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Autore Discussione: Noi e gli altri - quelli che Non Sono Come Noi.  (Letto 2763 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Gennaio 20, 2019, 09:36:07 pm »

Noi e gli altri
Dietro l’insuperabile solitudine di ogni essere umano
«L’intoccabile tocco»: così si intitola il primo e fondamentale capitolo de L’Arcisenso di Aldo Masullo, professore emerito di filosofia morale all’Università di Napoli Federico II. Il sottotitolo del volume, frutto della riscrittura di diversi interventi, è Dialettica della solitudine, perché il «tocco intoccabile» è proprio quell’impossibilità a sentire l’altro così come ciascuno di noi sente sé, nella singolarità del proprio corpo.
Attingendo all’antropologia fenomenologica, Masullo ribadisce con ricchezza di argomentazioni come sia possibile toccare un essere umano, toccandone il corpo, ma mai sarà possibile condividere il suo sentirsi toccato. Questo non significa incomunicabilità assoluta, semplicemente invece l’inattingibile sentire l’altro da me toccato. Sento di toccarlo, sento che lo sto toccando, ma mai potrò conoscere il suo sentire sé stesso come toccato da me. Non si esiste, se non si sente di esistere, ma il sentirsi dell’altro mai io potrò sentirlo, cosi come nessun altro potrà sentire il mio sentirmi. Questo dunque il significato dell’Arcisenso, quel sentirsi e intoccabile, irrangiugibile. Da qui una dialettica della solitudine che è alla base di ogni esistenza umana.
Da un lato, infatti, sulla scorta di una fenomenologia non ancora smentita, l’io si costituisce nella relazione con altri. D’altra parte però ogni relazione si deve definire priva di autentica intimità: da qui, secondo Masullo, la possibile corruzione del desiderio di relazione in una sorta di guerra di tutti contro tutti, un «antagonismo sociale “che può avere due esiti entrambi nefasti, l’abbandono all’odio oppure il terrore per ogni forma di intimità, che rende superficiali i rapporti, quando non falsi e ipocriti.
Nel quotidiano dobbiamo solo prendere atto della vivacità delle conseguenze di una solitudine che può sorprendere il soggetto, magari ingenuamente fiducioso di poter raggiungere relazioni con un perfetto scambio o addirittura una sovrapposizione di intimità. Dalle sciocche battaglie tra tifoserie da stadio allo scatenarsi di anonimo odio sui social media, esempi di odio inutile sono davanti ai nostri occhi (non che possa esistere un utile odio, però a volte è proprio insensato e senza altro fondamento che se stesso, senza la farmacopea della giusta ira). Accanto a questo, il dettame di galatei che ci spingono a mandare «un abbraccio» a persone di cui non sappiamo e non ci interessa nulla, oppure la libera distribuzione di auguri per le feste, o i dettami delle mode legate alla professione e al censo.
Però, conclude Masullo, se pur paradossalmente, e per l’impossibilita della relazione che il teatro del mondo vive, costruito da una drammatica pluralità? di attori. In certo senso è proprio l’insuperabile solitudine di ogni essere umano ad assicurare la non riducibilità dei molti, a salvaguardare una libertà che sorge quando il singolo soggetto, indipendentemente dalle morali legate a fattori storici, vive un’etica della responsabilità verso se stesso, mentre risponde alle occasioni generate dal tempo in cui si trova a vivere.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Arcisenso. Dialettica della solitudine
Aldo Masullo
Quodlibet, Macerata, pagg. 194, € 17
Maria Bettetini

Da - https://www.quotidiano.ilsole24ore.com/edicola24web/edicola24web.html?testata=S24&issue=20190106&edizione=SOLE&startpage=1&displaypages=2
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« Risposta #1 inserito:: Maggio 21, 2019, 05:32:36 pm »

Asvis
Mission

La missione dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) è quella di far crescere nella società italiana, nei soggetti economici e nelle istituzioni la consapevolezza dell’importanza dell’Agenda Globale per lo sviluppo sostenibile, mettendo in rete coloro che si occupano già di aspetti specifici ricompresi negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs nell'acronimo inglese), allo scopo di:
- favorire lo sviluppo di una cultura della sostenibilità a tutti i livelli,
orientando a tale scopo i modelli di produzione e di consumo;
- analizzare le implicazioni e le opportunità per l’Italia legate
all’Agenda per lo sviluppo sostenibile;
- contribuire alla definizione di una strategia italiana per il
conseguimento degli SDGs (anche utilizzando strumenti analitici e di previsione che aiutino la definizione di politiche per lo sviluppo
sostenibile) e alla realizzazione di un sistema di monitoraggio dei
progressi dell’Italia verso gli SDGs.

