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Autore Discussione: Gianni CUPERLO Oggi qualche nota sparsa. La prima è ancora sul voto oltre Oceano  (Letto 112 volte)
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« inserito:: Novembre 13, 2020, 11:28:44 pm »

Post della sezione Notizie
Gianni Cuperlo
Oggi qualche nota sparsa.
La prima è ancora sul voto oltre Oceano.

Alcuni si chiedono se sia più significativa la vittoria di Biden o la nomina della prima Vice Presidente donna degli Stati Uniti, Kamala Harris.
Direi banalmente che sono entrambi fatti storici e in certa misura combinati: il punto è la sconfitta della espressione peggiore, in quanto la più potente, di una destra prossima a pulsioni autoritarie piuttosto che a una democrazia liberale.
Il fatto che il successo del nuovo Presidente sia stato comunicato dai media del mondo prima che l’uscente si sia congratulato al telefono (come da prassi) è di per sé un episodio rilevante assai.
Al fondo scopre il tentativo della nuova destra sulle due sponde atlantiche: mandare in minoranza i principi dello Stato di diritto, il rispetto delle regole e delle leggi, la stessa sovranità.
Ha ragione Ezio Mauro, la rivoluzione conservatrice non attacca le politiche degli altri, ma la democrazia in quanto tale ritenendola illegittima, abusiva.
Sta qui il compito storico della nuova Amministrazione: riconnettere democrazia e popolo (se volete, capitalismo e popolo).
Non sarà facile anche perché comunque 70 milioni di americani al falso sogno trumpiano hanno ridato fiducia e se è accaduto forse conta qualcosa (ne ha scritto il Financial Times) che nei suoi 4 anni alla Casa Bianca il “despota” della destra abbia rivendicato a sé l’aver fatto aumentare il reddito del quartile più povero della popolazione (il 25 per cento).
Prendersi i voti della cima e della base della piramide sociale, questa è l’insidia che una destra sovranista sconfitta ma non cancellata (politicamente) ha messo in atto. E a questa strategia bisognerà, qui come in America, opporne una più credibile.
Secondo flash sul conflitto Stato-Regioni-Comuni.
L’assetto attuale ha mostrato tutti suoi limiti (che in buona misura risalgono a prima): ripetiamolo allo sfinimento, una pandemia non la governi con 20 sistemi sanitari diversi.
Limiti della burocrazia ci sono: prendiamo il mancato tracciamento, la Protezione Civile aveva provveduto al bando per il reclutamento di nuovi medici, infermieri, tecnici, amministrativi. Hanno risposto in 49mila e i dati sono stati trasmessi alle Regioni. La Toscana ne ha chiamati 242, il Veneto 51, Piemonte, Campania Puglia Calabria nessuno.
Alla domanda su come sia stato possibile la risposta ha scaricato le colpe sulla burocrazia e l’incapacità di  comunicare col sistema sanitario centrale, sarebbe inoltre mancato il personale per le selezioni (sino a sostenere che ancora ieri alcuni direttori generali delle Asl non sapevano della esistenza dell’elenco).
Ecco, così non può funzionare e diventa una priorità porre mano.
Terza nota, qualcuno chiede se si potranno creare delle “enclave” gialle in regioni rosse come sollecitato da alcuni sindaci
Ora, il tema non è nell’immediato questo (ieri la Federazione dell’Ordine dei Medici ha chiesto il lockdown totale).
Detto ciò teoricamente la differenziazione anche dentro la stessa regione è possibile per l’impianto normativo costruito (ma in questa fase si è insistito per soluzioni regionali di colore unico con la motivazione che una gestione su scala provinciale risulterebbe complicata in particolare per la gestione dell’ordine pubblico).
Credo di capire che si stia valutando l’ipotesi di mantenere questo regime per due settimane e, se i dati lo consentiranno, dalla terza avere province che dalla zona rossa passano a misure meno restrittive.
Quarta nota, l’ultimo decreto “Ristori” (ohi ohi questi nomi!) prevede risorse per 2 miliardi e mezzo (credito d’imposta al 60 per cento per tre mesi sulle spese di affitto, contributi a fondo perduto per i mancati incassi, rinnovo della Cassa integrazione per i dipendenti, sospensione del pagamento dei tributi sino a gennaio 2021, assicurazione sulla maggiore rapidità delle erogazioni con versamenti diretti sui Conti Correnti).
È uno sforzo senza precedenti perché senza precedenti è l’emergenza.

Se serviranno altre risorse verranno trovate anche, in caso di necessità, con un ulteriore scostamento di bilancio.
Bon, scusate la lunghezza, per oggi basta così (grazie come sempre per i commenti, questo filo diretto è prezioso più per me che per voi).
Buona serata e un abbraccio

Da – FB del 9 novembre 2020
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