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Autore Discussione: Le circoscrizioni, ... future.  (Letto 94 volte)
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« inserito:: Giugno 03, 2019, 09:11:57 pm »

Le Europee

Le circoscrizioni, quando e come si vota, gli obiettivi dei partiti italiani

Di STEFANO BARRICELLI E SERENELLA RONDA 21 maggio 2019,17:25
EUROPEE 2019 M5S LEGA  FDI  PD  +EUROPA  SINISTRA  EUROPA VERDE

Domenica 26 maggio gli italiani tornano aIle urne. Per rinnovare sindaci e consigli comunali di oltre 3.800 comuni ma soprattutto per scegliere i 76 deputati nazionali del nuovo Parlamento europeo: 73 più i 3 che entreranno in carica a Brexit consumata. Ad avere diritto di voto sono 51.073.042 tra uomini (24.744.762) e donne (26.328.280): di essi 49.413.168 risiedono in Italia e in Paesi extraeuropei, 1.659.874 in Paesi Ue. Complessivamente le sezioni sono 62.047.

Cinque circoscrizioni
I seggi, come di consueto, resteranno aperti dalle 7 alle 23 (in altri Paesi, come la Gran Bretagna, si parte già giovedì ma lo scrutinio parte in tutti alle 23). L''Italia viene divisa in cinque grandi circoscrizioni elettorali: nord-occidentale (I), nord-orientale (II), centrale (III), meridionale (IV) e insulare (V).

Le schede elettorali
Al momento di entrare in cabina gli elettori riceveranno una scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione: grigio per l'Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, Lombardia), marrone per l'Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), fucsia per l'Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), arancione per l'Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e rosa per l'Italia insulare (Sicilia, Sardegna). I candidati di ciascuna lista variano da una circoscrizione all'altra, fatta eccezione per alcuni leader schierati da più parti.

Le preferenze
Si vota, come in tutti i Paesi, con un sistema di tipo proporzionale: la soglia di sbarramento, sotto la quale si resta fuori, è del 4%. Non ci sono coalizioni, ciascuna lista corre per sè. Il voto si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa avuta dagli scrutatori, il segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta o nel rettangolo che lo contiene. Si possono votare fino a tre candidati compresi nella lista votata ma nel caso di più preferenze esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l'annullamento della seconda e della terza.

Una sola preferenza può essere espressa per i candidati compresi nelle liste di minoranze linguistiche. Secondo la più recente giurisprudenza, l'elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda per esprimere nuovamente il proprio voto. Il presidente gli consegnerà una nuova scheda e inserirà quella sostituita tra le "schede deteriorate".

Gli italiani all'estero
Gli italiani residenti all'estero in Paesi Ue possono votare per candidati compresi nelle liste presentate da partiti e movimenti politici nel Paese di residenza per i membri al Parlamento europeo di quel Paese, presentando una domanda ad hoc, oppure possono votare per candidati compresi nelle liste presentate in Italia dai partiti e movimenti politici per i membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia.

Si tratta di elettori iscritti d'ufficio nelle liste elettorali e che eserciteranno il diritto di voto negli appositi seggi costituiti dalle rappresentanze diplomatiche e consolari del Paese Ue di residenza. Possono votare presso le sezioni elettorali istituite negli altri Paesi membri dell'Unione europea anche gli elettori che si trovino temporaneamente all'estero per motivi di lavoro o di studio, nonché gli elettori familiari con essi conviventi che abbiano presentato domanda entro il 7 marzo scorso.

Gli italiani residenti all'estero in Paesi non appartenenti all'Unione europea devono invece necessariamente venire in Italia a votare, presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali. Per le elezioni europee non e' previsto infatti il voto per corrispondenza all'estero. I cittadini di altro Paese dell'Unione europea residenti in Italia, che intendano votare esclusivamente per i membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, possono esercitare il diritto di voto in Italia (ma per farlo devono aver presentato apposita domanda al comune di residenza entro il 25 febbraio scorso).

Documenti di identità
Per esercitare il diritto di voto bisogna esibire una carta d'identità o altro documento d'identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione; una tessera di riconoscimento rilasciata dall'Unione nazionale ufficiali in congedo d'Italia, purché munita di foto e convalidata da un Comando militare; una tessera di riconoscimento rilasciata da un Ordine professionale, purché munita di foto. Vale anche l'eventuale ricevuta della richiesta della Carta di identità elettronica (che contiene fotografia, dati anagrafici del richiedente e numero della Cie cui si riferisce).

La tessera elettorale
La tessera elettorale si rinnova presso l'ufficio elettorale del comune di residenza; gli elettori che hanno necessità di rinnovarla sono invitati a recarsi per tempo presso tale ufficio al fine di evitare una concentrazione delle domande nei giorni immediatamente antecedenti ed in quello della votazione; l'ufficio elettorale resterà comunque aperto dalle 9 alle 18 venerdì 24 e sabato 25 e per tutta la durata delle operazioni di voto, dalle 7 alle 23 di domenica.

