LA-U dell'ulivo
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Autore Topic: TESI per la definizione della piattaforma programmatica de L'Ulivo  (Letto 2453 volte)
Arlecchino
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« il: Marzo 23, 2016, 06:38:41 »

Tesi per la definizione della piattaforma programmatica de L'Ulivo

6 dicembre 1995
 
INDICE

Lo Stato nuovo
Tesi n° 1 Uno Stato che funziona: forma di governo ed elezioni
Tesi n° 2 Garanzie per l'opposizione
Tesi n° 3 Autogoverno locale e federalismo cooperativo
Tesi n° 4 Una Camera delle Regioni
Tesi n° 5 Le elezioni ad armi pari
Tesi n° 6 Candidature trasparenti
Tesi n° 7 Meno leggi, fatte meglio
Tesi n° 8 Un Parlamento che decide e che controlla
Tesi n° 9 Un Governo che governa
Tesi n° 10 I referendum: pochi, ma buoni
Tesi n° 11 L'indipendenza della magistratura
Tesi n° 12 La giustizia costituzionale
Tesi n° 13 Una pubblica amministrazione al servizio dei cittadini
Tesi n° 14 Una pubblica amministrazione leggera e decentrata

La certezza nella giustizia
Tesi n° 15 Far lavorare meglio i magistrati
Tesi n° 16 Migliorare i funzionari per migliorare la giustizia
Tesi n° 17 Snellire l'organizzazione giudiziaria
Tesi n° 18 Accelerare la giustizia civile
Tesi n° 19 La giustizia amministrativa
Tesi n° 20 Dei delitti e delle pene
Tesi n° 21 Giusta punizione, ma punizione giusta
Tesi n° 22 Poter uscire di casa tranquillamente
Tesi n° 23 La lotta alla criminalità organizzata

L'Italia e gli altri
Tesi n° 24 Una Europa più unita: la revisione del Trattato di Maastricht
Tesi n° 25 Una Europa più grande: l'integrazione dei nuovi Stati
Tesi n° 26 La riforma dell'ONU
Tesi n° 27 L'Italia e gli altri organismi internazionali
Tesi n° 28 L'Italia e i luoghi di crisi: come aiutare la pace
Tesi n° 29 L'Italia e i paesi deboli: come aiutare lo sviluppo
Tesi n° 30 L'Italia e gli altri: come rilanciare la politica economica all'estero
Tesi n° 31 Un nuovo modello di difesa

Le buone regole dell'economia nazionale
Tesi n° 32 Finanza sana per uno Stato sano
Tesi n° 33 Bilancio agile e corretto
Tesi n° 34 Come deve essere il fisco
Tesi n° 35 Tasse semplici e razionali
Tesi n° 36 Come combattere l'evasione fiscale
Tesi n° 37 Federalismo fiscale
Tesi n° 38 L'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e gli assegni familiari
Tesi n° 39 Tassazione delle attività finanziarie
Tesi n° 40 Come tassare il reddito d'impresa
Tesi n° 41 Come tassare gli immobili
Tesi n° 42 Chi inquina paga
Tesi n° 43 Una Repubblica fondata davvero sul lavoro
Tesi n° 44 Il Mezzogiorno
Tesi n° 45 Una politica industriale al passo con l'Europa: il mercato unico e l'innovazione tecnico-scientifica delle imprese
Tesi n° 46 Far nascere il mercato, il colpo d'ala che serve al Paese
Tesi n° 47 Aprire il mercato dei capitali
Tesi n° 48 Liberare il mercato: le privatizzazioni
Tesi n° 49 Liberare il mercato: una nuova politica per i servizi pubblici e la tuteladella concorrenza
Tesi n° 50 La creazione e la crescita di imprese innovative
Tesi n° 51 L'informazione
Tesi n° 52 Il futuro delle telecomunicazioni
Tesi n° 53 Modernizzare l'agricoltura
Tesi n° 54 Una distribuzione commerciale in linea con l'Europa
Tesi n° 55 Migliorare la qualità del sistema turistico italiano
Tesi n° 56 L'artigianato: una tradizione a cui dare modernità
Tesi n° 57 La questione delle abitazioni

