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Autore Discussione: Università, contro Gelmini mobilitazione permanente  (Letto 1580 volte)
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« inserito:: Ottobre 22, 2008, 11:17:49 pm »

Università, contro Gelmini mobilitazione permanente


Catania, Bologna, L’Aquila, Roma, Perugia. E ancora Torino, Pisa, Firenze, Palermo, Cosenza, Teramo, Macerata. Non si contano più le università che si sono sollevate contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e contro i tagli agli atenei previsti dalla legge finanziaria.

A Roma, il Dipartimento di fisica dell'Università La Sapienza è stato chiuso con catenaccio e lucchetti dagli studenti in segno di protesta. Gli studenti, sia del Dipartimento di fisica che del resto dell'Università, sono riuniti in questo momento all'esterno del dipartimento. La loro protesta avviene all'indomani della riunione del Senato accademico che, sostengono gli studenti, non ha preso una posizione chiara in merito alla questione dei tagli.

A Firenze dopo il corteo di almeno 60mila persone che sono scese in piazza contro la riforma, si è svolta la lezione in piazza dell'astrofisica Margherita Hack in piazza della Signoria. «Spero che questo movimento degli studenti apra gli occhi a quella parte della popolazione che ancora ammira il Governo, un Governo che ancora distrugge l'Italia, e che l'opposizione cominci ad essere vera e unita».
Lo ha detto l'astrofisica Margherita Hack aprendo così la sua lezione in piazza della Signoria a Firenze. Da alcune settimane la protesta degli universitari fiorentini contro i provvedimenti del Governo ha preso la  forma di lezioni a cielo aperto, da Ponte Vecchio a piazza Repubblica, tenute da docenti e ricercatori fiorentini. Oggi in 'cattedra', proprio sotto la statua del Biancone, c'era Hack, accolta da una vera e propria ovazione dei ragazzi. Qualche ora prima l'astrofisica è stata ospite della Stazione delle Idee, kermesse della Provincia alla Stazione Leopolda, dove ha tenuto una lezione agli studenti di alcuni istituti superiori. 

A Milano gli studenti dell'Università degli Studi di Milano si sono riuniti in piazza Duomo, ai piedi del monumento Vittorio Emanuele II, per una lezione all'aperto, sul modello di quanto già fatto in altre città, tenuta dal professore Piero Graglia sulla 'Storia dell'integrazione europea'. E poi un corteo ha bloccato la cerchia dei Navigli con un sit-in in via Visconti di Modrone, angolo via Mascagni. sono diretti in corteo verso via Conservatorio, dove ha sede la facoltà di Scienze politiche. All'inizio di via Mascagni
hanno però deciso di sedersi sulla strada e bloccare il traffico della circonvallazione interna.


A Torino, da martedì sera la sede universitaria delle facoltà umanistiche, Palazzo Nuovo, è stata occupata dagli studenti. L'iniziativa è stata decisa dall'«Assemblea No-Gelmini» come ulteriore forma di protesta contro i provvedimenti del governo. «Questa decisione - spiegano gli universitari - si inserisce in un percorso di mobilitazione a livello nazionale e si pone come obiettivo quello di estendere il più possibile la partecipazione di tutto il mondo accademico». Nonostante l'occupazione le lezioni, al momento, proseguono regolarmente, mentre gli studenti chiedono la sospensione della didattica dal 28 al 30 ottobre «per favorire la massima partecipazione in occasione della paventata visita del ministro Gelmini a Torino (il 28 ottobre) e dello sciopero generale della scuola (30 ottobre)». Nel pomeriggio, alle 14, è prevista un'Assemblea generale auto-convocata degli studenti nel cortile del Rettorato. Proseguono anche le lezioni all'aperto «per dare visibilità alla protesta» ed è in programma, per il 23 ottobre, una tavola rotonda a Palazzo Nuovo «per coordinare la mobilitazione di tutte le realtà colpite dall'attacco all'istruzione pubblica». Infine, il prossimo 27 ottobre, i rappresentanti dell'«Assemblea No-Gelmini» parteciperanno alla mobilitazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico del Politecnico di Torino.

A Cosenza, all'Università della Calabria è previsto un calendario fitto di assemblee e incontri per decidere le azioni di protesta contro la riforma del governo. Le prime due assemblee previste sono quelle delle Facoltà di scienze matematiche, Fisiche e Naturali e di scienze Politiche. Seguirà poi quella della Facoltà di Economia. Giovedì, c'è grande attesa per le decisioni degli studenti della facoltà di Ingegneria dove, nei giorni scorsi, i docenti hanno già approvato una mozione con la quale è stato deciso lo stato di assemblea permanente. Ultima assemblea prevista è quella di Farmacia. Le decisioni degli studenti saranno poi discusse ampiamente in una assemblea plenaria dell'Ateneo prevista per il 28 ottobre.

A Catania è prevista una manifestazione di dissenso degli studenti nella Facoltà di Lingue, organizzata dall`Udu-Catania. A L`Aquila si svolgerà un'assemblea in cui è prevista la partecipazione degli studenti di Scienze, Medicina, Psicologia, Biotecnologie, Scienze Motorie. A Perugia invece si svolgerà un'assemblea nella Facoltà di Lettere, dove è previsto un consiglio di Facoltà aperto a tutti gli studenti. Anche a Teramo e a Macerata gli studenti parteciperanno ad assemblee organizzate dall`Udu-Teramo e dalla Officina Universitaria per esprimere contrarietà alla legge finanziaria. Mobilitazioni, infine, sono previste anche a Napoli, a Roma, a Firenze, a Bologna.


Pubblicato il: 22.10.08
Modificato il: 22.10.08 alle ore 18.16   
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« Risposta #1 inserito:: Ottobre 22, 2008, 11:21:06 pm »

Veltroni: «Il governo ritiri il decreto Gelmini e i tagli a scuola e università»

 

ROMA (22 ottobre) - «Se fossi nel governo farei un gesto politico: ritirerei quel decreto Gelmini che è alla base di tutta questa sofferenza e ritirerei le misure finanziarie prese». Lo ha detto questa mattina il segretario del Pd Walter Veltroni, ospite di Radio anch'io. «C'è un movimento di protesta molto ampio - ha aggiunto Veltroni - che non può essere identificato, come ho visto fare da qualche giornale della destra, con gli estrtemisti. No, è un movimento che riguarda famiglie, studenti, insegnanti».

Per Veltroni si può arrivare ad «una ristrutturazione dei costi, ma anche specificando che ogni lira tagliata di sprechi all'interno del sistema scolastico deve rimanere nella scuola. Il sistema scolastico italiano fa acqua da tutte le parti e l'unico che non faceva acqua era la scuola elementare». Per il leader del Pd occorre quindi puntare su «autonomia scolastica e valutazione però in una scuola che promuova le pari opportunità, che consenta a tutti i ragazzi di poter partecipare alla sfida scolastica senza essere tagliati fuori né per ragioni sociali né tantomeno, come la Lega ha proposto, per ragioni di appartenenza etnica o di carta d'identità».


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