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Autore Discussione: Carlin Petrini. Moni Ovadia: «Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta.  (Letto 13 volte)
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« inserito:: Giugno 30, 2026, 07:16:28 pm »


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Il funerale di Carlin Petrini. Moni Ovadia: «Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta. Grande uomo in quest'epoca di omuncoli». Finale sulle note di Cielito Lindo

di Marcello Pasquero

Gran folla e tanta commozione a Pollenzo per le esequie del fondatore di Terra Madre. Presenti anche il governatore Cirio, il sindaco di Torino Lo Russo, Moni Ovadia, Don Ciotti e Oscar Farinetti. «Raccoglieremo la tua eredità»

Il funerale di Carlin Petrini. Moni Ovadia: «Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta. Grande uomo in quest'epoca di omuncoli». Finale sulle note di Cielito Lindo
Moni Ovadia ricorda l'amico Carlin Petrini

Lacrime e canti per l'addio a Carlin Petrini. Migliaia di persone si sono radunate a Pollenzo, nel cuneese, per i funerali del fondatore di Slow Food e di Terra Madre, morto a 76 anni. Sin dalle prime ore del mattino tanti amici hanno assiepato il Cortile di ingresso dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

«Parlava in piemontese col Papa»
Presenti anche il presidente della Regione Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lorusso, Don Ciotti, Moni Ovadia, l'imprenditore Oscar Farinetti. Non ha voluto mancare il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili, che con Petrini ha fondato la comunità Laudato Sì. «Ricordo i dialoghi tra Carlin e Papa Bergoglio. Parlavano in piemontese e ho imparato il termine "Mugna cuacia". Carlin è stato un uomo di grande cuore e che parlava di intelligenza emotiva prima che di intelligenza artificiale».


Gallery: I funerali di Carlin Petrini a Pollenzo: le immagini

Il rettore: «Questo non è funerale direbbe Magritte»
Quando il feretro arriva alle 11.30 la commozione prende il sopravvento e si scioglie in un lunghissimo applauso. Nicola Perullo rettore dell'università di scienze gastronomiche è il primo a salire sul palco «Come direbbe Maigritte questo non è un funerale, a Carlo sarebbe piaciuto» e aggiunge: «Era un uomo difficile da incasellare, un grande rivoluzionario con un carisma incredibile. Ma lui aveva anche una generosità che abbinata al carisma ha fatto sì che le opere che ha realizzato potessero penetrare tra la gente».
E ancora: «Carlo era l'uomo di tutti, dal pescatore al re».

L'amico di sempre
Sul palchetto anche Vincenzo Ercolino, l'amico di sempre: «Petrini non aveva mai cercato solo il cibo, ha cercato l'umanità. Non l'umano astratto ma quello concreto dei gesti, il contadino che custodisce un seme, l'anziano che consegna una memoria, il giovane che ritrova una strada. Mai nostalgia del passato ma possibilità di futuro».

Edward Mukiibi: «Il tuo sogno vive»
Toccante il discorso del presidente di Slow Food Internazionale, l'agronomo ed educatore ugandese Edward Mukiibi. «Cari amici di Carlo, questo silenzio che sento oggi è assordante, noi dobbiamo rispondere al silenzio lavorando sodo, insieme, per mantenere viva la sua visione. Tutti noi - prosegue - in ogni parte del mondo dobbiamo unirci e collaborare ancora di più per onorare la dedizione di Carlo. Dobbiamo farlo in suo onore e per la Terra Madre che ha tanto amato e curato. Ora riposa caro amico, il tuo sogno continua a vivere».

Don Ciotti ricorda l'ultimo incontro con Carlin Petrini, due giorni prima della scomparsa

Moni Ovadia e Don Ciotti
Anche Moni Ovadia ha voluto salutare Petrini: «Noi sognavamo la rivoluzione, lui l'ha fatta. Se guardo al mondo lo vedo governato da omuncoli insignificanti mentre Carlin era un titano. Carlin ha fatto il più grande collegamento, portare il mondo nel tuo luogo e il tuo luogo nel mondo». E continua: «Ha dimostrato che puoi essere uno sbandato cazzeggiatore e diventare uno dei più grandi uomini di questa epoca».

Don Ciotti invece ricorda l'ultimo incontro: «Due giorni prima di lasciarci, ero in casa con lui e sua sorella Chiara. Ho visto le lacrime ai suoi occhi e lui ha visto le mie. Poi con un filo di voce mi ricorda che quando aveva detto al Papa di non essere credente, poi il pontefice gli aveva risposto che avrebbe pregato sempre per lui. E poi mi fa "Luigi prega per me, io sto morendo". Allora ho pregato per lui, e certo il mio pensiero ora va a Carlin e a quanti raccolgono la sua eredità».

Funerali di Carlin Petrini, le prove dei canti per salutare il fondatore di Slow Food

Le studentesse Lucia e Camilla
Grandi applausi anche per le parole pronunciate da Lucia e Camilla, studentesse dell'Università di Scienze Gastronomiche, da lui fondata: «Ci hai aperto le porte del mondo, ci hai dato valori con cui avanzare nella vita. Tocca a noi, ora, essere ambasciatori delle tue idee, prendiamo questo impegno con responsabilità ma anche con un po' di paura di non riuscire a fare abbastanza. Ma se tu - proseguono - sei riuscito a fondare in un piccolo paese d'Italia un'organizzazione che cura il cibo in un'epoca in cui il cibo stava diventando sempre più standardizzato, perché noi dovremmo lasciarci prendere dall'ansia tanto diffusa di questi tempi, perché credere a ciò che il sistema di potere vuol farci credere ovvero che non c'è più nulla da fare? Noi studenti di Pollenzo infonderemo ogni energia per fare espandere questo movimento in ogni angolo del mondo».

Cielito Lindo
La cerimonia si è chiusa intorno alle 13:20. Come «arrivederci» tutti i presenti hanno intonato «Cielito Lindo», la canzone preferita di Carlin. «¡Ay! ¡ay! ¡ay! ¡ay!, Canta y no llores! porque cantando se alegran, Cielito Lindo, los corazones».
Canta e non piangere, perché quando si canta si rallegrano i cuori.

«Canta e non piangere», le note di «Cielito Lindo» per l'ultimo saluto a Carlin Petrini

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da corriere.it
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