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Autore Discussione: TABULAS in latino significa "attraverso gli scritti" - (usata anche in Diritto).  (Letto 2611 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Marzo 20, 2022, 03:13:09 pm »

TABULAS dal latino "attraverso gli scritti" (usata anche in Diritto).

Vorrei un mio/nostro Gruppo Tematico (in Meta, LAU e sul Web) in cui:

"Attraverso gli scritti Immaginare Conoscere Realizzare".

Ieri era la mia ICR per le aziende, oggi la mia IMMCORE nel sociale.

Nulla è per caso.

ggiannig ciaooo
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« Risposta #1 inserito:: Aprile 01, 2022, 06:13:43 pm »

CATEGORIA: ECONOPOLY

Piccola provocazione: l’editoria digitale è solo marketing?

  scritto da Econopoly il 01 Aprile 2022
ECONOPOLY
Post di Marie Sophie Von Bibra, Head of Growth per l’Italia di Readly –

Tra i lasciti della pandemia, c’è sicuramente il deciso impulso alla digitalizzazione di molti settori: negli ultimi due anni la tecnologia ha cambiato il modo in cui acquistiamo e vendiamo. Ha cambiato il modo in cui spendiamo il nostro tempo e i nostri soldi. L’editoria, che già aveva iniziato il suo percorso verso il digitale, non fa eccezione. E non è semplicemente una questione di marketing.

Carta e digitale sempre più vicini
Si assottiglia il divario tra le riviste tradizionali e quelle in digitale, a beneficio del settore editoriale e dei lettori. Le riviste cartacee di qualità continueranno indubbiamente ad esistere, con un posto specifico nell’ecosistema editoriale che è oggi molto sfaccettato. Tuttavia, anche gli editori storicamente più tradizionalisti riconoscono oggi le opportunità che si aprono con il digitale, e stanno integrando la loro offerta – e qualora anche orientandola univocamente – in questo senso. Dal loro punto di vista, una maggiore sostenibilità economica ed ambientale e la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio sono i primi due immediati – ed ovvi – vantaggi.
 
Anche dal punto di vista dell’esperienza del lettore si apre un mondo nuovo: il digitale consente di avere a disposizione una scelta di contenuti molto ricca e coinvolgente a livello qualitativo e decisamente superiore a livello quantitativo, con la possibilità di scegliere le proprie letture a seconda del momento e della disponibilità di tempo, nonché di approfondire in tempo reale interessi e questioni di attualità, di confrontare diversi contenuti tra loro, di condividerli in maniera immediata, fino a scoprirne altri fino a quel momento sconosciuti. Sperimentiamo quotidianamente quanto la tecnologia stia semplificando l’accesso a prodotti e servizi: in un prossimo futuro, possiamo aspettarci che le riviste offrano digitalmente quanto già oggi disponibile attraverso altre forme di media, come musica e film.
L’on demand è il nuovo imperativo
La comodità è un pilastro dell’era digitale e, possiamo aggiungere, del post-pandemia. Già dal primo lockdown è stata fatta propria dai consumatori, in maniera praticamente immediata, l’abitudine ad usufruire di contenuti on-demand, e questa aspettativa non è più negoziabile. La tecnologia ha consentito alle aziende di fornire prodotti e servizi all’istante grazie all’onnipresenza di smartphone e tablet: nell’aprile 2020, già il 64% dei contenuti visualizzati dagli spettatori TV era On Demand.
L’editoria si è adattata a queste aspettative: anche al contenuto editoriale è stato richiesto di evolvere per divenire istantaneo, costantemente disponibile attraverso una gamma diversificata di mezzi. Nel concreto, le riviste si sono evolute permettere a disposizione contenuti oltre il testo scritto a video: eventi, podcast, canali social e altro ancora. Il pubblico stesso determina le forme dei contenuti ed il loro ritmo.

