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Autore Discussione: FERRAGOSTO SOCIALISTA E IL PD SENZA IDENTITA'  (Letto 339 volte)
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« inserito:: Agosto 18, 2022, 12:45:56 pm »

FERRAGOSTO SOCIALISTA E IL PD SENZA IDENTITA'
 

Una lettera all'Avanti! di Rino Formica in occasione dei 130 anni del Psi
 
Il PD celebri i 130 del Psi e annunci un cambiamento di prospettiva che torni al movimento socialista


 Rino Formica
 
Il PD rivendica una primazia sulla sinistra senza un’autocritica.
 
Cerca di creare una suggestione elettoralistica pura e semplice, ma non manifesta una concreta volontà per una prospettiva di cambiamento. Sono generali che hanno perso la guerra di questi 30 anni.
 
Il richiamo ai "progressisti", termine che i  comunisti usavano per non usare la parola socialisti, è solo un riconoscimento formale che non riprende le ragioni delle origini della memoria che si richiama.
 
Quelle origini furono 130 anni fa nella nascita del Psi, ovvero nell’invenzione del primo partito di massa nazionale che riuniva realtà disperse ma già presenti: diverse per ispirazione tra loro, di una classe che era disgregata in plebe, per farne un soggetto politico pienamente inserito nella vita politica nazionale dopo l’Unità.
 
Oggi non c’è alcun soggetto politico unitario nazionale che raccolga e dia voce politica nella democrazia italiana: tutto è disperso in una aggregazione composita e contraddittoria, da un lato, e nell’astensione minacciosa per la dimensione che profila all’orizzonte.
 
E’ da quell’invenzione che occorre ripartire in una situazione che oggi per molti aspetti, per disordine e fragilità politica, precede il 1892.
 
Ma come fa una sinistra a perdersi sul punto centrale di dividersi se allearsi o meno con un partito che ha raccolto il populismo e che lo ha portato al governo (caso unico in Europa) dando il colpo di grazia al sistema politico? E che per tutta conseguenza si è liquefatto nel giro di due/tre anni? Oggi il sistema politico italiano è forse l’unico che non ha più una struttura che regga di fronte alla società che necessita di rappresentanza.
 
Il drammatico errore della sinistra è stato quello di credere di poter beneficiare della crisi della sinistra storica e poi del sistema, illudendosi di rimanere l’unico bastione di riferimento. E non ha capito che il mancato rispetto e la mancata salvaguardia del sistema politico rappresentativo della società, a partire dal mondo del lavoro, avrebbe travolto prima di altri proprio essa stessa.
 
Detto questo, caro Avanti! gli auguri di buon Ferragosto sono da accompagnarsi a una testimonianza che resti per il futuro. La invio come mia dichiarazione personale: “Il 15 agosto di 130 anni fa nasceva il Partito socialista italiano. Fu il primo grande partito nazionale della storia post-risorgimentale. Insieme dobbiamo chiedere a Enrico Letta e alla lista unificata Pd-psi-Art 1 di ricordare l’evento fondativo del movimento organizzato dei lavoratori italiani. Questa è una condizione sine qua non perché Letta possa chiedere il voto ai socialisti senza tessera. Ma accompagnandola con l’impegno a tornare all’antica origine di cui richiama la memoria socialista anche nella Lista “progressista”, quello di una rinascita del socialismo socialdemocratico”.
 
E’ questa dichiarazione una testimonianza, non una impotente polemica, di fronte alla verità e alla resa dei conti di una molto probabile disfatta della sinistra italiana. Non solo elettorale, ma definitivamente strutturale. 

Rino Formica
 
  ...


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« Risposta #1 inserito:: Ottobre 06, 2022, 09:30:42 pm »

Gruppo di Gianni Gavioli
SOCIALESIMO. PROLEGOMENI di DEMOCRAZIA Socialista.
Privacy del gruppo: Pubblica
Gianni Gavioli ha condiviso un post.
Amministratore
Esperto del gruppo
  ·
Nuova costituente con nuovi protagonisti?
E per un Progetto che sfiori la terra, dove camminiamo noi potenziali simpatizzanti di Partiti democratici per davvero.
ciaooo
---
Andrea Orlando
Ma davvero qualcuno è convinto che da una sconfitta di questa portata se ne esca con un congresso ordinario tutto incentrato sul cambio della leadership?
Oppure rivendicando lo zero virgola in più in questo o quel territorio, o con la contrapposizione centro-periferia (come se in periferia non ci fossero problemi), ripetendo la litania contro le correnti nazionali, magari ben saldi alla guida di filiere locali?
Questa sconfitta non si supera con la propaganda o la tattica perché essa interroga il ruolo e il destino del PD.
Gli errori tattici sono il sintomo, non la causa. E la causa sta nel fatto che il PD oggi è un soggetto irrisolto.
Io ho detto come la penso da tempo: una spessa coltre di moderatismo ci impedisce di vedere la radicalità delle domande sociali che crescono nel Paese a causa delle diseguaglianze e della svalutazione del lavoro. Sono domande che necessiterebbero di cambiamenti profondi, senza i quali il riferimento naturale diventa il populismo e l’antipolitica.
Penso che altri considerino questa mia valutazione sbagliata e ritengano che la funzione perpetua del PD sia quella dell’aggiustamento di un sistema di cui ci si candida a essere il garante, in nome di un riformismo senza ulteriori connotazioni.
Sono strade molto diverse, con riflessi diversi anche nella rappresentanza sociale che si intende svolgere. Vanno discusse con profondità e rigore, possibilmente senza farsi dettare da esigenze mediatiche la tabella di marcia.
No compagni, questa volta non ci sono scorciatoie personalistiche!
O si inquadra bene l’oggetto del contendere e si apre la discussione ai delusi, a chi si è disperso, a chi fa politica “con altri mezzi” nell’associazionismo, nel volontariato, nel sindacato, o questa discussione rischia di essere inutile se non fatale.
Serve una nuova Costituente.
Non si tratta di una sconfitta ordinaria, dunque, e nemmeno ordinaria è la vittoria della Meloni. Tra una felicitazione e un riconoscimento del risultato (come se fosse una graziosa concessione), traiamo le conseguenze da questo fatto.
Se è vero che ha vinto la destra estrema, se è vero che esiste il rischio di uno spostamento verso le democrazie illiberali di Visegrad, allora la risposta non può essere ordinaria, appunto.
Il fatto di non aver tratto tutte le conseguenze dalla concretezza di questo rischio nella formazione delle alleanze non può essere una giustificazione nella prosecuzione dell’errore.
E allora, il PD proponga subito un patto d’azione con tutte le altre opposizioni.
Non c’entra nulla il mancato “Campo largo”, dell’alternativa futura alla destra temo avremo tempo di parlarne. Ma le opposizioni non potranno trovarsi divise, tra loro conflittuali, di fronte alle prime mosse di una destra dai caratteri inquietanti che tutti abbiamo denunciato in campagna elettorale.

