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Autore Topic: CALENDA: "Alitalia, Lufthansa deve alzare l'offerta"  (Letto 61 volte)
Arlecchino
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« il: Novembre 24, 2017, 08:46:26 »

Calenda: "Alitalia, Lufthansa deve alzare l'offerta"

Il ministro dello Sviluppo economico interviene sulle partite calde a Circo Massimo, su Radio Capital: "Da Tim vogliamo una rete neutrale"

22 Novembre 2017

MILANO - L'obiettivo del governo non è imporre una sanzione monstre a Telecom Italia, ma avere una rete neutrale e far capire che in Italia "gli approcci da Guyana francese non si accettano". E sull'altra partita industriale-simbolo del Paese, quella dell'Alitalia, il messaggio ai tedeschi di Lufthansa è che se vogliono acquistarla dai commissari devono aprire di più i cordoni della borsa. Parole e musica del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, intervenuto stamattina a Radio Capital alla trasmissione Circo Massimo.

ALITALIA
Calenda si è soffermato sul tentativo di vendita dell'Alitalia, per la quale i commissari straordinari hanno avviato i colloqui con i potenziali interessati. "L'offerta di Lufthansa, così come è, va migliorata", ha scandito. E quindi ha ribadito: "Su Alitalia quello che mi importa è che gli che italiani abbiano collegamenti più efficienti possibili e si mettano meno soldi possibili". La situazione, conclude, "non deve ricadere sulle spalle degli italiani".

Proprio ieri, il commissario della compagnia Luigi Gubitosi aveva detto che Alitalia può contare ancora su un tesoretto in cassa ed è abbastanza "forte" per potersi permettere di scegliere il miglior partner tra quelli che la corteggiano. In pancia all'aviolinea ci sono quasi 850 milioni di euro, dei 900 pompati con i prestiti ponte del governo, e "nonostante tutti i problemi il 2017 si chiuderà con una crescita dei ricavi dell'1%", dopo tre segni negativi.

TELECOM
"Fare una multa più grande possibile a Telecom non è l'obiettivo né mio né del governo Gentiloni", ha precisato Calenda invece riferendosi alla richiesta di sanzione e all'uso del Golden power da parte italiana nell'azienda, dopo che i francesi di Vivendi si sono portati al comando della stessa senza darne comunicazione a Palazzo Chigi nei tempi stabiliti dalla legge, quando si parla di una società "strategica". "Nessuno vuole danneggiare Telecom, un asset italiano e un'azienda che ha 50.000 persone come occupate dirette e altre 20.000 indirette" nel nostro Paese, ha rimarcato Calenda. "Ma - ha aggiunto - vogliamo che le regole siano rispettate: gli approcci da Guyana francese qui non si accettano".

"Intanto - ha spiegato - la multa non è a Vivendi ma a Telecom e ha un processo di contradditorio complicato, giustamente visti gli importi. La priorità è che accettino la prescrizione sul Golden power e che riflettano sulla rete più neutrale e separata". Calenda non ha mai fatto mistero di preferire una situazione in cui la rete telefonica è scorporata dalla società, per dividere infrastruttura e operatore dei servizi.

Durante l'intervista di Massimo Giannini, Calenda ha risposto a una domanda sui rapporti interni all'esecutivo specificando che "non c'è stato nessun gelo con il presidente del Consiglio", Gentiloni, riguardo alla linea da tenere con Vivendi, primo socio di Tim. Calenda ha raccontato: "Ho fatto la proposta di uso del golden power che poi è passata attraverso Palazzo Chigi, con Gentiloni ho un rapporto di grandissima confidenza, ha un modo di lavorare che a me piace moltissimo, è una persona che lascia ampio spazio alla discussione".

ILVA
Non poteva mancare infine il riferimento all'acciaieria e alla partita con ArcelorMittal sul mantenimento di posti di lavoro e salari. Il confronto su Ilva "penso si debba chiudere rapidamente. Con un lavoro duro abbiamo ottenuto il riconoscimento dei livelli salariali precedenti, ora continua il confronto per abbassare il numero degli esuberi", ha detto Calenda proprio mentre in Senato erano auditi i vertici della società indiana. "E' previsto - ha aggiunto - un investimento pari a 5,3 miliardi di euro, il più grande nell'industria. Abbiamo convinto l'indiano con un pressing soave".