La nuova alleanza con la natura
Tesi n° 58 Conservare la biodiversità
Tesi n° 59 Portare l'acqua da bere in tutte le case
Tesi n° 60 Il riassetto idrogeologico del territorio
Tesi n° 61 L'aria che respiriamo
Tesi n° 62 Trasporti moderni, puntuali e senza danni
Tesi n° 63 Rifiuti: uscire dall'emergenza e dall'illegalità
Tesi n° 64 Politica dell'energia
Tesi n° 65 Ricostruire la città costruita: una politica per le città

Un'Italia che sa, un'Italia che vale
Tesi n° 66 La Scuola è la base di ogni ricchezza
Tesi n° 67 Formazione professionale, educazione continua e partecipazione
Tesi n° 68 Far crescere l'Università per far crescere il Paese
Tesi n° 69 Nuove strategie per la ricerca scientifico-tecnologica
Tesi n° 70 Riorganizzare le professioni, evitare le corporazioni

Il nuovo patto sociale
Tesi n° 71 Il futuro dei giovani, il futuro del Paese
Tesi n° 72 I giovani al servizio della comunità
Tesi n° 73 Una società di donne e di uomini
Tesi n° 74 I diritti degli anziani
Tesi n° 75 La famiglia come ricchezza civile
Tesi n° 76 Garantire i diritti dei minori
Tesi n° 77 Governare l'immigrazione
Tesi n° 78 I servizi sociali
Tesi n° 79 Le imprese senza profitto: un progetto di economia civile
Tesi n° 80 I tre pilastri della previdenza sociale

Una cultura non marginale
Tesi n° 81 La cultura come risorsa
Tesi n° 82 I beni culturali
Tesi n° 83 Tutelare lo sport agonistico, rilanciare lo sport di base

La promozione della salute
Tesi n° 84 Vivere di più, vivere meglio
Tesi n° 85 Sanità e federalismo: un nuovo modello di servizio per la salute
Tesi n° 86 La cittadinanza sanitaria
Tesi n° 87 Ricerca biomedica e sanitaria
Tesi n° 88 Bioetica e sanità


da - http://www.perlulivo.it/radici/vittorieelettorali/programma/tesi/index.html
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Arlecchino
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« Risposta #1 il: Marzo 30, 2017, 11:29:40 »

POLO DEMOCRATICO.

Cos'è? E’ un Progetto-Paese e un Governo che dovrà realizzarlo.

Il Polo Democratico è il manifesto di accordo socio-politico sottoscritto da Partiti e Movimenti dell’area di Centro e di Sinistra, indipendenti tra loro.

Prima delle elezioni politiche, il Polo Democratico dichiara al Paese l’accordo raggiunto tra i Partiti d’area uniti nella realizzazione del Progetto-Paese, studiato insieme e condiviso, perché divenga il Programma di Governo che si impegnano a sostenere.

Quindi si parla di un Governo di scopo.
Infatti la realizzazione di questo Progetto-Paese dovrà essere ottenuta (nei termini minimi previsti) dal Governo del Polo Democratico, entro la legislatura di 5 anni, dalla sua costituzione.
 
Quando si costituisce il Polo Democratico?
Nasce in tempo utile per essere formato, presentato al Paese e votato nelle prime elezioni politiche previste. La sua approvazione popolare deve essere verificata tramite l’esito delle elezioni stesse. Il Polo Democratico sarà autorizzato a presentare al Presidente della Repubblica la formazione del Governo soltanto se uscirà vincente nelle suddette elezioni politiche.

