LA-U dell'ulivo
Ottobre 17, 2021, 03:37:43 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie:
 
   Home   Guida Ricerca Agenda Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: SEPOLCRI IMBIANCATI -  (Letto 205 volte)
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« inserito:: Agosto 21, 2021, 11:48:52 pm »

Post della sezione Notizie

Gianni Cuperlo
 
Ha ragione Luigi Manconi che lo scrive oggi sulla Stampa: si può almeno tentare di “limitare il disonore” attrezzando una accoglienza per donne e uomini che, in pericolo, cercano un’ancora di salvezza fuori dal loro paese.
Diciamo che partecipare a un piano di assistenza e ricollocazione dei profughi afghani rappresenta nell’immediato una risposta, non solo umanitaria, al precipitare degli eventi per come si stanno consumando sotto gli occhi del mondo.
Quella frase della cancelliera Merkel, “Abbiamo sbagliato tutto” condensa in tre parole vent’anni di una biografia dell’Occidente stretto tra la lotta al terrorismo e la tutela di interessi propri (in teatri di guerra che rispondevano ad altre logiche rispetto alla dichiarata necessità di garantire la propria sicurezza).
L’amministrazione americana ha avviato una sua controffensiva comunicativa per spiegare che la guerra a Kabul era già stata persa da anni con una percentuale crescente della popolazione ostile alla presenza straniera nonostante i progressi sul fronte della scolarizzazione e dei diritti civili.
Adesso si apre la discussione sul trattare o meno col nuovo regime.
Lascerei ai margini le posizioni dei duri e puri che respingono ogni ambito di verifica in nome della coerenza di una lotta contro le teocrazie che negano la libertà delle donne, salvo poi flirtare con regimi che quelle libertà negano e conculcano sistematicamente (ma queste sono né più né meno che le contraddizioni di buona parte dell’Occidente).
Il tema, invece, ha un suo fondamento.
L’ambasciatore Massolo ne ragiona e suggerisce (sempre che sia possibile) una iniziativa dell’Europa in rapporto a potenze della regione e non (Usa, Russia, Cina, Pakistan, Turchia, Iran, Paesi centro-asiatici) con lo scopo di evitare una destabilizzazione afghana e per definire una possibile agenda realistica che preservi la sfera dei diritti e della incolumità del più alto numero di persone.
Ma è l’Occidente, come detto, a doversi interrogare su cosa implicherà la nascita di un mondo “post-americano”. Oggi lo fa Ezio Mauro sollevando il tema di cosa voglia e possa determinare la presa d’atto che valori giudicati da noi universali, tali non appaiono e non sono per una parte significativa di quel mondo, complesso come in poche altre epoche, che non intende farsi “colonizzare” da noi, né in forma pacifica, tanto meno per via armata.

Un abbraccio

PS. I fatti di questi giorni oscurano ogni altra notizia, ma quelle che arrivano dai dati dei contagi e dei ricoveri in alcune regioni non sono positivi. In tutto questo (a costo di sembrare sciocco) mi chiedo come sia materialmente possibile che settemila persone si riuniscano indisturbate per un rave party di una settimana (sulle possibili conseguenze fate voi).

Da Fb del 18 agosto 2021
Registrato

Admin
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« Risposta #1 inserito:: Agosto 26, 2021, 11:21:38 pm »

Gianni Cuperlo

Grazie per gli incoraggiamenti a tenere questa pagina come una sorta di diario dove si possono intrecciare toni e persino generi.
Oggi un articolo uscito su "Domani" (questo gioco inevitabile di parole tra oggi e domani dev'essere sfuggito quando pensarono al titolo del giornale).
Riprende alcuni dati che già conoscete (il tema è il reddito di cittadinanza), ma tornati di attualità dopo la discussione dell'altro giorno al Meeting di Rimini.
Oggi pomeriggio vado a Napoli (il che è sempre un piacere) a presentare il libro appena uscito di Antonio Bassolino dedicato alla sua città.

Buona giornata e un abbraccio

*

Non credo si terrà mai, nel caso avvenisse immagino il referendum per abrogare il reddito di cittadinanza come una opportunità unica. Non tanto nell’esito su cui non azzardo previsioni, ma come riflesso delle culture che ispirano le principali forze politiche del paese.

Galeotto in questo il confronto tra leader l’altro ieri al Meeting di CL. Al netto di Giuseppe Conte (quella norma rimane l’ultima bandiera non ammainata del Movimento), le cronache riportano una stroncatura largamente condivisa fuori e dentro la maggioranza.
L’impressione, però, è di trovarsi alle prese con una doppia questione. La prima di merito da maneggiare col rigore dei numeri. L’altra sul posizionamento di ciascuno a scopi che del merito conservano poco.

Allora, proviamo a distinguere e muoviamo dalle cifre.

A ricevere l’assegno sono state poco più di un milione e mezzo di famiglie, il 4,7 per cento della popolazione con differenze marcate. Per capirci, lo 0,2 per cento a Bolzano e il 12,2 in Campania.

Nel 17 per cento dei nuclei raggiunti vive un disabile, in poco meno di uno su tre dei minori. L’importo medio è stato di 584 euro. Secondo uno studio della Caritas la norma avrebbe consentito a oltre la metà delle famiglie che lo hanno percepito di superare la soglia di povertà. Tradotto, è stato uno strumento, imperfetto sin che si vuole, ma in grado di sostenere contesti che la vecchia crisi sommata alla pandemia avrebbe ammazzato.
Vero che lo stesso rapporto dice anche altro, in particolare il 56 per cento delle famiglie povere non ha ricevuto un euro, ma questo “buco” si collega a una serie di requisiti assai rigidi con una penalità per le famiglie di extracomunitari a cui viene chiesta una residenza minima di dieci anni. Anche per affrontare il nodo sono in corso sperimentazioni tra Anci, Caritas, Comunità di Sant’Egidio, così da incrociare i dati dell’INPS con gli albi dei comuni.

