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Autore Discussione: Il Populismo Leghista non viene solo dal loro "carattere fumantino" e bossiano.  (Letto 404 volte)
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« inserito:: Maggio 22, 2021, 02:53:52 pm »

Gianni Cuperlo

Stamane su Domani questa riflessione su linguaggio e responsabilità stimolato da un articolo di Gianfranco Pasquino.
Al solito, per chi avesse voglia e qualche interesse.
Buona giornata e un abbraccio

"Intrigante il discorso proposto da Gianfranco Pasquino. Scorgere nel politicamente corretto la trama potenzialmente insincera di ciò che si considera lecito dire o non dire aiuta a sciogliere un paio di rischi.
Il primo è cedere all'ipocrisia di chi pensa e non parla, così limitando la propria libertà. L’altro è alimentare una censura delegando a una giuria di dubbia legittimità il diritto di scomunica verso chi dissente con troppo rumore dall'opinione prevalente e ritenuta giusta.
Allora dove piantare i confini per consentire a politically correct e cancel culture di ancorarsi all'ambito del ragionevole? La mia risposta è che non lo so. In questo sposo la premessa di Pasquino sulla complessità della materia. Con un’aggiunta. Temo che l’intera discussione risenta di uno scadimento del discorso pubblico nonché del grado di reputazione delle cosiddette élite o classi dirigenti.

Anni fa Pietro Citati spiegava perché il male che aggrediva l’Italia era da scorgere nella fine del principio di autorità. Naturalmente non lo declinava in chiave di autoritarismo, ma di autorevolezza. Viviamo un tempo, questo era l’assunto, dove nessuno crede più a nessuno: politici, intellettuali, imprenditori e sindacalisti, per finire a magistrati, giornalisti o ufficiali in divisa. Potrei aggiungere che fatico non poco a trovare nella memoria aggressioni verbali al Papa o manifestazioni di Casa Pound a ridosso del porticato di san Pietro, pure questa, dunque, novità alquanto recente. Intendo dire che non in un tempo remoto, ma fino a ieri l’altro più o meno, esistevano profili che un costume condiviso tendeva a preservare in un riconoscimento del ruolo e funzione che quelle figure, o istituzioni, finivano coll'incarnare in sé.

L’aspetto aveva molto a che fare con un “ordine” della comunità, una sorta di patto finalizzato a garantirne l’equilibrio, se non proprio la conservazione, scansando deviazioni impreviste verso rotte che quell'ordine avrebbero potuto sovvertire. Ma cosa accade quando anche quegli argini vengono meno?
Prendiamo l’indagine a carico del professor Gervasoni accusato di offese ripetute, per fortuna solamente via tastiera, al capo dello Stato. Al netto della condanna su una condotta imperdonabile mi chiedo se all'origine del problema non vi sia precisamente la denuncia di Citati, la rinuncia a un principio di autorità e a un conseguente esercizio di responsabilità.


Anni fa mi pare fosse stato il capo della Lega in persona, Umberto Bossi, a intrattenere i giornalisti su un presunto esercito padano disposto, alla bisogna, a imbracciare i fucili. L’uscita aveva suscitato qualche clamore presto giustificato dal carattere fumantino dell’uomo. Insomma, era solo una battuta e finita lì. Invece no: purtroppo quando si consumano strappi simili è complicato riavvolgere il filo perché a quel punto i buoi non solo sono usciti dalla stalla, ma guidano il carro.

Quando Radio Radicale aprì i microfoni a un libero flusso di coscienze non dotate di galateo, Pigi Battista interpellò Pannella su La Stampa e alla domanda se non temesse di passare alla storia come responsabile del “più osceno turpiloquio radiofonico", Marco rispose denunciando la "pigrizia mentale" di chi non coglieva l'aspetto più interessante di quelle scurrilità. Spiegava: “non c'è un sociologo che si prenda la briga di studiarle, quelle voci", e nemmeno un "linguista". Forse qualche ragione l’aveva, nel senso che non solo abbiamo aperto la stalla, il punto è che non ci siamo neppure presi la briga di far due chiacchiere coi buoi."

Da Facebook del 20 05 2021
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« Risposta #1 inserito:: Maggio 28, 2021, 02:58:40 pm »

Il Monitore Democratico.
 
Una Nazione composta da Regioni in cui avvengono simili tragici episodi come la si deve definire?
Imbarbarita?
Oppure in fase di sgretolamento?

La stessa Nazione che si è data una Democrazia Incompleta.
Democrazia che permette a chiunque ne abbia il potere anche minimo di sovvertire i regolamenti per interessi di parte, non è neppure Incompleta e' soltanto tristemente in via di estinzione.

Democrazia che, grazie alla diffusa apatia popolare favorita da media insulsi o pilotati, permette a movimenti antiEuropei e antiStato di prendersi gioco dei fondamentali principi di convivenza civile, di civismo e addirittura gli si offre di infiltrarsi in un governo di salute pubblica, quando la loro parte più estremista della salute hanno fatto mercimonio e del pubblico hanno profittato, per la ricerca del consenso complice, ingannandolo.

Questa Democrazia sta diventando e in certe Regioni lo é già, un Regime Populista di colore politico indefinibile perché di politico non ha nulla.

Il loro Potere non ha un Progetto Sociale, solo una tecnica predatoria in cui sono diventati praticanti esperti perché guidati da algoritmi bestiali, onnivori.

da il Monitore Democratico su Fb del 26 maggio2021
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« Risposta #2 inserito:: Luglio 02, 2021, 02:29:59 pm »

I Governatori-Feudatari-Deviati capiranno presto, grazie anche agli errori sociali commessi, i limiti della loro costruzione fanatico-egoistica.

Capiranno che il sostegno degli scontenti e degli inconsapevoli, da loro rapinato con falsità, con diffusione a voce alta di Odio di parte, con offese personali usate come clave-verbali verso nemici immaginati a proposito, con schifezze simili tipiche dei loro personaggi pubblici incaricati di alimentare il Caos, … invocato molto tempo fa da Mastro-Grillo-attore, sta scemando.

Almeno presso i meno fanatici della loro porzione di Popolazione.   
Dopo la Pandemia anche quelli della parte non leghista della famigerata Partitocrazia, dovranno rivedere i loro programmi di sottrazione dei beni pubblici e i loro metodi di comportamento-predatorio.

Questo ovviamente se, come Cittadinanza, saremo capaci di ridurre al minimo la nostra inconsapevole negligenza sociale.
Per quella parte assoldata dalla cattiveria dei “Signori del Male”, ci dovremo attrezzare per combatterli democraticamente e la Cultura sarà l’arma principale per vincerli.

ciaooo 
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