Se tale evento non si dovesse verificare, i Parlamentari eletti e i Partiti del Polo Democratico saranno, in Parlamento, all'Opposizione. L’accordo, infatti, prevede sin dall'inizio che, in caso di sconfitta, nessun Parlamentare o Partito del Polo Democratico possa partecipare alle attività della coalizione vincente (cioè il Polo avversario).

Nel caso di vittoria nelle elezioni, il Polo Democratico forma il suo Governo e come tale si appresta alla nomina dei ministri in accordo con i Partiti che ne sono parte. Con questa operazione doverosa termina il rapporto diretto e condizionante tra il Polo Democratico e i Partiti che lo appoggiano, davanti al Paese e operativamente in Parlamento.

Quindi il Polo Democratico e il suo Governo … governano.

I Partiti saranno indipendenti dal Governo che appoggiano (nei limiti previsti dal Progetto-Paese) e saranno liberi di svolgere ogni azione politica e sociale rivolta ai Cittadini e alle loro associazioni, indipendentemente dal lavoro del Governo.
Liberi da oneri di gestione del governo, come primo effetto positivo i Partiti e i loro Parlamentari avranno agio e tempo a disposizione per una vicinanza migliore con gli elettori e con la realtà sociale Italiana. Oggi assolutamente teoriche o rese torbide da intermediari non sempre fulgidi.
    
L’indipendenza del Governo del Polo (prenderà il nome del Primo Ministro) dai Partiti che l’hanno generato e lo sostengono in Parlamento, non impedirà che i Segretari di Partito abbiano la possibilità di verifica sul procedere del Progetto-Paese e su richiesta di una delle parti, possano assolvere a compiti consultivi.


Il documento parte seconda Segue …

 30/01/2017
« Ultima modifica: Marzo 30, 2017, 11:34:02 da Arlecchino » Loggato
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« Risposta #2 il: Maggio 02, 2017, 11:53:50 »

Prima cosa da fare è agire per chiarezza d'intenti.

E' utile e positivo conoscere il bene che caratterizza l’azione di chi volontariamente aiuta in situazioni difficili.
Ma tutto questo "fare del bene" non giustifica il dare per scontato che, nel “mucchio”, non ci possa essere anche del losco.

Se è verificato o verificabile l'andare sotto costa e "orientare" i gommoni e i loro "organizzatori" per essere meglio caricati a bordo, questo è azione diversa dal soccorrere profughi dalla guerra.

Questa "stortura" deve esse indagata dalla Magistratura!
Chi ostacola il lavoro delle Magistrature rischia di diventare complice in azione “losche”! 

gg
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« Risposta #3 il: Maggio 02, 2017, 12:08:18 »

Bene attivarsi nelle relazioni internazionali, specie con protagonisti di valore come Obama.

Certamente meglio che battibeccare con galli spelacchiati del pollaio di casa-Italia.

Noi che non siamo "tifosi" del personaggio, ma siamo convinti che un Leader sia necessario in politica, da sempre siamo abituati a valutare le azioni e gli obiettivi raggiunti.
Da questi incontri si può trarre del buono.

ciaooo

Da FB del 30 aprile 2017 Obama Renzi
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« Risposta #4 il: Maggio 03, 2017, 10:50:54 »

Salvati: “La maggioranza liberale di sinistra ha rigenerato il partito democratico”

Il politologo: Renzi esce rafforzato da questa svolta, ora deve rispondere mettendo a posto la situazione nei territori

Pubblicato il 01/05/2017 - Ultima modifica il 01/05/2017 alle ore 13:21

FRANCESCA SCHIANCHI
ROMA

«Dopo la sconfitta del referendum e i risultati del governo, percepiti come non eccellenti, il fatto che una parte così ampia del popolo di sinistra riconfermi Renzi a questi livelli è un dato importante. A cui lui deve rispondere». Politologo ed economista, Michele Salvati è stato, più di dieci anni fa, il primo teorico del Pd.

