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1  Forum Pubblico / L'ISOLA DI ARLECCHINO EURISTICO. Dove Trovare Serenità. / L’immagine non è mai stata la mente del poeta, ma il suo cuore vivente. inserito:: Gennaio 29, 2023, 11:40:57 pm
Foglio Clandestino, Aperiodico Ad Apparizione Aleatoria

Gilberto Gavioli
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VIII – L’immaginazione

Quando uscirono le mie prime poesie, un critico che certamente aveva ragione nella sua critica, ma non nei suoi fondamenti, scrisse che le immagini appesantivano le poesie poiché non erano giunture chiare per il pensiero.
Che equivoco sulla funzione dell’immagine, tra tutti il più comune! Proprio per questo gli uomini non vivono più nella poesia, perché credono che sia una forma fiorente, un poco diafana ma facilmente accessibile dell’attività razionale logica.
Ma come, se l’immagine riassume in sé ciò che il pensiero non può presentire? Se è una conoscenza più alta ed essenziale quella che ti si offre? Consapevolezza dell’unità della vita, che nessun pensiero è capace di afferrare. Dove tu non vedi relazioni, il poeta intuisce corrispondenze.
Le immagini poetiche sono fatte di contrasti, che, raccolti insieme, non si limitano a gettar luce sulla propria reciprocità, ma sulla corrispondenza e l’unità di tutte le cose nella vita che viviamo. L’immagine è tanto più poderosa quanto più è impercettibile il collegamento che esprime. Ciò che è diviso si raccoglie nell’immagine in semplicità e modestia. Le sabbie mobili in cui la tua vita affonda si fanno terreno.
Puoi immaginare di scrivere una poesia in cui usi argomentazioni logiche per dimostrare la corrispondenza e l’unità delle cose? Con l’indice levato: È questo che intendo! o non riuniresti le due cose che sono più distanti al mondo in una singola immagine, in modo che la loro relazione risalti agli occhi?
A quel punto le tue parole sono divenute superflue. Quasi non hai parlato, e tutto è stato detto.
La conoscenza interiore del poeta è conoscenza delle relazioni.
Voi siete suoi fratelli, e le pietre lo sono, e gli alberi, i deserti e i semi.
L’immagine non è mai stata la mente del poeta, ma il suo cuore vivente.

PAUL LA COUR (1902-1956)
da ‘FRAMMENTI DI UN DIARIO'
traduzione di Alessandro Fambrini
Il Foglio Clandestino, n. 76, 2012.
2  Forum Pubblico / Il SOCIALESIMO Prolegomeni per la DEMOCRAZIA SOCIALISTA. 20/02/2022 / Totalitarismo liberale e struzzi di sinistra -- di Carlo Formenti inserito:: Gennaio 24, 2023, 06:00:33 pm

 
Totalitarismo liberale e struzzi di sinistra
di Carlo Formenti
Il governo Meloni cade come il cacio sui maccheroni per una sinistra alla disperata ricerca di un nemico di comodo su cui dirottare l'attenzione delle masse, nella speranza che queste non le chiamino a rispondere delle loro responsabilità. Così si evoca l'immagine anacronistica di un fascismo da operetta, con tanto di orbace, saluti romani e inni al nuovo duce in gonnella, associandola a una forza politica che incarna piuttosto l'ala più duramente e coerentemente neoliberale della borghesia, mentre opera in piena coerenza e continuità con tutti (senza distinzioni ideologiche) i governi che l'hanno preceduta negli ultimi decenni: attacco ai salari e all'occupazione, smantellamento dello stato sociale, privatizzazioni, svendita degli interessi nazionali al "partito dello straniero" come lo chiamava Gramsci, infeudamento agli interessi strategici della NATO e d'una UE totalmente allineata (contro i suoi stessi interessi) ai comandi di Washington.
Mentre milioni di francesi sfilano per le strade di Parigi contro la riforma delle pensioni voluta da Macron, e mentre i lavoratori inglesi tornano a scioperare contro la politica economica imposta dal governo conservatore, le preoccupazioni della sinistra de noantri sono tutte per l'arretramento dei diritti civili e individuali, che considerano la più grave, se non l'unica, minaccia generata dalla svolta a destra sancita dalle ultime elezioni. Svolta dovuta al fatto che milioni di proletari, avendo ormai perso fiducia nelle sinistre, hanno preso sul serio le esternazioni "populiste" e "sovraniste" della destra, o hanno comunque sperato che sarebbero state seguite dai fatti, (considerati gli ultimi sondaggi, sembra non abbiano ancora perso le illusioni in merito).
Ma torniamo al grido "allarmi son fascisti". Questa mistificazione ideologica non si spiega solo con la giovane età di molti di coloro che la alimentano, cioè con il fatto che quasi nessuno di essi ha la minima idea di cosa sia stato il fascismo storico, per tacere del nazismo. Le radici vanno piuttosto cercate nella svolta culturale di mezzo secolo fa, allorché le sinistre radicali iniziarono ad accusare l'Unione Sovietica e i Paesi socialisti dell'Est Europa di essere regimi totalitari, liberticidi e sostanzialmente "di destra", con la benedizione del proclama berlingueriano sull'esaurimento della spinta propulsiva della Rivoluzione d'Ottobre. Calmate le smanie antagoniste, e liquidate le residue velleità rivoluzionarie, le generazioni dei giovani intellettuali post-sessantottini si sono imbevutele delle idee dei vari Deleuze, Guattari, Derrida, Foucault, nonché dei loro cascami in salsa Nouveau Philosophe e delle loro varianti para marxiste, ispirate alle teorie postoperaiste di Antonio Negri.
Se la caduta del Muro di Berlino è stata celebrata come il trionfo della libertà e della democrazia, e non compianta come la morte dell'idea stessa che sia possibile una civiltà alternativa a quella capitalista, o come la catastrofe che ha generato un arretramento generale dei rapporti di forza, delle condizioni di vita e di lavoro di milioni di proletari occidentali (quelli di Asia, Africa e America Latina si sono fortunatamente incamminati in tutt'altra direzione), ciò è avvenuto perché quegli strati intellettuali si erano già trasformati in una "sinistra nietzscheana", individualista, libertaria, sostanzialmente antisocialista e organicamente funzionale alla cultura mainstream liberal-progressista, associata al progetto cosmopolita della pax imperiale americana. Una cultura che ha partorito i movimenti single issue come il femminismo, l'ecologismo, il movimento lgbt e la retorica del politicamente corretto, sancendo il divorzio fra "ceti medi riflessivi" e classi subalterne che, dagli anni Ottanta a oggi, ha causato il progressivo spostamento del consenso di queste ultime verso i movimenti populisti-sovranisti e/o il loro ripiegamento in una sorta di rassegnata apatia politica.

