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Autore Discussione: ENNESIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI GASPARRI CONTRO REPORT.  (Letto 95 volte)
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« inserito:: Aprile 19, 2026, 12:35:15 pm »

Sigfrido Ranucci

ENNESIMA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI GASPARRI CONTRO REPORT. LA TRASMISSIONE DI RAI 3 HA DENUNCIATO LA PRESENZA DEL  SOFTAWARE ECM, CHE CONSENTE DI ENTRARE SUI PC DEI MAGISTRATI A LORO INSAPUTA.
il senatore Gasparri nella sua interrogazione parla di archiviazione da parte della Procura di Roma di inchiesta su Ecm.  Premesso che il senatore Gasparri dovrebbe sapere dopo 40 anni di Parlamento, che semmai è un Tribunale che archivia, non una Procura.  Denota una confusione sulla separazione dei ruoli che preoccupa visto che è tra i più accaniti promotori della riforma della giustizia. Comunque il servizio di Report sui profili di rischio dovuti al programma informatico Ecm di Microsoft, installato dal 2019 su circa 40.000 postazioni di lavoro dell’amministrazione giudiziaria, si basa su documenti e testimonianze dirette.
La questione non è stata sollevata per la prima volta da Report ma da un’importante Procura italiana, e l’inchiesta ha raccontato in maniera puntuale lo scontro istituzionale avvenuto nella primavera del 2024 fra i tecnici di quest’ultima e i dirigenti del Dipartimento per l’innovazione tecnologica (DGSIA) del Ministero della Giustizia, documentato anche da una circolare ufficiale firmata dallo stesso Ministero.
Il servizio ha riportato le dichiarazioni di un magistrato, il giudice del Tribunale di Alessandria, Aldo Tirone, che ha condotto in prima persona un esperimento, autorizzando un tecnico informatico che lavora per il Ministero a introdursi sul suo computer attraverso ECM senza chiedere il consenso. Il test, durante il quale il tecnico è riuscito a osservare in tempo reale ciò che il giudice stava facendo sul suo pc, è stato ripetuto più volte a distanza di mesi, senza che dal Ministero arrivasse alcun alert sulla possibile intrusione. Questa testimonianza esclusiva solleva importanti criticità sull’utilizzo del software ECM sulle postazioni dell’amministrazione giustizia, che sono connotate da un alto grado di sensibilità. 
Proprio le segnalazioni del giudice Tirone e il lavoro giornalistico di Report hanno innescato una serie di accertamenti che sono confluiti anche nel fascicolo aperto a modello 45 dalla Procura di Roma. Alle richieste di intervista o anche soltanto di informazioni inoltrate sia al Ministero della Giustizia che alla Procura di Torino non è mai arrivata risposta. Tutte le questioni tecniche sono state sottoposte al parere di Francesco Zorzi, uno dei maggiori esperti di cybersicurezza a livello nazionale, consulente informatico anche di svariate Procure. Il lavoro giornalistico è cominciato circa un anno fa, molto prima che fosse nota la data e la stessa possibilità che ci fosse un referendum sulla riforma della giustizia, con cui l’inchiesta non ha alcun tipo di legame. Inoltre esiste un audio di circa 2 ore che testimonia tutta la bontà e la verità del lavoro giornalistico di Report. In onda domenica alle 20.30 su Rai3

da FB

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