LA-U dell'ulivo
Marzo 07, 2021, 06:09:50 pm *
Benvenuto! Accedi o registrati.

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie:
 
   Home   Guida Ricerca Agenda Accedi Registrati  
Pagine: [1]
  Stampa  
Autore Discussione: È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo che amava dire "sono sempre stato..  (Letto 1981 volte)
Arlecchino
Global Moderator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 6.367


Mostra profilo
« inserito:: Aprile 16, 2017, 05:54:37 pm »

È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo che amava dire "sono sempre stato me stesso“.
Ci ha lasciato all'età di 92 anni.
È stato direttore del Corriere della Sera ed editorialista di Repubblica.
Diceva: "Di me si ricorderà soltanto che ho fatto scrivere Pasolini in prima pagina e che ho licenziato Montanelli".
Ma non è così

Di PAOLO MAURI
16 aprile 2017

Piero Ottone, scomparso all'età di 92 anni, ha sempre pensato e ha sempre detto che la giusta posizione del giornalista di fronte a quel che accade intorno a lui e nel mondo è quella dello spettatore, in omaggio al mestiere imparziale ammirato da sempre nella stampa anglosassone e un po' anche in quella francese di Le Monde. Nato a Genova nel '24 comincia presto a frequentare i giornali, prima Il Corriere Ligure poi, nel '45, La Gazzetta del Popolo diretta da Massimo Caputo.

Gli dicono che Mignanego, il suo vero cognome, suona male e allora adotta quello della madre: Ottone, appunto. Per La Gazzetta farà in seguito il corrispondente da Londra e, negli anni Cinquanta, da Mosca per Il Corriere di cui è poi anche redattore capo. Nel '68 diventa direttore del Secolo XIX di Genova e quattro anni dopo Giulia Maria Crespi lo invita a dirigere il Corriere che ha bisogno di essere in maggiore sintonia con la borghesia lombarda progressista.
 
Ottone, ricordò una volta Scalfari, era stato scelto anche perché aveva capito che i comunisti non avevano la coda, o almeno non l'avevano più. Comunque Ottone subentrò a Spadolini che trovava simpatico come persona ma pessimo come direttore: perennemente impegnato in telefonate con i politici faceva aspettare i redattori fuori dalla porta, mentre una luce rossa segnalava che non si poteva entrare. Una volta Buzzati si portò una sedia per non aspettare in piedi. Ottone raccontava questi aneddoti schivando quelli che lo riguardavano più da vicino. Di me, amava dire, si ricorderà soltanto che ho fatto scrivere Pasolini in prima pagina e che ho licenziato Montanelli.

In realtà doveva a Gaspare Barbiellini Amidei l'acquisto di Pasolini come collaboratore e ricordò sempre di non aver neanche voluto leggere il primo articolo, lasciando appunto che Barbiellini, di cui si fidava assolutamente, lo mandasse in tipografia. Con lo scrittore ebbe in realtà pochissimi contatti diretti: una volta gli telefonò per dirgli che preferiva non pubblicare un articolo che poteva dar luogo a problemi legali e Pasolini lo ritirò tranquillamente.

Il caso Montanelli fu in qualche modo più spinoso, perché si trattava di un giornalista principe del Corriere che non sopportando il nuovo corso si preparava a fondare un nuovo quotidiano, Il Giornale. Non è vero che se ne andò sbattendo la porta: Ottone lo licenziò in tronco nell'ottobre del '73 e non fu una vicenda indolore perché alcune firme seguirono poi Montanelli in quella che fu una vera secessione.

