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Autore Discussione: MOVIMENTO 5 STELLE.  (Letto 5985 volte)
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« Risposta #45 inserito:: Febbraio 28, 2019, 06:01:20 pm »

Da doppio mandato a territori, Di Maio prepara rivoluzione

 POLITICA
 Pubblicato il: 21/02/2019 20:49

Di Antonio Atte

Sì alla riorganizzazione territoriale del Movimento 5 Stelle. Ma la rivoluzione pentastellata dovrà ricevere l'avallo della base su Rousseau. Si partirà da una proposta generica, per poi procedere con quesiti sempre più specifici sul nuovo assetto del Movimento: compresa la regola dei due mandati, che finora è sempre stata considerata inamovibile. Dopo il lungo vertice a pranzo con Beppe Grillo e Davide Casaleggio, Luigi Di Maio lascia l'Hotel Forum di Roma e annuncia che sulla svolta c'è l'ok sia del garante M5S che del presidente di Rousseau.

"Abbiamo pranzato insieme e conveniamo tutti che ci sia bisogno di un'organizzazione del Movimento sia a livello nazionale che a livello locale in modo tale da essere competitivi anche alle amministrative", scandisce il capo politico, per il quale "a livello amministrativo di Comuni e di Regioni dobbiamo essere più competitivi". Dunque, aggiunge Di Maio, "inizieremo una discussione con i nostri iscritti sia sull'organizzazione sia su alcune regole che riguardano i consiglieri comunali".

La base sarà dunque probabilmente chiamata a decidere con un voto ad hoc sulla piattaforma Rousseau sulla possibilità di derogare al limite dei due mandati per quanto riguarda i consiglieri comunali. Nel corso del lungo confronto Di Maio, Grillo e Casaleggio avrebbero già iniziato a delineare la geografia del 'nuovo' M5S, dalle strutture territoriali fino ad arrivare a una riorganizzazione a livello nazionale. Il tema del radicamento sul territorio viene considerato prioritario: l'obiettivo è "dare una risposta ai deludenti risultati ottenuti a livello locale". Ma in che modo partirà la consultazione su Rousseau? "Inizieremo con una proposta generica - spiegano all'Adnkronos fonti del M5S - per poi passare a votazioni più specifiche".

Nel frattempo Grillo allontana le voci sui dissidi con Di Maio. "Pace fatta? Non c'è mai stato alcun bisticcio", risponde il comico ai giornalisti lasciando l'albergo romano dove è solito soggiornare. A tenere banco all'interno del M5S sono però le fibrillazioni legate alla vicenda Diciotti. Nonostante i senatori grillini in Giunta al Senato abbiano respinto la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, c'è chi si dice pronto, in Aula, a 'disobbedire' al responso del Blog votando sì al processo, con la possibilità di incorrere in sanzioni disciplinari. Tra questi, la senatrice 'ribelle' Paola Nugnes.

Secondo la collega Elena Fattori, ospite di Otto e Mezzo su La7, "il voto in Aula deve essere un voto di coscienza, io - afferma - valuterò le carte e voterò in coscienza. Ho l'onere e l'onore di avere la competenza per decidere". E aggiunge: "Non so se sarò cacciata, spero di no, anche perché troverei inquietante essere cacciata per salvare Salvini".

"Io non ho notizia" di voti in dissenso, dice però Di Maio dopo il vertice di oggi pomeriggio. "E' chiaro che se si decide su una linea, sono contento se sento dei parlamentari dire che si adegueranno. Anche io a volte sono stato in minoranza ma mi sono adeguato a votare perché quello è un momento di unione". E a chi gli ricorda il risultato di 60 a 40 emerso dalla consultazione online il vicepremier risponde: "Io non credo che si debba usare questo risultato con discorsi alla Cirino Pomicino della Prima Repubblica. Presto ci sarà un'altra votazione e le percentuali non saranno le stesse".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.

