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Autore Discussione: Draghi, i suoi Tecnici, gli Italiani "Differenti in Meglio" e i denari che ...  (Letto 7507 volte)
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« inserito:: Febbraio 13, 2021, 07:55:37 pm »


Draghi, i suoi Tecnici, gli Italiani "Differenti in Meglio" e i denari che l'Europa ci affida per guarire, faranno rinascere una Nazione stremata, umiliata e in lutto per i propri troppi morti, il piacere del recupero di dignità davanti al mondo.

Ma anche davanti al nostro specchio di casa. 

ggiannig
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« Risposta #1 inserito:: Febbraio 13, 2021, 11:22:43 pm »

Oltre alle capacità di Draghi e dei suoi Tecnici solo il consenso visibile, convinto e maturo, della popolazione Italiana può salvarlo dalle sgrinfie dei politici, abbarbicati sul carro della nostra speranza, che già “gufano” per una durata breve del Presidente Draghi al governo. 

ggg
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« Risposta #2 inserito:: Febbraio 13, 2021, 11:51:53 pm »

Con Draghi e i suoi Tecnici al governo sono i progetti prioritari e i risultati da raggiungere e raggiunti, da valutare e apprezzare.

La politica e le sue beghe sono il terzo incomodo … o il disastro.

ciaooo
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« Risposta #3 inserito:: Febbraio 14, 2021, 03:18:28 pm »

Anche nel PD, il partito Cagoia (lumaca in dialetto istriano-dalmata) del parlamento Italiano, il malcontento "enterico", rischia di fare danni a Draghi e al nostro futuro!

ciaooo
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« Risposta #4 inserito:: Febbraio 16, 2021, 06:50:12 pm »

I politici della periferia disfattista, facciano un passo indietro!

Raccolgano il loro bottino e lascino lavorare quella parte del governo Draghi che sa stare nel mondo, per fare gli interessi di tutta l'Italia!

ciaooo
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« Risposta #5 inserito:: Febbraio 17, 2021, 06:03:51 pm »

UNITA' NELLO SPIRITO REPUBBLICANO

       Martelli: "Piena sintonia con il discorso di Draghi"

Pubblichiamo un’anticipazione dell’editoriale del nuovo numero dell’Avanti!
DUE COMPITI DISTINTI PER UNA FINALITA' COMUNE
AL GOVERNO LA RICOSTRUZIONE NELL' EMERGENZA
AL PARLAMENTO LA RICOSTRUZIONE ISTITUZIONALE
 
Di Claudio Martelli
Faccio parte della vasta schiera di italiani che ha voluto questa soluzione politica e vuole partecipare contribuendo col pensiero e con l’azione alla buona riuscita del governo Draghi. Un governo che nasce con un ampio sostegno delle forze politiche e dell’opinione pubblica nel perdurare di un’emergenza che è insieme crisi e opportunità.
Ci sarà presto occasione per scrutare gli effetti che sul sistema politico può avere – nell’immediato e nel medio termine – quell’embrione di unità nazionale che si rispecchia nel governo e che deve trovare nel Parlamento il suo fondamento e il suo sprone. A ben guardare l’esperienza in corso non descrive soltanto una fase straordinaria di collaborazione tra forze politiche che hanno già collaborato formando governi insieme e tra altre che, diversamente, sono sempre state rivali come il PD e la Lega o Forza Italia e i 5 Stelle.
In altra parte di questo numero, l’Avanti! ricapitola le precedenti esperienze di unità nazionale per cogliere analogie e differenze con quella in corso e magari qualche utile insegnamento. Quel che qui preme è, invece, di capire se, come e con quali obiettivi potrebbe maturare tra le forze politiche in Parlamento un comune sentire che ispiri alcune scelte che non concernono l’appoggio o l’opposizione al governo Draghi, ma appartengono alla comune responsabilità parlamentare e investono il futuro della Repubblica e della democrazia italiana.
Non credo che al di là dell’emergenza la maggioranza che vota la fiducia possa condividere un progetto politico generale. E non intendo speculare sull’ispirazione politica “socialista e liberale” che da sempre è la nostra e alla quale in un recente passato si è richiamato il presidente Draghi.
Penso piuttosto a come tutte le forze parlamentari potrebbero collaborare nell’ambito che è loro proprio: quello delle riforme costituzionali e della nuova legge elettorale; dunque in autonomia dal governo ma pur sempre in coerenza con la loro responsabilità repubblicana.
In concreto, è a tutti evidente la necessità di adeguare quelle norme della Costituzione che risultano disallineate con l’esito del referendum popolare che ha sancito il taglio del 40 per cento dei seggi della Camera e del Senato. Intanto deve essere chiaro che senza una riforma costituzionale l’elezione – tra un anno – del prossimo presidente della Repubblica, proprio in conseguenza di quel taglio, risulterebbe alterata nella composizione prevista dalla Costituzione con un netto incremento del peso dei delegati regionali a fronte di quello drasticamente ridotto del Parlamento nazionale. Una colpevole inerzia che lasciasse le cose come stanno violerebbe la lettera e lo spirito della Costituzione con conseguenze imprevedibili.

