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Autore Topic: ENRICO FRANCESCHINI.  (Letto 6086 volte)
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« il: Giugno 24, 2009, 04:15:48 »

Scandalo delle ragazze a pagamento, nuovi articoli sul Times, NYT, Daily Telegraph

L'Indipendent: "Il premier largamente responsabile del disgusto per la vita politica"

La stampa internazionale non molla il caso "In Italia c'è un una emergenza morale"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

 LONDRA - "L'Italia è nella morsa di un'emergenza morale", titola oggi il Times, riferendo in una corrispondenza da Roma gli ultimi sviluppi dello scandalo delle call-girls in cui è coinvolto Silvio Berlusconi. Il quotidiano londinese riferisce le critiche mosse al premier italiano dal settimanale Famiglia Cristiana, che ha giudicato il suo comportamento "indifendibile", e i timori dei suoi stessi sostenitori di un "calo di consnesi" da parte dell'elettorato cattolico. Il Times rileva in proposito che papa Benedetto XVI, lo scorso fine settimana, ha volutamente lodato Alcide De Gasperi, il leader della Democrazia Cristiana nel primo dopoguerra, come un esempio di "moralità in coloro che governano".

L'articolo è illustrato da una grande foto di Manila Gorio, il transessuale barese che conosce alcune delle donne che hanno frequentato la residenza romana di Berlusconi, ora a sua volta interrogato dagli inquirenti per fare piena luce sulla vicenda. Intervistato dal Times in un secondo articolo datato Bari, Gorio rivela dettagli su un nuovo personaggio emerso nell'inchiesta dei magistrati pugliesi, un trafficanti di droga gay descritto nelle indagini come "Nicola D", ben noto a Porto Rotondo, in Sardegna, dove il presidente del Consiglio ha una delle sue ville. Dice il transessuale al quotidiano di Londra: "Nic invita belle ragazze ai party. Organizza serate nei locali e ha molti contatti a Roma, a Milano, ovunque. Conosce uomini d'affari, politici, molta gente". Il Times scrive che apparentemente "Nicola D" viene citato più volte nelle conversazioni telefoniche del businessman Giampaolo Tarantini, ossia di colui che portò Patrizia D'Addario e altre ragazze a casa di Berluscono a Roma. L'avvocato di Tarantini, Nicola Quaranta, contattato dal Times, dice: "Non sappiamo chi sia (Nic). Non abbiamo commenti. Questo è gossip. Se c'è un'incriminazione formale, allora verificheremo le fonti e ci difenderemo".

Anche l'Independent dedica una pagina al caso Berlusconi. Un articolo fa il punto sul risultato del secondo turno delle amministrative, notando che "al di fuori dei confini dell'Italia sarebbe inconcepibile che un leader si comporti come un Imperatore di Roma antica senza pagare gravi conseguenze politiche", ma nel nostro paese Berlusconi ha ottenuto lo stesso una "convincente vittoria" alle elezioni municipali. Tuttavia il quotidiano londinese cita il sociologo Renato Mannheimer, secondo cui lo sviluppo più importante del voto è stato la crescita dell'astensione; e il fatto che Berlusconi sia largamente responsabile per il crescente "disgusto" dell'opinione pubblica verso la classe politica. Anche l'Independent osserva che lo scandalo sembra avere "fatto squillare campanelli d'allarme" tra i sostenitori di Berlusconi: "Nessun politico italiano vorrebbe inimicarsi il voto cattolico". Il giornale nota che la vicenda ha già obbligato Berlusconi a rinunciare al suo progetto di conquistare, alla scadenza del mandato da premier, la carica di presidente della repubblica. E la prossimità dello scandalo con il summit del G8, conclude l'Independent, risveglia spiacevoli ricordi per il primo ministro italiano: a un summit del G7, nel 1994, durante il suo primo mandato da capo del governo, gli fu servita un'incriminazione giudiziaria per corruzione, e "poco tempo dopo, diede le dimissioni".

Sempre l'Independent pubblica poi un'analisi di Antonio Polito, direttore del "Riformista", il quale spiega agli inglesi perché Berlusconi continua a essere, nonostante tutto, popolare presso una consistente parte dell'elettorato italiano: innanzi tutto gli italiani sono più tolleranti con chi "paga denaro", per corrompere o per avere donne, che con "chi riceve denaro", per farsi corrompere; in secondo luogo, nel nostro paese "un uomo con molte donne è motivo di ammirazione"; e in terzo luogo, l'opposizione "non è eleggibile" perché "i due disastrosi anni del governo Prodi sono ancora nelle mente degli italiani". Di diverso parere un altro commentatore italiano che scrive stamani sul Guardian: Anna Masera, responsabile dell'edizione online della Stampa di Torino. "Berlusconi", scrive Masera, "ha trasformato l'Italia in una grande show televisivo, con un culto della personalità che ha messo il privato in cima a tutto. Un'ampia parte della popolazione ne ha avuto abbastanza di questa situazione e vorrebbe liberarsi di Berlusconi, così come è accaduto con George Bush in America. Perfino Gianfranco Fini, il suo alleato nella coalizione di centro-destra, è stanco e preoccupato per la disaffezione dei cittadini verso la politica. E quel che è peggio per Berlusconi, la Chiesa sta dando segnali di non poterne più di una dimostrazione di immoralità che sta attirando gli occhi di tutto il mondo sull'Italia, e dunque sul Vaticano. Non c'è da meravigliarsi - si conclude il suo articolo, pubblicato sulla pagina degli editoriali - se Berlusconi è arrabbiato, sotto la sua maschera sorridente".

Articoli sullo scandalo appaiono oggi anche sul Daily Telegraph, sul Sun, sul Wall Street Journal e sul New York Times. Quest'ultimo titola: "Diminuisce la tolleranza per i suoi peccatucci", notando che Berlusconi ha vinto le elezioni, ma con un margine più basso delle aspettative. La sua residenza romana ha acquisito un'immagine da "Playboy Mansion", continua il quotidiano newyorchese, alludendo alla villa dove il fondatore di Playboy si intrattiene con le sue "conigliette", e ciò "sta cambiando l'umore dell'Italia" nei confronti del premier. Il New York Times cita poi Stefano Folli, editorialista del Sole 24 ore, secondo il quale si avvertono "segnali di debolezza politica" nel premier, che ormai fa fatica perfino a "governare i propri alleati".

Il Wall Street Journal apre con la difesa del premier che "nega di avere mai pagato donne per trascorrere una notte con lui". Il quotidiano americano di proprietà di Ruper Murdoch, dopo avere citato le inchieste di Repubblica e sottolineato come l'intervista di Berlusconi sia stata rilasciata ad un settimanale di sua proprietà, Chi, il quotidiano ricorda i tanti scandali che hanno coinvolto il premier a 15 anni dalla sua discesa in campo. "E' stato accusato di tutto, dalla frode al falso in bilancio, ma è sempre stato assolto o prescritto per le leggi che lui stesso si è fatto".

Coomenti anche sul quotidiano di Singapore, Today: "Se Silvio Berlusconi teme di essere una 'anatra zoppa' per i prossimi 4, non lo ha certo messo in mostra lo scorso weekend mentre passeggiava per le strade di Milano, baciando i bambini e abbozzando al suo programma politico di fronte ad una folla di ammiratori". Citando le pagine di Repubblica poi aggiunge: "A Roma, il risultato dello scandalo sembra aver causato un irrigidimento delle posizioni tra gli italiani che amano Berlusconi e quelli che lo odiano".

(24 giugno 2009)
da repubblica.it
« Ultima modifica: Giugno 25, 2009, 05:14:49 da Admin » Loggato
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« Risposta #1 il: Giugno 25, 2009, 05:15:38 »

Dall'estero ancora critiche e analisi sulla situazione del premier

Il Financial Times sostiene di aver consultato "alte fonti governative"

"Gli alleati di Berlusconi pensano a un futuro senza di lui"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

 
LONDRA - "Non siamo ancora al fuggi fuggi, ma importanti alleati di Silvio Berlusconi nella coalizione di governo stanno già contemplando un futuro senza di lui". E' uno scoop che in Italia varrebbe la prima pagina, quello che il Financial Times pubblica stamane, dedicando una pagina intera (la nona) al tema "il futuro di Berlusconi". Parlando con "alte fonti governative" a Roma, il quotidiano finanziario londinese raccoglie un messaggio che a quanto pare qualcuno, dall'interno del centro destra, ha deciso sia tempo di far diventare pubblico, scegliendo come megafono il giornale universalmente riconosciuto come il più autorevole e imparziale d'Europa.

"Sussurri spaventano la coalizione italiana", s'intitola la news analysis di Guy Dinmore. "Fedeli sostenitori di Silvio Berlusconi negano che si sarà un "fuggi fuggi" (in italiano nel testo originale) come conseguenza degli scandali che circondano la sua vita privata, ma importanti alleati nella coalizione di centro destra italiana stanno già contemplando un futuro politico senza il loro leader". Parlando con il Ft a condizione di mantenere l'anonimato, queste "alte fonti di governo" premettono di non credere che il 72enne presidente del Consiglio si dimetterà "presto". Eppure "ministri chiave" stanno iniziando a "posizionarsi" per l'eventualità che rivelazioni più dannose lo inducano a dimettersi. "Questo è uno scenario completamente nuovo, il panorama sta mutando", dice al quotidiano della City una delle fonti governative.

