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Autore Discussione: ARLECCHINO C'E'... e non è rassegnato.  (Letto 5679 volte)
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« inserito:: Gennaio 27, 2014, 04:22:35 pm »

Arlecchino    

 Oggetto del messaggio: LETTA e RENZI, RISANATE L'ITALIA O ANDATE A FARVI FOTTERE!

MessaggioInviato: lun gen 27, 2014 16:12 pm

Iscritto il: lun feb 13, 2012 14:02 pm
Messaggi: 22994    

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Letta e Renzi, quasi nemici

di ILVO DIAMANTI

È DIFFICILE raccontare la politica con le tradizionali categorie dell'analisi politica. Della politologia. Osservare quel che avviene oggi come fosse ieri, non dico ieri l'altro. Perché oggi anche ieri è passato. Il Passato.

Perfino i partiti personali, il partito del Capo (tratteggiati da Mauro Calise e Fabio Bordignon) rischiano di invecchiare in fretta. Raccontare la politica, oggi, significa, infatti, parlare delle Persone e dei Capi. "Senza" i partiti. Personali o impersonali: non importa. Così le cronache riguardo alla complessa vicenda della legge elettorale si riassumono nel rapporto personale - e contrastato - fra Renzi e Letta. Matteo ed Enrico. Quasi amici. O meglio: quasi nemici (come pensa quasi metà degli italiani, secondo un sondaggio Ipsos). Uniti o, forse, divisi, dalla comune appartenenza a un "partito ipotetico" (per echeggiare Edmondo Berselli). Il Pd. Un "quasi partito".

Matteo ed Enrico. Così vicini eppure così lontani. Appartengono a generazioni contigue, ma non comunicanti. Letta: ha quasi cinquant'anni. Ha fatto politica fin da giovane, perché i partiti, quando aveva vent'anni, c'erano ancora. La Dc, in particolare, dove ha "militato" fin da piccolo. E dove ha imparato la politica come arte della mediazione e del compromesso. Certo, negli anni Ottanta i partiti di massa stavano perdendo le masse per strada. Resistevano le classi dirigenti. Quella stagione è definitivamente crollata nel 1989. Insieme al muro di Berlino. Insieme al referendum del 1991 "contro" la preferenza multipla e "contro" la partitocrazia. Letta, dunque, è un post-democristiano. In seguito: popolare, ulivista, democratico. Affezionato al voto di preferenza. A trent'anni era già al governo. Dove è rientrato in successive occasioni. Fino ad oggi. Premier di un governo che dispone di una maggioranza parlamentare incerta e di una minoranza elettorale certa. Espresso da un partito, in parte ostile. E diviso. Ipotetico.

Anche perché è guidato da un Capo che del partito non si occupa più di tanto. Renzi: eletto segretario, due mesi fa, alle primarie, con una maggioranza travolgente. Dopo essere stato sconfitto giusto un anno prima da Bersani. Portabandiera di un partito "vero". Radicato e cresciuto nel secolo delle ideologie e della partecipazione di massa. Ultimo atto della storia della Prima Repubblica, a cui la sinistra italiana è rimasta fedele. Fino, appunto, alle elezioni di febbraio. Quando è divenuta evidente l'impotenza di un partito impersonale di fronte ai partiti personali vecchi e nuovi: Pdl e M5S. E ai loro leader. Berlusconi e Grillo. Diversi e opposti, ma entrambi leader senza partiti. Oppure non-partiti, come Grillo ha definito il M5S.



Così, dopo il voto, il Pd si è arreso a Renzi. Che ha accettato di guidarlo per non averlo contro. Anche se lui, ai partiti - tradizionali o riformati - non ci crede proprio. Questione di generazione politica. Se Letta ha "quasi" cinquant'anni, Renzi ne ha "quasi" quaranta. Quando è crollato il muro, Renzi aveva appena finito le medie. E i partiti erano nella bufera. Delegittimati e deboli. Pochi anni ancora e sarebbero stati travolti da Tangentopoli. Così, Berlusconi "scendeva in campo". E occupava il vuoto politico lasciato dai partiti. Con le sue televisioni, i suoi esperti di mercato, le sue risorse, il suo stile di comunicazione. Imponeva il modello della "politica come marketing". Accanto al suo partito personale. Renzi, allora, era appena divenuto maggiorenne. I "movimenti politici giovanili" appartenevano alla storia del passato. Come i partiti, la Resistenza. E il Risorgimento. Nel 1996, Renzi diventava partigiano del Partito dell'Ulivo (non "dei partiti"), alternativo al Partito personale di Berlusconi. Prodiano, insomma. Mentre Letta entrava nel primo governo Prodi, come ministro. Il più giovane della storia della Repubblica. Enrico e Matteo, Matteo ed Enrico.