Gli obiettivi specifici dell’Alleanza sono i seguenti:

- sensibilizzare gli operatori pubblici e privati, la pubblica opinione e i singoli cittadini sull’Agenda per lo sviluppo sostenibile, anche favorendo una conoscenza diffusa delle tendenze in atto rispetto agli SDGs e di quelle attese per il futuro attraverso l’impiego di tutti i mezzi di comunicazione;
- analizzare implicazioni e opportunità per l’Italia che derivano
dall’adozione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile, nonché ridurre al massimo i costi della transizione alla sostenibilità, individuando, grazie allo sviluppo di strumenti analitici appropriati, i trade-off esistenti tra diverse politiche e proponendo interventi per renderli più favorevoli;
- stimolare la ricerca e l’innovazione per lo sviluppo sostenibile,
promuovendo la diffusione di buone pratiche sviluppate all’estero e
in Italia, nonché lo sviluppo di strumenti analitici utili per valutare
l’impatto delle politiche economiche, sociali e ambientali;
- promuovere un programma di educazione allo sviluppo sostenibile,
con particolare attenzione alle giovani generazioni;
- proporre politiche volte al raggiungimento degli SDGs ed esprimere opinioni riguardo a possibili interventi legislativi, cercando di valutarne l’impatto, con particolare riferimento al superamento dei
divari esistenti tra le diverse regioni del nostro Paese e delle
disuguaglianze tra i diversi gruppi socio-economici;
- identificare le proposte innovative che vengono dal sistema della
ricerca e promuoverne la sperimentazione su scala locale e
nazionale, l’adozione da parte delle imprese e della pubblica
amministrazione;
- contribuire alla predisposizione di adeguati strumenti di monitoraggio per il conseguimento degli Obiettivi in Italia, con riferimento anche a gruppi di stakeholder specifici (imprese) e a contesti territoriali locali (comunità e città), valorizzando al massimo i sistemi esistenti, quali gli indicatori del Benessere Equo e Sostenibile (BES).
Da FB
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« Risposta #2 inserito:: Giugno 04, 2020, 12:40:23 pm »

Il Pretesto, il Nemico inventato, la Mistificazione dei propositi, la costanza dell'odio per gli altri, il trasformismo di convenienza, l'ipocrisia del mentire per scopi di parte, sono alcune armi e comportamenti usati dalla Destra Conservatrice per ingannare.

Per alcuni partiti (la Lega) e componenti, il tutto avvolto nella volontà di fare il Male.

I Conservatori sono la parte della vita politica con cui noi Progressisti Riformatori, pur da avversari, potremmo e dovremmo confrontarci.

Non certo se, come di questi tempi, si lasciano invischiare colpevolmente in movimenti e sommovimenti che puntano allo scontro sociale di fatto.   

ciaooo
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« Risposta #3 inserito:: Giugno 04, 2020, 12:42:42 pm »

Mercoledì 03 giugno 2020
Frasi di Zygmunt Bauman    

“Saper dire di no, saper disobbedire, conservare «eroicamente» questa capacità, l’unica che ci consenta di decidere e scegliere: questo ci serve, per sfuggire all’effetto Lucifero.”

ZYGMUNT BAUMAN
Da FrasiCelebri.it
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« Risposta #4 inserito:: Giugno 20, 2020, 02:24:45 pm »

Zaia questa mattina in TV (Rai3 ore 9,45 del 1giugno) ha affermato "io che sono un europeista convinto", poi ha detto anche altro.

Chi vuole vada a rivedere l’intervista, merita, non voglio fargli pubblicità è già molto bravo lui, … per chi gli crede.

Noi che conoscendo la situazione in regione, intesa come territorio, i suoi precedenti con relativa reputazione e il suoi modi di agire da purosangue veneto, non gli crediamo ma dobbiamo ammettere che è un ottimo equilibrista ed è divertente.

Potrà essere il numero 1 nella LegaNord … se gli converrà.   
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« Risposta #5 inserito:: Giugno 27, 2020, 06:23:09 pm »

La Lega non ha risolto il problema nazionale della regolamentazione dell’immigrazione, nei suoi anni di governo con Berlusconi!

Adesso con la loro solita metodica per convincere i semplici, si rifugia nell'attacco all'avversario di turno sfruttando le "situazioni" e i "pretesti" a proprio vantaggio.

