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Autore Discussione: Calabria, l’odio che nasce dagli sbarchi. ... E "altro" dal SUD.  (Letto 2635 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Agosto 03, 2020, 07:28:41 pm »

Calabria, l’odio che nasce dagli sbarchi

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« Ultima modifica: Novembre 19, 2020, 06:45:12 pm da Admin » Registrato
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« Risposta #1 inserito:: Novembre 19, 2020, 06:39:42 pm »

Ha perseguitato Bassolino: premiato da Orlando (quando era guardasigilli) il Pm Sirleo

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« Risposta #2 inserito:: Novembre 19, 2020, 06:47:04 pm »

Arrestato Domenico Tallini: "Sapeva di favorire la 'ndrangheta in cambio di voti"

La Calabria si sveglia con l'inchiesta di Gratteri sul presidente del Consiglio regionale. In carcere esponenti della famiglia Grande Aracri

By Federica Olivo

Venticinque indagati, 19 persone arrestate. Alcune in carcere altre ai domiciliari. Dopo giorni in cui è stata al centro del dibattito per la querelle (non ancora risolta) sul commissario straordinario alla Sanità, la Calabria si è svegliata con un’altra vicenda che la porta alla ribalta delle cronache nazionali. È stata chiamata Farmabusiness l’operazione della procura distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, che ha portato agli arresti domiciliari, tra gli altri, di Domenico Tallini, esponente di Forza Italia, presidente del Consiglio regionale calabrese. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa e scambio elettorale politico mafioso. Secondo la tesi della procura, avallata dal gip, avrebbe contribuito a rafforzare i Grande Aracri, famiglia ’ndranghetista di Cutro, in provincia di Crotone. In cambio, sostengono i pm, per lui ci sarebbero stati dei voti.

Al momento non siamo riusciti a conoscere le posizioni della difesa, ma solo la tesi dell’accusa. La riportiamo, nell’attesa degli interrogatori di garanzia e delle eventuali istanze dei legali.

Nelle 354 pagine dell’ordinanza si ricostruisce una vicenda nata verso la fine del 2013 e riguarda la costruzione di una società destinata a vendere medicinali all’ingrosso. Inizialmente l’idea, assolutamente legittima, di questo business era venuto a una senatrice di origini calabresi. Che, però rinuncerà presto a proseguire l’affare, dicendosi delusa dagli “amici calabresi”.

Tallini ai tempi era assessore regionale uscente e il suo ruolo, scrive il gip, sarebbe stato quello di facilitare la costruzione di questo consorzio. Sapendo di aiutare, in questo modo, il clan che nel progetto voleva reinvestire i suoi soldi. Con i Grande Aracri - alcuni di loro sono in carcere da questa mattina - però, non aveva contatti diretti. Si sarebbe, infatti, interfacciato con un mediatore, Domenico Scozzafava. Che, scrivono gli inquirenti, avrebbe potuto portargli “una pioggia di voti”.

L’attuale presidente del Consiglio regionale della Calabria, scrivono i magistrati, “forniva un contributo concreto, specifico e volontario per la conservazione o il rafforzamento delle capacità operative dell’associazione, con la consapevolezza circa i metodi e i fini dell’associazione stessa, promettendo e assicurando, in cambio del sostegno elettorale”.

In questa dinamica, sostiene l’accusa, avrebbe inserito anche il figlio, diventato consigliere di amministrazione della società. In tal modo, si legge ancora, “rafforzava la capacità operativa del sodalizio nel controllo di attività economiche sul territorio, incrementando la percezione delle capacità di condizionamento e correlativamente di intimidazione del sodalizio, accrescendo la capacità operativa e il prestigio sociale e criminale”. D’altro canto, evidenziano le carte, si sarebbe speso così tanto per il clan pur essendo “era ben consapevole (..) che il lusinghiero ‘ritorno’ elettorale provenutogli dai luoghi di elezione di quella cosca era riconducibile al patrimonio dì intimidazione che la cosca stessa indubbiamente detiene”.

