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Autore Discussione: La LegadiSalvini è soltanto la punta, destinata a sciogliersi,  (Letto 291 volte)
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« inserito:: Gennaio 24, 2020, 09:22:46 pm »


La LegadiSalvini è soltanto la punta, destinata a sciogliersi, dell'iceberg leghista che lo supporta e sopporta, fin tanto farò comodo per distrarre la consapevolezza nazionale dalle molte magagne di negatività delle Lega Altre.

Comprese le brutture regionali. 
ciaooo

Su Fb del 23 gennaio 2019
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« Risposta #1 inserito:: Gennaio 28, 2020, 11:19:55 pm »

Dalla Sardegna a Ferrara, il flop delle giunte leghiste

La propaganda di Matteo Salvini si scontra con la realtà. Quella delle regioni dove la Lega governa. Molto male.

Di Mauro Orrico
22 GENNAIO 2020

Domenica, Emilia Romagna e Calabria andranno al voto per rinnovare presidente e consiglio regionale. Matteo Salvini sta puntando tutto sull’Emilia e sulla sua candidata ombra Lucia Borgonzoni per tentare di far cadere il governo Conte 2. La sua propaganda permanente, tuttavia, si scontra con la realtà: quella dei territori, dove la Lega governa, tra flop, tagli alla sanità e scandali. Ma soprattutto quel bilancio provvisorio che pesa su ben quattro regioni governate dalla Lega: Umbria, Basilicata, Sardegna e Sicilia.

Sulla stampa nazionale, con in testa la Rai sovranista e Mediaset, domina il silenzio. Noi abbiamo analizzato ciò che sta accadendo dove gli uomini di Salvini governano, dai tagli alla sanità sarda all’Abruzzo, passando per l’imbarazzante “caso Ferrara” e il modello di “buon governo” veneto.

Sardegna: più cemento sulle coste e soldi alle scuole cattoliche
Poco meno di un anno fa, il 24 febbraio 2019, il senatore della Lega Christian Solinas veniva eletto Presidente della Sardegna. Dal 20 dicembre, la regione è in esercizio provvisorio – dopo due anni di bilanci approvati entro i termini di legge: niente investimenti, tutta la spesa della Regione dovrà rispettare i vincoli di bilancio dell’esercizio precedente. La giunta, tuttavia, ha trovato il tempo di preparare un nuovo Piano Casa che – qualora venisse approvato – farà piovere una pioggia cemento sulle coste e consentirà di costruire anche all’interno della fascia inderogabile dei 300 metri dal mare, facendo a pezzi il Piano paesaggistico regionale targato Soru e la normativa quadro nazionale che disciplina le regole sul paesaggio. Inoltre, la Regione Sardegna ha deciso di destinare 17 milioni di euro alle scuole private, dei quali 10 milioni finiranno nelle casse di scuole per l’infanzia cattoliche. C’è poi il caso dei pastori sardi: costeranno care le proteste dei pastori che la Lega ha saputo strumentalizzare durante la campagna elettorale per le regionali. Sono quasi mille i pastori sotto indagine e già nei prossimi giorni ci saranno le prime udienze di alcuni procedimenti: l’accusa è di blocco stradale, un reato che era stato depenalizzato a illecito amministrativo ma che è stato ripristinato dal Decreto Salvini (o Decreto Sicurezza).
In un anno di governo, era davvero difficile che la giunta Solinas potesse fare di peggio.

Gli scandali di Ferrara
Il caso è stato sollevato da Piazza Pulita su La7, attraverso un audio originale mandato in onda durante la trasmissione. Il 19 novembre 2019, il vicecapogruppo in consiglio comunale, Stefano Solaroli, ha proposto all’allora sua collega di partito Anna Ferraresi, da mesi considerata una piantagrane per le sue continue denunce sul degrado in città, di accettare l’assunzione a tempo indeterminato presso il Comune di Ferrara a 1400 euro al mese. La donna avrebbe dovuto fare la hostess presso il nuovo servizio turistico realizzato in città con trenini e autobus, che però è gestito da una società privata. Nell’audio si sente Solaroli dire: “A me sei venuta in mente te prima di tutto perché sei una rompicazzo, così ti cavo dai coglioni e non ti vedo più”. Da Matteo Salvini non c’è stato alcun commento, mentre il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, si è limitato a promettere approfondimenti sul caso.