Solo questa evoluzione può spiegare la sostanziale indifferenza con cui le cosiddette sinistre hanno accolto la Risoluzione del parlamento europeo del 19 settembre 2019, che ha equipara nazismo e comunismo, rinnegando il ruolo decisivo svolto dall'Unione Sovietica nella sconfitta dell'orrore nazifascista. Quell'aberrante atto di revisionismo storico (la storia la scrivono sempre i vincitori, ha detto qualcuno, e, dopo la caduta dell'Urss, l'Occidente capitalista la sta riscrivendo a proprio uso e consumo) significa, di fatto, avallare le tesi del filosofo revisionista Ernst Nolte, il quale, pur non negando i crimini nazisti, li ha giustificati in quanto reazione, ancorché "eccessiva", alla minaccia bolscevica.
Se in Europa esistono ancora partiti comunisti degni di questo nome (alcuni ne esistono, ma sono pochi e deboli) uno dei loro compiti consiste nello spiegare che, se oggi una minaccia di totalitarismo pende sulla nostra testa, non è quella incarnata da figure come Meloni e Le Pen, bensì quella associata alla piena attuazione dei principi e dei valori dell'ordoliberalismo tedesco (che ha il suo pendant nell'ideologia neocons americana, e del quale le destre alla Meloni sono rappresentanti di secondo piano). Il totalitarismo liberale è una realtà in atto, incarnata dai vertici della UE e della NATO, che organizzano la sistematica aggressione contro tutte le nazioni, le idee, le formazioni politiche e i movimenti che si oppongono alla messa in pratica delle politiche economiche e sociali formalizzate nel consenso di Washington. In nome dell'imposizione manu militari di questo consenso, l'Europa si è fatta trascinare nella guerra contro la Russia al fianco del regime neonazista di Kiev.
Il pacifismo "di sinistra" ignora le ragioni che hanno indotto la Russia a scendere in guerra per pura necessità di autodifesa di fronte all'aggressività di una NATO che, in barba agli impegni presi all'atto dell'unificazione tedesca, si è spinta a pochi chilometri dai confini di Mosca (a riconoscerlo è persino papa Francesco), si beve la propaganda occidentale che punta il dito contro il "mostro" Putin e regala una improbabile aura di difensore della democrazia a un cialtrone come Zelensky, ultimo rampollo di una dinastia di leader ucraini di ascendenza nazifascista inaugurata dall'eroe nazionale Bandera. Così non riesce ad andare, nella migliore delle ipotesi, oltre una blanda equidistanza fra le forze in campo, e sottovaluta il rischio di un Terzo conflitto mondiale, che gli Stati Uniti si preparano a scatenare per contrastare la propria perdita di egemonia a livello mondiale.
Questa sinistra è incapace di assumere un ruolo coerentemente antimperialista perché dall'altra parte del fronte ci sono Paesi "totalitari" come la Cina, il Vietnam, Cuba, la Bolivia, il Venezuela e la Russia, che socialista non è ma si oppone alla colonizzazione dell'Asia Occidentale e Centrale da parte della NATO. Ne è incapace perché l'anticomunismo che da quattro decenni penetra come un veleno nelle sue ossa la rende cieca di fronte alla realtà, e questo è lo stesso motivo che le ha impedito di cogliere la gravità della Risoluzione del parlamento europeo sopra richiamata, e che oggi le impedisce di cogliere la gravità di quanto sta succedendo in queste settimane a Praga, dove è in atto una inedita e inaudita operazione di repressione giuridico ideologica descritta da un articolo della rivista Marx21 di cui riporto qui di seguito uno stralcio.
Il primo febbraio si svolgerà a Praga il processo contro Josef Skála e gli studiosi di Praga incriminati per aver sollevato dubbi sui responsabili del massacro di Katyn. Il 31 ottobre 2022, Tomáš Hübner, giudice unico del Tribunale distrettuale di Praga 7, ha condannato a otto mesi di reclusione Josef Skála, noto intellettuale marxista, ex vicepresidente del Partito comunista di Boemia e Moravia (KSCM), insieme con Vladimír Kapal, e Juraj Václavík, tutti e tre incriminati, in base all’articolo 405 del Codice penale della Repubblica ceca, per aver messo in discussione la versione che attribuisce alla dirigenza sovietica il massacro di Katyn (l’uccisione di migliaia di prigionieri di guerra polacchi sul territorio dell’URSS, occupato dalla Wehrmacht nell’estate del 1941). Due anni prima, il 2 luglio 2020, i tre avevano partecipato al forum di discussione pubblica – organizzato, su richiesta degli ascoltatori, da www.svobodne.radio.cz – sul massacro di Katyn, divenuto uno dei principali argomenti della crociata antisovietica e anticomunista delle forze politiche e sociali andate al potere nel 1989, la cui versione dei fatti scarica sui sovietici premeditazione ed esecuzione del crimine. Tale versione, sulla base dell’analisi dei documenti e delle prove disponibili fino al 2020, è contestata da ricercatori e studiosi di diversi Paesi, che l’hanno attribuita agli occupanti nazisti. Nel forum del 2 luglio 2020 J. Skála ha sottolineato che l’obiettivo era quello di stimolare ulteriori discussioni senza alcuna affermazione dogmatica. Né lui né gli altri relatori hanno negato o messo in dubbio il massacro dei prigionieri polacchi, né tantomeno lo hanno avallato o giustificato in alcun modo.
Sono entrati esclusivamente in un dibattito, che dura da oltre tre quarti di secolo, sull’attribuzione delle responsabilità. La loro colpa è quella di essersi opposti alla versione oggi spacciata come canone inviolabile, argomentando con riferimento a fonti e documenti, compresi quelli emersi dagli archivi nel periodo successivo al crollo dell’URSS. La trasmissione ha avuto molti commenti positivi e non ha sollevato polemiche. Il 18 marzo 2022 – quasi due anni dopo – tutti e tre i partecipanti al forum sono stati convocati dal Comando nazionale per la lotta alla criminalità organizzata della Polizia della Repubblica Ceca per fornire spiegazioni. Era la fase iniziale del procedimento penale, che ha avuto il suo primo epilogo nella condanna a 8 mesi del 31 ottobre, alla quale hanno fatto opposizione. Il processo si svolgerà l'1 febbraio 2023.
E' evidente il filo rosso che lega l'atto del parlamento europeo che equipara nazismo e comunismo alle leggi approvate nei Paesi dell'Est Europa, già socialisti e oggi governati da forze anticomuniste e filo americane, leggi che pongono sullo stesso piano il negazionismo nei confronti delle persecuzioni naziste contro il popolo ebraico (già di per sé criticabile in quanto, come ha scritto Stefano Levi Della Torre, è “aberrante colpire per legge reati di opinione, anche perché ciò propone indirettamente che esista una verità ufficiale sancita per legge. La falsità per legge presuppone una verità per legge, e questa è un’idea familiare alle inquisizioni e ai totalitarismi, e ostica per la democrazia e per la ricerca scientifica") al negazionismo nei confronti dei presunti crimini commessi dal regime sovietico. Eppure, le sinistre europee preferiscono ignorare questo filo rosso che pure in prospettiva è foriero di minacce anche nei loro confronti.
Infine, devo purtroppo prendere atto che anche molti partiti comunisti, in Italia e in Occidente, non appaiono meno timidi nel denunciare questa tendenza, quasi non si rendessero conto che la criminalizzazione di certe opinioni è il primo passo verso la criminalizzazione - e la conseguente messa fuori legge, ciò che in vari Paesi europei dell'est è già avvenuto - delle organizzazioni politiche che le professano. O forse se ne rendono conto fin troppo bene e optano per la politica dello struzzo, nascondendo la testa sotto la sabbia invece di tenerla ben alta per denunciare quanto avviene. A voler essere maligni, si potrebbe dubitare che la scelta di nascondere la propria identità dietro sigle genericamente "nazional popolari" in occasione delle elezioni, faccia parte di tale politica: se non ci facciamo troppo vedere corriamo meno rischi. Beata illusione: meno si difende in campo aperto la propria identità più si accelera la sua totale delegittimazione ed espulsione dal discorso pubblico.

da - https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/24750-carlo-formenti-totalitarismo-liberale-e-struzzi-di-sinistra.html
3  Forum Pubblico / Il SOCIALESIMO Prolegomeni per la DEMOCRAZIA SOCIALISTA. 20/02/2022 / Discernere tra temi superati non é mai inutile. Certo oggi non é una priorità. inserito:: Gennaio 24, 2023, 05:53:11 pm
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 Published: 14 January 2023
 Created: 09 January 2023
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Manipolazioni di Marx

di Antiper

Critica dell’introduzione di Marco Santoro (Giochi di potere. Pierre Bourdieu e il linguaggio del “capitale”) a Pierre Bourdieu, Forme di capitale, Armando editore, 2015

