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Autore Discussione: LE FRONDE PD HANNO UCCISO L'ULIVO, OGGI VOGLIONO SCACCIARE RENZI  (Letto 2450 volte)
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« inserito:: Gennaio 29, 2011, 06:00:23 pm »

Pd napoletano tutti contro tutti

Ranieri perde l'aplomb e attacca: «Bersani , che errore commissariarci»

Il contestatore di Cozzolino si scaglia anche contro il leader: «C'è una battaglia e io voglio condurla»

   
NAPOLI - Umberto Ranieri contro Pierluigi Bersani: la situazione nel Pd napoletano diventa esplosiva, e ormai rischia di avere ripercussioni pesantissime sul partito a tutti i livelli. Pochi minuti fa, al termine di una conferenza stampa, Umberto Ranieri - arrivato alle primarie dietro Cozzolino - ha invitato il leader nazionale a «riconsiderare il commissariamento del partito in base alle norme statutarie».

«La battaglia non può non continuare, ed io – ha aggiunto - voglio condurla», ha detto Ranieri, auspicando la possibilità di costruire per Napoli un’alleanza allargata anche al centro di Casini. E poi: «La commissione di garanzia (che ieri ha sospeso i lavori per l’abbandono di tre membri dell’organismo, ndr) può ancora lavorare per valutare la fondatezza dei ricorsi». «Toccherà agli organismi dirigenti napoletani, (che per Ranieri restano Nicola Tremante e la segreteria provinciale, nonostante il commissariamento deciso da Bersani, ndr), e al centro del partito, affrontare gli sviluppi che si presenteranno per trovare la soluzione adeguata alla problematica che si è venuta a creare».

Dunque, Ranieri abbandona i toni soft e attacca direttamente il segretario nazionale, al quale i sostenitori del responsabile Mezzogiorno del partito dal primo momento hanno contestato la decisione di commissariare la segreteria napoletana inviando Andrea Orlando al posto di Nicola Tremante, che Ranieri ha definito «un galantuomo». Lo stesso Ranieri ha anche espresso «apprezzamento» per le parole di Pierferdinando Casini, che ieri aveva affermato che avrebbe sostenuto una sua candidatura a sindaco. Bersani nel mirino, dunque: i sostenitori di Umberto hanno la sensazione che le ultime mosse del segretario nazionale stiano, in un modo o nell'altro, favorendo il percorso verso la candidatura a sindaco di Andrea Cozzolino. E non manca chi suggerisce a Ranieri di dar vita a una lista riformista. «Alla nostra battaglia si è contrapposto in queste settimane un sistema di potere che ha derogato ai principi di correttezza e lealtà - ha detto ancora Ranieri- che dovrebbero caratterizzare le primarie, producendo uno sconcio per scongiurare la svolta».

«Si è arrivati dopo le nostre denunce, all’assalto squadrista della sede della federazione provinciale del Pd (si riferisce al sit-in con cartelli tenutosi mercoledì in via Toledo, sede della segreteria provinciale, ndr) - ha concluso - per insolentire Tremante e intimidire la commissione di garanzia che stava analizzando i ricorsi. È un bene per Napoli che queste verità siano emerse».

Francesco Parrella
Carlo Tarallo

29 gennaio 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2011/29-gennaio-2011/ranieri-perde-aplomb-attaccabersani-che-errore-commissariarci-181356549692.shtml
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« Risposta #1 inserito:: Gennaio 29, 2011, 06:01:37 pm »

IL RETROSCENA

Napolitano in campo, richiamo ai ministri "Stop a conflitti, o rischio urne"

Il monito "riservato" del Quirinale al governo.

Letta lo ha subito trasmesso a Berlusconi.

