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Autore Discussione: PAOLO RODARI.  (Letto 31858 volte)
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« Risposta #105 inserito:: Marzo 25, 2018, 04:02:30 pm »

Vaticano, il Papa: "Intrighi e calunnie portano a condanne senza scrupoli"
Nella domenica delle Palme, Francesco si rivolge anche ai giovani: "Vogliono farvi tacere, gridate prima che sia tardi"

25 marzo 2018

CITTA' DEL VATICANO. "Intrighi e calunnie portano a condannare gli altri senza scrupoli". Sono dure le parole pronunciate da papa Francesco nella domenica delle Palme. Intrighi e calunnie, una frase che risuona a pochi giorni dalle dimissioni di monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione. "Crocifiggilo! - continua Bergoglio - non è "un grido spontaneo, ma montato, costruito, che si forma con il disprezzo, con la calunnia, col provocare testimonianze false. E' la voce di chi manipola la realtà e crea una versione a proprio vantaggio e non ha problemi a 'incastrare' altri per cavarsela. Il grido di chi non ha scrupoli a cercare i mezzi per rafforzare se stesso e mettere a tacere le voci dissonanti". Poi il Papa si rivolge ai giovani: "Un giovane gioioso è difficile da manipolare per questo la gioia è per alcuni motivo di fastidio". "Far tacere i giovani -ha detto il Papa- è una tentazione sempre esistita" e "ci sono molti modi per rendere i giovani silenziosi", "anestetizzarli e addormentarli perché non facciano rumore". "Cari giovani, sta a voi la decisione", "se gli altri tacciono, se noi anziani e responsabili, tante volte corrotti, stiamo zitti, se il mondo tace" "vi domando: voi griderete? Per favore, decidetevi prima che gridino le pietre".

© Riproduzione riservata 25 marzo 2018

Da - http://www.repubblica.it/vaticano/2018/03/25/news/vaticano_il_papa_intrighi_e_calunnie_portano_a_condanne_senza_scrupoli_-192199849/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
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« Risposta #106 inserito:: Aprile 01, 2018, 07:38:52 pm »

Domenica 01 aprile 2018

 Frasi di Papa Francesco   

“Lasciamo che lo stupore gioioso della Domenica di Pasqua si irradi nei pensieri, negli sguardi, negli atteggiamenti, nei gesti e nelle parole… Magari fossimo così luminosi!
Ma questo non è un maquillage! Viene da dentro!”

PAPA FRANCESCO

Da frasicelbri.it
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« Risposta #107 inserito:: Aprile 17, 2018, 09:24:27 pm »

"Difendere i deboli e i migranti non è comunismo".

Il Papa e la via della santità
Francesco parla della "santità quotidiana della porta accanto" nella nuova enciclica "Gaudete et Exultate".

E chiede una battaglia senza tregua contro le tentazioni del diavolo dell'egoismo e dell'accoglienza come missione dei cristiani

Di PAOLO RODARI
09 aprile 2018

CITTÀ DEL VATICANO. Parla della “santità della porta accanto, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio, o, per usare un’altra espressione, la classe media della santità”. Perché la santità è per tutti, non solo per una élite: anche se spesso “si contemplano modelli di santità che appaiono irraggiungibili”, essa è presente nelle persone semplici, in coloro che decidono di seguire le beatitudini evangeliche. “Per essere santi non è necessario essere vescovi, sacerdoti, religiose o religiosi”. La chiamata è piuttosto “per tutti”. Sono santi, ad esempio, “i genitori che crescono con tanto amore i loro figli”, gli “uomini” e le “donne che lavorano per portare a casa il pane”, i “malati”, le “religiose anziane che continuano a sorridere”. Ma - e su questo Francesco insiste con particolare enfasi - la santità della porta accanto è accoglienza: "Non difendere i migranti non è da cristiani", dice " e i clochard non sono fagotti che sporcano la strada". Con una battuta che riassume tutto: "La difesa dei deboli non è comunismo né un delirio passeggero", né tantomeno "l'invenzione di un Papa".
 
S’intitola “Gaudete et Exsultate” (“Rallegratevi ed esultate”) la nuova esortazione apostolica scritta da Francesco e dedicata alla santità nella vita quotidiana. “Non un trattato sulla santità”, spiega il Papa nelle righe iniziali. E nemmeno una mera “analisi”. Quanto un testo che cerca di “incarnare” la santità nella vita di tutti i giorni, un lavoro che da subito si mostra come chiaramente d’ispirazione papale, autentico, personale. “Non c’è che una tristezza – scrisse non a caso lo scrittore francese Léon Bloy – quella di non essere santi”.
 
