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Autore Topic: ALBERTO MATTIOLI Bossi: “Maroni candidato premier. Salvini non tocchi la parola  (Letto 53 volte)
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« il: Luglio 30, 2017, 05:44:00 »

Bossi: “Maroni candidato premier. Salvini non tocchi la parola Nord”
Il Senatùr: “L’unica alleanza è con Berlusconi, i grillini non sono seri. Se Matteo cambia il simbolo tradisce un progetto politico”
Pubblicato il 30/07/2017 - Ultima modifica il 30/07/2017 alle ore 07:36

ALBERTO MATTIOLI
INVIATO A CERVIA (RAVENNA)

Per due giorni, la capitale estiva della Lega è «l’altra» Milano: Milano Marittima. Alla festa della Lega romagnola, in piazza, nel capoluogo Cervia, sono attesi tutti i papaveri del partito, compresi il leader attuale, Matteo Salvini, che ci ha comiziato ieri sera, e quello storico, Umberto Bossi, che parlerà stasera. Bossi anticipa quel che dirà in questa intervista, la prima dopo la condanna in primo grado per la vicenda del «cerchio magico». «Ma ci piacerebbe parlare di politica», fanno sapere dall’entourage del Senatur. 
 
Va benissimo. Bossi, allora, in tutto questo tira e molla sulle alleanze in vista delle elezioni, con chi dovrebbe farla la Lega? 
«Io credo che la Lega debba ripartire dall’alleanza con Berlusconi. Per una ragione molto semplice: anche se ha avuto i suoi problemi, Berlusconi è comunque un uomo che mantiene la parola. E se vogliamo vincere le elezioni e governare, l’accordo lo dobbiamo fare con qualcuno di cui ci possiamo fidare. Non si può certo pensare di mettersi insieme con i Cinque Stelle, che non sono seri. Quindi l’unica coalizione che può davvero vincere passa dall’accordo fra la Lega e Berlusconi».
 
Cita sempre Berlusconi e mai Forza Italia. 
«Infatti. Io parlo di Berlusconi».
 
L’alleanza, però, ha bisogno di un candidato premier. Di nomi appunto Berlusconi ne ha fatti molti, e l’ultimo è quello di Maroni. Che ne pensa? 
«Penso che in questo momento Maroni abbia una responsabilità enorme, che è quella di portare a casa l’autonomia della Lombardia al referendum del 22 ottobre. Vinto quello, tutto diventa possibile».
 
Quindi Maroni candidato primo ministro le andrebbe bene? 
«Sì, potrebbe andare bene».
 
Altro nome di cui si parla molto in questi giorni è quello di Giovanni Toti, che del resto di tutti gli uomini di Forza Italia è il più vicino alla Lega... 
«È una brava persona ma al momento non penso che abbia le spalle abbastanza larghe per fare il candidato premier».
 
Altro problema: i confini della coalizione. Alfano lo riporterebbe dentro? 
«Secondo me, lo ripeto, l’asse della coalizione è l’accordo fra Lega e Berlusconi. Alfano non è un problema nostro, è un problema di Berlusconi. La scelta di riprenderlo con sé deve farla lui. Noi non c’entriamo».
 
C’è anche l’ex sindaco di Verona ed ex leghista Flavio Tosi, che Berlusconi, pare, sta cercando di arruolare. Crede che per la Lega sarebbe accettabile? 
«Sappiamo tutti com’è stato sbattuto fuori. Ma se è stato sbattuto fuori così lui, allora chissà quanta gente avremmo dovuto cacciare dalla Lega. Per me, non sarebbe un problema se entrasse nell’eventuale coalizione. Anche perché in ogni caso ci sono stati dei momenti in cui una figura come la sua è mancata».
 
Lei continua a parlare di coalizione. Alla fine con quale legge elettorale crede che si andrà a votare? 
«Credo che alla fine ci si metterà d’accordo, magari all’ultimo momento, su una legge elettorale maggioritaria. Con un premio alla coalizione, appunto».
 
In questi giorni girano dentro la Lega dei simboli dove sparisce la parola «Nord». Il partito smentisce che si voglia toglierla, però sembra assodato che la questione settentrionale non sia più la priorità. Immagino che non sia d’accordo. 
«Cancellare la parola Nord dal nome e dal simbolo della Lega significherebbe tradire un progetto politico. Sono convinto che la questione settentrionale esista sempre e sia tuttora attuale per la Lega e per la nostra gente. Così attuale che l’obiettivo immediato dev’essere la vittoria al referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto».
 
Dentro la Lega, lei è ormai all’opposizione. In sintesi, cosa rimprovera a Matteo Salvini? 
«Per il momento nulla, perché la Lega in questo momento ha bisogno di essere compatta per portare a casa il risultato del referendum. Una volta vinto il referendum, parleremo di quello che non va».
 
Ultima domanda. Dopo le ultime vicende giudiziarie, è pentito di essersi fidato di Belsito? 
«Sì».

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Da - http://www.lastampa.it/2017/07/30/italia/cronache/bossi-maroni-candidato-premier-salvini-non-tocchi-la-parola-nord-LnYL4ZMQf3TT8cjMjIXsBI/pagina.html
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