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Autore Discussione: LI SEGUIREMO DA LONTANO DEMOCRATICAMENTE … SENZA LA LORO ARROGANZA. “è meglio”!  (Letto 983 volte)
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« Risposta #15 inserito:: Dicembre 29, 2018, 05:04:11 pm »

POLITICA 29 Dicembre 2018 Il Sole 24 Ore

IL BILANCIO DEL PREMIER

«Ora verifica sul contratto di governo» Conte lancia il rimpasto ma poi frena
«Non partecipo alla campagna elettorale, tra cinque anni lascio»

La difesa di Di Maio: «È stato messo in croce per una misura di equità»

Il principale obiettivo era lanciare un messaggio rassicurante a chi, lontano dal tradizionale appuntamento di fine anno con la stampa, lo ascoltava. E così, mentre alla Camera andava in scena la bagarre sulla manovra e i pensionati denunciavano il taglio delle indicizzazioni, Giuseppe Conte rilanciava le prospettive sulla crescita («sarà più robusta dell’1%») e le misure bandiera della legge di Bilancio («reddito di cittadinanza e quota 100 partiranno a marzo»), plaudendo alla riuscita dell’«amalgama perfetta» del governo «gialloverde». Ma nonostante l’impegno, è emerso chiaramente che con l’approvazione della manovra si apre per l’esecutivo una fase nuova, dagli esiti non prevedibili. Conte, infatti, conferma che il contratto di governo sarà sottoposto a un «tagliando» e non esclude neppure un «rimpasto». Certo, la rivisitazione dell’accordo è per «migliorarlo» e la sostituzione di ministri è solo - come si affretta a precisare Palazzo Chigi - un’ipotesi remota. Ma le parole del premier non vanno sottovalutate.
L’“avvocato del popolo” difende a spada tratta la «crociata» di Di Maio sul reddito di cittadinanza, confermando che l’importo dell’assegno potrà essere in parte utilizzato per favorire le assunzioni perché «non vogliamo le persone stese sul divano». Nega che ci sia un aumento della pressione fiscale perché a pagare di più «saranno banche e assicurazioni» e anticipa che a breve partirà per un viaggio in Italia per rassicurare gli imprenditori delusi dalla manovra. Dice anche che non parteciperà alla campagna elettorale per le europee. Ma Conte è consapevole che il calo nei sondaggi del M5s e l’avanzata della Lega sono una miscela esplosiva per il suo governo. Il premier indossa volentieri i panni del pompiere. Sa che per durare deve evitare il moltiplicarsi dei focolai. Per questo, mentre difende Salvini da chi accusa «ingiustamente» il suo partito di voler favorire gli evasori, annuncia che sulla Tav la decisione slitta («arriverà entro le europee»). Perché solo così si evita il cortocircuito. Di Maio non può permettersi di perdere, dopo aver già dovuto mollare sul Tap, Terzo valico (e Ilva). Ma lo stesso vale per Salvini. In Piemonte a maggio si vota e rinunciare alla Tav sarebbe pericoloso per la Lega. L’unica via d’uscita è il rinvio. E non vale solo per la Tav.

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Barbara Fiammeri
Da ilsole24ore
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« Risposta #16 inserito:: Gennaio 01, 2019, 04:37:35 pm »

Gli addetti nelle tecniche di Marketing sanno, per studio o per esperienza operativa sul campo, che le armi da approntare per “soddisfare” le aspettative del “consumatore”, vanno studiate e monitorate facendo riferimento ad un preciso target di persone o clienti da convincere all'acquisto o al consumo di un “bene”.

Stupisce che gli attuali governanti siano stati “caricati come orologi” ma verso un target di elettori di così modesto livello, che non saranno credibili neppure quando cominceranno a prendere decisioni più lucide e capaci di buone prospettive.