Così vicini eppure così distanti e diversi. Per storia, tradizione, stile. Separati in casa. D'altronde, la Casa comune attualmente non c'è. Il Pd rammenta, piuttosto, un campeggio, come quelli degli scout, dove Matteo si è formato. Molte tende con molte persone. Pochi confini. Itinerari e programmi decisi giorno per giorno. Il gusto della scoperta. L'importanza del Capo che decide e indica il percorso. D'altronde, è ciò che oggi chiede e si attende il Paese. Quasi il 70% degli italiani, infatti, è d'accordo con l'opinione secondo cui, in questo clima di confusione, "ci vorrebbe un uomo forte alla guida del Paese" (Sondaggio Demos, gennaio 2014).

Un Uomo Forte. Una formula inquietante, vista la nostra storia. Ma non ce n'è motivo. Perché coloro a cui piace questa idea non mettono in discussione la democrazia ("il migliore dei sistemi possibili", per quasi i tre quarti di essi), ma, piuttosto, i partiti e il Parlamento. Cioè: gli attori della democrazia rappresentativa. Incapaci di decidere. E di generare passione. Per questo la vicenda della legge elettorale diventa importante. Perché chiama in causa il "principio" della Democrazia rappresentativa. Il voto. Matteo, coerentemente con lo spirito del tempo, recita la parte dell'Uomo Forte. Intende, cioè, segnare la fine della Seconda Repubblica e avviare l'era post-berlusconiana con il consenso (la sottomissione?) di Berlusconi. Attraverso una riforma che intende (e deve) realizzare in fretta. Perché prima e più dei contenuti contano il risultato e i tempi. Il messaggio. L'immagine di Matteo, l'Uomo Forte in grado di decidere, in pochi mesi, ciò di cui si parla senza esito da molti anni. Il Partito, per questo, diventa un mezzo. È il post-Pd, senza bandiere. Al suo servizio. Anche il governo, il Parlamento, devono seguire Matteo. Difficile che ciò possa avvenire senza tensioni e senza strappi. Che "gli altri (piccoli) capi" del Pd (e non solo) si accodino. Ma, soprattutto, che Letta si adegui. È una questione di ruolo e di cultura politica. Ma, prima ancora, di storia e di profilo personale.

Così Enrico cercherà di disseminare il percorso di Matteo con trappole e intoppi. Per ritardarne la marcia. Visto che il tempo è la risorsa simbolica dell'Uomo Forte. E Matteo vuole fare in fretta. Per questo, nei prossimi giorni, attendiamoci altre tensioni. Altri conflitti. Enrico e Matteo. Quasi nemici. Ne resterà soltanto uno.

Da - http://www.repubblica.it/politica/2014/ ... 27-01-2014
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« Risposta #1 inserito:: Dicembre 16, 2014, 06:53:36 am »

Arlecchino    
 Oggetto del messaggio: Quale svolta ...
Messaggio Inviato: gio nov 20, 2014 10:50 am

   
Spiace quando si vede come le parole sono utilizzate per sostenere l'indifendibile.

La svolta vera, è quella che tra mille difficoltà ha fatto intravedere Renzi.

Renzi non c'era a livello nazionale quando personaggi che ancora sopravvivono smantellavano l'Italia sino al punto che stiamo vivendo. Questi "personaggi-zombi" vanno isolati, come isolati devono essere i partigiani del "contro-tutti" perchè fare opposizione è "buon-per-noi" (sinistra-sinistra e sindacati classisti).

Il punto di convincimento che molti di noi abbiamo raggiunto e manteniamo è che non ci importa di scegliere il nemico da combattere perchè fa comodo (Renzi in questo momento per molti antagonisti). Non ci interessa personalizzare il protagonista del momento o delle tesi al momento dominanti. Non ci importa nulla di ciò che sostengono gli incapaci o ladri che hanno inquinato il Paese sino ad oggi.

Abbiamo un segretario del PD a capo di un governo che deve risolvere problemi, non limitarsi a rintuzzare e respingere le azioni di movimenti e sindacati che non hanno nessun interesse al benessere generale ma cercano solo il CAOS. Abbiamo RENZI e noi da lui vogliamo obiettivi da raggiungere e risultati da ottenere, nell'interesse di TUTTI gli Italiani.
Vogliamo progetti, seguiti rapidamente da fatti, che cambino la realtà Italiana in positivo per TUTTI gli Italiani!

Quindi siamo renziani? No!
Siamo Italiani di CentroSinistra e vogliamo dal nostro partito di riferimento (il PD) la soluzione di problemi, non le scaramucce correntizie e le beghe da politici-comari sempre in baruffa tra loro (il più delle volte solo per fare Caos).


Abbasso le parole per confondere le idee viva la libertà di pensiero ancorata ad un fine preciso: SOLLEVARE L'ITALIA dal pantano.

ciaoooooo

Da www.forumista.it
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« Risposta #2 inserito:: Giugno 06, 2015, 09:13:47 am »

Arlecchino    
 Oggetto del messaggio: SIAMO al solito vezzo di sinistra: ricerchiamo il nemico ...

Messaggio Inviato: sab giu 06, 2015 07:36 am
Messaggi: 24727
   
Quello che deve cambiare in noi tutti (nel nuovo CentroSinistra) è la ricerca del nemico del momento per riuscire a nascondere sotto il tappeto l'immondizia di casa e una ideologia obsoleta e perdente.

