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Autore Discussione: Misto di cose mie non soltanto su FB  (Letto 1361 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Giugno 14, 2022, 10:38:35 pm »

Gianni Gavioli ha condiviso un post.
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  · nto6em817h:o 03l3a2co ria9if 0late7l07 g28lg  ·
Siamo nel 2022, nel dopo Invasione della Ucraina, dei missili cinesi venduti in Europa ad un paese balcanico, abbiamo, assoldati da Putin o da lui corrotti, al governo elementi che da 20 anni hanno il compito di Sfasciare l'Italia, ecc. ecc.
E molti di noi fanno ancora elaborazioni otto-novecenteschi.
Nel futuro solo la divisione del Mondo in Poli d'influenza, ci può fare rinsavire e avviarci verso la pace Mondiale.
ggiannig ciaooo

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Gianni Gavioli ha condiviso un link.
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Esperto del gruppo
  
DOBBIAMO andare oltre l'attualità disperante e tragica, voluta da poteri occulti non solo da Putin, ma che lui si è prestato ad attuare, sconvolto dal suo sovietismo.
Il Progetto di divisione Geopolitica del Mondo, in POLI D'INFLUENZA legate dal comune consenso al consolidamento della PACE MONDIALE, è la sola garanzia di difesa da localismi perversi e guerrafondai.
POLI o IMPERI, Democrazie, Democrature, Dittature o Dittature simil-democratiche, non importa, essenziale sarà il consenso al Progetto di pacificazione, di convivenza civile.
4 o 5 Poli (o Imperi) forti del loro potenziale positivo saranno anche capaci di ”imbrigliare” poteri finanziari multinazionali o addirittura occulti e con fini disumani.
Le priorità saranno: rispetto dell'umanità tutta, difesa della salute e della serenità di tutti, eliminazione delle ingiustizie e della rovina ambientale, un insieme di provvedimenti/guida per rendere le popolazioni meno influenzabile da malavita e cattiva politica locale, ecc. ecc.
Di tutto questo e di molto altro si dovrà verificare la fattibilità in un PROGETTO DI PACIFICAZIONE NEL NUOVO ORDINE MONDIALE.
La "Dittatura" del NOM (Nuovo Ordine Mondiale) non andrà a ledere l'autonomia degli Stati Aderenti, ma li vincolerà al CONDIVISO Progetto Geo-politico di sanificazione pacifica del Mondo.
ggiannig ciaooo
P.S.: la NATO DIFENDE gli STATI MEMBRI e il NOM (Nuovo Ordine Mondiale) con i suoi POLI D’INFLUENZA, saranno reciprocamente indipendenti, rivisitati, revisionati, adattandoli alla nuova realtà mondiale.

Gianni Gavioli ha condiviso un link.
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  · Snoetdso 6e5 l59 ae0016a86 mc:ri3gtal79og1  ·
Le Democrazie mondiali senza separazioni geopolitiche devono abbattere il sovietismo stravolto di Putin, ovunque si sia infiltrato.
É un veleno malefico per ogni realtà locale, Dittature comprese.
Necessario e urgente lo Studio del Progetto su come é possibile immaginare debba essere la finalizzazione politica e umanitaria del Nuovo Ordine Mondiale, per la Pace.
ggiannig ciaooo