Un dato importante anche per il Pd: da noi i partiti tradizionali hanno ancora una vitalità? 
«In Europa i partiti tradizionali sono in crisi quasi ovunque, con l’eccezione della Germania, la cui politica s’impernia sui grandi assi di Spd e Cdu. In qualche modo però il Pd sia a livello di struttura dei circoli che attraverso le primarie, si può definire un partito tradizionale con una base democratica ampia».
 
È un’eccezione? 
«Sì, tanto che i politologi Fasano e Natale hanno intitolato il loro libro in uscita “L’ultimo partito”. Un partito che però ha permesso a un quasi outsider di arrivare alla guida. In questo è la differenza col Ps francese».
 
Cioè? 
«Nel Ps era tale la resistenza a nuovi innesti liberal-democratici che Macron – un personaggio simile a Renzi, portatore di una filosofia liberale – si è convinto che non ce l’avrebbe mai fatta a vincere primarie aperte. Non avrebbe mai potuto scalare il partito dall'interno: Renzi l’ha fatto». 
 
Ma qual è lo stato di salute delle primarie? Non è che poi, come in Francia, chi vince le primarie perde le elezioni? 
«Lo stato di salute delle primarie dipende dai contesti. In origine, qui da noi, sono state un espediente per santificare Romano Prodi, che si rivolgeva a due popoli diversi e aveva bisogno di un’investitura generale. Adesso però quella vecchia spaccatura tra Dc e Pci è sparita, la fusione è avvenuta, e restano le fratture tipiche di ogni partito di una sinistra di governo europeo: tra un orientamento più radicale, uno più socialdemocratico filo sindacale, e uno liberal democratico».
 
E le primarie sono ancora utili? 
«Non devono essere un feticcio, ma restano un grande strumento per tastare il polso dell’elettorato potenziale. Me la faccia dire così: vanno usate con opportunismo, quando servono. E secondo me hanno un senso solo quando coinvolgono molte più persone rispetto al popolo del partito: quasi quasi io metterei una clausola, che il risultato si rispetta solo se ai gazebo si presenta un numero di persone pari a 4 o 5 volte quelle che hanno votato tra gli iscritti».
 
Che Pd è uscito dai gazebo? 
«Dal 2013 per la prima volta, e con la larga riconferma di ieri, la maggioranza del partito è liberale di sinistra, quella che era solo una infima minoranza quando militavo io nell’Ulivo: al congresso di Pesaro prendemmo il 4 per cento... Questo è, per ora, un successo di Renzi. Che ha avuto una investitura notevole a cui deve rispondere». 
 
Come? Cosa deve fare subito? 
«Renzi ha avuto un grande successo nel partito: ora lo metta a posto. Il Pd in molte realtà del Paese non esiste o è frutto di notabilati locali. Ripensi alla struttura del partito».
 
Proverà a votare in autunno o Gentiloni può stare sereno? 
«Non lo so, ma credo che Gentiloni abbia con lui un contatto continuo e una tale affinità politica da poter stare abbastanza tranquillo».
 
Cosa prevede verrà deciso sulla legge elettorale? 
«Temo che l’ipotesi più probabile sia che si vada a votare con le due leggi uscite dalla Consulta. Anche se spero di sbagliarmi: spero non si vada in direzione ancora più proporzionale».
 
La ferita della scissione di Bersani e D’Alema è già sanata? 
«Non credo, ma vedremo gli effetti a lunga scadenza alle prossime elezioni. Tra la sinistra rimasta nel Pd e i fuoriusciti c’è una sorta di continuum, poi perché siano usciti non l’ho ancora capito. Pisapia, di cui ho grande stima, vorrebbe riunire tutto quel nucleo, vedremo se riuscirà e come reagirà Renzi».
 
Orlando e Emiliano lo accusano di voler fare un governo dopo le elezioni con Berlusconi… 
«La battaglia politica sarà condotta sempre di più nella divisione tra due blocchi: Europa sì-Europa no, come già sta succedendo in Francia. In questo clima, è possibile che, se Berlusconi non si allea coi sovranisti, si troverà da questa parte del campo e diventi inevitabile fare un governo con lui». 