Un'altra fonte, definita "un collaboratore" di Berlusconi, dice che il governo teme che i magistrati annunceranno l'apertura di un'indagine giudiziaria formale nei confronti del premier proprio mentre egli ospiterà in Italia i leader mondiali per il summit del G8 del mese prossimo. "Paralleli vengono tracciati", osserva il FT, con il 1994,        quando un tribunale inoltrò una comunicazione giudiziaria per corruzione a Berlusconi mentre il premier, all'epoca nel suo primo mandato, ospitava una conferenza internazionale sulla lotta alla criminalità: "il suo governo", ricorda il giornale, "cadde un mese più tardi, quando la Lega Nord uscì dalla coalizione".

L'articolo aggiunge che vari ministri hanno paura che le affermazioni di Patrizia D'Addario, la escort che afferma di essere andato a letto con Berlusconi a Palazzo Grazioli la notte dell'elezione di Obama, quando dice di avere foto e registrazioni del suo incontro con il premier, "si rivelino vere e dannose", o che le accuse che riguardano Giampolo Tarantini, l'imprenditore pugliese che accompagnò la D'Addario da Berlusconi, "si allarghino".

La "dinamica è cambiata", dicono le stesse fonti al FT. Primo, "c'è la sensazione che l'ambizione di Berlusconi di diventare presidente della repubblica al termine del suo mandato da primo ministro sia stata infranta". Secondo, "le elezioni europee hano dimostrato che gli elettori si stanno allontanando" dal Pdl. Infine, "l'immagine internazionale dell'Italia è peggiorata" e la Chiesa cattolica sta cominciando a "fare pressioni". Nonostante la sua reputazione di anfitrione miliardario che vizia gli amici con doni e fantastiche feste, gli alleati di Berlusconi "lo descrivono come un uomo isolato, con nessuno che si azzarda a dargli consigli". Il quotidiano londinese coglie una certa "malinconia" nell'intervista rilasciata dal premier al settimanale di sua proprietà "Chi", quando ricorda che nell'ultimo anno ha perso la madre e la sorella, oltre a sua moglie per il divorzio.

L'articolo si conclude con una suddivisione degli schieramenti all'interno del governo. I ministri la cui sopravvivenza politica dipende da Berlusconi sono i più accesi nel difenderlo: come Maurizio Sacconi (Lavoro), Claudio Scajola (Sviluppo Economico), Franco Frattini (Esteri). Le donne, incluse Maria Carfagna (Pari Opportunità) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), gli sono fedeli, ma nelle "attuali circostanze", ovvero nel mezzo di uno scandalo a base di call-girls e incontri con minorenni, "sono a disagio a parlare" in sua difesa. "Poi ci sono figure chiave che sono rimaste per lo più in silenzio, vedendo un futuro oltre Berlusconi, con la speranza che una successione sia ordinata". Gianni Letta, scrive il FT, sta già facendo di fatto le funzioni di primo ministro. Giulio Tremonti, il ministro delle Finanze, ha il vantaggio di stretti legami con la Lega Nord.

Ma le fonti interpellate dal quotidiano della City notano un serio ostacolo alle dimissioni del premier, a parte la sua ostinazione personale: l'immunità dalle incirminazioni, varata dalla sua larga maggioranza in parlamento, "dura solo fino a quando lui rimane in carica".

Un secondo articolo, sempre sul Financial Times, firmato da James Blitz, ex-corrispondente da Roma e ora corrispondente diplomatico, osserva che la questione critica per i governi occidentali non è tanto che Berlusconi si stia "gravemente danneggiando" a causa dei suoi legami con "modelle e starlette", non è quello che egli fa nella sua vita privata, ma se può aiutarli a risolvere i pressanti problemi con cui si confrontano gli Usa e l'Unione Europea. Per Barack Obama, Berlusconi è un leader con cui "è necessario mettersi d'accordo", e il FT cita l'impegno militare italiano in Afghanistan e la recente decisione del premier di accettare nel nostro paese alcuni detenuti di Guantanamo a testimonianza dell'importanza che l'Italia ha per Washington. "Ma Obama è chiaramente meno preso da Berlusconi di quanto fosse George W. Bush", prosegue l'articolo, rilevando come il presidente americano abbia incontrato vari leader nel suo tour europeo in aprile, ma non il premier italiano.

La minore influenza di Berlusconi sull'America "non è interamente colpa sua", afferma una fonte diplomatica consultata da Blitz: oggi in Francia e in Germania ci sono governi più pro-americani rispetto a due anni fa, e dunque gli Usa hanno meno bisogno del sostegno italiano. In più, ci sono azioni intraprese da Berlusconi che lo hanno reso "un alleato difficile". Una è la sua decisione di firmare un accordo con la Russia per portare il gas in Europa, in competizione con un gasdotto occidentale che passerà dal'Asia Centrale. "Il sostegno di Berlusconi per Putin su questo causa molta rabbia a Washington e Bruxelles" dice un diplomatico della Ue. Altri aspetti dello stile di Berlusconi che irritano gli Usa e la Ue sono "la sua ossessione di poter essere un mediatore tra Obama e il suo amico Putin" e il tentativo di stabilire un dialogo autonomo con l'Iran. Non ultima, la sua decisione di tenere il summit del G8 all'Aquila "sta provocando nervosismo" nelle capitali mondiali. Riassume il Ft nel titolo: pur alleato indispensabile, Berlusconi "sta mettendo alla prova la pazienza di Usa e Ue".

Un altro articolo di rilievo appare oggi sulla stampa britannica: una news analysis di Richard Owen, il corrispondente da Roma, sul Times, che commenta il "grande vantaggio" di cui Berlusconi dispone come proprietario e controllore politico dei media, in particolare televisivi. "Se Berlusconi dovesse dimettersi domani", comincia l'articolo, "la grande maggioranza degli italiani che ricevono le informazioni solo dalla tivù ne saprebbero poco o nulla". Owen riporta il fatto, di cui l'opinione pubblica britannica e mondiale non sono perfettamente a conoscenza, che Berlusconi possiede i tre canali televisivi di Mediaset e controlla la maggior parte dell'informazione televisiva della Rai in quanto capo della coalizione di governo.

L'analisi del Times nota che il Tg1, "il principale telegiornale Rai", ha ignorato o dato un basso profilo alle notizie sullo scandalo che riguarda il premier, e riferisce le critiche espresse dal presidente della Rai, Paolo Garimberti, ad Augusto Minzolini, direttore del Tg1, "per avere mancato di dare ai telespettatori l'informazione completa e trasparente che è richiesta al servizio pubblico".

Tra gli articoli sul caso Berlusconi pubblicati da altri giornali britannici, spicca poi la vignetta del Sun: un parcheggio pieno di limousine per il summit del G8, ciascuna con una bandierina della nazione che rappresenta sul cofano; quella italiana è letteralmente ricoperta di giovani ragazze maggiorate e seminude, che lavano la macchina brindando con calici di champagne.

L'attenzione è costante su tutta la stampa europea. El Mundo titola: La perdizione di Berlusconi. Un articolo in cui vengono ripropoposte le varie tappe della vicenda, con citazioni molto ampie dell'intervista a Patrizia D'Addario.

E la Cnn ha dedicato a Berlusconi un lungo servizio. "Ci sono abbastanza ragioni per dimettersi".

(25 giugno 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #2 il: Giugno 30, 2009, 03:37:04 »

Dall'Independent al Wall Street Journal, la stampa internazionale continua a seguire le inchieste giudiziarie giorno per giorno

"Gli scandali di Berlusconi alla prova del G8"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

 
LONDRA - Un giornale lo paragona a "un imperatore romano, che si lancia in iniziative lontano da casa propria per distogliere l'attenzione dai suoi problemi domestici". Un altro ipotizza che i problemi domestici lo seguiranno anche quando si occupa di affari internazionali, con la possibilità che i magistrati baresi lo "chiamino a testimoniare" alla vigilia o nei giorni del summit del G8. Un terzo riporta che la sua popolarità è scesa rapidamente "sotto il 50 per cento", e che continua a perdere consensi, in particolare tra "donne, giovani e cattolici praticanti".

Sono alcuni degli articoli sul caso Berlusconi che appaiono oggi sulla stampa straniera. Interessati alla vicenda fin dall'inizio, i media stranieri la mettono ora sotto una lente d'ingrandimento per la prossimità con il vertice del G8, che richiamerà inevitabilmente l'attenzione del mondo sul paese ospitante, l'Italia, e sul suo leader, che ha la presidenza di turno del "club più esclusivo del mondo", come viene soprannominato il Gruppo delle democrazie più ricche della terra.

E' il quotidiano Independent di Londra a fare un paragone tra Silvio Berlusconi e gli imperatori di Roma antica: "Allo stesso modo, confrontato da una serie di scandali interni che farebbero imbarazzare l'imperatore Tiberio, il primo ministro italiano sale sul palcoscenico mondiale", oggi annunciando il programma del G8, poi partendo per la Libia dove incontrerà Gheddafi, quindi la settimana prossima ospitando il presidente Obama e gli altri leader del G8 all'Aquila. "Voci in patria e all'estero si chiedono se i suoi problemi interni diminuiranno la sua capacità di affrontare importanti questioni globali", come l'immigrazione, il cambiamento climatico, la crisi iraniana, scrive Michael Daly da Milano, ricordando le indiscrezioni dei giorni scorsi secondo cui Berlusconi avrebbe detto al premier israeliano Netanyahu che Obama è "debole" sull'Iran, un commento che non è certo stato gradito a Washington, e altre recenti prese di posizioni del leader del Pdl che hanno suscitato irritazione tra i nostri alleati.