Un’altra vicenda ha acceso, negli ultimi giorni, i riflettori su Ferrara: il vicesindaco leghista, Nicola Lodi detto Naomo, continua a mantenere la casa popolare assegnatagli quando era un barbiere nonostante oggi percepisca lo stipendio di 4.800 euro al mese, emolumento aumentato del 10% dalla nuova giunta leghista rispetto all’amministrazione precedente. Ad agosto si era anche vantato su Youtube di aver montato la vasca idromassaggio, che ha poi dovuto smontare perché le modifiche non erano autorizzate. (Leggi qui il nostro articolo)

Intanto le opposizioni denunciano il degrado dilagante in città, un tema che era stato il cavallo di battaglia della destra in campagna elettorale.

Abruzzo: tagli per 78 milioni alla Sanità
Sulla sanità abruzzese è calata la scure sovranista: per i cittadini-pazienti si prevede una batosta da 78 milioni di euro accompagnata dalla minaccia di un altro commissariamento ad appena tre anni dall’ultimo. I tagli programmati dalla Giunta guidata da Marco Marsilio (FdI), si traducono in una diminuzione dei ricoveri, meno farmaci ospedalieri (con una sforbiciata prevista di 15 milioni), meno farmaci convenzionati (altra dieta da 3,7 milioni) e dispositivi medici in dotazione ai reparti (altra strizzata da 15,2 milione), anche quelli per scopi diagnostici come Tac ed ecografi, e meno servizi ospedalieri (qui il taglio previsto è di 10,4 milioni). Inoltre, aumentano le liste d’attesa, l’assistenza è più carente e altri ridimensionamenti sono in vista oltre a quelli che rendono già difficile la vita tra ospedali.

Sardegna, Basilicata e Umbria in esercizio provvisorio
Sardegna, Basilicata e Umbria non sono riuscite ad approvare il bilancio regionale nei tempi previsti dalla legge e andranno in esercizio provvisorio, con tutto ciò che ne consegue ad iniziare dal blocco degli investimenti.

In Umbria, la neo presidente leghista Donatella Tesei in carica da meno di due mesi aveva promesso la svolta, ma neanche la sua giunta è riuscita ad approvare il bilancio di previsione 2020-2022. Così, anche qui è arrivato l’esercizio provvisorio, approvato con i voti favorevoli della maggioranza (Lega, FdI, FI, Tesei presidente per l’Umbria) e i voti contrari dell’opposizioni di sinistra e M5S.

Caos Sicilia, tra esercizio provvisorio e vitalizi
Il 21 gennaio, l’Assemblea regionale ha bocciato l’autorizzazione all’esercizio provvisorio del bilancio della Regione previsto per tre mesi. La maggioranza è stata sconfitta dalle opposizioni, ma il giorno dopo il governo regionale ha riscritto il testo ed è passata la legge che sblocca la spesa fino a marzo. Intanto i leghisti entrano in giunta: nel rimpasto di governo alle porte, l’assessorato all’Agricoltura andrà ad un uomo di Salvini.

Un’altra brutta figura i leghisti in Sicilia l’hanno fatta con l’ex deputato regionale Tony Rizzotto che è stato dichiarato ineleggibile. Eletto nella lista Noi con Salvini, non si era dimesso dall’ente di formazione Issford entro il termine di 90 giorni, come previsto dalla legge, ed ora decadrà dalla sua carica.

Pare non ci sia via d’uscita invece sullo scandalo vitalizi in regione: il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare la legge regionale dello scorso novembre sul taglio dei vitalizi, considerato insufficiente. Sono 149 i vitalizi erogati dall’Ars con un costo di 18 milioni di euro. Il taglio era stato imposto dal governo ed ora, il lungo braccio di ferro fra regione e Stato centrale finisce davanti alla Corte Costituzionale.