Perché il gip ha disposto gli arresti domiciliari? Perché, si legge nelle ultime pagine dell’ordinanza, il rapporto con il clan dei Grande Aracri sarebbe ancora attivo e il “bacino elettorale” ancora “disponibile”. Soprattutto in vista delle prossime elezioni. Tallini sarebbe, scrive il gip, “in questo momento in grado di approfittare di questa posizione per dispensare ancora favori illeciti in vista della prossima tornata elettorale”. Il riferimento è alle elezioni regionali che, dopo la morte della forzista Jole Santelli, dovranno essere svolte entro aprile dell’anno prossimo.

E dal governatore reggente, il leghista Nino Spirlì, arrivano parole che sanno di presa di distanza. “Le accuse sono gravi, io ho piena fiducia nella magistratura, in Gratteri, per cui aspettiamo l’evolversi della situazione, sperando che si possa arrivare al più presto alla verità - ha detto all’AdnKronos - Le istituzioni non patiscono le pene degli umani, vanno avanti secondo le regole, noi continuiamo ad andare avanti, a barra dritta”. Pesano ancora di più le parole di Matteo Salvini: “Ho mandato gli auguri di buon lavoro a Nicola Gratteri, che conosco e stimo, quando c’è da fare pulizia ben venga chi lo fa. Tallini mi ha attaccato più volte, non ne conosco le vicende, ma se si muove Nicola Gratteri si vede che ha le ragioni per farlo”. Dal Pd bollano come goffa questa sortita del leader del Carroccio, che alle regionali in Calabria correva con Forza Italia e Fdl.  Il commissario regionale del Partito Democratico della Calabria, Stefano Graziano dice: ”È facile prendere le distanze oggi, ma quando c’era da spartirsi le poltrone dell’amministrazione regionale la Lega era lì e non ha battuto ciglio”.

Il pentastellato Nicola Morra tiene a ricordare che Tallini era stato dichiarato impresentabile dalla Commissione parlamentare antimafia. I 5 stelle, dopo l’arresto, chiedono che lasci la presidenza del Consiglio regionale.

Federica OlivoGiornalista, Huffpost
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« Risposta #3 inserito:: Dicembre 13, 2020, 09:58:51 pm »

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« Risposta #4 inserito:: Dicembre 23, 2020, 06:57:10 pm »

Il venerdi grave;- La Repubblica - Storie dall'Italia e dal mondo

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« Risposta #5 inserito:: Marzo 06, 2022, 12:03:32 pm »

Alessandro G.
Premesso che, come noto io scrivo sempre in linea "generale" e raramente accetto il confronto per tesi di parte.

Anche quando prendo spunti da un post, umano, in cui trovo attacchi a persone o situazioni di parte, che ovviamente ignoro.
 
Come noto avverso gli Sfascisti, i seminatori di odio e i falsificatori della realtà.

Rimarco con decisione che noi TUTTI abbiamo bisogno di Serenità anche nelle contrapposizioni.
Se siamo n buona fede.

ciaooo
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« Risposta #6 inserito:: Aprile 06, 2022, 05:14:12 pm »