Il Times di Londra riporta che il presidente del Consiglio potrebbe essere chiamato a deporre, come testimone, nell'indagine su Giampaolo Tarantini, l'uomo d'affari pugliese che portava modelle ed escort alle sue feste in Sardegna e a Roma, il quale è ora inquisito non solo per "incitamento alla prostituzione ma anche per traffico di cocaina. Il quotidiano londinese scrive che gli inquirenti pugliesi stanno esaminando dichiarazioni rese alla polizia di Olbia, in Sardegna, l'estate scorsa, da due donne che dissero di "essersi sentite male" dopo un party nella villa di Tarantini, che è vicina a quella di Berlusconi, apparentemente dopo avere preso della droga. E l'inchiesta, aggiunge il Times, si sta allargando al possibile reclutamento di "donne straniere", dopo che Barbara Montereale, una delle invitate a Villa Certosa, ha affermato di avere visto in un'occasione numerose "donne slave o dell'Est Europa che sembravano di casa" alla villa del premier. Convocare Berlusconi come testimone "è possibile ma è al momento solo un'ipotesi", dice Marco Dinapoli, uno dei magistrati che indagano, citato dal Times. Il giornale scrive che, secondo la polizia, Tarantini e Berlusconi si parlavano "circa 20 volte al giorno" l'estate scorsa prima e dopo le vacanze di Ferragosto.

Sempre sul Times, che pubblica in un riquadro a parte la nuova versione delle "dieci domande" presentate al premier italiano da "Repubblica", ci sono indicazioni sul calo di popolarità di Berlusconi, il cui indice di gradimento secondo un sondaggio pubblicato lo scorso fine settimana sarebbe sceso "sotto il 50 per cento", con un calo particolarmente forte "tra donne, giovani e cattolici praticanti".

Un altro giornale inglese, The Age, dedica a Berlusconi un lungo ritratto, chiedendosi che peso avranno le polemiche degli ultimi due mesi sul summit del G8 e più in generale se il premier riuscirà a conservare il potere. A Berlusconi dedica oggi una pagina anche l'americano Wall Street Journal, con un'inchiesta da Porto Rotondo su un altro filone dello scandalo, passato in questi giorni in secondo piano ma non tramontato: il rapporto tra Berlusconi e Noemi Letizia, e soprattutto le foto di Antonello Zappadu, il fotografo autore degli scatti delle feste a Villa Certosa, alcuni dei quali sono stati pubblicati dal quotidiano spagnolo El Pais.

(29 giugno 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #3 il: Luglio 02, 2009, 11:43:37 »

Analisi della parabola del premier: dalla grande popolarità della crisi del terremoto alle sempre più frequenti contestazioni

Il Times su Berlusconi "Da eroe a buffone"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


 LONDRA - "Da eroe a buffone": così il Times di Londra riassume gli ultimi mesi per Silvio Berlusconi. Ovvero dal ruolo di salvatore nei giorni del terremoto in Abruzzo, quando il premier volava nei sondaggi, alle sempre più frequenti contestazioni, ai fischi, agli insulti come appunto "buffone", che accompagnano le sue apparizioni, come accaduto dopo la sciagura di Viareggio. Il premier, scrive il quotidiano londinese, sembra sorpreso ed incerto davanti al mutato atteggiamento dell'opinione pubblica nei suoi confronti: lui che è sempre stato "orgoglioso del suo rapporto con l'uomo della strada", all'improvviso si sente messo nel mirino. E reagisce, afferma il Times, dando prova di nervosismo e frustrazione, con le solite accuse a "comunisti e complottatori".

Un secondo articolo, sul medesimo giornale, riferisce le rivelazioni di Domenico Cozzolino, il finto fidanzato di Noemi Letizia, che ha raccontato a un settimanale di come il suo presunto rapporto con la 18enne napoletana "è stato organizzato da qualcuno" nei giorni successivi alla festa di compleanno della ragazza a cui partecipò Berlusconi, e da cui è iniziato lo scandalo. Il Times ha chiesto a un portavoce di Palazzo Chigi se questo "qualcuno" sia il premier, ma ha ricevuto solo un "no comment". Il giornale nota che tutta la vicenda ha provocato la crescente ira del Vaticano e scrive che, dopo le critiche di giornali e cardinali cattolici, perfino il papa ha "apparentemente alluso al primo ministro" quando l'altro giorno ha sottolineato "l'importanza dell'etica e della morale in politica".

Sempre sul Times, un terzo articolo affronta un tema lateralmente collegato al caso Berluscono: quello di giovani donne che si accompagnano per denaro a uomini anziani, ricchi e potenti. Alcune sono escrt, altre lo fanno senza arrivare necessariamnete al sesso, altre ancora fanno anche sesso ma invece di denaro ricevono regali, viaggi, favori. Il quotidiano ne fa parlare una, che cerca i suoi clienti su un sito chiamato Sugar Daddy", in italiuano diremmo "Paparino".

(2 luglio 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #4 il: Luglio 03, 2009, 11:03:19 »

Il settimanale economico internazionale: "Tappa la bocca a chi critica"

Time: "La politica italiana sempre più reality show" e il Cavaliere ne è "il produttore"

Economist: "Il vero scandalo? Berlusconi che nega la crisi"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


 LONDRA - Il padrone di casa del G8, il summit dei grandi della terra che si tiene la settimana prossima all'Aquila, ha "tanti luridi scandali" domestici: ma il più grosso dovrebbe essere il suo rifiuto di riconoscere i problemi economici dell'Italia. Così scrive l'Economist in un ampio servizio dedicato a Silvio Berlusconi nel numero oggi in edicola. Il settimanale concentra l'attenzione su un aspetto singolare del vertice: vedendo i danni causati dal terremoto all'Aquila, i leader del G8 potrebbero pensare che anche le loro economie sono state scosse fino alle fondamenta dalla recessione globale. Ma uno di essi non lo pensa: "Il primo ministro italiano insiste che la recessione, nel suo paese, non sarà severa né prolungata come altrove".

L'Economist osserva che, a prima vista, ciò può apparire veritiero. Il sistema bancario italiano, avendo vissuto isolato e protetto dal resto del mondo, non ha sofferto i disastri di banche americane o britanniche. E un'economia fatta di tante piccole industrie non porta la crisi in prima pagina come fa, negli Usa, il collasso di un gigante quale la General Motors. Ma l'autorevole periodico (un milione e mezzo di copie di tiratura, vendute in tutto il mondo, la maggior parte fuori dal Regno Unito, il che gli dà il titolo di primo vero giornale globale) nota i fattori negativi della nostra economia: la dipendenza dalla esportazioni, l'enorme debito pubblico, la mancanza di riforme per liberalizzare il mondo del lavoro e riformare il sistema pensionistico. L'Economist elenca le previsioni allarmistiche sul futuro dell'Italia fatte negli ultimi tempi da organismi internazionali e dalla stessa Banca d'Italia, sottolineando che Berlusconi ha reagito a questi dati arrabbiandosi, affermando che bisogna "chiudere la bocca a chi parla di crisi", e suggerendo alle aziende di non fare pubblicità sui giornali che spargono pessimismo.

Conclude il settimanale: "Avendo già incrinato la propria credibilità con la sua vita privata, rifiutando di mantenere l'impegno di spiegare in parlamento la sua relazione con un'aspirante modella 18enne, e ritorvandosi ora a dover rispondere a un mucchio di storie su call-girl intrattenute nella sua residenza di Roma, il premier non può permettere che le sue affermazioni sulla salute dell'economia siano contraddette da prove lampanti davanti agli occhi e alle orecchie degli elettori".

Di Berlusconi si occupa anche l'americano Time. Ospitando il G8 all'Aquila, il premier italiano sperava di attirare attenzioni positive su di sé e sul suo paese, scrive il settimanale, ma invece "sono le storie sulle feste del premier che catturano l'immaginazione". Time ricostruisce i vari scandali da Noemi a Patrizia D'Addario, riferendo dell'inchiesta dei pm pugliesi e notando che Berlusconi liquida tutte le polemiche come "spazzatura" e pettegolezzi. "E' possibile, se le indagini sulla prostituzione porteranno a conclusioni imbarazzanti, che Berlusconi debba dimettersi, aprendo la strada a un governo a interim guidato da qualcuno come il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi o il ministro dell'Economia Giulio Tremonti", afferma Time. Ma aggiunge anche che è presto per dare Berlusconi per spacciato: la politica italiana sembra sempre di più un reality show, "e Berlusconi non soltanto è il campione in carica dei reality show, ne è anche il produttore esecutivo".

(3 luglio 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #5 il: Luglio 05, 2009, 12:49:17 »

Il Times: "Gli altri leader ne approfitteranno per avere concessioni"

Ft e Guardian "violano" la zona rossa: "Ecco il campo da basket per Obama"

Berlusconi e la first lady fantasma "Al G8 un premier debole"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

 LONDRA - I leader del mondo cercheranno di sfruttare la "debolezza" politica in cui si trova Silvio Berlusconi a causa degli scandali attorno alla sua vita privata, per strapparegli concessioni durante il summit del G8 che si tiene la settimana prossima all'Aquila. E' questo il titolo che il Times di Londra dedica a un paginone di servizi sul vertice tra i capi di governo delle otto più ricche democrazie della terra. Il primo ministro britannico, Gordon Brown, potrà consolarsi "che il padrone di casa ha più problemi di lui", scrive il quotidiano londinese, in un articolo di indiscrezioni sulle aspettative per l'incontro in Abruzzo.