Stupisce ancor più che per contrastare le giuste critiche, sollevate da più settori, a causa del loro modo di agire e ai contenuti farlocchi (improduttivi e costosi) dei loro provvedimenti, utilizzino un linguaggio e argomenti ancora orientati alla parte più “gnoccolona” del paese.

Se non alzano il valore della loro immagine e dei loro modi di agire nel “governare il popolo”, finiranno per inimicarsi tutti i Cittadini che “gnoccoloni” non sono (cioè la maggioranza degli Italiani).

ciaooo
---
P.S.: gnoccolone
Gnoccolóne s. m. (f. -a) [accr. di gnocco], fam. – Persona non troppo perspicace, semplice e credulona: es. quel tuo amico è proprio uno gnoccolone.

Da – treccani.it
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« Risposta #17 inserito:: Gennaio 04, 2019, 09:07:31 pm »

Da Savona ministro allo spread, fino al ritorno della schiavitù: un anno di Econopoly

 Scritto da Alberto Annicchiarico il 31 Dicembre 2018

I MAGNIFICI SETTE

La Manovra del Popolo è stata finalmente approvata e i suoi effetti si faranno ovviamente sentire nei prossimi mesi e anni. Non siamo ottimisti sul fatto che possano essere positivi. Ma perlomeno il Governo del Cambiamento potrà essere giudicato su numeri (non “numeretti”, ricordate? “Per noi vengono prima i contenuti dei numeretti, prima viene la riforma delle pensioni, il reddito di cittadinanza, poi si pensa ai numeri”, citando Salvini). Intanto, per dire, mia madre 79enne aveva capito dal tam tam gialloverde che le pensioni sarebbero aumentate. E invece ha scoperto di essere fra i ricchi che si vedranno congelare la rivalutazione degli assegni sopra la cospicua cifra di 1.522 euro. Una mossa che si sarebbe potuta aspettare da un qualsiasi governo Monti, per nominarne uno brutto e cattivo a caso.

E ancora, sempre la mia mamma aveva capito che le tasse sarebbero state abbassate. Flat tax per tutti, avevano proclamato in campagna elettorale. Alla fine non è stato così. Per evitare il commissariamento di Bruxelles, mantenendo (seppure ridimensionate) le promesse su età di pensionamento (con la famosa quota 100) e reddito di cittadinanza, quelli che non badano ai “numeretti” hanno dovuto aumentare, perfino, la pressione fiscale. Lo ha certificato l’Ufficio parlamentare di bilancio.

Potrei andare avanti, potrei polemizzare sulle previsioni sballate di crescita, ma non lo faccio, perché ci sono sedi più appropriate. Si leggano, al proposito, i molti approfondimenti in materia sul Sole 24 Ore: per dire, quello sulle sette flat tax – ehi, ma non dovrebbe essere una sola, per definizione? – che finiranno per picconare l’Irpef, e quindi impoveriranno lo Stato e noi tutti.

Qui ci limiteremo a ricordare che per Econopoly è stato un anno intenso. I lettori lo hanno certificato con la loro attenzione. Guarda caso, ma neppure tanto, il post nettamente più letto (471mila click) lo ha firmato Beniamino Piccone e ha riguardato un ministro di questo Governo e l’opportunità o meno che occupasse la poltrona dell’Economia. Il post è stato scritto mentre era in corso la formazione dell’Esecutivo.

Perché il professor Paolo Savona è inadatto a fare il ministro
“Nella vita – ha scritto Piccone – per incarichi ministeriali non conta solo la competenza, deve pesare anche il carattere e l’atteggiamento verso gli altri. Chi si sente Dio in terra e cerca la fedeltà negli allievi e non la competenza, non merita di ricoprire la carica di ministro”.

Al posto di Savona al MEF è poi andato il professor Tria, uomo stimato da Savona. Vedremo nelle prossime settimane (e mesi, se non saranno confermate le indiscrezioni di stampa su possibili dimissioni) quanto la scelta sia stata azzeccata.