Oggi a noi deve interessare come il Segretario Renzi e il PD, colonna portante nel CentroSinistra, intendono uscire da una situazione ammorbante e infamante, dandosi obiettivi adeguati ad un partito che è il GOVERNO.

Quindi pulizie di "fino" in casa propria (PD), rendere noto agli Italiani come si intende debba essere il nostro futuro di partito di BUON Governo, quali sono le azioni concrete e mirate che da subito si devono attuare per arrivare al benessere di TUTTI ... in tempi adeguati.

Ecco perchè la nostra richiesta del PROGETTO PER UN NUOVO CENTROSINISTRA.

Il CentroSinistra è un Ideale socio-politico che richiede una sana evoluzione da proporre agli Italiani (che ne hanno gran bisogno) e deve stimolare una serie di azioni concrete per una sana politica esente da infezioni ... non soltanto morali.

Questo IDEALE dopo il soffocamento dell'Ulivo, non si è ancora realizzato.
Il PD potrebbe essere lo strumento, il mezzo, con cui realizzare il nuovo CentroSinistra IDEALE.

A patto che l'OGGI del PD, con i suoi rigurgiti passatisti e i rinnovati garbugli acchiappa-voti, non impedisca, al futuro PD di Renzi, l'agire in chiarezza verso gli italiani (tutti) e, invece, NON si illuda di poter attraversare il Pantano ITALIA cavalcando il fango.
Farebbe soltanto comodo alla destra peggiore che è da tempo attiva nel paese.

Ciaoooo

Da http://forumista.it/viewtopic.php?f=19&t=6194059&p=1684913&sid=6a9769d52aa2999718824ae4d00f540c#p1684913
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« Risposta #3 inserito:: Giugno 06, 2015, 09:15:08 am »

Abbiamo bisogno di un PROGETTO non di un partito che nel breve tempo si modificherà certamente.

Il concetto di "casa-partito" senza ammobiliarla, nel giusto modo, rendendola degna di accogliere vecchi e soprattutto nuovi sostenitori è uno specchietto per allodole che a noi non serve. 
La casa del PC dotata anche di sezioni (costose) in cui si discuteva delle circolari-veline scese dal vertice non interessa più.

OGGI è il Progetto, con pochi ma precisi punti da svolgere, che deve essere diffuso a livello della gente e sarà la nostra personale convinzione e condivisione del Progetto la comunicazione vincente da portare agli Italiani.

Ognuno di noi in prima fila nel Paese per spiegare ciò che vogliamo diventare, ciò che l'Italia può e deve diventare.

Dopo la non ancora eseguita rottamazione, questo deve essere il nostro "NUOVO" che avanza.

ciaooo
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« Risposta #4 inserito:: Giugno 16, 2015, 11:46:50 pm »

Arlecchino    

 Oggetto del messaggio: CORRUZIONE E CLANDESTINI: SE IL PD NON DECIDE ...
Messaggio Inviato: gio giu 11, 2015 09:56 am

Iscritto molto prima di: lun feb 13, 2012 14:02 pm
Messaggi: 24743
   
CORRUZIONE E CLANDESTINI SE IL PD NON DECIDE ... DANNEGGIA TUTTO IL CENTROSINISTRA.

Stiamo subendo attacchi concentrici da parte di tutta l'opposizione (quella barbara compresa) se non diamo risposte serie, oneste, concrete, virili e convincenti agli Italiani patiremo un danno epocale non soltanto come PD ma sarà tutto il CentroSinistra ad uscirne sconfitto.

Tappeti sotto cui nascondere la polvere del malaffare di casa nostra non ce ne sono più!
Denunciamo pubblicamente l'indifendibile e tutto ciò che merita di essere allontanato oppure sospeso sino al definitivo e solare chiarimento giudiziario.

La strumentalizzazione da parte di "castratori di libertà" neo fascisti e no, deve essere impedita e contrastata, dal Vertice PD, in modo percepibile dalla gente.

Le chiacchiere e le giustificazioni sommesse (o fasulle) fanno solo danni sempre più gravi a tutti NOI.

Il PROGETTO PER UN NUOVO CENTROSINISTRA, qui proposto tempo fa, deve essere elaborato, presentato e utilizzato anche per non essere confusi con i non ancora rottamati del vecchio schieramento.

ciaooooo

Da http://forumista.it/viewtopic.php?f=19&t=6194070&sid=66946ec87251830d9a76af26d984f87e
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« Risposta #5 inserito:: Giugno 23, 2015, 02:55:13 pm »

Oggetto del messaggio: L'EUROPA DI OGGI NON CI PUO' BASTARE...

Messaggio Inviato: mar giu 23, 2015 12:06 pm
Messaggi: 24825    

L'EUROPA COME SARA' ANCORA PER MOLTI ANNI NON CI PUO' BASTARE.

Fondiamo UN PROGETTO che sappia portarci OLTRE L'EUROPA DI OGGI.