Da - https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/02/21/doppio-mandato-territori-maio-prepara-rivoluzione_DAykJJTHjhXkCpzzj7JNYI.html
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« Risposta #46 inserito:: Marzo 22, 2019, 11:02:10 pm »

Tornano le foto hot della Sarti.
I 5S: una legge contro i ricatti
La grillina travolta dal caso rimborsopoli ancora non espulsa dal Movimento.

ll Pd: «Faccia chiarezza sulle telecamere che aveva installato in casa»

Pubblicato il 14/03/2019 Ultima modifica il 14/03/2019 alle ore 09:14

MARIA ROSA
ROMA

È una vecchia storia, ma la Rete non dimentica. Da memorie mai cancellate riaffiorano, tornando virali, le foto hard di Giulia Sarti, la parlamentare riminese del M5S che domenica si è autosospesa in attesa di chiarimenti sulla vicenda dei rimborsi «fantasma» al fondo per le imprese. Gli scatti, che martedì hanno ripreso a circolare su varie chat arrivando anche sui telefonini di politici e giornalisti, sono gli stessi che erano già stati diffusi nel 2013, dopo essere stati rubati da un hacker: gli stessi che Bogdan Andrea Tibusche, ex fidanzato di Sarti, esperto informatico, era riuscito all’epoca a rimuovere.

Le immagini tornano a galla mentre la parlamentare è nella bufera, pochi giorni dopo che il gip di Rimini ha messo fine all’inchiesta nata dalla sua denuncia contro Tibusche, archiviando il fascicolo per appropriazione indebita nell’ambito del caso «rimborsopoli». La parlamentare aveva accusato l’ex compagno di essersi appropriato di fondi versati sul suo conto, annullando i bonifici destinati al fondo per le imprese, un’accusa che il gip ha ritenuto infondata. Per l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera è una spirale infernale. Oltre alle foto, infatti, sarebbe stato messo in circolo un filmato fake, un falso: «Un video con una ragazza dai capelli mori che non c’entra nulla con la Sarti, non è lei e nemmeno gli somiglia, che si accoppia con un tizio» ha spiegato Filippo Roma, l’inviato delle «Iene» autore dell’intervista a Bogdan Tibusche. Emerge anche l’ipotesi dell’esistenza di filmati ripresi in casa Sarti all’insaputa dei presenti grazie a un sistema di telecamere interne. Anche in camera da letto. La deputata appare tuttavia meno vicina a una espulsione finora data per certa: «C’è solo lo 0,1% di possibilità che davvero riesca dimostrare di essere innocente» spiega una fonte del M5S, alle prese con l’ennesimo travaglio interno. Tibusche smentisce di essere coinvolto nella nuova diffusione di immagini hard: «Sono pronto a querelare chiunque metta in giro la voce di un mio coinvolgimento in questo schifo» dice, affermando che «qualche criminale ha salvato quelle foto e hanno continuato a girare. La stessa Sarti tempo fa mi segnalò che giravano su un Google Drive».

Mentre la caccia ai responsabili è aperta, il Garante per la privacy invita i mezzi di informazione a non diffondere dati «relativi alla sfera intima di una persona» e si solleva un coro di condanna bipartisan. Il presidente della Camera Roberto Fico parla di atto «vergognoso». Da Giorgia Meloni a Mara Carfagna fino alle deputate del Pd e a Laura Boldrini il disprezzo contro il «Revenge porn» (vendetta attraverso il porno) è unanime. “La solidarietà a Giulia Sarti per la diffusione di foto o eventuali video privati è sacrosanta. È opportuno che si pensi anche alla privacy di quelle persone che, secondo quanto ricostruito dalle Iene, sarebbero state videoregistrate nel corso di riunioni a casa della parlamentare» argomenta però il deputato Pd Michele Anzaldi.

Il M5S ha già in cantiere le contromisure. Arriva infatti oggi in commissione Giustizia del Senato il ddl firmato da Elvira Evangelista che istituisce il reato di pubblicazione non consensuale di pornografia: «È un crimine rispetto al quale bisogna colmare un vuoto – afferma Evangelista – viene punito con una pena da 6 mesi a un anno chi pubblica immagini senza il consenso della persona e, con una multa, chi le diffonde». Con due aggravanti: la prima relativa all’esistenza di un rapporto di fiducia tra vittima e autore del reato (da 1 a 4 anni), la seconda in caso di morte della persona offesa (da 5 a 10 anni).

