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Forum Pubblico => LA COLLINA della più BELLA UMANITA', quella CURIOSA E ATTIVA. => Discussione aperta da: Admin - Luglio 07, 2026, 07:06:42 pm



Titolo: Marco Maria Freddi - Cara Elly, ti scrivo perché guardare alla realtà con . .
Inserito da: Admin - Luglio 07, 2026, 07:06:42 pm
Marco Maria Freddi

Cara Elly,
ti scrivo perché guardare alla realtà con uno sguardo libero significa rifiutare le narrazioni che il potere usa per mantenere le cose come stanno.
Oggi il dominio non si impone solo con la forza, ma manipolando la paura e inventando nemici artificiali per distrarci dai fallimenti del modello neoliberista. Ti rivolgo questo appello affinché tu e tutto il Partito Democratico troviate finalmente il coraggio di essere una vera forza di sinistra, una sinistra di governo che abbia la forza di lasciarsi alle spalle le vecchie e fallimentari politiche del centrosinistra del passato.
Devi essere consapevole, Elly, che la nostra responsabilità come cittadini non finisce con il voto, ma si esercita ogni giorno, ed è la stessa responsabilità che oggi chiediamo a te come leader. Quando anche la politica rinuncia ad analizzare a fondo la realtà, quando ripetiamo acriticamente le tesi dei media dominanti o liquidiamo il dibattito con etichette superficiali, finiamo per fare il gioco di chi vuole conservare lo status quo. Costruire una vera alternativa progressista richiede proprio questo, ovvero rifiutare ogni fanatismo e dimostrare la capacità di portare avanti battaglie coraggiose e radicate nella giustizia sociale.
La strada da seguire ci viene indicata da quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove le vittorie della sinistra dimostrano che le istituzioni possono ancora rispondere ai bisogni concreti delle persone. A New York, il sindaco socialista Zohran Mamdani ha mantenuto le promesse elettorali introducendo il blocco biennale degli affitti per un milione di appartamenti, che ora è una splendida realtà. Ha fatto ciò che tutti i soloni dell'economia consideravano impossibile, dando priorità alla classe lavoratrice e proteggendo migliaia di famiglie dalla speculazione, offrendo al contempo sostegno ai piccoli proprietari. Il successo della sinistra sta trasformando la politica americana e, oltre a New York, le primarie democratiche vedono l'avanzata di candidati socialisti come Melat Kiros a Denver, che ha vinto con un programma basato su sanità universale e cura per le fasce più fragili.
Il socialismo non fa più paura perché parla all'emergenza reale del costo della vita. Anche a Washington la corsa della candidata Janese Lewis George sta scuotendo l'elettorato, nonostante gli attacchi di chi vorrebbe dipingere come distruttiva una politica che punta semplicemente a una maggiore giustizia nella distribuzione della ricchezza.
Questo vento di cambiamento deve soffiare anche in Europa, dove la nostra sinistra di governo deve rompere nettamente con le vecchie dottrine economiche liberiste. Servono scelte coraggiose, come una revisione profonda dell'alleanza Nato, la rimozione delle basi straniere, la creazione di un esercito e di una politica estera europei, e la ferma applicazione del diritto internazionale. Sul piano interno, dobbiamo intervenire direttamente sul mercato della casa per abbassare gli affitti senza ricorrere a inutili bonus ma seguendo la strada radicale già tracciata dall'esperienza americana e spagnola, in modo da tutelare chi studia e chi lavora, vietando al contempo quelle piattaforme di affitto turistico che stanno svuotando i nostri quartieri. Dobbiamo abolire la precarietà, garantire un salario minimo e combattere strenuamente il caporalato. La corruzione va stroncata escludendo dagli appalti pubblici chi non è trasparente e smettendo di finanziare la sanità e la scuola privata a scapito di quelle pubbliche. Un socialismo moderno deve tornare a nazionalizzare le aziende strategiche per pianificare l'economia nell'interesse di tutti.
Queste non sono utopie, ma l'unico terreno concreto su cui possiamo mobilitare le classi popolari e sconfiggere l'avanzata delle destre. Cara segretaria, la sfida che arriva dagli Stati Uniti deve diventare il nostro imperativo. Abbandoniamo le mezze misure di un centrosinistra che in passato è stato troppo subalterno al neoliberismo e che ha finito per spalancare le porte alla destra. Dobbiamo ricordarci che il nostro vero elettorato è quel cinquanta per cento di cittadini che ha smesso di votare e che non si fida più della politica, persone che possiamo riconquistare solo se dimostriamo che un’alternativa è possibile.
Dobbiamo avere l'audacia di essere una sinistra di governo radicale nei principi, appassionata nelle lotte e capace, finalmente, di cambiare la vita reale delle persone.
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