LA-U dell'ulivo
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Autore Discussione: Umanità e Ragione non sono mai in conflitto. L'ignoranza è il vero nemico.  (Letto 279 volte)
darwin
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« inserito:: Settembre 07, 2020, 01:02:11 pm »

Penso che in questo caso non sia necessario parlare dell composizione, troppo famosa.

Solo vorrei ricordare la genialità profonda di Bach nella composizione di fughe.

"Tartaruga: E a lei sembrerà strano, ma è proprio così. In effetti, Bach introdusse ingegnosamente questa melodia in uno dei suoi pezzi musicali più complessi, il Contrappunto finale dell'Arte della Fuga. Quella fu l'ultima riga che scrisse. Quando la sentii per la prima volta, non avevo nessuna idea di come sarebbe stato il finale. Senza nessun preavviso, di colpo, la musica cessò. E poi ... un silenzio di morte. Capii immediatamente che quel silenzio significata la morte di Bach, E' un momento di una indicibile tristezza e l'effetto che ebbe su di me fu dirompente. In ogni caso, B-A-C-H- è l'ultimo tema di quella fuga. Vi si trova nascosto dentro. Bach non lo evidenziò esplicitamente, ma chi lo sa lo riconosce facilmente. Eh, sì .. Vi sono tanti modi ingegnosi per celare le cose nella musica.

.........

...ora mi sovviene che Bach stesso compose acrostici, e questo non deve stupire. In fondo, contrappunto ed acrostico, con il loro celare significati a livelli diversi, hanno molte cose in comune..... ...un acrostico sopra un acrostico.

........

La Tartaruga comincia a suonare B-A-C, ma appena raggiunge l'H, senza preavviso, di colpo, un suono dirompente interrompe bruscamente l'esecuzione. Achille e la Tartaruga si voltano di scatto giusto in tempo per veder cadere dalla mensola dove era stata collocata la Coppa G una pioggia di frammenti di vetro. E poi.... un silenzio di morte." ("Godel, Escher, Bach:un'eterna ghirlanda brillante", Douglas Hofstadter pag. 87-89).

Torniamo al personaggio principale, l'esecutore Albert Schweitzer.

Lungi da esistere una divisione fra la scienza e l'etica, le ragioni dei sentimenti, le due cose sono strettamente collegate. Quello che sembra semplice calcolo del compositore, di sommo ingegno, spinge l'uomo alla bontà, all'amore degli altri. Lo fa con la sua scienza di medico ed i suoi sentimenti pienamente umani.

Egli, che sin da piccolo aveva mostrato una spiccata sensibilità nei confronti di ogni forma vivente, sentì come irresistibile il richiamo-vocazione a spendere la sua vita a servizio dell'umanità più debole. Non fu tuttavia facile, per l'organista e insegnante Schweitzer rinunciare a quella che era stata la sua vita fino a quel momento: la musica e gli studi filosofici e teologici. Schweitzer sapeva però di dover realizzare quanto si era prefissato da vari anni. Scrive nel suo Aus meinem Leben und Denken ("La mia vita e il mio pensiero"):

«Il progetto che stavo per mettere in atto lo portavo in me già da lungo tempo. La sua origine rimontava ai miei anni di studentato. Mi riusciva incomprensibile che io potessi vivere una vita fortunata, mentre vedevo intorno a me così tanti uomini afflitti da ansie e dolori [...] Mi aggrediva il pensiero che questa fortuna non fosse una cosa ovvia, ma che dovessi dare qualcosa in cambio [...] Quando mi annunciai come studente al professor Fehling, allora decano della Facoltà di Medicina, egli avrebbe preferito spedirmi dai suoi colleghi di psichiatria.»
Schweitzer aveva le idee chiare anche sulla sua destinazione una volta ottenuta la laurea in medicina: Lambaréné, una città del Gabon occidentale in quella che era allora una provincia dell'Africa Equatoriale Francese. In una lettera scritta al direttore della Società missionaria di Parigi, Alfred Boegner – di cui l'anno prima aveva letto un articolo sulla drammatica situazione delle popolazioni africane afflitte da lebbra e malattia del sonno, bisognose di un'assistenza medica – Schweitzer spiegò la sua scelta:

