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Autore Discussione: Partito Democratico, PD, rinnovamento partito democratico  (Letto 123 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Ottobre 20, 2022, 09:13:35 pm »


Demotivati

•   19 Ottobre 2022

Per non correre il rischio di suonare mio nonno – ci sono vicinissimo – limiterò al massimo la narrazione personale: anche perché diffido dell’abitudine a pensare che le condizioni si ripetano uguali, e che le lezioni del passato valgano identiche nel presente. Ma una cosa noto: ed è che l’annientamento spaesato del PD del 2022 somiglia molto a quello in cui lo stesso PD si trovò nel 2009 dopo le sconfitte elettorali del 2008 e del 2009 e le dimissioni di Walter Veltroni. È tutto diverso, naturalmente (quasi tutto: tra i leader sconfitti e insieme sopravviventi c’era Dario Franceschini, per esempio), ma è simile il vuoto in cui non c’è un’idea o una prospettiva su cosa possa succedere dopo e su a chi o cosa si debbano lasciare le chiavi. Fu quel vuoto, allora, a dare spazi impensati a un piccolo manipolo benintenzionato ma debolissimo come quello con cui collaborai, e da cui uscirono persone che delle cose nel PD le hanno fatte e le hanno cambiate senza che nessuno le invitasse, in questi tredici anni. Fine del momento nonno.
Ma la cosa che volevo dire, del contesto attuale, prendendo quindi anche in considerazione il caso delle “Sardine” o le più sostanziose primarie del 2013 (dopo la sconfitta e le dimissioni di Bersani) in cui i candidati furono Civati, Renzi e Cuperlo, è come ora in una simile situazione di vuoto e di opportunità e di necessità, a occupare quello spazio non si stia presentando nessuno. Nessuno di “sovversivo” come gli esempi che ho fatto, e come una situazione di dichiarata crisi e fallimento suggerirebbe. “Ci vuole un cambiamento”, ma non c’è nessuno che lo rappresenti o proponga: al massimo ci sono “correnti” concorrenti a quella presente, già parte dell’establishment del partito, e magari saranno la soluzione migliore, speriamo.
La cosa che però mi fa impressione, benché mi confermi nell’aggravamento di una vecchia sensazione, è che di “cambiare il PD” non ha più voglia nessuno: e come non comprenderlo? Era già una cosa eroica e incosciente tredici anni fa – e tra l’altro, nel bilancio, è stata sconfitta – figuriamoci ora. Bisognerà farsene una ragione anche di questo: che i politici che abbiamo non sono solo quelli che noi stessi votiamo, ma sono anche gli unici che decidono di fare i politici.

•    Luca Sofri
•    Wittgenstein
•    Partito Democratico, PD, rinnovamento partito democratico

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da - https://www.wittgenstein.it/2022/10/19/demotivati/
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« Risposta #1 inserito:: Novembre 22, 2022, 03:14:24 pm »

CON CRAXI IN CINA ERAVAMO POCHI...

