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Autore Discussione: Lega Nord Movimento politico sorto nel 1989 dall’aggregazione di alcune ...  (Letto 7365 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Maggio 13, 2016, 06:22:17 pm »

Pfas Veneto, lo studio: “1.260 morti in più in trent’anni. Rischi per la salute”
La ricerca Enea-Medici per l'ambiente su centinaia di migliaia di abitanti nelle province di Padova, Verona e Vicenza, coinvolte nell'inquinamento idrico da perfluoroalchilici.
Edoardo Bai, uno degli autori: "Alterazione del metabolismo della tiroide in modo statisticamente significativo".
Effetti sulla salute già provati in passato negli Usa

Di Andrea Tornago | 10 maggio 2016

“In trent’anni in Veneto ci sono stati 1260 morti in più”. E’ la conclusione di uno studio firmato da Enea e da Medici per l’ambiente sull’inquinamento da Pfas in Veneto, un’emergenza per cui il governatore Luca Zaia ha appena chiesto al governo uno stanziamento straordinario da 200 milioni di euro. Gli effetti sulla salute di queste sostanze erano già state dimostrate dai primi studi effettuati negli Usa dal 2001, grazie alle indagini sull’inquinamento causato dalla multinazionale DuPont nel fiume Ohio. I Pfas, i composti perfluoroalchilici che hanno contaminato più di 60mila veneti, secondo lo studio indipendente C8 Health Project (interamente finanziato dall’azienda in seguito a una class action dei cittadini americani) hanno azione cancerogena e fungono da interferenti endocrini, e tra le patologie correlate risultano tumori del testicolo e del rene, colesterolo alto, malattie della tiroide, ipertensione in gravidanza, colite ulcerosa ed eclampsia (sindrome da convulsioni).

Ora, a indagare la mortalità nella popolazione dei comuni veneti colpiti dall’emergenza Pfas, arriva uno studio condotto da un gruppo di lavoro congiunto dell’Enea (l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) e dell’Isde, l’associazione internazionale dei medici per l’ambiente. I risultati, illustrati lo scorso 5 maggio a Roma, sono inquietanti: “In trent’anni in Veneto ci sono stati 1260 morti in più. Abbiamo riscontrato un’alterazione del metabolismo della tiroide – spiega a ilfattoquotidiano.it uno degli autori dello studio, il dottor Edoardo Bai – in modo statisticamente significativo sia negli uomini che nelle donne, con aumento di infarti del miocardio, diabete e malattie cerebrovascolari come l’ictus. Inoltre nelle donne risulta anche un aumento della malattia di Alzheimer e, nei comuni contaminati da Pfos, del tumore al rene. Tutte patologie Pfas-correlate”.

Lo studio epidemiologico, firmato dai ricercatori Marina Mastrantonio, Raffaella Uccelli e Augusto Screpanti dell’Enea insieme a Edoardo Bai, Vincenzo Cordiano e Paolo Crosignani dell’Isde, è basato sui dati della banca epidemiologica Enea (collegata ai censimenti Istat) e prende in considerazione l’area delle provincie di Padova, Verona e Vicenza in cui l’Arpa Veneto ha individuato la contaminazione da Pfas. In particolare, sono stati presi in considerazione un campione di 143mila abitanti dei 24 comuni con superamenti dei valori di Pfas (oltre 500 ng/l), un campione di 131mila abitanti dei 19 comuni con superi dei valori di Pfos, il più tossico dei composti (oltre 30 ng/l), e un’area di controllo di 643mila abitanti di comuni veneti non interessati dalla contaminazione.

“I risultati dello studio – rilevano gli autori – sono indicativi dell’esistenza di un rischio per la popolazione esposta”. In conclusione, i ricercatori Enea-Isde chiedono di “ridurre al minimo l’esposizione mediante provvedimenti sull’acqua potabile e sulle emissioni in aria dell’azienda”. E nonostante “i limiti intrinseci della ricerca – come scrivono gli stessi autori – basata su un approccio ecologico”, gli studiosi confermano la gravità dell’emergenza Pfas in Veneto, invitando a condurre nelle aree contaminate “indagini epidemiologiche di tipo analitico”.

Di Andrea Tornago | 10 maggio 2016

Da - http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/10/pfas-veneto-lo-studio-1-260-morti-in-piu-in-trentanni-rischi-per-la-salute/2711626/
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« Risposta #1 inserito:: Marzo 17, 2018, 12:36:03 pm »

Sono diverse tra loro le ragioni che hanno portato il Paese al dopo elezioni attuale.

La Lega ha preso voti da un elettorato che è stato fatto radicare nell'anti-Stato, per sentite ragioni avverse all'Unità d'Italia.  

I 5stelle, dopo anni di azioni-contro la politica in Democrazia, l'ha usata per raccogliere il malcontento sterile, di una fetta di elettori in momentanea protesta-pilotata.

Dei due non-vincitori totali è la Lega ad avere più salde adesioni nel proprio elettorato, non trascurando il fatto che in Veneto e Lombardia regge da tempo il "dominio" regionale.

Quindi è la Lega che ha esperienza e forza reale per proporsi come guida di governo.