Né Brown, né gli altri presidenti e premier nomineranno in pubblico "lo scandalo che circonda Berlusconi, la cui moglie ha chiesto il divorzio per i suoi rapporti con una serie di giovani donne", riporta Philip Webster, "ma i negoziatori sperano di capitalizzare sulle debolezze del premier italiano e vincere concessioni su punti chiave, tra cui gli aiuti per i paesi in via di sviluppo e il cambiamento climatico". Gli altri sette leader "non sono rimasti bene impressionati finora dalla presidenza italiana" del G8, sostiene il Times. Per esempio, gli aiuti ai paesi in via di sviluppo sono una priorità di questo come dei vertici passati, ma il comportamento dell'Italia al riguardo è stato "una totale vergogna", secondo uno degli sherpa che hanno preparato il summit.

Il nostro paese aveva promesso di spendere lo 0,5 per cento del suo pil in aiuti entro il 2010, ma ha speso meno dello 0,1. Brown, insieme al presidente francese Sarkozy e al cancelliere tedesco Angela Merkel, afferma il quotidiano londinese, intende chiedere conto di ciò a Berlusconi, proponendo un meccanismo per "nominare e svergognare" i paesi che non mantengono le promesse. Ai margini del G8 circolano perfino proposte di minacciare l'Italia con la perdita del suo posto nel club più esclusivo del mondo, e di rimpiazzarla con la Spagna, il cui comportamento riguardo agli aiuti al Terzo Mondo sta migliorando.

La convinzione generale dei leader stranieri, riassume il Times, è che Berlusconi sa di avere bisogno di fare qualche colpo ad effetto la settimana prossima, per dimostrare al proprio paese di essere uno statista di livello mondiale e far dimenticare i suoi guai domestici. "E' nei pasticci e se ne rende conto", dice un diplomatico al quotidiano di Londra. "Ci aspettiamo che tiri fuori qualcosa a sorpresa, ma fino ad ora è difficile immaginare cosa".

Un secondo articolo del Times individua un ulteriore problema per Berlusconi nell'assenza di sua moglie, Veronica Lario, che secondo il protocollo avrebbe dovuto accompagnare le altre first lady a una serie di eventi, mentre i mariti discutevano al summit. In mancanza della moglie di Berlusconi, che ha chiesto il divorzio, sarà la moglie del presidente della Repubblica, Clio Napolitano, a intrattenere le altre signore, scrive il corrispondente da Roma Richard Owen. Ma gli scandali in cui è impelagato il premier italiano hanno causato "complicazioni" e "abbassato le aspettative" sul summit, secondo una fonte interpellata dal giornalista britannico. Il suo articolo ricorda che la petizione lanciata da alcune accademiche italiane per esortare le first lady a boicottare il vertice, in segno di protesta per il comportamento "offensivo" di Berlusconi verso le donne, ha raccolto 12 mila firme, tra cui quelle dell'astrofisica Margarita Hack e della scrittrice Dacia Maraini. Berlusconi, continua l'articolo, ha provato a trarsi d'impaccio annunciando piani "non ancora confermati" per un'udienza papale concessa in massa a tutte le first lady, ma per ora il Vaticano "ha confermato solo un'udienza per il presidente Obama e la sua famiglia".

Un terzo articolo, sempre sul Times, raccoglie le proteste, la sfiducia e la rabbia dei residenti dell'Aquila, la città in cui si svolgerà il summit, che dicono di sentirsi dimenticati e traditi dal capo del governo italiano. "Se Berlusconi porterà i leader stranieri a visitare i senzacasa, farà meglio a evitare una donna di nome Gaetana", comincia l'articolo. "Abbiamo un primo ministro che vende fumo e sogni", dice all'inviato del Times la signora in questione, una dei 25 mila cittadini ancora nelle tendopoli (mentre altri 35 mila sono sparsi negli alberghi della costa Adriatica). La signora Gaetana crede alla promessa che le verrà data una casa in autunno? "No. Tutti i soldi sono stati spesi per il summit. A noi che cosa resterà?" Dichiara al Times il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente: "Ci sentiamo abbandonati da tutti. Dopo il G8, le luci dei riflettori non saranno più puntate su di noi e le cose diventeranno ancora peggio". Nota un'altra abitante della città, di nome Valentina: "Le nostre carte di credito e i nostri bancomat sono sotto le macerie. Non ci è permesso di andare a cercare di recuperarli. Lo stato ci aveva promesso 800 euro per tre mesi come risarcimento alle vittime del terremoto, ma io non ho visto un centesimo". E' invece contenta che il summit si faccia all'Aquila Graziella Tomei, che ha un albergo in città, ovviamente riempito dalle delegazioni del G8: spostare il vertice dalla Sardegna all'Abruzzo, dice, "è stato un colpo di genio".

Sul vertice scrivono anche il Financial Times e il Guardian. I preparativi per il summit sono così "caotici", afferma il quotidiano finanziario, che un suo inviato, insieme a quello del Guardian, sono riusciti a entrare nella zona il cui accesso è consentito solo a polizia e lavoratori che mettono gli ultimi tocchi alle residenze degli illustri ospiti in arrivo all'Aquila, senza che nessuna delle guardie se ne accorgesse. I due giornalisti inglesi hanno potuto visitare indisturbati la caserma della Guardia di Finanza ("il corpo che indaga tra l'altro sulle frodi fiscali, un reato per cui Berlusconi è attualmente sotto processo, non per la prima volta", nota il Guardian) e solo dopo un bel po' un poliziotto armato fino ai denti li ha fermati, identificati e ha distrutto le foto digitali che essi avevano scattato. O almeno, il poliziotto credeva di averle distrutte tutte: il Guardian ne pubblica stamani una, in cui si vede il campetto da basket approntato appositamente per Barack Obama, com'è noto grande appassionato di questo sport. Come ha fatto il Guardian a pubblicarla? E' un segreto, scrive il suo inviato. "Ne recisa recedit", aggiunge, citando il motto scritto sulla caserma della Guardia di Finanza in cui si svolgerà il summit: non ci arrendiamo mai. E il giornalista spiega ironicamente: "Come diciamo noi del Guardian".

Sul sito del Daily Telegraph, infine, c'è un articolo che elenca tutte le gaffe e le battute poco diplomatiche fatte da Berlusconi nei confronti degli ospiti che avrà con sé al summit: il premier italiano, nota il quotidiano britannico, "è riuscito a offendere personalmente i leader di ciascun paese del G8". Si va dall'aggettivo di "abbronzato" nei confronti di Obama, al commento apparentemente indirizzato a Sarkozy, "ti ho donato io la tua donna", ovvero l'italiana Carla Bruni. Chi sarà il prossimo suo bersaglio?, si chiede il Telegraph, osservando che gli italiani si augurano che il loro premier eviti nuove gaffe durante il vertice.

(4 luglio 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #6 il: Luglio 05, 2009, 06:03:32 »

Il Sunday Times: varie testate europee stanno cercando di pubblicare le foto prima del vertice

Il Mail on Sunday osserva che sarà "una ex modella in topless" a scortare le mogli dei leader

"E' caccia agli scatti di Zappadu"

G8 "imbarazzante" per Berlusconi


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

 LONDRA - Ci sarà uno scoop a sorpresa alla vigilia o all'apertura del summit del G8? "Varie pubblicazioni europee stanno facendo offerte per le fotografie di Antonello Zappadu" dei party di Berlusconi con ragazze e ospiti a Villa Certosa, rivela il Sunday Times, citando una "fonte bene informata" secondo cui "l'obiettivo è pubblicarle subito prima che mercoledì prossimo cominci il summit per creare il massimo impatto". Le immagini potrebbero causare "ulteriore imbarazzo" al premier italiano, scrive il giornale, citando le polemiche suscitate dalla pubblicazione di un "bacio lesbico", parte del servizio intitolato "L'harem di Berlusconi" apparso sul settimanale Oggi nel 2007, e di quelle più recentamente pubblicate dal quotidiano spagnolo El Pais in cui si vedevano giovani donne in topless che facevano la doccia insieme all'allora primo ministro della Repubblica Ceca Mirek Topolanek, nudo, in apparente "stato di eccitazione", secondo quanto scritto nelle scorse settimane dal Guardian di Londra.

L'articolo del Sunday Times afferma anche che Carla Bruni, la moglie italiana del presidente francese Sarkozy, potrebbe "snobbare Berlusconi": sia l'ex modella che la first lady americana Michelle Obama, osserva il giornale, resteranno la maggior parte del tempo a Roma e si sposteranno solo per visitare le zone del terremoto e fare brevi apparizioni a una cena di gala e a un concerto.

Il servizio del Sunday Times è accompagnato da una vignetta in cui Berlusconi è ritratto completamente nudo, con il simbolo del G8 a coprirgli l'inguine, ritto in piedi sulla testa di donne nude: la didascalia dice "il summit di Berlusconi", e una specie di fumetto accanto al sorriso del premier afferma "la dignità dell'Italia deve essere mantenuta!".

Sul programma delle first lady, reso diplomaticamente incerto dall'assenza di Veronica Lario, interviene anche il Mail on Sunday, titolando che sarà "un'ex modella in topless" a scortare le mogli dei leader del G8, ossia Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità: l'idea "farà sorridere solo il marito di Angela Merkel, unico uomo del gruppo", ironizza il quotidiano.