 Licenza Creative Commons
Alcuni diritti riservati.

Da - http://www.lastampa.it/2017/05/01/italia/cronache/la-maggioranza-liberale-di-sinistra-ha-rigenerato-il-partito-democratico-VQlZDHKshzqO9hsSfIzjtM/pagina.html
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« Risposta #5 il: Giugno 10, 2017, 11:22:02 »

La legge elettorale non è morta ... è a fine vita la politica come è intesa oggi.

Con il Polo Democratico si realizzerà un parallelismo senza incroci (scambi):
Progetto-Italia e Governo del Polo su un binario, Partiti che lo sostengono sull'altro binario.

Sostegno al Governo e indipendenza dei Partiti: obiettivo, del Polo Democratico, realizzare il Progetto-Italia concordato con i Partiti che aderiscono.

ggiannig
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« Risposta #6 il: Giugno 13, 2017, 10:03:48 »

Stanno emergendo (nel dopo elezioni) delle certezze:

1) in Italia l'assenteista è una parte importante di Cittadini con una precisa opinione sulla politica attuale.

2) I Comuni e il localismo in genere può insegnare alla politica il da farsi urgente (impegnarsi nell'interesse dei Cittadini).

3) Da parte di molti si continua con l'alzare fumo per favorire l'arrosto della tavolata di partito.

4) Il bipolarismo è la speranza dei vecchi della politica, i Poli in Italia sono tre (3). Uno dei tre è il Movimento 5 Stelle.

5) I partitini di quartiere sono rifiutati dagli elettori, non occorre alzare la soglia oltre il 5%.
Il chiacchiericcio-snob dell'élite di cultura “imparata” sarà fastidioso, ma ininfluente se non diventa violenza (esperienza già sofferta in Italia).

6) Le intese tra partiti vanno dichiarate prima delle elezioni e il conseguente programma elettorale deve diventare Progetto da realizzare in 5 anni (le chiacchiere generano figuracce ai leader e alimentano l'assenteismo degli scontenti non topati).

7) Se il PD non realizza, da subito, il POLO Democratico, per realizzare, con i Partiti di CentroSinistra, un Governo di CentroSinistra che realizzi il suo Progetto-Italia in 5 anni, non perderà voti (è troppo forte) ma continuerà a perdere la "bussola".
     
ciaooo 

da FB del 13 giugno 2017
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« Risposta #7 il: Giugno 25, 2017, 04:48:50 »


E' il buon senso che non ha, ne padri, ne padroni … se l’hai è per il bene di tutti.

ggiannig
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« Risposta #8 il: Giugno 27, 2017, 11:30:25 »

Cacchio parli ancora di alleanze ...? Non ti accorgi che ti hanno massacrato alleati e cooperatori incapaci.

Le alleanze sono vecchia politica che cerca di resistere in un pollaio di periferia tra galli spelacchiati e litigiosi.

Il PD deve mettersi al lavoro, subito, ad un Progetto-Paese da far approvare prima dai Partiti-Movimenti che ci stanno, poi dagli elettori alle prossime politiche.

Ci si deve battere per un Progetto da realizzare, non per la politica puttana di sempre.

ggiannig
a Renzi su FB el 26 giugno 2017
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« Risposta #9 il: Giugno 27, 2017, 11:32:27 »

Anche i "non renziani" pensano che Renzi, errori compresi commessi anche di recente, debba tirare diritto, evitando inutili coalizioni a rischio, facendosi scudo contro gli attacchi pretestuosi della sinistraSinistra.

Stenda un vero Progetto-Paese concreto e raduni intorno a queste intenzioni di governo elementi qualificati di specchiata moralità e onesta professionale.

Oggi gli mancano.

ciaooo
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« Risposta #10 il: Giugno 27, 2017, 11:34:52 »

L'assenteismo è anti-sistema!