 Ci è capitato solo di recente di leggere l’Introduzione che Marco Santoro, noto studioso del sociologo francese Pierre Bourdieu, ebbe a scrivere qualche anno fa per la pubblicazione di Forme di capitale [1].
Dato l’argomento del testo Santoro non può esimersi dal trattare della relazione tra il concetto di capitale in Bourdieu e il concetto di capitale in Marx, ma lo fa in modo da presentare sistematicamente la distanza, il distacco, la critica, la superiorità… di Bourdieu nei confronti di Marx “molto distante però sia dal marxismo che dalla teoria economica” 256] mediato da cose.” [4]
“«Un negro è un negro. Soltanto in determinate condizioni egli diventa uno schiavo. Una macchina filatrice di cotone è una macchina per filare il cotone. Soltanto in determinate condizioni essa diventa capitale. Sottratta a queste condizioni essa non è capitale, allo stesso modo che l’oro in sé e per sé non è denaro e lo zucchero non è il prezzo dello zucchero… Il capitale è un rapporto sociale di produzione. È un rapporto storico di produzione» (KARL MARX, Lohnarbeit und Kapital. Neue Rheinische Zeitung, n. 266, 7 aprile 1849 [Lavoro salariato e capitale]).” [5]

Per Marx il capitale non è affatto qualcosa che ha a che fare solo con l’economia, ma è qualcosa che ha a che fare con la totalità delle dimensioni sociali: “il capitale è un rapporto sociale di produzione”.
C’è la dimensione economica, certo, ma anche quella politica, quella giuridica, quella storica, quella ideologica, ecc… Per Marx il capitale è anzitutto un rapporto sociale tra classi che si presenta come rapporto con cose (e lo spiega bene nella splendida parte sul feticismo [6]); il capitale è un rapporto delle classi sociali con la riproduzione storicamente determinata del modo di produzione capitalistico (che non è, come pensa Santoro, il modo in cui si producono le merci, ma il modo in cui si riproduce l’intera vita sociale). Il capitale non è dunque denaro (sebbene sia anche denaro), non è merce (sebbene sia anche merce), non è lavoro morto incorporato (sebbene sia anche lavoro morto incorporato), non è general intellect (sebbene sia anche general intellect)… Il capitale è, ripetiamolo, un rapporto sociale e dal punto di vista di Marx un rapporto di sfruttamento; per inciso, se davvero Bourdieu non è interessato al tema dello sfruttamento (come ripete più volte Santoro) allora molto molto male per Bourdieu, le cui analisi si ridurrebbero in definitiva a esposizioni fenomenologicheincapaci di cogliere l’essenza del mondo sociale. Vedo persone (e non classi) che hanno capitale culturale e altre che non ne hanno, vedo persone (e non classi) che hanno capitale economico e altre che non ne hanno, vedo persone (e non classi) che hanno capitale simbolico e altre che non ne hanno… e poi non sono capace di cogliere la relazione tra “avere” e “non avere” e ciò che questa relazione ha a che fare con la riproduzione del capitale nelle sue varie forme? Che tipo di sociologo sarei? Un sociologo inutile a dir poco. Oppure, peggio ancora, un sociologo che nasconde dietro mille parole la realtà sociale per aiutarla a riprodursi senza trasformarsi. Ci pare tuttavia che non sia questo il caso di Bourdieu che anzi cerca di mostrare la riproduzione del modo di produzione capitalistico da versanti interessanti come quello dei consumi di classe [7] o quello dell’habitus di classe.

La vulgata del Marx economicista (di cui la riduzione a denaro della concezione del capitale è un caposaldo) è uno dei tanti modi per deformare il pensiero di Marx presentandolo in modo unilaterale, monco, limitato. Si taglia un braccio a Marx e poi si grida che a Marx manca una mano. È anche questa una “interiorizzazione dell’esteriorità” ovvero una vulgata che a forza di essere ripetuta come vera è divenuta vera, per Marco Santoro e per molti altri. Ovviamente qualche decennio fa a nessuno sarebbe venuto in mente di confinare il laboratorio di Marx in un solo campo e men che meno in quello “economico”. Ma tant’è, questi sono i (poco interessanti) tempi che ci è toccato di vivere.
Diversamente da quello che pensa Marco Santoro, se c’è una cosa che si dovrebbe riconoscere a Marx e ad Engels è proprio quella che i loro studi sono stati straordinariamente inter-disciplinari: dalla filosofia, alla storia, all’antropologia, all’economia politica, al diritto, alla sociologia, alla politica… Persino alla matematica. Questo è stato, in certa misura, il portato dell’idea hegeliana del vero come intero. E al centro di tutti questi studi c’è la concezione del capitale come rapporto sociale.
Poi, magari, qualcuno non ha capito che tra i diversi tipi di capitale esiste uno stretto legame e che sono vere e proprie eccezioni quelle di chi (proprio come Bourdieu) riesce ad accumulare capitale culturale e simbolico pur partendo da un capitale economico molto limitato. Il sogno americano è, appunto, solo un sogno. Faccia, Santoro, un’analisi di classe dei vari livelli scolastici e accademici e vedrà che capitale culturale e capitale economico, capitale economico e capitale simbolico… sono molto, ma molto più correlati di quanto egli pensi. Perdere di vista questa correlazione sarebbe, quello sì, straordinariamente fuorviante.

Il Capitale e il contributo teorico di Marx (e Engels) sono pronti per essere studiati e, ovviamente, per essere criticati e integrati. Non c’è bisogno di sminuire la portata del pensiero di Marx per esaltare quella di Bourdieu. Se lo si fa è perché forse inconsciamente si pensa che Bourdieu non sia all’altezza di Marx. Non c’è bisogno, quindi, di ridurre Marx a sempliciotto, continuatore di una presunta tradizione rinascimentale, per far risaltare l’ampiezza del concetto bourdesiano di capitale.
Le cose stanno esattamente all’opposto da come le pone Santoro: il concetto di capitale di Marx è il più generale (e quindi anche il meno specifico) che si potesse dare dal momento che abbraccia tutte le dimensioni della relazione sociale; questo vuol dire che ciascun caso particolare del concetto di capitale di Bourdieu (capitale economico, capitale culturale, capitale simbolico…) non è che un’astrazione (in senso hegeliano) del concetto di capitale di Marx.
Ma non è questo, comunque, il punto. Sarebbe molto più utile far dialogare Marx e Bourdieu nell’interesse dei lavoratori, dello sviluppo del marxismo e anche nell’interesse del contributo bourdesiano che a volte è debole proprio perché si allontana da Marx mentre altre volte è forte proprio perché sa interpretare in modo produttivo le categorie marxiane. L’analisi accademicistica che Santoro fa di Bourdieu [8] non gli rende alcun merito ma, al contrario, lo riconduce al frullatore del dibattito accademico dal quale egli, pur senza riuscirci, aveva tentato di sottrarsi [9].
In realtà c’è in Bourdieu molto più Marx di quanto lo stesso Bourdieu non sospettasse a causa di un certo narcisismo che gli ha impedito di riconoscere esplicitamente l’ampiezza dell’eredità che ha raccolto – e non poteva non raccogliere – da Marx.
Si pensi al rapporto tra soggettività e oggettività che lo stesso Santoro vorrebbe scagliare contro un presunto “oggettivismo” marxista
“prospettive di analisi, quella oggettivista propria della scienza sociale d’ispirazione epistemologica positivista (ma anche marxista)” [10].
Santoro non sa che l’oggettivismo di cui parla è forse riferibile a Feuerbach, ma di certo non a Marx.
“Il difetto principale di ogni materialismo fino ad oggi, compreso quello di Feuerbach, è che l’oggetto, il reale, il sensibile è concepito solo sotto la forma di oggetto o di intuizione; ma non come attività umana sensibile, come attività pratica, non soggettivamente. E’ accaduto quindi che il lato attivo è stato sviluppato dall’idealismo in contrasto col materialismo, ma solo in modo astratto, poiché naturalmente l’idealismo ignora l’attività reale, sensibile come tale. Feuerbach vuole oggetti sensibili realmente distinti dagli oggetti del pensiero; ma egli non concepisce l’attività umana stessa come attività oggettiva.” [11]