---
Commenti: 2
Gilberto Gavioli
un ricostituente, e una bussola...

Arturo Infante
Serve per prima cosa una nuova mappa sociale. Dici giustamente "una spessa coltre di moderatismo ci impedisce di vedere la radicalità delle domande sociali che crescono nel Paese a causa delle diseguaglianze e della svalutazione del lavoro. Sono domande che necessiterebbero di cambiamenti profondi, senza i quali il riferimento naturale diventa il populismo e l’antipolitica." Quanta verità in quelle parole. La riflessione su questo tema doveva essere il cardine della costruzione dell'Ulivo, si è voltata la testa dall'altra parte. Da una parte c'è chi pigramente si ancorava ad un operaismo sterile, con una classe operaia che non esiste più, al limite sostituita dalla più debole condizione di precariato e schiavi del call center. Dai "nuovi proletari" possono nascere proteste anche accese ma non può nascere la coscienza di classe tanto proclamata quando una classe esisteva ancora. Non si riesce neanche a creare federazioni chiare sindacali a difesa di quelle persone. Dall'altra parte una resa incondizionata a vecchie culture liberiste in voga nel secolo scorso, senza alcuna conoscenza dei processi in atto che superano quelle teorie, anche per la stessa ragione che la classe degli operai sfruttati tende ad estinguersi. Se ci affacciamo fuori anche la scelta del Movimento 5 Stelle di trovare la propria base fra precari e disoccupati è debole, i problemi sociali che stanno arrivando soverchieranno anche la presa di posizione del "nuovo" Movimento di Conte, a meno che non sfoci in violente sommosse senza esito. Chi si illude che la destra troverà difficoltà nel gestire il momento non considera che da quella parte ci sono persone come Crosetto, capace di procedere con la dovuta cautela e pragmatismo, anche con una discreta preparazione. Allora si deve costruire una idea di società che vogliamo. Gli errori più gravi potrebbero essere la difesa strenua di posti di lavoro improduttivi con il progresso tecnologico. Prima o poi il progresso travolge ogni argine. Meglio puntare su una crescita della ricchezza da distribuire, creare una protezione per quelli che perderanno il lavoro (e non potranno trovare un altro perché privi di competenze), creare percorsi di creazione di competenze (leggi soprattutto cultura perché le "vecchie" competenze del saper fare qualcosa sono superate) soprattutto nei giovani. Occorrerà affermare il diritto ad una vita dignitosa, a poter conseguire quelle conoscenze necessarie al futuro (Letta ha detto parole sagge ad inizio campagna elettorale, doveva sostenerle con un approccio vivace anche sul tema della tassa di successione per i super ricchi, invece si è fatto travolgere dallo slogan "vuol mettere nuove tasse"), portare avanti i discorsi sui diritti umani. Di queste cose ne parlerò domani con De Masi in un incontro in rete, so che le sue posizioni sono un po' monche rispetto a questi temi (e forse mi scazzerò pure) tese solo alla prima parte in difesa dei poveri, però ha idee precise su alcuni temi (oltre ad aver fatto il consigliere di Conte, ma ha anche parlato con SI, UP, PD in quest'ordine). Mi scuso per la eccessiva cripticità di quello che ho scritto in alcuni passi, ma dipanare tutto sarebbe troppo lungo. Appena smaltita la botta e superato qualche problemino, farò un intervento meglio articolato su LAU. Vorrei far nascere un manifesto sulle necessarie riflessioni, che non sia una semplice enunciazione di buoni propositi, spesso ovvi e semplici. Vorrei rimettere insieme alcune teste (questo veramente fu già un invito di De Masi quando le Sardine erano in pieno vigore, ora brancolano), che possono sembrare anche contradditorie fra loro, ma se si accetta il confronto allora qualcosa di buono e nuovo si può costruire e rilanciare soprattutto fra i giovani.

da – FB del 28 settembre 2022
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