Le risposte degli editori
Come profetizzato nell’ormai lontano 2006 da Clive Humby, data scientist e matematico inglese, “I dati sono il nuovo petrolio”. Indipendentemente dal settore, le informazioni sono infatti oggi una delle valute più potenti al mondo. In Readly sosteniamo che i dati sono come l’energia solare: continuiamo ad utilizzarla, e continua a rigenerare valore.
Per fare un esempio, nel corso del 2021 le riviste sulla piattaforma Readly sono state lette complessivamente oltre 120 milioni di volte; gli italiani hanno letto pubblicazioni per un milione e settecentomila volte, quasi un quarto delle letture è rappresentato dagli arretrati, i cui contenuti di approfondimento continuano così a rimanere “vivi” e attuali.
La categoria che nel 2021 ha avuto un incremento maggiore di lettura è stata il “Fai da Te” (+165%). Al secondo posto (crescita del 118%) la categoria “Salute e Benessere”. Le riviste in assoluto più lette dai lettori italiani in termini numerici sono tuttavia quelle relative a “Celebrity & Entertainment”. Il giovedì intorno alle 18.00 è il momento che segna un picco di lettura complessivo delle riviste in digitale.
Solo qualche esempio per dimostrare che, con 1 milione di nuovi punti dati generato ogni ora dagli algoritmi che sottendono la piattaforma di Readly, gli editori possono contare su informazioni capillari su cosa, dove e quando i lettori leggono nei diversi mercati, ed orientare il loro lavoro per offrire prodotti sempre più in linea con le aspettative dei loro lettori.
Si aggiunge a tutto questo che in media, i lettori hanno letto sulla nostra piattaforma 12 diverse riviste ogni mese: l’accesso a una tale varietà di contenuti è certamente difficile da eguagliare se consideriamo la lettura “tradizionale” su carta, sia per una questione di costi, che a livello di gestione e – questione che sta assumendo una rilevanza sempre maggiore anche tra i lettori italiani, di sostenibilità. I dati di una recente ricerca* evidenziano infatti che l’82% degli italiani ritiene che sia doveroso fare scelte il più rispettose possibile dell’ambiente e del clima anche nell’ambito delle proprie abitudini di lettura.
 
Nuovi flussi di ricavo
La diversa interazione del pubblico con i contenuti si traduce inevitabilmente in una differenziazione delle entrate per le case editrici. La pubblicità stampata è un mondo lontano dal potenziale della pubblicità digitale. I processi, gli approcci e la conversione sono completamente diversi. In questo nuovo mondo gli editori hanno iniziato ad entrare in punta di piedi, e stanno ora raggiungendo sempre maggiore consapevolezza. I dati analizzati dalla piattaforma Readly mostrano che i lettori trascorrono il doppio del tempo su una pubblicità all’interno di una rivista digitale rispetto ad altre forme di pubblicità digitale. Il tasso di visualizzazione medio su Facebook è di 2 secondi, mentre sulle riviste presenti sulla piattaforma Readly il tasso di visualizzazione medio è di 5,4 secondi. Per alcune delle pubblicazioni, questa frequenza può raggiungere i 20 secondi. Ciò presenta enormi opportunità per editori e marchi. Il passaggio all’editoria digitale rivoluziona anche i flussi di entrate: alcuni, tradizionalmente forti, si indeboliranno, ma alcuni nuovi si stanno aprendo prepotentemente.

E nuove crisi da affrontare
A fronte delle nuove opportunità abilitate dal digitale, va segnalato l’incremento dei costi di produzione della carta nel post-pandemia – denunciato recentemente dalla stessa Assocarta – a cui fa seguito la scarsa disponibilità del materiale necessario per la stampa. Oggi, a seguito della crisi tra Ucraina e Russia, si aggiunge l’aumento vertiginoso del gas, con il quale viene prodotta l’energia elettrica per il funzionamento degli impianti nelle cartiere, alcune delle quali nel nostro Paese sono già state costrette a fermare la produzione.

Non demonizzare il cambiamento
C’era una volta la digitalizzazione da temere. L’industria delle riviste era terrorizzata dalla rivoluzione del digitale. Non è più così. La digitalizzazione è arrivata veloce, che fossimo pronti o no. Coloro che hanno abbracciato il cambiamento e lavorano per soddisfare le nuove aspettative dei clienti hanno iniziato a raccoglierne i frutti. Gli editori che hanno scelto l’innovazione, nello specifico, hanno già fatto molta strada. Stanno esplorando le opportunità digitali, studiando le tendenze e rispondendo alle richieste del mercato. L’adattamento lungimirante è fondamentale, e tanti di noi lo hanno già toccato con mano in diversi settori.
 
*Indagine svolta dall’istituto internazionale di analisi YouGov su 1078 italiani di età superiore ai 18 anni, intervistati con metodologia CAWI nel periodo 25-27 novembre 2021.