Bossi ha già tirato il freno a mano nella battaglia con il Terzo polo e con Fini


di CLAUDIO TITO
 
 ROMA - "Ci ha spiegato che se i conflitti tra poteri non cessano e la paralisi del Paese non viene superata, il rischio è che si vada subito a votare". Il Consiglio dei ministri è appena terminato. Silvio Berlusconi ha concluso da poco il suo appello ad "andare avanti". Ma a tenere banco tra i ministri è altro. È il monito che il presidente della Repubblica ha riservatamente fatto pervenire a molti membri del governo e dell'opposizione. Il pericolo, descritto con crudezza, che il Paese sta inesorabilmente slittando verso le elezioni anticipate.

Giorgio Napolitano, infatti, tra giovedì e venerdì ha avuto occasione di manifestare la sua preoccupazione a molti esponenti dell'esecutivo, ai leader del centrosinistra e a quelli del Terzo polo. Ne ha parlato durante le celebrazioni della Giornata della memoria e ieri mattina a margine delle cerimonie per l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Molti i ministri che hanno ascoltato le parole del capo dello Stato. E soprattutto un sottosegretario, Gianni Letta. Che ha immediatamente trasmesso il messaggio al presidente del consiglio. I resoconti dei suoi interlocutori sono unanimi: "A tutti ha detto che in presenza di una permanente conflittualità tra Istituzioni e poteri dello Stato, tra forze politiche e organismi parlamentari, il ricorso alle urne diventa inevitabile. Perché si tratta di uno scontro che non risparmia niente e nessuno". Più che una minaccia, quello del Quirinale è un avvertimento.

L'elenco delle frizioni che stanno immobilizzando l'intero apparato statale, del resto, è piuttosto lungo. Il dibattito al Senato, avallato da Renato Schifani, sulla casa di Montecarlo. La lite tra la seconda carica dello Stato e Fini. L'intervento del ministro degli Esteri Frattini per rispondere all'interrogazione del senatore pdl Compagna. La richiesta di dimissioni avanzata dal presidente del consiglio nei confronti di Fini del presidente della Camera Il boicottaggio dei lavori di un delicato organismo parlamentare, il Comitato di controllo sui servizi segreti, causato dalla maggioranza. Gli attacchi furibondi di Berlusconi contro un altro potere dello Stato: la Magistratura. L'articolo del Giornale su Ilda Boccassini. L'attività delle Camere sostanzialmente bloccata. Tutti elementi che rappresentano per il Colle fattori di preoccupante instabilità.

"Così - raccontano alcuni autorevoli ministri che hanno potuto ascoltare le riflessioni del presidente della Repubblica - a suo giudizio non si può andare avanti. E anche se ci ha ricordato di essere un fautore della stabilità di governo, in questo modo la spinta verso lo scioglimento delle Camere diventa insopportabile. Il Paese non può più sopportare lo scontro di tutti contro tutti". Ieri, racconta chi ha presenziato all'inaugurazione dell'anno giudiziario, Napolitano ha ascoltato con soddisfazione la relazione del ministro Alfano che si è limitato a difendere il lavoro del governo senza aprire le ostilità con i magistrati. Sul Colle, insomma, sperano che la fisiologica dialettica riconquisti terreno. Al contrario, dinanzi ad una persistente e totale paralisi della macchina amministrativa, diventa inevitabile riportare gli elettori alle elezioni.

Non a caso, gli stessi autorevoli esponenti dell'esecutivo, adesso rileggono in controluce l'articolo 88 della Costituzione che assegna un potere chiaro alla più alta carica istituzionale: "Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse". Non aggiunge altro e non pone condizioni. Riflessioni che nelle ultime ore hanno raggiunto e impressionato Palazzo Chigi. E sebbene Napolitano nei suoi ragionamenti non abbia aperto la discussione sui limiti delle sue prerogative, gli uomini del Cavaliere hanno iniziato a pensare che per arrivare allo scioglimento del Parlamento potrebbe non esserci bisogno di una formale crisi di governo.

