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Forum Pubblico => O.P.O.N. Opinione Pubblica Organizzata Nazionale. FONDAZIONE (Formazione in Corso). => Discussione aperta da: Admin - Giugno 29, 2026, 04:40:18 pm



Titolo: Misteri LEONARDO, GOVERNO e USA, ancora da dipanare Azionisti perdono in BORSA.
Inserito da: Admin - Giugno 29, 2026, 04:40:18 pm
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Azioni Leonardo, non solo rating Moody’s. Guerra tra fondi e Meloni per rinnovo CDA?
Laura Naka Antonelli

 27/04/2026

27/04/2026 - 11:09

Azioni Leonardo in preda alla volatilità tra premio Moody’s e grande attesa alla data clou. Tensione tra fondi e Meloni.
Azioni Leonardo, non solo rating Moody’s. Guerra tra fondi e Meloni per rinnovo CDA?
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Manca poco più di una settimana al grande giorno che deciderà il futuro di Leonardo: quello del 7 maggio 2026, quando l’assemblea ordinaria degli azionisti darà il suo voto, oltre che al bilancio del 2025, alle liste presentate per il rinnovo dei vertici.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo oggi, lunedì 27 aprile 2026, hanno riportato inizialmente un trend positivo, per poi scivolare in rosso, nonostante l’upgrade sul rating annunciato dall’agenzia Moody’s.

Moody’s premia Leonardo con upgrade rating
La valutazione di Moody’s sulla posizione debitoria di Leonardo è passata da “Baa3” a “Baa2”, con il miglioramento del giudizio che è stato motivato con la solida performance operativa del gruppo e il costante miglioramento dei parametri di credito.

L’agenzia di rating ha fatto notare che Leonardo è riuscita a generare un flusso di cassa libero rettificato sulla base dei criteri di Moody’s di oltre 1,5 miliardi di euro, nel periodo 2023-2025, nonostante la crescita significativa delle spese in conto capitale, dei dividendi e delle scorte.

In evidenza il calo del rapporto di indebitamento lordo e del rapporto dell’indebitamento netto.

Moody’s ha fatto notare anche altri progressi di Leonardo che, rispetto all’ultima volta in cui l’agenzia ha migliorato il rating sul debito tre anni fa, è stata capace di far balzare il fatturato di un terzo circa e l’EBITDA rettificato del 40%.

Insomma, una bella promozione per Leonardo. L’outlook è stato confermato a positivo.

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Leonardo, data clou alle porte. Ma il proxy advisor boccia la lista di Meloni-MEF
Detto questo il momento clou della votazione dell’assemblea degli azionisti al nuovo CDA si avvicina e le novità non mancano.


Sotto i riflettori è il consiglio che il proxy advisor ISS Governance ha dato agli azionisti del gruppo: quello di votare per la lista di minoranza del nuovo consiglio di amministrazione, che include candidati che sono stati presentati dai gestori dei fondi che aderiscono ad Assogestioni.

La lista di minoranza è la lista n. 2, stilata da un gruppo di società di gestione del risparmio e da altri investitori istituzionali, complessivamente titolari dell’1,073% circa del capitale sociale di Leonardo, che propone come consiglieri Dominique Levy, Roberto Diacetti, Elena Grifoni, Maurizio Tucci, tutti candidati indipendenti.

No dunque alla lista presentata dal MEF, che detiene più del 30% del capitale di Leonardo, e in cui, come da rumor, risulta come grande assente il CEO Roberto Cingolani, che era stato scelto dallo stesso governo Meloni nel 2022.


La lista del MEF ha candidato alla carica di AD Lorenzo Mariani e Francesco Macrì a presidente oltre a Elena Vasco, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Enrica Giorgetti, Francesco Soro, Cristina Manara, per le posizioni di consiglieri.

Perché il proxy advisor ha detto no alla lista di Meloni
Il proxy ha motivato il consiglio ai soci di Leonardo di votare a favore della lista di minoranza sottolineando che, a fronte di un voto di lista classico e due sole liste, la scelta migliore è quella di sostenere la lista presentata dai fondi, al fine di rappresentare gli interessi degli azionisti di minoranza ed esercitare un controllo efficace sull’attività dei vertici.

