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Autore Topic: Sandra Mondaini: «Commossa dalla gente comune. I famosi? Amici o falsi»  (Letto 1567 volte)
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« il: Aprile 19, 2010, 09:37:29 »

IL COLLOQUIO

«Io senza Raimondo.

Il dolore e la solidarietà»

Sandra Mondaini: «Commossa dalla gente comune. I famosi? Amici o falsi»

   
MILANO - «Come vuole che stia... provo a mangiare qualcosa ma poi sto male. C'ho il mio bel daffare». Sandra Mondaini, il giorno dopo i funerali di Raimondo Vianello: è domenica, piove, lei è chiusa nella sua casa di Milano Due. Non sta bene, eppure la sua voce, che rivela tutto il dolore e la stanchezza di questi giorni, a tratti è percorsa da un sottile filo d'ironia. Colpisce questo soprattutto: l'alternarsi degli stati d'animo. Dalla disperazione, alla confusione; dalla consapevolezza del terribile momento, a brevi lampi d'umorismo. «Sono commossa dalla vicinanza della gente — sottolinea — la gente comune, le persone semplici».

Chi le sta accanto in questi giorni le ha riferito di quanto l'Italia si sia stretta attorno a lei, di quanta commozione e autentico dispiacere abbia provocato la morte di Raimondo. I funerali, sabato mattina in diretta tv, sono stati seguiti da oltre tre milioni di persone. Si commuove: «La gente semplice è sincera; quelli famosi o sono amici o sono falsi». Quando ha sentito che c'era tutta questa vicinanza? «Sono andata al supermercato giovedì (la mattina è morto Vianello, e dopo una giornata chiusa in casa, verso le sette di sera lei ha avuto bisogno di uscire e si è fatta accompagnare fino al supermercato lì vicino, ndr) e ho sentito tanta solidarietà. Mi dicevano: "Signora ci dispiace". Alcuni stavano attenti a non avvicinarsi, anche perché appena mi nominavano Raimondo scoppiavo a piangere, però sentivo il loro affetto». Tanto affetto le hanno regalato anche gli amici. Più di tutti Pippo Baudo. Gli aerei non decollavano da Roma a Milano e lui alle tre di notte ha preso la macchina ed è arrivato sabato mattina, in tempo per i funerali. «Di Pippo Baudo ce n'è uno solo, siamo come fratelli». Le sono piaciute le sue parole in chiesa? Ha detto: «Sandra tu parla con Raimondo, lui ti ascolta. Lui ora è nel paradiso degli artisti». Sandra non riesce a trattenere le lacrime: ogni volta che viene nominato il marito è così... Le parole di Pippo sul paradiso le sono rimaste dentro.

È lei, ancora una volta, sa sorprendere: «Sì, io adesso Raimondo lo chiamo in paradiso, lo chiamo tutti giorni da quando giovedì se ne è andato via. Gli ho raccontato tutto quello che ho fatto». Prova perfino a improvvisare una piccola gag: «Pronto, è il Paradiso? Sì, sono la moglie... Attenda...». Pensieri, emozioni che rivelano il desiderio di non arrendersi all'assenza di lui, il bisogno di averlo ancora accanto. Ma anche la voglia di reagire. Senta, Sandra perché ha voluto quel necrologio «bianco», sul Corriere, per la morte di Raimondo? «Per non scrivere cose ovvie, quelle che si scrivono sempre in queste occasioni». Sì, a Vianello, sarebbe piaciuto. Si commuove ancora, profondamente: «Io piacevo a lui, come lui piaceva a me». Una dichiarazione d'amore che non si è spenta in 50 anni. Continuavano a piacersi. E Berlusconi, che le è stato vicino durante tutto il funerale? «Io sono apolitica, ma voglio bene a Silvio perché conosco la sua sensibilità». Cosa le diceva all'orecchio? «È rimasto molto colpito dai miei "bambini" (i due ragazzi filippini adottati, ndr)». Già, saranno loro ora a consolarla, a darle forza. «Mi sono piaciute tanto le loro parole in chiesa, sono proprio eccezionali, hanno preparato il discorso in chiesa: di nascosto per farmi una sorpresa». Signora Mondaini, qual è l'ultimo ricordo bello che ha di suo marito? «Ultimamente non ci sono stati momenti belli: Raimondo stava male, aveva sempre freddo». Cerca di farsi coraggio Sandra tra i ricordi tristi e quelli felici che affiorano insieme. Ecco che spunta la Sandra ironica e tagliente: sa che a causa della nube alcuni non sono riusciti a prendere l'aereo per venire ai funerali? «Davvero? La nube mi ha tolto tanti rompipalle». Tiene accesa la televisione in questi giorni? «Poco, continuano a parlare di Raimondo, non ce la faccio». Sandra Mondaini ora è stanca, vuole riposare un po'. È dolcemente poetico il suo saluto: «Oggi non ho ancora avuto tempo, ma adesso devo chiamare Raimondo»

Maria Volpe

18 aprile 2010(ultima modifica: 19 aprile 2010)© RIPRODUZIONE RISERVATA
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