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Autore Discussione: VICENDA VISCO, L'ANSA VALUTA AZIONI LEGALI  (Letto 1375 volte)
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« inserito:: Giugno 08, 2007, 04:38:51 pm »

2007-06-07 19:47

VICENDA VISCO, L'ANSA VALUTA AZIONI LEGALI

CDR: BASTA FANGO SULL'AGENZIA

 ROMA - L'ANSA ribadisce che l'avvicendamento alla direzione di PierLuigi Magnaschi non ebbe nulla a che vedere con la pubblicazione di una notizia sull'azzeramento dei vertici della Guardia di Finanza in Lombardia. In relazione alle polemiche suscitate dalle affermazioni dello stesso Magnaschi di essere stato rimosso dalla direzione dell'Agenzia in seguito a quella notizia, l'amministratore delegato dell'ANSA Mario Rosso, che seguì l'intera vicenda, si dichiara "meravigliato e indignato per le mistificazioni e le strumentalizzazioni in atto". "Non permetteremo a nessuno afferma Rosso - di danneggiare l'immagine e il patrimonio di credibilità e professionalità della nostra Agenzia".
A tal fine, l'ANSA sta valutando se adire le vie legali, a tutela della propria reputazione, contro chiunque diffonda falsità sul suo conto o cerchi di strumentalizzare le sue notizie. A fronte di ripetute ricostruzioni non rispondenti a verità, e a conseguenti strumentalizzazioni, l'Agenzia ANSA ritiene necessario chiarire in modo definitivo i fatti inerenti alla vicenda relativa alla pubblicazione della notizia sull'azzeramento dei vertici della Guardia di Finanza in Lombardia, all'origine della polemica innescata dall'ex direttore Magnaschi. Qualsiasi altra versione rileva l'Azienda - "rappresenta una falsità e getta un'ombra sull'Agenzia, che da oltre 60 anni, anche grazie alla sua struttura di cooperativa fra tutti i maggiori editori italiani, garantisce indipendenza, pluralismo e democrazia dell'informazione in Italia". Si precisa anzitutto che i responsabili della Redazione in servizio il giorno in cui si svolsero i fatti riuscirono a contattare il direttore Magnaschi solo dopo la pubblicazione delle prime notizie.
L'ANSA raccolse la sera di domenica 16 luglio 2006 indiscrezioni e voci relative al trasferimento di militari della Guardia di Finanza in servizio in Lombardia. Con un giro di verifiche compiuto sia a Roma sia a Milano, fu possibile risalire al nome dei finanzieri coinvolti nel movimento, con l'indicazione delle cariche ricoperte e delle nuove destinazioni. Inoltre, l'ANSA apprese che i trasferimenti che determinavano di fatto un azzeramento dei vertici della Guardia di Finanza fin ad allora in carica in Lombardia erano da ricondurre alle vicende delle intercettazioni telefoniche relative al caso Unipol. Delle informazioni concordanti raccolte, l'ANSA diede conto in tre notizie (delle ore 22.19, delle ore 22,20 e delle ore 22.37). Nella prima dal titolo "Unipol: azzerati i vertici GdF della Lombardia" - è scritto testualmente: "Tutti i vertici del comando regionale della Lombardia della Guardia di Finanza, del nucleo regionale della Lombardia e del nucleo provinciale di Milano della polizia tributaria delle Fiamme Gialle sono stati azzerati in relazione - secondo quanto si è appreso - alla vicenda delle intercettazioni telefoniche sul caso Unipol". Quella stessa sera, poco dopo la diffusione delle tre notizie ANSA, il viceministro Vincenzo Visco ritenne tramite il suo portavoce - di precisare all'Agenzia che gli avvicendamenti ai Comandi della Guardia di Finanza non erano legati al caso Unipol. Di quanto affermato dal viceministro Visco l'ANSA riferi con notizia urgentissima delle ore 23.32 di quello stesso 16 luglio, del seguente testuale tenore: "Smentisco categoricamente qualsiasi riferimento al caso Unipol negli avvicendamenti ai Comandi della Guardia di Finanza disposti dal Comando Generale della stessa Guardia di Finanza. La notizia è un falso costruito ad arte".


CDR ANSA: BASTA FANGO SU AGENZIA
Il Comitato di Redazione dell'ANSA comunica: "Il Cdr dell'Ansa ricorda che l Agenzia non è al servizio di nessun padrone. E' sempre stata e resta indipendente, imparziale e al servizio dell'informazione e della libertà di espressione del nostro Paese. Nessuna notizia viene censurata, nessuna notizia viene taciuta. Le opinioni e i commenti di chiunque vengono regolarmente trasmessi. L Ansa è l unica agenzia di informazioni che in Italia dà voce a tutti, senza alcuna discriminazione, avendo come missione solo quella di svolgere un servizio pubblico informativo. Tali caratteristiche non sono venute meno in nessuna occasione, e men che meno in quella che da giorni il signor Pierluigi Magnaschi racconta a giornali e in programmi tv. La sua ricostruzione degli avvenimenti che hanno preceduto la messa in rete della notizia sull'azzeramento dei vertici della Guardia di Finanza in Lombardia è del tutto priva di fondamento e niente ha a che vedere con la sua uscita dall'Ansa: la responsabilità di cambiare il vertice giornalistico dell'Agenzia è stata assunta all'unanimità dal Consiglio di amministrazione composto dagli editori di tutti i giornali italiani, di ogni colore politico. Ricordiamo che l'Ansa è stata fondata su un patto tra tutti gli editori, di destra, di sinistra e di centro, ed è sempre stata un baluardo di democrazia per tutta la stampa italiana. Mettere in crisi e sporcare questa tradizione e questo stile giornalistico significa mettere a repentaglio una voce di libertà. Tentativo di cui Magnaschi si sta assumendo la grave responsabilità e che le centinaia di giornalisti che quotidianamente lavorano all'Ansa non sono disposti a veder consumare senza reagire". 
(Ansa)
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