ISS Governance ha fatto però un’eccezione, dicendosi favorevole a votare per il candidato alla presidenza di Leonardo presentato dal MEF, ovvero per Francesco Macrì.


Rimane tuttavia la notizia della bocciatura della lista del governo Meloni da parte di un proxy advisor.

E, più in generale, la prospettiva della mancata riconferma di Cingolani da parte del MEF aveva già scosso le azioni a Piazza Affari ancora prima dell’annuncio ufficiale.



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Azioni

Piazza Affari
Esplode il caso Leonardo, l’attivista chiede indagine. Governo Meloni sotto attacco, “azionisti messi a tacere, l’Italia rischia”
Laura Naka Antonelli

 08/05/2026

08/05/2026 - 17:47

Azioni Leonardo sotto osservazione, esplode la rabbia dell’attivista. “Azionisti messi a tacere, l’Italia si comporta come un mercato emergente”.
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Azioni Leonardo sotto la lente, dopo la rabbia dell’attivista USA Wyser-Pratte Management che, riferendosi alle modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti per il rinnovo dei vertici del colosso della difesa, ha deciso di chiedere formalmente un’indagine sul voto dato al nuovo CDA.

Nuovo CDA di Leonardo che si è riunito per la prima volta sempre ieri, giovedì 7 maggio 2026, nominando nuovo AD Lorenzo Mariani e decretando, così come era stato temuto dal mercato, la fine dell’era di Roberto Cingolani.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo hanno chiuso la seduta di oggi, venerdì 8 maggio 2026, in calo del 3,17%, confermandosi tra i titoli peggiori del listino e scendendo a 53,16 euro.

Esplode la rabbia dell’attivista USA, “azionisti Leonardo messi a tacere in assemblea a porte chiuse”
L’attivista Wyser-Pratte Management - società fondata da Guy Wyser-Pratte, figura tra le più illustri dell’attivismo mondiale - ha praticamente gridato allo scandalo, scagliandosi contro le modalità con cui si è svolta l’assemblea degli azionisti (a porte chiuse).

Forte l’affondo contro l’intero governo Meloni che, a suo avviso, avrebbe messo a tacere gli azionisti.

L’accusa è grave, ed è tutta incisa nel comunicato:

“In più di 50 anni di attività come attivista azionario negli Stati Uniti, in Francia, Germania, Austria e altrove, non ho mai assistito a un’assemblea degli azionisti condotta con modalità così restrittive e antidemocratiche come quella di Leonardo”

Wyser-Pratte Management ha denunciato che “ agli azionisti non è stata data alcuna possibilità di intervenire, porre domande o interagire con il management o il consiglio di amministrazione”, aggiungendo che “ l’assemblea si è svolta a porte chiuse, con una durata limitata a circa 60 minuti, e che si è svolta esclusivamente tramite un delegato designato dalla società”.

Ancora:


“Questa non è un’assemblea degli azionisti. È una formalità, orchestrata per ratificare un risultato predeterminato”.

“Un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa”
La rabbia dell’attivista non si è fermata qui.

A essere messa in discussione è stata l’Italia intera nelle mani del governo Meloni che, secondo la società, starebbe mandando un segnale errato agli investitori di tutto il mondo:

“Quello che è accaduto oggi all’assemblea generale di Leonardo non è solo un fallimento in termini di governance aziendale. È un evento che danneggia la reputazione dell’Italia e dell’Europa. In un momento in cui l’Unione Europea cerca di attrarre capitali stranieri per finanziare il rafforzamento della difesa, la transizione energetica e la più ampia riorganizzazione industriale, un atteggiamento del genere manda un segnale decisamente sbagliato agli investitori internazionali. Le regole vengono aggirate. Le assemblee si tengono a porte chiuse. Gli azionisti vengono messi a tacere. Le votazioni vengono certificate in condizioni che non rendono possibile alcun controllo”.
L’attivista rincara la dose, l’Italia si comporta come mercato emergente, non avanzato
E ancora, secondo Wyser-Pratte Management, “ l’Italia si sta comportando come un mercato emergente, non come uno avanzato”.

Dito puntato contro il governo Meloni: “ Quando un governo usa i suoi poteri istituzionali per scavalcare i consulenti indipendenti a livello globale in materia di voto per delega, escludere gli azionisti di minoranza e imporre il rinnovo del consiglio di amministrazione in una riunione di 60 minuti senza dibattito, sta dicendo al mondo che le regole non si applicano in modo equo. Gli investitori stranieri se ne accorgeranno e ne trarranno le conclusioni ”.