 Licenza Creative Commons
Da - https://www.lastampa.it/2019/03/14/italia/tornano-le-foto-hot-della-sarti-i-s-una-legge-contro-i-ricatti-FFo6KvItOQb9RklWbhE3RO/pagina.html
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« Risposta #47 inserito:: Marzo 22, 2019, 11:40:59 pm »

Il caso Sarti accelera l'iter della legge contro il revenge porn

Al via l'esame del testo proposto dal M5s, mentre sulle chat continuano a diffondersi vecchie immagini private dell'ex presidente grillina della commissione Giustizia. Salvini mobilita la Polizia Postale: "Vicenda disgustosa e molto grave"

di MAURO BAZZUCCHI 14 marzo 2019,16:20

GIULIA SARTI  REVENGE PORN

È diventata un caso politico la vicenda del materiale privato appartenente alla deputata di M5s Giulia Sarti, diffuso illecitamente e circolato sulle chat nelle ultime ore. Già nell'occhio del ciclone per la questione dei mancati rimborsi e per la battaglia legale con l'ex-compagno Bogdan Tibusche, in seguito alla quale si è autosospesa dal Movimento e ha rassegnato le proprie dimissioni da presidente della commissione Giustizia di Montecitorio, la parlamentare grillina è tornata al centro dell'attenzione per alcune immagini (vecchie) di natura privata diventate virali.
Tanto che, allarmato dal rapido aumento delle condivisioni private dei file, il Garante per la privacy ha diffuso una nota a inizio giornata in cui si invitavano i mezzi di informazione ad astenersi dal "diffondere dati riguardanti la sfera intima di una persona per il solo fatto che si tratti di un personaggio noto o che eserciti funzioni pubbliche, richiedendo invece il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica". Parallelamente all'iniziativa dell'Authority, numerosissime sono state le reazioni di solidarietà nei confronti della deputata, da parte di personalità istituzionali ed esponenti di tutte le forze politiche presenti in Parlamento.

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sta seguendo personalmente la vicenda. Al momento, riferisce il Viminale, le verifiche della Polizia Postale non hanno rilevato la presenza in rete di nuove foto e video.
Le immagini si stanno diffondendo attraverso le applicazioni di messaggeria. Salvini ribadisce la massima attenzione contro questi fenomeni: "È una vicenda disgustosa e molto grave. È nostro dovere proteggere la libertà e la privacy di Giulia Sarti e delle altre persone, spesso giovani, che subiscono e/o hanno subito lo stesso vergognoso trattamento".

Al via l'esame del disegno di legge
E proprio il caso Sarti potrebbe accelerare l'iter della legge sul revenge porn, vale a dire la diffusione non autorizzata sulla Rete di contenuti a sfondo sessuale. Oggi in commissione Giustizia di Palazzo Madama, è stata infatti svolta la relazione introduttiva del disegno di legge che porta la firma della senatrice di M5s Elvira Evangelista, che introduce la nuova fattispecie di reato.

Il leghista Andrea Ostellari, che oltre a essere relatore è anche presidente della commissione, nella riunione di stamani, ha disposto un ciclo di audizioni sul tema, prima di arrivare, verosimilmente, alla redazione di un testo base che potrebbe essere largamente condiviso, visto che, sull'argomento esiste una larga convergenza tra tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione. "Proporrò alcune modifiche - ha spiegato Ostellari - fra cui l'ulteriore inasprimento delle pene, previste dalla bozza, per chi pubblica materiale senza consenso, contando su un rapporto fiduciario con la persona offesa e, soprattutto, in caso di morte di quest'ultima.

"Un'adeguata riflessione sarà dedicata anche ai concetti di pubblicazione e diffusione, considerate le diverse modalità con cui le attuali tecnologie possono concorrere a creare patimento nelle vittime. È giunto il momento di dire basta. Se ricatti, minacci o pensi di vendicarti in un modo infame, finisci in galera", aggiunge Ostellari.