Molti anni dopo Ottone disse che forse era stato un errore, ma sono convinto che se fosse tornato indietro avrebbe fatto la stessa cosa. Nel '77, quando Montanelli fu gambizzato dalla Brigate Rosse, Il Corriere non riportò il suo nome in prima pagina. Intanto Il Corriere era diventato proprietà della Rizzoli che confermò a Ottone la direzione. Poco dopo però lui stesso si dimise volontariamente: fu il mio angelo custode a darmi un buon consiglio, raccontò molti anni dopo. Sul Corriere incombeva di lì a poco la P2. Per quanto poi abbia ricoperto incarichi importanti, Ottone, nella memoria di tutti, resta il direttore del Corriere in quella ormai lontana stagione e sebbene fosse un professionista eccellente lo si ricorda più per la sua direzione che per i suoi articoli.

Passò alla Mondadori con importanti incarichi di consulenza per i periodici e per la tv nell'epoca in cui la casa editrice di Segrate era governata da Mario Formenton. Di lì a poco ci sarebbe stata l'avanzata di Berlusconi e Segrate sarebbe diventato terreno di guerra.

Ottone divenne poi editorialista di Repubblica e tenne fino a poche settimane fa una rubrica sul Venerdì intitolata Vizi & Virtù: un colloquio con i lettori in cui commentava eventi salienti con il disincanto di chi il mondo lo conosce bene. Gli piaceva ripetere, con Oswald Spengler, che l'Occidente è ormai al tramonto e non credeva neppure che l'Unione Europea potesse risollevarne le sorti più di tanto.

Piero Ottone ha scritto molti libri: biografie di uomini politici (Fanfani e De Gasperi), reportage sulla Russia, inchieste sull'industria italiana (Saremo colonia?). Suo anche un ritratto di Gianni Agnelli Visto da vicino (2003). "Aveva - commentò - soprattutto il terrore di annoiarsi". Nel 2005 scrisse anche un libro di memorie, le Memorie di un vecchio felice, perfettamente in linea con l'understatement con cui aveva sempre vissuto.

In una intervista ad Antonio Gnoli in occasione dei novant'anni aveva confessato di aver trascurato di leggere quei classici che tutti fingono di aver letto (per esempio Proust) e di poter dire con piacere: sono stato sempre me stesso. Intendeva anche rivendicare il suo essere genovese: un genovese lontano dalla retorica e soprattutto buon comandante. Era innamorato della vela e la barca era sempre stato il suo vero paradiso. Quella volta in cui fece naufragio, lo fece (e lo raccontò) con la classe di sempre.   

© Riproduzione riservata 16 aprile 2017

Da - http://www.repubblica.it/cultura/2017/04/16/news/piero_ottone-163125032/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
Registrato
Arlecchino
Global Moderator
Hero Member
*****
Scollegato Scollegato

Messaggi: 6.367


Mostra profilo
« Risposta #1 inserito:: Aprile 16, 2017, 05:58:50 pm »

È morto Piero Ottone, maestro di giornalismo
Ex direttore del Corriere della Sera ed editorialista di Repubblica, aveva 92 anni

Pubblicato il 16/04/2017
Ultima modifica il 16/04/2017 alle ore 10:17

È morto a Camogli Piero Ottone, giornalista, ex direttore del Corriere della Sera e del Secolo XIX ed editorialista di Repubblica. Aveva 92 anni. Ne dà notizia il giornalista Ezio Mauro, ex direttore di Repubblica, in un tweet: «Ciao, Piero Ottone, lo stile nel giornalismo e nella vita». 

Nato a Genova nel 1924 inizia la sua carriera alla Gazzetta del Popolo, dove sarà corrispondente da Londra. Negli Anni Cinquanta passa al Corriere della Sera, prima come corrispondente da Mosca poi come redattore capo.
 
Dal 1968 e fino al 1972 è direttore del Secolo XIX

Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati

Da - http://www.lastampa.it/2017/04/16/cultura/morto-piero-ottone-maestro-di-giornalismo-Gxkf91inbxCk7oMuGeqBOP/pagina.html
Registrato
Pagine: [1]
  Stampa  
 
Vai a:  

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.21 | SMF © 2015, Simple Machines XHTML 1.0 valido! CSS valido!