L'Observer, in pratica l'edizione domenicale del Guardian, scrive che la scelta di ospitare il vertice all'Aquila si è già rivelata "un incubo logistico" e prevede che questo sarà "il summit del G8 più caotico" che ci sia mai stato. Le "prestazioni" del premier italiano, "sia sul palcoscenico della politica mondiale che nella vita privata", aggiunge il giornale, sono diventate "oggetto di derisione". In proposito, il Sunday Times nota che il premier ha deciso di non passare le vacanze di questa estate in Sardegna, giudicata troppo vulnerabile ai teleobiettivi dei paparazzi, ma di trascorrerle invece nella sua villa di Paraggi vicino a Portofino.

Su un altro aspetto del summit interviene l'Independent, affermando che il mancato mantenimento degli impegni presi dall'Italia riguardo agli aiuti ai Paesi poveri "è immorale".

(5 luglio 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #7 il: Luglio 09, 2009, 10:27:36 »

Il quotidiano finanziario britannico rivela: apparecchiature non autorizzate per diffondere i lavori alla delegazione italiana.

Palazzo Chigi smentisce

Financial Times: "L'Italia ascolta i lavori a porte chiuse"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


 LONDRA - Intercettazioni spia al G8? E' il Financial Times a ventilare l'ipotesi, riferendo l'indiscrezione di una "alta fonte" secondo cui la delegazione italiana è stata in grado di ascoltare quello che dicevano le altre attraverso un sistema di collegamenti audio, creato per trasmettere più velocemente le comunicazioni dello sherpa a Berlusconi e ai suoi collaboratori. La consuetudine del G8 è che nulla venga riportato all'esterno, tranne che per iscritto, con una "penna digitale", dallo sherpa, ossia dall'incarico di pianificazione il vertice per ciascun paese, insieme ai suoi stretti collaboratori. Ma il quotidiano finanziario britannico scrive che "funzionari italiani hanno ascoltato le discussioni di mercoledì da una stanza vicina attraverso apparecchiature di ascolto". Il giornale cita un documento, scritto in precedenza, in cui si afferma: "Fate attenzione che le altre delegazioni non sappiano della nostra stanza, altrimenti la vorranno anche loro e ciò non è possibile". I piani per installare il collegamento audio, scrive il FT, hanno "causato preoccupazione" tra alcuni funzionari italiani, che avrebbero detto che "equivale a spiare".

Marco Ventura, un portavoce di Palazzo Chigi, interpellato dal Financial Times, ha negato che ci sia un collegamento audio o qualsiasi canale "segreto" di comunicazione tra l'interno della sala del G8 e l'esterno. "Ancora più strana", aggiunge il quotidiano della City, è la presenza nell'area di sicurezza in cui non sono ammessi i giornalisti "di Bruno Vespa, "un conduttore televisivo favorito da Berlusconi". Il medesimo portavoce ha negato che Vespa abbia potuto ascoltare le conversazioni private trai leader del vertice.

Secondo il quotidiano francese Figaro, si tratta di un vertice simbolicamente forte per il suo contesto, ma con scarse decisioni concrete sui problemi in discussione. Sul settimanale francese Le Point, sei pagine sono dedicate allo "stravagante Silvio Berlusconi", nelle quali sono riassunte le vicende delle ultime settimane. Con questo commento: "Che sia un buffone si può discutere. Che sia dissoluto è cosa certa".

Il New York Times, che aveva pesantemente criticato Berlusconi il giorno prima, stamani scrive che il vertice si è aperto "senza grandi problemi", ma ricorda che Bob Geldof ha ribattezzato Berlusconi "mister 3 per cento", la percentuale degli aiuti promessi ai paesi poveri che secondo il cantante è stata effettivamente mantenuta, e quindi il quotidiano newyorchese rimanda alla conclusione del summit per un bilancio finale.

Parka della Belstaff firmati da Berlusconi in regalo ai leader del mondo, ma ora che la credibilità del leader italiano è in discesa libera, questo regalo non è di appeal ridotto? Se lo chiede il Daily Telegraph britannico.

Michelle fa come i romani. Un pezzo ironico del Washington Post racconta che la first lady ha un ruolo ufficiale come "spouse". E quindi fa la turista a Roma.

La rete televisiva americana CNN apre il sito con il pezzo dall'Aquila in cui si raccontano i primi risultati de vertice e si spiega che Berlusconi punta sull'appuntamento per cancellare i dubbi circa la sua abilità a guidare l'Italia.

Non poteva andare peggio. Le proteste dei terremotati. Impegni insufficienti per l'Africa e per il clima. Un critico reportage della tv del Qatar Al Jazeera.

Obama elogia Napolitano per risollevare l'immagine dell'Italia. La cronaca del Pais spagnolo. E la Bild parla di Berlusconi che ha abbracciato Obama ma teneva la mano in tasca, segno di maleducazione, nota il settimanale tedesco.

(9 luglio 2009)
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« Risposta #8 il: Luglio 14, 2009, 07:50:14 »

Sull'Irish Times lungo reportage sul caso Lario, con nuove domande

"Cosa farà la Chiesa cattolica? E i leader del G8 sono al sicuro?"

La stampa irlandese: "Estate calda per Berlusconi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


 LONDRA - Sarà "una lunga estate calda e turbolenta", quella che aspetta Silvio Berlusconi, nonostante l'apparente ottimismo con cui il presidente del Consiglio affronta gli scandali della sua vita privata. La previsione è dell'Irish Times, il principale quotidiano irlandese, cioè della nazione più cattolica d'Europa. E le critiche rivolte da giornali ed esponenti della Chiesa cattolica al premier italiano sono tra le ragioni citate dal giornale di Dublino per sostenere che i guai per lui sono tutt'altro che finiti.

La lunga inchiesta di Paddy Agnew, inviato del giornale della repubblica d'Irlanda, si apre con una serie di citazioni da interviste concesse da Patrizia D'Addario, la escort che ha trascorso una notte con Berlusconi, e con Barbara Montereale, la giovane donna che era con lei a Palazzo Grazioli per parte della serata: l'Irish Times si sofferma sui particolari del "grande letto" su cui il premier invita la D'Addario ad attenderlo e sul commento fatto da Berlusconi al telefono con lei, il mattino seguente, quando sente che Patrizia ha la voce roca, "strano, non ho sentito urla ieri notte". Conversazioni piccanti che l'opinione pubblica irlandese solitamente non legge sulle prime pagine dei quotidiani d'informazione, specie se messe in bocca al primo ministro di un grande paese cattolico europeo.

Quindi l'articolo cita un modo di dire irlandese che si può tradurre più o meno così: niente scatena l'inferno come una donna arrabbiata. "E di donne arrabbiate, in questa storia, ce ne sono ben due", scrive Agnew. La prima è Veronica Lario, la moglie di Berlusconi, che ha chiesto il divorzio perché umiliata dal comportamento del marito, dopo la partecipazione di lui alla festa per il 18esimo compleanno di Noemi Letizia, affermando che il premier va "con minori", che ha "problemi" e che ha bisogno di "aiuto". La seconda donna arrabbiata è Patrizia D'Addario, che dopo avere ricevuto 1000 euro per una serata a Palazzo Grazioli in cui non si era fermata a dormire (metà dei 2 mila pattuiti con Gianpaolo Tarantini, colui che l'accompagnava, nel caso si fosse invece fermata fino al mattino), non ha voluto niente in occasione della seconda volta che è andata a far visita a Berlusconi, quando secondo il suo resoconto ha avuto rapporti sessuali con il leader del Pdl. In cambio, com'è noto, voleva un aiuto a superare problemi burocratici per la costruzione di un residence su un terrenno di sua proprietà in Puglia: aiuto che non è arrivato. E questo l'ha deciso a raccontare tutto.

Commenta l'Irish Times: qualcuno, all'estero, potrebbe pensare che tutto ciò fa solamente parte della "opera buffa" che il premier italiano mette in scena da anni. Ma in Italia restano delle "importanti domande a cui bisogna dare una risposta". Prima questione: la Chiesa cattolica, dopo 15 anni in cui si è apparentemente rassegnata a dire ai suoi fedeli, "turatevi il naso e votate Berlusconi", sta forse per cambiare idea e suggerire che è meglio votare per altri leader e partiti? Seconda questione: a una settimana dal summit del G8 all'Aquila, la presenza di prostitute e personaggi attualmente sotto inchiesta della magistratura (come Tarantini) in compagnia del premier, che cosa ci dice sulla sicurezza attorno alle più alte cariche dello stato? Terza domanda: come dice Antonio Di Pietro, con le amicizie che frequenta, è possibile che Berlusconi sia "ricattabile" e in tal caso come può continuare a governare? Quarta: come può premere per il passaggio di una legge che limita le registrazioni telefoniche come strumento di inchiesta giudiziaria, quando proprio su queste si basa il "Barigate"? Quinta: fino a che punto i giornalisti della Rai potranno accettare una sostanziale censura delle notizie sullo scandalo, imposta da vertici legati a Berlusconi? Ecco perché il quotidiano irlandese prevede "una lunga estate calda e turbolenta" per il premier.

