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Autore Discussione: Due segnali ieri dalla Russia, entrambi, finalmente, nella giusta direzione.  (Letto 1578 volte)
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« inserito:: Giugno 22, 2022, 10:44:19 pm »

Jack Daniel
stenSdroop2717aa16 mgl5a1o1gm6t3ig0l1ci978  ·

Due segnali ieri dalla Russia, entrambi, finalmente, nella giusta direzione.

Il primo è la liberazione dei feriti dell'Azovstal, sembra per uno scambio di prigionieri. Se tutto andrà come prevediamo, vale a dire con l'effettiva realizzazione dello scambio, sarà uno dei pochi, e dei primi, spiragli di luce che abbiamo visto in questi quasi tre mesi
Il secondo è politicamente forse più rilevante. In un talk show della televisione russa di Stato, condotto da quella Olga Skabeyeva che in questi mesi abbiamo imparato a conoscere bene come pasdaran cremliniana, è intervenuto Mikhail Khodaryonok, un colonnello in pensione. Il quale, in un discorso molto realistico (https://www.youtube.com/watch?v=AacHvH2Z-mQ ) dice alcune verità, molto note qui ma molto taciute in Russia. Per esempio che stanno per arrivare moltissime armi moderne agli ucraini, e che questi potranno in conseguenza mobilitare (e quindi armare) sino ad un milione di soldati. Ma non sono soldati di professione, ribatte la Skabeyeva.

Poco importa, replica Khodaryonok, ciò che determina il professionismo dei militari è innanzitutto un buon addestramento e, soprattutto, la disponibilità a versar sangue per difendere la propria terra. Inciso: buffo che la conduttrice di una trasmissione di propaganda cremliniana debba farsi replicare così. Stalingrado è un mito per le forze armate russe, e se c'è stata una situazione nella storia in cui si sono visti soldati senza esperienza che combattevano (e vinsero) spinti da una forte motivazione, era proprio quella. Bizzarro che una propagandista russa se lo sia dimenticato.
Torniamo a noi. Khodaryonok continua rilevando il totale isolamento geopolitico della Russia (si riferisce anche a Svezia e Finlandia) ed esprime un concetto chiaro e drastico: bisogna sempre mantenere un forte senso di realtà politico militare. Se lo si perde, la Storia ci colpirà molto duramente (in termini prosaici: ce lo darà sui denti).

Un discorso ed una posizione, quindi, ispirati ad un sano realismo. Ma perché? Perché nella TV di Stato, che sino ad ora aveva trasmesso deliranti interventi di gente "esperta" che faceva vedere gli effetti devastanti di quel missile nucleare lanciato contro la Gran Bretagna che avrebbe provocato uno tsunami con non so quanti milioni di morti, oppure discorsi di pazzi scatenatati che dopo l'Ucraina puntavano all'annessione di Baltici e Polonia, perché, quella televisione, manda in onda un intervento così fuori dal coro? Non sapevano chi fosse l'ospite? Sono stati presi di sorpresa e ora quel colonnello in pensione starà scontando la sua sincerità in qualche segreta?

E' qui lo strano: perché quel Mikhail Khodaryonok era conosciuto, qui in Occidente, persino da chi, come me, non è un esperto. E' infatti diventato famoso un suo articolo del 3 febbraio (qui in originale https://tinyurl.com/34tvh9em e qui https://tinyurl.com/4u2yd8ta tradotto da Google ) nel quale, con qualche settimana di anticipo sull'invasione, prendeva di mira tutti coloro che prevedevano una passeggiata per l'esercito russo. Riporto le sue conclusioni "In generale, non ci sarà il blitzkrieg ucraino.
Le dichiarazioni di alcuni esperti come "L'esercito russo sconfiggerà la maggior parte delle unità delle forze armate ucraine in 30-40 minuti", "La Russia è in grado di sconfiggere l'Ucraina in 10 minuti in caso di guerra su vasta scala" , "La Russia sconfiggerà l'Ucraina in otto minuti" non ha motivi seri. E infine, la cosa più importante. Un conflitto armato con l'Ucraina attualmente non è fondamentalmente nell'interesse nazionale della Russia.

Pertanto, è meglio che alcuni esperti russi sovraeccitati dimentichino le loro fantasie di odio. E per prevenire ulteriori perdite di reputazione, non ricordarlo mai più."
Quest'articolo, che consiglio di leggere, è diventato molto noto ed era la profetica visione, da parte di uno che conosce bene le forze armate russe, di ciò che stava per succedere.
Il tutto per dire che Mikhail Khodaryonok non si trattava di un ospite casuale, e la sua un'opinione al sen della TV di Stato fuggita, ma chi l'ha invitato sapeva perfettamente chi fosse e cosa avrebbe detto. E, infatti, l'ha detto. Niente casualità, quindi, e (immagino e spero) niente reclusione in qualche segreta.

Questo segnale potrebbe forse essere più potente di quello, peraltro più che buono, dell'Azovstal. Potrebbe forse indicare il fatto che si stia cominciando ad avvertire l'esigenza, dopo quasi tre mesi di balle e corbellerie propagandistiche (in genere, però, prese molto sul serio qui da noi in Italia), di riportare il dibattito (e il popolo russo) sul piano di realtà. Niente Baltici, niente Polonia, niente forze armate russe spaccatutto con mondo ai loro piedi, ma la cruda realtà di un pantano nel quale ci si è infilati e dal quale, forse, bisogna cominciare a pensare come uscirne.


Condiviso da Paola Mangioni
stenSdroop2717aa16 mgl5a1o1gm6t3ig0l1ci978  ·
Condivido ,sperando che le persone dotate di intelligenza e logica aumentino .
Condivido sperando che più persone abbiano tempo e maturino voglia di sapere ..
E grazie  Jack Daniel


Da FB 20 giugno 2022
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