E del resto, se Marx avesse coltivato una visione deterministica e anti-dialettica dell’agire, una visione in cui si viene semplicemente agiti dalla struttura “economica”, di certo non avrebbe perso tempo a promuovere partiti e organizzazioni operaie, dalla Lega dei comunisti, alla Prima Internazionale. Evidentemente riteneva il lato soggettivo, attivo, particolarmente importante.
Non solo non c’è in Marx alcuna sottovalutazione della agency, ma si potrebbe al contrario dire che il motto del materialismo storico è “la storia è storia di lotte di classe” [12].
Ora uno può anche non esplicitare i propri debiti intellettuali. A volte cambiare la firma sotto un concetto può persino permettere al concetto di avere una maggiore circolazione.

Marx, infatti, ha un grande handicap nel campo intellettuale (del quale peraltro si disinteressava completamente): il suo contributo teorico è strettamente legato al suo impegno politico.
Né Marx né, tanto meno, Engels avrebbero mai potuto trovarsi in Algeria durante la guerra di liberazione anti-coloniale e limitarsi agli studi etnologici sugli usi e i costumi delle popolazioni cabìle.
Ma si potrebbe anche dire che proprio la scelta di usare la parola “capitale” – che non a caso a Santoro appare una “mossa paradossale” – non è dettata dalla volontà di “colpire il riduzionismo economicista di cui il marxismo è accusabile almeno quanto la teoria economica” (?) ma, tutto al contrario, di riconoscere l’ambito del dibattito e collocarvisi per offrire il proprio contributo.
________________________________________

Note
[1] Marco Santoro, Giochi di potere. Introduzione a Pierre Bourdieu, Forme di capitale, Armando Editore, Roma, 2015.
[2] Marco Santoro, Ibidem.
[3] Gabriella Paolucci, Bourdieu e Marx. Pratiche della critica, Mimesis, Milano, 2018.
[4] Karl Marx, Il Capitale, pag. 828, VII. Il processo di accumulazione del capitale, Editori Riuniti, Roma, 1980.
[5] Ibidem, nota 256.
[6] Karl Marx, Il Capitale, Libro I, Sezione I, Capitolo I, §4. Il carattere di feticcio della merce e il suo arcano.
[7] Cfr. Pierre Bourdieu, La distinzione.
[8] Cfr. Cantiere Bourdieu @Istituto Italiano di Studi Filosofici.
[9] Cfr. Pierre Bourdieu, Questa non è un’autobiografia. Elementi per un’autoanalisi, Feltrinelli, Milano, 2005.
[10] Marco Santoro, Ibidem.
[11] Karl Marx, Tesi su Feuerbach.
[12] Cfr. Marx-Engels, Manifesto del partito comunista.

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4  Forum Pubblico / DIFFERENTI, DIVERSI e MINUS HABENS. NON SIAMO UGUALI AMMETTIAMOLO! / Pier Ferdinando Casini, "l'ultimo democristiano", si racconta inserito:: Gennaio 22, 2023, 10:49:46 pm
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5  Forum Pubblico / LA REALTA' REGIONALE ITALIANA, AL NORD, AL CENTRO E AL SUD. / Dai medici di famiglia agli infermieri, ecco tutte le carenze di personale ... inserito:: Gennaio 22, 2023, 10:47:49 pm
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7  Forum Pubblico / DIFFERENTI, DIVERSI e MINUS HABENS. NON SIAMO UGUALI AMMETTIAMOLO! / I vizi degli intellettuali? Esibizionismo e spregio del senso comune. I peggio! inserito:: Gennaio 22, 2023, 10:41:53 pm
I vizi degli intellettuali?
Esibizionismo e spregio del senso comune.

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8  Forum Pubblico / LA COLLINA della più BELLA UMANITA', quella CURIOSA. / Milleproroghe. "... misura utile solo a favorire determinate lobby" inserito:: Gennaio 22, 2023, 10:38:13 pm
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Di Silverio (Anaao): “No a medici in corsia fino a 72 anni, misura utile solo a favorire determinate lobby”

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9  Forum Pubblico / LA COLLINA della più BELLA UMANITA', quella CURIOSA. / Medici - Deve essere riconosciuto il merito, soltanto a coloro che MERITANO. inserito:: Gennaio 22, 2023, 10:35:07 pm
Deve essere riconosciuto il merito, soltanto a coloro che MERITANO.
Ma, NON PUO' ESSERE SOLTANTO UNA PROCEDURA BUROCRATICA, anche l'opinione pubblica deve poter essere messa nella condizione di conoscere i meriti dei Medici.
Certamente già l'esperienza personale di malato, ci rende consapevoli, ma anche una adeguata informazione, libera da servilismo di parte, ci dovrà consentire scelte mirate.
Spendere parte del risparmio di famiglia per curarsi, dove la sanità regionale non arriva, deve renderci edotti dei meriti di chi ci costa e quali benefici, per la nostra salute, possiamo aspettarci.
Personaggi incapaci o mascherati con malcelata superficialità, devono essere distinguibili ed evitabili.
Anche per rispetto di coloro che meritano il riconoscimento della loro dedizione alla missione medica.
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VIII – L’immaginazione

Quando uscirono le mie prime poesie, un critico che certamente aveva ragione nella sua critica, ma non nei suoi fondamenti, scrisse che le immagini appesantivano le poesie poiché non erano giunture chiare per il pensiero.
Che equivoco sulla funzione dell’immagine, tra tutti il più comune! Proprio per questo gli uomini non vivono più nella poesia, perché credono che sia una forma fiorente, un poco diafana ma facilmente accessibile dell’attività razionale logica.

Ma come, se l’immagine riassume in sé ciò che il pensiero non può presentire? Se è una conoscenza più alta ed essenziale quella che ti si offre? Consapevolezza dell’unità della vita, che nessun pensiero è capace di afferrare. Dove tu non vedi relazioni, il poeta intuisce corrispondenze.
Le immagini poetiche sono fatte di contrasti, che, raccolti insieme, non si limitano a gettar luce sulla propria reciprocità, ma sulla corrispondenza e l’unità di tutte le cose nella vita che viviamo. L’immagine è tanto più poderosa quanto più è impercettibile il collegamento che esprime. Ciò che è diviso si raccoglie nell’immagine in semplicità e modestia. Le sabbie mobili in cui la tua vita affonda si fanno terreno.
Puoi immaginare di scrivere una poesia in cui usi argomentazioni logiche per dimostrare la corrispondenza e l’unità delle cose? Con l’indice levato: È questo che intendo! o non riuniresti le due cose che sono più distanti al mondo in una singola immagine, in modo che la loro relazione risalti agli occhi?

A quel punto le tue parole sono divenute superflue. Quasi non hai parlato, e tutto è stato detto.

La conoscenza interiore del poeta è conoscenza delle relazioni.
Voi siete suoi fratelli, e le pietre lo sono, e gli alberi, i deserti e i semi.
L’immagine non è mai stata la mente del poeta, ma il suo cuore vivente.