Da - https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2022/04/01/editori-digitale-marketing/?uuid=96_xxVKNr3P
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« Risposta #2 inserito:: Aprile 13, 2022, 11:38:34 pm »

Gianni Gavioli

Quando noi italiani decideremo che ragionare e agire per capire chi e cosa siamo OGGI, sono le azioni più urgenti da intraprendere?
Quando mettendo le nostre Chiappe sedute sul passato cominceremo a Immaginare cosa rischia d'essere il futuro di questa Nazione da secoli chiamata Italia.
l'Ucraina con tutti i suoi difetti alcuni inaccettabili che registra nel SUO passato, OGGI vi sta insegnando cosa significa essere il Popolo di una Nazione!
Noi Italiani che veniamo dalla Povertà, mai diventata Miseria, dei secoli scorsi, oggi siamo un ricco popolo di miseri FESSI, cioè che si è fatto dividere da farabutti politici che ci stavano vendendo allo straniero.
Putin dichiara da tempo che vuole creare sotto il dominio russo la sua Eurasia, asservendo l'Europa e combattendo l'occidente.
I 5Stelle di Grillo, nel loro piccolo, dichiarano di volere attraverso il CAOS disfare lo Stato e vi stavano riuscendo, prima di autoaffondarsi.
Le Lega con una perfidia inzuppata nella falsità però più vicini alla pancia degli scontenti da sempre, ci stanno riuscendo con la presa del potere locale più radicato ma anche più deleterio per l'egoismo della stupidità che hanno dimostrato nel disastro della Sanità Regionale.
E la popolazione "altra"?
Si guarda l'ombelico, si gratta e si lagna, ricercando nel passato il meno peggio da rimpiangere.
Mentre una parte non piccola auspica la castrazione sociale del putinismo antiamericano e antioccidentale.
Meno male che abbiamo l'esempio, non angelico, ma di grande dignità dello sfortunato popolo ucraino che ci dice: fessi (divisi fessurati) unitevi, tutto sta cambiando!
Voi siete L'Italia potete farlo!
Siete i Maestri di antiche culture, come i Greci, potete farlo!
ggiannig

http://forum.laudellulivo.org/index.php


Il controllo globale non ha nulla a che vedere con il Nuovo Ordine Mondiale.

Se lo si realizza (il nuovo ordine) con tre Poli (Imperi) indipendenti e differenti tra loro, la realtà globale andrà suddivisa in modo da evitare conflitti.

L'Impero cinese c'è già, attuato senza o con poco spargimento di sangue. resta solo da vedere se e quanto smette di crescere.
L'Impero americano andrà rimodellato ed è già su quella strada (se rivince Trump sarà ancora più isolazionista e cattivo).
L'EURASIA DEMOCRATICA ovviamente non sarà quella che, massacrando popoli, vuol realizzare Putin e il suo mentore e Patriarca Ortodosso.

Il come sarà dipende dalla capacità dell'Europa di avere un unico Vertice-Guida che sappia farla rinascere, dalle sue attuali polverose incertezze; eternamente sotto il ricatto dei membri. 

I tre POLI (Imperi) daranno molto da studiare.

ggiannig ciaooo

Discussione: CARDINI tifa per l’Eurasia contro gli Usa. (sbaglia con 3 Poli non si è CONTRO!) 
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« inserito:: Aprile 06, 2022, 11:23:57 am »
   
Guerri: a Putin non possiamo perdonare l’inutile strage. Cardini tifa per l’Eurasia contro gli Usa
lunedì 4 aprile 10:01 –
di Adele Sirocchi - Guerri e Cardini

È normale e naturale che gli storici diano giudizi sul conflitto in Ucraina. E lo fanno, anche nell’area non progressista, con visioni opposte.

Guerri: il massacro Bucha è un punto di svolta
Giordano Bruno Guerri oggi, in un fondo sul Giornale, riconosce che il massacro di Bucha è un punto di svolta. Certo, come ha detto Fausto Biloslavo in collegamento con Rete4, è possibile che qualcuno dei civili uccisi sia caduto mentre era in fuga, vittima del fuoco incrociato tra ucraini e russi. Ma non tutti, è ovvio.
 
