei responsabili delle centrali operative;
    4. un rappresentante della Croce rossa italiana;
    5.  un rappresentante delle associazioni di volontariato operanti
nel sistema di emergenza in regime convenzionale;
    6. altre figure responsabili di servizi di particolare  rilevanza
nell'area territoriale di pertinenza;
    7. un rappresentante del Comitato regionale di Protezione civile.
Centrale operativa."

Notare come in tale provvedimento fosse a carico delle regioni aver pronto un piano per raddoppiare i posti letto di rianimazione. " procedono alla riorganizzazione e al potenziamento dei posti letto
delle unita' operative di rianimazione e terapia  intensiva  e  delle
altre   terapie  intensive  specializzate  (UTIC,  terapia  intensiva
neonatale, centri ustione, etc.). I posti letto di terapia intensiva,
attualmente stimabili complessivamente attorno allo 1,5%  del  totale
dei  posti  letto disponibili, dovrebbero raggiungere gradualmente il
parametro tendenziale del 3% dei posti letto totali,  garantendo  una
articolazione  in  due  livelli,  come  previsto  dal Piano sanitario
nazionale, cosi' da assicurare la presenza di posti letto di  terapia
subintensiva  in  numero  almeno  pari a quelli di terapia intensiva."

Ci sono regioni che avevano pronto quel piano e regioni che non avevano pronto quel piano.
La protezione civile doveva intervenire ad eccezione e non nella totalità dell'attività.

Purtroppo se alla complessità di una situazione si sommano le complessità di diversi indirizzi ed obiettivi, si rischia in questi casi un danno notevole.
Però come fa il governo nazionale, ad esempio, ad individuare i posti letto di rianimazione se le regioni gestiscono i piani ospedalieri?
13  Forum Pubblico / GRUPPO DI STUDIO: Lavori in corso. / Re: TAVOLO delle PROPOSTE e NOTE per il GRUPPO. inserito:: Luglio 03, 2008, 12:22:53 am
Ma io il biglietto per andare sul Titanic non lo volevo comprare.
Questo è il primo pensiero che mi viene leggendo l'articolo di Alessia Grossi sull'Unità.
E' preciso e descrive molto bene la situazione attuale.
I signori che hanno votato nel 2001 e nel 2008 la destra avranno sulla coscienza una delle crisi sociali più profonde che abbia mai attraversato questo giovane Paese, ma l'intensità sarà degna di segnare un'epopea.
Esercito in strada e crisi sociale alle porte ....... c'è legna per dire tanto.
14  Forum Pubblico / GRUPPO DI STUDIO: Lavori in corso. / Re: Tavolo n° 2 Straordinari... inserito:: Luglio 02, 2008, 05:39:18 pm
Ovvio che la firma mi onora. Per me nulla osta.
15  Forum Pubblico / GRUPPO DI STUDIO: Lavori in corso. / Re: Tavolo n° 2 Straordinari... inserito:: Luglio 02, 2008, 01:03:21 pm
Confermei la necessità di avere firme più collettive possibile per un'infinità di ragioni.
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