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Autore Discussione: Essere Differenti non è uno status acquisito, ma il modo di agire e di vivere...  (Letto 895 volte)
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« inserito:: Febbraio 17, 2021, 02:31:58 pm »


Essere Differenti non è uno status acquisito, ma il modo di agire e di vivere in comunità affrontando i problemi e ricercando soluzioni, non lesive dei diritti del prossimo, attraverso il raggiungimento di obiettivi sociali di buon livello, non aggressivi e per nulla discriminanti.

Quindi persone e cervelli “Differenti in meglio" rispetto alla media percepita, nella popolazione e nella nostra società, … attualmente.

Per esempio:
 * Impegnarsi nel sociale in modo Differente dall’attuale menefreghismo dominante.
 * Agire nel sociale non approfittandosi delle debolezze fisiche o culturali del prossimo, pratica purtroppo utilizzata cinicamente nelle attività predatorie che hanno alimentato le campagne propagandistiche di destra, con la diffusione divisiva dell’odio di parte.
 * In poche parole essere, nel sociale e nel privato, belle Persone di pensiero etico e Cittadini dall’agire onesto.

Molte altre sono le positività ancora da esprimersi da Differenti nell’interesse di tutta la Nazione, nella coesione sociale di comunità e nella costruttiva partecipazione critica.

Il tutto mantenendo la singola, personale, indipendenza di azione e di pensiero.
ggiannig
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« Risposta #1 inserito:: Febbraio 22, 2021, 09:18:41 pm »

In morte del carabiniere e del suo ambasciatore in Congo.

Al dolore dei famigliari si aggiunga la nostra tristezza.

Non li si conosceva ma sappiamo e condividiamo i valori che li hanno guidati.

In primis quelli della Nazione Italiana.

Riposino in pace, insieme al loro autista africano, vittima inconsapevole.

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« Risposta #2 inserito:: Marzo 04, 2021, 11:54:00 am »


Marco Cappato

Quattro anni fa entravo nella stazione dei Carabinieri in via di Forze armate a Milano per raccontare come avevo aiutato Fabiano Antoniani (DJ fabo) a morire. Era un'autodenuncia? Sì e no.
Sì, perché lasciavo a verbale nei dettagli l'aiuto logistico senza il quale Fabo non sarebbe mai arrivato in Svizzera, e per il quale avevo dichiaratamente violato l'articolo 580 del codice penale che punisce da 5 a 12 anni di carcere chiunque aiuti, cioè "agevoli in qualsiasi modo" una persona a porre fine alla propria vita.
No, perché ritenevo di avere agito in linea con i principi di libertà e autodeterminazione stabiliti dalla Costituzione italiana. Era la mia interpretazione, naturalmente, e mi sottoponevo all'eventualità di una valutazione opposta alla mia da parte della giustizia italiana.
Il processo nei miei confronti portò alla pronuncia della Corte costituzionale in favore del diritto di Fabo di essere aiutato a morire e dunque alla mia assoluzione presso la Corte d'assise di Milano.Nel frattempo, il mio processo aiutava il Parlamento a sbloccare dopo anni la legge sul testamento biologico, fissando il dovere di rispettare la scelta dei malati che chiedono di interrompere terapie salvavita.
Tutto bene, dunque? Non proprio.
Insieme a Mina Welby sono ancora sotto processo per aver aiutato a morire Davide Trentini. Per la Procura di Massa, non essendo Davide attaccato a una macchina, non rientrava nei criteri definiti dalla Corte costituzionale di persona "tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. In primo grado siamo stati assolti. In appello, vedremo.
Per una ragione o per l'altra, nessun malato ancora ha potuto essere aiutato a morire legalmente in Italia.  Quanto al testamento biologico, la legge non è né conosciuta né applicata.
Insomma, la strada verso l'eutanasia legale è ancora lunga.
Dopo quattro anni da Fabo e 15 da Piergiorgio Welby, su quella strada continuiamo ad andare avanti.
Con l'associazione Luca Coscioni abbiamo attivato un numero verde per chi vuole informazioni su eutanasia, testamento biologico e cure palliative, basta chiamare lo 06 99313409. Rispondo i nostri volontari.
Se invece vuoi firmare e far firmare la proposta di legge per l'eutanasia legale già sottoscritta da oltre 140.000 cittadini, puoi andare su www.eutanasialegale.it
Sulla capacità dei partiti politici di comprendere l'urgenza della questione per oggi neanche mi esprimo. Ci vorrà il coraggio di altre persone come Fabo per far passare il messaggio.

Da Fb del 28 febbraio 2021
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