A differenza di certi invasati con poco cervello politico il CentroSinistra deve darsi un Progetto di medio-lungo termine che, tra le molte cose da fare, sappia disegnare il ruolo da protagonista dell'Italia nel mondo, ben oltre i confini dello "spezzatino" Europa di oggi.

Quindi non un antiEuropeismo stupido, sterile e autolesionista ma un divenire consapevoli che l'Europa come è oggi e come sarà ancora per molti anni, NON CI PUO' BASTARE.

Abbiamo risorse, valori concreti e opportunità da cogliere e offrire al mondo che richiedono la "globalizzazione" dei beni e servizi che l'Italia può e deve portare alle altre nazioni della terra.

Risolvere da soli il tema dell'accoglienza (vedi Mare Nostrum) può essere la cartina di tornasole di come l'Italia ha la possibilità di vivere la globalizzazione in modo completamento diverso da come PRATICATA sino ad ora.

Abbiamo il turismo enogastronomico da sviluppare e modernizzare (vedi EXPO), ci mancano materie prime ma siamo ricchi di una cultura che da antica può diventare universale. Siamo dotati di paesaggi ancora sani e godibili, ma anche di un ambiente socio-naturale che per quanto compromesso negli anni scorsi può e deve essere recuperato, diventando anch'esso motore di sviluppo e di investimenti nella nuova direzione di riscatto dal malfatto.

Le cose orrende che politici incapaci (ma non soltanto loro) hanno commesso a danno dell'ambiente e anche del nostro modo di vivere, possono essere corrette, rielaborate e rappresentare opportunità di posti di lavoro e fonte di nuova ricchezza.

Anche il recupero di quanto sottraggono alla comunità italiana la delinquenza organizzata, la corruzione e l'evasione fiscale, sono risorse presenti nel sociale e vivono nel paese, quindi possono diventare patrimonio legale comune.

Stiamo immaginando un Progetto che corregga le aberrazioni fatte patire all'Italia (anche da noi cittadini) dal dopoguerra a oggi, stiamo ipotizzando una politica pensata e realizzata da veri "statisti"!

ciaoooo

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Arlecchino    

 Oggetto del messaggio: L'ITALIA IN AFRICA DEVE ESSERE UNO DEI CAPITOLI DEL PROGETTO

Messaggio Inviato: mar giu 23, 2015 12:17 pm
Messaggi: 24825    

L'ITALIA IN AFRICA DEVE ESSERE UNO DEI CAPITOLI BASE DEL PROGETTO ...

Occuparci dell'Africa non per conquistarla ma per mettere a disposizione le nostre capacità a favore di nazioni e popolazioni che ci ricordano, per il passato, come colonialisti perdenti e non sempre come "brava gente".

Se l'Europa vuol restare seduta e ferma nel proprio Nord noi siamo mediterranei e il Sud è una parte notevole dell'essere ITALIANI. Il nostro Sud è il Nord dell'Africa cominciamo da lì!

ciaoooo

DA - http://forumista.it/viewtopic.php?f=19&t=6194083&sid=031c308d53d567ceb40d04e6dfb33988
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« Risposta #6 inserito:: Giugno 26, 2015, 12:37:05 pm »

Arlecchino    

 Oggetto del messaggio: Scuola riforma con ombre?

Messaggio Inviato: ven giu 26, 2015 08:53 am

Questo sito si caratterizza per essere attento, vigile, critico in modo costruttivo, soprattutto non tifoso di chi-che-sia. Oggi sentiamo più di altri la necessità di favorire, non pedissequamente, chi ha possibilità di governare l'Italia. Ad oggi dobbiamo ammettere che il Governo Renzi è l'unica soluzione credibile che abbiamo a disposizione.

Questo sito nato dall'Ulivo prodiano (vedi ulivo.it) oggi tenta di mantenere e diffondere una linea di pensiero che nasce e vive in quello che si identifica nel CentroSinistra.

Abbiamo respinto da tempo tesi pessimistiche e considerazioni strumentali ispirate da chi soddisfa le proprie patologie politiche, da sinistra sconfitta, ancorandosi ad una dialettica e a prese di posizione tipiche di chi sceglie la comodità vile da eterni oppositori.

Questa riforma, se verrà confermata nella forma attuale, avrà necessità di migliorie concettuali e strutturali che oggi nella foga della strumentalizzazione di chi le si oppone è difficile immaginare. Viviamo la positività di averla dopo anni di immobilismo, tutto si può migliorare dopo il "fare".

ciaoooo

da - forumista.it
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« Risposta #7 inserito:: Agosto 08, 2015, 11:48:17 am »

Arlecchino    

 Oggetto del messaggio:

IL FORUMISTA SEGUITA AD ESSERE IGNORATO DAL PD. PERCHE'?

MessaggioInviato: sab ago 08, 2015 10:16 am
Messaggi: 24992    


Dopo decenni di sostegno al CENTROSINISTRA (un tempo come forum - ulivo.it -) per noi diventa sempre più difficile mantenere questa posizione in cui la nostra voluta indipendenza (di sempre) dai vertici del partito non è ancora diventata dialogo costruttivo indipendente ma arricchente della evoluzione che il CentroSinistra (tra mille procurate difficoltà) deve attuare per il benessere del Paese tutto.