(Stefano Barricelli)

 

Gli obiettivi dei partiti italiani
La competizione elettorale assume una valenza anche politica, con possibili ricadute sulla tenuta stessa del governo. La sfida, infatti, è tutta interna alle forze che sostengono l'esecutivo Conte, con la Lega che punta a diventare il primo partito italiano e sorpassare i 5 stelle, così da ribaltare gli attuali equilibri di forza. Mentre il Movimento 5 stelle ha come obiettivo quello di non perdere terreno e accorciare lo 'scarto' di voti che, secondo i sondaggi, li separerebbero dai leghisti.

Allo stesso tempo, i pentastellati puntano a non essere 'scavalcati' a sinistra dal Pd. La sfida elettorale si giocherà a suon di consensi, resa ancor più competitiva dal sistema di voto per le europee, ovvero una legge elettorale puramente proporzionale, con sbarramento al 4%, e un massimo di tre preferenze rispettando la rappresentanza di genere.

Movimento Cinque Stelle
È la seconda competizione europea per il Movimento fondato da Beppe Grillo. Ma se alle elezioni politiche i pentastellati hanno via via consolidato e aumentato il loro consenso, diventando - come era già accaduto nel 2013 quando superarono di una manciata di voti il Pd - il primo partito in Italia alle elezioni politiche del 4 marzo del 2018, con oltre il 32% di voti, alle scorse elezioni europee nel 2014 i 5 stelle non hanno incassato un eguale consenso, ottenendo poco più del 21%, pari a 17 eurodeputati. Per i 5 stelle la prossima sfida elettorale si gioca su due fronti: tentare di non perdere terreno rispetto all'alleato leghista, e non farsi 'sorpassare' dal Pd.

Per i pentastellati la soglia minima sotto cui non andare è il 20%. Quanto al Parlamento Ue, Luigi Di Maio - che ha puntato su 5 capoliste donna - mira a dar vita a un nuovo gruppo (attualmente fa parte di Europa della Libertà e della Democrazia Diretta, Efdd, assieme a Farage) che sia 'ago della bilancia' per sfilare la maggioranza a Ppe e Pse.

Dopo un avvio dei lavori un po' 'tormentato', a seguito dell'incontro con alcuni esponenti dei Gilet gialli da cui poi il leader M5s ha preso le distanze, al momento sono 5 gli 'alleati' dei 5 stelle: gli estoni del movimento di centro e ambientalista Elurikkuse Erakond, il partito di estrema destra polacco Kukiz'15, gli ambientalisti croati di Zivi Zid, i greci del partito dell'agricoltura e dell'allevamento Akkel, i finlandesi di Liike Nyt.

La Lega
La vera sfida della Lega è diventare il primo partito italiano, puntando a oltrepassare il 30% dei consensi e, soprattutto, 'staccare' gli alleati del Movimento 5 stelle di una decina di punti per ribaltare gli equilibri di forza interni al governo. Alle politiche dello scorso anno la Lega, alleata con Forza Italia e Fratelli d'Italia, ottenne il 17,37%. Matteo Salvini in questa tornata elettorale ci ha messo la faccia: è candidato in tutte le circoscrizioni.

Il leader leghista è già stato eletto europarlamentare nella scorsa legislatura, ma si è dimesso dopo l'elezione al Senato il 4 marzo scorso. Le 'ambizioni' salviniane, però, guardano anche all'Europa: il leader del partito di via Bellerio, infatti, mira a incassare un alto numero di consensi che gli consentano di essere la prima forza politica a Bruxelles, per modificare gli attuali assetti e portare le forze di destra a primeggiare sul Ppe, magari 'scippandogli' alcuni alleati, come l'ungherese Orban.

Le prime elezioni europee della Lega a guida Salvini, nel 2014, fecero registrare un primo risultato al nuovo leader, dopo il tracollo di consensi a seguito delle inchieste giudiziarie che travolsero il partito e lo storico leader Umberto Bossi: con Salvini la Lega salì dal 4% al 6,15% e incassò 5 eurodeputati. Dal 2015 la Lega siede in Ue nel gruppo Enf (Europa delle Nazioni e delle Liberta'), che riunisce le forze sovraniste, assieme a Le Pen.

Il Partito democratico
La nuova segreteria di Nicola Zingaretti cerca la conferma della sua politica nelle elezioni del 26 maggio. Ovviamente nessuno si pone come obiettivo di uguagliare il risultato delle europee del 2014, quando con Renzi appena giunto al governo toccò il 40,81% e portò in Europa 31 eurodeputati. Più realisticamente, si cercherà di avere un voto in più di quanto raggiunto alle elezioni politiche del marzo 2018, quando con Renzi ancora alla segreteria ma non più a palazzo Chigi giunse al 18,72%.