È la terza esortazione firmata da Bergoglio (la data della firma è il 19 marzo, festa di san Giuseppe) dopo l’“Evangelii Gaudium” (24 novembre 2013) sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale, e dopo l’“Amoris Laetitia” (19 marzo 2016) sull’amore nella famiglia. È stata presentata questa mattina in Vaticano da monsignor Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, dal giornalista Gianni Valente e da Paola Bignardi, dell’Azione Cattolica. È composta da 177 paragrafi in oltre 100 pagine.
 
No a cristiani e media cattolici violenti su Internet
Francesco declina la chiamata alla santità anche con esempi pratici. Il primo riguarda la presenza sul web dei cristiani: “Anche i cristiani possono partecipare a reti di violenza verbale mediante Internet e i diversi ambiti o spazi di interscambio digitale. Persino nei media cattolici si possono eccedere i limiti, si tollerano la diffamazione e la calunnia, e sembrano esclusi ogni etica e ogni rispetto per il buon nome altrui”.
 

La situazione migranti non tema marginale rispetto a altri
Altro punto riguarda i migranti: alcuni cattolici, spiega il Papa, affermano che la situazione dei migranti, “di fronte al relativismo e ai limiti del mondo attuale, sarebbe un tema marginale”, un tema “secondario rispetto ai temi 'seri' della bioetica”. Ma queste ideologie “mutilano il cuore del Vangelo”.
 
Non è mio delirio passeggero difendere i deboli
“Non si tratta dell'invenzione di un Papa o di un delirio passeggero”, difendere i non nati, i poveri, i migranti. Il Papa ha sottolineato “le ideologie che mutilano il cuore del Vangelo” e ha invitato a seguire le Beatitudini e agire di misericordia. “Nocivo e ideologico” è “l'errore di quanti vivono diffidando dell'impegno sociale degli altri, considerandolo qualcosa di superficiale, mondano, secolarizzato, immanentista, comunista, populista”. Sottolinea il Pontefice: “Non possiamo proporci un ideale di santità che ignori l'ingiustizia di questo mondo, dove alcuni festeggiano, spendono allegramente e riducono la propria vita alle novità del consumo, mentre altri guardano solo da fuori e intanto la loro vita passa e finisce miseramente”.
 
Lotta contro il diavolo
La vita cristiana “è un combattimento permanente”. Si richiedono “forza e coraggio per resistere alle tentazioni del diavolo e annunciare il Vangelo”. Tuttavia Francesco spiega che “non si tratta solamente di un combattimento contro il mondo e la mentalità mondana, che ci inganna, ci intontisce e ci rende mediocri, senza impegno e senza gioia. Nemmeno si riduce a una lotta contro la propria fragilità e le proprie inclinazioni. È anche una lotta costante contro il diavolo. Gesù stesso festeggia le nostre vittorie”. Il diavolo, sostiene il Papa, non è un mito, “una rappresentazione, un simbolo, una figura o un’idea”. “Tale inganno ci porta ad abbassare la guardia, a trascurarci e a rimanere più esposti. Ci avvelena con l’odio, con la tristezza, con l’invidia, con i vizi. E così, mentre riduciamo le difese, lui ne approfitta per distruggere la nostra vita, le nostre famiglie e le nostre comunità”.
 
Ma “come sapere se una cosa viene dallo Spirito Santo o se deriva dallo spirito del mondo o dallo spirito del diavolo? L’unico modo è il discernimento, che non richiede solo una buona capacità di ragionare e di senso comune, è anche un dono che bisogna chiedere. Se lo chiediamo con fiducia allo Spirito Santo, e allo stesso tempo ci sforziamo di coltivarlo con la preghiera, la riflessione, la lettura e il buon consiglio, sicuramente potremo crescere in questa capacità spirituale”.

© Riproduzione riservata 09 aprile 2018

Da - http://www.repubblica.it/vaticano/2018/04/09/news/papa_gaudete_exultate_migranti_internet_santita_-193394567/?ref=RHPPLF-BH-I0-C4-P7-S1.4-T1
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