PAUL LA COUR (1902-1956)
da ‘FRAMMENTI DI UN DIARIO'

traduzione di Alessandro Fambrini
Il Foglio Clandestino, n. 76, 2012.
11  Forum Pubblico / NUOVO ORDINE MONDIALE. Pace, Rispetto per L'Umanità, No Ingiustizie, Si Ambiente! / Il N.O.M. è tutto un'altro Progetto, con risvolti politici ed economici ... inserito:: Gennaio 19, 2023, 06:44:55 pm
Luisella Palmieri La suddivisione in POLI economico-politici è già in via di realizzazione!

Soltanto che lo stanno raffazzonando, minacciosamente, come è tradizione del colonialismo storico e post, una parte di quei Poteri mal-motivati, capaci soltanto di pensare a immediati obiettivi egoistici; quindi, non adatti ad evitare le guerre.

Il N.O.M. è tutto un'altro Progetto, con risvolti politici ed economici ancora da quantificare e precisi capisaldi da realizzare: la Pace, l'Ambiente e l'Eliminazione delle Ingiustizie tra i popoli. 

ggiannig
12  Forum Pubblico / "FALANGE dei BASTA". CONFEDERAZIONE GRUPPI DEMOCRATICI INDIPENDENTI. / Ossigeno è un acronimo: Osservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie inserito:: Gennaio 18, 2023, 02:55:51 pm
OSSIGENO

L’ASSOCIAZIONE
E-mail segreteria@ossigenoinformazione.it
Sede Legale: presso OdG Via Sommacampagna 19 – 00185 Roma
Telefono 06684027-30/32 – Segreteria telefonica 06 92958025
Codice Fiscale 9768 2750589 -IBAN IT28F0760103200001003979752

Il nome – Ossigeno è un acronimo: OSservatorio Su Informazioni Giornalistiche E Notizie Oscurate.
Il nome richiama un concetto elementare: ogni società libera e democratica ha bisogno vitale di libertà di informazione e di espressione, come il corpo umano ha bisogno di ossigeno.

L’Osservatorio è nato per documentare e analizzare il crescendo di intimidazioni e minacce nei confronti dei giornalisti italiani, in particolare contro i cronisti impegnati in prima linea nelle regioni del Mezzogiorno, nella raccolta e diffusione delle informazioni di pubblico interesse più scomode e, in particolare, nella ricerca delle verità più nascoste in materia di criminalità organizzata. A novembre del 2008 ha ottenuto il patrocinio del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, a marzo del 2009 il patrocinio del Consiglio Nazionale della FNSI. Ha l’obiettivo di accrescere la consapevolezza pubblica del grave fenomeno della limitazione della libertà di stampa e di espressione attraverso minacce, abusi, inadempienze. che limitano la circolazione delle notizie e il diritto dei cittadini di essere informati. Primo osservatore: Lirio Abbate, vice direttore del settimanale l’Espresso

Riconoscimenti – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha conferito due “Medaglie del Presidente della Repubblica”  a Ossigeno:
•   per il convegno del 24 ottobre 2016 organizzato a Palazzo Madama, sede del Senato, per celebrare la “Giornata Internazionale ONU per mettere fine ai crimini contro i giornalisti”;
•   per il convegno internazionale del 3 novembre 2021 “Come fermare i reati contro i giornalisti”, organizzati a Siracusa insieme all’UNESCO e aperto con la relazione del PG della Cassazione Giovanni Salvi

Consulenze – Ossigeno ha svolto consulenze per l’Osce, l’Agcom, la Commissione Parlamentare Antimafia e altri enti. Ha collaborato con la Fondazione Polis di Napoli alla realizzazione del progetto “In viaggio con la Mehari”.
Il notiziario telematico omonimo è una testata giornalistica. Registrazione al Tribunale di Roma n.35 del 18 febbraio 2013 – Direttore responsabile: Alberto Spampinato, giornalista parlamentare
L’Associazione di volontariato ONLUS “Ossigeno per l’informazione” è una organizzazione non governativa ed è un ente del Terzo Settore, costituita nel 2011, iscritta dal 10 luglio 2012 al Registro del Volontariato della Regione Lazio con il numero BO4243 – Il Presidente onorario  è stato Sergio Zavoli – Soci Onorari: don Luigi Ciotti, Claudio Fava e Pietro Grasso. I soci operano per l’Associazione a titolo gratuito.
Segretario generale: Giuseppe Federico Mennella, giornalista e docente di deontologia del giornalismo all’Università Roma Tor Vergata

Il finanziamento – Ossigeno vive delle quote sociali e delle donazioni dei sostenitori. I principali donatori sono l’Ordine nazionale dei Giornalisti, l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, della Sicilia, dell’Abruzzo e della Toscana. Da 2015 al 2018 anche la FNSI ha fatto donazioni.
La sede – Dal 2012 l’Associazione Stampa Romana ospita la sede dell’Osservatorio. Dal 2015 un’altra sede operativa è stata aperta presso la Casa del Jazz di Roma. La sede legale è presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

Progetti internazionali – Dal 2014 al 2018 la Commissione Europea ha finanziato le attività internazionali previste per la partecipazione al Progetto ECPMF (Centro per la Libertà di Stampa e dei Media con sede a Lipsia). Nel 2020, 2021 e 2022, Ossigeno per l’Informazione ha fornito alla Commissione Europea dossier analitici sulle lacune con le quali sono osservati dall’Italia gli obblighi derivanti dalle norme sullo stato di diritto.
Nel 2022, Ossigeno per l’Informazione è impegnato a realizzare il progetto di monitoraggio e assistenza ai giornalisti minacciati in Italia denominato “MAP – Monitor, Assist and Protect” co-finanziato dal GMDF (Global Media Defence Fund) il Fondo multi-partner dell’UNESCO creato nel quadro della Campagna Globale  per la libertà di stampa sotto l’ombrello dell’  UN Plan of Action on the Safety of Journalists and the Issue of Impunity  delle Nazioni Unite.
Il monitoraggio – Nel 2008 (con uno sguardo retrospettivo al biennio 2006-2007) Ossigeno ha iniziato a raccogliere attivamente informazioni sulle intimidazioni e le minacce rivolte in Italia a giornalisti, blogger, fotografi, video maker, difensori dei diritti umani e altri operatori dell’informazione. Il monitoraggio comprende l’assistenza alle vittime di questi atti ingiustificabili. Da allora fa un monitoraggio attivo e continuativo delle violazioni della libertà di stampa che si manifestano in Italia. L’Osservatorio verifica la fondatezza di ciascuna intimidazioni, classifica gli episodi in base al tipo di minaccia e alla categoria dell’aggressore e pubblica i risultati di ciascun caso ritenuto credibile su questo sito web, con articoli giornalistici e schede nominative (vedi la sezione VITTIME). Per anni il CONTATORE delle minacce pubblicato in home page ha rappresentato visivamente la progressione numerica delle minacce e la loro diffusione territoriale. Il 1 gennaio 2006, il Contatore segnava zero. A gennaio 2016 ha superato quota 2700. A dicembre 2019 ha superato quota 4000.

Notizie – Ossigeno diffonde sintesi periodiche dei suoi dati e pubblica notizie sulle intimidazioni più significative con articoli e NEWSLETTER settimanali in italiano, inglese e francese. Gli articoli di Ossigeno sono riproducibili citando esplicitamente la fonte.

Dossier – I problemi dei giornalisti che subiscono minacce e l’oscuramento delle informazioni di pubblico interesse attuato con la violenza e con gli abusi sono analizzati nei RAPPORTI ANNUALI, nei DOSSIER speciali, negli EBOOK pubblicati in collaborazione con l’Editore Melampo e nel corso di convegni e iniziative pubbliche.