La stampa britannica non si occupa stamani dello scandalo nello specifico, dedicando l'attenzione alla sciagura ferroviaria di Viareggio, nel cui ambito tuttavia il Times nota che Berlusconi è stato accolto in città da "fischi" e grida di "buffone". Al caso Berlusconi dedica un approfondimento un columnist del Financial Timers, Luke Johnson, che è il presidente della rete televisiva privata Channel Four, il quale parte dalle dichiarazioni fatte da un ex viceministro del centro destra secondo cui un leader politico ha bisogno di "molto sesso", per cui "se Berlusconi non viene soddisfatto sessualmente, governa male", per ragionare sul più ampio tema del perché uomini potenti vogliono circondarsi di donne giovani, carine e possibilmente nubili o comunque disponibili. La sua tesi: sono uomini che hanno fatto poco sesso e avuto poco successo con le donne da giovani, quando non erano così ricchi e importanti, e quando dovevano pensare solo alla carriera, perciò adesso, che sono anziani, ricchi e potenti, cercando freneticamente di rifarsi del tempo perduto.

(1 luglio 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #9 il: Settembre 14, 2009, 12:00:53 »

Duro commento del quotidiano francese, intitolato "Basta"

Stampa inglese: "Il ferreo controllo di Berlusconi sul potere si sta indebolendo"

Le Monde: "Agonia di una democrazia"

Telegraph: "E' scontro con Fini"

Il magazine del "Sunday Times" parla di "piccoli Hitler" a proposito delle ronde: "Gruppi di vigilantes di estrema destra pattugliano le strade italiane"


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - "Sesso, scandali e divisioni nel partito". Il Sunday Telegraph di oggi titola così un servizio di una pagina sul caso Berlusconi, a cui la stampa britannica continua a dare grande rilievo. Dopo essersi scontrato con la Chiesa cattolica, la stampa internazionale e l'Unione Europea, afferma l'articolo, "Silvio Berlusconi ora rischia di farsi un nemico ancora più temibile, il suo più stretto alleato politico", ovvero Gianfranco Fini, numero due del Pdl e presidente della Camera. La frattura con Fini "ha aumentato la sensazione di crisi attorno al governo di centro-destra e intensificato le supposizioni secondo cui, dopo 15 anni in prima linea nella politica italiana, il ferreo controllo di Berlusconi sul potere si stia indebolendo", scrive il Telegraph.

Un'estate di "scandali di sesso" sembra lasciare il passo a "un autunno di antagonismo sia con gli avversari che con i propri amici". Il giornale elenca i segnali a partire dal fatto che il premier sta esagerando, lasciandosi andare a un tono "troppo pomposo perfino per uno come lui". Soltanto nell'ultima settimana si è paragonato a Superman, si è descritto come un torero che respinge gli attacchi dei tori infuriati della stampa italiana, ha detto che tutti gli italiani vogliono essere come lui e che lui è il migliore premier d'Italia in 150 anni. A proposito dei party con le giovani donne portate a casa del premier dall'uomo d'affari Giampolo Tarantini, il Telegraph nota che alcune erano "est europee o del Sud America", sollevando "imbarazzanti domande per Berlusconi sulla possibilità che i suoi appuntamenti amorosi possano esporlo a ricatti da potenze straniere". L'articolo si conclude ricordando che in ottobre la Corte Costituzionale potrebbe abolire la legge che ha dato a Berlusconi l'immunità da azioni giudiziarie e cita in proposito il parere del politologo Marc Lazar: "E' la sua paura ossessiva".

Ma la stampa internazionale sembra avere deciso di occuparsi di Berlusconi non solo dal punto di vista degli scandali a sfondo sessuale e dei problemi giudiziari, bensì anche e soprattutto sul piano dei suoi errori politici. Il magazine del Sunday Times dedica un'ampia inchiesta alla discussa questione dei vigilantes. Con questo titolo: "Piccoli Hitler. Incoraggianti da Silvio Berlusconi, gruppi di vigilantes di estrema destra stanno pattugliando le strade dell'Italia, risvegliando paure di un ritorno al fascismo". Con tanta attenzione concentrata sulle avventure sessuali del premier, afferma l'articolo, "questo brutto rigurgito di razzismo si è potuto diffondere quietamente e insidiosamente. E' una decisione che suscita allarme".

Una strada simile viene percorsa da El Pais, il quotidiano spagnolo oggetto di pesanti critiche da parte di Berlusconi. Da un lato, il Pais ritorna sulla affermazione del premier sul fatto che non avrebbe mai pagato una donna per non perdere il piacere della conquista, e si chiede in un ironico editoriale: "Davvero crede di poter conquistare tutte col suo tupè artificiale e la sua dentatura posticcia?" Ma poi, in un lungo articolo di inchiesta intitolato "L'Italia attraversa il deserto", El Pais analizza la gravità della crisi economica italiana e le promesse mancate di Berlusconi per riformare il sistema e risolvere i problemi. Lo stesso discorso si applica, in Francia, a un'inchiesta del Figaro, che parla di un nuovo fronte giudiziario apertosi per il premier italiano, questa volta non per questioni di tasse e bustarelle ma per un'accusa molto più grave, quella di "presunte connivenze con la mafia", e a tale titolo il quotidiano parigino ricorda le "oggettive collusioni" sottolineate dalla condanna in primo grado a nove anni di reclusione per Marcello Dell'Utri, "stretto collaboratore" di Berlusconi, appunto per "connivenze mafiose". Sempre in Francia, Le Monde pubblica un articolo sulla libertà di stampa nel nostro paese, intitolato "Berlusconi e i media, agonia di una democrazia", accompagnato da un editoriale sul Cavaliere intitolato semplicemente "basta!" E in America, il Chicago Tribune intervista il politologo Giovanni Sartori, che definisce ancora una volta Berlusconi "non un dittatore, ma un sultano", lo stesso titolo del suo ultimo libro dedicato allo strapotere del premier.

A Londra, anche l'Observer parla di Berlusconi, affermando che la decisione di dare a Mike Bongiorno dei funerali di stato poteva avvenire solo nell'Italia odierna: "Forse soltanto nella videocrazia di Berlusconi poteva accadere che un presentatore televisivo ricevesse esequie di stato", scrive il giornale. Il Sunday Times dedica una pagina pure all'intervento di Marina Berlusconi, figlia di prima nozze del premier e presidente della Fininvest, che ha dichiarato che gli attacchi a suo padre sono come "coltellate alla schiena": ma il più diffuso domenicale britannico ricorda che, "dopo un'estate in cui la Chiesa cattolica ha pesantemente criticato il primo ministro, ora egli potrebbe fare ulteriori passi falsi per le critiche rivoltegli dal suo principale alleato di partito, Gianfranco Fini". Il giornale nota anche che il primo ministro spagnolo Zapatero ha "nascosto a malapena il suo imbarazzo" nell'apparire insieme a Berlusconi a una conferenza stampa nei giorni scorsi.

Sulla vicenda scrive anche l'Evening Standard, pubblicando un estratto di "Tendenza Veronica", il libro di Maria Latella su Veronica Lario, intitolando l'articolo "la signora Berlusconi va al contrattacco".

(13 settembre 2009)
da repubblica.it
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« Risposta #10 il: Ottobre 05, 2009, 06:28:07 »

Wall Street Journal: sentenza Mondadori "duro colpo alla Fininvest"

Irish Times: l'editoriale di Minzolini sul Tg1 perfetto esempio di libertà di stampa limitata

Stampa estera: giustizia e informazione

"Il sabato nero di Berlusconi"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - "Il sabato nero di Silvio Berlusconi": così la stampa internazionale di oggi descrive gli ultimi sviluppi dello scandalo cresciuto attorno al presidente del Consiglio. La "più grande manifestazione mai tenutasi in Italia per la libertà di stampa" e la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato la Fininvest di Berlusconi a pagare750 milioni di danni alla Cir di Carlo De Benedetti, riconoscendo che la società del premier italiano ha corrotto dei giudici per ottenere il possesso della Mondadori negli anni '90, sono i due elementi di una giornata, il 3 ottobre 2009, che secondo i giornali stranieri "non verrà dimenticata tanto presto" dal leader del centro-destra.

Dal Wall Street Journal al Financial Times, dal Guardian al Telegraph, dalla stampa francese a quella spagnola, tutti i maggiori organi di informazione danno ampio risalto alla sentenza dei giudici milanesi contro Berlusconi. "La decisione impartisce un duro colpo alla Fininvest" dal punto di vista finanziario, scrive il Wall Street Journal. Il quotidiano britannico Telegraph osserva che il verdetto conferma che il capo del governo "ha corrotto un giudice", notando che Berlusconi non è stato processato in sede penale, ma soltanto in un tribunale civile, solo grazie al fatto che sono scaduti i termini per portarlo in tribunale. Il Guardian ricorda che la sentenza giunge pochi giorni prima di un'altra molto attesa decisione giudiziaria, quella della Corte Costituzionale, che sarà chiamata a esaminare la legalità del Lodo Alfano, ossia della legge, fatta approvare dal governo Berlusconi, che concede al premier l'immunità da cause giudiziarie. Lo svizzero 24 Heures nota che, oltre a riportare in prima pagina il fatto che Berlusconi ha corrotto un giudice, la sentenza di Milano lo condanna a pagare una cifra enorme per danni all'editore del giornale che "da sei mesi denuncia i suoi scandali privati".