Solidarietà da tutti i partiti

Il presidente della Camera Roberto Fico in un tweet ha definito "vergognoso quello che sta subendo Giulia Sarti" e "vigliacco" l'atto di diffondere immagini private sulla Rete. Prima di Fico, attestati di solidarietà per Sarti e di condanna per gli autori della diffusione erano arrivati sia da destra che da sinistra: la presidente di FdI Giorgia Meloni ha parlato di una "violenza sulla quale mi aspetto una condanna netta da parte di tutta la politica italiana", mentre la vicepresidente della Camera Mara Carfagna ha definito "infame atto di cyberbullismo" che merita "totale disprezzo" quanto accaduto alla parlamentare.

Numerose le dichiarazioni anche dal fronte del centrosinistra, come quella dell'ex-presidente della Camera Laura Boldrini, ora deputata di Leu, che ha spiegato come non si possa più tollerare la pratica del "revenge porn", ovvero "la diffusione di immagini intime senza il consenso della persona interessata". Anche le deputate Dem Giuditta Pini, Anna Ascani e Teresa Bellanova hanno manifestato la propria solidarietà alla Sarti per quanto accaduto, mentre una parte degli esponenti grillini (a partire dalla vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni) ha polemizzato con la giornalista Lilli Gruber, rea a loro avviso di aver ironizzato sulla vicenda.

Un'accusa rispedita al mittente dalla redazione di "Otto e mezzo", che si è appellata alla registrazione della trasmissione di ieri sera, escludendo categoricamente che la conduttrice possa aver detto "chi di spada ferisce, di spada perisce".

Il chiarimento de 'Le Iene'
Le Iene, che hanno intervistato Tibusche anche in merito a un presunto video a contenuto sessuale con protagonista la Sarti (quello che sta girando al momento sulle chat ritrae in realtà un'altra donna che somiglia vagamente alla parlamentare), hanno precisato, da parte loro di "indagare su questioni di pubblico interesse, su dove potrebbero essere finiti i soldi che la parlamentare aveva dichiarato di aver restituito al fondo per il microcredito alle piccole imprese e che sarebbero stati dedicati anche all'eventuale acquisto di apparecchi di videosorveglianza forse per girare filmini privati. Questo non c'entra nulla con la diffusione del materiale rubato all'onorevole anni fa dalla sua posta elettronica. La diffusione delle sue foto intime, oltre che un reato, è una vera violenza".

"Affrontiamo il problema dei video che sarebbero stati registrati a casa di Giulia Sarti esclusivamente perchè è una questione di pubblico interesse se, come ha sostenuto Bogdan, un onorevole, per di più con un ruolo delicato prima in Commissione Antimafia, poi in Commissione Giustizia, abbia o meno registrato tutte le persone che entravano a casa sua, a maggior ragione se a loro insaputa", prosegue la nota, "è vero che Giulia Sarti ne era conoscenza? O è stata ancora una volta vittima di qualcuno tecnologicamente più esperto di lei?."

"Infine, la questione diventa ancora più rilevante nel caso in cui, come raccontato dall'ex Bogdan, se questi video fossero veramente finiti nelle mani di una terza persona, che dichiara di essere in possesso di una copia di tutti i filmati e che però nulla ha a che fare con i soggetti ripresi e non ha alcun diritto su quelle immagini", concludono Le Iene, "la nostra inchiesta si basa su queste domande, che nulla c'entrano certo con il "revenge porn" o con la diffusione di materiale privato dell'onorevole. Sono temi delicatissimi, che come sappiamo in alcuni casi hanno portato addirittura alla morte di chi ne è stato vittima, come nel caso di Tiziana Cantone, di cui anche noi ci siamo occupati".
 
Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it.

da - https://www.agi.it/politica/giulia_sarti_foto_hot-5144488/news/2019-03-14/
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« Risposta #48 inserito:: Aprile 07, 2019, 11:40:03 pm »

M5S, dal Garante della privacy 50mila euro di multa a Rousseau: "Il voto è manipolabile"

Per l'Authority l'associazione presieduta da Casaleggio non garantisce la segretezza e la sicurezza del voto degli iscritti

Di GIOVANNA VITALE
04 aprile 2019

"La piattaforma Rousseau non gode delle proprietà richieste a un sistema di e-voting". In parole povere: non garantisce né la segretezza né la sicurezza del voto degli iscritti ai 5Stelle, il cui risultato può essere manipolato - senza lasciare traccia - dagli amministratori del sistema, in ogni fase del procedimento elettorale.