Forumista è stato fatto diventare un ghetto scalcinato, sopportato dal PD ma mai coinvolto nella conoscenza delle scelte socio-politiche del CentroSinistra.

Abbiamo negli anni scorsi respinto diversi attacchi che la sinistra-Sinistra ha sferrato a questo sito (ndr si intende Forumista.it) per infiltrare al suo interno la loro guerriglia post-comunista antipartito, oggi verifichiamo che l'indifferenza del PD ci ha resi vittime nella vittoria di Pirro che ci rende sopravvissuti nella competizione vincente con quella vecchia sinistra.
Vecchia sinistra che invece Renzi, ancor oggi, non riesce ad espellere dal suo Progetto per l'Italia. Espulsione che sarebbe apprezzata da gran parte della gente che sa osservare con mente lucida e razionale il pantano politico in cui l'opposizione ci vorrebbe immobili e perdenti.

Il Forumista ha ancora diversi e fedeli lettori che forse come numero superano quelli dei siti ufficiali PD ... ma non è più un forum.

La mia personale - Rassegna Stampa de LAU - vede lette oltre 2500 pagine al giorno, significa che anche solo e selezionando le news (scelte da me secondo un preciso criterio divulgativo), riesco a fare buona comunicazione apprezzata da chi mi legge.

La gente vuol essere informata senza perdere tempo nello slalom tra bisticci cretini e chiacchiere da perditempo della politica.

Amici del vertice PD riflettete ... Riflettere è buona cosa per buoni cervelli.

ciaooooooooooo
« Ultima modifica: Novembre 13, 2015, 12:14:48 pm da Admin » Registrato
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« Risposta #8 inserito:: Agosto 17, 2015, 06:39:15 pm »

Arlecchino
   
 Oggetto del messaggio: IL CAOS SI CHIAMA SABOTAGGIO ...

Messaggio inviato: lunedì ago 17, 2015

Ai fascisti di cartone, in maglietta variopinta e mutandoni, il Governo Renzi deve rispondere (nell'intento di spuntare le loro armi ingannevoli e meschine) con dichiarazioni a livello europeo che debbono diventare subito azioni concrete.

Non è vero che l'Euro e il nostro Europeismo siano da gettare ai porci, è assolutamente vero che questa Europa "sgangherata" deve spogliarsi completamente e rivestirsi con idee nuove e diverse da quelle fallimentari portate avanti sino ad oggi.

Non sarebbe male vista la durezza delle teste non "coronate di lungimiranza" dei nostri partner europei che Renzi preparasse (nelle segrete stanze) un piano socio-economico che ipotizzasse una nostra uscita da QUESTA EUROPA.

Ovviamente valutando rischi, opportunità positive e risvolti negativi.

Ancor meglio, a mio parere, valutare nel contempo cosa comporterebbe di positivo la costituzione di una Unione tra Paesi Mediterranei (EuroAfrica).

Ciaooooo


Da - http://forumista.it/viewtopic.php?f=19&t=6194097&p=1685264&sid=f1fedb0b23104867ee8cada03e89dd38#p1685264
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« Risposta #9 inserito:: Agosto 17, 2015, 06:42:40 pm »

Mare Monstrum, Mare Nostrum”, dietro le quinte degli sbarchi la guerra solitaria dei cacciatori di scafisti

di Mario Portanova

PAGINE NERE - Libri su crimini veri italiani e no. Il commissario burbero e il kebabbaro chiacchierone, una strana coppia di investigatori: non è fiction ma la punta avanzata del contrasto ai trafficanti di esseri umani. La giornalista Cristina Giudici racconta l'attività del Gicic, squadra interforze coordinata dalla Procura di Siracusa che cerca di dare nomi e volti ai responsabili delle stragi in mare. Tra boss eritrei che sfruttano i buchi della legge ed ex prostitute nigeriane che diventano agenti segreti al servizio della Repubblica
Di Mario Portanova | 14 agosto 2015

Ci sono fantasmi della cronaca che popolano i nostri incubi mediatici, ma di cui in verità sappiamo poco o nulla. Per esempio gli scafisti. In “Mare Monstrum, Mare Nostrum – Migranti, scafisti, trafficanti. Cronache dalla lotta all’immigrazione clandestina” (Utet), la giornalista Cristina Giudici si addentra “nel backstage dell’emergenza umanitaria” raccontando l’attività del Gicic, sigla più altisonante delle risorse effettivamente assegnate che sta per Gruppo interforze di contrasto all’immigrazione clandestina, istituito nel 2006 presso la Procura di Siracusa per raccogliere informazioni sui trafficanti di esseri umani, guidato dal sostituto commissario Carlo Parini, “burbero ed estroso”, vero protagonista del racconto. E chissà come la prenderebbero Salvini e soci se venissero a sapere che un’altra colonna portante del Gicic è, di fatto, un estroverso e ciarliero kebabbaro marocchino che sforna le sue delizie a Ortigia, il centro storico di Siracusa: Abdelaziz Mouddih detto Aziz, interprete, consulente della Procura, ma soprattutto preziosa antenna sul territorio dove si concentra la maggior parte degli sbarchi di migranti.

