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Autore Discussione: Discussione: Medici, ritorno al passato (da LAU ottobre 2008)  (Letto 3918 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Marzo 10, 2017, 12:23:09 pm »

Una legge fatta con cura
Più sicurezza nelle prestazioni. Più responsabilità per gli operatori sanitari. Rese obbligatorie le strutture di risk management in ogni ospedale. Sarà molto più facile per i cittadini ottenere eventuali risarcimenti in tempi rapidi e certi. Approvata la nuova legge su sicurezza delle cure e rischio clinico.

Dopo una discussione durata più di due anni il pdl Gelli torna in terza lettura alla Camera per l’approvazione definitiva. Il testo della proposta di legge contiene modifiche nelle disposizioni penali e civili in materia di responsabilità professionale dei medici, oltre a novità che riguardano le norme sull’osservatorio per la sicurezza e la trasparenza dei dati, linee guida e obblighi di assicurazione.

Si tratta di un provvedimento atteso da anni da parte degli operatori della sanità in quanto l’assenza di un chiaro inquadramento legislativo su questa materia ha avuto come ricaduta l’enorme costo della medicina difensiva che ha pesato sul nostro sistema salute per 14 miliardi di euro l’anno. L’obiettivo di questo provvedimento è quello di aumentare le tutele dei professionisti prevedendo, al contempo, nuovi meccanismi a garanzia del diritto al risarcimento da parte dei cittadini danneggiati da un errore sanitario.

In particolare la proposta prevede:

Passaggio della responsabilità civile del medico da contrattuale ad extracontrattuale.
Il professionista, infatti, se accusato di aver provocato un danno, potrà rispondere solo di responsabilità extracontrattuale exart. 2043 c.c., senza che possa più profilarsi quella strettamente contrattuale ex art. 1218 c.c. La differenza è che con la responsabilità aquiliana l’onere della prova è in capo al paziente che si ritiene danneggiato e che deve dimostrare la colpa del medico.

Responsabilità civile del medico: scompare il c.d. contatto sociale
Il rapporto medico-paziente, finora, era ricondotto all’interno della responsabilità contrattuale attraverso la teoria del c.d. “contatto sociale”: in virtù della stessa, nonostante il professionista si presentasse come lavoratore alle dipendenze della struttura medico-ospedaliera pubblica, poteva essere tenuto direttamente al risarcimento del danno. Per questo era chiamato a rispondere a titolo solidale, e contrattuale, con la struttura ospedaliera.

Doppio binario: responsabilità del medico e della struttura ospedaliera
La responsabilità contrattuale sarà solo della struttura ospedaliera: il paziente danneggiato potrà ottenere un più sicuro risarcimento, contando direttamente sul soggetto economicamente più solido, sempre che questa non riesca a dimostrare l’assenza di responsabilità, avendo adottato tutte le cautele necessarie per evitare il danno. È bene precisare, però, che di tipo contrattuale resta anche la responsabilità del medico specialista privato. Rientrando nella responsabilità extracontrattuale quella del medico dipendente o convenzionato, il termine per la prescrizione sarà di 5 anni, ed inizierà a decorrere dal momento in cui il paziente sia venuto a conoscenza della riferibilità del danno subito al comportamento colposo del medico, in un rapporto di causa-effetto.

Responsabilità penale del medico
Viene introdotto nel codice penale l’art. 590-sexies (responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario). L’imperizia a causa della quale un paziente subisca un danno è punibile solo se frutto di colpa grave. In particolare, il medico è sollevato da responsabilità penale se dimostrerà di aver rispettato le linee guida o le buone pratiche assistenziali. L’articolo 6 del ddl Gelli, riguardante la “responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario” elenca espressamente i fattori che escludono la colpa grave. Nel dettaglio: “È esclusa la colpa grave quando, salve le rilevanti specificità del caso concreto, sono rispettate le buone pratiche clinico-assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge”. Sul versante penalistico, quindi, il medico potrà essere accusato solo di omicidio colposo o lesioni personali: al di fuori di queste due casistiche, sarà sollevato da qualsiasi responsabilità penale qualora dimostri di aver rispettato le linee guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità.

Interventi in aula
Maria Amato - Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
Federico Gelli - Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie
Donata Lenzi - Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie

Comunicati stampa

Sanità: Gelli, data storica per la sanità italiana
Sanità: Lenzi, legge importante su sicurezza cure e responsabilità professionale
Sanità: Piccione, messa fine a medicina difensiva

Da - http://deputatipd.it/blog/una-legge-fatta-con-cura?utm_source=Facebook&utm_medium=cpc&utm_term=mr&utm_content=ad4&utm_campaign=FB_OS
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« Risposta #1 inserito:: Gennaio 17, 2022, 01:11:26 pm »

Gianni Gavioli

Un episodio di cattiva sanità locale che nulla ha a che fare con le disposizioni del governo.

Dimostra, invece, che nella sanità c'è molto da conoscere e da distinguere, tra il bene e il male


Da Fb 15 gennaio 2022
Partoriente respinta dal PS perché non c’erano tamponi. Perso il bambino.
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« Risposta #2 inserito:: Gennaio 18, 2022, 04:12:18 pm »

Il Servizio sanitario regionale che non dà i “servizi” previsti spinge verso il far pagare ai malati le prestazioni.

Da una parte ottiene di sottrarre risorse dal risparmio delle famiglie (per chi ha ancora risparmi), dall'altra rende impossibile curarsi ai più poveri.

