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Autore Topic: Mario Luzzatto Fegiz. - È morto Nanni Svampa, fondò «I Gufi».  (Letto 38 volte)
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« il: Agosto 27, 2017, 09:25:21 »

Il lutto
È morto Nanni Svampa, fondò «I Gufi». Cantore di una Milano autoironica tra folk e cabaret
Aveva 79 anni ed è morto a Varese; milanese di nascita è stato esponente di una cultura musicale portata avanti anche da Walter Valdi, Jannacci, Cochi e Renato

Di Mario Luzzatto Fegiz

È morto a 79 anni Nanni Svampa, inventore della band comica i Gufi ed esponente della canzone lombarda. Nato a Milano e laureato alla Bocconi, Svampa è deceduto sabato sera a Varese.

Iniziava i concerti dicendo: «Sono il chitarrista più incapace di tutta la Val Padana. E pertanto mi faccio accompagnare». Svampa era un personaggio colto e nello stesso tempo solare, di rara simpatia, cantore di una Milano autoironica portata avanti da altri geni come Walter Valdi, Jannacci, Cochi e Renato. La sua era una vena creativa a cavallo fra folk e cabaret. È difficile trovare qualcosa di più raffinato e inebriante di Svampa che affronta Brassens in milanese/italiano. E non ci riferiamo alle canzoni più note come “L’ombellico” o quelle già scoperte da De Andrè come «Il gorilla», ma a composizioni meno famose come «Il mascalzone pentito» di cui lui aveva scelto la versione di Fausto Amodei: «Aveva genio, aveva predisposizione, ma senza tecnica è soltanto perversione. Farsi puttane non è come farsi suore, si deve almeno aver la media superiore. Perché chi batte il marciapiedi c’ha il dovere di utilizzare in modo acconcio il suo sedere».

È un modo di sentimenti forti e struggenti, di etiche capovolte, ancestrale come il rito della vendemmia, con gli odori intesi del reale e del vissuto, dalla «Marcia nuziale» e «Delitto di Paese» (versioni De Andrè) a «La ragazza da 4 soldi» a «Il relitto umano». Il suo spirito si ritrova anche nell’album Donne, Gorilla, Fantasmi e Lillà (Recrding arts/Ducale). È difficile trovare un artista che trasmetteva più humor e serenità di Nanni Svampa, storico componente del quartetto I Gufi, nativo di Portovaltravaglia (“il Lago maggiore è una fucina di comici, vedasi Dario Fo o Francesco Salvi – mentre dal Lago di Como, diceva scherzando Svampa, arriva solo Memo Remigi che non ha mai fatto ridere nessuno”).

Questo spirito, a volte molto spinto ai confini della trivialità goliardica, venne raccontato qualche anno fa nel libro Nanni Svampa “Bisogna saperle raccontare” (pag142, 10 €, Ponte Alle Grazie editore) e nel doppio cd “Una serata con Nanni Svampa” in cui viene raggiunto il difficile obiettivo di inscatolare canzoni in vernacolo milanese, poesie, ma soprattutto esilaranti chiacchiere da osteria. Fra le più esaltanti “La Cesira” che recita così “Quand’ pensi alla Cestira, ‘l me tira, ‘l me tira, quand’ pensi alla Cocò alur me tira nò” La cultura milanese e italiana perdono un personaggio di grande carica umana ed artistica.

27 agosto 2017 | 07:19
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Da - http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_agosto_27/morto-nanni-svampa-cantore-una-milano-autoironica-folk-cabaret-b9db9e22-8ae5-11e7-8cc1-96f10f6b1c3d.shtml
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