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Autore Discussione: Carlo PETRINI, 30 anni: “Buono e giusto”. Il sogno realizzato di Slow Food  (Letto 2769 volte)
Arlecchino
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« inserito:: Aprile 16, 2016, 10:13:25 am »

30 anni: “Buono e giusto”. Il sogno realizzato di Slow Food

In trenta parole la storia del movimento nato nell’86 e che domani festeggia il compleanno con eventi e feste in 300 piazze italiane

15/04/2016
A cura di Carlo Petrini

Un’idea del mondo in 30 parole. Sono quelle che abbiamo proposto a Carlo Petrini perché vi racchiudesse la storia, lo spirito e le speranze di Slow Food: una sorta di bilancio del movimento che comincia domani i festeggiamenti per i 30 anni di attività. Come tutte le idee di successo, alle origini di Slow Food c’è stata l’intuizione di saper cogliere un’esigenza in anticipo, di capire che parlare di qualità dei cibi, consumi responsabili, difesa del territorio e biodiversità intercettava una sensibilità crescente e non una moda transitoria. Quando nasce in Piemonte, a Bra, come Arcigola - il nome Slow Food sarà adottato nel 1989 a Parigi - è l’anno di Cernobyl e del vino al metanolo. Si presenta come «Movimento per la tutela e il diritto al piacere»: parte dal piacere della tavola, della convivialità, ma subito vira verso la ricerca di una nuova gastronomia figlia dell’agricoltura sostenibile. Il progetto è forte, più delle critiche di chi contesta certe posizioni rigide, e lo è al punto che mentre il mondo impara ad andare sempre più veloce non suona strano scegliere un nome che chiede di rallentare. Oggi Slow Food vuol dire una realtà con oltre 100 mila iscritti in 160 Paesi ma, più dei numeri, il successo di chi diede il via all’avventura della chiocciola lo dà l’essere riusciti a far crescere la consapevolezza che l’attenzione verso determinati temi sia un investimento sul futuro. Per averne una dimostrazione, andate in una delle 300 piazze che domani celebrano lo Slow Food Day in tutta Italia (l’elenco su www.slowfood.it): c’è anche piazza di Spagna a Roma, là dove vedendo uno dei primi McDonalds, cominciò a prendere forma una diversa idea del mondo (Luca Ubaldeschi)  

AGRICOLTURA: La misura del nostro grado di civiltà. Non un mero comparto economico, ma qualcosa di più complesso, figlio di una visione olistica, che comprende la sacralità del cibo, il rispetto per l’ambiente, la socialità, ogni manifestazione culturale.  

BIODIVERSITÀ: È la nostra polizza per il futuro. Rappresenta la vera ricchezza della vita sulla Terra. E’ fondamentale salvaguardarla e non brevettarla.

 BUONO: È ciò a cui tutti hanno diritto nel rispetto delle differenti culture. Stiamo parlando di attenzione alla qualità organolettica, al piacere (personale o condiviso) e al gusto anche in termini culturali.

 
CIBO: È la vita, è il valore di ciò che siamo. Ogni alimento porta con sé storie complesse che riguardano i campi più disparati, dai diritti umani all’economia, dalla salute all’ambiente.

CONSUMATORE: La parola non dovrebbe più essere usata, ma sostituita dalla parola co-produttore. Perché il consumo del cibo non può essere distinto da tutto ciò che lo produce e lo fa arrivare sulle nostre tavole. Tutti i soggetti coinvolti devono stare dalla stessa parte.  

CONTADINI: Intellettuali della terra, sono loro a donarci il cibo e a custodire porzioni di natura. Non l’ultima ruota del carro dell’ordine sociale, ma la base su cui costruire la vita.

ECONOMIA: Ha un’etimologia simile a ecologia. È il modo in cui governiamo la nostra casa e, se la pensiamo globale, altro non è che la Terra. Se i criteri economici non sono guidati dal pensiero ecologico, non c’è buona amministrazione.  

EREDITÀ: Le buone idee hanno le gambe lunghe e finiscono per fare strade che non si possono prestabilire. Spero che le idee di Slow Food, come hanno in parte già fatto, finiscano il più lontano possibile, nello spazio come nel tempo.

ETICHETTA: Offre l’opportunità di conoscere un prodotto e cosa c’è dietro, è uno strumento di democrazia fondamentale per fare capire al cittadino cosa sta acquistando e chi l’ha prodotto.

GASTRONOMIA: Faccio mia la definizione di Brillat-Savarin per cui essa «riguarda tutto quanto è inerente all’uomo in quanto si nutre». Quindi è una scienza complessa che riguarda moltissimi aspetti dall’economia al gusto, dall’antropologia alla sociologia.  