Chi l’ha votata accetta in modo supino la loro gestione della Regione, rassegnandosi alla realtà non sempre felice e poco produttiva di benessere sociale e culturale.
Esaltandosi dalla possibilità di tenere in Regione il frutto del loro lavoro, senza farsi grandi problemi sul perchè lo si è svolto, in modo difforme tra i vari settori e senza studiare come farlo evolvere nei settori più arretrati.

ggiannig

« Ultima modifica: Ottobre 11, 2021, 12:13:12 pm da Admin » Registrato
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« Risposta #2 inserito:: Agosto 26, 2021, 11:03:16 pm »

Lega Nord
Enciclopedia on line

Lega Nord Movimento politico sorto nel 1989 dall’aggregazione di alcune formazioni regionali autonomiste (Lega lombarda, Liga veneta, Piemont autonomista ecc.) nate negli anni 1980; ha posto tra le sue priorità l’organizzazione federale dello Stato e una maggiore autonomia politico-amministrativa delle Regioni. Dopo aver riscosso un significativo successo nelle elezioni del 1992 (8,6% dei voti nella quota proporzionale alla Camera), nel 1994 si è presentata alle elezioni (8,4% dei voti nella quota proporzionale alla Camera) nel cartello elettorale di centrodestra risultato maggioritario, divenendo forza di governo. Passata all’opposizione decretando la crisi dell’esecutivo (dicembre 1994), si è presentata da sola alle elezioni del 1996 (10,1% dei voti nella quota proporzionale alla Camera), attestandosi su una linea apertamente secessionista tesa al riconoscimento della cosiddetta Repubblica del Nord. Il crescente isolamento del movimento ha successivamente indotto il segretario U. Bossi a un cambiamento di linea.

Recuperata l’istanza federalista, la L. si è riavvicinata dal 2000 alla compagine di centrodestra (3,9% dei consensi nella quota proporzionale alla Camera alle legislative del 2001; 4,6% dei voti nella quota proporzionale alla Camera alle legislative del 2006). Apparentata alla lista elettorale unica del Popolo delle libertà costituitasi in vista delle elezioni politiche del 2008, nelle consultazioni ha riscosso una grande crescita di consensi (8,2% dei voti nella quota proporzionale alla Camera). Dopo la caduta del quarto governo Berlusconi nel 2011 è passata all'opposizione del governo Monti, e nell'aprile del 2012 ha attraversato un periodo di crisi con le dimissioni del segretario Bossi a causa di un'inchiesta giudiziaria che coinvolgeva la sua famiglia e la sostituzione temporanea nel ruolo, fino al successivo congresso, da parte di un triunvirato formato da R. Maroni, R. Calderoli e M. Dal Lago. Al congresso tenutosi nel luglio dello stesso anno è stato eletto segretario Maroni, a cui è succeduto a dicembre M. Salvini, riconfermato nel 2017. Alle elezioni politiche del 2013, in cui la L. si è presentata in coalizione con il Popolo della libertà, ha ottenuto poco più del 4% dei voti, ma alle elezioni regionali dello stesso anno Maroni è stato nominato presidente della Regione Lombardia, presidenza che si va a sommare a quelle conquistate nelle passate elezioni regionali in cui la L. si è affermata anche in Veneto e Piemonte. Alle elezioni tenutesi nel maggio del 2014 la L., pur perdendo alle amministrative la presidenza della regione Piemonte, si è attesta sul 6% dei consensi alle europee.

Alle elezioni politiche del 2018 la L. si è presentata nella coalizione di centrodestra che ha ottenuto circa il 37% dei voti insieme a Forza Italia, a Fratelli d'Italia e a Noi con l'Italia. Il partito ha raggiunto un risultato storico intorno al 17% dei voti, risultando il più votato della coalizione. La coalizione è risultata la prima ma non ha raggiunto la maggioranza assoluta per governare. In una situazione politica di stallo, a quasi tre mesi dalle elezioni, la L. ha raggiunto un accordo con il Movimento 5 stelle e individuato nel giurista Giuseppe Conte il premier condiviso, dando così vita al primo governo della storia repubblicana giallo-verde. Alle elezioni europee del 2019 la L. ha ottenuto un consenso straordinario, attestandosi a più del 34%, risultando il partito più votato in Italia. Nell’agosto dello stesso anno, date le divergenze tra i due partiti di maggioranza, la L., forte dei consensi ottenuti alle elezioni amministrative ed europee, ha presentato una mozione di sfiducia, poi ritirata, al presidente del Consiglio Conte, che ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto al Presidente Mattarella, il quale ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il governo a curare il disbrigo degli affari correnti. Nel settembre successivo è nato un nuovo governo sempre a guida Conte con la maggioranza formatasi tra il Movimento 5 stelle e il Partito democratico, e la L. è passata all’opposizione.


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« Risposta #3 inserito:: Agosto 28, 2021, 12:25:47 pm »

Bressa attacca il presidente Zaia «Autonomia, Veneto in ritardo Ha sprecato sedici anni»

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Arlecchino Euristico
11:04 (1 ora fa)
a me

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2017/11-settembre-2017/autonomia-veneto-ritardo-ha-sprecato-sedici-anni-2402014341468.shtml

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« Risposta #4 inserito:: Settembre 27, 2021, 10:07:36 pm »

Da anni lo dico: Le Lega sono diverse realtà del Movimento leghista!

La Lega di Salvini è stata la truppa d'assalto, … ma il Sud non dimentica le offese.
Il quartier generale delle Lega è al Nord.
In ogni caso La Lega di Salvini è stata molto utile alla Destra, adesso rafforzerà Fratelli d'Italia.
Dal Governo (Giorgetti) all'estrema Destra (Fratelli d'Italia) mezza Italia è loro.

Ci sono arrivati senza colpo ferire e questo deve essere riconosciuto, dai loro avversari assonnati del Centro e delle Sinistre.

ggiannig ciaooo
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