Il NO al referendum e il voto di Domenica sono anti-democratici, sia per alcune assurdità (penalizzare chi ha governato), sia perché ha prevalso l'accanimento anti-Renzi e anti-PD. 

Molti non-renziani (ma Italiani) sono convinti che se Renzi e il PD non si imbrattano l'abito politico con inciuci e alleanze stitiche, sono l'uomo politico e il partito in grado, da subito, di fare del bene al paese.

Ma Renzi deve mettersi a studiare e comportarsi da Statista e il PD deve: eliminare "talpe" dei fuoriusciti ancora infestanti all'interno, ridimensionare nei ruoli gli incapaci e valorizzare chi vale (ma non s'inchina), fare squadra intorno a Renzi aiutandolo facendosi ascoltare (anche se non toscani).

Il PD e Renzi devono presentare agli Italiani (renziani o non renziani) un Progetto-Paese complessivo sulle cose da fare e da avviare entro la prossima legislatura.

Non chiacchiere ma una Magna Carta Democratica di ricerca della serenità in Italia.

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« Risposta #11 il: Giugno 28, 2017, 12:01:30 »

Il POLO Democratico (di cui scrivo da mesi) è il nuovo modo di fare politica di CentroSinistra.

Liberati dai comunisti-mascherati o dichiarati, vincolati ad un Progetto-Paese confezionato e approvato dai partiti del Polo Democratico, nascerà il Governo del Polo con il preciso compito di realizzare il Progetto, negli anni di legislatura.

Quindi non alleanze o inciuci vari ma un compito preciso definito e accettato dai partiti o movimenti che aderiscono al Progetto. Dopo di che le parallele Governo e Partiti si avviano su piani diversi: il Governo del Polo governa per realizzare il Progetto, libero dalle "beghe del quotidiano" e i Partiti nella loro libera e indipendente attività politica si dedicheranno con vigore ai rapporti con la realtà sociale.

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A Renzi su FB del 26 giugno 2017
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« Risposta #12 il: Giugno 29, 2017, 12:44:27 »

L'assenteismo è anti-sistema!

Il NO al referendum e il voto di Domenica sono anti-democratici, sia per alcune assurdità lasciate commettere (p.e.: penalizzare chi ha governato), sia perché ha prevalso l'accanimento anti-Renzi e anti-PD. 

Molti non-renziani (ma Italiani) sono convinti che se Renzi e il PD non si imbrattano l'abito politico con inciuci e alleanze stitiche, sono l'uomo politico e il partito in grado, da subito, di fare del bene al paese.
Ma Renzi deve mettersi a studiare e comportarsi da Statista e il PD deve: eliminare "talpe" dei fuoriusciti ancora infestanti all'interno, ridimensionare nei ruoli gli incapaci e valorizzare chi vale (ma non s'inchina), fare squadra intorno a Renzi aiutandolo facendosi ascoltare (anche se non toscani).

Il PD e Renzi devono presentare agli Italiani (renziani o non renziani) un Progetto-Paese complessivo sulle cose da fare e da avviare entro la prossima legislatura.

Non chiacchiere ma una Magna Carta Democratica di ricerca della serenità in Italia.

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« Risposta #13 il: Luglio 13, 2017, 11:33:38 »

Gli ulivisti nati con Prodi ci sono ancora.

Venti anni fa ero ulivista ma non necessariamente prodiano.

Oggi sono ulivista (cioè di pensiero CentroSinistra) ma "non ancora renziano".

Io sostengo una idea-pensiero, ma da libero pensatore, non sono "tifoso" del "Leader".

ciaooo
« Ultima modifica: Agosto 28, 2017, 12:24:41 da Admin » Loggato
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« Risposta #14 il: Luglio 13, 2017, 11:35:32 »

Quando la lingua locale è una parrocchia (laica) di quartiere e, nello stesso tempo, una enciclopedia di sentimenti e di emozioni.

E' bello essere li.

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