“Tutti noi abbiamo visto i volti di quell’umanità dolente arrivata in Italia”, scrive l’autrice. “Immagini ripetute di continuo, in televisione, che provocano paura o smarrimento, ma che non ci fanno capire che cosa accade prima, durante e dopo gli sbarchi”. Come spesso accade nelle tragedie di massa, le storie delle vittime tendono a somigliarsi, ma chi sono davvero i carnefici? Le indagini del Gicic e di altri inquirenti di frontiera ci restituiscono alcuni ritratti. C’è per esempio il boss eritreo Jamal Saudi (“il saudita”), uno che “sa tutto delle leggi italiane e sa come sfruttarle a suo favore”, così, “raccomanda ai profughi di non farsi identificare, di rifiutare il fotosegnalamento per poter poi organizzare le fughe dai centri di accoglienza e trasferirli in altri paesi europei”. C’è il suo scagnozzo, il ventenne Abrah Filipos, faccia da bravo ragazzo, che in un’intercettazione si lamenta che un naufragio ha fatto perdere “soldi e robba“, dove la “robba” è la merce umana affogata. C’è il figlio di un boss della mafia egiziana arrestato nella pizzeria del Nord Italia in cui lavorava per darsi una copertura. E c’è la bella eritrea “Madame Gennet“. Accusata dall’unica superstite di un gommone carico di cadaveri intercettato al largo delle coste siciliane, arrestata a Tripoli ed estradata in Italia grazie a una laboriosa trattativa con l’allora presidente Gheddafi, finita nel carcere di Civitavecchia, “ne è poi uscita tre anni dopo, grazie all’indulto”.
Sono indagini difficili quelle sugli scafisti, spesso responsabili di deliberati massacri a poche miglia dalle nostre spiagge. La squadra di Parini lavora in silenzio nel frastuono dei talk show sull’” emergenza sbarchi”: alla notizia di nuovi “arrivi” si precipita sul posto, interroga i nuovi arrivati, archivia nomi, volti, fatti, testimonianze, persino i miseri oggetti sopravvissuti ai proprietari. Per fare chiarezza su uno sbarco i cui conti non tornavano, un’ex prostituta nigeriana affrancata dallo sfruttamento è stata infiltrata in un centro di accoglienza come insospettabile agente segreto al servizio della Repubblica. Così, racconta Giudici, “si viene a scoprire che quel gommone si era trasformato in una sorta di nave di folli. I passeggeri si erano trovati divisi in due: il branco dominante, vedendo i viveri che si razionavano e l’acqua che scarseggiava, aveva iniziato a gettare i più deboli in mare”. Tredici assassinati, cinque condanne all’ergastolo ottenute anche grazie a quell’improbabile 007.

“Mare Monstrum, Mare Nostrum” non è però un libro di taglio giudiziario, anzi Cristina Giudici, collaboratrice del Foglio e di altre testate, si precisa “garantista” e non nasconde la sua iniziale ritrosia a farsi spiegare il mondo da sbirri e toghe. Attraverso il racconto in presa diretta del lavoro di Parini e di altri investigatori, però, ci lascia intuire le forme di una nuova criminalità organizzata transnazionale che ha i padrini in Libia, in Egitto e in altri Paesi africani ma le braccia già ben ramificate in mezzo a noi. E ci suggerisce che dovremmo preoccuparci un po’ meno di quelli che sbarcano e un po’ più di quelli che imbarcano.

LA FRASE. “Fra qualche mese si parlerà di ‘scontro di civiltà’ a bordo di un barcone, di cristiani gettati in mare da migranti musulmani, e i miei mentori mi chiameranno per confermare ciò che già ho imparato nel corso del mio soggiorno siciliano: in mare ci si ammazza per paura, per follia, per mancanza di viveri e di acqua (…). Non certo per la fede in un Dio diverso: il fondamentalismo religioso è un lusso che appartiene alla terraferma”.

Di Mario Portanova | 14 agosto 2015

Da - http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/14/mare-monstrum-mare-nostrum-dietro-le-quinte-degli-sbarchi-la-guerra-solitaria-dei-cacciatori-di-scafisti/1958099/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-2015-08-14
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« Risposta #10 inserito:: Settembre 12, 2015, 08:58:02 am »

... è un Cittadino che sino alla fine degli anni 1990 si occupò quasi esclusivamente del proprio lavoro, riuscendo a svolgerlo nel migliore dei modi.
Fece una buona carriere senza mai legarsi a nessun "carro" che non fosse l'agire nell'interesse delle aziende a favore delle quali operava.

In quell'epoca conobbe (via internet) un gruppo di persone impegnate nel rilanciare il forum - www.ulivo.it - sino a quel momento "dimenticato" in uno dei tanti cassetti inutilizzati dell'area di sinistra.  

