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Titolo: Anais Ginori. - Macron, il Mediterraneo e la guerra del gas
Inserito da: Admin - Ottobre 09, 2020, 11:34:41 pm

Macron, il Mediterraneo e la guerra del gas

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Rep: | Luci da Parigi <rep@repubblica.it> Annulla iscrizione
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Rep: Luci da Parigi di Anais Ginori
 

9 ottobre 2020

Buongiorno da Parigi,

Altre quattro città francesi in allerta massima sull'emergenza sanitaria: Lille, Lione, Grenoble, Saint-Etienne. Per questi comuni saranno varate nuove restrizioni come chiusura di bar, palestre e altri impianti sportivi (salvo per i minorenni), dimezzamento degli studenti in presenza nelle università. Gran parte della Francia è ormai tra la categoria rosso e “rosso scarlatto” che scatta in base a tre criteri: tasso di nuovi contagi superiori a 250 ogni 100mila abitanti, a 100 per le persone sopra ai 65 anni, e oltre il 30% dei posti in terapia intensiva occupati da pazienti Covid.

 
Ieri per il secondo giorno consecutivo la Francia ha registrato un numero di nuovi contagiati in 24 ore superiore a 18mila, con 76 nuovi decessi, per un numero totale di vittime di 32.521 dall'inizio dell'epidemia.

Sono aumentati di 11 i pazienti in rianimazione (1.427), di 88 quelli in ospedale per coronavirus (7.624).

Gli ospedali sono in affanno in molte zone. Solo nella regione di Parigi, con 50 pazienti in più al giorno nei reparti di rianimazione, si teme un picco insostenibile a fine ottobre.

“La situazione sta peggiorando in diverse città, come succede in altri paesi vicini alla Francia" ha commentato il ministro della Sanità, Oliviér Véran. A Digione e Clermont-Ferrand emergono segnali preoccupanti e le due città passano in “allerta rafforzata”. L'allerta massima riguardava già Parigi e i comuni limitrofi, Marsiglia e Aix-en-Provence.

Ma c’è anche qualche segnale positivo. Dopo un’impennata, la curva epidemica scende o si appiattisce a Nizza e Bordeaux. “Una tendenza positiva si registra a Rennes e a Marsiglia-Aix en Provence. I territori della Nièvre e del Morbihan non sono più in stato di allerta” ha spiegato Véran. “E' il segno che i provvedimenti adottati dai sindaci stanno funzionando” ha proseguito il ministro aggiungendo che “è presto per cantare vittoria”. Il presidente del comitato scientifico, Jean-François Delfraissy, avverte: “Abbiamo davanti 6 mesi duri ma poi ne usciremo”.

 
I primi 100 giorni di Castex

Il premier Jean Castex, nominato a giugno da Macron per rilanciare l’immagine del governo, va a picco nei sondaggi: ha perso 4 punti in un mese, è al 28% mentre il suo predecessore Edouard Philippe se n’è andato con un glorioso 43%. Secondo un sondaggio di Elabe per Les Echos, Castex non riesce a conquistare i francesi, è inciampato in qualche gaffe durante la sua performance televisa in uno dei talk show politici più seguiti, Vous avez la parole su France 2, come quando ha detto di non aver scaricato l'applicazione StopCovid, l'equivalente della nostra Immuni.

Responsabile della task force che ha organizzato la riapertura del Paese dopo il lockdown, "Monsieur Déconfinement” ha puntato tutto sulla ripresa economica e il piano di rilancio, senza preparare il paese alla seconda ondata della pandemia.

La fiducia dei francesi in Emmanuel Macron è scesa in ottobre per il secondo mese consecutivo, con un calo di 7 punti rispetto ad agosto ed è ora al livello più basso dall'inizio della crisi Covid-19. Il 63% (+6) dice di non fidarsi, e il 35% (+5) che non si fida affatto. Il livello di fiducia dell'attuale capo di Stato è comunque significativamente più alto di quello di François Hollande nello stesso periodo del suo mandato (22%).

Da un punto di vista dell'elettorato, la fiducia in Macron è stabile nel suo partito La République en Marche (75%), tra gli astenuti (25%) e quasi stabile tra gli elettori della destra (39%, -2).


La guerra del gas nel Mediterraneo

L'attivismo di Macron sulla Turchia e nel quadrante del Mediterraneo orientale non si può capire senza conoscere gli interessi economici e geopolitici che si muovono nel nuovo Eldorado per la ricerca e la produzione di gas naturale. Ad agosto, la Grecia ha deciso di schierare fregate da guerra, supportata dalla marina francese, al largo di Kastellorizo.

Dalla Libia alla Turchia, da Israele al Libano e all’Egitto, la mappa delle piattaforme offshore è la chiave di comprensione indispensabile.

Abbiamo indagato su cosa si nasconde dietro nomi che rimandano alla mitologia - Afrodite, Glauco, Calipso, Leviatano - oggi associati a un’altra epica battaglia, che vale miliardi e viene combattuta da governi e compagnie petrolifere. E profuma di gas.


I tesori dell'Africa da restituire

E' stata una promessa di Macron durante uno dei suoi primi viaggi in Africa. In un discorso pronunciato in Burkina Faso nel 2017 il leader francese aveva annunciato di voler risolvere il lungo contenzioso sulle opere d'arte rubate durante il colonialismo. “La gioventù africana deve avere accesso al proprio patrimonio in Africa e non più soltanto in Europa” aveva detto il presidente francese.

