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Autore Discussione: Gustavo Adolfo ROL Facile dire quello che non è stato e non ha voluto essere...  (Letto 356 volte)
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« inserito:: Gennaio 28, 2020, 12:23:13 pm »

Gustavo Adolfo Rol

25 gennaio alle ore 20:55 ·

Il giornalista e conduttore televisivo Guglielmo Zucconi così scriveva nel 1995 in occasione della pubblicazione della biografia di Remo Lugli su Rol ("Gustavo Rol. Una vita di prodigi", opera di riferimento):

«Ma chi era il dottor Gustavo Rol, prima funzionario di banca e poi pittore di rose sfatte? Come per Allah, di cui, secondo i musulmani si può dire solo ciò che non è, così per Rol è facile soltanto dire quello che non è stato e non ha voluto essere.

Pensate a Giucas Casella, Blakaman, Otelma, Bustelli, Houdini o a Eusapia Paladino, e poi metteteli da parte: Rol non aveva nulla da spartire con loro. Tuttavia soggiogava con lo sguardo, poteva perdere il peso a comando, colloquiare con l’aldilà, far arrivare dal passato libri, assegni banconote e campanelli, prevedere il futuro, dipingere a distanza, leggere in libri chiusi, scrivere e disegnare su fogli nascosti dentro a buste sigillate, guarire con l’imposizione delle mani. E a differenza di prestigiatori e pranoterapisti, non voleva essere pagato per i suoi prodigi.

Nella sua lunga vita (è morto a 91 anni) rifiutò la televisione e il teatro. Compiva gli “esperimenti”, fra un ristretto numero di amici seduti attorno a lui, sulle poltrone e i divani finiti all’asta. O interveniva in soccorso di sconosciuti se “vedeva” o” sentiva” che avevano bisogno di lui. Faceva tutto per la gloria di Dio e sosteneva che chiunque avrebbe potuto fare come lui, se avesse avuto la sua stessa fede. In un’altra epoca o in altra società, Rol sarebbe diventato un santone, un profeta, un sommo sacerdote. Vissuto a Torino per quasi tutto questo secolo è stato oggetto tanto di sconfinata ammirazione, quanto di testarda incredulità, di scritti approssimativi e di racconti fantasiosi.

A mettere le cose a posto è intervenuto finalmente Remo Lugli, scrittore e giornalista, inviato per molti anni de "La Stampa" e amico di Rol. Nel suo libro appena uscito – “Gustavo Rol, una vita di prodigi”, edizioni Mediterranee – Lugli, prima racconta con la penna dello scrittore la straordinaria vita del personaggio, poi con lo scrupolo del cronista descrive settanta “esperimenti”, cioè prodigi inspiegabili, compiuti dall’amico scomparso. Di una cinquantina è stato testimone diretto, gli altri li ha raccolti da altri affidabili testimoni oculari: personaggi come Buzzati o Fellini.

Sono fenomeni spiegabili solo con una “quarta dimensione”, nella quale Rol entrava come in una stanza preclusa agli altri. Non ne parlo per lasciare agli auspicabili lettori dell’affascinante libro il piacere di scoperte da brivido. Se poi qualcuno che non lo conosce avesse dei dubbi sulla “credibilità” di Remo Lugli, sappia che è stato l'unico inviato della “Stampa” al quale il mitico direttore De Benedetti non abbia mai corretto nemmeno una virgola.»

(Zucconi, G., “Rol, una vita di prodigi ‘in nome di Dio’”, Il Giorno, 30/04/1995, p. 15)

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