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Autore Discussione: Rimproveriamo dunque all'artista la banalità della sua scelta, o meglio la ...  (Letto 2085 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Settembre 27, 2021, 10:48:26 pm »

Katia Colica

Non sono scandalizzata dalla statua della Spigolatrice di Sapri, ma no, che sciocchezza. La cultura è ricchissima di nudi, di corpi in mostra, di fotografie esplicite e perfette, di parole talmente dure da essere ostiche; di suoni talmente metallici da essere spiazzanti. Ma la statua risulta sessista perché non le crediamo, semplicemente. Non le credo. Alla donna di Modigliani con la cravatta nera e senza pupille io credo. All'efferatezza narrata da Artemisia Gentileschi mentre Giuditta taglia la gola a Oloferne credo. Credo a Rocco e Antonia di Porci con le ali; e al culo a ponte in copertina disegnato da Echaurren. Che in una Colazione sull'erba raccontata da Manet ci sia, tra due uomini perfettamente vestiti, una sensuale donna completamente nuda che mi guarda languida, credo anche a quello; ma certo. All’erotismo di una ragazzina con le cosce aperte seduta accanto al gatto che lecca latte da una ciotola, tratteggiato a tinte forti da Balthus, credo eccome. Credo al culo del Bronzo B e al suo pisello minuscolo... d’altronde credo a quello enorme del dio Priapo dipinto della Casa dei Vettii a Pompei. Credo a Proserpina e al suo rapimento, a Demetra che ghiaccia il mondo intero per riaverla; fosse anche per pochi mesi all’anno. Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: credo a te a quel bipolare di Humbert Humbert. Credo a Lisa Simpson, a Chandler Bing; al Capitano Achab ma tifo per Moby Dick: che se la faccia in culo. Al Cappellaio Matto e al Bianconiglio; e quando mi guardo nello specchio, ogni volta, ho paura di attraversare: come Alice; ho tanta voglia di attraversare: uguale ad Alice. Non sono scandalizzata dalla statua della Spigolatrice di Sapri, ma certo che no. Mi scandalizza che l’artista e tutto il suo cucuzzaro di politici inauguranti, ecco, ce la voglia dare a bere.

da Fb 27 settembre 2021
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« Risposta #1 inserito:: Settembre 30, 2021, 11:18:36 pm »

Stefania C. e altre due persone hanno condiviso un post.

Chiara Savettieri

In questa pausa pranzo, voglio fare qualche considerazione, da storica dell'arte, sulla statua della Spigolatrice di Sapri che ha destato molte polemiche facendo gridare allo scandalo sessista. Aggiungo: giustamente. Tuttavia, mi pare che sia utile andare oltre l'urlo scandalizzato e fare qualche considerazione che approfondisca il problema.
Lo scandalo deriva dal fatto che questa lavoratrice dei campi, che secondo la poesia di Mercantini, avrebbe seguito Pisacane e i suoi nel combattimento antiborbonico (conclusosi con un massacro), è raffigurata in abito succinto, molto aderente, tale da mettere ben in evidenza delle forme femminili secondo il canone (o meglio presunto tale) attuale - seni, cosce e sedere estremamente sodi stile fitness - e non certo secondo il gusto ottocentesco (che apprezzava corpi dalle linee ben più morbide).

Ora, la storia dell'arte, dall'antichità in poi, è piena di nudi femminili, in cui le cosiddette curve sono ben messe in evidenza (la statua in questione tecnicamente non è un nudo, ma nei fatti l'abito molto aderente lo tende tale). Il nudo femminile però fino pressappoco all'Olympia e al Dejeuner sur l'herbe di Manet era riservato fondamentalmente alle dee e alle figure mitologiche. Nell'Ottocento appunto con Manet ed altri artisti avviene una rottura del codice del nudo a cui hanno accesso donne normali, nel caso dell'Olympia, tra l'altro, una prostituta.

Potremmo leggere, forzando la mano ed anche di molto, tutto questo in chiave maschilista (semplificando che i nudi esprimono una visione sessista della donna), quando molto più probabilmente tutti questi nudi rivelano la fascinazione del corpo femminile sugli artisti, corpo non solo come oggetto erotico, ma corpo come oggetto estremamente complesso dal punto di vista della forma, dei volumi, delle ombre e della luce, che pone tutta una serie di problemi formali da risolvere nel momento in cui lo si rappresenta. Questo è il significato dello studio dal nudo femminile nelle Accademie: i giovani artisti si trovano dinanzi a una modella senza abiti e cercano di riprodurne i tratti corporei. In quel momento, quello dello studio del nudo dal vero, - chiedetelo a qualunque artista abbia fatto questa pratica - non esiste il corpo in quanto oggetto di desiderio, ma il corpo in quanto problema formale.