Assistenza Legale Gratuita – Ossigeno assiste i giornalisti e i blogger in difficoltà con pareri e assistenza legale fornita gratuitamente agli assistiti. I legali incaricati sono pagati dall’Associazione. Questo servizio è finanziato dell’associazione Media Defence MD di Londra. Allo scopo di documentare l’abuso a scopo intimidatorio delle querele e delle cause per diffamazione e la quasi assoluta impunità degli autori delle violenze contro i giornalisti, Ossigeno pubblica notizie sui processi a carico di giornalisti e non-giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa o di persone accusate di reati contro giornalisti e autori di pubblicazioni. Questo notiziario presta particolare attenzione ai procedimenti per lite temeraria e calunnia e ai processi per diffamazione a mezzo stampa che si concludono con l’archiviazione.

In memoria dei giornalisti uccisi – Per coltivare il ricordo di 30 giornalisti italiani uccisi a causa del loro lavoro, Ossigeno per l’Informazione ha creato il centro di documentazione online “Cercavano la verità” www.giornalistiuccisi.it che raccoglie e mette a disposizione gratuitamente documenti e testimonianze su ognuno di loro insieme alle ricostruzioni dell’iter giudiziario seguito per accertare le responsabilità per la loro morte. Inoltre Ossigeno, in collaborazione con i loro familiari, ricorda ognuno di questi giornalisti uccisi con degli articoli pubblicati e diffusi ogni anno attraverso comunicati stampa in occasione dell’anniversario della loro tragica scomparsa. Per promuovere il ricordo di queste drammatiche vicende e invitare a riflettere sugli estremi a cui è arrivata in Italia la violenza contro i cronisti che pubblicavano notizie sgradite al potere e ai criminali, l’Associazione ha prodotto e distribuito a scuole, università, rappresentati delle istituzioni pubbliche e di associazioni il Pannello della Memoria dei giornalisti uccisi in Italia, che raffigura i loro volti ed elenca i loro nomi seguiti dallle date di nascita e di morte. Il Pannello è esposto in molti luoghi pubblici ed è affisso alla Casa del Jazz di Roma accanto alla grande lapide che elenca i nomi di 900 vittime innocenti uccise dalla mafia.

Formazione – Dal 2014 Ossigeno svolge in tutte le regioni italiane corsi di aggiornamento professionale per giornalisti. Nel primo triennio 2014-2016, ai seminari hanno partecipato cinquemila iscritti all’Ordine. I seminari hanno a quali hanno partecipato quattromila giornalisti. I corsi, a frequenza gratuita, organizzati in collaborazione con gli Ordini regionali dei giornalisti e accreditati dall’OdG nazionale, trattano in particolare il tema dell’uso intimidatorio delle accuse di diffamazione a mezzo stampa e illustrano le misure precauzionali e difensive da adottare per difendersi da querele pretestuose, citazioni per danni strumentali, pressioni intimidatorie. Inoltre spiegano che in Italia la legislazione in materia di informazione è punitiva nei confronti di chi raccoglie e diffonde informazioni di pubblico interesse, e ciò è certificato da tutti i forum europei e internazionali. Un corso spiega cos’è la “censura nascosta” che si manifesta nei paesi occidentali liberi e insegna a riconoscerla. L’Osservatorio ha firmato convenzioni con l’Università di Bologna e con il Dipartimento di Studi Umanistici e il Corso di Laurea Magistrale in “Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria” dell’Università di Roma Tor Vergata.
In questo quadro Ossigeno organizza corsi per studenti e giornalisti per conseguire l’attestato di “osservatore delle violazioni della libertà di informazione”.

Rapporti internazionali – Ossigeno collabora con una rete internazionale di organizzazioni non governative e con il Rappresentante per la Libertà dei Media dell’Osce, il Commissario per i Diritti Umani, il Consiglio d’Europa, l’Associazione Europea dei Giornalisti (AEJ), il Comitato per la Protezione dei Giornalisti di New York, l’International Press Institut di Vienna.

Progetti europei – Nel 2014, in partnership con l’Osservatorio Balcani Caucaso di Rovereto e con la South East Europe Media Organisation (SEEMO) ha partecipato al progetto “Safety Net for European Journalists. A Transnational Support Network for Media Freedom in Italy and Southeast Europe” finanziato dalla Commissione Europea. Dal 2015 Ossigeno partecipa al progetto europeo denominato European Centre for Press Media Freedom (ECPMF) ed è fra i fondatori del Centro Internazionale per la libertà di Stampa, istituito a Lipsia (Germania) a giugno del 2015. Insieme ai suoi partner, Ossigeno è impegnato a fare conoscere a livello internazionale il paradosso italiano di un paese libero e democratico in cui si verificano migliaia di minacce e intimidazioni senza che le autorità intervengano per impedirle e senza che i giornali ne parlino. Fra l’altro Ossigeno propone di applicare in altri paesi  il suo metodo di monitoraggio attivo (Ossigeno Censorship Detector) che è stato codificato e sperimentato con efficacia in Italia, dove ha rivelato l’esistenza e la consistenza di una moderna forma forma di censura che probabilmente affligge anche altri paesi liberi.

TELEFONO
067000705 – 0668402705

13  Forum Pubblico / L'ISOLA DI ARLECCHINO EURISTICO. Dove Trovare Serenità. / LIBERO. Che non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, che ha facoltà ... inserito:: Gennaio 17, 2023, 10:17:39 pm
libero
Vocabolario on line