In una certa misura l'effetto del suo monito ha aperto una breccia nel centrodestra. Per la prima volta ieri Berlusconi ha evitato nel suo ormai tradizionale video-messaggio di reclamare le dimissioni del presidente della Camera. Il Guardasigilli, appunto, non ha attaccato i giudici. Il Pdl - su input del Cavaliere - sta cancellando la manifestazione del 13 febbraio. Umberto Bossi ha tirato il freno a mano nella battaglia con il Terzo polo e con Fini. Ma nessuno, nemmeno sul Colle, è convinto che la tensione possa considerarsi archiviata e che i conflitti istituzionali siano pacificati. Tant'è che proprio dal Pd e dall'asse Udc-Fli è arrivata una improvvisa apertura al voto anticipato. In tutti i calcoli, peraltro, sta entrando un altro argomento: l'ingorgo istituzionale che si realizzerebbe nel 2013 se si completasse la legislatura. La scadenza delle Camere coinciderebbe con quella del settennato presidenziale.

Il piano inclinato che porta alle urne, dunque, non è stato ancora corretto. Lo ammette apertamente proprio il leader della Lega che ieri pomeriggio - sul volo che ha riportato un bel po' di ministri a Milano - ha assegnato un orizzonte limitato alla legislatura. "Fino a quando abbiamo la possibilità di approvare il federalismo si va avanti, altrimenti si vota". E, comunque, anche se ci fosse il via libera, il ciclo della maggioranza sarebbe esaurito. "Silvio è nervoso perché gliel'ho detto". Per suffragare la sua tesi Bossi ha chiesto al premier: "Perché non hai approvato la legge sulle intercettazioni? Non saresti rimasto incastrato in questo casino di Ruby?". "Non me l'hanno fatto fare". "E allora perché dovresti riuscirci adesso con questi numeri?". Ma per il momento il Cavaliere resiste: "Si va avanti, almeno fino al 2012". Ma ormai è solo lui a sperarlo.
 
(29 gennaio 2011) © Riproduzione riservata 
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/29/news/napolitano_in_campo_richiamo_ai_ministri_stop_a_conflitti_o_rischio_urne-11796539/
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« Risposta #2 inserito:: Giugno 28, 2014, 11:54:00 am »

Renzi la spunta con la Merkel ma preoccupa la fronda Pd

Di GIANLUCA LUZI

Abbiamo ottenuto quello che volevamo" commenta soddisfatto il sottosegretario per le politiche comunitarie Gozi dopo la prima giornata del vertice europeo. E in effetti il confronto fra Renzi e Merkel, a tratti aspro e difficile, si è concluso con un sostanziale accordo in direzione della crescita fra la Cancelliera e il premier. Renzi chiede maggiore flessibilità e nel documento del presidente Van Rompuy che i capi di Stato e di governo sottoscriveranno c'è scritto che bisogna fare un uso "migliore" della flessibilità. Migliore di cosa? di quello che si è fatto finora? Renzi spera quindi che d'ora in poi la politica di austerity rigorosa venga abbandonata per dedicare maggiori risorse alla crescita e all'occupazione. Ma non sarà esattamente così, o meglio non sarà così automatico. A parole tutti vogliono la crescita e l'occupazione, ci mancherebbe altro. Ma in pratica le cancellerie del nord Europa stanno con il fucile puntato contro Francia, Italia e Spagna sempre sospettate di voler contrarre nuovi debiti e riprecipitare l'euro nel baratro della speculazione finanziaria che non aspetta altro che un passo falso per scatenarsi di nuovo. Per questo l'Italia sarà sottoposta a vincoli piuttosto rigidi come condizione per avere una maggiore flessibilità. In altre parole non sarà gratis, ma occorreranno le riforme da completare e una finanziaria molto robusta da approvare. Il debito deve calare, invece che aumentare. Dalla prossima settimana il premier dovrà affrontare due capitoli sempre caldi della politica italiana: la riforma della Giustizia e le riforme istituzionali. Lunedì infatti il governo emanerà le linee guida della riforma della Giustizia. In primo piano la responsabilità civile dei magistrati e le intercettazioni. In commissione al Senato cominciano le votazioni sulla riforma di Palazzo Madama. Cresce una fronda trasversale Pd-Forza Italia per l'eleggibilità dei futuri senatori.