«Qui molti mi possono sostituire anche meglio, laggiù gli uomini mancano. Non posso più aprire i giornali missionari senza essere preso da rimorsi. Questa sera ho pensato ancora a lungo, mi sono esaminato sino al profondo del cuore e affermo che la mia decisione è irrevocabile» https://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Schweitzer

"Nel 1914 Hélène e Albert Schweitzer furono messi agli arresti domiciliari a causa della loro nazionalità tedesca. Il 5 agosto di quell'anno, giorno in cui ebbe inizio la Prima Guerra Mondiale, i coniugi Schweitzer vennero dichiarati prigionieri di guerra dai francesi, come cittadini tedeschi che lavoravano in territorio francese. Avevano il permesso di restare a casa, ma non potevano comunicare con la gente né accogliere i malati. Più tardi i francesi li espulsero dall'Africa spedendoli in un campo di lavoro nel sud della Francia. Secondo quanto racconta Edouard Nies-Berger, in Albert Schweitzer m'a dit, «la coppia Schweitzer fu fermata dalle autorità militari francesi per ragioni di sicurezza. Erano entrambi cittadini tedeschi, e la signora S., molto vicina alla Germania, aveva criticato il governo francese in alcune lettere trovate poi dalla censura. A credere a certe voci, Schweitzer era considerato una spia tedesca, e il Kaiser avrebbe avuto intenzione di nominarlo governatore dell'Africa equatoriale nell'ipotesi di una vittoria tedesca. I servizi segreti avevano trovato nel suo baule un documento che certificava l'offerta, e questa storia lo avrebbe perseguitato per il tutto il resto della sua vita.»"

"Complessivamente Albert fece diciannove viaggi a Lambaréné. Ovunque andasse era oberato di impegni: in Africa oltre che medico, era anche il costruttore e l'amministratore dell'ospedale. In Europa insegnava, sosteneva concerti e conferenze, scriveva libri per raccogliere fondi per la sua opera. Spesso veniva insignito di lauree honoris causa e di molteplici riconoscimenti, tanto che la rivista Time lo considerò «il più grande uomo del mondo».

Non era stato né il primo né l'unico medico a inoltrarsi nella foresta vergine, ma il suo pensiero, il suo spirito, la sua personalità erano diventati un riferimento per molti che in tutto il mondo condividevano i suoi ideali, tanto che vari professionisti seguendo il suo esempio si misero a servizio di opere umanitarie o missionarie in Africa. La sua tempra fisica, il suo carattere fermo unito a grande sensibilità e intelligenza, il rispetto per ogni forma di vita, la perseveranza, la fede, la musica d'organo e ogni opera che compiva vivendola appassionatamente, erano i motivi del suo successo. Ciononostante il grande uomo, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, rimaneva notevolmente umile e timido. Confessò a un suo corrispondente svizzero: « [...] Soffro di essere famoso e cerco di evitare tutto ciò che attira su di me l'attenzione.»"

"Nel 1952 fu insignito del Premio Nobel per la Pace con il cui ricavato fece costruire il villaggio dei lebbrosi inaugurato l'anno successivo con il nome di Village de la lumière (villaggio della luce). Nei pochi momenti liberi che aveva, lavorando fino a tarda ora, si dedicava alla lettura e allo scrivere, ma anche questi avevano come scopo finale il mantenimento del suo ospedale a Lambaréné."

QUANTI PARALLELI CON LE ONG MODERNE, CHE PRESTANO LA LORO OPERA A DIFESA DEI DEBOLI IN TUTTO IL MONDO, CHE TANTO E' CAMBIATO DA ALLORA.

i DERELITTI SONO IN TUTTO IL MONDO A CAUSA DEL PROGRESSO.