D’altra parte, senza una riforma della vigente legge elettorale Camera e Senato “tagliati” non garantirebbero la rappresentanza di alcuni territori, di alcune provincie, di alcune regioni autonome. E anche questo esito sarebbe in palese contrasto con la Costituzione. Non sfugge poi a chi ha coscienza di come funzionano le nostre istituzioni rappresentative che un Senato di soli duecento membri o sarebbe indotto a recepire col silenzio assenso i provvedimenti varati dalla Camera o non sarebbe in condizione di assicurare ai provvedimenti di legge un esame e una istruttoria adeguati in commissioni mutilate nel numero dei loro membri, impoverite di esperienze e di qualità.

Ebbene, poiché in forza di un referendum popolare la riduzione dei senatori a 200 e dei deputati a 400, è entrata nella Costituzione mentre permane il problema del bicameralismo – cioè di due Camere che replicando lo stesso ruolo e le stesse funzioni rallentando il processo legislativo – perché non fare di necessità virtù?
Perché un vasto accordo parlamentare in cui sarebbero tutti vincitori non potrebbe finalmente produrre un vero big bang della nostra Repubblica parlamentare?
Gli ultimi due anni di legislatura sono più che sufficienti per una revisione che istituisca un’unica Assemblea Nazionale di 600 membri sostitutiva sia della Camera dei deputati che del Senato della Repubblica. In tal modo non solo assorbiremmo in un’unica revisione quelle necessitate dal taglio dei parlamentari ma finalmente supereremmo l’improvvido bicameralismo tante volte denunciato e si doterebbe la Repubblica di un Parlamento monocamerale pienamente rappresentativo, efficiente ed efficace del tutto in linea con le migliori democrazie moderne e proporzionato alla popolazione nel numero dei suoi membri.
Quanto alla legge elettorale vi è un unico sistema che può garantire insieme con la rappresentanza democratica, il pluralismo politico e fondare il diritto a governare sull’espressione quanto più diretta possibile della volontà popolare: è il sistema a doppio turno. Un primo turno garantirebbe a tutte le forze che superano una soglia minima il diritto di tribuna, il secondo turno in forma di ballottaggio tra le forze o le coalizioni più votate assicurerebbe un vincitore certo.
Ecco due occasioni straordinarie per tutti i partiti, di riconquistare con il loro ruolo costituente quel primato della politica logorato da decenni di ritardi, di inadempienze e di vane promesse.

dall'Avanti! n 2 di febbraio-marzo tra poco in edicola.


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« Risposta #6 inserito:: Febbraio 20, 2021, 11:20:12 pm »

Il popolo applaude ed è positivo, … ma che popolo è quello che applaude?

Il popolo è formato da tante persone diverse tra loro, ... è il perché applaude che è da chiarire.
Se il perché è il Male siamo finiti.

E’ dal tempo in cui viveva nelle caverne che ogni tanto applaude, recentemente ha applaudito a Trump come ultima nefandezza.

Noi abbiamo bisogno di Leader democratici e capaci, non di popoli applaudenti come movimento enterico.
ciaooo
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« Risposta #7 inserito:: Marzo 05, 2021, 09:52:26 pm »

Unire le energie anche per superare le carenze che opprimono il turismo Italiano!

Una delle prime aberrazioni da eliminare: considerare il turista un limone da cui spremere soldi trattandolo anche male (soprattutto al Nord).

Migliorare la qualità dei prodotti di base da usare in cucina (a cominciare con lo smettere con il pesce congelato fatto passare per fresco). 
Migliorare la professionalità del personale, la pulizia e l'igiene nell'ambiente (cucina, camere e bagni in primis).