È l'esito dell'attività ispettiva svolta dal Garante della privacy che, al termine di una istruttoria in più fasi durata due anni, ha "condannato" l'Associazione presieduta da Davide Casaleggio a pagare 50mila euro e a predisporre una serie di misure correttive volte a: scongiurare la permanente vulnerabilità della piattaforma; consentire la verifica a posteriori delle attività compiute; rimuovere la condivisione delle credenziali di accesso, che rendono impossibile identificare e controllare i soggetti autorizzati a operare sulla piattaforma; progettare un sistema di e-voting in grado non solo di proteggere i dati personali da attacchi interni ed esterni, ma soprattutto di "assicurare l'autenticità e la riservatezza delle espressioni di voto". Pena, ulteriori sanzioni.

Il voto non è segreto
Anche se, dopo una precedente istruttoria, l'Associazione Rousseau ha adottato alcuni accorgimenti mirati a garantire la libertà e la segretezza del voto - come la cancellazione o la trasformazione in forma anonima dei dati personali trattati, una volta terminate le operazioni di voto, nonché il disaccoppiamento del numero telefonico del votante dal voto espresso - il Garante ritiene che gli interventi non siano ancora sufficienti. Anzi - scrive - "sono state evidenziate persistenti criticità" scrive.

Oltre ad aver scoperto l'esistenza di una tabella esterna alla piattaforma (presente all'interno del data center di Wind, con cui l'associazione Rousseau aveva un contratto di servizi) contenente tutte le informazioni relative alle operazioni di voto, al numero di telefono e all'ID dei votanti, insieme all'espressione di ciascun voto, il Garante ritiene che "la mera rimozione del numero telefonico, a fronte della presenza di un altro identificativo univoco dell'iscritto", come Casaleggio rivendica di aver fatto, "non possa essere considerata quale misura coerente con gli obiettivi di protezione dei dati personali che si intendevano promuovere".

Non solo "la rilevata assenza di adeguate procedure di auditing informatico, eludendo la possibilità di verifica ex post delle attività compiute, non consente - scrive il Garante - di garantire l'integrità, l'autenticità e la segretezza delle espressioni di voto, caratteristiche fondamentali di una piattaforma di e-voting (almeno sulla base degli standard internazionali comunemente accettati)".
 
Possibilità di manipolazione
La protezione dei dati personali è messa a rischio anche da un'altra condotta, ovvero quella di lasciare "esposti i risultati delle votazioni (per un'ampia finestra temporale che si estende dall'istante di apertura delle urne fino alla successiva "certificazione" dei risultati, che può avvenire a distanza di diversi giorni dalla chiusura delle operazioni di voto) ad accessi ed elaborazioni di vario tipo (che vanno dalla mera consultazione a possibili alterazioni o soppressioni, all'estrazione di copie anche offline)". E ciò perché gli amministratori di sistema, cioè le persone in possesso delle credenziali per accedere e operare sulla piattaforma (mediante due diverse utenze con privilegi) sono cinque per il sito www.movimento5stelle.it e altre cinque per il sito rousseau.movimento5stelle.it, alcune delle quali uguali per l'uno e l'altro sito.

Ma non è possibile identificarle. Perciò "la modalità di assegnazione delle credenziali e dei privilegi relativi alle varie funzionalità dei siti dell'Associazione (...) risultano inadeguate sotto il profilo della sicurezza - avverte il Garante - poiché la condivisione delle credenziali impedisce di attribuire le azioni compiute in un sistema informatico a un determinato incaricato, con pregiudizio anche per il titolare, privato della possibilità di controllare l'operato di figure tecniche così rilevanti".
 