Guerri: cade ogni alibi sulla guerra contro i nazisti
“Che si tratti di crimini di guerra – scrive Guerri – non c’è dubbio e – ammesso che non si possa o non si voglia risalire a una responsabilità diretta di Vladimir Putin – chi erano gli ufficiali russi che hanno permesso o ordinato il massacro? Quanto a Putin, con la strage di Bucha cade definitivamente la tesi per cui la Russia combatte per «liberare il Donbass dai nazisti ucraini»: i bambini, le donne, gli uomini di Bucha non erano nazisti ucraini, li si è uccisi unicamente per diffondere il terrore. Il terrore e l’inutile strage di cittadini inermi porteranno a una ferita fra due popoli che non si sanerà in decenni, forse in secoli, mantenendo e accrescendo tensione e paura in tutta l’Europa. È questo, palesemente, che Putin vuole, prima di decidersi a chiudere la guerra. È questo, oltre ai lutti, che non gli si può perdonare”.



Cardini: l’Europa è controllata dalla Nato
Di diverso avviso Franco Cardini, la cui tesi – che grazie all’Occidente “cattivo” può esprimere sui social e in tv – è che Putin sia caduto in una trappola ordita dalla Nato. Lo storico non intende schierarsi in difesa dei valori occidentali e anzi sostiene che Europa e Occidente non coincidono affatto.

Cardini: scegliere tra l’Eurasia e l’Europa periferia dell’America
“L’Europa – scrive sulla sua pagina Fb – è il piccolo apice nordoccidentale del grande continente eurasiatico” ormai controllata dalla Nato che “ha spostato gli USA dalla sua tradizionale area egemonica sul Pacifico e si è quindi profondamente dislocata nel Mediterraneo, in Europa centrale e orientale, nel Vicino e Medio Oriente”.
E Cardini non esita a fare il tifo per l’Eurasia contro l’Ameuropa (cioè l’Europa colonia Usa): “Oggi – conclude infatti – ciascuno di noi europei è chiamato a scegliere se preferisce vivere nella periferia occidentale dell’Eurasia o in quella orientale dell’Ameuropa. Il sole è sempre sorto ad oriente, è sempre andato a morire a occidente. Decidiamo”.

MIO COMMENTO
Prof. Cardini far nascere EUROASIA Democratica, ci impedirà di essere “contro” chiunque!
La volete finire di rompere i cabbasisi con il vostro antiamericanismo patetico!
Una EUROASIA DEMOCRATICA sarà tanto forte da convivere pacificamente, sia con gli USA, sia con la CINA!
Il business lo imporrà!
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« Risposta #3 inserito:: Aprile 24, 2022, 02:45:17 pm »

25 marzo 2022
Il diavolo alla tv
di Livio Quagliata
Testo alternativo

Care lettrici e cari lettori,
come si dice, è nei dettagli che si nasconde il diavolo. Un conto è sapere che oggi a Mosca la guerra in tv (e ovunque) non la si può chiamare guerra ma "operazione militare speciale" (pena prevista per chi contravviene alla nuova legge voluta da Vladimir Putin: fino a quindici anni di carcere). E un altro è accendere il televisore e fare zapping tra i vari canali per una giornata intera e vedere come viene raccontata l’"operazione militare speciale", ora per ora. Per dirne una: i profughi ci sono, ma scappano in Russia. Lo ha fatto per noi la nostra inviata a Mosca, Rosalba Castelletti, una delle pochissime giornaliste straniere che non ha lasciato il Paese (e rischia ogni giorno le conseguenze della legge di cui sopra). Il suo racconto davvero surreale della giornata passata davanti alla tv, il mezzo di comunicazione attraverso cui si informano quattro russi su cinque, apre il servizio di copertina del numero che trovate oggi in edicola, su R+ e sulla App per smartphone e tablet. Quello che vedete sulla cover è il fermo immagine del momento in cui, il 14 marzo intorno alle 21, la giornalista Marina Osvjannikova irrompeva nello studio televisivo del Primo Canale con un cartello che informava i telespettatori: “Qui vi stanno mentendo”. A volte anche al diavolo può sfuggire un dettaglio. Buona lettura. 

P.s.: Se non siete ancora iscritti alla nostra newsletter, o se volete invitare un'amica o un amico a farlo, questo è il link da cliccare. Spuntate la casella "Iscriviti" su Finalmente è venerdì e ci riceverete gratuitamente nella vostra mailbox ogni settimana.