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Gianni Gavioli ha condiviso un link.
Manovre di oggi, in preparazione dei futuri Poli del Nuovo Ordine Mondiale.
Poli da definire, sia per concordare le aree di influenza di ogni Polo, sia per la suddivisione degli interessi da concordare con ognuno di loro.
Il tutto legato ad un Progetto di soluzione dei problemi ambientali, di eliminazione delle ingiustizie umanitarie nel mondo, come base di un tutto, per arrivare alla completa pacificazione mondiale.
ggiannig
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Erdogan, ricatto azzardato all'Occidente. Ma la Turchia rischia la reazione Usa - Il Quotidiano del Sud
QUOTIDIANODELSUD.IT
Erdogan, ricatto azzardato all'Occidente. Ma la Turchia rischia la reazione Usa - Il Quotidiano del Sud
La teatrale opposizione di Erdogan all’adesione di Svezia e Finlandia alla Nato è una mossa per ottenere benefici per la Turchia
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Sante alleanze
Lunedì due dittatori, ambedue membri della Nato, hanno deciso di andare in soccorso di Vladimir Putin, che non attraversava un momento favorevole. Viktor Orbán, inaugurando il suo tredicesimo anno continuato alla testa della “democrazia illiberale” ungherese, ha tuonato contro le sanzioni antirusse, accompagnando il senso degli affari con una apocalittica descrizione del suicidio dell’occidente e dell’Europa: sostituzione dei bambini cristiani con gli immigrati, follia del gender, incombenza di guerre e pandemie. Recep Tayyp Erdogan, primo ministro e poi presidente della Turchia da 19 anni, ha a sua volta proclamato la propria contrarietà scostumata all’accoglimento di Finlandia e Svezia nella Nato, fottendosene di sconfessare platealmente il suo ministro degli esteri Cavusoglu, e chiamando la Svezia, ospite proverbiale (e un po’ più cauta) di forestieri e rifugiati, “incubatrice di terrorismo”.
L’improvvisato asse fra Putin e il suo cappellano militare Kirill, Orbán e Erdogan (ma, mi avverte Agi Berta, da anni Orbán elogia Putin ed Erdogan come i suoi modelli politici), mi colpisce in modo particolare. Benché siano tutti e tre premurosi in affari, tutti e tre evocano un universo nemico contrassegnato dalla perversione dei costumi e dalla liquidazione della tradizione. Lo fanno in nome delle rispettive fedi rivelate: Putin e Kirill per la Chiesa ortodossa russa, il “calvinista” Orbán per l’intero cristianesimo fatalmente minacciato, Erdogan per l’islam sunnita (ma non solo) di cui si immagina sultano e campione. Le religioni costituite tornano in auge quando lo “scontro di civiltà” tocca il nervo intimo e scoperto della sessualità. Le sortite di Orbán ed Erdogan sono venute alla vigilia della “Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia, la transfobia”. Petrolio e gas mettono a repentaglio le alleanze, ma sono le scelte in materia di sessualità ad attraversare più insidiosamente i paesi. L’atteggiamento verso la Russia ha oggi contrapposto Ungheria e Polonia, fino all’altroieri unite dal bigottismo conservatore. La Chiesa di Roma ha mostrato spesso di confidare nell’ecumenismo e nella comprensione fra monoteismi facendo leva sulla comune devozione ai valori tradizionali della famiglia, alla posizione della donna. Lo stile di vita ha confini molto più sparpagliati delle alleanze militari. Non c’è Oriente che non si porti dentro un Occidente, e viceversa.

ggiannig
« Ultima modifica: Giugno 20, 2022, 12:52:28 pm da Admin » Registrato
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« Risposta #1 inserito:: Giugno 20, 2022, 12:53:40 pm »

UE fonte alternativa di Cereali per il Nord Africa
Posta in arrivo

Ester Venturelli <ester@clal.it>
12:25 (24 minuti fa)
a me

...

Gentile Gaetano,

La regione del Medio Oriente e del Nord Africa è fortemente dipendente dalle importazioni di Cereali, in particolare per Mais e Frumento. Storicamente, i principali fornitori dell’area sono stati Russia e Ucraina, importanti esportatori mondiali per entrambi i mercati.

Lo scoppio della guerra e le conseguenti preoccupazioni collegate alla fornitura di Cereali hanno portato i Paesi importatori ad allentare le restrizioni sulla qualità del prodotto e a cercare origini alternative per i Cereali, pur mantenendo la Russia tra i principali fornitori. L’Egitto, per esempio, ha alzato i livelli massimi di umidità ammessi nel Frumento e incluso l’India tra i fornitori autorizzati.