L'altro tema del giorno per i media esteri è la manifestazione di sabato a Roma e in altre città in difesa della libertà di stampa. Il raduno "ha sorpreso per la sua ampiezza", scrive il francese Les Temps. Una manifestazione "monstre", la più grande mai organizzata in difesa della libertà di stampa in Italia, scrive l'Humanité. L'Irish Times afferma che l'editoriale critico nei confronti della manifestazione da parte del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, è "un perfetto esempio di come la libertà di stampa viene limitata in Italia"; e nota la severa condanna del premier espressa alla manifestazione dal giornalisti del settimanale cattolico Famiglia Cristiana: "E' diabolico cercare di far credere alla gente che questa manifestazione sia una farsa", è il commento di Famiglia Cristiana riportato dal maggior quotidiano di un paese profondamente cattolico come l'Irlanda, alludendo alle parole usate da Berlusconi per minimizzare il significato dell'evento, "chiunque dice una cosa del genere, è in malafede e sa di esserlo". Libération a Parigi e il quotidiano The Australian a Sydney sono tra gli altri organi di stampa che scrivono sulla manifestazione di Roma.

Lo spagnolo El Mundo dedica inoltre un articolo al ritorno sulle scene del premio Nobel per la letteratura Dario Fo, con un lavoro "irriverente" che ha per bersaglio Silvio Berlusconi, "L'anomalo bicefalo". E il Wall Street Journal pubblica un'inchiesta sulle difficoltà delle reti Mediaset, in concorrenza con quelle di Sky (quest'ultima, come il Journal, è di proprietà di Rupert Murdoch, editore rivale di Berlusconi), osservando che le televisioni del Cavaliere stanno cercando di rispondere al calo di pubblicità scegliendo come target "le famiglie a basso reddito", ovvero quelle che non possono permettersi di pagare un pacchetto di abbonamento per una programmazione più varia e ricca.

© Riproduzione riservata (5 ottobre 2009)
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« Risposta #11 il: Dicembre 15, 2009, 04:10:00 »

Molti quotidiani britannici evidenziano come Berlusconi esca rafforzato dall'attacco di Milano e ipotizzano che possa "usare il Parlamento per introdurre leggi" a suo favore

"L'Italia a rischio violenza politica" i timori della stampa straniera

Diversi giornali ipotizzano il ritorno a una situazione come quella degli anni di piombo


dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA - L'attacco a Silvio Berlusconi "divide l'Italia" e resuscita lo spettro di una nuova stagione di violenza politica. E' questo il giudizio della stampa internazionale, che anche stamane dedica grande rilievo all'aggressione al primo ministro italiano e alle conseguenze del folle gesto dell'assalitore. L'opinione dominante dei media stranieri è che l'episodio potrebbe finire per rafforzare Berlusconi facendolo risalire nei sondaggi e spingendolo a fare approvare nuove leggi per consolidare il suo potere o addirittura a convocare elezioni anticipate. Ma c'è anche il rischio, osservano vari quotidiani esteri, che l'aggressione inneschi un ritorno alla violenza diffusa e al terrorismo degli anni di piombo.

"L'assalto a Berlusconi accende le tensioni politiche in un'Italia sempre più convulsa e divisa nell'assegnare la responsabilità dell'odierno clima di odio", scrive il Financial Times. Le recriminazioni tra le due parti illustrano "la natura polarizzante" del terzo mandato del premier - continua il quotidiano finanziario - prevedendo che l'aggressione rafforzerà la determinazione del leader del centro destra a "usare il Parlamento per introdurre nuove leggi che lo proteggano dai processi dopo che la Corte Costituzionale gli ha tolto l'immunità". Data la capacità di Berlusconi di fare mosse inattese, conclude l'articolo, non ci sarebbe da sorprendersi se il premier, uscito d'ospedale, "perdonasse il suo assalitore".

Commento analogo sull'Herald Tribune, edizione internazionale del New York Times. "L'attacco potrebbe segnalare l'inizio di un nuovo ciclo di violenza politica marcato da azioni terroristiche come quelle che sconvolsero l'Italia negli anni '70 e nei primi anni '80", afferma il quotidiano americano, che cita in proposito le parole del presidente Napolitano sulla "pericolosa esasperazione del clima politico", che va fermata per "impedire lo sviluppo di forme di violenza che gli italiani hanno conosciuto in passato". Anche l'Herald Tribune registra una seconda possibilità: quella che comunque l'attacco aumenti la popolarità di Berlusconi e della sua coalizione.

Il Times di Londra, in un breve editoriale del corrispondente da Roma Richard Owen, traccia in proposito un parallelo storico: "Può essere che Berlusconi traduca l'episodio a suo vantaggio, un po' come fece Benito Mussolini quando una donna irlandese di nome Violet Gibson gli sparò nel 1926, ferendolo al naso. Lei fu dichiarata pazza e Mussolini conquistò poteri autoritari". L'articolo osserva che i sostenitori di Berlusconi potrebbero essere tentati di sfruttare la solidarietà generata dall'attacco per far passare una nuova legge che dia al premier immunità dai procedimenti giudiziari, "e potrebbe quindi indire elezioni anticipate per consolidare il suo controllo sul potere".

Anche un altro quotidiano inglese, il Daily Telegraph, scrive che "le immagini del premier con il viso insaguinato potrebbero essergli di aiuto nel momento in cui si difenderà dalle accuse rivoltegli dai suoi detrattori". E il Guardian di Londra si domanda se il presidente del Consiglio, "che ha una cura leggendaria della propria immagine, cercherà di mascherare i danni delle ferite al volto o ostenterà le sue cicatrici come esempio della presunta ferocia dei suoi oppositori". Il quotidiano laburista interpella il professor James Watson, docente di scienze politiche all'American University di Roma, che commenta: "Ora la difficoltà per l'opposizione sarà separare la simpatia personale per un leader a cui è stata spaccata la faccia dall'antipatia istituzionale verso ciò che Berlusconi rappresenta". Quanto al pericolo che l'Italia diventi preda di una nuova spirale di violenza, il professor Watson dice al Guardian: "Non penso che ci siamo vicini, a meno di un peggioramento della situazione sociale e in particolare di quella lavorativa, ma siamo più vicini (alla violenza) di quanto lo fossimo prima".

Il quotidiano Independent, in un editoriale, osserva invece che "in un paese normale, l'attenzione si sarebbe focalizzata sul fatto che decine di guardie del corpo non sono state capaci di proteggere" il primo ministro", mentre in Italia la questione non ha per il momento suscitato un intenso dibattito, sopravanzata dalle schermaglie politiche su resposanbilità e conseguenze dell'attacco.

Ampi servizi anche sui giornali degli altri Paesi. In Spagna, El Pais titola: "L'Italia teme di tornare alla violenza politica", evidenziando come le immagini del premier dopo l'aggressione "riflettano le tensioni e le divisioni vissute da tutto il paese". In un editoriale intitolato "Un'aggressione inaccettabile", il quotidiano spagnolo condanna "energicamente e senza riserve" l'attacco e osserva: "E' tanto miserabile e politicamente destabilizzante che l'opposizione abbia mostrato una qualche accondiscendenza per questo gesto, quanto il fatto che alcuni alleati del premier stanno utilizzando l'aggressione per mettere nell'angolo e zittire l'opposizione". L'articolo si conclude così: "Il degrado della politica italiana si sta traducendo in una grave delegittimazione delle istituzione e corre il rischio di provocare un profondo deterioramento del sistema democratico".

Oltre Atlantico, il New York Times scrive che l'attacco a Berlusconi "suggerisce un esame di coscienza" e il Wall Street Journal afferma che molti italiani imputano l'aggressione "al clima al vetriolo del mondo politico".

© Riproduzione riservata (15 dicembre 2009)
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« Risposta #12 il: Dicembre 16, 2009, 10:25:42 »

Il quotidiano britannico critica gli attacchi alla stampa e alla magistratura

"Vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea"

Il Guardian: politica alla puttanesca "Dal Pdl intimidazioni inaccettabili"

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - Un editoriale del Guardian, il più importante quotidiano filolaburista britannico, interviene sulle polemiche che divampano in Italia sull'attacco a Silvio Berlusconi. Con un titolo mezzo in inglese, mezzo in italiano, "Politics alla puttanesca" (Politica alla puttanesca), il commento nella pagina degli editoriali e senza firma, dunque espressione della direzione del giornale come è tradizione della stampa anglosassone, comincia osservando che da due giorni il nostro Paese è in preda a un dibattito per stabilire se l'aggressione al premier è il prodotto di quello che egli ha definito il "clima di odio" contro di lui.

L'articolo parla quindi del discorso tenuto da Fabrizio Cicchitto, leader del Pdl alla Camera dei deputati, che ha elencato i "presunti responsabili della suddetta campagna di odio" contro il primo ministro: la Repubblica, L'espresso, Marco Travaglio, i partiti di opposizione, certi giudici. "Indicare un giornalista come qualcuno che ha a che fare, direttamente o indirettamente, con l'attacco di un folle, è una vecchia tecnica sperimentata nel periodo più buio della storia europea", afferma l'editoriale. "Non contento di dichiarazioni offensive, Berlusconi intende legiferare. Il suo ministro degli Interni ha annunciato che domani il governo valuterà due nuove leggi che limitano le dimostrazioni di protesta e i 'siti dell'odio' su internet. Ma invece di cercare un capro espiatorio politico, il 73enne tycoon dei media dovrebbe chiedersi perché 250 mila italiani sono scesi in piazza per il No Berlusconi Day".