QUESTE ONG HANNO RICONOSCIUTO DEI DERELITTI ANCHE NEI NOSTRI CONCITTADINI IN LOMBARDIA, DOVE IL LORO AIUTO E' STATO FONDAMENTALE.

E COME SEMBRANO RIDICOLI I NEGAZIONISTI DI IERI A ROMA, CHE DISPREZZANO LA SCIENZA E GLI UOMINI COME ALBERT SCHWEITZER, CON ESSA TUTTA LA CULTURA, COME ABBIAMO VISTO NELLA GRANDEZZA DI BACH.

SONO INCAPACI DI OGNI AZIONE CHE SIA "UMANA", PENSANO SOLO AD OFFENDERE CHI AIUTA GLI ALTRI PER PURO EGOISMO DI PICCOLE E MISERABILI CIANFRUSAGLIE.

https://youtu.be/rajlkxVHQDo
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« Risposta #1 inserito:: Settembre 12, 2020, 11:48:19 pm »

Le radici psicologiche della disuguaglianza

Chiara Volpato
Le radici psicologiche della disuguaglianza

In breve

Come si alimentano le disuguaglianze? Quali processi psicologici impediscono a chi è in condizione svantaggiata di ribellarsi? E chi domina, come giustifica a se stesso e agli altri il proprio privilegio? Una chiave nuova e originale per capire a fondo una delle questioni centrali del nostro tempo.
Le disuguaglianze sono tra le cause principali dell’infelicità collettiva: seminano sfiducia, indeboliscono la coesione sociale e mettono a rischio la democrazia. Perché, allora, i tentativi di contrastarle sono pochi e deboli? Questo libro esamina come le disuguaglianze vengono costruite, occultate, accettate, interpretate, contrastate. Esplora il gioco dei meccanismi di assoluzione o di colpevolizzazione rispettivamente dei dominanti e dei dominati seguendo due diverse prospettive: la prima si sofferma sui processi cognitivi e motivazionali che fanno sì che i privilegiati, che della disuguaglianza beneficiano, si convincono di possedere la ‘stoffa giusta’ e di meritare i propri vantaggi. La seconda ricostruisce i processi di chi subisce la disuguaglianza e la accetta, interiorizzandola.


https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858134153

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« Risposta #2 inserito:: Settembre 23, 2020, 11:54:53 am »

Cremona, il Covid che non finisce mai | L'HuffPost

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ggiannig <ggianni41@gmail.com>
sab 19 set, 09:26 (4 giorni fa)
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https://www.huffingtonpost.it/entry/cremona-il-covid-che-non-finisce-mai_it_5f64927fc5b6b9795b0eff0e
 
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« Risposta #3 inserito:: Settembre 23, 2020, 12:19:24 pm »

Ippolito: "L'aumento dei casi di Covid non dipende dal rientro a scuola"

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Arlecchino Euristico
dom 20 set, 11:23 (3 giorni fa)
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Il direttore scientifico dello Spallanzani: "È presto per trarre conclusioni. I numeri fortunatamente sono piccoli e le variazioni giornaliere possono esserci" -

https://www.agi.it/cronaca/news/2020-09-20/aumento-contagi-non-dipende-da-rientro-scuola-9706869/

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« Risposta #4 inserito:: Settembre 24, 2020, 12:53:12 pm »

Il Paese dei governatori dove il leader conta più del suo partito | Rep

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ggiannig <ggianni41@gmail.com>
mer 23 set, 08:19 (1 giorno fa)
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https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/09/22/news/elezioni_voto_analisi-268216650/
 
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« Risposta #5 inserito:: Ottobre 09, 2020, 12:21:12 pm »

La grande corsa del bene | Rep

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Arlecchino Euristico
12:02 (15 minuti fa)
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https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2020/10/08/news/la_grande_corsa_del_bene-269923548/

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