L'azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L’azionariato di Leonardo, il MEF detiene una quota del 30,2% nel capitale del colosso della difesa L'azionariato di Leonardo. Così il gigante della difesa precisa: «In linea con la strategia di internazionalizzazione messa in atto dalla Società, l'azionariato è passato da un prevalenza domestica ad una internazionale. Attualmente ca. il 90% del flottante istituzionale è estero». (Fonte: Leonardo)

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La prima riunione del nuovo CDA che nomina AD Lorenzo Mariani
Ieri, giovedì 7 maggio 2026, a seguito del voto dell’assemblea degli azionisti, la notizia della prima riunione del nuovo CDA di Leonardo sotto la presidenza di Francesco Macrì, che ha nominato Lorenzo Mariani, candidato sostenuto dal governo Meloni, alla posizione di CEO e Direttore Generale del gruppo, conferendogli tutte le relative deleghe per la gestione della Società.

Ancora, il CDA ha approvato – a diretto riporto dell’amministratore delegato e direttore generale – l’istituzione della nuova Direzione Generale, affidando a Gian Piero Cutillo il ruolo di condirettore generale.

Azioni Leonardo ha puntualizzato di avere verificato per tutti i componenti del nuovo CDA il possesso dei requisiti di onorabilità e l’assenza di cause di ineleggibilità e incompatibilità.

Il Consiglio ha inoltre verificato la sussistenza dei requisiti di indipendenza in capo a tutti gli amministratori non esecutivi e, dunque, in capo al Presidente Francesco Macrì e ai consiglieri Trifone Altieri, Roberto Diacetti, Enrica Giorgetti, Elena Grifoni, Dominique Levy, Cristina Manara, Francesco Soro, Maurizio Tucci, Elena Vasco, Rosalba Veltri.

Riguardo al Presidente Francesco Macrì, il CDA ha accertato anche la qualifica di Presidente non esecutivo e amministratore indipendente.

In evidenza quanto stabilito per il consigliere Francesco Soro.

In questo caso il CDA di Leonardo ha osservato che il suo incarico presso il MEF, non è idoneo a incidere sulla sua indipendenza, sia a causa delle “caratteristiche personali e professionali” di Soro, sia considerando il fatto che “il Ministero dell’Economia e delle Finanze è neutrale ed estraneo alla gestione delle partecipate”.

In una successiva riunione, il CDA di Leonardo provvederà a ricostituire al proprio interno i Comitati endoconsiliari.

da Money.it

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Azioni Leonardo volano post utili e guidance. Tutti i numeri sul contributo della grande preda conquistata
Laura Naka Antonelli

 06/05/2026

06/05/2026 - 09:18

Il colosso della difesa italiano Leonardo ha annunciato i conti del primo trimestre 2026. Occhio alla guidance dopo la grande acquisizione.
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Il colosso della difesa Leonardo ha annunciato di aver chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto su base adjusted pari a € 184 milioni (in rialzo del 60% su base annua) e ordini per 9 miliardi di euro, balzati del 31% “rispetto ai primi tre mesi del 2025 in tutti i business, a conferma del consolidato posizionamento del Gruppo nei mercati in cui opera, con un book-to-bill nel periodo pari a circa 2,0 ”.

Quotate sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari, le azioni Leonardo salgono subito del 2,5% circa, a quota 54,73 euro, confermandosi tra i titoli migliori dell’indice benchmark della Borsa di Milano.


I titoli accelerano ulteriormente al rialzo, scattando del 4,6% circa, a 55,73 euro.

Leonardo annuncia conti I trimestre. Il trend dei ricavi, dell’EBITA, del flusso di cassa e dei debiti
Tornando alla trimestrale, il portafoglio ordini del gigante italiano ha superaato così la soglia degli €56 miliardi, anche per effetto del consolidamento del business IDV, che ha determinato un impatto pari a circa € 5,6 miliardi, assicurando una copertura in termini di produzione superiore a 2,5 anni.