Lombardia: inchieste e tangenti
Matteo Salvini è sempre molto silente quando si parla di Lombardia. In questi anni diversi filoni di inchieste hanno riguardato la Regione Lombardia e le sue partecipate, coinvolgendo anche figure di primo piano della Lega. A maggio, in 43 sono stati arrestati tra imprenditori (soprattutto del settore rifiuti) e dirigenti pubblici e politici di centrodestra. Hanno colpito gli arresti dei più conosciuti Tatarella (consigliere comunale a Milano) e di Altitonante (sottosegretario del governatore lombardo Fontana). Il presidente Attilio Fontana è stato indagato per abuso d’ufficio su un incarico all’ex socio di studio. Per Salvini si è trattato di “attacchi vergognosi”.
In questi anni, diverse figure di primo piano della Lega sono state coinvolte nell’inchiesta, come ll’assessore alla Sanità Bresciani, il presidente della commissione sanità Rizzi, a cui trovarono le banconote nel freezer.

La sanità è stata la grande mangiatoia. Ma non solo.
Nel 2017 è stato arrestato l’assessore alla casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, con l’accusa di aver comprato da due esponenti della ‘ndrangheta un pacchetto di preferenze per la sua elezione nelle regionali del 2010. Massimiliano Romeo, ex consigliere lombardo e capogruppo al Senato della Lega, è stato condannato a 1 anno e 8 mesi per le spese pazze al Pirellone.
E poi ci sono i casi ben più noti di Siri, Arata, Rixi. Da Milano a Roma la lista di imputati, indagati e condannati si allunga di mese in mese.

Rimborsopoli Piemonte
Il 24 luglio 2018 le condanne hanno travolto la Lega: due deputati leghisti (il capogruppo alla Camera Riccardo Molinari e Paolo Tiramani) e una di Fratelli d’Italia (Augusta Montaruli) erano tra i 25 condannati e arrestati dalla Corte d’appello di Torino nel processo sull’uso dei fondi pubblici ai gruppi consiliari della Regione Piemonte durante il mandato (2010-2014) in cui il presidente era Roberto Cota, pure lui condannato. Va precisato che il 18 novembre 2019, la Cassazione ha annullato alcune condanne come quella di Molinari, che è stato assolto. Ci sarà invece un appello bis per Cota, Tiramani e Montaruli. È stata confermata invece la condanna più alta a 4 anni e sei mesi inflitta a Michele Giovine.
Il processo riguardava lo scandalo Rimborsopoli: cene, pranzi, spese di rappresentanza, trasferte, alberghi e anche tosaerba, bigiotteria e le celebri ‘mutande’ verdi di Cota.

Veneto: aumenti autostradali e scandalo Mose
Il Veneto è considerato dai leghisti un simbolo di buon governo, ma la realtà, ancora una volta, è ben diversa. Dal primo gennaio 2020, sono scattati gli aumenti dei pedaggi sulla rete autostradale gestita in Veneto dalla Cav. Alcuni esempi: la tratta Mestre-Padova est passa da 2,80 a 3 euro e per i veicoli in Classe 5 (mezzi pesanti) gli aumenti potranno arrivare fino a 60 centesimi sulla Venezia-Padova. Sulla vicenda, la Regione Veneto non ha proferito parola.
Intanto Venezia continua ad affrontare le emergenze periodiche dovute all’acqua alta. Corruzione, frode fiscale e finanziamento illecito dei partiti: sono le accuse formulate dai pubblici ministeri, il 4 giugno 2014, con cui si è aperta una delle inchieste giudiziarie più scioccanti, definita da alcuni “la nuova Tangentopoli d’Italia”, quella sul Mose. Il progetto architettonico, fortemente voluto dagli uomini della Lega da sempre alla guida del Veneto, doveva separare la laguna di Venezia dalle acque del mar Adriatico in vista di possibili allagamenti. Il progetto si è rivelato un costosissimo fallimento e tra gli arrestati c’è anche l’ex presidente della regione Veneto Giancarlo Galan, che guidava una giunta a maggioranza leghista e oggi vive da eremita nella sua villa, sottraendosi ad ogni intervista. Mentre Venezia continua lentamente ad affondare.