DA - http://www.repubblica.it/politica/
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« Risposta #3 inserito:: Luglio 05, 2015, 09:34:29 am »

ggiannig    

 Oggetto del messaggio: Cosa si intende con: NON ESSERE RENZIANI PER ORA ...
Messaggio Inviato: dom lug 05, 2015 09:12 am
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Cosa si intende per APPOGGIARE IL GOVERNO RENZI MA NON ESSERE RENZIANI PER ORA?

Per noi vecchi Ulivisti della "riserva" traditi da una Sinistra grigia di prospettiva e sinistra di comportamento, significa seguitare nell'impegno d'area CentroSinistra con la certezza sia l'unica "zona politica" cui affidare il vero rifacimento di una Italia "sfregiata" da cento malvivenze.

Significa mettersi, non supinamente, nella condizione i cooperare con chi ha impugnato con decisione la barra del timone, intraprendendo per l'Italia una rotta NUOVA. Renzi.

Non Renziani Per Ora: perchè le difficoltà da superare sono molte e le mosse iniziali del governo, che dovrebbero essere risolutive, non sono tutte da condividere in toto.

Non Renziani Per Ora: perchè il nostro modesto operare in questo sito (nato ulivo.it) seguita ad essere tollerato (ringraziamo) ma non valorizzato, neppure da Renzi, sia da un dialogo aperto con il vertice PD, sia ammodernandolo come richiederebbe la struttura ormai obsoleta.

Non Renziani Per Ora: ma seguitiamo nella partecipazione attiva, minima ma vivace e sufficientemente seguita dai lettori, perchè siamo certi che la qualità di governo di Renzi possa e debba essere migliore, soprattutto siamo convinti che al governo Renzi non ci sia alternativa Per Ora.

Viva il Lupo,
ggiannig
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« Risposta #4 inserito:: Agosto 13, 2015, 11:43:42 am »

«Compagno Cuperlo, così uccidete la sinistra»
Dal giornale   
Sergio Staino nella sede del PD durante la presentazione sui risultati del progetto ''Luoghi Idea(LI)'',

Roma 13 Giugno 2015, ANSA/GIUSEPPE LAMI   

La lettera aperta del papà di Bobo: «Costruite un’alternativa a Renzi ma senza distruggere il Pd. Su De Bortoli avete commesso un grave errore»

Fin dal primo giorno della nuova uscita de l’Unità ho cominciato a ricevere, oltre a tantissime testimonianze di affetto e apprezzamento, messaggi, tweet o commenti sui social network molto critici nei miei confronti, fino al limite dell’offensivo. Al di là delle diverse argomentazioni la sostanza che li caratterizza è comunque la stessa e, in soldoni, la possiamo sintetizzare così: se lavori su l’Unità vuol dire che ti sei venduto a Renzi, quindi sei un traditore della Sinistra. Tra questi anche molti sms di Gianni Cuperlo, un amico fraterno che stimo tantissimo e su cui ho sperato e operato per averlo come segretario. Con lui ho scambiato tantissimi sms con l’impressione, purtroppo, di trovarmi in un dialogo tra sordi. Alcuni giorni fa gli ho spedita questa lettera a cui non ho ancora ricevuto risposta. Ho deciso di pubblicarla non per attizzare ancor più le polemiche tra di noi ma perché i temi che si affrontano sono presenti e laceranti nell’animo di tantissimi compagni ed elettori dentro e fuori del Pd. So di non avere la verità in tasca e so anche che nel passato ho sbagliato tantissime volte: aspetto quindi, con gratitudine, ogni forma di commento e di aiuto costruttivo alla comprensione del difficile momento politico che stiamo attraversando.