Come hanno fatto nel governo di alcune Regioni.

Nel contempo per alimentare al meglio il Caos simil-grillismo, le viene comodo favorire la Destra Post-Fascista.
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« Risposta #6 inserito:: Luglio 18, 2020, 09:37:02 pm »

RACCONTATECELA ANCORA, DAI!

GIANCARLO GHIGI
18 Luglio 2020

Raccontatecela ancora, dai!
Elezioni 2020, Brugnaretta alla conquista di Veniceland.
 
Premessa
Marco mi guarda e fa di no con la testa. Perder ancora tempo a leggere il programma del PD non può certo avere la sua approvazione. Ma voi sapete già com’è, se uno c’ha la fissa di intuire “cosa capiterà a questo mio paesotto” non può fare a meno di guardare dalle parti di “chi conta”, sempre lì bisogna guardare.

Ad esempio già sappiamo tutto e troppo del sindaco Brugnaro, l’Oligarca, e sappiamo che una sua eventuale rielezione non può che essere sulle tracce de “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”, quello in cui Batman ritorna ma è più cattivo, ancora più collerico e fa solo i suoi interessi. E così prendo in mano il programma del PD. Leggo a pagina 26 che il partito per Venezia propone una sua trovata innovativa: “più turismo e meno turisti”. Rigiro allora il pamphlet tra le mani, controllo la copertina, e si, effettivamente è proprio il programma del PD non una stampata di “Lercio” o dello “Schitto”, eh no accidenti, è impaginato bene, è tipografato con un bel carattere “Ciutadella-Light” da 60.

Torno quindi a pagina 26 e ci riprovo. “Avere ‘più turismo e meno turisti’, più lavoro e più residenti è difficile, ma è una sfida che molte amministrazioni comunali in Europa e nel mondo stanno cercando di vincere attuando politiche integrate e innovative.”. Marco mi guarda e fa spallucce sorseggiando il cabernet di Meolo, sembra dirmi “te la sei cercata”.

Però ammetterete che quel più turismo e meno turisti è veramente suggestivo. Ricorda certe pubblicità degli investimenti a piramide dello schema Ponzi, ricorda certi maghi del lotto sulle tv locali, ricorda il soldino del gatto e la volpe, ricorda il paradosso della crescita infinita. Ci fa ricordare quanto era bella l’infanzia, e quella nostra ingenuità d’un dentino infilato sotto al cuscino, d’una letterina alla Befana. Ma poi c’è stata questa maledetta storia del “maturare” e del “far di conto” che hanno segregato in noi quella dolce ingenuità ai soli sogni notturni e ovviamente a certi programmi elettorali. E così noi Donchisciotte sembriamo ancor più dei vecchi grilli parlanti quando cianciamo che la crescita non sarà infinita, che gli investimenti piramidali sono una bufala per allocchi, e che avere ‘più turismo e meno turisti’ è un ossimoro inascoltabile, una bluffata pubblicitaria come quella della colla ‘che non fa fili e non sporca’.

Così, quasi per consolarmi, apro il gazzettino del 15 luglio e tra i tanti fuochi d’artificio di alleanze ed eterni ritorni -tra tutti Bettin, ma lo metto dopo Bettin- ecco un trafiletto che ci racconta le manovre reali, le Grandi Manovre elettorali di chi conta qualcosa in città. Il trafiletto si intitola “Il Venice Hotel Market organizzato dagli albergatori” e parla di un bel dibattito preparato dal patron Marchi all’aeroporto, presente l’intero gotha dell’industria turistica, con ospiti d’onore Pier Paolo Baretta ed il sindaco Brugnaro.

Ma toh, guarda. Albergatori e logistica turistica si incontrano sotto la sigla audace del “Venice Hotel Market” e si confrontano con i due papi in lizza; non sono certo Jude Law e John Malkovich ma ci sarà da scegliere il futuro sindaco della città. Ai tempi d’oro il buon ingegner Mazzacurati aiutava elettoralmente sia il PD che Forza Italia -uno tanto l’altro come fanno in America quelli che sanno- perché l’importante era che il Consorzio Venezia Nuova vincesse comunque le elezioni. E così oggi rieccoli, pronti alla nuova contesa elettorale. Immagino che Brugnaro prometterà “più turisti spendaccioni” e che Baretta suggerirà invece la formula “più turismo spendaccione”, e poi tanti sorrisi e grandi pacche sulle spalle, e poi una stretta di mano all’oligarca ed un occhiolino audace al burocrate Montiano d’affiancamento, e poi i giornali che contano -di proprietà degli stessi s’intende- suoneranno le loro trombe, e poi qualche gruzzoletto d’euro -trasparente s’intende- verrà speso in social per farti apparire sulla bacheca facebook un bel font “Ciutadella-Light” da 60.