libero

lìbero agg. [dal lat. liber -ĕra -ĕrum]. – 1. a. Che non è soggetto al dominio o all’autorità altrui, che ha facoltà di agire a suo arbitrio, senza subire una coazione esterna che ne limiti, materialmente e moralmente, la volontà e i movimenti: uomo l. o di condizione libera; anche s. m., i l., che in partic., nell’antica Roma, erano i cittadini che godevano di pieni diritti civili, distinti dagli schiavi e dai liberti; far l. uno schiavo; lasciare l. un prigioniero, un detenuto; dopo un breve interrogatorio, le persone fermate furono lasciate libere. In senso politico: nazione l., non asservita allo straniero; fare la patria l.; città l., territorio l., che si governa con leggi e magistrati proprî; chi diviene patrone di una città consueta a vivere l., e non la disfaccia, aspetti di essere disfatto da quella (Machiavelli); popolo l., che partecipa per mezzo di suoi rappresentanti al potere legislativo e i cui diritti civili e politici sono garantiti dalle leggi (nella polemica politica l’espressione ha assunto talora anche significati più soggettivi e spesso contrastanti); l. cittadino, espressione che nel sec. 19° equivaleva a «liberale democratico». In senso spirituale, di persona che in materia di opinioni o di fede afferma il diritto alla libera indagine dichiarandosi indipendente dai dogmi e da postulati confessionali: l. pensatori, espressione con la quale si indicano quei pensatori che, in nome di un razionalismo estremo, hanno attivamente svolto propaganda anticonfessionale e antidogmatica costituendo un movimento (il l. pensiero) vitale soprattutto nel sec. 18°; l. muratori, nome degli adepti alla massoneria (come traduz. dell’ingl. free-masons e del fr. francs-maçons); l. comunità protestanti, comunità sorte in Germania verso la metà del sec. 19°, che ripudiavano simboli e dogmi, sostituendo ad essi la coscienza razionale e morale; l. cristianesimo, corrente religioso-culturale in voga tra gli uomini di cultura dell’Europa protestante negli anni ’10 del Novecento, che tentava di conciliare religione e scienza. b. Degno di un uomo libero, privo cioè di viltà e di cortigianeria: chiedere con l. fronte; uomo di l. sentimenti; sostenere con l. animo la propria causa; scrivere con l. penna. c. Di animale, non legato, non prigioniero: lasciare l. la capra a pascolare nel prato; lasciar l. il cavallo dal morso; aprì la gabbia e l’uccellino volò via l.; bestiame che vive allo stato l., brado. Di cosa, lasciar l., non frenare, sprigionare: lasciare l. un gas; fig., lasciare l. corso ai proprî pensieri, alla fantasia, alla parola, alle passioni. 2. a. Che è padrone dei proprî atti e sentimenti, che ha piena facoltà di fare o non fare una cosa: essere l. di sé, delle proprie decisioni, dei proprî movimenti; siete l. di andare o rimanere; sei l. di pensare ciò che vuoi; ho sempre sognato di vivere l. in una casa tutta mia; quindi, far vita l., amare la vita l., non condizionata da vincoli, imposizioni e pregiudizî; donna l., che vive in modo indipendente e autonomo; anche, non sottoposto a disciplina o obbedienza: quei ragazzi son cresciuti troppo liberi. Per estens., di persona e dei suoi atti, ardito, impudente, che facilmente trascorre a modi scorretti e licenziosi: è troppo l. nel discorso; e similmente, linguaggio l., maniere l., scherzi troppo l. (in altri casi, un fare l., modi l., franchi, disinvolti, che denotano schiettezza d’animo). b. Che non è legato da particolari vincoli o impegni: uomo l., non coniugato, scapolo; fede di stato l., certificato che attesta la condizione di non coniugato; lasciare l. un impiegato, lasciare l. la segretaria, non tenerli impegnati, concedere loro licenza di lasciare il posto di lavoro. In senso più ristretto, che può disporre del proprio tempo, che non ha occupazioni o impedimenti: appena l. verrò a trovarti; in questo momento il direttore non è l. (è occupato). Riferito al tempo: domani avrò la mattinata l.; non ho mai un minuto l.; nelle ore l. mi dedico alla lettura; per tempo l., v. tempo, n. 2 l. c. Privo, esente: l. da vizî, da difetti, da noie, da pregiudizî. 3. Riferito a cosa: a. Non vietato, o non sottoposto a freni, a restrizioni: ingresso l., possibilità di entrare in un pubblico locale senza pagare; avere l. accesso (a un luogo, a una persona); l. uscita, dei soldati dalla caserma (v. uscita, n. 1 a); navigazione l., contrapp. alla navigazione di linea; l. esercizio della professione; l. amore (o più com. amore l.), concezione dell’amore come libertà di unione sessuale senza il vincolo del matrimonio (che proclama o attua cioè l’unione l.). Fig., traduzione l. (contrapp. alla traduzione letterale), quella che riproduce il senso dell’originale senza seguire questo alla lettera. b. In partic., non sottoposto a controllo o ingerenza, soprattutto da parte dello stato: economia l.; mercato l.; l. concorrenza, v. concorrenza, n. 2 b; radio l., televisione l., gestite da privati; l. chiese, denominazione comune alle varie comunità protestanti che, in Scozia, Svizzera, Francia, Germania, a differenza della Chiesa nazionale, si rifiutano di ammettere qualsiasi rapporto con lo stato (ad eccezione del rispetto delle leggi) e ingerenza di questo in materia religiosa. Molte espressioni, come commercio l., stampa l., diritto di l. associazione, l. esercizio del culto, ecc., equivalgono ad altre formate col nome libertà, cioè libertà di commercio, di stampa, di associazione, ecc. (v. quindi per queste la voce libertà o i singoli sostantivi). L. scambio (calco del fr. libre-échange, a sua volta coniato sull’ingl. free-trade), locuz. equivalente a libertà degli scambî, usata per lo più per indicare la dottrina che la sostiene, cioè il liberismo economico nella sua accezione più ristretta, ma anche con sign. più generico, nelle espressioni area, zona di l. scambio, dove cioè il commercio (internazionale) si svolge senza che siano frapposte barriere politiche o economiche allo scambio di beni e servizî. c. Più genericam., indipendente, autonomo: professioni l., quelle del medico, dell’avvocato, e in genere dei professionisti (v. professione, n. 2 b); insegnamento l., impartito da insegnanti non dipendenti dallo stato o da altro organismo; e così università l., con amministrazione autonoma (come è in Italia l’università di Urbino); l. docente, l. docenza (v. docenza). d. Non soggetto a restrizioni o limitazioni di natura spirituale: l. arbitrio (v. arbitrio, n. 1); atto di l. volontà; Lume v’è dato a bene e a malizia, E l. voler (Dante); l. esame (v. esame, n. 1 d); estens., di atto che viene compiuto spontaneamente, senza alcuna costrizione della volontà: l. scelta; l. consenso; l. elezioni; l. voto, dato secondo coscienza. e. Degli arti e dei movimenti della persona, sciolto, non impedito: avere l. il movimento del braccio, poterlo articolare con facilità; avere le mani l., senza impacci, non legate; fig., avere mano l. o le mani l., poter agire con piena indipendenza e autorità (con accezione partic., disegno a mano l., eseguito senza riga e compasso); piede l., sciolto da catena o altro; fig., essere, lasciare a piede l., di chi è sottoposto a processo senza essere in stato d’arresto. Analogam., nella tecnica, ruota l., ruota folle sul suo asse (in usi fig., a ruota l., senza freni, in modo incontrollato: appena beve qualche bicchiere, si mette a parlare a ruota libera). f. Di un possesso, esente da pesi che ne limitino la proprietà o l’uso: fondo l. da ipoteche, da servitù. E in genere, non soggetto, non vincolato: nuova costruzione l. da imposte; appartamento da affittare l. da contratto. g. Con riferimento a luogo, non occupato, non impegnato da altri: trovare, non trovare uno spazio l.; non c’era un posto l. in tutto il teatro (o nell’autobus); fig., campo l., possibilità di agire senza ostacoli o competitori: avere, dare, lasciare campo libero. Analogam., di vettura, non occupata, non impegnata in un servizio: mi è stato impossibile trovare un taxi libero; anche di altri servizî o utenze: con tanti treni in arrivo, è sempre difficile trovare un portabagagli l.; il telefono è finalmente l.; trovare, lasciare l. la linea (telefonica). Con accezioni partic.: appartamento l., non abitato da inquilini e perciò disponibile per una nuova locazione; stanza l., a cui si può accedere direttamente, senza dover passare per altra stanza; mare l., l’alto mare oltre le acque territoriali; spazio l., quello che può essere liberamente percorso dagli aeromobili (con altro sign., spazio disponibile, in cartelloni o sim., per affissioni pubblicitarie); aria l., l’aria aperta, fuori dagli ambienti chiusi o dal centro abitato; all’aria l., all’aperto. h. Non impedito o trattenuto da ostacoli materiali: lasciare l. il passaggio; il fiume, uscendo dalla città, si allontana, con bizzarre svolte, nella campagna, finalmente l. da case e da ponti (Romano Bilenchi); dare, lasciare via l. (fig., avere via l., avere facoltà di accedere a un luogo, di compiere determinati atti); in ferrovia, via l., quando il binario è sgombro da treni fino al successivo posto di blocco, e dare via l., dare il segnale al treno perché possa proseguire; nella navigazione, avere la rotta l., di nave che non trova ostacoli lungo la rotta che deve seguire. 4. Con sign. speciali: a. Bordo l., nelle navi, l’altezza della murata dalla linea di galleggiamento al ponte di coperta (v. bordo, n. 1). b. Carta l., la carta non bollata su cui possono redigersi tutti gli atti e scritti non soggetti al bollo e in determinati casi anche quelli normalmente colpiti da tasse di bollo. c. Nel linguaggio bancario, conto l., il conto di deposito di numerario, fruttifero a un mite tasso d’interesse, che dà al cliente la libera disponibilità delle somme depositate, a vista o con breve preavviso; credito l., il credito revocabile. d. In botanica, detto di parti o organi che non sono uniti fra loro o con altro organo: filamenti staminali l. (per es. in alcune leguminose, come nella sofora), in contrapp. a uniti o concresciuti, come nella ginestra comune; ovario o pistillo l., quello che non aderisce al ricettacolo del fiore. In zoologia, con riferimento alle pupe degli imenotteri, sinon. di exarato. e. In chimica, un elemento si dice allo stato l. quando non è combinato con altri elementi. f. In fisica, e in partic. in meccanica, assi l. (o spontanei) di un solido, gli assi dell’ellissoide centrale d’inerzia; elettrone l. (o di conduzione), elettrone debolmente legato al nucleo dell’atomo e capace di passare spontaneamente da un atomo all’altro; superficie l. o pelo l. di un liquido, la superficie di separazione del liquido dall’aeriforme (o dal vuoto) sovrastante. g. In linguistica, sillaba l., lo stesso che sillaba aperta, cioè terminante in vocale; meno com., vocale l. o in posizione l., la vocale finale di una sillaba aperta (per es., le due vocali della parola vena). Per il discorso indiretto l. in stilistica, v. discorso2 (n. 3 b). h. In marina, l. pratica, l’autorizzazione di approdare e di compiere le operazioni di carico e scarico, data dalle autorità portuali a una nave al suo arrivo, dopo la visita a bordo compiuta da ufficiali di porto e sanitarî e dopo l’adempimento delle formalità d’obbligo. i. Nella metrica, metro l., non legato (soprattutto nel numero dei versi di ogni strofa e nella distribuzione delle rime) a uno schema rigido; similmente, canzone l. (v. canzone, n. 1); strofe l., versi l., sciolti dalle leggi metriche tradizionali; in partic., versi l. o sciolti (anche al sing., verso l., con valore collettivo), componimento in versi non rimati. l. In psicanalisi, l. associazione, metodo tipico del trattamento psicanalitico che consiste nel permettere al soggetto in analisi di riferire all’analista parole, immagini e pensieri che si presentino alla coscienza (spontaneamente oppure a partire da uno stimolo dato), cercando di prescindere da ogni riserva di ordine morale. m. Nello sport e nell’attività ginnica, esercizî l., complesso di figurazioni senza tema obbligato, svolte a libera scelta del concorrente nelle gare di pattinaggio e in varie prove ed esibizioni dei concorsi di ginnastica; esercizî a corpo l., eseguiti senza l’ausilio di attrezzi. Nel nuoto, stile l., lo stesso che crawl. Nell’alpinismo, ascensione l. (o più spesso in libera), quella in cui vengono sfruttati unicamente gli appigli naturali offerti dalla montagna, senza l’aiuto di mezzi artificiali (staffe, corda in trazione, ecc.), fermo restando l’uso di corda, chiodi e moschettoni per le sole manovre di assicurazione; nello sci alpino, discesa l., v. discesa, n. 2 a. Nel calcio, libero, s. m. (in origine battitore l., v. battitore, n. 1 g), giocatore di difesa che, libero da compiti di marcatura personali, svolge funzioni di organizzatore della difesa e di propulsore delle azioni difensive. Nel tiro alla fune, categoria dei l. (oltre gli 80 kg), una delle tre categorie in cui sono divisi gli atleti, a seconda del peso. Squadra di liberi, in genere, un complesso di giovani praticanti uno sport all’infuori di ogni regolamento federale. Nella pallavolo, giocatore specializzato sia in difesa che in ricezione, che può solo ricoprire la seconda linea ed è soggetto quindi ad alcune limitazioni di gioco. Nella pallacanestro, t. libero, quello eseguito dalla lunetta a gioco fermo, in conseguenza di un fallo effettuato dalla squadra avversaria. 5. Con valore avverbiale: parlare libero, con schiettezza o con arditezza di linguaggio. Locuz. avv., non com., alla libera, con libertà o franchezza di modi, familiarmente: parlare, trattare, discutere alla libera. ◆ Avv. liberaménte, con libertà: nazione governata liberamente; con franchezza: dimmi liberamente il tuo pensiero; senza riguardi o timore: comandami pure liberamente; qui siamo soli e possiamo parlare liberamente; senza ostacoli o formalità: ognuno può entrare liberamente; spontaneamente, con liberalità: La tua benignità non pur soccorre A chi domanda, ma molte fïate Liberamente al dimandar precorre (Dante); ant., volentieri: liberamente gliel concedette, quantunque noioso gli fosse il da lui dipartirsi (Boccaccio).
da treccani.it
14  Forum Pubblico / IL SOCIALESIMO. PRESIDIO CULTURALE di DEMOCRAZIA Socialista, Occidentale. / Prima di Tutto creare una Vera Democrazia! Poi, forse, un Socialismo Rinato. inserito:: Gennaio 17, 2023, 03:19:25 pm
Prima di Tutto creare una Vera Democrazia!
Poi, forse, un Socialismo Rinato.