© Riproduzione riservata22 Novembre 2017

Da - http://www.repubblica.it/economia/2017/11/22/news/calenda_da_tim_vogliamo_una_rete_neutrale_alitalia_lufthansa_deve_alzare_l_offerta_-181782657/?ch_id=sfbk&src_id=8001&g_id=0&atier_id=00&ktgt=sfbk8001000&ref=fbbr
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« Risposta #1 il: Dicembre 11, 2017, 06:09:53 »

Calenda premier divide Fi e Lega. E lui litiga con Renzi sulle tasse
Il ministro dello Sviluppo prende le distanze dal leader Pd e apre allo Ius soli. Salvini stoppa Berlusconi: “Lui a capo del governo? Ipotesi irrealizzabile”
Pubblicato il 09/12/2017 - Ultima modifica il 09/12/2017 alle ore 09:42

Alessandro Di Matteo
Roma

Non farà un proprio partito e, allo stato, sembra che non sarà nemmeno candidato, ma Carlo Calenda non pare affatto intenzionato a osservare da spettatore la prossima campagna elettorale. Il ministro dello Sviluppo economico è sempre più attivo, non solo sulle materie di sua stretta competenza, e il suo possibile ruolo dopo le elezioni già agita il centrodestra: solo nella giornata di ieri ha polemizzato con le proposte fiscali di Matteo Renzi, ha criticato Michele Emiliano sull’Ilva, ha partecipato a un convegno sull’Europa organizzato da Francesco Rutelli e ha anche tenuto a precisare che lo Ius soli, se fosse per lui, andrebbe approvato subito. Un protagonismo a tutto campo che, come raccontato ieri da La Stampa, viene osservato con attenzione da Silvio Berlusconi e da Gianni Letta, che cominciano a vederlo come uno dei possibili premier per un eventuale nuovo governo di larghe intese dopo il voto. 

La prospettiva non piace affatto a Matteo Salvini: «È un’ipotesi irrealizzabile. Gli italiani meritano stabilità, chiarezza e serietà. E poi ricordo che Calenda ha sempre difeso e sostenuto quelle politiche europee che sono uno dei problemi e una delle condanne dell’Italia». Senza contare, appunto, che proprio ieri Calenda ha difeso lo Ius soli: «Spero che non slitti alla prossima legislatura - ha detto il ministro - perché penso sia un passaggio di civiltà che va nel senso di avere un’immigrazione più integrata. Nel Consiglio dei ministri il presidente Gentiloni ne ha sempre parlato come di una priorità del governo».

Ma se Calenda, con l’uscita sullo Ius soli, riafferma la sua collocazione nel campo del centrosinistra, la presa di distanze da Renzi è però netta. Il ministro replica alla proposta «scaricare tutto, scaricare tutti» avanzata dal leader Pd, se Renzi propone un piano di riduzione delle tasse basato su una «tregua fiscale» e, appunto, sulla possibilità per tutti di scaricare dal fisco qualunque ricevuta, su Twitter Calenda replica: «La mia opinione Matteo: ma se invece di slogan “meno tasse e più deficit per tutti” il Pd proponesse un programma in linea con le tante cose buone e serie fatte da te e Gentiloni?». 

Un richiamo che sembra la bozza di un programma di governo: «Più investimenti, meno costo del lavoro; più riforme, meno debito; giovani e imprese al centro; meno veti locali, più concorrenza». E sull’Ue aggiunge: «L’Europa deve anche saper proteggere con una governance assertiva che possa essere percepita dai cittadini». Un posizionamento attento: nel centrosinistra, ma distante da Renzi, europeista ma con toni critici, a favore del mercato e delle imprese. Appunto, un nome che può unire dal Pd a Fi, passando per i centristi, dopo il voto. 

Renzi, sempre su Twitter, replica con fair play, consapevole che il ministro può diventare un protagonista importante: «Lavoriamoci, Carlo. Come sai la posizione “più deficit” era spinta da diversi ministri, quando eravamo insieme a Palazzo Chigi. Sul “meno tasse” si tratta di capire come, quando e cosa. Sul resto sono d’accordo: aspettiamo te e le tue idee. Al lavoro, per l’Italia».