Controlli impossibili
"La regolarità delle operazioni di voto è quindi affidata alla correttezza personale e deontologica di queste delicate funzioni tecniche, cui viene concessa una elevata fiducia in assenza di misure di contenimento delle azioni eseguibili e di suddivisione degli ambiti di operatività, cui si aggiunge la certezza che le attività compiute, al di fuori del ristretto perimetro soggetto a tracciamento, non potranno essere oggetto di successiva verifica da parte di terzi". È cioè fare un controllo su chi fa cosa, sua ex ante, sia ex post. "In questo senso la piattaforma Rousseau non gode delle proprietà richieste a un sistema di e-voting", sentenzia il Garante richiamando il documento adottato dal comitato dei ministri del consiglio di europa il 14 luglio 2017 "che prevede la protezione delle schede elettroniche e l'anonimato dei votanti in tutte le fasi del procedimento elettorale elettronico".

La piattaforma, infatti "non appare in grado né di prevenire eventuali abusi commessi da addetti interni, né di consentire l'accertamento a posteriori dei comportamenti da questi tenuti, stante la limitata efficacia degli strumenti di tracciamento delle attività" scrive il Garante. E "in questo senso sussistono forti perplessità sul significato da attribuire al termine 'certificazione' riferito al titolare del trattamento all'intervento di un notaio o di un soggetto terzo di fiducia in una fase successiva alle operazioni di voto con lo scoop di asseverarne gli esiti".

"Non c'è dubbio infatti - si legge - che qualunque intervento ex post di soggetto di pur comprovata fiducia (notai, certificatori accreditati) poco possa aggiungere, dal punto di vista della genuinità dei risultati, in un contesto in cui le caratteristiche dello strumento informatico utilizzato, non consentendo di garantire tecnicamente la correttezza delle procedure di voto, non possono che produrre una rappresentazione degli esiti non suscettibile di analisi, nell'impossibilità di svolgere alcuna significativa verifica su dati che sono, per loro natura e modalità di trattamento, tecnicamente alterabili in pressoché ogni fase del provvedimento di votazione e scrutinio antecedente la cosiddetta certificazione".

© Riproduzione riservata
04 aprile 2019

Da - https://www.repubblica.it/politica/2019/04/04/news/rousseau_garante_privacy_m5s_movimento_casaleggio-223277861/?ch_id=sfbk&src_id=8001&g_id=0&atier_id=00&ktgt=sfbk8001000&ref=fbbr&fbclid=IwAR3tk78NRPeyf8K3PKSrEDeTjV_0kYRdSiyssuX7SZCHDdvotkh7OBuUU3E
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« Risposta #49 inserito:: Aprile 07, 2019, 11:41:18 pm »

Casaleggio: "Di Battista? E' stato coerente"

 Pubblicato il: 01/04/2019 18:51

Di Ileana Sciarra

Alessandro Di Battista "ha fatto una scelta personale coerente con il suo modo di essere e di vivere, che rispetto. Ovviamente è e resterà sempre parte del Movimento e continuerà a dare il suo apporto con punti di vista e idee stimolanti e ricchi di spunti di riflessione". Lo dice all'Adnkronos Davide Casaleggio, riguardo la decisione del frontman del Movimento di non candidarsi alle europee e di prendere altro tempo per sé. Attraverso l'Adnkronos, Casaleggio risponde alle parole attribuite oggi da un quotidiano a Matteo Salvini, ovvero quel 'qui comando io', rispetto a cui il M5S aveva chiesto una smentita da parte del vicepremier e leader della Lega: "Comandano - dice - gli italiani".

In vista dell'appuntamento di Sum, il convegno che si terrà il 6 aprile ad Ivrea in ricordo del padre Gianroberto, cofondatore del M5S, Davide Casaleggio spiega: "Credo che mio padre sarebbe stato contento di vedere il Movimento impegnato per realizzare gli obiettivi che si è dato molti anni fa e che lui stesso aveva condiviso. Aveva previsto che sarebbe stata una lunga marcia". A Sum, quest'anno "arrivano ospiti da tutto il mondo", segnando "una svolta in chiave internazionale. Quando si parla di futuro è importante aprirsi alle idee e agli spunti che arrivano dall’estero. Questo vuole essere Sum: una torre di avvistamento su quello che avverrà nei prossimi anni".

"L’uomo e il suo rapporto con il futuro sono sempre stati al centro di Sum, che - spiega ancora Casaleggio - è una delle pochissime occasioni che indaga il futuro non dal punto di vista tecnologico, ma da quello umanistico. In questa edizione lo sarà più che mai. Parleremo di transumanesimo, ma anche di cultura e persino di fede".