Ma procediamo. In seconda posizione, fra i primi dieci post più letti, uno scritto di Francesco Mercadante, contributor di Econopoly che non molti giorni fa è stato oggetto di un feroce attacco (sui social network) volto a screditarlo agli occhi dei lettori. Un attacco personale invece che una confutazione nel merito delle tesi esposte. Ne è stato protagonista il presidente della commissione Bilancio della Camera, Claudio Borghi. E con lui molti dei suoi follower su Twitter. Non vogliamo dare benzina ulteriore alla polemica. Basti aggiungere che suscitare l’ira di una parte interessata, spesso, nel giornalismo e in generale nella pubblicistica è prova di avere svolto con scrupolo il proprio lavoro. Ma ecco il post secondo classificato:

Spread, chi lo manovra? Facciamo un po’ di chiarezza
Terza piazza per un post del think tank di giovani economisti e professionisti Tortuga. Anche in questo caso un profilo personale, utile a fare capire a chi è stato affidato, nella compagine di Governo, l’onere di amministrare la scuola.

Scuola, ecco cosa vuol dire la nomina di Marco Bussetti al MIUR
Avevano ragione, i ragazzi di Tortuga, visto che nella Manovra, come testimoniato anche da questo nostro post, sono andati in scena tagli di una certa entità. A riprova del fatto che “la scuola è (davvero, ndr) uno dei grandi assenti nel rivoluzionario piano giallo-verde”.

Ed ecco gli altri sette post più letti dell’anno su Econopoly:

I 9 mesi che aspettano l’Italia: tappe e scenari della crisi possibile di Alessandro Magnoli Bocchi

Ronaldo alla Juventus è un’operazione che sta in piedi? Facciamo due conti di Leonardo Dorini

Il messaggio di Marchionne: studiare e osare quello che per altri non è possibile di Corrado Griffa

Sei un proprietario immobiliare? Benvenuto tra i nuovi poveri di Andrea Guarise

Reintrodurre la schiavitù è o no un’opzione per la società moderna? di Enrico Verga

I capi servono ancora. Ma devono liberarsi dai loro demoni di Luca Foresti

Reddito di cittadinanza, smettiamola di giocare di Francesco Bruno

Buona lettura e rilettura con Econopoly. E soprattutto, Buon 2019!

Twitter @albe_

Da - http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2018/12/31/savona-ministro-spread-econopoly/?uuid=96_mK8Nt7IR
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« Risposta #18 inserito:: Gennaio 08, 2019, 11:35:01 pm »

Sabrina Zocco

Sabrina Zocco Anpi può anche chiedere ai sindaci prodighi per lo sbarco dei profughi di attuare la costituzione sempre, là dove parla di esproprio di case per assegnarle agli italiani che hanno perso lavoro, togliendoli dalla strada, e anche di promuovere lavoro, che è il diritto primo su cui la ns Repubblica è fondata, derogando dal mantenimento del patto di stabilità impostoci da chi ci ha tolto la sovranità nazionale e da chi glielo ha permesso senza chiederci il permesso, visto che il popolo è sovrano. Altrimenti il rischio di chiedere applicazione parziale dei principi costituzionali ovvero solo per alcune categorie, in.qs caso i profughi, è quello che questa mobilitazione sia strumentalizzata da taluni per farsi la campagna elettorale in vista delle europee. E qs è inammissibile specie perché di mezzo ci sono vite di esseri umani in fuga da guerre e fame, spesso alimentate con la vendita di armi o la concessione di porti aeroporti, mezzi e uomini della Repubblica in violazione dell'art 11 della ns Costituzione, oltre che i principi e valori della ns Costituzione che è il patto sociale su.cui si.fonda la Repubblica e che deve essere da tutti rispettato e onorato, compresi quanti nelle istituzioni.vi. giurano fedeltà. Diversamente si tratta di traditori.
Da – Fb del 6 gennaio 2019
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