Perché allora il nudo della Spigolatrice è scandaloso e sessista, dopo che abbiamo visto i nudi di Manet, di Munch, di Klimt, di Schiele e tantissimi altri?
Il problema, in questo caso, è il decorum. Cosa è il decorum? E' una categoria rinascimentale, ma di origine antica (derivante addirittura dalla teoria degli ordini architettonici vitruviana), secondo cui una forma deve essere "adatta" alla funzione che deve svolgere e al soggetto raffigurato. La Spigolatrice è una donna umile e coraggiosa, che sposa la causa antiborbonica e che sfida anche la consuetudine per cui gli uomini combattono e le donne stanno a casa. Quindi, indipendentemente dal fatto che dal punto di vista storico l'artista non l'ha raffigurata correttamente (ad esempio con il costume della sua epoca che non era certo una camicia da notte attillata), non ha centrato il soggetto. Vorremmo vedere una donna coraggiosa, anticonvenzionale, e invece vediamo una pin up simile a quelle di certe trasmissioni TV. Certamente, nell'arte contemporanea il decorum non esiste più come criterio. Tuttavia, siamo in presenza di un'opera a destinazione pubblica che ha una funzione celebrativa e di questo un artista deve sempre tenere in conto: può sentirsi libero, però in qualche modo deve rendere il suo soggetto riconoscibile anche a chi ad esempio ignora la poesia. Poteva certo rifiutare la verisimiglianza storica, ma per darci una interpretazione nuova, per farci vedere il soggetto sotto un punto di vista originale, e invece cade nella più bieca banalità e nella ripetizione di un presunto canone estetico quale viene propinato dai mezzi di comunicazione di massa.

Infine, c'è un altro problema, e non da poco. In un'epoca come la nostra in cui si dibatte molto sugli stereotipi sessisti legati al corpo femminile, l'artista pecca contro il decorum da un punto di vista più profondo e forse ancora più grave. Non si pone infatti alcun problema relativamente a questo dibattito, sembra che questo non lo riguardi. Ora le opere d'arte non devono per forza essere "politicamente corrette" se mi lasciate passare questa espressione tanto in voga. Tuttavia, in un'opera pubblica (e non privata e immessa nel mercato) il problema del contesto culturale un artista se lo deve porre. Rappresentare una donna oggi in una statua ha un significato molto diverso rispetto ai secoli passati.

Rimproveriamo dunque all'artista la banalità della sua scelta, o meglio la superficialità. Ed anche il cattivo gusto.

Da Fb del 29 settembre 2021
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« Risposta #2 inserito:: Dicembre 12, 2021, 06:35:27 pm »

Maria Cristina Ginobbi

Dipende da QUALI GIORNALISTI e se c'è da FIDARSI di giornalisti legati ad Agenti come divi dello spettacolo

Fabio Volo che parla contro Renzi a Otto e Mezzo...fa parte della scuderia di (parecchi) ronzini dell'Agente Caschetto come la Gruber.
Se la Gruber li invita tutti daranno tutti un giudizio tranchant su Renzi sono gli ordini della SCUDERIA DI RONZINI ..non il meglio sulla piazza ...ma sempre in tv e chiediamoci se c'è un perché.

REPLICHIAMO va
A tutto c'è un perché  Questi sono i giornalisti gestiti dall'Agente CASCHETTO ITC2000:
Enrico Lucci..Massimo Gramellini..Domenico Iannaccone..Salvo Sottile..Daria Bignardi..Giovanni Floris .Corrado Formigli..Cristina Parodi..Lucia Annunziata..Ilaria D'Amico..Lilli Gruber.. Roberto Saviano..Luca Telese.. Valentina Petrini..Mia Ceran   

E questi sono gli attori comici etc. sempre gestiti dall'Agente Caschetto ITC2000:
Fabio Fazio Fabio Volo Sabrina Ferilli Geppi Cucciari Alessia Marcuzzi Pif Virginia Raffaele Luciana Litizzetto Enrico Lucci Bertolino Maurizio Crozza Enrico Brignano etc.
L'altra Agenzia che si occupa di "posizionare e riposizionare i giornalisti nei network" cioè la VisVerbi VisFacti della moglie di Gianluigi Nuzzi amico di Casaleggio purtroppo non pubblica i nomi dei giornalisti che... posiziona 
Nel caso dei gestiti da Caschetto..notate per caso qualche affinità politica tra questi già anti Renzi e comunque SEMPRE IN TV?

Da – Fb del 17 novembre 2021
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