Come il creare Caos, anche questo è da tempo un preciso programma, annunciato dai movimenti antiStato.

ciaooo

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« Risposta #3 inserito:: Gennaio 22, 2022, 07:07:38 pm »

Discussione: Medici, ritorno al passato (Letto 1595 volte)
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« inserito:: Ottobre 30, 2008, 11:37:49 pm »    Citazione  Modifica  Elimina  Dividi discussione

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SANITA’

Medici, ritorno al passato


La controrivoluzione di Fazio: via l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria o extramuraria


ROMA - Tornano liberi i medici. Liberi di esercitare l’attività privata senza legami con l’azienda ospedaliera da cui dipendono. Chiamati a rispettare un’unica condizione. Che la massa di lavoro svolto in reparto non risulti inferiore a quello dello studio, per numero e tempi. «Ritorno al passato – annuncia il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio -. Il rapporto col servizio sanitario pubblico diventa unico. Via il doppio binario e l’obbligo di scegliere tra libera professione intramuraria (cioè soggetta alle regole della struttura pubblica, ndr) o extramuraria. Questo stabilirà la direttiva nazionale. Resta ferma l’autonomia delle Regioni». La novità molto probabilmente sarà contenuta in un emendamento alla Finanziaria.
 
SI RITORNA A PRIMA DELLE LEGGE BINDI - In pratica viene ripristinata la situazione precedente la cosiddetta legge Rosi Bindi del ’99 che ha introdotto il rapporto esclusivo dei medici col Servizio sanitario pubblico obbligandoli a decidere tra una doppia opzione. La prima: fatturare le prestazioni private col bollettario della Asl e in strutture predisposte dall’azienda (percentuale che si è verificata in percentuale molto bassa) e, in cambio della fedeltà, ricevere in busta paga l’indennità di esclusiva. La seconda opzione: esercitare l’attività privata in modo autonomo, rinunciando a quella voce dello stipendio. Il 95% dei medici ha scelto la prima strada. La controrivoluzione di Fazio porta con sé un costo di circa 70 milioni, necessari per versare l’indennità a quel 5% di medici che non la ricevevano: «Troveremo quei soldi – si dice certo il sottosegretario -. Si può prevedere anche una graduale applicazione del nuovo sistema. Comunque, è tutto da discutere con le Regioni. L’obiettivo è restituire la libertà ai singoli professionisti, la stessa libertà che è consentita agli architetti o agli ingegneri, garantendo la piena efficienza del servizio pubblico».

I CONTROLLORI - Al centro del sistema c’è l’Agenas, agenzia per i servizi sanitari nazionali, col compito di monitorare se la libera professione viene condotta secondo tempi e volumi di prestazioni compatibili con quelle erogate dal pubblico. L’Agenas si avvarrà dei Nas. Potrebbero essere utilizzati per controllare i registri degli studi. Una commissione del ministero indicherà quali sono i tempi e il numero di prestazioni per giudicare ottimale il rendimento di una certa unità ospedaliera, ad esempio quanto dovrebbe durare una visita o quanti interventi di colecisti dovrebbero essere effettuati al mese. L’obiettivo della legge Bindi era quella di ancorare i medici alla struttura ospedaliera, di far sì che fossero più presenti in reparto, con i pazienti, predisponendo al suo interno locali appositi per la libera professione. Ma sono una minima parte di aziende si sono attrezzate per l’intramuraria e così anche i medici che hanno optato per questo tipo di rapporto hanno continuato a frequentare i propri studi. Una riforma in gran parte disapplicata. Secondo Fazio per i cittadini sarà un gran vantaggio tornare al passato: «I medici saranno motivati a far funzionare il servizio pubblico. Restituiamo loro responsabilità e dignità di professionisti».

Margherita De Bac
30 ottobre 2008

da corriere.it


   



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« Risposta #4 inserito:: Gennaio 23, 2022, 11:23:17 pm »

Provate con una lode dell’intelligente adattabilità delle regole, come argomento a cena. Andrete contro secoli di convinzioni, ma forse vi divertirete. E anche contro qualcosa di molto attuale e cioè la critica agli esperti e ai politici che cambiano troppo spesso orientamento sul da farsi contro il Covid.

Ecco, qui si consiglia di lodare proprio il cambio di orientamento. Intanto perché questa tecnica da guerriglia ha un suo fascino e poi per qualche ragione un po’ più fondata. Il virus cambia e gioca con i cambiamenti, mantenere sempre le stesse risposte di politica sanitaria non avrebbe senso. Anche la capacità di contenimento dovuta ai vaccini e a qualche forma di cura cambia (e in meglio) e vale la stessa conseguenza citata sopra.

Poi c’è un paese che ha risposto con serietà e fiducia nella medicina all’appello per la vaccinazione. L’Italia è tra i paesi più vaccinati del mondo e questo fatto incoraggia la possibilità di scelte pubbliche sulle regole di convivenza e sulla vita sociale aggiornate con frequenza e misurate sulle esigenze del momento.

Tutto questo vale come risposta preventiva a chi criticherà le decisioni della triplice (Cts, cabina di regia, governo) perché diverse da quanto stabilito solo pochi giorni fa. Un punto di partenza potrebbe essere l’abolizione della quarantena per i vaccinati con terza dose, ai quali verrebbe imposto di indossare la Ffp2 nei giorni successivi al contatto con un positivo. In generale la flessibilità delle regole si rivela particolarmente utile ora che la nuova variante va veloce ma cominciamo a conoscerla meglio. A cena non si parlerà d’altro.

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