Caro Gianni, ti rispondo per email perché per sms mi ci vorrebbe troppo tempo e troppo spazio. È vero che ho contestato Berlusconi per anni e continuerò a farlo fino a quando Berlusconi continuerà a stare sulla scena politica. Ma insieme a lui ho contestato spessissimo anche Prodi e ancor più D’Alema e ancor più Veltroni, o comunque tutta una mia sinistra di cui mi sento parte e di cui mi sembra doveroso segnalare le cose che secondo me sono brutte e dannose. Anzi, direi che in tutta la mia storia la preferenza a fustigare quel che ho considerato errori e malefatte della nostra parte, ha sempre fatto la parte del leone in tutto il mio lavoro: ho sempre trovato più utile e gratificante aiutare il mio schieramento a migliorarsi piuttosto che perdere troppo tempo a ripetere denunce abbastanza diffuse e condivise sulle malefatte della destra.

Tanti le denunciano in modo egregio, meglio che io le dia per scontate e mi rivolga di più ad un lavoro di semina nel nostro orto. È con questo spirito che faccio le vignette sulla Sinistra Dem e ne faccio tante perché mi sembra, in tutta sincerità, che vi stiate sempre più comportando secondo criteri e linee che ben poco hanno a che vedere con la prassi a cui siamo stati abituati, da Gramsci a Togliatti, da Berlinguer a Reichlin a Macaluso e ai tanti compagni che tu stesso riconosci come maestri. Già il fatto che tu metta sullo stesso piano le mie critiche a Berlusconi con le mie mancate critiche a Renzi, dimostra per l’ennesima volta un errore di valutazione in cui mi sembra tu sia caduto in pieno: considerare simili Berlusconi e Renzi. A mio avviso è lo stesso errore che facemmo negli anni ‘20 quando accusammo i dirigenti socialisti di socialfascismo e che abbiamo ripetuto negli anni ‘80- ’90 quando abbiamo trattato Craxi come un avversario totale e dannosissimo. Un errore talmente grosso che sicuramente ha contribuito poi alla vittoria di Berlusconi. Oggi, così come vi comportate con Renzi, a mio avviso state pericolosamente aiutando una futura tragica vittoria di un Salvini o di un Grillo. Io considero Renzi un frutto amaro del nostro partito, un frutto che ci pone ogni giorno problemi difficili e non sempre positivi.

Ma detto questo, non mi riconosco certo in chi vede in lui il rappresentante di una feroce destra neoliberista totalmente asservita al capitale finanziario. Un rappresentante che, per chissà quale magia, si è appropriato del nostro partito e che bisogna quindi combattere ed annullare con tutti i mezzi possibili, i più scorretti compresi. Renzi invece, è per noi, tu ed io, il risultato di una nostra politica e di un nostro atteggiamento etico e morale. Dico “noi” perché sei stato l’unico, alla prima assemblea della Sinistra Dem all’Eliseo, che ha saputo fare un’analisi sul perché abbiamo adesso Renzi segretario e premier e su quanta responsabilità hanno, su questo, i nostri vecchi dirigenti. Loro, invece, non hanno mai fatto questa analisi e, al contrario, si autoassolvono pensando che Renzi non c’entri niente con loro, che sia come un fungo nato dal nulla, un fungo malefico che va estirpato in modo che il partito ritorni nelle loro mani.

Quale sogno demenziale e quale cecità politica nel rinunciare caparbiamente ad una verità dura ma realistica: tutti loro, Gianni, sono ormai fuori dalla storia, nel bene e nel male hanno fatto il loro tempo e sono, come capita a tutti, finiti. Un sano atteggiamento riformista deve quindi, oggi, partire da questa constatazione: il lavoro fatto fino a ieri dai nostri dirigenti ha portato Renzi alla segreteria del partito e al governo e quindi, fino a prova contraria, non esistendo altre forze alternative di sinistra, Renzi è quanto di più progressista si possa avere in Italia in questo momento storico. Non esiste altro, non è pensabile che pattuglie sparute di compagni indignati e incazzati fino allo stravolgimento dei sensi, se ne escano autoproclamandosi “alternativa”. Quale alternativa? Che analisi hanno fatto? Che progetto hanno? Quanti compagni hanno dietro? Quanto l’immagine di loro è credibile e radicata tra le masse popolari italiane? È la solita infima minoranza che gira le loro assemblee, cambiano nomi ma son sempre quelli. Allora, ti chiedo, che senso ha fare una guerriglia interna al Pd quando non si hanno obbiettivi su cui spostare l’opinione, le speranze e la forza dei nostri militanti e dei nostri elettori? Cosa stai offrendo di concreto al loro smarrimento? Nulla. Solo la coscienza che Renzi è una merda. E allora? È chiaro che questo genera scoramento, amarezza e anche al miglior compagno viene la voglia di dire “ma andate a fare in culo tutti quanti”, e non va a votare, o vota grillino, o comincia ad ascoltare Salvini, o tenta la carta disperata di Cofferati, accumulando delusioni su delusioni e aprendo pericolosissime porte. Allora, un compagno serio e io, te lo giuro, ti considero un grande compagno e una persona onesta, seria e generosa, deve farsi carico di questa sofferenza generale e collettiva e lavorare per costruire un’alternativa.