Ndr. Per segnalare eventuali inesattezze o errori, contattare la nostra redazione. Pubblicheremo prontamente le correzioni necessarie. Insulti o minacce all’autore o alla redazione di FACE Magazine.it saranno segnalati e denunciati presso le Autorità competenti.

DI MAURO ORRICO
SALENTINO DI ORIGINE, ROMANO DI ADOZIONE, È LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE (LA SAPIENZA) CON MASTER IN TUTELA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI. HA LAVORATO PER RAI3 E LA7D. DA 12 ANNI È ANCHE ORGANIZZATORE DI EVENTI DI MUSICA ELETTRONICA E CULTURA INDIPENDENTE. NEL 2014 HA FONDATO FACE MAGAZINE.IT DI CUI È DIRETTORE EDITORIALE.

Diretto da Mauro Orrico | P.Iva 04033130750

Da - http://www.facemagazine.it/disastro-lega-dalla-sardegna-al-caso-ferrara-il-flop-delle-giunte-leghiste/?fbclid=IwAR3O6PF_eLrAnONo6y5UzKM3PE6UbU5mygqHevW8otOtlktWM9vs2M
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« Risposta #2 inserito:: Febbraio 03, 2020, 06:05:32 pm »

Nasce la nuova Lega di Salvini. La vecchia diventa una 'bad company'

08:50, 01 febbraio 2020

Di Federica Valenti

Al consiglio federale del vecchio Carroccio, il segretario rintuzza i malumori interni sulla candidatura di Borgonzoni e smentisce le frizioni con Giorgetti. E annuncia un nuovo "tour", con l'obiettivo di aumentare i consensi nelle grandi città
Nuova lega congresso Salvini Giorgetti

Matteo Salvini chiude definitivamente il portone della 'Lega Nord' e avvia il processo di rifondazione della 'Lega Salvini premier', movimento nazionale creato due anni fa. Il senatore milanese, militante del partito di Umberto Bossi dal 1990, da venerdì non è più il segretario federale del partito fondato dal Senatur il 9 febbraio del 1991, nel congresso di Pieve Emanuele. Bossi assente, il Consiglio federale del 'vecchio Carroccio' ha dato il via libera "all'unanimità" - ha tenuto a precisare lo stesso Salvini - al commissariamento degli organi del movimento 'nordista'. Ex giornalista della 'Padania', tra i più cari amici di Salvini, il deputato milanese Igor Iezzi è stato nominato commissario federale.

Una 'scatola vuota' con i debiti
Il partito, di cui Bossi rimane presidente a vita, non chiuderà anche perché titolare del debito con lo Stato per la condanna sui rimborsi irregolari tra il 2008 e il 2010. Ma rimarrà una sorta di 'scatola vuota'. Salvini, che era segretario federale della Lega Nord dal dicembre 2013, succeduto all'ex mentore Roberto Maroni, ha parallelamente dato il via a un processo di riorganizzazione e rinnovamento della formazione che porta il suo nome al fianco della dicitura 'premier' (a sottolineare che l'obiettivo di tornare al governo rimane ben saldo).

Parole chiave del processo di "ristrutturazione": allargamento, presenza sul territorio e attenzione ad altri elettorati e temi. Durante il consiglio federale, per esempio, il segretario leghista ha parlato a lungo del voto in Emilia-Romagna e si è concentrato molto sul dato deludente - a suo avviso, decisivo per la sconfitta - registrato dalla Lega nelle grandi città. La Lega Salvini premier, che "entro dieci giorni" avvierà un percorso di congressi locali, provinciali e regionali, lungo almeno un anno, fino al congresso nazionale: entro la prossima settimana poi sarà strutturata in dipartimenti tematici.

Significativa la decisione del leader di via Bellerio - che ha voluto sottolineare come il suo movimento sia "compatto" - di assegnare la guida del dipartimento Esteri a Giancarlo Giorgetti. Il gesto è apparso ai più una risposta alla debolezza in politica estera fino a ora mostrata da Salvini, che in passato hanno portato a critiche per la vicinanza con la Russia di Vladimir Putin, all'isolamento in Europa per l'adesione all'asse di Visegrad e dei sovranisti.

