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Autore Discussione: MANIFESTO CONTRO L’EDITORIA – E GLI EDITORI, I LIBRAI, GLI SCRITTORI, etc etc  (Letto 2237 volte)
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« inserito:: Agosto 31, 2023, 11:28:53 pm »

18 luglio 2023
MANIFESTO CONTRO L’EDITORIA – E GLI EDITORI, I LIBRAI, GLI SCRITTORI, I DISTRIBUTORI ………. – GOG EDIZIONI

Ho comprato questo libro incuriosito dal titolo e dal catalogo dell’Editore: GOG Edizioni. Non lo conoscevo. Capita spesso di incontrare editori che non conosco, sia chiaro. Se nell’ambito della poesia bene o male ci conosciamo tutti, gli altri comparti sono spesso oscuri, labirintici. Faccio un esempio: per rispondere a una richiesta che mi è stata fatta qualche sera fa ho cercato Esculapio Editore. Tratta di materie scientifiche. Zambon dice di aver studiato su alcuni loro libri, il che equivale a una garanzia. Mi sono sentito giustamente molto ignorante.

Questo Manifesto contro l’editoria (che ha un sottotitolo lunghissimo: e gli editori, i librai, gli scrittori, i distributori, i promotori, gli agenti e i critici letterari, i direttori delle terze pagine culturali e quelli dei festival, contro i premi, contro gli ISBN, le scuole di scrittura creativa) mi è sembrata subito una bella edizione, curata, dalla copertina semplice ma splendida.

In questi giorni sono un po’ alla ricerca di Editori particolari, di nicchia. Grazie a Rocio ad esempio ho appena scoperto Albaccara Editore. Fa delle copertine credo serigrafate, molto curate. Per non parlare di Ianieri Edizione, più esattamente la loro collana ri-nascente L’angiolo (curata da Fabio Barone, ne abbiamo parlato su Laboratori Poesia QUI).

Ma torniamo a GOG Edizioni. Il libro devo dire si presenta bene, curato (non sono molto convinto della carta bianca per l’interno… ma può essere un limite mio). Rimango un po’ sorpreso dal tono molto personale dell’opera che restituisce quello che promette: un piccolo trattato contro il sistema editoriale attuale. Non certo contro l’editoria, anzi la salva, ma non come è gestita oggi.

Piano piano devo ammettere mi lascio rapire da un discorso diretto che, in questa tregua piovosa dall’afa di luglio, in un umidissimo Friuli, trovo convincente e mi fa venir voglia di parlarne col mio amico Antonio Lillo, Pietre Vive Editore (tra l’altro ha da poco aggiornato il sito, è bellissimo). Per GOG Edizioni lui è decisamente troppo social, ma nei contenuti sono molto simili.

Il libro alla fine mi è piaciuto perché parla dal di dentro dei problemi che abbiamo come editori, suggerendone con sarcasmo soluzione ma sapendo che non è possibile risolvere nulla. A volte appare un po’ estremo arrivando, ad esempio, a negare anche il codice Isbn, ma sono molte più le cose che mi trovano d’accordo che quelle che vorrei discutere. Senza contare le parti che tutti abbiamo vissuto in questo settore come la fiera Più Libri Più Liberi, o la polemica sul Premio Strega (senza contare lo Strega Poesia…), o la tremendamente vera suddivisione dei tipi da fiera in l’entusiasta cronico (che “invece di comprare tutto lo stand con una valigetta piena di banconote da 500 euro (sarebbe il minimo) cosa fa lui? Ci chiede un segnalibro, perché lui colleziona segnalibri “bellissimi”. A quel punto testata diretta sul setto nasale, rapido occultamento del moribondo sotto il tavolo dello stand, incatenamento e imbavagliamento. Per ogni libro venduto gli tiriamo un calcio. Fateci sognare, signori” – e considerate che con Pordenonelegge alle porte…), il voyeur (che “dopo un’ora si dissolve e il libro è tornato al suo posto. Ce lo immaginiamo rientrare a casa, spogliarsi completamente e poi sedersi su uno sgabello al centro di un salotto vuoto, di fronte a una enorme libreria desolata e piena di polvere. Si masturba pensando ad Anna Karenina“), e l’eterna stagista (che “tira fuori il suo curriculum, la lapide di tutti i fallimenti, il monumento di carta eretto alla memoria di una vita mal spesa. Ce lo porge, la ringraziamo, pensando a tutti i debiti che abbiamo con la tipografia e quindi alla nostra di vita mal spesa. Le faremo sapere, diciamo, con tono ministeriale. L’eterna stagista non vuole comprare un libro ma solo pagarsi il diritto di continuare a sperare. Soldi spesi bene, dopotutto”).