Luigi Di Maio, candidato premier M5S, usa la vicenda per andare a caccia di voti leghisti: «Chi vota Lega sappia che rischia di trovarsi premier Calenda. Cioè a dire uno che sostiene proprio quei trattati che stanno massacrando i nostri artigiani e i nostri agricoltori». Le larghe intese per Di Maio sono una possibilità concreta perché «le coalizioni si sfalderanno il giorno dopo le elezioni», e M5S a chiederà il suo «voto utile» proprio contro il nuovo governo Pd-Fi: «Noi saremo la prima forza politica impedendo a Forza Italia e Pd di raggiungere il 51% e fare l’inciucio. Chiederemo l’incarico di governo e la fiducia».

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

Da - http://www.lastampa.it/2017/12/09/italia/politica/calenda-premier-divide-fi-e-lega-e-il-ministro-litiga-con-renzi-sulle-tasse-a7Ee9WifqDJmiWV9QagTvL/pagina.html
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« Risposta #2 il: Dicembre 13, 2017, 05:13:14 »

Calenda contro Ryanair: "Le minacce ai piloti sono atto indegno"

La compagnia ha promesso il taglio di aumenti e promozioni in caso di adesione allo sciopero del 15 dicembre

13 Dicembre 2017

MILANO - Ryanair ha scritto al personale di bordo italiano minacciando il taglio di aumenti e promozioni in caso di adesione allo sciopero dei piloti Alitalia Anpac per il prossimo 15 dicembre. "E' indegno". Poche parole, dal ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, per commentarle. "Non è il mio ambito di responsabilità", ha detto Calenda a chi gli chiedeva se fosse necessario intervenire: "Ritengo si dovrebbe intervenire - ha aggiunto a margine dell'esecutivo dell'Abi - non si può stare su un mercato, prendere i vantaggi e non rispettare le regole".

La compagnia è al centro di un complicato braccio di ferro con i suoi dipendenti, che hanno proclamato lo sciopero anche in Germania e Irlanda. Al centro delle rivendicazioni non ci sono ragioni economiche, quanto piuttosto sindacali. Esemplare quello che hanno detto i sindacati tedeschi, che hanno rimproverato condizioni poco sociali nell'organizzazione del lavoro per i 4000 piloti che sono impegnati sulle rotte continentali. Al centro della protesta c'è poi il riconoscimento stesso delle rappresentanze dei lavoratori, da parte della società. I primi ad annunciare gli scioperi erano stati i sindacati di Portogallo e Italia. E anche nella base, a Dublino, si è votato per l’appoggio agli scioperi.
La mobilitazione dovrebbe però evitare i giorni di Natale, fino al 26 dicembre.

Ieri è emersa una lettera inviata dal capo del personale alle "crew" italiane, gli equipaggi di bordo. Facendo riferimento all'invito del sindacato Alitalia Anpac ad aderire alla manifestazione del 15 dicembre, la società dice che "ogni azione intrapresa da ciascun dipendente" - ovvero una singola adesione all'agitazione "risulterà nella perdita immediata del roster 5/3 (la turnazione che prevede cinque giorni di lavoro e tre di riposo, ndr) per tutto l'equipaggio di cabina". La minaccia comprende anche la perdita di futuri aumenti concordati da contratto o la possibilità di accedere a promozioni o spostamenti.

Già nella serata di ieri, la politica aveva reagito. "Ryanair minaccia ritorsioni contro piloti che scioperano? Roba da padroni delle ferriere. Diritto di sciopero tutelato da Costituzione, su eventuali distorsioni intervengono autorità competenti. Da compagnia ennesimo abuso dopo mesi di disservizi e cancellazioni. Enac intervenga", ha twittato il deputato del Partito democratico Michele Anzaldi, componente della commissione Trasporti della Camera. Immediata la reazione dell'Anpac: il coordinatore, Riccardo Canestrari, non ha dubbi: "Andiamo avanti con lo sciopero, siamo abituati a questi toni, ma si configurano fuori della legalità. Almeno in Italia", ha spiegato al Gr1, "abbiamo una legislazione che ci protegge davanti a questo tipo di trattamenti".

© Riproduzione riservata13 Dicembre 2017

Da - http://www.repubblica.it/economia/2017/12/13/news/calenda_contro_ryanair_le_minacce_ai_piloti_sono_atto_indegno_-183977766/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P8-S1.8-T1
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