LA-U dell'ulivo
Dicembre 03, 2022, 01:54:22 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie:
 
   Home   Guida Ricerca Agenda Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: Da qualche tempo in qua, però, il merito è diventato sospetto, e con qualche ...  (Letto 491 volte)
Arlecchino
Global Moderator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 7.365


Mostra profilo
« inserito:: Novembre 21, 2022, 10:09:21 pm »


Jack Daniel
 
Riporto questo post perché alle mie orecchie suona come un corto circuito e un controsenso che, però, vedo molto spesso spuntare in molte discussioni. Merito ed eccellenze figlie di classe e buona sorte? Veramente è più il contrario, storicamente il merito si contrappone a censo. A partire dall'homo novus di Cicerone, passando per la Rivoluzione Francese, il merito era l'opposto della cicogna, vale a dire del principio che per poter assurgere alle vette, per esempio del Governo, fosse indispensabile nascere nobile tra nobili. Quindi il merito come valore positivo che favoriva l'ascensore sociale; anzi: era l'ascensore sociale, oltre che il rinnovamento della società.

Da qualche tempo in qua, però, il merito è diventato sospetto, e con qualche ragione, per il fatto che le condizioni di partenza sono diverse e, quel che è peggio, sono sempre più diverse mano a mano che passano gli anni. Per cui capita che il favorito dalla cicogna nasca in una famiglia che sin dai primi vagiti lo indirizza verso un percorso di istruzione esclusivo, a partire dagli asili fino alla laurea e alle prime esperienze lavorative. Il meno favorito dalla cicogna, invece, seguirà un percorso ordinario e magari, pur essendo parimenti sveglio del favorito, non potrà mai arrivare ad avere la stessa qualità formativa. Il tutto tacendo del fatto che, grazie a conoscenze sempre favorite dalla cicogna, avrà cominciato a muoversi nel lavoro da posizioni più confortevoli. La conclusione è che se prendete quelle due persone a 30 anni, capita che il favorito della cicogna "oggettivamente" ne sappia più dello sfavorito. A parità di tutto il resto, il favorito "oggettivamente" conoscerà più cose, più lingue, avrà visto più posti, avrà avuto esperienze più formative. Se tutte queste maggiori conoscenze ed esperienze vengono quindi considerate come merito individuale dell'amico delle cicogne, frutto esclusivamente del suo lavoro e impegno, allora ecco che la parola merito assume un connotato come minimo sospetto e un po' antipatico.
Fin qui siamo tutti (o quasi) d'accordo, credo. Il problema nasce subito dopo: è questa una ragione per denigrare il merito? O non è invece proprio la ragione per riaffermarlo riportandolo alla sua carica originaria? Se noi ci stiamo rendendo conto che gli ascensori sociali tendono a rallentare, se non bloccarsi, non sarà quello il problema? Se il merito non è più sinonimo di impegno personale, ma figlio di disparità di partenza, il problema non sono le disparità?
Don Milani (e Dario Fo)  "L' operaio conosce 300 parole, il padrone 1000, per questo lui è il padrone". Qual era il problema? Le 1000 parole? Il fatto che a conoscerle fosse il padrone? O il fatto che l'operaio ne conoscesse solo 300 e fosse solo il padrone a conoscerne 1000? E la soluzione giusta al problema quale sembrava, mezzo e oltre secolo fa, ridurre tutti a 300 parole o fare in modo che si potesse, tutti, indipendentemente dalla cicogna, conoscerne 1000? Non c'erano dubbi: fare in modo che tutti ne potessero conoscere 1000. Sostituiamo merito a 1000. La soluzione è no alle 1000 parole? Il fatto che si riconoscesse che le 1000 parole erano figlie della cicogna (e delle classi) era buona ragione per rifiutare l'ideologia delle 1000 parole? Ma manco per sogno, le 1000 parole andavano benone, il problema è che solo in pochi potevano conoscerle.
Il corto circuito nasce quindi spesso, mi pare, dal confondere il merito dalla sua usurpazione. L'usurpazione è ciò che si diceva sopra: la cicogna fa sì che, "oggettivamente", a 30 anni, si possa essere su un piano diverso di conoscenze e quindi, di numero di parole conosciute. Se ciò uno se lo intesta come proprio merito, compie un abuso. Il merito, se non è figlio dell'impegno individuale, ma della cicogna, diventa un'altra cosa, diventa un'usurpazione di significato. E quindi si condanna il merito o la sua usurpazione? Si condannano le 1000 parole o il fatto che a conoscerle siano sempre più i beniamini della cicogna? Si condannano le eccellenze, o il fatto che raggiungere l'eccellenza presupponga sempre più spesso una cicogna come amica?


Non so se fosse l'intenzione di chi ha scritto questo post, ma a me suona come un'ammissione di storica sconfitta. Come dire: una volta che abbiamo capito che la società non permette a chiunque di poter arrivare a conoscere 1000 parole, allora rifiutiamo le 1000 parole, rifiutiamo l'eccellenza, rifiutiamo il merito.  E' questa una visione progressista? O, al contrario, una visione progressista dovrebbe far suo il merito da contrapporre alla cicogna, dovrebbe rendere l'eccellenza raggiungibile da chi è veramente eccellente e non solo (o quasi) da chi è nato in una situazione eccellente?

Nadia Cuffaro
Jack Daniel ho visto che era il suo compleanno però forse lei e' giovane Si ricorda le battaglie "antimeritocratiche" sensattottine? Eppure era un movimento di primi della classe.. lo striscione è bellissimo e riassume anni di dibattito accademico e studi empirici sul declino ahimè del merito e sulla trasmissione intergenerazionale della disuguaglianza dell'alta letteratura economica (soprattutto Usa Francamente qui da noi l'ascensore sociale basato sul merito è sempre stato non proprio prevalente)

Jack Daniel
Nadia Cuffaro Veramente il mio compleanno è tra qualche giorno. Non ricordo il '68, ma gli anni'70 (seconda metà) sì.
Non mi è chiaro come lo striscione riassuma anni di alta letteratura economica, sinceramente.

da Facebook del21 novembre 2022
Registrato
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2015, Simple Machines XHTML 1.0 valido! CSS valido!