Nel resto d'Europa, continua il Guardian, "ci sono dimostrazioni contro una politica o un governo. In Italia la gente protesta contro il primo ministro non per ciò che rappresenta, ma per quello che è. Ed è una protesta con buone ragioni. E' un uomo coinvolto in scandali di sesso che rivelano il suo uso di prostitute. Persa l'immunità giudiziaria, egli è ora sotto processo per frode, corruzione ed evasione fiscale. E per tutto questo, cerca di dare la colpa a giornalisti, giornali, magistrati che insistono a fare il proprio mestiere e rifiutano di farsi intimidire da lui".

L'attacco fisico che Berlusconi ha subito è stato "perfido ed esecrabile". Ma "non ci sono prove che sia stato organizzato da altri". I gruppi spuntati su Facebook che inneggiano all'aggressione sono "di cattivo gusto", ma non richiedono una campagna per chiudere siti internet giudicati "incitatori della violenza". In conclusione, scrive il Guardian, la risposta di Berlusconi e del suo partito "ricorda una repubblica dell'Asia centrale". E a questo punto "i leader mondiali dovrebbero cominciare a prendere le distanze da un uomo simile".

Giornali e telegiornali di tutto il mondo continuano a seguire gli sviluppi del caso, riportando bollettini sullo stato di salute di Berlusconi e le conseguenze politiche dell'attacco. L'Independent nota che l'aggressore rischia una pena di cinque anni di carcere per il suo gesto e scrive che le statuine del Duomo di Milano, del tipo usato da Massimo Tartaglia per colpire Berlusconi, "si vendono più in fretta del panettone e sono addirittura esaurite in certe bancarelle del centro" nel capoluogo lombardo. Il Times pubblica invece una riproduzione di una statuina di Berlusconi sanguinante col volto tumefatto, rimarcando che va a ruba a Napoli e in altre città, dove alcuni la mettono fra le statuine del presepe.

Il francese Le Monde parla di "isteria" del dibattito politico italiano e scrive che "la statuetta lanciata al volto del Cavaliere a Milano somiglia molto al temuto epilogo di una lunga stagione di odio". Dopo aver analizzato la situazione sul versante dell'opposizione e dei media, il quotidiano definisce quello italiano "un clima da fine regno". E conclude che "Berlusconi ha poche possibilità di ottenere un quarto mandato nel 2013, al termine di quello in corso". Questo perché "debolezza politica, conflitto di interessi, fibrillazioni della maggioranza, esasperazione dell'opposizione, semplificazione del dibattito e saturazione dello spazio mediatico" constituiscono "un cocktail che forse è esploso il 13 dicembre (il giorno dell'aggressione, ndr) portanto a una prima risposta alla domanda che pone Berlusconi: "Perché tanto odio?"".

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da corriere.it
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« Risposta #13 il: Gennaio 06, 2010, 04:19:47 »

Un ricordo di Beniamino Placido.

Colleghi ben più autorevoli ricorderanno la scomparsa di Beniamino Placido, a lungo una colonna di questo giornale, direi uno degli artefici della sua affermazione come grande quotidiano nazionale, bandiera e simbolo di quello strano miscuglio che costituisce l’identità di “Repubblica”. Ma sono tra quelli che hanno avuto l’opportunità e la fortuna di conoscerlo al di fuori della redazione, di diventare un po’ amico suo e della sua non meno formidabile famiglia o tribù, e vorrei ricordare qui uno dei tanti aspetti della eclettica, straordinaria personalità di Beniamino.

Quando ero corrispondente di “Repubblica” da Mosca, ci sentivamo spesso e qualche volte ci incontravamo: per la Russia, per la sua storia, politica e letteratura, Beniamino aveva una grande passione, e aveva molto da insegnare a uno come me, che ci ero appena arrivato. Conosceva, ebbene sì, anche il russo, era in grado di parlarlo un poco e di leggerlo, era affascinato dall’etimologia e dalla pronuncia, a volta così dolce, delle sue parole. E, così come per ogni altro argomento dello scibile da lui trattato, Beniamino era in grado di prendere la più complicata espressione russa o il libro o l’autore russo più difficile, aprirlo come una mela, renderlo semplice, comprensibile e arricchire il suo interlocutore con nuovi significati.

Ricordo un week-end in cui venne a trovarmi insieme alla adorata figlia Barbara, durante una mia vacanza in Italia, a Cesenatico, le passeggiate lungo il porto canale, le chiacchierate sulla Russia e un dono che conservo caro: una vecchia edizione del romanzo “Resurrezione” di Lev Tolstoj, di quelle con le pagine da tagliare col coltello, come si usava un tempo. Barbara lo aveva convinto qualche mese fa a trasferirsi qui in Inghilterra, a Cambridge, per essere vicino a lei e ai nipotini; e vorrei salutarlo proprio con parole di Tolstoj, tra le ultime scritte dal grande scrittore russo che lui tanto amava: “E’ irragionevole misurare la vita secondo la durata del tempo. Forse i mesi che ci rimangono da vivere sono più importanti di tutti gli anni vissuti. Bisogna viverli bene”.

da repubblica.it
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« Risposta #14 il: Gennaio 17, 2011, 11:36:19 »

STAMPA ESTERA

Berlusconi e la "prostituta minorenne" sui giornali di tutto il mondo

I giornali inlgesi dedicano ampio spazio all'ultima vicenda giudiziaria del Cavaliere mettendo in evidenza come l'accusa "potrebbe essere un duro colpo per li leader italiano".

Anche i quotidiani russi per la prima volta parlano dell'affaire

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI


LONDRA - Silvio Berlusconi torna al centro dell'attenzione dei media internazionali, con giornali, siti internet e telegiornali di mezzo mondo che dedicano ampio spazio alla nuova inchiesta giudiziaria sul primo ministro italiano. I titoli si assomigliano, da "Berlusconi sotto indagine per la prostituzione" sul Financial Times a "Silvio e la prostituta di 17 anni" sul Sun fino a "Ruby Rubacuori e le accuse di sesso che potrebbe far cadere Silvio" sul Daily Mail. E perfino la stampa russa, per la maggior parte strettamente controllata dal Cremlino, parla oggi per la prima volta della vicenda, nonostante i noti legami di amicizia fra Berlusconi e il primo ministro Putin, che secondo le indiscrezioni circolate fino ad ora sarebbe stato ospite del leader del Pdl proprio in occasione di una delle serate in cui anche la minorenne marocchina si trovava nella sua villa.

"Ilda la Rossa segnala grossi guai per Berlusconi" è il titolo dell'Observer, edizione domenicale del Guardian di Londra. "Per un uomo che dice di amare le donne, Ilda Boccassini può essere un'eccezione", scrive il corrispondente Tom Kingstone da Roma, ricordando che il procuratore milanese, "soprannominata la Rossa per il colore dei capelli e le sue simpatie progressiste", veniva descritta come "una tigre che non si ferma davanti a niente" dai mafiosi su cui ha condotto numerose inchieste. Le accuse ora rivolte a Berlusconi, con la richiesta di un processo rapido, saltando la fase
preliminare, reso possibile dalla decisione della Corte Costituzionale di eliminare l'immunità giudiziaria di cui godeva il primo ministro, nota l'Observer, può risultare in "un duro colpo" per il leader italiano: "Abbandonato dalla moglie a causa di precedenti scandali sessuali con giovani donne, il premier è sopravissuto a un voto di fiducia in parlamento alla fine dello scorso anno, ma il suo governo sta in piedi per un pelo e difficilmente può permettersi un nuovo dramma a base di sesso".

"La polizia perquisisce le case delle show-girls ospitate da Berlusconi" a Milano 2, è il titolo del Sunday Times, secondo cui è verosimile che il caso "complicherà il tentativo di Berlusconi di costruire una forte maggioranza parlamentare dopo avere vinto di un soffio il voto di fiducia del mese scorso". Un altro quotidiano inglese, l'Independent, titola sulla "scoperta di un harem di 14 donne tenuto da Berlusconi" nel complesso di appartamenti di Milano 2 che fu la sua prima iniziativa immobiliare. "Le donne vivevano in quegli appartamenti senza pagare l'affitto e ricevevano grosse somme di denaro in contanti dall'uomo politico miliardario in cambio di sesso", scrive il giornale londinese, sottolineando che anche fra gli alleati di Berlusconi cresce la convinzione che, se le accuse rivolte al premier dai magistrati milanesi si riveleranno vere e se essi hanno effettivamente in mano una "pistola fumante", ossia una prova schiacciante, come la loro determinazione lascia credere, allora "Berlusconi sarebbe nei guai come non gli è mai capitato prima".

Il Guardian parla della "devastante possibilità per Silvio Berlusconi di essere messo sotto processo per un reato sessuale". E il Times, titolando a tutta pagina sul fatto che "i magistrati investigano Berlusconi per sesso con una prostituta minorenne", un reato - nota il quotidiano - che comporta una pena carceraria di 3 anni, afferma in un editoriale a parte che le nuove accuse "possono rivelarsi problematiche anche per un politico dalla incredibile capacità di resistere come Berlusconi". Il giornale di proprietà di Rupert Murdoch elogia nell'editoriale Ilda Boccassini, definendola come un magistrato "molto ammirato per il suo coraggio, la sua professionalità e la sua indipendenza", che è stata amica personale di Giovanni Falcone, "il giudice assassinato dalla mafia" e ha affrontato sia Cosa Nostra che la Ndrangheta calabrese nella sua lunga carriera.

(16 gennaio 2011) © Riproduzione riservata
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/16/news/stampa_estera_premier-11291938/?ref=HREA-1
« Ultima modifica: Gennaio 23, 2011, 10:59:04 da Admin » Loggato
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