VIAGGI DA FERMO di MICHELE GRAVINO
Informazioni obsolete
https://goo.gl/maps/M41iPtGnGpVJfuxR6
Dov'era Mariupol, com'era fatta, com'erano le sue strade e le sue piazze, dove andavano a lavorare e a divertirsi i suoi abitanti? E Kharkiv, Kherson, Mykolaiv? Impariamo i nomi di queste città ucraine e subito ne parliamo al passato, nella vita della maggior parte di noi sono comparse già bombardate, svuotate, ridotte in macerie.
La rete, naturalmente, le conosceva già, e le immagini satellitari ce le restituiscono com'erano fino a un mese fa (solo un mese? Già un mese?). Cliccando sulla Mariupol riprodotta da Google Maps si può ancora accedere a qualche Street View di strade affollate, monumenti, gente che passeggia; e alle informazioni su negozi, musei, uffici pubblici: "Chiude alle 22", "Riapre domani alle 9".
Solo nel colonnino a lato compare una scritta: "Le informazioni su questo luogo potrebbero essere obsolete. Presta sempre attenzione alle condizioni reali, che potrebbero cambiare rapidamente". Il linguaggio più piatto, più burocratico possibile. Un "avviso informativo" buono per i cambiamenti d'orario come per i terremoti, per gli ingorghi stradali come per le guerre.  


GALÁPAGOS di RICCARDO STAGLIANÒ
Una vita da wi-fi
Piccolo apologo sull'eccessiva dipendenza dalla tecnologia. La mia casa è costruita su fondamenta di wifi. Al router è collegato il computer con cui lavoro. Il FireTV Stick attraverso il quale la tv trasmette Netflix, Prime e varie altre piattaforme. L'iPad su cui leggo i giornali. Il Kindle su cui leggo i libri. Alexa, che a sua volta accende e spegne le luci, si sintonizza su Radio 3 alla mattina, mette il timer per cucinare la sera, diffonde la musica da Spotify su casse Sonos (a sua volta connesse via wifi), chiama il mio cellulare per farlo suonare quando non lo trovo.
Ora, di colpo, tutto questo ha smesso di funzionare. Il tecnico è venuto e ha detto che il cavo che dal seminterrato portava internet dentro il mio appartamento si era sciupato e andava cambiato. I cinque giorni in attesa dell'intervento sono stati come una macchina del tempo in cui la mia vita internet-centrica è tornata indietro di almeno dieci anni. Certo, ho un hotspot portatile e per le emergenze posso usare anche il cellulare 4G che, in teoria, dovrebbe andare quasi più forte ma in pratica no. Sono tornato a collegare un disco esterno alla tv, rivedendo grandi classici. E a fare le altre cose come si facevano prima.
Piccole scocciature da tempo di pace, mi rendo conto, cui possiamo fare caso solo noi nel calduccio delle nostre case al sicuro. Da pronunciare sottovoce con quel po' di autoironia che ancora possiamo permetterci. Ma, sul versante delle lezioni più universali, mi è tornata in mente la fatwa di un amico sulla fiducia sconfinata nel cloud a cui ho affidato gli ultimi vent'anni di lavoro: «Un giorno Google fallirà e tu affonderai con lui». Forse è il momento di fare un backup.
P.S.: quando il cavo è stato sostituito la connessione è passata da 20Mbs a 60Mbs. Da anni lamentavo che andava lenta e da altrettanti mi dicevano che non era possibile fare meglio. Se lo dicono anche a voi, non fidatevi.

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I critici l'hanno accostata a Joni Mitchell, ma in realtà era più vicina a Nina Simone: pura soul music...

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Giorgio Scerbanenco è un grande scrittore, non solo di letteratura poliziesca. Ha inventato la Milano criminale, ma in realtà si chiamava Volodymyr-Džordžo Šcerbanenko, ed era nato a Kyiv...

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« Risposta #4 inserito:: Maggio 02, 2022, 09:42:15 pm »

Gianni Gavioli
Autore
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I cambiamenti sono in peggio intorno a noi.
Il ministro di una nazione in guerra con l’Ucraina, che dichiaratamente si dichiara nemica dell'Occidente, rilascia ad una Tv Italiana "quel tipo di intervista", chiaramente propagandista, tutta la nostra comunicazione peggiora.

E quando a ore di distanza dall’evento, non ci risultano reazioni e prese di posizione dei nostri ministeri e del governo, soprattutto la nostra sicurezza peggiora.

Io penso sia prudente chiudere tutti la partecipazione al gruppo Fb.
Fatemi sapere il vostro parere, … se ne avete uno.

ggiannig ciaooo
Italia 2 maggio 2022

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