Arlecchino fu invitato a collaborare. Pensò fosse tempo, a fine carriera, si occupasse del suo Paese ... accettò e (dopo un esame accurato) accettato tra di loro.
Nacque Arlecchino personaggio semplice del popolo goldoniano, tutt'altro che banale, lombardo di nascita, veneto d'adozione, italiano per amor di patria.
Scelse il nome di Arlecchino anche per il vestito multicolore che gli amici ulivisti gli regalarono. Nudo di politica non avrebbe potuto esibirsi dignitosamente tra loro.

Mi trovate ancora in quel sito libero protagonista ne - forumista.it - (tollerato tra l'indifferenza del vertice PD ma ancora molto letto per essere soppresso).

Oggi in attesa di rendere migliore e attualizzare un altro mio sito: il blog di Arlecchino, profitto di questo spazio "creatura di famiglia" per mettere un po' d'ordine nei miei progetti per un futuro da "non rassegnato".

ciaooooooooo
(da allora questa è la mia firma che uso nella rete ed è più o meno "trascinata" secondo il post trattato. Ma non l'ho mai urlata, usando le maiuscole).
« Ultima modifica: Settembre 12, 2015, 09:31:56 am da Admin » Registrato
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« Risposta #11 inserito:: Settembre 12, 2015, 09:10:57 am »

Più sotto recupero alcuni post che misi qui nel passato ... anche aiutato dall'Admin.

ciaoooooo
« Ultima modifica: Settembre 13, 2015, 11:40:58 am da Arlecchino » Registrato
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« Risposta #12 inserito:: Settembre 15, 2015, 05:17:42 pm »

Tasse, la controproposta: “Via la Tasi solo per i redditi bassi, patrimoniale sui più ricchi”
Uno studio dell'associazione Nens di Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani rileva che togliere Imu e Tasi sulla prima casa equivale a favorire i più abbienti.
Ecco l'alternativa: revisione delle aliquote, valori di mercato al posto delle rendite catastali, detrazioni per far salve le abitazioni di minor pregio, stop al prelievo sugli affitti.
In cambio, imposta sulle ricchezze e tassa di successione


Di F. Q. | 13 settembre 2015

“La detassazione della prima casa costituisce una forzatura: le prime case non sono tutte uguali, c’è la casa popolare e la grande villa“. In più, “la condizione economica degli affittuari è (spesso) peggiore di quella di chi è proprietario della casa di abitazione” e “i giovani hanno meno prime casa in proprietà rispetto agli anziani”. Di conseguenza cancellare con un colpo di spugna Tasi e Imu sull’abitazione principale, come ha promesso il premier Matteo Renzi, significa favorire i contribuenti più ricchi. E’ da queste premesse che prende le mosse la proposta alternativa del centro studi Nens, creatura dell’ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco e dell’ex premier e segretario del Pd Pierluigi Bersani, per una revisione dell’imposizione immobiliare mirata a una maggiore efficienza, equità e progressività.

Un piano dettagliato che punta anch’esso a una riduzione della pressione fiscale, ma si contrappone direttamente agli annunci di Renzi, già finiti nel mirino di Bruxelles. L’obiettivo della riforma delineata dal think tank riformista è infatti la redistribuzione del carico fiscale dai più abbienti al ceto medio-basso. Come arrivarci? Esentando dalle tasse solo le case di minor pregio, circa un terzo del totale. Ma eliminando, in più, anche le imposte sui canoni di affitto. E tagliando le imposte di registro, quella ipotecaria e quella catastale. Le coperture? Dalla rimodulazione dell‘imposta di successione e da una patrimoniale sulle ricchezze superiori ai 500mila euro. Resterebbero poi da trovare 7,5 miliardi di euro, che secondo il Nens si possono però recuperare attraverso una seria lotta all’evasione.

Valori di mercato al posto di quelli (iniqui) del catasto – La proposta delineata dall’associazione di Visco e Bersani parte dall’analisi di come è cambiata l’imposizione immobiliare dopo gli stop and go dei governi Berlusconi, Monti e Letta: oggi il gettito Tasi sulla prima casa è a quota 3,4 miliardi, il 15% in meno rispetto ai 4 miliardi di Imu del 2012. Ma il calo ha avvantaggiato “soprattutto le abitazioni di maggior valore catastale, per effetto del passaggio dell’aliquota standard dal 4 per mille (Imu 2012) all’1 per mille (Tasi 2014), salvo le variazioni delle aliquote deliberate dai Comuni”. Comuni che, alle strette per la riduzione dei trasferimenti dal governo centrale, si sono rifatti aumentando l’imposizione sugli immobili non residenziali e sulle seconde case e, in molti casi, non applicando le detrazioni Tasi. Per aumentare l’equità sarebbe cruciale la riforma del catasto, che era prevista nella delega fiscale data dal Parlamento al governo Renzi nel marzo 2014. Ma a giugno l’esecutivo ha preferito congelare tutto, perché dalle simulazioni sugli effetti dell’algoritmo che avrebbe dovuto rivedere i valori catastali era emerso le rendite sarebbero esplose. Poco male: secondo il Nens lo stesso obiettivo si può raggiungere usando come parametri i valori di mercato rilevati dall’Osservatorio sul mercato immobiliare curato dall’Agenzia delle Entrate. “Scontati” del 10%, per prudenza. Una novità del genere, da sola, sarebbe sufficiente a spostare la pressione fiscale dalle case più recenti ma situate in zone periferiche agli immobili più vecchi ma centrali, che oggi sono ingiustamente favoriti dal catasto.