Matteo Renzi News
 
GUERNICA, O DELLA PROPAGANDA

Che brutta cosa questo fronte interno che non divide solo le persone, ma separa le coscienze.
Persone con le quali hai condiviso per anni la scelta di combattere contro la sofferenza umana e oggi hanno deciso di non riconoscerla nel popolo ucraino massacrato dalla guerra di Putin.
Persone che riescono a dare motivazione alla violenza estrema come se fosse una logica, perfino comprensibile, reazione russa alla presunta provocazione politica dell’Ucraina. O che semplicemente la negano attribuendola alla propaganda Usa e dell’occidente.
Non sono neanche lontanamente sfiorate dal dubbio di essere loro vittime della propaganda russa.
Proviamo a ragionare immaginando un rovesciamento delle parti.
Che giorno era quello in cui l’esercito di invasione ucraino è entrato in territorio russo? Quando è stato che il dittatore Zelensky ha ordinato di radere al suolo le città russe, lasciando migliaia di morti civili sotto le macerie delle loro case, scuole, ospedali? Cosa ha spinto i soldati ucraini a punteggiare di fosse comuni le periferie di Mosca e San Pietroburgo, per tentare di nascondere l’assassinio di centinaia di russi inermi? Intere famiglie russe in fuga, le mani legate dietro la schiena, falciate dai mitra ucraini forniti dall’occidente, o schiacciati nelle loro auto sotto i cingoli dei carrarmati di fabbricazione Usa. Denuncia ufficiale di Amnesty International. Propaganda?
Che dire della violenza sulle donne davanti ai loro figli e mariti, poi tutti fatti a pezzi e bruciati per non lasciare testimoni della barbarie ucraina. Il Tribunale Penale Internazionale sta raccogliendo le prove dei crimini di guerra ordinati in territorio russo dalla cricca di mafiosi nazisti al potere a Kiev. Ma quel Tribunale è sfuggito al controllo Usa e sicuramente sta fabbricando prove false contro gli invasori ucraini. Propaganda?
Certo, anche i russi avranno commesso qualche crimine di guerra. Si sa, la guerra è guerra e se resisti all’invasione di uno straniero che stermina scientificamente la tua gente puoi anche impazzire dall’odio.
Ma il punto fondamentale è chiedersi cosa ci faccia l’esercito ucraino in territorio russo. Perché, istigata dall’occidente, l’Ucraina ha deciso di attaccare la Russia mettendone a rischio non solo la sicurezza, ma la stessa l’esistenza? Immaginate un po'.
La risposta è pronta. L’occidente, aggressivo per sua natura intrinseca, con la sua smania di dominio imperialista globale, non può permettersi l’esistenza di una Russia modello di libertà, progresso sociale e civile, di vera democrazia, che distribuisce giustizia, diritti e benessere ai suoi cittadini.
Sarebbe un esempio pericoloso per i cittadini occidentali che, sicuramente, sfuggiti al controllo della propaganda Usa, si ribellerebbero ai loro regimi oppressivi, dove ogni opposizione è ridotta al silenzio, dove chi osa dissentire va in galera o è assassinato. Dove l’ingiustizia dilaga, come la corruzione, e contano solo pochi ricchi e tanti dissoluti LGBTQ. Il disordine etico dell’occidente non può sopportare l’ordine morale della Russia di Putin, al quale l’umanità intera deve tendere, secondo natura, come dice Kirill, il suo padre spirituale.     

Questo paradossale rovesciamento delle parti è lo sviluppo logico delle tesi sostenute dagli amici di Putin, forse neanche ben compreso da loro stessi. Sostengono che la propaganda occidentale avrebbe ordito un complotto mondiale raccontato da decine di reporter e di Enti osservatori di tutto il mondo, che si spacciano per indipendenti. Immagini truccate, milioni di testimoni falsi per affermare la sua versione.
L’ultima trovata degli amici di Putin è dire che la maggioranza del popolo italiano non condivide la linea europeista ed atlantista del suo governo. Da dove emerge questo? 
C’è stato un sondaggio? Se la domanda era “siete per la pace o per la guerra?” anche io avrei risposto Pace.
La domanda da fare è “siete d’accordo con la decisione di Putin di fare la guerra all’Ucraina?”. E magari una seconda “un popolo invaso da una potenza straniera ha il diritto di resisterle o deve arrendersi rinunciando alla sua indipendenza?”. Il resto consegue. C’è un popolo intero che resiste e a sentirli non si fermeranno prima di aver costretto Putin a trattare una pace giusta. Propaganda?
Una cosa so di certo, folli amici di Putin, non parlatemi più di Guernica. Voi state coi bombardieri, io sto dalla parte dei bombardati. Ho paura come voi, ma sono sempre stato da quella parte.

Umberto Mosso
Da - https://www.facebook.com/  6 aprile 2022
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