La pandemia dovrebbe avere eliminato gli incapaci, allora che i sopravvissuti lo dimostrino con la loro "differente" qualità del dopo.
 
ciaooo
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« Risposta #8 inserito:: Ottobre 22, 2021, 11:46:20 am »

Draghi sprona i leader europei: fate presto sui prezzi dell’energia

di Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles

Il premier al Consiglio europeo ha sollecitato una soluzione per contenere il rialzo delle bollette. Fra i temi al centro della riunione anche la questione sullo Stato di diritto in Polonia
«Bisogna intervenire al più presto per limitare gli aumenti del prezzo dell’energia, per preservare la ripresa e salvaguardare la transizione ecologica». Il premier Mario Draghi al Consiglio europeo ha spronato i leader Ue e la Commissione ad essere più ambiziosi e ad accelerare sui prossimi passi. La discussione sull’aumento dei prezzi dell’energia, che sta preoccupando per le sue implicazioni la maggior parte degli Stati Ue, è durata più del previsto, circa quattro ore e mezza. A tarda sera i leader non erano ancora riusciti a concordare una conclusione (bloccata dalla Repubblica Ceca).

La discussione sul rispetto dello Stato di diritto in Polonia è stato il terzo punto dopo energia e Covid. Prima dell’inizio della riunione la cancelliera Angela Merkel, che è al suo ultimo vertice (ne ha seguiti ben 107), il presidente francese Emmanuel Macron e il premier spagnolo Pedro Sánchez hanno incontrato separatamente il premier polacco Mateusz Morawiecki. Lo sforzo è stato quello di mediare e di abbassare il livello di tensione in cerca di una soluzione, fermo restando che l’indipendenza della magistratura «non è negoziabile», come hanno detto il premier olandese Mark Rutte e nel suo messaggio il presidente del Parlamento Ue, David Sassoli. Merkel prima dell’inizio ha spiegato che «lo Stato di diritto è una componente chiave dell’Ue, ma dobbiamo trovare il modo di riavvicinarci ancora, perché un diluvio di cause in Corte di Giustizia non è la soluzione». Il dibattito sulla Polonia, aperto dal premier Morawiecki, si è svolto in un clima «sereno», secondo una fonte europea, e i leader Ue sostenendo la linea del dialogo hanno chiesto alla Commissione di usare i meccanismi previsti dai Trattati ed esistenti per far rispettare lo Stato di diritto.

Sull’energia gli interessi in gioco sono molti e cambiano da Paese a Paese. A fare la differenza è l’energy mix, cioè l’insieme delle fonti energetiche utilizzate da uno Stato per soddisfare i propri bisogni, una scelta che è nazionale e che non dipende dalla Commissione. Ma da Bruxelles dipende cosa rientra nella tassonomia verde, cioè quali tipi di fonti potranno essere ritenute «green», un’etichetta importante nel momento in cui la maggior parte degli investitori ha deciso di finanziare solo progetti verdi e sostenibili. Per questo la Francia con altri Paesi sta battagliando perché l’energia nucleare rientri nella tassonomia, mentre altri come la Germania difendono il gas. Mentre i Paesi dell’Est vorrebbero approfittare della crisi energetica per ridimensionare il pacchetto «Fit to 55».

Da - https://www.corriere.it/politica/21_ottobre_22/draghi-sprona-leader-europei-fate-presto-prezzi-dell-energia-e1f33a12-32cc-11ec-ae69-6ee9c02f57eb.shtml?cx_testId=13&cx_testVariant=cx_1&cx_artPos=2#cxrecs_s
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« Risposta #9 inserito:: Maggio 13, 2022, 12:24:48 am »


La forza di Mario Draghi è nella capacità di stare solo sui fatti primari, su ciò che conta.
Senza restare impigliato dal cretinissimo dibattito italiano, quello in cui la guerra è stata ripassata in padella fino a diventare uno dei soliti, tanti, temi da urlo, da ingiunzione temeraria, da astuta ricerca della visibilità attraverso la pretestuosa contrapposizione.

Il viaggio negli Usa è la massima applicazione di questa sua capacità e tutto è favorito dal ruolo di separatore della fuffa dalla sostanza assunto in questi giorni dal governo americano.
La linea di Washington dà molto fastidio perché è fondata su informazioni condivise e aperte ed è costituita da obiettivi coerenti con la dottrina favorevole alla democrazia, allo stato di diritto e alla stabilità mondiale.

Draghi ne è rispettoso e convinto sostenitore, come esponente maturo di quell'occidente chiamato in causa continuamente in questi giorni.

Da -
Il Foglio - Di cosa parlare stasera a cena
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« Risposta #10 inserito:: Maggio 15, 2022, 02:29:27 pm »

Draghi torna dall'America e si arrabbia: Sul Pnrr basta sabotaggi!

Posta in arrivo

ggiannig <ggianni41@gmail.com>
08:13 (6 ore fa)
a me

https://www.ilfoglio.it/politica/2022/05/13/news/draghi-torna-dall-america-e-si-arrabbia-sul-pnrr-basta-sabotaggi--4002008/
 
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