In fondo non servirebbe aggiungere altro. Uno dei paradossi della postmodernità è che la postmodernità nel lungo periodo indubbiamente ci affonda ma al contempo nel breve periodo ci sa rassicurare come un “pan goccioli” del Mulino Bianco, e così questo fatalismo ci è ormai entrato nelle carni, in profondità. Incontri ogni giorno un tizio per strada che ti guarda e ti dice: “La pensione? Ma in pensione io non ci andrò mai!” e se la ride. E ce la ridiamo. Ci spaventa così tanto questa incertezza che l’unica prospettiva che ci pare possibile è che prima o poi accadrà qualcosa che farà restare a galla questa nostra culla, a galla sulle sabbie mobili di uno sviluppo in cancrena. E così questa eterna “fin de siècle” ci appare meno spaventevole e facciamo un salutino alla willy il coyote mentre cade nel precipizio. Ma questa scaramanzia in fondo in fondo non ci rassicura più di tanto, lascia dei vuoti, abbiamo sempre bisogno di nuove promesse per quanto strampalate esse siano, abbiamo un bisogno insaziabile di riti di narrazione, di una messa recitata. Perciò Raccontatecela ancora, dai. Noi intanto accendiamo il maxischermo. La nostra sola priorità è dimenticare le promesse elettorali mancate e tutte quelle altre cose che alimentano il dubbio, il nostro ricordo da diabetici del consenso si è fatto selettivo, astuto. Dai su, crediamoci ancora. Crediamo che l’Hotel Market di Veniceland non farà della strada sotto casa una Cannaregio Street food, non farà della Giudecca la fondaromantica night, no, crediamoci ancora, crediamo che ci saranno meno turisti e più turismo, più turismo e più residenti, più lavoro e più tempo libero, più tassisti e più professori, di più, tutto di più. Amazon ci porterà il gianduiotto di Nico col drone e i cieli saranno liberi dai droni e pieni di aquiloni. Ma soprattutto gli albergatori saranno felici e i facchini pure, saranno tutti contenti, come in sette spose per sette fratelli, e Venezia avrà i colori del Technicolor anni cinquanta.

E se poi, ahinoi, arriverà di nuovo il covid, e se un integralista cattolico si farà esplodere nel padiglione iraniano, e se qualcosa insomma rallenterà questa macchina turistica, la nostra monoeconomia non collasserà completamente, no, perché le favole funzionano bene solo se ci si crede veramente e si battono i tacchi tre volte.

Marco mi guarda e sorride, ora inforca la chitarra. Questa cosa del battere tre volte i tacchi gli ha fatto ricordare la sua canzone. Ma ora voi piuttosto non arrabbiatevi con me. Si poteva parlare con maggiore serietà del programma di chi prospetta “più turismo” a Venezia? No. Si dovrebbe piuttosto parlare di decolonizzazione turistica, di ritessitura economica, di creare esperimenti campione per la riconversione del tessuto produttivo, insomma di cose troppo serie per una campagna elettorale, di cose poco rassicuranti per l’elettore. Molto meglio una fiaba, l’ennesima. Molto meglio vantarsi (come fa il PD Ferrazzi) del fatto che il 75% degli investimenti pubblici sulla città giungano per finanziarne le connessioni aereoportuali, ovvero per impaludarci ulteriormente nelle sabbie mobili di questa monoeconomia totalitaria.

E Bettin?
E a Bettin voglio bene. Si. In questi anni l’ho immancabilmente contestato ma l’ho fatto sempre con grande rispetto. Me lo ricordo specialmente livido nella seduta del 30 gennaio 2012 del consiglio comunale, quando da assessore all’ambiente approvò come una statua di sale i 52 ettari di nuovo edificato a Tessera City, quando non accolse l’emendamento contrario alla sublagunare né quello contro i cambi d’uso alberghieri, quando approvò una fantomatica “linea di forza” per trasportare i turisti da Tessera alle fondamente nuove, quando dette il suo assenso alla variante del piano regolatore che avrebbe fatto sorgere i nuovi mega alberghi alla stazione di Mestre. Me lo ricordo, lì in fondo, plumbeo e silente, ad aspettare di poter premere quel maledetto pulsante verde per poi tornarsene a casa, per chiudere quella farsa. Lo contestavo, ma con rispetto. Me lo ricordavo infatti giovane a Santa Marta raccontato nelle righe di quel suo romantico libello che narrava un “Qualcosa che brucia”. Quel qualcosa lì sotto doveva pur continuare a bruciargli anche in quella triste giornata d’inverno.