Nuove aliquote per spostare la pressione fiscale sui più abbienti - L’associazione di Visco e Bersani propone poi che su quei valori sia applicata, per le abitazioni, un’aliquota standard dello 0,25% aumentabile al massimo fino allo 0,5%. Contro le attuali aliquote dello 0,1% per la Tasi e 0,76% per l’Imu. In compenso sarebbe introdotta una detrazione dello 0,13%, fino a un massimo di 240 euro. Stando ai calcoli del Nens, il risultato sarebbe che un terzo dei proprietari non pagherebbe nulla. Di conseguenza il gettito che entra nelle casse degli enti locali si ridurrebbe di 5 miliardi.

Effetti
La patrimoniale al posto del prelievo sugli affitti: aliquota dell’1% sopra i 5 milioni – Il piano del Nens riguarda anche gli affitti. Visto che il proprietario è già colpito dalla tassa legata alla proprietà dell’immobile, il canone ricevuto dall’inquilino verrebbe escluso dal reddito imponibile Irpef. E verrebbe cancellata la “cedolare secca” che oggi il contribuente può scegliere come alternativa. La riduzione di gettito prevista è di 5,5 miliardi di euro. Il taglio dell’imposta di registro, ipotecaria e catastale costerebbe poi altri 2 miliardi. Mancati introiti che per Visco & C potrebbero essere compensati per 3 miliardi con l’introduzione di un’imposta patrimoniale basata sulla ricchezza immobiliare della cosiddetta “famiglia fiscale” (coppie sposate o di fatto, nuclei con eventuali persone a carico). Le famiglie con base imponibile fino a 500mila euro non pagherebbero nulla mentre quelle con ricchezze da 500mila euro a 3 milioni si vedrebbero applicare un’aliquota dello 0,25%, che salirebbe allo 0,5% dai 3 ai 5 milioni e arriverebbe all’1 per cento sopra i 5 milioni. In base ai calcoli del rapporto, il 90% delle famiglie sarebbe esente mentre a pagare sarebbe il 10% che detiene il 41% della ricchezza nazionale. Infine, lo Stato potrebbe “pescare” altri 2 miliardi con una rimodulazione dell’imposta di successione, che oggi produce un gettito di soli 600 milioni. Il Nens propone di mantenere la franchigia attuale a un milione di euro, ma prendendo in considerazione anche in questo caso i valori di mercato e non quelli catastali.

Le coperture mancanti? Dalla lotta all’evasione Iva – A questo punto resterebbero da trovare coperture per 7,5 miliardi. Più del costo dell’abolizione di Imu e Tasi annunciata da Renzi. L’asso nella manica che, secondo Visco e Bersani, il governo dovrebbe giocarsi è la lotta all’evasione. Basata sulla riforma del sistema fiscale descritta in un rapporto diffuso dal Nens lo scorso anno. Quel documento dava conto di come sia possibile recuperare, a regime, 58 miliardi di euro modificando radicalmente il regime Iva attraverso l’introduzione di un’aliquota unica, il pagamento con carta elettronica di tutte le prestazioni professionali, lo scontrino telematico, e la “inversione contabile” per cui a pagare l’imposta allo Stato è l’acquirente e non il venditore. Una rivoluzione che consentirebbe alla Penisola di perdere il poco ambito scettro di campione europeo dell’evasione dell’imposta sul valore aggiunto, con un ammanco pari a oltre un terzo del gettito previsto.

Di F. Q. | 13 settembre 2015

Da - http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/13/tasse-la-controproposta-via-la-tasi-solo-per-i-redditi-bassi-patrimoniale-sui-piu-ricchi/2029811/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=newsletter-2015-09-13
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« Risposta #13 inserito:: Settembre 19, 2015, 10:55:13 am »

Lega, 5Stelle, Sinistra-sinistra, vogliono decapitare Renzi "fottendosene" del benessere degli italiani, occorre pugno di ferro in guanto di velluto è vero ma se seguitano a mettere i bastoni tra le ruote per giocare all'anti-Renzi, possiamo toglierlo ... il guanto.

Però bisogna spiegarlo alla gente e cercarne il consenso per non farsi fregare da populisti del cavolo passando sulle teste dell'opinione pubblica.

ciaoooo
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« Risposta #14 inserito:: Settembre 19, 2015, 12:48:16 pm »

Castigat ridendo mores.

Ridendo corregge i costumi.

Motto dettato dal letterato francese Jean de Santeul per il busto di Arlecchino che ornava il proscenio della Comédie Italienne a Parigi.
La risata, o meglio il riso sorvegliato dall'autoironia, è la migliore medicina per i nostri difetti, per placare le smanie dell'intolleranza, per liberarci dalle ideologie maldigerite.

Detto latino.

ciaoooo
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