Ma questa senza distruggere il partito, anzi, prendendo atto che Renzi è il nostro segretario e il nostro premier e quindi lavorando con lui, incalzandolo, sottolineando gli aspetti negativi delle sue scelte, aiutandolo quando le scelte sono giuste, offrendogli proposte concrete per migliorarle, accettando gli incarichi che vengono offerti e non rifiutandoli altezzosamente come tu hai fatto. Tu dai di continuo dell’arrogante a Renzi ma nel caso de l’Unità, chi è stato il più arrogante tra voi due: lui che ti ha offerto la direzione del giornale in piena autonomia per costruire uno strumento unitario o tu che gli hai risposto di no a prescindere? Ma pensa a compagni come Martina od Orlando che tentano disperatamente di elaborare dei progetti buoni nel loro settore, tanto da guadagnarsi l’elogio di Petrini da una parte o di validi giuristi dall’altra.

Ma quanto sarebbe più utile che tu li aiutassi, questi compagni, invece di star lì ad attaccarvi ad ogni cosa pur di sparare sul premier? In questo modo state uccidendo la sinistra, date un’immagine di voi stessi come degli estremisti disperati che urlano su tutto e tutti senza sapere cosa proporre. Addirittura state rincorrendo le spinte più corporative che sempre sono state presenti nella nostra società, nella scuola, nell’apparato pubblico, nelle fabbriche. Quando le vostre parole d’ordine coincidono con quelle dei Cobas o dei tanti sindacati autonomi, non vi vengono dei dubbi? Dovete smetterla con questa strategia suicida. Vai fra la gente, esci fuori dal gruppetto della Sinistra Dem e dai quattro vecchi marpioni che vi sovrastano. Vai fra la gente, come ho fatto io in varie situazioni, in un cinema affollato, in una trattoria, in un autobus e urla: “questa Sinistra Dem ci sta veramente scassando i coglioni”. Avrai come risposta una standing ovation, non vi sopporta più nessuno tranne, ovviamente, Renzi il quale con il vostro atteggiamento così assurdo e fuori dalla storia del nostro partito, si può permettere di twittare “Tanti auguri ai gufi”.

E allora, se si accetta questo atteggiamento sanamente costruttivo, riformista, responsabile, quanto sbagliata risulta la vostra scelta su De Bortoli: lo sapevate che in questo momento era una sfida, una provocazione, e a che cosa serviva? Perché non proporre un Bray ad esempio, o una Berlinguer, o un Sandro Veronesi, o un qualunque nome di personalità amata, stimata, brava che poteva costituire un ponte fra voi e Renzi? In modo infantile avete preferito la rottura. Sinceramente, non è lo stesso atteggiamento dei populisti più imbecilli? Questo è tutto quello che mi allontana da te e da quel che rappresentate politicamente. Io mi sento sempre di sinistra e cerco di portare le idee di sinistra dove posso, a cominciare dal giornale. Un grande abbraccio, Sergio

Da - http://www.unita.tv/opinioni/compagno-cuperlo-cosi-uccidete-la-sinistra/
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