CARO direttore, in relazione agli articoli apparsi su Repubblica del 12 novembre 1986, con il titolo Perché così pochi? e del 13 novembre 1986, con il titolo Gli ospiti di Craxi, ed il cui contenuto si riferisce alla composizione della delegazione ufficiale e del seguito che hanno accompagnato il presidente del Consiglio nella sua visita ufficiale in Cina, nonché al programma delle sue visite successive, la prego di consentire alla Presidenza del Consiglio le seguenti precisazioni. 1) Il presidente del Consiglio ed il ministro degli Affari Esteri sono stati accompagnati in Cina, oltre che dalle rispettive consorti, da una delegazione ufficiale composta da 9 funzionari della Presidenza del Consiglio e da 6 funzionari del ministero degli Affari Esteri. La delegazione ufficiale, composta da persone in parte della Presidenza del Consiglio, in parte del ministero degli Affari Esteri ed in parte di altre Amministrazioni, comprendeva 3 consulenti dell' Ufficio economico della Presidenza, 6 addetti alla sicurezza, 6 addetti al cerimoniale, 3 addetti alle telecomunicazioni, un addetto amministrativo, 2 interpreti, 4 addetti alla Stampa, 3 segretarie, un comandante del velivolo presidenziale, un fotografo ufficiale. La delegazione recatasi in Cina, avuto specialmente riguardo al numero dei componenti a vario titolo, non è dissimile da quella che abitualmente accompagna il capo del Governo ed il ministro degli Esteri nelle visite ufficiali che compiono insieme in paesi importanti e lontani. Del resto l' ampiezza della delegazione non è diversa da quella che si riscontra nelle delegazioni degli altri paesi, in occasione di visite ufficiale in Cina. La delegazione cinese che accompagnava il segretario del Partito comunista Hu Yaobang nella sua visita ufficiale in Italia nel giugno scorso, era composta da 42 persone. I LAVORI preparatori della visita dell' on. Craxi, la prima che un capo di governo italiano rendeva all' amico paese dal ristabilimento dei rapporti diplomatici, sono stati curati con il concorso di ministeri, enti ed organizzazioni, taluni dei quali rappresentati nella delegazione. La delegazione italiana ha viaggiato su un aereo Alitalia noleggiato come d' uso per l' occasione ed è stata ospitata dal governo cinese che aveva messo a disposizione tre ville nella residenza di Stato di Diaoyutai, di cui una in particolare oltre che per il ministro degli Esteri per il seguito del presidente del Consiglio.In realtà essa ha poi ospitato anche funzionari e della Presidenza del Consiglio e del ministero degli Esteri. L' entità del nolo è noto è funzione dei tempi e della distanza non del numero delle persone a bordo. Da parte cinese l' invito era stato formalmente esteso anche ai familiari del presidente del Consiglio, che erano presenti nella persona dei figli Stefania e Vittorio e della fidanzata di quest' ultimo, signorina Francesca di Frassineto. Sempre da parte cinese, nei contatti preliminari alla visita, era stato espresso l' auspicio che il presidente del Consiglio potesse essere accompagnato se gradito da un certo numero di suoi ospiti per i quali si sarebbero potuti organizzare visite e colloqui paralleli a quelli governativi ma ad essi connessi. I colloqui avrebbero potuto arricchire gli esiti e i contenuti della visita, anche nella prospettiva di favorire ulteriori contatti nei diversi settori di reciproco interesse. La scelta degli ospiti è stata limitata a cinque personalità del mondo politico, imprenditoriale e culturale, sulla base anche di indicazioni pervenute da parte cinese circa gli argomenti che si potevano utilmente affrontare. Essi erano: il sindaco di Venezia, dr. Nereo Laroni, il commissario della Comunità economica europea, on. Carlo Ripa di Meana (che era accompagnato dalla consorte), la senatrice Margherita Boniver, il presidente della Banca Nazionale del Lavoro, dr. Nerio Nesi ed il sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano prof. Carlo Maria Badini. Ciascuno di essi ha avuto, nel quadro della visita, colloqui con personalità cinesi. Il presidente del Consiglio si è infine fatto accompagnare da due segretarie particolari e dalla signora Ludovica Barassi, che ha curato per conto del presidente un reportage filmato dell' intera visita. 2) Per quanto riguarda le successive tappe dei giorni 3 e 4 novembre, va rilevato che da parte del governo indiano si nutriva da tempo l' aspettativa per una visita del presidente del Consiglio in India. Un invito ufficiale era pendente dal 1981 anno della visita della signora Gandhi a Roma. Non potendosi realizzare, data la brevità dei tempi e gli impegni già assunti da parte indiana, una visita ufficiale si è deciso di optare per un incontro di lavoro. Alla parte indiana veniva prospettata la disponibilità del presidente del Consiglio per i giorni 3, 4 e 5. Successivamente l' ambasciatore indiano a Roma comunicava al Cerimoniale diplomatico della Repubblica, sabato 25 ottobre pomeriggio, la scelta del primo ministro Gandhi per un colloquio il giorno 5 novembre, preceduto da una colazione. Lunedì 27 ottobre veniva perciò resa nota con un comunicato di Palazzo Chigi la fissazione dell' incontro. Dovendo impiegare i due giorni del 3 e del 4 novembre e non essendo materialmente possibile organizzare altre visite in paesi dell’area, con così breve preavviso, il presidente del Consiglio dei ministri ha deciso di visitare il giorno 3 le città di Hong Kong e Macao, che rappresentano due territori dipendenti e non sovrani, e al tempo stesso due città di grande interesse economico-commerciale. Nel corso della visita, il presidente del Consiglio ha avuto colloqui con le locali Autorità. Il giorno 4 infine il presidente del Consiglio si è recato, in forma strettamente privata, a visitare il fratello Antonio da tempo residente in India. La ringrazio per la pubblicazione e Le invio un cordiale saluto. La lettera che qui pubblichiamo non richiede alcun commento. I lettori, leggendo questa prosa e la narrativa che essa contiene saranno certamente in grado di esprimere un loro meditato giudizio su un episodio che ha vivamente interessato l’opinione pubblica.

di GENNARO ACQUAVIVA

da - https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1986/11/14/con-craxi-in-cina-eravamo-pochi.html?fbclid=IwAR2E0NRuPlXPUUvNz9ht0TfyOQiNLbzdCJeOUHsMkg-kkyLMG_lY6cJ2qRUa
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« Risposta #2 inserito:: Novembre 25, 2022, 09:46:13 pm »

Il PD ha una etica politica e una morale sociale, ancora da consolidarsi.

Tipico di un pastrocchio da dormitorio/corsia di collegio, frequentato da immaturi con una personalità ancora ancillare.

Sottoposti a caposquadra, incapaci di una visione ampia di formazione di una comunità compatta.
ciaooo 

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« Risposta #3 inserito:: Novembre 25, 2022, 09:53:55 pm »


FALANGE DEI BASTA. Gruppo di Democratici Indipendenti!
Gianni Gavioli  · prteSdnoos1f0s025hoi9td8m190a5A79g15ccus68eiai54m865t775tagc

Basta alle pensioni che non danno SERENITA'!
Pensioni Minime miserrime confermate.
Pensioni Medie non rivalutate alla realtà, sono di fatto una erosione dei risparmi delle famiglie.
Punto!
ggiannig

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