Ma, allora, chi deve realizzarla la Vera Democrazia?
Il Socialismo Rinato, senza che sia diviso da bandiere di parte.

E gli altri Partiti?
Il TUTTO è più della Somma dei singoli Partiti.
La Vera Democrazia è il TUTTO.

La Buona politica è contenuta in UNA Vera Democrazia, non viceversa.
A sua volta la Buona politica contiene i Partiti Democratici, gli unici che formano la Vera Democrazia.

Ma e gli altri?
Non sono, come noi, una Comunità Democratica!

Esserci nemici o non belligeranti, dipende dalle loro azioni e volontà d’agire, sia nei loro territori, sia fuori da essi.
Infatti, Paesi, Nazioni o Federazioni, governati da Tiranni, massacratori o negatori delle libertà personali e sociali, dei loro popoli, rappresentano già un attentato guerrafondaio o criptoguerrafondaio, alla nostra Democrazia.

L’Armonia e la Serenità di rapporti saranno la linfa vitale del N.O.M.
Il Nuovo Ordine Mondiale.

ggiannig
ggianni41@gmail.com
15  Forum Pubblico / DOMANESIMO. Gruppo Tematico per GIOVANI. Preparando il FUTURO. / LA FALANGE dei BASTA. inserito:: Gennaio 15, 2023, 05:51:16 pm
Gianni Gavioli
Amministratore
Esperto del gruppo
 
LA FALANGE dei BASTA.

È la parte attiva nella società, della: CONFEDERAZIONE GRUPPI DEMOCRATICI INDIPENDENTI.

IDEA, di attività politico-sociale, ancora in formazione, d’ispirazione Democratica, Progressista, Riformista, Europeista e Occidentale.

Lo Studio del come saremo, per fare cosa e con quale Progetto Comunitario, dovrà essere materia di studio elaborata da un Gruppo di Attivisti Differenti, in quanto concretamente motivati soltanto dalla volontà di migliorare e correggere le attuali storture che infestano la nostra Società.
Avranno come unico riferimento l’interesse di ogni Singola Persona della Comunità, degna di chiamarsi Cittadina o Cittadino Italiani attraverso la soluzione dei loro problemi irrisolti.
L’obiettivo prioritario, ma non unico, sarà arrivare alla SERENITA’ nella partecipazione ad una Comunità d’ispirazione liberalsocialista, basata su fondamenti morali e sociali tradizionali, corretti nelle parti obsolete, colmate nelle carenze e nei ritardi, aggiornati e revisionati, per modellarli a Progetti futuribili.

ggiannig

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