Il primo passo sulla nuova via della riconciliazione è cominciato con un progetto di legge che autorizza la restituzione di opere al Senegal e al Benin. Da Parigi torneranno in Benin ventisei opere, in particolare sculture del "Tesoro di Behanzin", provenienti dal saccheggio del palazzo di Abomey nel 1892 e che oggi si trovano nel museo Quai Branly-Jacques Chirac. Il Senegal deve recuperare una spada con fodera che apparteneva a El Hadj Omar Tall, grande figura militare e religiosa dell'Africa occidentale nell'Ottocento.

Il progetto di legge apre una breccia nel carattere inalienabile delle collezioni dei musei francesi dove - secondo una stima pubblicata due anni fa - sono custodite 90mila opere d'arte africane. I conservatori dei musei temono di vedere scomparire parte delle collezioni e c'è anche chi sottolinea il rischio di rimandare un prezioso patrimonio artistico in paesi a forte instabilità politica, con conflitti aperti e garanzie insufficienti per la protezione delle opere.

 
Il ritorno di Houellebecq

Michel Houellebecq torna in libreria. Due anni dopo l'uscita del romanzo Serotonina, esce Interventions 2020, raccolta di interviste e articoli pubblicati nell'ultimo decennio. Dalla sua stima per Donald Trump e Vladimir Putin, alla militanza contro l'eutanasia, alla critica radicale del femminismo, Houellebecq applica il suo malinconico cinismo a temi e personaggi dell'attualità.

E la polemica con lui è sempre garantita. Vale per i suoi romanzi, nei quali è abituato a inserire opinioni e considerazioni politiche. Ed è ancora più vero quando si esprime come intellettuale.

In attesa di leggere la traduzione che arriverà in Italia a maggio (La Nave di Teseo), vi proponiamo un'anteprima.

 
La risposta di Carrère

Lo scrittore risponde all'ex moglie Hélène Devynck che lo accusa di aver scritto della loro relazione nonostante un contratto che lo vincolava alla privacy dopo il loro divorzio, due anni fa. Uno dei più famosi autori francesi, noto per aver interpretato con maggior successo il genere dell'autofiction, si trova nel mezzo di un dibattito che tocca il cuore della libertà letteraria. “So quanto sia complicato per una persona reale essere in un libro, ma anche non esserci” osserva lo scrittore che confessa di non “biasimare” l'ex moglie.

Il romanzo di Carrère, già in testa alle classifiche e tradotto in Italia da Adelphi a primavera, racconta la depressione che ha attraversato nel 2015, il successivo internamento psichiatrico e il soggiorno sull'isola di Leros che ha segnato l'inizio della sua ricostruzione psicologica. Al centro del romanzo c'è però un non detto: la separazione con Devynck. L'autore ci gira intorno con un forma narrativa che ha definito “ellisse narrativa”.

Abituata a entrare nei romanzi di Carrère, con dovizia di particolari su drammi famigliari e fantasie erotiche, Devynck aveva deciso di proteggersi dall'ex marito con un contratto legale.

“Le avevo dato la possibilità di leggere eventuali passaggi che la riguardassero” ammette ora Carrère. “E' quello che ho fatto” prosegue, confessando di aver fatto diversi tagli. "Il tema di Yoga non è la nostra separazione” continua la replica di Carrère. “Il libro parla dei miei tentativi di raggiungere una certa serenità e delle forze psichiche che per tutta la vita hanno minato questi tentativi”.

Parlare di depressione senza sfiorare la crisi coniugale era impossibile, aggiunge l'autore. “Ho scelto di farlo in maniera minima, parlando sempre di Hélène con rispetto e gratitudine”. Quello che rimane nel libro, aggiunge, “è la traccia di quella scomparsa”. “Penso che in definitiva sia il modo più accurato di elaborare il lutto per un amore che pensavo sarebbe durato per sempre".

 
La zucca sul tetto di Parigi

L'appuntamento è al padiglione 6 di Paris Expo, il centro fieristico Porte de Versailles a ovest della capitale. "Ci vediamo in cima all'ultima rampa", spiega al telefono Pascal Hardy, fondatore di Nature Urbaine, l'avveniristico progetto inaugurato qualche mese fa. Sull'immenso lastrico solare tre ragazzi stanno controllando la maturazione delle zucche. Indossano cappello di paglia e guanti da giardiniere. Un'immagine campestre a pochi passi dal périphérique, il raccordo anulare dove sfrecciano macchine a ogni ora del giorno.

Nel 2007 l'ingegnere agronomo cinquantenne è rimasto paralizzato alle gambe. Un albero crollato addosso durante una tempesta. Si definisce "vittima del riscaldamento globale" e spiega che quell'incidente ha accelerato la sua presa di coscienza sull'urgenza ecologica, intorno a espressioni come chilometro zero, sovranità alimentare, biodiversità.

Quattro anni fa ha creato due società che sviluppano progetti di agricoltura urbana e si occupano già di una decina di luoghi in tutta la Francia.

Oggi la fattoria verticale Nature Urbaine di Parigi copre un terzo della superficie totale prevista, 14mila mq. Quando l'intero progetto sarà completato, entro il 2022, diventerà il più grande orto urbano sospeso. Siamo andati a visitare (e assaggiare) il giardino di primizie di Hardy.

 
Luci da Parigi torna venerdì prossimo. Mi potete mandare messaggi e segnalazioni sulla mia email (a.ginori@repubblica.it).

Buon weekend.

Anaïs Ginori


Da - Repubblica