I ricavi di Leonardo sono saliti a € 4,4 miliardi, indicando “un diffuso e generale miglioramento rispetto ai primi tre mesi del 2025”, che è stato “pari al 10%, al netto dell’effetto cambio negativo derivante dalla traduzione delle componenti statunitensi, principalmente Leonardo DRS nel settore dell’Elettronica per la Difesa (+7% ai cambi effettivi) ”.


L’EBITA di Leonardo è stato pari a € 281 milioni (+33% rispetto al periodo comparativo), beneficiando del “ sensibile aumento in tutti i settori di business ”, nello specifico delle performance dell’elettronica per la difesa - nonostante l’impatto negativo dell’effetto cambio - gli elicotteri e l’aeronautica, grazie alla conferma del positivo andamento dei Velivoli e dei parziali recuperi dell’Aerostrutture e della partecipata GIE-ATR.

Il FOCF ha registrato un costante miglioramento, “ con riduzione dell’assorbimento di cassa , a dimostrazione dell’efficacia delle azioni intraprese”.

Di fatto, il Free Operating Cash Flow (FOCF) è stato negativo per € 411 milioni, migliorando del 29% su base annua, se si considera che nello stesso periodo del 2025 era stato pari a -€580 milioni. La riduzione del saldo negativo, ha spiegato Leonardo, è avvenuta grazie ai risultati positivi raggiunti con “le iniziative di rafforzamento della performance operativa e della gestione del capitale circolante ”.

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Leonardo ha reso noto infine che sull’indebitamento netto di gruppo, pari ad € 3,049 miliardi, in rialzo rispetto al 31 marzo 2025 del 43,5%, ha inciso “l’esborso sostenuto per le acquisizioni del business IDV, pari a circa € 1,6 miliardi”, e non solo, se si considera che l’azienda ha acquisito anche il restante 35% della società GEM Elettronica e il 100% di Enterprise Electronics Corporation (EEC) - attraverso la controllata Leonardo US Corporation.

L’indebitamento è stato in parte mitigato dal miglioramento del FOCF.

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Trimestrale Leonardo, il commento dell’AD Cingolani: “ottimi risultati”
Così il numero uno del gruppo, l’amministratore delegato Roberto Cingolani, commentando i conti:


Nel primo trimestre 2026 abbiamo conseguito ottimi risultati. Tutti i principali indicatori economico- finanziari registrano significativi progressi, a conferma dell’efficacia delle azioni commerciali e operative poste in essere dal Gruppo e della strategia tecnologica integrata alla base del Piano industriale. La revisione al rialzo sul rating, da parte di Moody’s, e sull’outlook, da parte di Standard & Poor’s,
rappresentano un ulteriore segnale sulla solidità finanziaria del Gruppo. La finalizzazione dell’acquisizione del business Difesa di Iveco Group costituisce un passaggio strategico rilevante che rafforza il nostro posizionamento nella difesa terrestre, completa il portafoglio e consolida il ruolo di Leonardo come Original Equipment Manufacturer capace di integrare software, hardware e servizi digitali per la sicurezza e la difesa.

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Guidance 2026 confermata. Occhio al contributo atteso della preda Iveco Defence Vehicles (IDV)
Il gigante della difesa ha confermato la guidance per il 2026, che mette in conto 21 miliardi di ricavi, nuovi ordini per 25 miliardi, un EBITA di 2,03 miliardi, un free cash flow operativo di 1,11 miliardi e un indebitamento netto a 800 milioni (al netto dell’esborso per IDV).

A tal proposito Leonardo ha sottolineato che,a partire dal 1° aprile, i suoi risultati di bilancio includeranno il contributo di Iveco Defence Vehicles che per i 9 mesi (aprile-dicembre) è atteso a 1,2 miliardi di ordini, 1,1 miliardi di ricavi, 0,12 miliardi di ebita e 0,22 miliardi di free cash flow operativo.

Leonardo ha rimarcato che lo scorso 18 marzo 2026 è stata perfezionata l’operazione di acquisto del business Difesa di Iveco Group (IDV) per un valore di € 1,6 miliardi, che ha rafforzato il suo posizionamento come “operatore di riferimento nel settore della difesa terrestre e il proprio ruolo di Original Equipment Manufacturer integrato, ampliando il portafoglio con piattaforme cingolate e ruotate e abilitando l’integrazione tra veicoli e sistemi elettronici ”.

DA MONEY.IT