LA-U dell'ulivo
Ottobre 17, 2021, 03:32:26 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie:
 
   Home   Guida Ricerca Agenda Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: Il metodo Draghi è restituire centralità alle istituzioni  (Letto 168 volte)
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« inserito:: Luglio 24, 2021, 11:28:53 am »

Il metodo Draghi è restituire centralità alle istituzioni

Una delle caratterizzazioni del metodo Draghi è la formalizzazione delle sedi decisionali. Sembrerebbe ovvio che si decida nei luoghi e nei consessi preposti (per legge o per precedente accordo politico), ma non è così. I governi degli ultimi anni, periodo estendibile anche all’inizio della Repubblica, avevano le sedi istituzionali per le decisioni ma poi tutto avveniva in quelle informali. Governi recentissimi hanno visto le scelte più importanti annunciate, o smontate, con dichiarazioni date nei luoghi più impensabili, dalle spiagge ai marciapiedi urbani, e nei modi più vari e sgangherati. L’eccezione sono stati i governi tecnici, accomunabili all’attuale ma diversi, perché costruiti sulla rimozione della responsabilità politica e non, come sta avvenendo ora, su un’assunzione, specialissima, di responsabilità, come abbiamo avuto modo di osservare in precedenti cene. Stabilito che il governo e la maggioranza sono nei loro pieni poteri il metodo Draghi consiste nel portare le decisioni, con tempi definiti, nei luoghi istituzionali. E da lì si esce con le scelte fatte. Non vale, a smentire questa tesi, l’esempio degli emendamenti alla riforma della giustizia o il contrasto sul Ddl Zan. Per la prima vale sì la responsabilità di governo e probabilmente verrà fatta pesare con la fiducia.

Il dibattito politico c’è, è molto articolato, spacca anche la maggioranza, ma poi, con uno strumento perfettamente costituzionale, tutto viene ricondotto all’urgenza e alla necessità di decidere (tra l’altro, oggi è successo per il decreto recovery). Per il ddl Zan la responsabilità è affidata alla maggioranza, non al governo, e sia essa a dimostrare di saper funzionare. Per il Green pass, e torniamo alle parole iniziali, già l’indicazione delle sedi e dei tempi di decisione ci fa capire che il modo di operare di questo governo è diverso da qualunque esempio passato. Con una postilla: la presenza di ministri di ogni partito della maggioranza, in numero maggiore rispetto alla piccola squadra di tecnici, rende l’esperimento ancora più efficace.
Comunque, a ora di cena da Palazzo Chigi verranno comunicate tutte le decisioni con una conferenza stampa di Mario Draghi, cui si unisce la ministra della giustizia Marta Cartabia per qualche possibile altra indicazione sui temi della riforma pronta a essere avviata.

Da Il Foglio <newsletter@ilfoglio.it>
Registrato

Admin
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« Risposta #1 inserito:: Agosto 10, 2021, 12:02:10 am »

Francesco Costa è giornalista e vicedirettore del Post.

DA COSTA A COSTA

Poca roba
La risposta con cui ieri Draghi ha masticato Salvini non dovrebbe oscurare un fatto più importante delle parole, e cioè la sostanziale sconfitta politica di Salvini, peraltro l’ennesima: la Lega è entrata in Consiglio dei ministri dicendo “no al green pass” e ne è uscita dicendo “bene, avanti così”, è entrata ragliando che gli under 40 non dovrebbero vaccinarsi ed è uscita spiegando con tono piagnucoloso che si riferiva soltanto ai “dubbi sul vaccino ai minorenni” (peraltro infondati anche quelli).

È un fatto politico che andrebbe osservato a prescindere dalle proprie idee, perché le prove ormai sono tante, dal Papeete in poi, tanto che al Post lo abbiamo scritto in tempi non sospetti: Salvini è un politico scarso. Il suo indiscusso successo di consensi si è basato fin qui su una formidabile somiglianza con un pezzo significativo degli italiani, un mix di atteggiamento da bulletto al bar, esibizione del cinismo, vittimismo infantile, linguaggio da tronista e impianto valoriale composto da proverbi e buongiornismi. In questo è ancora imbattibile: nessuno somiglia agli italiani più di lui. Ma la politica è ottenere risultati, e guadagnare influenza per ottenere altri risultati. Da questo punto di vista, Salvini è poca roba.

I più arrabbiati per questa palese inadeguatezza dovrebbero essere quelli che lo hanno votato: avevano il paese in mano e sono finiti a farsi umiliare dall’ex capo della BCE. Ma anche i suoi avversari che a lungo lo hanno descritto come imbattibile – “guai a votare, se no vince Salvini” – dovrebbero ragionare un po’ sui propri limiti.

Pubblicato il 23/07/2021
Registrato

Admin
Admin
Administrator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 29.300



Mostra profilo WWW
« Risposta #2 inserito:: Agosto 11, 2021, 03:53:54 pm »

Francesco Costa è giornalista e vicedirettore del Post.


DA COSTA A COSTA
Poca roba

La risposta con cui ieri Draghi ha masticato Salvini non dovrebbe oscurare un fatto più importante delle parole, e cioè la sostanziale sconfitta politica di Salvini, peraltro l’ennesima: la Lega è entrata in Consiglio dei ministri dicendo “no al green pass” e ne è uscita dicendo “bene, avanti così”, è entrata ragliando che gli under 40 non dovrebbero vaccinarsi ed è uscita spiegando con tono piagnucoloso che si riferiva soltanto ai “dubbi sul vaccino ai minorenni” (peraltro infondati anche quelli).

È un fatto politico che andrebbe osservato a prescindere dalle proprie idee, perché le prove ormai sono tante, dal Papeete in poi, tanto che al Post lo abbiamo scritto in tempi non sospetti: Salvini è un politico scarso. Il suo indiscusso successo di consensi si è basato fin qui su una formidabile somiglianza con un pezzo significativo degli italiani, un mix di atteggiamento da bulletto al bar, esibizione del cinismo, vittimismo infantile, linguaggio da tronista e impianto valoriale composto da proverbi e buongiornismi. In questo è ancora imbattibile: nessuno somiglia agli italiani più di lui. Ma la politica è ottenere risultati, e guadagnare influenza per ottenere altri risultati. Da questo punto di vista, Salvini è poca roba.

I più arrabbiati per questa palese inadeguatezza dovrebbero essere quelli che lo hanno votato: avevano il paese in mano e sono finiti a farsi umiliare dall’ex capo della BCE. Ma anche i suoi avversari che a lungo lo hanno descritto come imbattibile – “guai a votare, se no vince Salvini” – dovrebbero ragionare un po’ sui propri limiti.

Pubblicato il 23/07/2021
Registrato

Admin
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2015, Simple Machines XHTML 1.0 valido! CSS valido!