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Autore Discussione: Archivi Digitali Olivetti mettono a disposizione online patrimonio olivettiano  (Letto 1811 volte)
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« inserito:: Febbraio 04, 2018, 08:48:13 pm »

Da Ivrea al mondo, col digitale
Archivi Digitali Olivetti mettono a disposizione online il patrimonio olivettiano

Beniamino de’ Liguori Carino

Pubblicato il 30/01/2018 - Ultima modifica il 30/01/2018 alle ore 15:47

Iuri Moscardi
Ivrea

Dalla provincia al mondo: questo il cammino imprenditoriale di Adriano Olivetti, le cui architetture industriali sono ora al centro della candidatura di Ivrea a Sito Unesco come segno realizzato di un’idea di società. Per prepararsi al verdetto, atteso nel 2018, sono state avviate molte iniziative per aprire (caposaldo olivettiano) la città al mondo. Tra queste, gli Archivi Digitali Olivetti, un progetto integrato che ha coinvolto la Fondazione Adriano Olivetti e l’Associazione Archivio Storico Olivetti e che è stato sostenuto dalla Compagnia di San Paolo. «La storia olivettiana non può che essere aperta al mondo», afferma Beniamino de’ Liguori Carino, Segretario generale dell’omonima Fondazione e vicepresidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti. 

Adriano cercò di progettare una nuova società coinvolgendo intellettuali e altre personalità, e le tracce del suo sogno sono disseminate negli archivi. La loro digitalizzazione, in atto dal 2014, non solo renderà accessibili materiali storicamente unici, «restituendo al meglio l’identità della storia della nostra Fondazione», ma «proietta la città di Ivrea nel mondo», aggiunge de’ Liguori Canino. Senza dimenticare che l’uso del digitale rientra nella predilezione per la tecnologia della Olivetti, che progettò il primo pc della Storia. 

L’Archivio storico nacque negli anni ’80 su iniziativa della Fondazione Adriano Olivetti, in particolare dell’ultima figlia di Adriano, Laura (madre di de’ Liguori Carino), e della società Olivetti, oggi Tim; si creò così il primo nucleo dell’Archivio Storico, trasformato nel 1998 in Associazione (con membri, tra gli altri, Fondazione, Tim e Comune di Ivrea). 

La Fondazione opera invece dal 1962 per tutelare e rigenerare nell’attualità l’eredità culturale e imprenditoriale di Adriano Olivetti. La digitalizzazione è un processo tuttora in corso, a cui si è iniziato a pensare nel 2008 in occasione del centenario della nascita della Società Olivetti: «Piuttosto che celebrare una storia industriale, abbiamo voluto iniziative che fossero in grado di incarnarne ancora il valore, sia culturale che per il territorio. È nata così la candidatura Unesco e anche l’idea della digitalizzazione dell’archivio», aggiunge de’ Liguori Carino. Un archivio unico nel suo genere in cui, per lui, sono proprio i materiali apparentemente secondari a rappresentare al meglio una storia d’eccellenza. Come una lettera di Adriano al fratello Dino, negli anni ‘50 presidente di Olivetti in America, in cui si discute per pagine del colore che avrebbe dovuto avere la carrozzeria di una nuova macchina per scrivere da lanciare sul mercato internazionale: «Ci mostra l’Adriano Olivetti imprenditore al di là di ogni retorica che ha cercato di derubricarlo a utopista, che intendeva il profitto come strumento per costruire una società diversa». 

Alessandra Agnolon si occupa delle Relazioni Istituzionali della Fondazione Adriano Olivetti e ha seguito da vicino digitalizzazione e messa in rete degli archivi con il personale dell’Associazione. Gli Archivi Digitali contengono oggi più di 300.000 documenti e oggetti, 160.000 soggetti, 14.000 luoghi e oltre 24.000 immagini, ma il materiale è così straordinariamente vasto che «per ora ne abbiamo digitalizzato una minima parte, lavorando per carotaggi sui settori che ci sono sembrati più rilevanti».

La piattaforma – sviluppata con il software opensource Collettive Access – ha accolto materiale catalogato in precedenza e accoglierà le future digitalizzazioni: se prima c’era un pc dentro l’archivio, ora i ricercatori visitano l’archivio da casa. Inoltre, la dimensione digitale consentirà di elaborare contenuti culturali e informazioni multimediali per progetti di ricerca, divulgazione e formazione, per esempio con il trattamento delle immagini tramite manipolazione artificiale e 3D o la geo-referenziazione degli oggetti. 

Le possibilità che si stanno aprendo sono infinite, e saranno sempre di più perché la digitalizzazione non è ancora completa. L’obiettivo è di aprire al mondo il patrimonio olivettiano, realizzando il sogno di inclusione e continua sperimentazione di Adriano.
   
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Da - http://www.lastampa.it/2018/01/30/cultura/da-ivrea-al-mondo-col-digitale-ilDtU5gEQq7aLh1LvypwWJ/pagina.html
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