Da - https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/04/01/casaleggio-battista-stato-coerente_3PKkO2f89WC0JJUX2kt5IN.html
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« Risposta #50 inserito:: Gennaio 03, 2020, 09:17:45 pm »

L’UNTO (2). L’OPERA (3) –

STORIA PARZIALE DEL MOVIMENTO 5 STELLE IN 10 QUADRI

MARCO MOROSINI
 17 dicembre 2019

Proseguiamo con la pubblicazione di brevi estratti dal libro Snaturati – Dalla social-ecologia al populismo. Autobiografia non autorizzata del MoVimento 5 Stelle, 2019

1992 – Dall’Unto
Beppe mi diede appuntamento in un ristorante vicino al Teatro Smeraldo. L’Unto, lo chiamammo, perché ci portò peperoni arrostiti, annegati nell’olio.

Beppe è curioso. Mi chiese cosa facessi all’Università di Ulm, in Germania, e di raccontargli i miei seminari ecologici nelle scuole medie. Ne avevo appena registrato uno su un nastro. Eravamo soli, dall’Unto. Dopo il caffè cominciammo ad ascoltare l’audiocassetta. Mi interrompeva. Voleva sapere che oggetti mostravo agli scolari.  Rideva. Aveva le stesse reazioni dei ragazzi dei miei seminari. Beppe è un ragazzo per sempre.

L’audiocassetta era una C60, durava un’ora. Impiegammo alcune ore ad ascoltarla. «Ferma, spiegami» diceva Beppe. Ci demmo del tu. Gli era piaciuta la mia storia dello spazzolino da denti con la testina cambiabile.

Lo usavo per spiegare che se fabbricassimo i prodotti in modo più intelligente, consumeremmo meno risorse e creeremmo meno rifiuti e inquinamenti. Beh, la soluzione è semplice, dicevo ai ragazzi, teniamo il manico. E cambiamo questa, la testina con la spazzola. La sera stessa questo divenne uno degli sketch più famosi di Beppe. Era semplice. Cambiare la testina. Per cambiare la testa.

1992 – L’opera sua e l’opera mia
Beppe cominciava lo spettacolo in fondo alla sala, solo, con la voce amplificata. Uno-due-tre, mi sentite? Entrava in platea da dietro. Mentre percorreva la sala verso il palco le teste e le spalle si giravano. Creava un’onda nel pubblico. Avvicinandosi al palco l’onda si gonfiava. Infine frangeva in un enorme applauso, prima ancora che avesse cominciato lo spettacolo. La serata era già guadagnata.

Il lavoro con Beppe mi introdusse nel mondo del teatro. Nemmeno immaginavo che avrei frequentato per tanti anni i camerini, le quinte, le platee e i foyer di tanti teatri. Con i miei documentari d’avventura avevo imparato un po’ di mestiere televisivo. Ma l’incontro con Beppe fu un’altra cosa. Fu come trovarmi dietro le quinte di un palcoscenico d’opera. Ma il palcoscenico era vuoto. E l’opera era lui.

L’opera mia era un’altra. All’Università di Ulm il mio costume di scena era il camice bianco. Lavoravo in un celebre dipartimento di chimica analitica ambientale dove studiavo la contaminazione chimica sulle più alte montagne e nelle regioni polari. Le mie parole non evaporavano dopo la mezzanotte come quelle nei teatri, ma restavano nelle biblioteche per decenni. Il mio palcoscenico erano le riviste scientifiche. La giuria era una manciata di scienziati che decidevano se pubblicare i miei lavori.

Il mio pubblico erano le migliaia di scienziati nel mondo che leggevano i miei articoli scientifici. Nel botteghino del mio teatro non si contavano i biglietti venduti, ma il numero di volte che i miei uguali citavano una mia pubblicazione. Come il resto della mia vita, anche il mio profilo di scienziato è anomalo: le mie pubblicazioni sono poche, ma le citazioni dei miei articoli sono tante.

Da - https://www.glistatigenerali.com/partiti-politici/lunto-2-lopera-3-storia-parziale-del-movimento-5-stelle-in-10-quadri/
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