Nonostante il primo driver per l’acquisto sia il prezzo, anche lo scambio di Cereali con l’Europa, che esporta a prezzi superiori alla media mondiale, si è rafforzato. Infatti, l’export di Cereali dall’UE in Aprile, pur essendo diminuito complessivamente, è aumentato verso alcuni Paesi del Nord Africa. Rispetto ad Aprile 2021, sono aumentate significativamente le esportazioni di Frumento Tenero verso Algeria, Sudan, Tunisia (che acquista anche il 90% del Frumento Duro esportato dall’UE) e Israele, mentre l’export di Mais è aumentato verso Tunisia, Libia e Libano.

Guardando al cumulato da Gennaio ad Aprile 2022, si evidenzia un rafforzamento dell’export ancora più accentuato in questa tratta: ai Paesi menzionati sopra si aggiunge anche l’Egitto, che ha acquistato Frumento e Mais in quantità superiori rispetto al 2021. Tra i Paesi UE che hanno assunto il ruolo di fornitori sostitutivi per il Nord Africa spiccano Romania e Bulgaria, più che autosufficienti sia per il Frumento Tenero che per il Mais. L’export Rumeno di cereali verso il Mondo tra Gennaio e Marzo 2022 è aumentato del 63% rispetto allo stesso periodo del 2021, in Aprile si registrano ulteriori aumenti dell’export verso il Nord Africa.
 

Cordialmente,
Ester Venturelli
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« Risposta #2 inserito:: Giugno 25, 2022, 12:24:43 pm »

Roberto Cocchis
onoesdpStrfh l010638c87f6gf3ch2140hh368i13  ·

Abraham Lincoln, che non era solo un uomo di grande talento ma anche un uomo di grande buonsenso, diceva che se avesse avuto a disposizione otto ore per tagliare un albero, ne avrebbe impiegate almeno sei per affilare l'ascia.
È una regola di vita che, per quanto possibile, cerco di seguire anch'io. Sfortunatamente, troppe volte ci ritroviamo costretti a tagliare alberi usando asce affilate frettolosamente da altri, ma questo è un altro discorso.

Oggi Lincoln viene esibito come un santino a chiunque vada in USA da visitatore ma, quando morì, gli storici sono concordi nell'affermare che era l'uomo più odiato della nazione. Sembra ormai assodato definitivamente che la mancanza di misure protettive nei suoi riguardi, che aiutò notevolmente John W. Booth a ucciderlo, non fosse affatto casuale.
Si è fatta addirittura l'ipotesi che, se non fosse stato ucciso da Booth, Lincoln sarebbe morto per cause naturali prima della scadenza del mandato presidenziale perché, a forza di essere attaccato da tutte le parti, aveva cominciato da qualche tempo a manifestare pesanti disturbi psicosomatici da stress.

Da ieri l'America ha fatto un bel passo indietro nell'ambito della civiltà occidentale, che sicuramente non sarà la migliore civiltà possibile ma, finora, resta quella che è riuscita a far vivere meglio il più elevato numero di persone. Magari più per demerito delle altre che per meriti propri, ma c'è riuscita.
Chi è preoccupato per il destino di questa civiltà, me compreso, si sente triste e avvilito, mentre gli antiamericani per principio esultano. Non importano le conseguenze, basta che Satana Yankee abbia mostrato il suo vero volto.

A me gli antiamericani per principio sembrano la versione patologica di quelli che pretendono di prendere posizione contro Putin eliminando gli autori russi dai cataloghi e dai programmi di letteratura. Patologica perché non hanno nemmeno avuto la pazienza di aspettare una guerra di aggressione che ci riguarda da vicino (mi sembra superfluo notare che, se il conflitto russo-ucraino non avesse delle pesanti ricadute dirette sulla nostra economia e sulla nostra vita quotidiana, la gran parte dei nostri connazionali neanche si accorgerebbe che è in corso) ma hanno sempre assunto le loro posizioni preventivamente, attaccandosi a tutto ciò che era disponibile per giustificarsi.