Ho trovato inoltre molto curioso un passo:

Noi preferiamo chi il Nobel per la Letteratura non se l’è meritato: gli impubblicabili, gli imperdonabili, gli infrequentabili della letteratura.

Quegli imperdonabili non sono certo gli stessi che, un paio di anni fa con a capo Milani di Transeuropa, cercavano un’opposizione agguerritissima in un certo qual modo per gli stessi motivi di GOG Edizioni, salvo poi credo arenarsi l’anno scorso (o almeno io non li vedo più attivi – Milani penso si sia lanciato in altri progetti/azioni – lo ricorderete ad esempio per l’eclatante gesto a Conte – qui – o per il blitz delle Brigate di Cittadinanza di Massa – qui -).

Ad ogni modo metto un paio di estratti (Lillo leggili anche tu) di questo libro GOG Edizioni lasciando al termine il link dove acquistarlo.

Un editore che voglia fare questo mestiere sa che l’unico modo per avere un briciolo di visibilità e vendere qualche copia, è quello di riuscire ad arrivare in libreria. Per farlo, quindi, deve avvalersi del famigerato distributore, un’azienda di logistica che non ha nulla a che vedere con l’editoria. Quando si è dei piccoli editori, il contratto che Messaggerie propone (non tanto diverso da quello di A.L.I.) è raccapricciante. Il distributore chiede all’editore di lasciargli il 60% sul prezzo di copertina. A questo si aggiunge la percentuale che va al promotore, un intermediario senza il quale non è possibile stipulare accordi con Meli, che a sua volta trattiene l’8% sul venduto (+Iva).

[…]

Un editore, per potersi compiacere a cena con gli amici e dire che i suoi libri sono sugli scaffali della Feltrinelli, quando gli va bene e i librai si accorgono del suo catalogo, deve cedere il 68% del venduto a questi signori qui. Questo vuol dire che, se si aggiunge un prezzo di stampa (tra i costi tipografici e di spedizione) del 20%, all’editore rimane il 12%. Se consideriamo che l’8% in genere viene corrisposto all’autore, l’editore vede solo il 4%. Praticamente è un patto con la morte, è eutanasia, suicidio assistito, anzi indotto. Senza considerare che il distributore paga il venduto a 6 mesi. 6 mesi. 182 giorni. E quello che non vende? Te lo rispedisce indietro. Senza pagarlo. Si chiama “reso”. Una marea di editori hanno dichiarato bancarotta a causa del reso.

[…]

Come se il proprietario di un bar a fine giornata tornasse dal panettiere a riportargli il pane dei tramezzini che gli sono rimasti in frigo chiedendo un risarcimento. A grandi linee è questo il modo in cui funziona il nostro mercato editoriale.

(da Il ricatto della distribuzione)

[…]

Lasciamo che la nostra libreria abbia vita propria, che diventi l’abisso in cui specchiarsi. Lasciamo che a presiedere siano solo il caos, l’indolenza, la casualità. Nasceranno disordini inaspettati, accostamenti incerti, amicizie inattese. Un libro letto anni fa e poi scomparso riapparirà all’improvviso per dirci cose nuove. Affidiamoci all’imprevisto. E poi diversi studi scientifici dimostrano che una libreria ordinata è indizio di una vita sessuale bassissima.

(da Disordinare la libreria in Un’altra idea di Editoria)

[…]

Riunione redazionale. Ordine del giorno: uscite dell’estate. È il turno di M. Si alza in piedi e con un tono solenne dice: è ora di aprire una collana di poesia. I tempi sono maturi. Nessuna casa editrice può dirsi tale finché non fa i conti con la poesia. Ci sorbiamo ventisette minuti di arringa sul potere dei versi, sulle forze invisibili che muovono il mondo, ma tutti sappiamo che sono mesi che sta cercando di portarsi a letto una giovane poetessa in cerca di editore. Interviene allora il commerciale con la sua analisi di mercato, che consiste in un sondaggio monocampione alla nonna [A no’ ma te te lo compreresti ‘sto libro?]. Non esiste, dice, è un bagno di sangue, mia nonna è ferma al Carducci.

(da I poeti morti in Racconti dell’orrore dalla redazione di una piccola casa editrice)


Il libro, se vi interessa (come spero, qui potete leggere una parte del manifesto nel loro sito), lo potete acquistare qui:

gogedizioni.it/prodotto/manifesto-contro-leditoria/

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1 commento
UN PENSIERO SU “MANIFESTO CONTRO L’EDITORIA – E GLI EDITORI, I LIBRAI, GLI SCRITTORI, I DISTRIBUTORI ………. – GOG EDIZIONI”
CLARA DI STEFANO
18 luglio 2023 alle 19:39
E dunque, non ci resta che piangere in fiumi di versi … autopubblicarci e autopromuoverci recitando nelle piazzette di paese ( le città sono snob) seminando emozioni in chi ancora si commuove
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