Ultimo dato: dei 3 milioni e 700 mila persone circa che ne usufruiscono, oltre un milione sono minori; 450 mila i disabili; una parte è composta da soggetti con difficoltà fisiche o psichiche ma che non hanno ottenuto una pensione di invalidità; infine 200 mila sono in pensione, ma accedono al reddito perché l’assegno previdenziale non basta a farli uscire dalla povertà.
In sostanza più della metà dei percettori non è materialmente occupabile, il che suona conferma dell’errore iniziale: racchiudere in uno strumento unico due funzioni, la lotta alla povertà e le politiche attive per il lavoro, da gestire con percorsi e istituti diversi.

In sintesi, modificare la norma non solo si può, si deve. Tutt’altra logica, però, è quella che si scaglia contro il “sussidistan” (copyright Confindustria) o “quelli che stanno sul divano invece di darsi da fare” (copyright collettaneo). Perché qui si esce dal merito e si va alla ricerca del consenso con argomenti sballati.

La tesi forte sarebbe che a causa del reddito non si trovano “gli stagionali di una volta” o che qualche mascalzone ne ha usufruito senza averne titolo. Certo, è accaduto, come accade che qualcuno passi col rosso, ma quando succede si sancisce l’infrazione, non si aboliscono i semafori.

Al fondo rimane un punto: in tutto l’Occidente sviluppato il capitolo di un sostegno al reddito è parte di una strategia su come garantire una cittadinanza non dimezzata a chi conosce una esclusione non volontaria, spesso prolungata o permanente, dal mercato del lavoro.

Alzare il dito accusatore e col birignao di certa destra (e sinistra) denunciare che la modernità è fatta della scommessa su di sé, del bisogno della fatica (sic) e del non arrendersi alle difficoltà, non è tanto e solo un atteggiamento aristocratico. No, è un errore diverso. Non so come dire…ecco, è come ostinarsi a infilare un gettone nell’iPhone. E ho detto tutto (copyright Peppino).

Da Fb del 25 agosto 2021

Registrato

Admin
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« Risposta #2 inserito:: Ottobre 03, 2021, 11:52:34 am »

Fenomenologia della lingua italiana - Parole e Modi di dire

MOMENTO RIFLESSIONE
 
SPECULIAMO?

Il verdetto che il giudice ha dato al ladro

Un quindicenne è stato sorpreso a rubare in un negozio in America. Nel tentativo di sfuggire all'assicurazione, il ragazzo ha rotto uno scaffale della spesa.
Dopo che il giudice ha ascoltato il caso, ha chiesto al ragazzo: ′′ Hai davvero rubato qualcosa? Hai rubato pane e formaggio e distrutto lo scaffale? ′′
Il ragazzo, a testa bassa, guardando la cima delle scarpe, rispose: ′′ Sì."
Giudice: ′′ Perché hai rubato?"
Ragazzo: ′′ Avevo bisogno."
Giudice: ′′ Non potresti comprarlo, non rubarlo?"
Ragazzo: ′′ Non avevo soldi per comprarlo."
Giudice: ′′ Avresti potuto chiedere soldi alla tua famiglia."
Ragazzo: ′′ Ho solo una madre a casa. Mia madre è malata e senza lavoro. Le ho rubato pane e formaggio. ′′
Giudice: ′′ Non fai niente, non hai un lavoro?"
Ragazzo: ′′ Ho lavorato nel lavaggio auto. Ho preso un giorno libero per servire mia madre ed è per questo che sono stato licenziato. ′′
Giudice: ′′ Non hai chiesto alcun aiuto?"
Ragazzo: ′′ Quando sono uscito di casa, mi sono rivolto ad almeno cinquanta indirizzi in cerca di qualsiasi lavoro, ma senza successo. Finalmente ho deciso di fare questo passo. ′′
Dopo la fine della conversazione con il ragazzo, il giudice ha annunciato il suo verdetto, dicendo: ′′ Rubare, soprattutto rubare il pane, è un crimine molto vergognoso. Ed eccoci tutti responsabili di questo crimine. Tutti presenti oggi in quest'aula e io sono tra loro responsabile di questo crimine. Ecco come tutti i presenti saranno multati con $ 10 Nessuno può uscire dall'aula fino a quando non staranno $ 10 qui. ′′
Il giudice ha preso di tasca una banconota da 10 dollari, ha preso una penna e ha iniziato a scrivere - in più ho stabilito una multa per il negozio in questione che ha consegnato il ragazzo affamato alla polizia di 1000 dollari. Se la multa non è pagata entro l'ora successiva, lo stesso negozio rimarrà chiuso.
Il tribunale si scuserà con questo ragazzo dopo che gli saranno stati consegnati tutti i soldi raccolti.
Dopo aver ascoltato il verdetto, il presente non poteva nascondere le lacrime. Il ragazzo si è ubriacato guardando il giudice. Il giudice ha lasciato l'aula nascondendo le sue lacrime.
Mi chiedo se la nostra società, i nostri sistemi amministrativi, i nostri tribunali siano pronti ad emettere un simile verdetto?
Chanakya ha detto: ′′ Se una persona viene beccata a rubare il pane, tutte le persone di quella comunità, società e stato dovrebbero vergognarsi."
Per altre curiosità visita il sito ufficiale di fenomenologia (link nel primo commento)

Da Fb del 2 10 2021
Registrato

Admin
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2015, Simple Machines XHTML 1.0 valido! CSS valido!