Ora, non devo certo essere io a ricordare che la storia degli USA è segnata da parecchie avvenimenti quanto meno deplorevoli, quando non addirittura da episodi francamente abominevoli. Che, però, se si va a vedere a fondo, raramente sono diversi da quelli che, negli stessi periodi, succedevano in altre parti del mondo. Anche vicino a noi o direttamente da noi.
Ma perché, quando si toccano certi temi, se ne parla sempre in riferimento agli USA? Perché gli USA se la tirano ad esportatori di democrazia e diritti? Forse. Ma più probabilmente credo che dipenda dal dettaglio per cui i fatti americani sono generalmente meglio conosciuti degli altri. Perché se ne è potuto parlare di più. Perché ci sono stati meno depistaggi. Perché c'è stato meno negazionismo. Per l'impegno di qualcuno a tirarli comunque fuori. Qualcuno che generalmente è stato un altro americano.

Da questo punto di vista, soprattutto in Italia, abbiamo ancora moltissimo da imparare. Abbiamo subito molte influenze culturali americane, ma non questa.
Quindi dire "gli americani" come se ci si riferisse ai membri di una bocciofila (in mezzo ai quali, peraltro, potremmo comunque trovare idee e posizioni molto diverse) è solo un indice di ristrettezza mentale. Tra l'altro, del genere tipicamente piccolo-borghese, anche se di solito si concentra in mezzo a soggetti che, a sentirli, passano tutta la vita a combattere la società borghese.
Il problema riguarda non "gli americani" ma "certi americani". E, come loro, parecchi altri "certi" simili a loro. Certi italiani, per esempio. Pochi, ma rumorosi, come l'imbarazzante Pillon, dal quale perfino Salvini ha preso le distanze, nella consapevolezza (ovvia) che un soggetto simile possiede una grande capacità di smuovere l'elettorato indeciso, ma solo per votare chiunque tranne te o i tuoi alleati, solo per potersi schierare in qualsiasi modo contro di te.

Perché una cosa è certa. Il fatto che i privilegi dell’occidentale (sarebbero diritti, ma dobbiamo trattarli da privilegi perché altrove vengono per lo più negati) siano sempre più messi in discussione ha smesso da tempo di lasciare indifferenti. Le grandi idee e le nobili ideologie non ci hanno mai smossi più di tanto, ma quando il numero di situazioni della nostra vita in cui si pretende di imporci qualcosa contro la nostra volontà comincia a diventare asfissiante, diventa inevitabile reagire. Molti a questo punto citerebbero quali esempio di sopruso gli obblighi sanitari per il contenimento del Covid, e lo faccio anch'io. Con la differenza che, ci piacessero o no, quelli erano stati elaborati dalla comunità scientifica; quindi, avevano un senso cui ognuno di noi poteva arrivare, se si sforzava di ragionare senza pregiudizi. E soprattutto erano sicuramente transitori, legati all'emergenza. Qui invece si parla di soprusi permanenti che sarebbero giustificati solo dalla superstizione o dal fanatismo religioso (ammesso che le due cose si possano distinguere).

Infatti, personalmente, sono convinto che l'anno prossimo la battaglia per le politiche si giocherà molto anche su questi temi, che la gente comune può comprendere molto più facilmente di quelli economici.
E non mi sorprendersi se a giocarla fossero combinazioni politiche molto diverse da quelle cui siamo abituati: proprio perché estremisti e fanatici, per quanto utili a intercettare un voto molto minoritario che si riconosce in loro, non saranno comodi da esibire in pubblico.

Da Fb del 25 giugno 2022
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