Tra le tante porcate che quel piano di assetto del territorio conteneva e contiene, una in particolare allora mi colpì, ed era relativa al passaggio delle grandi navi in laguna. La giunta Orsoni propose altri 18 mesi di “studi” per “definire delle alternative al passaggio delle grandi navi davanti a San Marco”. Una dilazione evidentemente pilatesca. Poi di anni senza alcun studio ne sono passati due e Orsoni fu svegliato una bella mattina all’alba dalla guardia di finanza, e quindi di anni ne sono passati altri sei, per complessivi mesi 96, e di alternative a quelle navi non se ne sono scavate che a forza di motori che grattano sul fondo. E così anche oggi, otto anni dopo, un Bettin dai capelli imbiancati ci illumina ancora, imperturbabile: “sulle grandi navi troveremo la quadra”.

Sorrido, ma solo perché Marco sta cantando.
Ghigi Giancarlo
Venezia, 15 luglio 2020

Da - https://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/brugnaretta/
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« Risposta #7 inserito:: Luglio 23, 2020, 07:26:33 pm »

Sentenza Mediaset, l’ultima verità: il giudice Franco registrava i colleghi | Rep

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https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/07/22/news/sentenza_mediaset_l_ultima_verita_il_giudice_franco_registrava_i_colleghi-262648992/
 
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« Risposta #8 inserito:: Luglio 31, 2020, 06:55:44 pm »

Negazionisti pericolosi ...

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mar 28 lug, 17:22 (3 giorni fa)
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https://www.open.online/2020/07/28/infettivologo-galli-asfalta-convegno-negazionisti-senato-pericolosi-nessuno-aveva-titolo-parlare-virus/
 
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« Risposta #9 inserito:: Agosto 06, 2020, 09:41:28 pm »

Gentismo in Vocabolario - Treccani

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mer 5 ago, 18:49 (1 giorno fa)
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http://www.treccani.it/vocabolario/gentismo_res-3e42a3b8-89c4-11e8-a7cb-00271042e8d9_%28Neologismi%29/
 
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« Risposta #10 inserito:: Agosto 07, 2020, 05:20:12 pm »

Superiamo i vecchi rancori

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Arlecchino Batocio

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Chi avversava la Legge Merlin sembra parente stretto di chi oggi avversa la restituzione del Narodni Dom. Sono le stesse amnesie di malsani nostalgici. Persone che non sanno, o fanno finta di non sapere, che non c'è solo l'orrore di Basovizza, ma anche l

https://invececoncita.blogautore.

repubblica.it/articoli/2020/08/07/superiamo-i-vecchi-rancori/

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« Ultima modifica: Agosto 07, 2020, 05:22:56 pm da Arlecchino » Registrato
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« Risposta #11 inserito:: Agosto 10, 2020, 09:45:22 pm »

Furbetti Montecitorio, la consigliera milanese Anita Pirovano: «Bonus Inps? Non vivo di sola politica»

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https://www.ilmessaggero.it/politica/furbetti_di_montecitorio_chi_sono_deputati_bonus_inps_nomi_anita_pirovano_consigliera_comunale_milano-5397250.html
 
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« Risposta #12 inserito:: Novembre 18, 2020, 05:27:31 pm »

Ciao Rudy

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17:25 (0 minuti fa)
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https://www.repubblica.it/dossier/bravimabasta/2020/11/08/news/luca_bottura-273526886/

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« Risposta #13 inserito:: Novembre 18, 2020, 05:29:00 pm »


Il manuale del negazionista

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Arlecchino Euristico
16:47 (40 minuti fa)
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Che si tratti dei vaccini, dell’evoluzione o del cambiamento climatico, il rifiuto della scienza segue sempre lo stesso copione. Il biologo e divulgatore Sean B. Carroll ci aiuta a riconoscere le argomentazioni retoriche e le forzature usate dai negazionisti per far apparire sensate le loro posizioni insostenibili

https://www.lescienze.it/news/2020/11/17/news/negazionisti_covid-19_coronavirus_vaccini_evoluzione_creazionisti_rifiuto_scienza_polio-4836130/

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