Il sogno segreto è di superare il M5s, con un sorpasso che porterebbe il Pd ad essere il secondo partito italiano. A livello europeo, l'ambizione è di portare al Pse un numero sufficiente di parlamentari a garantire che gli eurosocialisti restino in maggioranza con il Ppe, sventando il tentativo dei sovranisti di spingere i popolari a lasciare lo storico alleato per spostare verso il centrodestra l'asse europeo.

Forza Italia
Dopo il non eclatante risultato ottenuto alle ultime elezioni politiche, con il 14,01% di consensi diventando il secondo partito all'interno della coalizione di centrodestra dopo la Lega, Forza Italia punta ora a non perdere ulteriori voti e a mantenere percentuali che consentano al partito di contribuire alla tenuta del Ppe di fronte all'assalto sovranista. In campo è sceso direttamente il leader, Silvio Berlusconi, candidato come capolista in tutte le circoscrizioni ad eccezione di quella del Centro dove a guidare la lista c'è Antonio Tajani.

L'obiettivo di Berlusconi - oltre che sperare in un risultato che sgretoli l'asse M5s e Lega e si vada verso un governo di centrodestra assieme a Salvini e Meloni - è quello di far abbandonare il Pse al Ppe, indirizzandolo verso alleanze con le forze di destra. Forza Italia resta saldamente ancorata al gruppo del Ppe, dove ora siede con 13 eurodeputati, grazie al 16,8% di voti ottenuti nel 2014. Difficile che il partito azzurro possa bissare quel risultato. Lo stesso Berlusconi ha recentemente ammesso: "Siamo intorno al 12%, è molto poco, ma spero che con me in campo il consenso aumenti e raddoppi".

Fratelli d'Italia
Il partito di Giorgia Meloni punta a fare il suo ingresso al Parlamento europeo. Nelle scorse elezioni, infatti, Fratelli d'Italia si fermò al 3,7% di consensi che non gli consentì di superare la soglia di sbarramento. Forte di sondaggi che assegnano al suo partito un trend crescente in positivo, Meloni punta a incassare un risultato simile se non superiore ai voti ottenuti alle elezioni politiche del 4 marzo scorso, ovvero il 4,35%.

Se le previsioni venissero confermate, FdI potrebbe eleggere tra i 4 e massimo 5 eurodeputati. In campo è scesa in prima persona la stessa leader, candidata capolista in tutte le circoscrizioni. Hanno fatto discutere, poi, alcuni candidati nelle liste FdI, come il pronipote di Benito Mussolini, Caio Giulio Cesare. Fratelli d'Italia è alleato in Ue con Ecr, il gruppo dei Conservatori. L'obiettivo, ha più volte spiegato Meloni, è di dar vita nel prossimo Parlamento europeo a un'alleanza che vada dai popolari ai sovranisti - con la speranza che "i popolari assumano sempre più le sembianze di Viktor Orban" - e rappresentare un ponte di dialogo tra i popolari e il gruppo di Le Pen-Salvini.

La Sinistra
Tra le formazioni che ha l'obiettivo di raggiungere almeno il 4% per poter mandare a Strasburgo i suoi parlamentari. Nel 2014 raggiunse, appunto, il 4% ed elesse tre deputati. Il tentativo nel presentare la lista è stato quello di ricompattare tutta l'area dopo la fine dell'esperienza di Liberi e Uguali, e unisce sotto il suo simbolo Sinistra Italiana, Rifondazione e tutta una serie di movimenti, mentre alla fine non c'è stato l'accordo con Articolo1-MDP (andrà con il PD) e Potere al Popolo (non si presenterà alle europee).
Quella che rimarrà identica sarà la collocazione della lista nello scacchiere del Parlamento Europeo: il gruppo e' quello della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL).

+ Europa
Anche la formazione guidata da Emma Bonino e Benedetto Della Vedova mira a raggiungere il 4%, in alleanza con Italia in Comune di Federico Pizzarotti e dovrebbe poi aderire al gruppo liberale europeo dell'Alde. Non ha attualmente eletti a Strasburgo e non ha accettato un apparentamento con il Pd.

Lista Europa verde
A contendersi la possibilità di superare la soglia di sbarramento c'è anche Europa Verde, formata dalla Federazione dei Verdi e da Possibile, che si ispira al movimento ambientalista che sta vivendo una seconda fase di successi, dopo anni di declino, tanto che potrebbe diventare un possibile ago della bilancia, insieme all'Alde, nel caso l'alleanza Ppe-Pse, data in calo, avesse bisogno di voti per mantenere la maggioranza a Bruxelles.

(Serenella Ronda)
Da - https://www.agi.it/saperetutto/guida_elezioni_europee_comunali_piemonte-5520417/longform/2019-05-21/#5513376

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