Il 'capitano' difende Borgonzoni
Nel corso del consiglio federale, Salvini scandisce la 'road map' ai suoi. E fa autocritica sulle elezioni emiliano-romagnole. Ma non si risparmia una 'stoccata'. "Ho letto qualche commento di troppo su Lucia", dice con riferimento alle critiche mosse dagli alleati nei confronti di Borgonzoni dopo la sconfitta (il segretario è però consapevole anche di qualche malumore interno sulla candidatura della senatrice bolognese). "Lucia ha preso 31 mila voti più della coalizione, quindi la questione è chiusa qui", scandisce difendendo Borgonzoni, che sarà responsabile del dipartimento Cultura.

"Sommando i voti andati alla lista Borgonzoni presidente e quelli alla lista Lega, in Emilia-Romagna abbiamo mantenuto il risultato delle Europee. Ed e' un grande risultato", afferma poi ai suoi. "Lasciamo al Pd i suoi festeggiamenti. Solo il fatto che il loro candidato abbia vinto con il 51% per noi è una vittoria”. “Che il governo duri settimane, mesi o anni, dobbiamo pensare a noi: lavorare e migliorare noi stessi. Dobbiamo strutturarci e cercare di parlare anche a un elettorato, come quello della grandi città, più attento ad altre tematiche, con esigenze e visioni diverse, al quale facciamo storicamente fatica a parlare".

In conferenza stampa dopo il federale, Salvini è un fiume in piena di iniziative. "Abbiamo messo in calendario per lunedì 17 febbraio, a Roma, la prima riunione di tutti gli amministratori locali della Lega perché ormai siamo a quota 200, tra consiglieri, assessori e governatori, faremo battaglie comuni da Nord a Sud". "Entro la settimana prossima - annuncia - completiamo la squadra dei dipartimenti che serviranno a strutturare e uniformare il nostro messaggio, mancano tre/quattro caselline ma sostanzialmente ci siamo".

La nuova squadra del Carroccio
Oltre a Giorgetti che si occuperà di Esteri, e Borgonzoni di Cultura, ci sarà l'assessore umbro alla Salute Luca Coletto (ex assessore di Luca Zaia), l'ex sottosegretario all'Ambiente Vannia Gavia, l'ex vice ministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi - dimessosi dopo la condanna nell'ambito dell'inchiesta sulle spese dei consiglieri regionali liguri - e l'ex ministro alla Famiglia, Alessandra Locatelli, che si occuperà di disabilità. "Stiamo costruendo la squadra con estrema attenzione", sostiene Salvini.

Il segretario leghista poi annuncia un week end di tesseramento per il 14, 15 e 16 febbraio e il "giro d'ascolto" in tredici tappe nelle città che lo vedrà impegnato a febbraio. "Si riparte assolutamente motivati", promette.
"Tecnicamente abbiamo proceduto al commissariamento, come da congresso della Lega, di tutti gli organismi regionali ed entro dieci giorni nasceranno tutti gli organismi regionali della Lega Salvini premier, che, nell'arco del 2020, andrà a fare tutti i congressi fondativi delle sezioni delle province e delle regioni, per avere entro il 2020 tutti gli organismi eletti dai militanti che saranno iscritti", aggiunge.

"Tutti i passaggi sono stati votati all'unanimità dei presenti", sottolinea. "Lasciamo alle fantasiose ricostruzioni giornalistiche i dissidi con Giorgetti, Tizio e Caio. Non è cronaca, ma desiderio di qualcuno. Purtroppo per qualcuno siamo un movimento compatto e lo rimarremo". Ma dobbiamo "fare meglio nel dialogo con le grandi città non solo a Bologna, ma anche a Roma, a Torino, a Trento, stiamo già ragionando sia su candidati, su progetti e su squadra sia Milano sia a Roma per farci trovare pronti".

Durante il consiglio federale, il segretario e il suo vice, che, dall'alto del suo lungo cursus politico, ha espresso in passato posizioni non sempre in linea Salvini, hanno pubblicamente scherzato sui retroscena di stampa che li hanno descritti divisi dopo il voto in Emilia-Romagna.
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Da - https://www.agi.it/politica/nuova_lega_congresso_salvini_giorgetti-6987591/news/2020-02-01/
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