GIUSTO: La misura della gratificazione per chi produce e chi si nutre, il senso del limite: spesso il cibo a basso costo è ingiusto, perché ha lasciato conti da pagare.  

LOBBY: Vorrei significasse dare più potere alle idee, non alle grandi industrie e ai loro interessi. Siamo una lobby per il trionfo delle buone idee, di chi lavora rispettando il buono, in modo giusto e pulito.

 LOCALE: È la giusta dimensione, dove essere davvero protagonisti del cambiamento e tutelare la nostra biodiversità, il nostro cibo.  

 MERCATO: Si professa libero ma libero non è. Uno dei principali ostacoli alla rinascita dell’umanità. Vorrei tanto che almeno il cibo uscisse dal libero mercato, che non fosse trattato alla stregua di tutte le altre merci.  

MERCATI: Il luogo dello scambio, dove si forgia l’identità e si impara a conoscere chi produce il cibo. Una forma distributiva libera insieme ai Gas e alla vendita diretta nelle cascine che sta conquistando sempre maggiore spazio.  

MOVIMENTO: È alla base della vita, muovendoci possiamo confrontarci, incontrare gli altri, imparare e scambiare conoscenza. E il cibo è il più bell’elemento di movimento che conosco.

NICCHIA: È chiusa, funerea, statica e immobile. Niente dovrebbe essere considerato di nicchia, ma solo ancora conosciuto da pochi.

ORTO: In principio era l’orto. Dietro casa, davanti a casa, lontano da casa, ma un orto c’era sempre. Gli orti insegnano la storia, la geografia, la chimica; insegnano la pazienza, l’attesa, il senso del limite, la possibilità di fallimento; la gioia e la responsabilità di occuparsi di un vivente.

PERICOLO: È una parola da interpretare per fare in modo che nulla ci faccia paura, ma che ogni pericolo si trasformi in una sfida da superare.

POLITICA: L’arte di governare le società, il cui obiettivo primario dovrebbe essere migliorare la vita di tutti i cittadini, garantendo i diritti fondamentali, in primis l’accesso al cibo. Tutti noi facciamo politica in quanto partecipiamo alla vita pubblica. Non siamo un partito.

POTERE: È una parola forte, da affrontare con delicatezza e intelligenza, con cui dar vita al mondo che vorremmo.

PULITO: Rispetto della terra, degli altri e di se stessi. Un cibo è pulito se non sporca il mondo e non sporca noi, se non mette a repentaglio la pulizia dell’aria, dell’acqua, del suolo.

RADICI: Ciò che siamo e che non riconduce mai a un punto fisso di purezza, bensì si articola in rivoli infiniti, che parlano dell’importanza della diversità e dello scambio.

 RETE: Il modo migliore per stare insieme, condividere una battaglia, un orizzonte di civiltà, per esercitare il nostro diritto di cittadinanza.

RISULTATI: Se ci guardiamo indietro possiamo vedere ciò che abbiamo costruito in questi anni. E parliamo dei Presìdi, dei prodotti sull’Arca del Gusto, delle Comunità del cibo.

SALONE (DEL GUSTO): Uno strumento per far conoscere la cultura del cibo, che ha contribuito a dare dignità alla gastronomia. Ha portato al grande pubblico concetti nuovi che prima non appartenevano al mondo del cibo ancora troppo chiuso sul lato gustativo.  

SLOW (FOOD): Una bella sfida. Ragionamento, senso del limite, riflessione, piacere. Slow Food è riuscito a salvaguardare concretamente pezzettini di biodiversità e tradizione, a educare molte persone al gusto e all’alimentazione, a fondare un’Università di Scienze Gastronomiche e a dare il via alla rete di Terra Madre.  

SOSTENIBILITÀ: In inglese «sustain» indica il pedale del pianoforte che prolunga il suono: portare più avanti, garantire una durabilità delle risorse e della vita. La nostra capacità di garantire un futuro alle generazioni che verranno dopo.

TERRA (MADRE): Una rete mondiale, un luogo dell’anima dove incontrarsi e incontrare chi ha a cuore il futuro del cibo, dell’umanità e del pianeta: un soggetto che si è imposto con la forza delle proprie idee e la tenacia del proprio lavoro e si sta configurando come una delle più grandi reti al servizio del Pianeta.

 TERRITORIO: Una parola dal significato complesso e mutante. Io penso che sia la casa, l’origine di ognuno di noi e ciò di cui ci nutriamo. Qualcosa di cui avere cura come il bene più prezioso.  

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Da - http://www.lastampa.it/2016/04/15/societa/anni-buono-e-giusto-il-sogno-realizzato-di-slow-food-O2ABq40fkNhJD0Z9PvmEGI/pagina.html
« Ultima modifica: Dicembre 02, 2017, 05:22:55 pm da Arlecchino » Registrato
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